Rigenerazione: Stradivari è tornato a casa e partono i concerti dal balcone

Inaugurazione all’insegna della musica per l’edizione 2016 di Rigenerazione Urbana. Venerdì 20 maggio, alle ore 18, con il primo concerto di “Sguardo con Corde” prende ufficialmente il via la rassegna che, fino ad ottobre, animerà il centro cittadino e non solo. Dal balcone della casa nuziale del Maestro Antonio Stradivari, in corso Garibaldi, la violinista Anastasiya Petryshak eseguirà i Capricci 21, 22, 23 e 24 di Niccolò Paganini. La via si trasformerà così in una platea a cielo aperto. Un appuntamento reso ancora più suggestivo anche dal fatto che, in mattinata, proprio davanti all’abitazione che per tredici anni ospitò il celeberrimo liutaio e la sua famiglia, abbiamo collocato la statua che in Largo Boccaccino era stata danneggiata e che abbiamo recuperato. Un’occasione per vivere lo spazio urbano come luogo di incontro e di socializzazione e che sarà accompagnata da un brindisi inaugurale organizzato ed offerto dagli esercenti di corso Garibaldi.

Da maggio ad ottobre arredi e oltre 80 eventi

Un’altra grande mostra che collega due musei e unisce musica e arte: 1937. La Vittoria alata e le celebrazioni Stradivariane

Una straordinaria mostra che lega il nostro saper fare liutario alla nostra storia, che mette in contatto Cremona e Calvatone nell’ottica dell’area vasta, che costruisce sinergie tra due musei eccellenti, lo splendido Museo del Violino e il prezioso Museo Archeologico, che unisce ancora una volta il suono all’arte. Visitare la Vittoria Alata nelle sue due sedi vuol dire per Cremona, città del trinomio unico al mondo di violini, musica e suono, tornare alle sue radici, alla nascita della sua e della nostra tradizione liutaria. 

Con le Celebrazioni Stradivariane del 1937 Cremona ha parlato al mondo, tracciando quella prospettiva di città internazionale sulla quale il Museo del Violino da anni sta intensamente lavorando e per la quale come Amministrazione siamo fortemente impegnati per implementare la presenza del sistema Cremona nel mondo. Un sistema costituito dalle botteghe dove la materia viene plasmata e trasformata in opera d’arte e suono, dalle istituzioni culturali e dai centri del sapere e della ricerca. Non è un caso che l’anno successivo, nel 1938 per Regio Decreto, sia nata la Scuola Internazionale di Liuteria, centro di alta qualificazione nel campo della costruzione degli strumenti ad arco, nella tradizione della antica scuola cremonese.

Ripartire dalle radici vuole dire anche ripartire dalla storia, dalle nostre origini romane e cristiane, intese come chiavi di lettura che parlano all’oggi, indispensabili per comprendere chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo. E così, ecco l’esposizione attesa, magica e misteriosa della bellissima statua della Vittoria Alata di Calvatone che, ancora una volta, proietta Cremona nel mondo e in rapporto ‐ nella ricostruzione dell’intricata vicenda ‐ con i musei di Berlino e di Mosca. Una mostra che ridice l’importanza del Museo Archeologico e che ci rafforza in quel percorso intrapreso e sostenuto di un polo archeologico tra Cremona e Brescia che consente di unire le forze per valorizzare meglio e di più le nostre bellezze e la nostra storia.

Visitiamo, dunque, questa mostra per riscoprire il fascino del mito di Stradivari e il mistero della Vittoria Alata, tornando al passato per leggere con uno sguardo nuovo, consapevole e appassionato il nostro presente e il nostro futuro.

LA MOSTRA: 1937. LA VITTORIA ALATA E LE CELEBRAZIONI STRADIVARIANE

Una mostra che si dipana lungo il filo invisibile che lega gli strumenti ad arco a una statua di epoca romana: il 21 novembre si apre a Cremona “1937. La Vittoria Alata e le celebrazioni Stradivariane”.

