Progetto “Museo Laboratorio” per potenziare il ruolo del Laboratorio Arvedi su ricerca, conservazione e trasmissione del sapere

“Museo-Laboratorio, un progetto di ricerca scientifica e conservazione museale”.
Questo è il nome dell’iniziativa quinquennale approvata dalla Fondazione Arvedi Buschini, dall’Università degli studi di Pavia, dal Comune di Cremona e dal Museo del Violino per consolidare il Sistema-Cremona.
Un co-finanziamento in parti uguali dell’Università di Pavia e della Fondazione Arvedi Buschini, per una somma totale di più di 1 200 000 euro, che permetterà di potenziare il ruolo del Laboratorio Arvedi nella ricerca su strumenti e materiali, nella conservazione e intervento sulle collezioni storiche del Museo e nella trasmissione del sapere scientifico ai liutai.
Queste attività di ricerca si inseriscono nel nostro Distretto culturale della liuteria, che, in particolare con le nuove Lauree arrivate in città, i laboratori di ricerca e i suoi liutai, innova e rafforza la liuteria e la musica in #cremona.

Nei giorni scorsi abbiamo incontrato il presidente Giovanni Arvedi, il Magnifico Rettore dell’Università di Pavia, Fabio Rugge , con la presenza della dottoressa Villa, direttore generale del Museo del Violino e della signora Luciana Arvedi, per siglare l’avvio dell’ambizioso ma realistico progetto, che ha come perno l’integrazione tra conservazione e ricerca riferita anche al patrimonio liutario del Museo, ribadendo e potenziando il ruolo del “Laboratorio Arvedi” quale essenziale realtà a servizio all’istituzione culturale cremonese, con ricerche di alto livello e, al contempo, il “pronto intervento” sugli strumenti delle collezioni storiche e la trasmissione del sapere dal mondo scientifico alla comunità dei liutai. La Convenzione Unesco del 2003, infatti definisce il ruolo chiave del Museo del violino quale esempio internazionale di Museo al servizio della salvaguardia degli Elementi Immateriali. Il progetto è cofinanziato in parti uguali da Fondazione Arvedi e Università per un importo complessivo di oltre un milione e duecentomila euro.

In questi anni le attività di ricerca hanno consentito al Museo del Violino e al Laboratorio Arvedi di avviare campagne analitiche sui violini più importanti costruiti dai grandi maestri cremonesi del passato, come Stradivari, Amati, Guarneri, Bergonzi e Storioni. Campagne di studio quali ad esempio quelle legate alla Conservazione Programmata, all’analisi degli inchiostri dei Reperti Stradivariani, le ricerche avviate sul tema delle puliture delle superfici dei violini, che hanno contribuito a fornire informazioni utili al conservatore del Museo per pianificare una corretta preservazione dei manufatti. I risultati di queste attività sono stati pubblicati dai ricercatori del Laboratorio su prestigiose riviste scientifiche internazionali.

Inoltre, la coesistenza, l’integrazione, la complementarietà tra le diverse discipline e competenze si è dimostrato modello vincente che, se da un lato consente il costante aggiornamento e implementazione delle apparecchiature museali, favorendo un crescente afflusso di visitatori (quasi centomila lo scorso anno), dall’altro rende fattibile, grazie ai Laboratori, la realizzazione di numerosi progetti di ricerca in larga parte legati alla liuteria, grazie allo staff di ricercatori guidato da Marco Malagodi e Maurizio Lichelli.

I progetti di conservazione predisposti per gli strumenti del Museo hanno consentito di monitorare e documentare lo stato di salute degli strumenti nel tempo: un modello di conservazione, sia della materia che della funzione degli strumenti ad arco che pone il Museo del Violino nelle condizioni di offrire un apporto qualificato alla comunità scientifica internazionale.

“Riteniamo determinante consolidare il rapporto di collaborazione scientifica tra Museo del Violino e “Laboratorio Arvedi” dell’Università di Pavia, coordinato dai prof. Malagodi e Lichelli che ringrazio per il generoso e qualitativamente elevato lavoro sin qui svolto e che proseguirà con obiettivi ancora più ambizioni avviando il progetto del “Museo-Laboratorio, programmando in modo congiunto le attività che i ricercatori universitari gestiranno, sulla scia dei grandi musei internazionali come il Louvre di Parigi, il Metropolitan Museum of Art di New York o il British Museum di Londra, costituendo al contempo un unicum nell’ambito della conservazione museale”.

L’avvio del “Museo-Laboratorio” infatti consentirà di documentare in modo efficace le condizioni degli strumenti in entrata al Museo per prestiti o depositi temporanei, e al momento della loro restituzione, oltre a fornire ai prestatori pubblici e privati un documentato “condition report” redatto dal conservatore del Museo con il supporto delle indagini scientifiche.  

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