2. Una città che genera lavoro

Un Patto di Comunità per il lavoro, la formazione e la ricerca impegna l’amministrazione in un coordinamento permanente di associazioni di categoria e datoriali, organizzazioni sindacali, terzo settore, per rilanciare il territorio e affrontare situazioni di crisi occupazionale.

Le prime linee strategiche di sviluppo sono legate all’alta formazione, all’innovazione e alla ricerca, perché Cremona si riscopra città europea e internazionale e immagini in grande il proprio futuro. Alta formazione significa anche accogliere a Cremona persone da tutto il mondo, significa produrre crescita culturale e lavoro in città, incentivando ad un tempo i settori del commercio e dell’alberghiero.

Alta formazione e ricerca agroalimentare e zootecnica. Le scuole tecniche e professionali, le Uni- versità, i laboratori di ricerca nell’agroalimentare e nella zootecnia, e intorno campi fertili e alleva- menti di grande tradizione: sono questi i nodi di un sistema importante e consolidato. È prioritario rinsaldare una forte sinergia dell’intera filiera dell’agroalimentare e della zootecnia, al fine di valoriz- zare l’agricoltura, il rapporto con la ricerca e l’università, fino ai diversi attori della distribuzione. L’in- ternazionalizzazione non è più una sfida da affrontare in modo frammentato. Dobbiamo costruire un sistema competitivo in un contesto sempre più globalizzato. EXPO 2015 – NUTRIRE IL PIANETA, ENERGIA PER LA VITA è l’occasione per fornire una prospettiva innovativa e di sviluppo del territorio, partendo dalle sue peculiarità produttive e dalle sue radici. Intendiamo promuovere, in particolare, il progetto di alta formazione in sicurezza alimentare, proposto dalla Università Cattolica del Sacro Cuore, che, se sostenuto con forza anche dall’amministrazione, porterà a Cremona esperti europei della sicurezza alimentare e persone da tutto il mondo. Il settore dell’alta formazione veterinaria (SCIVAC – Società Culturale Italiana Veterinari per Animali da Compagnia) arricchisce ulteriormente, con una presenza significativa, la proposta formativa del territorio.

Alta formazione liutaria. Cremona ha nella Liuteria un patrimonio culturale decisivo per il suo rilan- cio. Compito della prossima amministrazione comunale sarà mettere a frutto questa realtà: un’op- portunità in chiave economica, ma soprattutto un vero e proprio laboratorio culturale. La recente apertura del Museo del Violino rappresenta un elemento molto importante e trainante. Il Comune potrà assumere il ruolo di coordinamento di tutti i soggetti in campo: intendiamo definire insieme lo sviluppo della Scuola di Liuteria, in un sistema unitario rappresentato da Cr-Forma, Musicologia e dal possibile corso di Ingegneria acustica del Politecnico di Milano, la cui apertura deve essere sostenuta. I laboratori del Museo del Violino, di Cr-Forma nell’ambito del restauro e dello studio del suono sono i pilastri della ricerca che, insieme all’alta formazione, renderanno unica la nostra città. Al centro del sistema, i nostri liutai: rilanciamo l’importanza di uno spazio permanente di confronto e di progetto con i diversi soggetti coinvolti nel settore (Associazioni di categoria, Camera di Commercio, Fondazione Stradivari, Ente Fiera, singoli liutai), per programmare e implementare tutte le attività volte alla valorizzazione della liuteria, intesa innanzitutto come attività di artigianato artisti- co. I liutai dovranno essere interlocutori rilevanti per la definizione delle politiche culturali cittadine.

