Mosca guarda a Cremona per fa crescere conservatori e restauratori di archi. Un’opportunità grande che rafforza il sistema!

Con il Rettore dell’Università di Pavia Fabio Rugge siamo andati a Mosca, accanto al Museo del Violino, per lavorare ad un accordo italo-russo sulla formazione di specialisti russi nell’ambito della conservazione e restauro degli strumenti ad di cui la nostra città è un’eccellenza con la prima laurea in Italia in Restauro degli strumenti musicali e scientifici, i laboratori di ricerca (il laboratorio Arvedi dell’Università di Pavia e il laboratorio del Politecnico) e tutto il Distretto culturale della liuteria con il Museo del Violino punta di diamante.

Accompagnati da Virginia Villa, Paolo Bodini e Fausto Cacciatori del Museo del Violino, abbiamo partecipato al concerto organizzato presso l’Ambasciata italiana guidata da Pasquale Terraciano, nell’ambito della mostra “Il mito di Stradivari” allestita presso il Museo Nazionale Russo di Mosca fino al 23 aprile, in collaborazione proprio con il nostro Museo del Violino. Tra i presenti la vice del Presidente Vladimir Putin Olga Golodets. Protagonista del concerto il violinista Giuseppe Gibboni, studente talentuoso di 16 anni della Fondazione Stauffer, allievo del Maestro Accardo, unico italiano finalista al Premio Paganini 2018, che ha suonato il violino Guarneri del Gesù 1742 e il violino Giorgio Cè, vincitore del primo Concorso Triennale nel 1976. All’Ambasciata si è esibito anche il violinista Pavel Sedov con il violino del Maestro Santo Serafina del 1749, che – con il permesso di Putin – è stato recentemente restaurato a Cremona, e il violino di Stradivari del 1736 delle collezioni storiche russe.

Durante la missione, un secondo concerto importante con protagonista Cremona, questa volta al Conservatorio statale di Mosca Tchaikovsky. L’esibizione musicale è stata preceduta da un meeting con le autorità russe alla presenza del Presidente del Conservatorio statale di Mosca Tchaikovsky Sololov e del Direttore generale del Museo Nazionale russo Bryzgalov per stilare un piano di azioni in merito alla conservazione e restauro degli strumenti musicali, su cui il sistema Cremona aveva già iniziato a lavorare nei mesi scorsi. Le istituzioni russe intendono formare figure professionali legate al restauro e alla conservazione e vogliono per questo legarsi alle competenze e alle istituzioni formative del nostro Distretto. Questa l’intesa raggiunta: il Distretto culturale della liuteria presenterà nelle prossime settimane alle autorità russe un progetto di masterclass da realizzarsi in autunno a Mosca sui temi della conservazione e del restauro di strumenti musicali, una sorta di “start up” verso l’organizzazione di ulteriori corsi intensivi anche a Cremona per operatori russi e la possibile partecipazione di studenti russi alla Laurea in Restauro. Saranno, inoltre, approfondite linee di ricerca congiunte tra i laboratori, le università del Distretto culturale della liuteria di Cremona, le istituzioni moscovite e università di San Pietroburgo.

Un’opportunità straordinaria su cui il nostro Distretto ha lavorato e deve lavorare ancora e che parte dalla capacità preziosa del Museo del Violino e del sistema Cremona di costruire sinergie internazionali. Queste alleanze rafforzano il nostro Distretto culturale della liuteria, lo abilitano anche alla ricerca di fondi e promuovono Cremona nel mondo in modo serio, forte e continuativo.

La Laurea in Restauro parte e rafforza il sistema Cremona

Laghetto a parco Po: basta spreco di acqua potabile e risparmio di 40mila euro l’anno

Ma non abbiamo certamente finito gli interventi al parco Po: cambieremo la staccionata e sistemeremo i ponticelli. Questo è un parco davvero importante e sempre più vissuto nel contesto Po rilanciato. Alle Colonie Padane 25, 29 aprile e 1 maggio tre giorni di apertura straordinaria del parco avventura (Cerwood) e 11-12-13 maggio l’evento ‘Viva le Colonie’ degli Gli Amici di Robi / Tanta Robba Crew. Mentre il cantiere della pista ciclopedonale di via del Sale continua fino a giugno (tra pochi giorni torna il senso unico in uscita). Più sport, più svago, più ciclabilità e sicurezza, più natura vicino al nostro Grande Fiume!

