Cremona è capace di gesti di bontà: il premio Bittanti a Francesca, Ramandip e Kirandip e ai vigili del Fuoco

C'è una bellezza dei gesti. Nella normalità dell'esistenza: quella di uscire e di aprire le porte, anche quelle della mente, per scoprire che fuori c'è un mondo fatto di altre persone con cui costruire relazioni e vita. Cremona è capace di gesti di bontà!

Francesca, ventenne  residente a Casalbuttano, Ramandip e Kaur, gemelle indiane diciottenni residenti a Piadena, e l’Associazione Vigili del Fuoco – Comando di Cremona, sono i vincitori dell’edizione 2016 del Premio di bontà intitolato alla memoria di Lidia Bittanti. Abbiamo consegnato il riconoscimento insieme ai componenti della commissione del Premio: Marilena Antonioli e Claudio Bodini, in qualità di rappresentanti delle famiglie Bittanti – Antonioli, promotrici del premio, Fabio Donati, delegato del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Cremona, e don Michele Martinelli, delegato dal Vescovo di Cremona.

Come commissione, della quale fa parte anche l’assessore alla Trasparenza e Vivibilità sociale Rosita Viola, che oggi non è potuta intervenire, abbiamo deciso di assegnare un premio di 1.000,00 euro a Francesca Sarti segnalata dall’Ospedale della Carità di Casalbuttano ed Uniti, un premio di 1,000,00 euro a Ramandip Kaur e Kirandip Kaur, in quanto ritenute meritevoli in relazione allo spirito del bando. Inoltre, considerata la disponibilità economica che alimenta il premio, nonché dell’emergenza terremoto che li ha visti protagonisti, abbiamo deciso di assegnare un terzo riconoscimento, sempre di 1.000,00 euro, all’Associazione Vigili del Fuoco – Comando di Cremona, segnalata da don Giuseppe Ghisolfi, titolare della Parrocchia B.V. Lauretana e San Genesio.

FRANCESCA: VOLONTARIA IN MEZZO AGLI ANZIANI

Francesca, nata nel 1996, diplomatasi all’Istruzione Superiore “Einaudi” di Cremona – Indirizzo tecnico dei servizi sociali, dopo avere svolto un tirocinio attivato con la scuola nella Fondazione “Ospedale della Carità” di Casalbuttano ed Uniti tra il 2013 e il 2014, ha deciso di proseguire, in qualità di volontaria, il percorso iniziato. Durante questi due anni (2015 e 2016) Francesca ha dimostrato particolare sensibilità ed attenzione verso persone anziane con gravi fragilità e, attraverso la propria sensibilità, si è posta in relazione con modalità positive e costanti nel tempo. La ragazza, inoltre, si è mostrata molto rispettosa verso l’ambiente e le persone che risiedono nella struttura e la frequentano, creando con loro un legame, affiancandole durante le attività quotidiane, dando così prova di una forte predisposizione a stabilire un approccio efficace verso persone con gravi difficoltà.

RAMANDIP E KIRANDIP PER IL LORO GESTO DI ACCOGLIENZA 

Ramandip Kaur e Kirandip Kaur, studentesse di Cremona, hanno dato prova di grande sensibilità, generosità e versatilità nel proporsi in aiuto ad una loro connazionale, incontrata da Ramndip in un momento di difficoltà. Quest’ultima, dopo averla ospitata, si è subito attivata aiutandola traducendo quanto occorreva e supportandola psicologicamente.  La donna che è stata aiutata ha espresso profonda gratitudine per queste due sorelle che l’hanno supportata in vari modi: adesso infatti ha una una vita migliore, un lavoro e la sua indipendenza.

VIGILI DEL FUOCO SEMPRE ATTENTI AI PIU’ FRAGILI E PICCOLI

Per i molteplici interventi a favore di bambini sia in Italia che all’estero, con una perseverante opera benefica, iniziata anni fa a favore di Suor Elena Portas (Perù) proseguita oggi nelle zone terremotate di Amatrice e Accumoli.
L’Associazione Vigili del Fuoco – Comando di Cremona, con la sua attività testimonia una continua e perseverante opera benefica, iniziata diversi anni fa a favore di Suor Elena Portas, che dirige un centro di accoglienza per bambine disagiate a Pomabamba, in Perù. L’Associazione, inoltre, si è dimostrata vicina alle zone colpite dai terremoti con iniziative benefiche effettuate nei paesi di Amatrice ed Accumoli.

CHI ERA LIDIA BITTANTI

Lidia Bittanti nasce a Cremona il 17 settembre 1906, la prima di quattro figli. Diventata una giovane donna, Lidia decide di staccarsi dalla famiglia, lascia Cremona e con una amica si sposta nella città di Parma per avviare un’attività commerciale, un negozio di biancheria. Manifesta da subito la sua intraprendenza, sa muoversi con disinvoltura e abilità. Il commercio è la sua vita e con coraggio si divide dall’amica aprendo un negozio tutto suo. Mantiene lo stesso articolo di vendita ma prende contatti con la città di Firenze e avvia una fiorente azienda di confezioni: la IMCERF, acronimo di “Impresa Confezioni e Ricami Fiorentini”. Passano gli anni, il negozio non basta più. Dopo essersi sposata inizia un’attività di vendita dei suoi articoli ad altri negozi e in altre città. Nel 1955 rientra a Cremona. Ancora una volta si rinnova, ha capacità e idee in campo commerciale. Decide per una nuova attività: non vuole più vendere prodotti realizzati da altre aziende ma vendere ciò che lei stessa produce. L’orientamento è per un articolo nuovo in espansione sul mercato: il costume da bagno. Conosceva il mercato e aveva fatto la sua scelta. Alcuni famigliari, a vario titolo, l’aiuteranno ma è lei che porta avanti e sviluppa quella che rimarrà pur sempre una piccola attività imprenditoriale. Sa progredire ma soprattutto rinnovarsi per seguire un mercato in evoluzione. La grande mossa fu andare negli Stati Uniti a rifornirsi di un prodotto nuovo per fare i costumi da bagno, il tessuto LASTEX, che rivoluzionò il mercato. La sua vita fu semplice e misurata; visse fino alla fine con la vicinanza di sua mamma in una casa in Via Elio Crotti in Cremona. Al piano terreno il laboratorio e gli uffici. Si interessava di tutto il ciclo della lavorazione dei costumi da bagno. Negli ultimi anni però cedette la gestione del laboratorio e curò totalmente il rapporto commerciale con i suoi clienti. Condusse la sua azienda fino al 1966 quanto una grave malattia la obbligò in poco tempo a lasciare. Fu lucida fino all’ultimo e come suo desiderio ebbe modo di esprimere le sue volontà nel segno dell’altruismo e della solidarietà, valori in cui credeva e che la famiglia rispettò pienamente. Destinò un aiuto economico a diverse presone che sapeva in difficoltà e volle che il suo denaro fosse destinato ai giovani. La famiglia, tenendo conto delle sue volontà, ha istituito questo premio, attraverso un’importante donazione al Comune, per ricordarne la memoria.

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