Alta Formazione Musicale. Cremona ha nell’alta formazione musicale un punto di forza e di specificità indispensabile, grazie alla sinergia tra l’Istituto Superiore di Studi Musicali Claudio Monteverdi e la Fondazione Walter Stauffer. La presenza di Musicologia è poi determinate per definire il qua- dro della formazione musicale in città. Il patrimonio musicale cremonese deve essere considerato come un vero e proprio sistema, che coinvolge sia la sfera artistica e culturale, sia la capacità imprenditoriale e organizzativa dei soggetti produttivi. L’amministrazione dovrà attivarsi con tutti gli attori istituzionali affinché l’Istituto Superiore di Studi Musicali continui la sua attività in maniera stabile, superando quella condizione di precarietà che impedisce programmazioni di lungo periodo. L’inserimento nella rete degli istituti superiori di studi musicali statali è una prospettiva, ma dovrà integrarsi entro una generale proposta di alta formazione che la nostra città saprà costruire. La formazione musicale presente sul territorio interessa molteplici livelli, non solo specialistici. Anche qui la grande presenza di realtà che offrono formazione musicale ci deve spingere a lavorare insieme per allargare la platea di allievi, attraverso una co-progettazione fra ente pubblico, scuole e realtà private.

Proponiamo un Patto per il rilancio, in cinque azioni:

1. Manteniamo e creiamo lavoro a Cremona: ripartiamo dal Polo Tecnologico. Valorizziamo la parte del progetto per la costruzione di spazi di co-lavoro per giovani e di start up. In particolare favoria- mo start up per la costruzione di applicazioni informatiche utili al turismo e al commercio e legate alla ricerca sul suono.

2. Sosteniamo e ascoltiamo costantemente le imprese di eccellenza del territorio perché continuino a generare sviluppo e lavoro. In particolare il polo dolciario rappresenta a Cremona una realtà di rilevanza nazionale: lo sviluppo di questo settore, anche in termini di ricerca e formazione, rappresenta una concreta opportunità di sviluppo per la città. Inoltre, anche per rilanciare il settore manifatturiero, colpito duramente dalla crisi economica, seguiamo con attenzione intese possibili su aree strategiche d’interesse sovracomunale (ad esempio Tencara), per generare occupazione e dare origine a nuovi insediamenti produttivi sul nostro territorio.

3. Favoriamo l‘accesso al credito per il lavoro autonomo, unendo le forze della città. Ci proponiamo, ad esempio, di svolgere una funzione di coordinamento che coinvolga tutti i soggetti della città impegnati in questo ambito, anche attraverso un’attività di informazione e di accompagnamento dei cittadini.

4. Semplifichiamo il lavoro e liberiamo le energie della città. Anche in applicazione delle normative vigenti, intendiamo perseguire una semplificazione delle procedure amministrative, in sinergia con altri enti: meno burocrazia, più lavoro! In particolare proponiamo uno Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) efficace per le nostre imprese, che orienti e accompagni imprenditori e cittadini. Aumentiamo servizi informatici a servizio dei cittadini (open data, servizio al traffico e alla sosta, semplificazione di atti amministrativi, miglioramento del sito del Comune…). Infine, mettiamo a disposizione anche le conoscenze informatiche dell’amministrazione per start up di impresa giovane che potrebbero sorgere e in parte esistono, per la costruzione di pacchetti informatici sul commercio e sul turismo.

5. Sosteniamo attività di sviluppo e situazioni di fragilità lavorativa, utilizzando le risorse con ef- ficienza e impiegando le possibilità offerte dalla leva fiscale.

Combattiamo insieme agli altri Comuni italiani contro la rigidità del PATTO DI STABILITÀ: Cremona da sola può fare ben poco, ma insieme ad ANCI può essere protagonista di una lotta per il cambiamento: cambiamo l’Europa anche da Cremona, per avere più Europa di sviluppo.

Costruiamo possibilità reali affinché i nostri figli non debbano abbandonare Cremona: progettiamo un Piano Locale Giovani per creare più occasioni di lavoro (incubatori di impresa, spazi di co-lavoro…), coordinando e sostenendo le potenzialità della città, la presenza e le competenze di tanti giovani qualificati e lo sviluppo di nuove professionalità; per favorire l’incontro fra scuole professionali, impresa e università; per costruire un Piano Culturale che veda i giovani protagonisti.

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