Uniti con il casalasco per un’agenda comune delle politiche di welfare

Il fatto che tutti i comuni del cremonese, con Cremona capofila, lavorino insieme per migliorare le politiche sociali del territorio e lo facciano dentro la loro “Azienda sociale del cremonese” è scelta di una buona politica, per la quale la nostra amministrazione si sta spendendo da tempo. Ma l’incontro di venerdì scorso a Torre Picenardi, rafforza un’ulteriore scelta di buona politica: la collaborazione e il lavoro comune tra il cremonese e il casalasco, uniti nel lavoro sociale per migliorare la tutela dei cittadini più fragili. Si tratta di una scelta territoriale strategica, nuova, carica di prospettive di efficienza e di rafforzamento del sistema. sociale Grazie dunque a tutti i sindaci di tutti comuni, che stanno dando vita a questa importante operazione con sensibilità e passione. Grazie al consiglio di amministrazione della nostra Azienda sociale e a quello del Concas, per l’impegno e la competenza che stanno dimostrando. La nostra amministrazione sta perseguendo con tenacia questo obiettivo politico alto, in particolare con l’azione dell’assessore Platè, in sintonia e a nome di tutta la giunta. Abbiamo ancora molto lavoro da fare nei prossimi mesi. Andiamo avanti a farlo insieme come territorio unito.

Cremonese e casalasco uniti per una agenda comune delle politiche di welfare

Definizione di un’agenda comune delle politiche di welfare da parte dei Comuni del territorio Cremonese e Casalasco anche in vista del nuovo Piano di Zona 2018-2020, ormai alle porte. Questo l’obiettivo principale dell’incontro tenutosi nella sede del Comune di Torre de’ Picenardi, presenti sindaci ed amministratori dell’Ambito distrettuale cremonese, che comprende 47 Comuni, e dell’Ambito distrettuale casalasco del quale fanno parte 20 Comuni.

Un momento di confronto e di costruzione importante preceduto da un lavoro di prospettiva comune, iniziato alla fine dello scorso anno, e che, a gennaio, ha visto l’approvazione di un Protocollo da parte del Comune di Cremona, del Consorzio Casalasco Servizi Sociali (Concass) e dell’Azienda Sociale Cremonese (ASC).

Si è così giunti alla fase operativa per concretizzare gli impegni contenuti nell’accordo. 

Come ha detto Mauro Platè, Assessore al Welfare di Comunità del Comune di Cremona, il protocollo di intesa tra Azienda Sociale e Concass è frutto di una riflessione condivisa sulle prospettive territoriali dell’organizzazione dei servizi sociali ed è il presupposto per una programmazione che deve mirare ad una omogeneità di servizi non solo in un ambito sovra-comunale, ma anche sovra-distrettuale. Lo scorso gennaio il Comitato Esecutivo dell’Ambito Cremonese ed il Comitato Ristretto dell’Ambito di Casalmaggiore hanno definito un crono-programma volto ad allineare i piani operativi delle aziende erogatrici di servizi, ora deve instaurarsi un meccanismo per la condivisione delle scelte strategiche tra i due Comitati in materia sociale e socio-sanitaria.

Il Protocollo approvato a gennaio ha già dato i primi frutti significativi: innanzitutto una direzione condivisa, quale primo passo per un allineamento degli strumenti di lavoro e di programmazione, quindi un’armonizzazione degli strumenti di lavoro per ottimizzare interventi e capacità di risposta al cambiamento in corso nei nostri territori. Ora è il tempo di un impegno in prima persona da parte dei Sindaci sui progetti ritenuti più significativi.

Dal soresinese, al cremonese e casalasco, per giungere sino al basso mantovano la sfida è costruire coesione sociale, fare “comunità”, base di partenza imprescindibile di qualsiasi prospettiva di sviluppo. 

Verso un sistema informatico del Comune più sicuro, innovativo e potenziato

Verso un sistema informatico del Comune di Cremona più sicuro e con una gestione effettuata da tecnici ‘sgravati’ da compiti di base e maggiormente concentrati sugli obiettivi strategici di progettazione, programmazione e sviluppo ICT (Information and Communications Technology) dell’Ente. Continua il miglioramento e potenziamento dei sistemi informatici del Comune di Cremona con due azioni che si concretizzeranno nei prossimi mesi e per le quali in Giunta, su proposta dell’Assessore alle Risorse, all’Innovazione e alla Digitalizzazione Maurizio Manzi, abbiamo dato la sua approvazione. Come Comune di Cremona abbiamo infatti la necessità di dotarci di servizi di backup remoto e di disaster recovery, in modo da garantire la funzionalità dei nostri servizi ICT in caso di criticità, adeguandoci a quanto previsto dalla normativa sull’obbligo dell’Ente di salvaguardare i propri dati e riattivare i propri servizi Ict da remoto in caso di eventi eccezionali.