L’esposizione, suddivisa in due sezioni ospitate dal Museo del Violino e dal Museo Archeologico, ripercorre le celebrazioni promosse appunto nel 1937 in occasione del bicentenario della morte di Antonio Stradivari, i giorni della costruzione del Palazzo dell’Arte, capolavoro dell’architettura razionalista recentemente restituito alla sua funzione pubblica come sede del Museo del Violino, e le rocambolesche vicende della splendida Vittoria Alata di Calvatone.

Il 1937 è stato un anno chiave per Cremona e per la rinascita della sua tradizione liutaria, grazie alle celebrazioni Stradivariane che, in quel periodo, catalizzarono l’attenzione internazionale, attraverso un fitto calendario di concerti, incontri e mostre; in questo ambito, l’“Esposizione di liuteria antica” presentò 136 preziosi strumenti – fra i quali 41 di Antonio Stradivari, 11 di Giuseppe Guarneri “del Gesù”, 6 di Nicolò Amati – mentre la “Mostra‐Concorso Nazionale di Liuteria Moderna” vide la partecipazione di ben 119 costruttori e diede nuovo impulso alla liuteria italiana.

Gli strumenti premiati, all’epoca acquistati dal comitato organizzatore delle Celebrazioni e oggi parte delle Collezioni Civiche Liutarie del Comune di Cremona, dal 21 novembre al 6 marzo saranno esposti al Museo del Violino, per offrire la rilettura di un periodo importante della liuteria italiana attraverso i grandi maestri del primo Novecento: Marino Capicchioni, Biagio Caruana, Vincenzo Cavani, Ferdinando Garimberti, Giuseppe Lecchi, Pietro Messori, Giuseppe Ornati, Iginio Sderci, Gaetano Sgarabotto, Oreste Martini e Umberto Muschietti.

Le immagini dei fotografi cremonesi Ernesto Fazioli e Ezio Quiresi e una serie di documenti originali dell’epoca – esposti grazie all’Archivio di Stato ‐ ripercorreranno invece le tappe della costruzione di Palazzo dell’Arte e racconteranno i giorni delle celebrazioni Stradivariane, nell’ambito delle quali il comitato organizzatore commissionò anche la realizzazione di una copia in bronzo dorato della Vittoria Alata di Calvatone, per donarla alla città; un’altra copia, in gesso, era esposta in quello stesso periodo all’interno della “Mostra augustea della Romanità”, allestita a Roma nel Palazzo delle Esposizioni dal 23 settembre 1937 al 4 novembre 1938.

La statua raffigura una Vittoria Alata su globo e, grazie all’iscrizione dedicatoria agli imperatori Marco Aurelio e Lucio Vero, è databile fra il 161 e il 169 d.C.; rinvenuta nel 1836 in provincia di Cremona a Calvatone (l’odierna Bedriacum, fiorente vicus romano lungo la via Postumia), fu venduta alla Prussia nel 1841 e successivamente esposta a Berlino, nella galleria che collegava l’Altes al Neues Museum. La Vittoria Alata di Calvatone è ancora oggi oggetto di interesse e curiosità a causa delle complicate vicende, non ancora completamente chiarite, relative alla sorte dell’originale, del quale non si sono più avute notizie certe dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale subiti da Berlino.

La copia di Cremona è esposta oggi, in occasione della mostra, al Museo Archeologico, in un nuovo allestimento temporaneo che cercherà di far luce sulle intricate vicende della statua dalla sua scoperta ad oggi, mettendo in evidenza tutte le informazioni ad oggi disponibili in relazione al destino dell’originale, che resta tuttora misterioso.

Oltre alla Vittoria Alata, sarà possibile ammirare le riproduzioni ottocentesche ad acquerello, tra le quali quella del bresciano Gerolamo Ioli, e un gruppo di reperti provenienti dagli scavi ottocenteschi di alcuni appassionati locali.

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