8 settembre: dalle macerie può nascere speranza ma è in gioco la coscienza di ognuno di noi

Un momento di riflessione e preghiera davanti al Monumento ai Caduti al Civico Cimitero con le associazioni partigiane e poi la deposizione nel cortile Federico II di Palazzo Comunale di una corona d'alloro alla lapide che ricorda i Caduti della Resistenza e i Martiri di Cefalonia.

Insieme all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Comitato Provinciale), all’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani (Sezione di Cremona) e all’Associazione Nazionale Divisione Acqui (Sezione di Cremona), alla presenza delle massime autorità, abbiamo commemorato l’8 settembre 1943, data dell’Armistizio e inizio della Resistenza.

In questo giorno, voglio leggere le parole di Severino Premoli, all’epoca maggiore dei Bersaglieri presso la Caserma General Paolini di Cremona, parole pubblicate oggi sul quotidiano La Provincia e che mi hanno davvero colpito. “Nonostante le sofferenze, le privazioni e le umiliazioni, non venni mai meno alla mia fede ed al mio giuramento di ufficiale italiano”. Questa fede e questo giuramento valgono per ognuno di noi. Il futuro dipende da ognuno di noi e della coscienza di ognuno di noi. E’ la fedeltà alla res pubblica, della cosa pubblica. Nonostante tutto, è il nostro promettere, il nostro metterci per qualcosa. Oggi abbiamo fame e sete di un senso dello stato alto. L’anniversario di oggi ci dice che dalle macerie può nascere speranza e che in questo è in gioco la coscienza di ognuno di noi. Questo è il giuramento di fedeltà, nonostante le sofferenze ovvero anche a costo di rimetterci personalmente, di dare se stessi completamente. Così nasce lo Stato. Così nascono le fondamenta della nostra convivenza. Reimpariamo e ridiciamo che dalle macerie oggi si esce con ciò che ci unisce: ovvero l’Europa, la coscienza europea di ognuno di noi. La nostra nazione, in questo momento, ha macerie vere e proprie: per rinascere da queste macerie bisogna ritrovarsi insieme in azioni di solidarietà e ritrovare il senso dello Stato. Stasera lo facciamo come città intera.

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