Restare umani non è buonismo. Vuol dire governare il fenomeno e rendere possibile un futuro per tutti!

Il mio intervento alla manifestazione organizzata dalla Tavola della pace contro le discriminazioni e a favore di azioni di accoglienza e inclusione.

La paura è il vero e grande potere forte dell’oggi. La paura..
Se è così e se esisto solo basandomi sulla paura, cosa faccio? Da una parte la cavalco, la fomento, gridando, puntando il dito, dall’altra prometto che con me, solo con me, non ci sarà più. E come? Pensando al tema dell’immigrazione, chiudendo i migranti nei CAS, veri e propri hub, famosi per la loro problematicità, perché così nascondo il fenomeno e i cittadini non vedono e se non vedono stanno meglio e non si accorgono. E poi provando ad espellere o meglio dicendo di mandare via, altro che integrazione, ma sapendo che ciò non accadrà, perché occorre trovare accordi coi paesi d’origine. Però intanto l’ho detto, l’ho gridato e questo affascina. Ma, prima di tutto, la paura non si toglie solo se non si vede il problema e , secondo e soprattutto, in questo modo si generano fantasmi invisibili, in centri difficili da controllare, in cui monta la rabbia e la frustrazione, oppure per strada generando insicurezza o, ancora meglio, altra paura che legittima altro odio.
E poi, che altro faccio se devo rincorrere la paura? Tolgo i diritti a tutti gli stranieri, anche a chi rispetta le regole e paga i contributi, senza distinzione: nelle mense scolastiche, nella sanità, limitando la cittadinanza.. Ma dobbiamo essere molto chiari su questo. E se non ci crediamo, se la frase è “si ok i diritti ma non per tutti”, occhio, occhio: perché i confini sono sempre più sottili ed è un attimo che questa distinzione coinvolga alla fine anche noi, o un nostro parente, o un nostro amico. Che l’odio ci si ritorca contro! Pensarsi razza migliore genera consenso, ma abbiamo già visto questa storia e porta malissimo, porta alla catastrofe.
Voi che sostenete tutto ciò ascoltate questo: guardate che i diritti umani non sono mica “buonismo”! Basta con questa balla colossale. Se togli diritti togli anche doveri e giustizia, per tutti. Perché se crediamo che i diritti umani siano il punto di partenza, ci tiriamo su le maniche e facciamo. Non a prescindere da tutto, ma secondo le regole. Chi uccide, chi ruba, chi fa violenza non è un fenomeno, ma sono sempre persone e se sbagliano, commettendo crimini, vanno prese e punite indipendentemente dal colore della pelle, dalle loro origini, che siano italiane, europee o extraeuropee.
Non facendo assistenzialismo o nascondendo alla nostra vista i fenomeni (così se non li vediamo ci illudiamo che non ci sono e siamo legittimati a fare finta di niente…), ma chiedendo responsabilità e crescita. E questo non è facile, anzi. Non è buonista! Andatelo a dire a chi ogni giorno si occupa di reinserimento dei carcerati che è buonista. Andatelo a dire agli operatori che si occupano ogni giorno di migranti che è buonista. Andatelo a dire alle famiglie che accolgono minori fragili anche provenienti da altre parti del mondo che sono buoniste. Andate a dirlo a chi fa il volontario alle cucine benefiche che è buonista. Balle! Chi lo dice non conosce o fa finta di non conoscere. L’accoglienza degli altri non è buonista. È difficile, faticosa, ti mette in crisi a volte, ma è l’unico orizzonte di crescita e di efficienza. E di umanità! Restare umani non è uno scherzo, è una cosa serissima, è un impegno quotidiano difficilissimo. Altro che buonismo!
Non la paura, l’umanità è il vero potere forte, conquistata, riconosciuta. L’umanità rende tutto più efficiente, rende possibile governare i fenomeni, rende possibile un futuro per tutti!

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