Festa della Famiglia, modello di comunità che cura le relazioni e traduce in virtù civica la misericordia

Il discorso alla Festa della Famiglia: quando sapremo chiamare 'figli' non solo i nostri figli, ma i figli della comunità, allora avremo tradotto in virtù civica quella spettacolare virtù che è la misericordia.

Non voglio fare un saluto formale, ma condividere con voi alcune riflessioni rapide. Quando ho pensato a che cosa dire oggi alla Festa della Famiglia ho pensato innanzitutto a tanti momenti della nostra vita familiare fatti di tante cose normali e quotidiane come quelle di ogni famiglia.

Mi sono domandato che cosa rappresenta la mia famiglia e una famiglia? La famiglia per noi è un luogo e un tempo delle relazioni di cui prendersi cura. La nostra città, come le altre città, ha bisogno di ricostruire una comunità in cui al centro siano le relazioni da ritrovare. E allora la famiglia è un modello su cui fondare la comunità. E’ anche vero che la famiglia ha bisogno di altre famiglie. La famiglia, dunque, non è solo luogo della cura delle relazioni interne, ma della cura delle relazioni esterne, con altre famiglie. Questo è il senso più vero della comunità: una rete di famiglie che si prendono cura le une delle altre. Questo è anche il modo per affrontare le povertà crescenti, le difficoltà, le fatiche. Ma è anche la bellezza del vivere: la possibilità di ricostruzione di una comunità a partire dalla rete di relazioni di famiglie in grado di curare al loro interno e di parlare i gesti delle relazioni al loro esterno.

Che cosa serve perché questo accada? Ci sono tante esigenze delle famiglie, legate alla scuola, al lavoro, ai figli, agli anziani, alla disabilità. Per rispondere forse non basta una singola azione, ma serve una visione di società. Questo è ciò che ci è chiesto come amministratori pro tempore, ma non solo: è una visione di società che occorre condividere insieme. Secondo me la questione non è solo ciò che serve alle famiglie, ma ciò che è chiesto alle famiglie. C’è una traduzione civile della misericordia che è ritrovare insieme un senso di comunità. La famiglia è luogo in cui si formano le coscienze, di bambini grazie agli adulti e di adulti grazie ai bambini, che sa tradurre la virtù della misericordia nella capacità di vivere le virtù civili che sono quelle di riprendersi in carico il bene comune della città. E questo manca ancora. Quali saranno le reti di relazioni che molti minori non accompagnati, stranieri e non, riusciranno a trovare a Cremona? Come le nostre famiglie sapranno rispondere a questa emergenza? Quando riusciremo a chiamare figli non solo i nostri figli, ma quelli della città, e non solo quelli delle comunità parrocchiali, ma quelli che abitano nelle scuole e nei quartieri della nostra città, allora secondo me – guardando alla mia famiglia innanzitutto – sarà tradotta in virtù civica alta e nobile quella spettacolare virtù della misericordia.

Oggi è Festa della Famiglia. La famiglia è cura delle relazioni, è capacità di incarnare la misericordia: per questo la famiglia è speranza. Ritroviamo allora lo slancio di positività, uno sguardo nuovo. Quello che voi oggi qui rappresentate e per il quale vi ringrazio!

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