Dire, Fare, Abitare: un nuovo approccio al fabbisogno abitativo per comunità solidali socialmente sostenibili

Il progetto è stato elaborato dai referenti del Centro Interculturale Mondinsieme e del Centro per le Famiglie facendo proprio l’obiettivo strategico di questo settore che, parallelamente al tema della garanzia di un alloggio adeguato, vede come prioritaria l’azione di promuovere comunità solidali socialmente sostenibili e quindi la definizione e diffusione di una nuova cultura dell’abitare.

Dire, Fare, Abitare: questo il nome del progetto, realizzato dal Comune insieme a diversi altri partner del territorio, che ha posto le basi per intervenire, in modo trasversale e con un nuovo approccio, sul fabbisogno abitativo in tutti i suoi molteplici aspetti.

Il Settore Politiche Sociali del Comune di Cremona ha partecipato al bando a valere sull’annualità 2013 del FEI, Fondo Europeo per l’Integrazione di cittadini di Paesi Terzi (cofinanziato da Unione Europea e Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili), Azione 6 “Mediazione sociale, linguistica e interculturale”, ottenendo il finanziamento del progetto Dire, Fare, Abitare. Il progetto è stato elaborato dai referenti del Centro Interculturale Mondinsieme e del Centro per le Famiglie facendo proprio l’obiettivo strategico di questo settore che, parallelamente al tema della garanzia di un alloggio adeguato, vede come prioritaria l’azione di promuovere comunità solidali socialmente sostenibili e quindi la definizione e diffusione di una nuova cultura dell’abitare.

E’ proprio in questa nuova chiave di lettura che i temi della sicurezza e della socialità si uniscono ed acquistano particolare rilievo: infatti, la costruzione di una “comunità abitativa” è intrinsecamente legata alla qualità dell’abitare e passa quindi attraverso lo sviluppo di nuove modalità e di nuovi strumenti di gestione, come ha avuto modo di spiegare l’assessore Rosita Viola nella suo intervento introduttivo.

Anche a seguito della sperimentazione avviata dal Settore Politiche Sociali tramite il tutor condominiale, è emersa la necessità di accostarsi al tema dell’abitare con un approccio multidimensionale, attraverso un processo integrato in grado di mettere a sistema le componenti immobiliari, gestionali e sociali, per conseguire una “sostenibilità complessiva”, tenuto anche conto della particolare crisi economica e sociale contingente – di cui un chiaro segnale è senza dubbio l’incremento del fenomeno della “morosità incolpevole”, cioè della difficoltà incontrata dagli inquilini nel far fronte al costo dell’affitto, oppure alle spese di gestione a causa di situazioni di impoverimento, anche solo temporanee, connesse a vari fattori ed eventi, quali la perdita del lavoro oppure una malattia, ad esempio, e che, se affrontata in una logica meramente burocratico – amministrativa potrebbe produrre un aggravarsi del costo sociale connesso alla perdita dell’alloggio da parte delle persone che si trovano in tali condizioni.

La proposta progettuale Dire, Fare, Abitare ha dunque affrontato il tema dell’accesso all’alloggio attraverso la costruzione di un approccio di sistema a forte integrazione tra soggetti pubblici e privati, perseguendo i seguenti obiettivi:

1. promuovere il pieno godimento dei diritti abitativi da parte dei cittadini stranieri di paesi terzi al fine di contrastare forme di discriminazione e favorire la piena integrazione;

2. rendere più efficace la risposta di tutti i soggetti coinvolti (privato\pubblico) per facilitare l’accesso e il mantenimento dell’alloggio;

3. prevenire e contrastare fenomeni di disagio e conflitto in diversi contesti abitativi multiculturali con particolare riferimento alle situazioni di morosità di affitti ed utenze;

4. coinvolgere in modo attivo i cittadini stranieri e non in azioni di costruzione di comunità e coesione sociale, in un’ottica partecipativa e di cittadinanza attiva;

5. sensibilizzare la cittadinanza tutta circa i temi e i processi dell’integrazione.

In particolare sono in corso di sperimentazione percorsi e strumenti innovativi di prevenzione e contrasto alla morosità, che siano condivisi, sostenibili e replicabili anche oltre la durata del progetto.

