Con la partnership Lgh-A2A garantiamo servizi sostenibili e di qualità e necessaria innovazione

Pubblichiamo la trascrizione del discorso tenuto durante il Consiglio comunale chiamato a votare l'offerta vincolante per l'acquisizione di una quota di maggioranza (51%) di Linea Group Holding da parte di A2A nella prospettiva di integrazione tra A2A e LGH.

Che cosa stiamo facendo? 

La risposta è, dal nostro punto di vista, che stiamo costruendo una partnership industriale, un’alleanza che ha motivo e significato profondi e che ha un obiettivo di fondo che in queste settimane più volte è stato descritto e analizzato: il mantenimento, la sostenibilità e il rilancio di diversi servizi pubblici che interessano il territorio della nostra città, il territorio intorno alla nostra città e i territori che fanno parte della holding Lgh. E’ il senso profondo di una politica, di una Giunta e di una coalizione che si sono attivate per scandire i passi di un percorso importante. I ringraziamenti sono per tutti quelli che hanno voluto dare il loro contributo, anche di opinione contraria.

Di quali servizi stiamo parlando?

Di acqua si occupa Padania Acque, società in house. Di manutenzione strade, gestione della sosta, spazzamento neve, semafori e segnaletica, varchi elettronici ovvero di molti servizi essenziali in città, si occuperanno AEM, su cui stiamo molto lavorando in un percorso virtuoso di risanamento, e la nuova società “Servizi per Cremona”, che stiamo costruendo e che opererà dal prossimo anno. Seguendo le linee indicate dal Consiglio comunale, questi servizi saranno gestiti con maggior indirizzo e controllo da parte del Comune stesso. In particolare, l’illuminazione pubblica sarà oggetto nel prossimo futuro, di un progetto di ammodernamento che consentirà risparmio energetico, benefici per l’ambiente e abiliterà la nostra città verso il modello di smart city. Quando parliamo di LGH parliamo pertanto non di tutti i servizi, ma di alcuni servizi, certo anch’essi importanti: energia elettrica e gas, igiene urbana (raccolta e smaltimento dei rifiuti), teleriscaldamento, servizi per una smart city. E si tratta di servizi intorno ai quali si possono costruire grandi prospettive di rilancio industriale.

Che cosa serve per mantenere questi servizi, renderli sostenibili ed efficientarli?

Il servizio di distribuzione gas dall’anno prossimo andrà a gara. Per vincere questa gara occorre avere capitali che garantiscano investimenti adeguati. Le infrastrutture della nostra città sono un patrimonio che va mantenuto, manutenuto e innovato. Capitali e investimenti consistenti servono anche per la distribuzione e la vendita di elettricità e per il teleriscaldamento. Sono infatti servizi importanti e anche onerosi per chi immagina di avere economia di scala maggiori e ampliamento dei clienti che consentono la sostenibilità di un’azienda e quindi dei servizi. Anche se parliamo di rifiuti, la contiguità territoriale è un modello di efficientemento dei servizi. Avere la possibilità di una gestione integrata sovraterritoriale apre inoltre possibilità ulteriori su cui tornerò dopo. Per quanto riguarda le telecomunicazioni, Lineacom ha bisogno di un rilancio industriale per competere nel mercato. La possibilità di andare ad un accordo con società maggiori che hanno questo business è una possibilità importante.

Se noi vogliamo mantenere i servizi pubblici di cui stiamo parlando (gas, elettricità, teleriscaldamento e telecomunicazione), dunque, è necessario trovare capitale che permetta di fare investimenti. Per Lgh, perdere le gare significherebbe l’impossibilità di controllo e di costruzione di piani industriali su questi servizi.

Come abbiamo interpretato l’atto di indirizzo del Consiglio comunale del 30 marzo 2015 che impegnava la Giunta a maggior indirizzo e controllo sulle partecipate?

Stiamo interpretando questo indirizzo proprio lavorando intensamente su Aem e Servizi per Cremona. Il percorso di Aem è un percorso che vede sei creditori principali e uno stand still, che vuol dire ’fermatevi nel richiedere esigibilità del debito, costruiamo un piano che consenta un rientro totale della situazione debitoria’. L’11 dicembre di questo mese, dopo un intenso lavoro, siamo arrivati alla costruzione del Cda della nuova Padania Acque: abbiamo trovato un accordo tra forze politiche diverse. Il passo successivo è il conferimento delle reti idriche da Aem alla nuova società: un passaggio importantissimo sia per Aem nel suo piano di rientro, sia per Padania Acque. Altri elementi sono: il piano di razionalizzazione che prevede il mantenimento della sosta in capo a Aem, la vendita di Km, la vendita del lotto per il Polo Tecnologico e proprio la partnership tra Lgh e A2A.

Nella partnership Lgh-A2A la politica ha lavorato con intensità a fianco dei tecnici. La strada l’abbiamo decisa insieme con i sindaci e abbiamo deciso come percorrerla nei dettagli. L’atto di indirizzo e di controllo così è stato esercitato e abbiamo la possibilità di esercitarlo ancora dentro il percorso che ci aspetta.