Fiera, la migliore garanzia degli investimenti è il rilancio. Ecco l’equilibrio tra tutele e crescita

Il prossimo 27 aprile ci sarà l’Assemblea di CremonaFiere che si esprimerà sulle modifiche allo Statuto. E’ un passaggio importante per la Fiera e per Cremona. Si tratta di scelte fondamentali su cui la classe dirigente della città (istituzioni, categorie e enti privati) sta lavorando da molto tempo, fin dal piano strategico votato dal Cda nel giugno del 2017, anche confrontandosi duramente e sempre, sempre, per l’Amministrazione comunale e per molti dei soggetti coinvolti è così, con l’obiettivo del rilancio della Fiera, pilastro dello sviluppo del territorio. Un pilastro che è vivo, ora, ma che ha bisogno in tempi stretti di nuovo capitale (e non è possibile recuperalo sul territorio) e di nuove alleanze, per salvaguardare il patrimonio e anzi per farlo crescere. Solo Fiere con capitale adeguato e alleate con Fiere forti reggeranno la competizione, le altre moriranno o sono già morte. E costruire alleanze che, anche sulla Fiera, legano il nostro territorio ad altri territori limitrofi ci rende più forti e capaci di produrre sviluppo e lavoro.

Per costruire alleanze e ricapitalizzare occorre cambiare lo statuto perché – chi ha un minimo di esperienza di gestione amministrativa lo sa bene – non si possono, per esempio, costruire sinergie con un socio che entra mettendo capitale, se si limita al 25% la detenzione del capitale sociale e dunque il diritto di voto. Altrettanto difficile è immaginare che il Cda della Fiera abbia forza nel fare le trattative se composto da ben 17 membri: ridurre i membri del cda in modo consistente non solo è del tutto ragionevole, ma vuol anche dire costruire le condizioni perché un’azienda sia davvero azienda, capace di rapportarsi ad altre realtà aziendali secondo logiche efficienti.

Il Cda della Fiera del 29 marzo ha scelto di intraprendere questo percorso. Lo ha fatto compattamente con il solo parere negativo della Coldiretti, contraria – almeno secondo quanto dichiarato nel Cda – per le tempistiche, non nel merito. Tutti gli altri hanno votato a favore della nuova bozza di statuto, compreso l’ex Assessore regionale in quota Lega Giovanni Fava. Una bozza, appunto.

E qui, ci tengo a ribadire il ruolo e la responsabilità che, a capo degli enti pubblici, stiamo con impegno e passione esercitando. Il Comune, insieme a Provincia e Camera di Commercio, ha investito, in tanti anni, moltissime risorse nella Fiera, che è una spa, non un ente pubblico, e che risponde a logiche di mercato e di stringente concorrenza. La Fiera di Cremona deve fare i conti con una situazione che vede la Fiera di Lodi avviarsi verso la chiusura a causa dei debiti e quella di Reggio Emilia in vendita attraverso un’asta giudiziaria. In questo contesto davvero critico che non può essere ignorato da nessuno, a partire da quanto di buono comunque è stato fatto dalla nostra Fiera, come Comune abbiamo due priorità: da una parte rendere l’azione della Fiera più efficiente e più efficace per garantire il suo futuro e dall’altra immettere tutte le tutele, previste anche dalle norme, per salvaguardare gli investimenti pubblici fatti in tanti anni. Sono due obiettivi che devono, lo ripeto devono, ed è fondamentale, essere tenuti insieme. Con una premessa di fondo, sostanziale: la garanzia più grande per gli investimenti che in questi anni il Comune di Cremona e i cittadini cremonesi hanno fatto è che la Fiera non chiuda i battenti e che continui a crescere. E la ricapitalizzazione e le alleanze sono indispensabili se vogliamo che la Fiera viva e si rilanci.

