8. Una città in cui è bello abitare: un progetto per la casa

La politiche per la casa devono essere considerate strategiche e non contingenti, per favorire in particolare l’accesso delle fasce deboli della popolazione alla locazione se non all’acquisto. La domanda sociale di alloggi in affitto è oggi consistente e differenziata: ci sono persone e famiglie sfrattate, prive di casa, che vivono in abitazioni improprie o degradate, che abitano in alloggi idonei, ma con affitti gravosi e giovani che si trasferiscono per studio.  Il Comune intende esercitare le sue competenze in materia di politiche abitative, tornando ad assumere la gestione dell’edilizia residenziale pubblica, praticata attraverso una rinnovata vicinanza ai bisogni delle persone e una buona efficienza organizzativa e operativa.

  • Programmiamo la manutenzione costante delle case popolari, anche in funzione di una gestione più efficiente e oculata delle risorse. Coinvolgiamo artigiani locali attraverso appalti trasparenti, controllati da parte del Comune.

 

  • Promuoviamo la creazione di agenzie immobiliari sociali e favoriamo la locazione tutelata per i cittadini a basso reddito, azioni di mediazione fra soggetti deboli e istituti bancari, per facilitare l’acquisto della prima casa, il recupero e l’affitto a canoni sociali di strutture di proprietà comunale in disuso. Costruiamo insieme a privati (associazioni di proprietari, cooperative ecc.) un piano per favorire la locazione a prezzi calmierati delle case private sfitte.

 

  • Promuoviamo un piano per l’efficienza energetica delle nostre case, a partire da quelle pubbliche, sostenendo strategie di risparmio delle spese energetiche e la diffusione di maggiori controlli. Molteplici sono le possibilità di intercettare fondi e finanziamenti specifici in questo senso.
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