Per questo motivo è stata costituita una specifica rete di partenariato con capofila il Comune di Cremona e come partnere l’Azienda Sociale del Cremonese, le cooperative Lae2, Iride, Nazareth, Fuxia e il Forum provinciale cremonese dell’Associazionismo. A fianco di questi partnere si colloca anche una rete di soggetti del territorio sia di carattere sociale sia rappresentativi dell’abitare che svolgono il ruolo di sostenitori e di facilitatori del progetto, con i quali si stanno definendo modalità per azioni specifiche quali l’Osservatorio sul bisogno abitativo.

Gli obiettivi del progetto sono stati elaborati attraverso un processo di progettazione partecipata al quale hanno dato il loro contributo i vari partner. Proseguendo con questo modello operativo condiviso sono stati delineati gli ambiti di lavoro del progetto che possono essere così sintetizzati:

– attivazione di strumenti di governance (tavolo istituzionale, tavolo di coordinamento operativo e tavoli di lavoro territoriali e tematici quali i laboratori di comunità);

– costruzione e attivazione delle antenne territoriali (costituzione e coordinamento di una rete multi-stakeholder di “antenne territoriali”, costituite da soggetti di natura sia sociale sia tecnica, del pubblico, del terzo settore e del mercato immobiliare privato, capaci di captare i fenomeni abitativi e le criticità, in grado di fornire informazioni e orientamento sul tema dell’abitare; formazione specifica per la costituzione degli snodi informativi; edizione e distribuzione di materiale informativo di base)

abitare responsabile (costruzione di strategie operative tese a prevenire sentimenti di rivalsa nei confronti di enti oppure di locatori; attuazione dei percorsi di contrasto alla morosità: analisi del caso, definizione dei parametri economico sociali di accesso, programmazione finanziaria di rientro attraverso percorsi di accompagnamento, rilevazione delle competenze del nucleo famigliare, restituzione del debito attraverso percorsi di formazione in situazione; attivazione di animazioni territoriali per il coinvolgimento dei residenti in quartieri multiculturali della città; realizzazione di interviste ai residenti dei quartieri, sui temi della casa, del quartiere, degli spazi comuni e dell’abitare; raccordo con le altre progettualità regionali)

– dire, campagna di comunicazione articolata in tre filoni: comunicazione del progetto e delle sue azioni alla comunità intesa sia come contesto globale sia come micro-reti territoriali; realizzazione di eventi a carattere culturale e di sensibilizzazione che possano coinvolgere la cittadinanza in momenti di confronto sul tema; utilizzo di strumenti interattivi e spazi comunicativi diffusi nella città per presentare messaggi e contenuti relativi alle finalità e ai risultati del progetto.

Grazie al lavoro svolto, come hanno avuto modo di dichiarare all’unisono l’assessore Viola e l’assessore Platè (è coinvolto naturalmente anche l’Assessorato alla Casa e all’Area Vasta), sono state poste le basi per affrontare il fabbisogno abitativo e le tematiche legate alla casa, in tutti i loro molteplici aspetti, mettendo in campo un approccio decisamente innovativo, dove lo scambio di conoscenze e di informazioni è fondamentale per intervenire con azioni mirate che già si stanno delineando, così da passare dal disagio abitativo all’accompagnamento all’abitare.

A conclusione del progetto, il 23 giugno alle ore 17.30, al Forum del Terzo Settore di via Speciano, 2 è in programma il convegno La casa, i vicini, il quartiere – chiacchiere sull’abitare, che vede come relatori Alfredo Alietti, docente di Sociologia urbana all’Università degli Studi di Ferrara, Paola Merlini, sociologa referente per la ricerca biografica (Cooperativa Iride), Anna Lazzarini, ricercatrice alla IULM di Milano.

In programma anche alcune performance, qualiDire Fare Giocare: letture a cura di Ilaria Andaloro, associazione Il Gioco degli Specchi (Trento); Dire Fare Fotografare: ricognizione fotografica nei quartieri a cura di IAL Lombardia, il tutto con la regia a cura di Teatro Itinerante.

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