Veniamo alla bozza approvata il 29 marzo. A partire da quella, come è giusto che sia essendo bozza, come Amministrazione comunale abbiamo continuato, con il supporto dei tecnici, un serio lavoro di approfondimento, condotto in stretta sinergia con Provincia e Camera di Commercio e in interlocuzione con Fiera e altri membri del Cda. Al termine di questo lavoro, siamo nelle condizioni di proporre al Consiglio comunale un documento di indirizzo che terrà insieme sviluppo della Fiera e ruolo del Comune. L’auspicio è che l’equilibrio trovato possa essere accolto positivamente da tutte le forze politiche. 

La Fiera, infatti, non è un campo di battaglia tra categorie o tra forze politiche. Non è e non deve esserlo. E’ un grande patrimonio della città che deve essere da tutti salvaguardato e per essere salvaguardato prima di tutto non deve morire, rilanciandosi verso nuove prospettive. E’ l’ora del cambiamento questa. Per una Fiera più forte, capace di competere sempre di più a livello nazionale e internazionale e di valorizzare le nostre eccellenze. A vantaggio della città e di tutto il territorio!

Agli ex campi tennis di Po nuovi campi da beach, tennis e padel. Sinergia con CremonaArena!

 

Nuova vita agli ex campi da tennis a Po. Dopo aver espletato le procedure pubbliche di indagine di mercato, abbiamo affidato la gestione dell’area alla CremonArena Società Sportiva Dilettantistica di Enrico Pighi, unica ad aver presentato l’offerta. Si tratta di uno spazio di proprietà comunale di 5.750 metri quadrati per il quale il gestore corrisponderà un canone di 5mila euro l’anno all’Ente e sul quale farà investimenti per 385.585,00 euro più IVA. In base alla convenzione, che ha durata fino al 2043, la società realizzerà entro tre anni campi da tennis, beach volley e padel, rilanciando così questo spazio in disuso da oltre 15 anni.

La riqualificazione degli ex campi da tennis, realizzata in sinergia tra il Comune e il privato, si inserisce nella rivalorizzazione in atto del comparto Po con campeggio, Colonie Padane, piscina comunale, navigazione fluviale e la nuova pista ciclopedonale. E’ un’iniziativa importante – come hanno dichiarano gli Assessori Andrea Virgilio e Mauro Platè – che consente di restituire alla città un’altra area che attualmente è in stato di abbandono, nonché di offrire un’ulteriore struttura per lo sport cremonese in un comparto che sta davvero rinascendo.

Scuola Stradivari, per il prossimo anno scolastico apriamo la palestra bonificata e riqualificata

Risanamento della palestra della scuola primaria “Antonio Stradivari” di via San Bernardo. Questa mattina abbiamo fatto un sopralluogo al cantiere con l’assessore Andrea Virgilio, il Direttore del Settore Progettazione, Rigenerazione Urbana e Manutenzione Ruggero Carletti e la posizione organizzativa Giovanni Donadio, la Dirigente comunale alle Politiche educative Silvia Toninelli e il Preside Daniele Pitturelli. I lavori, eseguiti dall’A.T.I. costituita dalle ditte Gedil costruzioni s.r.l. unipersonale di Sora (FR) e Cam power di Civitavecchia (RM) e finanziati dal Comune di Cremona, sono iniziati nel mese di gennaio. Prevedono la bonifica con rimozione dell’amianto presente nelle lastre del manto di copertura e il rifacimento del tetto, l’isolamento delle tubazioni dell’impianto di riscaldamento, l’adeguamento sismico e antincendio del fabbricato, il rinnovamento e adeguamento di impianti e le necessarie rifiniture. Il costo complessivo dell’intervento è di 194.470,00 euro oltre IVA al 10%. Un intervento atteso e che abbiamo fortemente voluto per consentire, il prossimo anno scolastico, ai bambini e agli insegnanti della Stradivari di ritornare a svolgere le attività motorie presso la palestra della scuola, resa inagibile per ragioni di sicurezza nel 2015 a seguito di infiltrazioni dal tetto e distacchi di intonaco dal soffitto. Continuiamo a lavorare per rendere più sicure e più belle le nostre scuole a favore di tutti e soprattutto dei più piccoli!

Sguardi dal ‘900: fino al 1 luglio mostra in Pinacoteca. Una riscoperta della storia della città e delle persone!

