Decreto INsicurezza, ma la sospensione non è la soluzione per i Comuni. Chiediamo con Anci correttivi!

Ecco la mia dichiarazione, diffusa alla stampa, in merito alle recenti notizie sul Decreto del 4 ottobre 2018 in materia di immigrazione e sicurezza e alla sua applicazione a livello locale.

Il decreto produrrà nella nostra città più insicurezza, mettendo in difficoltà i Comuni che si troveranno ad affrontare da soli un fenomeno che andava gestito diversamente e congiuntamente, ma la sospensione degli obblighi di legge di un provvedimento approvato dal Parlamento non è nel potere di un sindaco e non è la soluzione adottabile dai Comuni. Abbiamo già chiesto agli uffici del Comune un’analisi tecnica accurata degli effetti sociali, di sicurezza ed economici che il decreto avrà a Cremona e sul territorio. Vogliamo affrontare numeri e criticità della situazione cremonese con tutti i soggetti coinvolti in città e vogliamo essere protagonisti del tavolo richiesto da Anci tra Ministero e sindaci per risolvere i problemi che questo decreto crea, per discutere modalità operative e correttivi così come avevamo chiesto a gran voce con sindaci di diverso colore politico prima della conversione in legge e come votato dal nostro Consiglio comunale il 26 novembre. A Cremona esiste un sistema virtuoso fatto di regole e di integrazione che, proprio per la sicurezza di tutti, sempre nel rispetto della legge, va portato avanti. Lavoriamo per questo!

Restare umani non è buonismo. Vuol dire governare il fenomeno e rendere possibile un futuro per tutti!
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