Buon compleanno Cremonese 1715: 300 anni festeggiati a Roma

La capacità delle mani a partire da idee e dentro un flusso di energia interiore, plasma la materia e si trasforma in musica, materiale e impalpabile. Dentro il violino c'è tanto della nostra storia e del nostro legame con altre parti del mondo.

La storia della musica deve molto a Cremona e ai suoi Maestri liutai. Per questo l’Accademia di Santa Cecilia in Roma ha voluto celebrare, oggi, un compleanno particolarmente importante: i 300 anni del violino Cremonese 1715, di Antonio Stradivari, esposto al Museo del Violino e simbolo della città.

Alle 18 al MUSA, Museo degli strumenti musicali all’Auditorium Parco della Musica, i riflettori si sono dunque accesi sul liutaio più famoso e celebrato di tutti i tempi. Dopo i saluti istituzionali, alla presenza della Presidente del Consiglio Simona Pasquali, l’arte di Stradivari ha ispirato un inedito confronto tra due capolavori, il Cremonese suonato da Anastasiya Petryshak ed il Toscano 1690, appartenente alla collezione del Musa ed affidato a Masha Diatchenko.

La nostra identità che andiamo a presentare al mondo è dentro questi strumenti – ho detto nel mio intervento – Il saper fare trasforma il sapere in bellezza artistica. La capacità delle mani a partire da idee e dentro un flusso di energia interiore, plasma la materia e si trasforma in musica, materiale e impalpabile. Dentro il violino c’è tanto della nostra storia e del nostro legame con altre parti del mondo. Nell’anno di Expo, si espone ciò che si è. È quello che stiamo facendo”.

imageCremona oggi incontra Roma – ho aggiunto – Siamo un sistema unico al mondo. Trovate a Cremona ciò che non si trova da altre parti: un modello che mette insieme Museo del violino, alta formazione, offerta concertistica, istituzioni musicali e culturali d’eccellenza, laboratori di ricerca, laurea in restauro, cattedra in acustica, botteghe di liuteria. Noi vogliamo raccontarci al mondo come una terra unica. Lo facciamo anche qui a Roma, in questo contesto d’eccezione, ed è un vero e proprio onore per noi è per la città.

Vicende storiche ed analisi degli strumenti sono state tratteggiate da Fausto Cacciatori, conservatore delle collezioni MdV, mentre Michele dall’Ongaro, sovrintendente dell’Accademia di Santa Cecilia, ha proposto interessanti percorsi di guida all’ascolto. Ma l’eredità vive anche nell’attività quotidiana del Museo del Violino, illustrata dal direttore generale Virginia Villa, e nel network internazionale “friends of Stradivari”, presentato dal presidente Paolo Bodini.

Alle 20 nella Sala Santa Cecilia il concerto della violinista Anastasiya Petryshak, accompagnata dal pianista Lorenzo Meo, per apprezzare le insuperate qualità timbriche del Cremonese 1715 attraverso un programma musicale tra la densità emotiva di Brahms, il lessico novecentesco di Ravel e il virtuosismo baluginante di Sarasate.

Domenica, alle 11, nell’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino una nuova pagina si aggiungerà alla trecentenaria storia del Cremonese. Verrà infatti presentato il nuovo volume, edito dal Museo del Violino, curato da Fausto Cacciatori in collaborazione con Marco Malagodi ed Augusto Sarti, per rileggere storia e caratteristiche del violino, anche attraverso i contributi di ricerca derivanti dalle analisi condotte in collaborazione con il Laboratorio Arvedi dell’Università di Pavia ed il Laboratorio di Indagini Acustiche del Politecnico di Milano attivi presso il Museo del Violino.

Inedito anche il disco di Edoardo Zosi, già allievo di Salvatore Accardo all’Accademia Stauffer ed a buon titolo erede della scuola interpretativa italiana – solistica e cameristica – del Novecento. Il programma musicale prevede brani lirici e virtuosi in duo con la pianista Stefania Redaelli. I due interpreti proporranno alcuni brani proprio con il 1715. Il cd, pubblicato dalla Casa discografica Warner, è da due settimane ai vertici delle classifiche di vendita sul canale digitale i-tunes.

© Gianluca Galimberti Sindaco 2019, All rights reserved