“Sguardi dal ‘900. Volti e storie della città” è una mostra molto importante. Dipinti e disegni del secolo scorso, alcuni dei quali mai esposti prima, vengono tirati fuori dai depositi del Museo Civico e valorizzati in un percorso affascinante, frutto di un serio e intenso lavoro di studio e di ricostruzione storica ed artistica. Emergono in questo modo i volti, gli sguardi e le storie della Cremona del Novecento. Emergono le figure di artisti e di professionisti, di donne e di uomini, di famiglie. Emergono amicizie, relazioni e legami. Emerge una parte della storia della città. Il tutto nell’anno che come Amministrazione comunale abbiamo deciso di dedicare proprio al Novecento. E la mostra “Sguardi dal ‘900. Volti e storie della città” è una sorta di introduzione, innovativa e raffinata, all’esposizione che insieme al Gruppo Sgarbi stiamo organizzando in Pinacoteca sul Premio Cremona. Il ringraziamento va alle curatrici Donatella Migliore e Liliana Ruggeri per la loro passione e la loro competenza, a Rodolfo Bona per il supporto e le idee, a tutto il Settore Cultura, Musei e City Branding per il grande lavoro, agli studenti e agli insegnanti dell’Istituto Stradivari e dell’Anguissola che sono coinvolti, all’Archivio di Stato e alla Biblioteca Statale, risorse imprescindibili per la ricerca. La mostra “Sguardi dal ‘900. Volti e storie della città” si inserisce in un altro anno ricchissimo di eventi e di proposte culturali e in una stagione di esposizioni che fanno vivere e crescere la Pinacoteca con numeri significativi rispetto agli anni scorsi. Continuiamo a lavorare per riscoprire il nostro patrimonio e la nostra storia.

LA MOSTRA “SGUARDI DAL ‘900”

Sguardi dal ‘900. Volti e storie della città. E’ il titolo della mostra, voluta e sostenuta dall’Amministrazione comunale nell’ambito delle iniziative dell’anno culturale dedicato al Novecento, inaugurata presso la Pinacoteca di Cremona e aperta fino al 1 luglio 2018.

Si tratta di una selezione di ritratti provenienti prevalentemente dai depositi del museo civico “Ala Ponzone”, alcuni inediti e mai esposti prima d’ora, su cui è stata avviata una ricerca d’archivio dalla studiosa e curatrice dott.ssa Liliana Ruggeri, parallelamente ad uno studio storico-critico condotto dall’altra curatrice della mostra, dott.ssa Donatella Migliore. Grazie alla ricerca documentaria sono emerse significative storie di personaggi no ad oggi poco conosciuti i cui ritratti hanno acquisito così uno spessore storico oltre che artistico. Le notizie raccolte hanno permesso di approfondire amicizie, relazioni professionali, legami profondi con Cremona, anche se talvolta alcuni di questi personaggi e artisti hanno dovuto trasferirsi altrove per motivi di lavoro. Molti di loro hanno contribuito al progresso e alla crescita della città e i ritratti presenti in mostra ne sottolineano la statura morale e professionale. L’obiettivo è dunque quello di far conoscere i “retroscena” dei ritratti esposti attraverso la ricerca documentaria e far comprendere la ricchezza del patrimonio artistico del Novecento custodito nel nostro museo, grazie ai lasciti e alle donazioni degli stessi personaggi ritratti o degli artisti e dei loro eredi.

La mostra consta di 48 opere, tra dipinti e disegni, di 14 artisti cremonesi: Francesco Arata, Mario Biazzi, Renzo Botti, Guido Bragadini, Mario Busini, Illemo Camelli, Giuseppe Guarneri, Massimo Gallelli, Alessandro Landriani, Giuseppe Moroni, Iginio Sartori, Antonio Rizzi, Emilio Rizzi, Carlo Vittori.

“Sguardi dal ‘900. Volti e storie della città”, dopo la chiusura della mostra sul Genovesino, apre la nuova stagione 2018 delle mostre in Pinacoteca che culminerà con l’esposizione sul Premio Cremona, organizzata da Comune di Cremona e Gruppo Sgarbi, curata da Vittorio Sgarbi e Rodolfo Bona, in sinergia con GardaMusei e il Musa di Salò, e riguardante il concorso di pittura che si tenne a Cremona dal 1939 al 1941.

