Violino della Shoah, teatro e Mdv: Franceschini a Cremona. La cultura salva questo paese e rilancia la città

La visita del ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini a Cremona nell'imminenza del ricorrenza del “Giorno della Memoria”, è iniziata tra gli affreschi settecenteschi della Sala Manfredini del Museo Civico “Ala Ponzone” con il violino della Shoah, strumento donato da Carlo Alberto Carutti che ha un valore artistico ma soprattutto simbolico e di testimonianza.

E proprio le note di questo violino sono risuonate nella Sala Manfredini dove la musicista Anastasiya Petryschak ha eseguito il tema da Schindler’s List di J. Williams come omaggio di benvenuto all’ospite.

Commuovono queste note che vengono da un’epoca di violenza. Violenza alla quale si può rispondere anche con la cultura, perché la cultura può anche cambiare il mondo. Siamo grati al Ministro per quanto hai fatto a favore dei teatri di tradizione e per l’interesse dimostrato nei confronti di Cremona, città di cultura, patria di Monteverdi, capitale della liuteria. Grazie per l’interesse dimostrato nei confronti dei tanti progetti che la nostra città sta portando avanti in vista di Expo, progetti destinati a proseguire nel futuro per fare rinascere il nostro territorio lavorando insieme ad altre città: penso, ad esempio, al Festival Monteverdi, che vede unite Cremona Mantova e Venezia, oppure il progetto da Monteverdi a Verdi, per il quale collaboriamo dalla Lombardia all’Emilia, o ancora il Festival dal lago al fiume.

Ci sono momenti nella storia di una città in cui alcune questioni diventano davvero simboliche. Oggi il Ministro è venuto a Cremona a raccontarci questo: dentro un’unità del paese, un’unità delle istituzioni, insieme tutti insieme, noi con tutto l’impegno che ci mettiamo nelle proposte culturali e turistiche che abbiamo messo in campo, dobbiamo ridire che la cultura salva questo paese e che la cultura è respiro di questa città, città della pace e della convivenza.

L’imprenditore Carlo Alberto Carutti, ha mostrato personalmente al ministro Franceschini il violino dello Shoah, raccontandone la vicenda allo stesso tempo struggente e rocambolesca, con la passione del collezionista che lo anima, accennando anche all’altro strumento che ha portato al Museo Civico, sempre per essere esposto nella Collezione Le Stanze per la Musica, il mandolino realizzato da militari tedeschi nel campo di prigionia di Dorchester. I due strumenti, che saranno visibili al pubblico dal 29 gennaio, saranno protagonisti del concerto che si terrà mercoledì 28 gennaio, alle 21.00,  nella Sala della Camerata di Casa Elisa Maria.

“Dopo avere letto la storia davvero molto particolare di questo violino – ha detto a suo volta il ministro Franceschini – non potevo non venire a Cremona alla vigilia del Giorno della Memoria: è questo uno strumento che dovrà ‘viaggiare molto’ perché grazie alle sue note, chi le ascolterà, vedrà le immagini della tragedia che hanno affrontato i due fratelli che ne erano i proprietari, prima Eva Maria, quindi Enzo. Per questo dobbiamo essere grati a questo grande collezionista che lo ha salvato e lo ha portato in questo luogo”.  “Ma sono venuto a Cremona – ha quindi aggiunto il ministro – perché sono a conoscenza che questa città sta rafforzando la sua vocazione culturale attorno alla musica e alla liuteria e proprio per questo, in un recente incontro con l’ambasciatore d’Italia a Vienna, ho sollecitato a stringere rapporti di collaborazione tra queste due città, rapporti che so già essere stati avviati. D’altra parte la musica è, per il nostro Paese, un elemento che unisce, così come altrettanto importante è lo stretto legame che deve intercorrere tra la cultura ed il turismo”.

A seguire, abbiamo accompagnato il Ministro Franceschini nella sala della Pinacoteca dove è conservato il quadro Scherzo con ortaggi o l’Ortolano di Giuseppe Arcimboldo, che ha ispirato il volto della mascotte Foody di Expo 2015. A fare da guida, in questo caso, il conservatore della Pinacoteca, Mario Marubbi, che ha illustrato all’ospite le caratteristiche del dipinto.

Una breve visita al Teatro Ponchielli con la Sovrintendente Angela Cauzzi, per poi concludere il pomeriggio cremonese al Museo del Violino, dove nello splendido Auditorium, alla presenza del Cavaliere Giovanni Arvedi, del direttore Virginia Villa e del presidente di Friends of Stradivari, Edoardo Zosi, allievo dei corsi di perfezionamento dell’Accademia della Fondazione Stauffer ha suonato ‘Il Cremonese 1715’ di Antonio Stradivari, in occasione del 300esimo compleanno di uno violini più preziosi al mondo.

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