Premio Cremona, una mostra coraggiosa che scommette sull’intelligenza per una società radicata nella Costituzione!

Abbiamo inaugurato con i curatori Vittorio Sgarbi e Rodolfo Bona la mostra "Il Regime dell'Arte", aperta fino al 24 febbraio alla Pinacoteca di Cremona. Una mostra coraggiosa che scommette sull'intelligenza, sulla conoscenza anche dura di ciò che siamo stati per una società sempre più radicata nella nostra Costituzione!

La mostra sul Premio Cremona non è solo una mostra. E’ una grande operazione che la città di Cremona sta facendo con serietà e rigore storico e culturale, senza ipocrisie o strumentalizzazioni. Quest’anno abbiamo dedicato la programmazione culturale cittadina al Novecento. In questo contesto volevamo e dovevamo approfondire anche il periodo del Ventennio che, nella sua dura violenza, fa parte della storia della nostra città e del nostro territorio. Questa mostra svela un periodo e ci racconta, potrei anche dire ci sbatte in faccia ciò che siamo stati, soprattutto ci aiuta a capire. Ciò che, nella quotidianità, vivevano i nostri padri, le nostre madri, i nostri nonni. Nella quotidianità, per opportunità, per ideologia, per obbligo, per scelta. Cremona è stata anche questo. E’ stata anche, dal basso, complice e obbediente e silenziosa rispetto alle dinamiche drammatiche del regime. E’ stata preparazione alla Resistenza attraverso scelte di singoli e gruppi. E’ stata percorsi di arte e storie di pittori e artisti in rapporto con gerarchi e uomini di un regime durissimo, è stata relazione tra creatività e pratiche di indottrinamento e apologia, relazione problematica e anche pesantissima e sicuramente illuminante per gli anni che stiamo vivendo. Perché il coraggio delle proprie idee, di democrazia, di antifascismo, di convivenza, si afferma guardando in faccia e studiando un’epoca, altrimenti si lascia che qualcuno privo di storia e dimentico dei suoi insegnamenti faccia di quest’epoca un mito e pensi sciaguratamente che si debba ripetere la stessa violenza. Per Resistere ancora occorre fare memoria e per fare memoria non si può fare finta di niente. Conoscere con coraggio da dove veniamo è indispensabile condizione per mettersi con coraggio al servizio di un’idea di società, quella della nostra Costituzione. Questa mostra è dunque un’occasione, dentro ad un percorso culturale ricco che la città sta già facendo da mesi e continuerà a fare, con confronti, studi, e occasioni di riflessione, mobilitando energie culturali e di dibattito in città e nel paese, perché abbiamo bisogno di imparare ancora a confrontarci, abbiamo bisogno di più pensiero, per riscoprire che cosa siamo stati, per guardare anche gli errori e i drammi con lucidità e non ripeterli più.

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