Patto per la lettura con Milano. L’Assessore Del Corno alla Piccola Biblioteca e alla Biblioteca Statale

Con Milano abbiamo siglato il Patto per la lettura per la condivisione delle buone pratiche relative alla promozione della lettura. L’abbiamo presentato nel corso di una visita dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno alla Piccola Biblioteca presso il Museo di Storia Naturale e alla Biblioteca Statale. Una sinergia che si inserisce nella più ampia collaborazione tra le nostre due città sul programma culturale, quest’anno sia a Cremona, sia a Milano, dedicato al Novecento. Ad accompagnare l’Assessore alla Cultura di Milano nel sopralluogo cremonese, anche l’Assessore Barbara Manfredini, la Presidente della Rete Bibliotecaria Cremonese Elisabetta Nava, il Presidente della Commissione Cultura Luca Burgazzi e la referente della Rete Francesca Moruzzi.

Nel 2015 il Comune di Milano ha avviato l’esperienza del Patto di Milano per la lettura come strumento di governance delle politiche del libro e della lettura. L’obiettivo perseguito è quello di coinvolgere tutti i soggetti pubblici e privati nel diffondere la pratica del leggere come momento essenziale per la costruzione di una nuova idea di cittadinanza. Ora, attraverso questo protocollo siglato con il capoluogo di regione, abbiamo voluto condividere e far nostre le finalità e le azioni del Patto di Milano. La sinergia trovata si colloca perfettamente dentro il virtuoso percorso in atto da parte della Rete Bibliotecaria Cremonese di cui come Comune abbiamo assunto il ruolo di capofila nel 2016 e punta alla strutturazione di un patto locale cremonese. Tale sinergia era stata già sancita nel corso dell’ultima edizione di ‘Tempo di Libri’ con un incontro con il Sindaco di Milano Giuseppe Sala. Oggi, l’abbiamo ulteriormente valorizzata con la visita dell’Assessore di Milano Del Corno alla Piccola Biblioteca e alla Biblioteca statale.

La Piccola Biblioteca presso il Museo di Storia Naturale nel 2017 ha integrato i suoi cataloghi e i suoi servizi con la rete bibliotecaria. Lo hanno fatto lo scorso anno anche le Biblioteche scolastiche del Liceo Manin e del Liceo Anguissola, il Centro Fumetto ‘Andrea Pazienza’, il Centro di Documentazione ambientale e la Casa circondariale di Cremona. Questo ha consentito di estendere i servizi della Rete alle biblioteche della città e di aumentare il patrimonio librario accessibile dagli utenti della Rete. Nel corso del 2017, inoltre, la Rete ha attivato il progetto ‘Nati per leggere’ per la promozione della lettura ad alta voce ai bambini tra i 6 mesi e i 6 anni e il progetto ‘InBook’ per il sostegno della comprensione da parte di bambini con disabilità.

La Biblioteca Statale di Cremona, diretta da Francesco Maria Liborio, presente durante la visita dell’Assessore Del Corno, verrà integrata nella Rete attraverso la costituzione di un polo SBN nel mese di giugno. Un passaggio fondamentale che consentirà di innalzare qualità e quantità dei servizi bibliotecari in città: i cremonesi potranno così accedere a 1.300.000 titoli (5.000.000 di volumi) con il conseguente incremento dell’offerta di documenti stimata nel 339%.

Altre importanti azioni della Rete sono previste in città e sul territorio nel 2018, come il corso per traduttori di inBook e il progetto di bookcrossing in quattro quartieri della città, attraverso la collaborazione con Anffas e con i laboratori della Casa Circondariale.

Quanto fatto dalla Rete e quanto in programma lo porteremo al tavolo di lavoro che verrà istituito con il Comune di Milano per dare concretezza al Patto per la lettura tra Cremona e Milano, con il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera del libro e della lettura. L’obiettivo delle nostre due città è quello di programmare un piano di attività condivise e strutturate per la promozione del libro e della lettura tra Cremona e Milano.

