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Abbiamo questa responsabilità: la consapevolezza di costruire dentro la nostra comunità un nuovo mondo di relazioni e di giustizia. E’ la premessa unica e indispensabile per liberarci dalla paura, per avere una traiettoria di futuro, per cancellare l’odio e la violenza. Abbiamo la responsabilità che ci è stata consegnata dal 25 aprile: fare e costruire comunità. E questo dipende da ognuno di noi.
C’è un’idea chiave dentro questo festival, un’idea che stiamo perseguendo: se noi dobbiamo raccontare un nuovo Rinascimento dobbiamo farlo ritornando ai territori, facendo in modo che i territori siano protagonisti di un nuovo entusiasmo razionale e progettuale. C’è una condizione chiave affinché questo possa avvenire: che i territori non si chiudano nelle proprie mura, ma che si aprano ai contatti con altre terre e costruiscano sinergie comuni. Anche per intercettare nuovi bacini turistici, come quello importantissimo del lago.
Un estratto dell'intervento al convegno 'Rifiuti come risorsa. Inceneritori e raccolta differenziata nel Sud Lombardia' organizzato il 17 aprile 2015 da AmbienteScienze, CreaFuturo, Acli, Arci, Atuttocompost, Filiera Corta Solidale, le sezioni di Cremona di Legambiente, Italia Nostra e WWF, alla presenza di Massimo Depaoli, Sindaco di Pavia e Alberto Bellini, Assessore a Forlì.
Questa è una grande occasione per lo sport cremonese e per tutta la città: la possibilità di avere in città due squadre che giocano nella massima categoria, una maschile e l’altra femminile, in due sport affascinanti e coinvolgenti. Vuol dire più spettacolo in città, più opportunità per i cittadini, più traino per tutte le società sportive, amatoriali e non, che militano nella nostra città e nel nostro territorio, in cui la tradizione della pallavolo è radicata. Oggi è davvero una bella notizia per tutta la città. Oggi è anche l’invito a tutti i cremonesi affinché domenica il palazzetto possa essere pieno per sostenere, posso dirlo, la nostra squadra.
La visita del ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini a Cremona nell'imminenza del ricorrenza del “Giorno della Memoria”, è iniziata tra gli affreschi settecenteschi della Sala Manfredini del Museo Civico “Ala Ponzone” con il violino della Shoah, strumento donato da Carlo Alberto Carutti che ha un valore artistico ma soprattutto simbolico e di testimonianza.
Ecco la dichiarazione rilasciata alla stampa nazionale e locale sul concerto al Centro sociale Dordoni dei 99 Posse. Porteremo la nostra grande preoccupazione e la nostra totale contrarietà rispetto a questo concerto, al Comitato della sicurezza, preoccupazioni e contrarietà già espresse alla Prefettura e alla Questura a cui competono le valutazioni a riguardo. Per quanto ci compete non rilasceremo nessuna autorizzazione. Abbiamo già detto che le convenzioni, che sono scadute, non saranno riconfermate. Tutto il resto attiene ovviamente all’ordine pubblico e per questo ci coordineremo, come già fatto in questi giorni, con istituzioni e forze dell’ordine.
Si è rotto il rapporto con la città. La mediazione che è stata portata avanti in questi anni dalle amministrazioni che si sono succedute, anche di colore politico diverso, non è più possibile con soggetti che si comportano in questo modo. Ovviamente rivedremo il tema delle convenzioni. Il Comune di Cremona, che non ha dato alcuna autorizzazione al corteo, ha lavorato intensamente, in stretto rapporto con le istituzioni e le forze dell'ordine, per limitare i danni. Tutta la nostra solidarietà alle persone e alle attività che hanno subito danneggiamenti, tutto il nostro ringraziamento alle forze dell'ordine che hanno gestito le violenze di sabato con intelligenza e competenza, circoscrivendo i danni ad una zona della città. Quando diciamo città della pace e della convivenza diciamo basta ad ogni estremismo.
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