Il lavoro che abbiamo fatto ha coinvolto la mia coalizione in maniera forte, in serate passate a studiare i testi per migliorarli, anche in ultimo per la stesura della delibera definitiva. Il lavoro di controllo e di indirizzo è anche un lavoro di partecipazione. Gli uffici di presidenza aperti sono stati coinvolti in momenti di discussione approfonditi e ampi: questa è una forma di rispetto delle istituzioni e della partecipazione. Le istituzioni di questa città sono state coinvolte e il nostro territorio ha dato vita ad una forma di partecipazione tra le più ampie anche rispetto agli altri territori. L’Ufficio di presidenza ha rappresentato la casa di tutti e di questo il grazie va alla Presidente del Consiglio Simona Pasquali.

Mi auguro che questa decisione abbia un’ampia convergenza da parte di questo Consiglio perché riguarda tutta la città e tutto il territorio. Ci siamo confrontati in città con molti interlocutori: movimenti ambientalisti, categorie economiche che sono all’interno della Camera di Commercio, rappresentanti di professionisti, rappresentanti sindacali.

Quale è stato il percorso di Lgh?

Nel 2013 ricordiamo l’emissione dei 300 milioni di bond che definivano già in sé la necessità di un rafforzamento di un piano industriale con un recupero di ulteriori capitali. Quali sono le strade per rafforzare il capitale? Sono quattro. La prima: capitalizzazione ulteriore da parte delle partecipate e dei Comuni (strada non percorribile per ovvie ragioni da parte di Aem e del Comune e di tutti gli altri territori). La seconda: entrata di un fondo strutturale nella holding o in una società di business, strada scartata perché non volevamo e non vogliamo metterci nella condizione di non poter contrattare e verificare un percorso che vede protagonisti i territori nella definizione di un piano industriale. La terza: quotazione in borsa. La quarta: accordo con multiutilities di caratteristiche più grandi rispetto a Lgh. Il percorso di quotazione in borsa, dopo un’analisi interna, è stata scartata. L’accordo con una multiutility poteva avvenire in tre modi: vendita, fusione o partnership. La costruzione di una partnership ci è sembrata la strada migliore per quella possibilità dei territori di stare dentro il percorso di un piano industriale.

Perché con A2A?

Si definisce infungibile la partnership tra Lgh e A2A per la quotazione in borsa, per la partecipazione azionaria, per la continuità territoriale e di business, per l’idea di una multiutiliy dei territori, una multiutility lombarda secondo una visione strategica di alleanze sovraterritoriali.

Ma il prezzo è equo?

Noi abbiamo deciso di avere un advisor, scelto dai soci di Lgh. Unicredit ha attestato che il prezzo è equo.

Che cosa accadrebbe se questa partnership non venisse realizzata?

Se questa operazione non venisse realizzata noi ci ritroveremmo il prossimo anno a dover ripetere questa operazione, ma avendo perso la possibilità di una contrattazione sul piano industriale e ad un prezzo decisamente inferiore. Questa partenership, dunque, significa mettere a tutela il patrimonio del nostro territorio e di tutti i territori dentro a Lgh.

Quale piano industriale dunque?

Abbiamo costruito atti di indirizzo vincolanti all’interno dell’offerta. Noi abbiamo insistito su alcuni elementi: abbiamo lavorato perché ci fosse una chiara indicazione rispetto all’innovazione in ambito ambientale e rispetto all’economia circolare. L’altro elemento su cui abbiamo insistito è quella relativa al tema delle telecomunicazioni che riguarda un’azienda che ha sede nel nostro territorio con relativi posti di lavoro. Fare questa operazione significa il mantenimento di un piano industriale e di posti di lavoro.

Rispetto alla questione dell’inceneritore, nell’intervento di ottobre già dissi che noi abbiamo davanti da qua al 2024 due no e un si: no alla costruzione di un nuovo inceneritore, no al revamping forte dell’attuale inceneritore, sì alla costruzione di un piano industriale per chiudere l’inceneritore entro il 2024 dentro quel percorso già intrapreso che vede due tavoli al lavoro (regionale e Lgh) e dentro la partnership. Lgh ha inviato una lettera che rafforza la sua posizione, ovvero non è nei piani di Lgh né la costruzione di un nuovo inceneritore, né il revamping. Il documento regionale recepisce queste indicazioni di Lgh. Questo percorso è ovviamente dentro un contesto: l’impianto è di proprietà di cinque territori, ha un ammortamento significativo ed è inserito nella rete nazionale degli inceneritori con lo Sblocca Italia.

Quale governance?

Bisogna chiedersi: se non si fa un’operazione come questa, che cosa accadrebbe anche in merito alla governance? Con la partnership Lgh avrà cinque rappresentanti (uno per territorio), più il presidente e ci sarà un comitato territoriale che manterrà il collegamento con i territori. Noi dobbiamo costruire un sottopatto parasociale del 49% per rendere i territori più uniti e dunque più ‘pesanti’ dentro la partnership.

Che cosa accade se la delibera di oggi verrà approvata dal consiglio comunale?

Si aprono giorni in cui definire il contratto anche in relazione alla governance. Dobbiamo costruire un piano industriale corrispondente alle linee vincolanti e forte nell’ambito ambientale e delle telecomunicazioni. Noi sosteniamo, alla luce di un lavoro attentissimo e lungo, che potremo. Noi ci crediamo. Abbiamo governato la strada fino ad ora. Se sarà un sì, governeremo la strada che ci aspetta sempre a favore dei territori. 

Partnership Lgh-A2A: incontrati professionisti, Camera di Commercio, ambientalisti e sindacati
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