La Biblioteca del carcere è entrata nella Rete Bibliotecaria

Lavoro: abbattiamo l’ex Macello e attiriamo investitori. Verso il comparto dello sviluppo!

A meno di un anno dall’inaugurazione del Polo delle Tecnologie, continuiamo la grande opera di riqualificazione e di rilancio dell’area posta tra via del Macello e via Persico. Alla presenza del Presidente di Aem Cremona S.p.A. Massimo Siboni, della Vice Sindaco Maura Ruggeri e dell’Assessore al Territorio Andrea Virgilio, abbiamo dato il via alla demolizione del comparto dismesso da oltre 20 anni dell’ex Macello, un’area di 20mila metri quadrati di proprietà del di Aem Cremona. 

L’intervento, che consiste nella demolizione di tutti i fabbricati comprese le recinzioni, le vasche e i manufatti di cemento armato, durerà circa 60 giorni ed è stato preceduto da una bonifica dall’amianto che era presente nell’area. A compensazione delle alberature che saranno abbattute per consentire la riqualificazione verranno messi a dimora oltre 200 nuovi alberi.

Una grande operazione di lavoro e di sviluppo. Continuiamo a rilanciare questa area a meno di un anno dall’insediamento del Polo Tecnologico e avendo attuato degli incentivi proprio per favorire anche qui nuovi insediamenti. È un’altra zona della città che stiamo facendo rivivere!

L’operazione all’ex Macello, che abbiamo fortemente voluto come Amministrazione comunale insieme ad Aem, si inserisce nel piano di sviluppo dell’intero comparto dove già si è insediato il Polo delle Tecnologie. Sull’area dell’ex Macello, per consentire di attrarre nuovi investitori, abbiamo recentemente adottato delle importanti agevolazioni fiscali con l’obiettivo di realizzarvi, proprio insieme al Polo Tecnologico, un vero e proprio comparto dello sviluppo. Una volta terminati i lavori di demolizione, Aem provvederà ad aprire un bando pubblico per la vendita dell’area.

Inaugurato il Polo Tecnologico: già al lavoro per il comparto di sviluppo!

Accesso alla scuola S. Giorgio più sicuro: abbiamo approvato il progetto definitivo

L’accesso alla scuola d’infanzia S. Giorgio di via S. Maria in Betlem sarà più sicuro. In Giunta, su proposta dell’Assessore Alessia Manfredini, abbiamo approvato il relativo progetto definitivo di messa in sicurezza. Il costo complessivo dell’opera, inserita nel POP 2018, è di 37.480,00 (I.V.A. 22% compresa) cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente. Questo intervento è infatti inserito nel Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa scuola e casa – lavoro al quale come Comune di Cremona abbiamo partecipato con successo presentando un progetto, come ente capofila di partner pubblici e privati, per un importo complessivo di 1.581.379,00 euro ottenendo un cofinanziamento di 937.066,00 euro, pari al 60%, il massimo previsto.

L’intervento di messa in sicurezza prevede che l’attraversamento a servizio della scuola S. Giorgio, situato in via Mosa, tra via Manini e via Fabbrica del Vetro Vecchia, sia spostato verso nord, in via Santa Maria in Betlem, realizzando anche una piattaforma rialzata. Sarà costruita un’area di attesa per genitori e nonni che possa ospitare un maggior numero di pedoni rispetto al marciapiede attuale. L’area sarà a servizio dell’attraversamento pedonale rialzato, corredato di illuminazione pubblica, che funzionerà anche come dissuasore della velocità, soprattutto all’altezza dell’ingresso principale della scuola d’infanzia.

L’opera, una volta realizzata, consentirà l’attraversamento pedonale per l’accesso alla scuola per l’infanzia in totale sicurezza; rallenterà la velocità in quel tratto stradale; permetterà di razionalizzare l’incrocio posto tra le vie S.Maria in Betlem e Fabbrica del Vetro Vecchia: l’immissione da questa strada avverrà in un tratto stradale a velocità ridotta, per la presenza della piattaforma rialzata e con un miglior avvistamento dei veicoli provenienti da via Mosa.

Così consentiamo ai bambini di entrare e uscire dalla scuola in totale sicurezza!