Da mesi stiamo lavorando con i Comuni della Lombardia Orientale (Brescia, Mantova e Bergamo) per predisporre piani di mutuo aiuto che permettano di affrontare i servizi di backup remoto e di disaster recovery coinvolgendo i data center dei Comuni di Brescia e Mantova. In attesa di completare questo lavoro, data l’esigenza immediata, per un periodo di soli 12 mesi, tramite procedura negoziata, affideremo il servizio ad un gestore esterno, mettendo in totale sicurezza i dati, rispettando quanto previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale in materia di salvaguardia dei dati e raggiungendo l’obiettivo prefissato per il 2016. La spesa annua prevista è di 45.140,00 euro (IVA 22% compresa).

Novità anche per quanto riguarda il servizio base di service-desk e presidio delle postazioni di lavoro. La manutenzione e assistenza di circa 550 postazioni di lavoro (hardware, software e periferiche) dislocate in 7 sedi principali e 21 sedi periferiche viene attualmente gestita dal Servizio ICT del Comune con persone dedicate a tempo pieno per soddisfare le numerose richieste (nel 2015 sono state 2.366). Per permettere a questo servizio di accompagnare le scelte strategiche dell’Amministrazione in ambito informatico, considerato l’elevato grado di specializzazione richiesto e l’intenzione di mantenere all’interno dell’Ente il controllo e la gestione delle attività di alto profilo, quali la rilevazione delle esigenze e la progettazione delle soluzioni, nonché la conoscenza e la gestione degli applicativi software, abbiamo deciso di affidare ad un soggetto esterno il servizio di help-desk che sarà espletato con un presidio interno presso i locali del servizio comunale. Si liberano così professionalità da impegnare per gli obiettivi ICT espressi nel Documento Unico di Programmazione. La spesa annua prevista è di 104.920,00 euro (IVA 22% compresa). L’operatore economico si occuperà di un elenco preciso di attività con tempi di intervento stabiliti da specifici livelli di servizio, aumento della qualità del servizio, utilizzo di un gestionale apposito per tracciare gli interventi e restituzione puntuale di report necessari per il monitoraggio costante delle azioni svolte in relazione a tempi e qualità di esecuzione.

Dopo un periodo di studio e progettazione, seguito da alcuni primi interventi di consolidamento dell’infrastruttura tecnologica – come ha detto l’Assessore Maurizio Manzi – si concretizzano due interventi indispensabili per proseguire il percorso di innovazione del sistema informatico del Comune che, in prospettiva, dovrà supportare l’erogazione dei servizi e le attività dell’Ente in coerenza anche con quanto previsto dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID). Salvaguardia del prezioso patrimonio informativo del Comune e un nuovo modello organizzativo di assistenza agli utenti del sistema informativo, che libera preziose risorse e competenze, sono i presupposti per garantire un servizio efficiente e un percorso di sviluppo dell’ICT dell’Ente in linea con le migliori pratiche di settore.

Continuiamo il lavoro insieme ai sindaci del cremonese: verso la gestione integrata dei servizi

Ci siamo riuniti in Sala Zanoni con i Sindaci dei Comuni appartenenti al distretto socio sanitario cremonese, coinvolgendo anche alcuni Comuni a scavalco tra due distretti o appartenenti ad una stessa unione anche se collocati in distretti differenti (è questo il caso, ad esempio, dei Comuni di Torre de’ Picenardi e Ca’ d’Andrea, Isola Dovarese e Pessina Cremonese, che costituiscono l’Unione Comuni Lombardi Terre di Pievi e Castelli, nonché di Genivolta, facente parte dell’Unione Lombarda Soresinese). L’assetto riprende la composizione della Consulta Cremonese istituita dalla Provincia con l’aggiunta dei Comuni di confine appartenenti alla Consulta Soresinese. Presenti con me, Maura Ruggeri, l’assessore all’Area Vasta Andrea Virgilio, l’assessore al Welfare di Comunità Mauro Platè, e Giovanni Gagliardi, presidente della Commissione consiliare Territorio e Area Vasta .

Nell’incontro, abbiamo affrontato i temi riguardanti l’operatività ed il metodo di lavoro della futura Consulta Cremonese, in sinergia con la Provincia e, in particolare, i rapporti con l’ATS Val Padana (Agenzia Tutela della Salute) e l’ASST di Cremona (Azienda Socio Sanitaria Territoriale).

Questo incontro fa seguito a quello tenutosi il 16 febbraio scorso nel quale era emersa la volontà di riprendere il percorso per costruire la Consulta Cremonese, quale preziosa opportunità di collaborazione e di confronto, confine per delineare un territorio omogeneo che sappia rappresentarsi e portare avanti le proprie potenzialità e istanze attraverso un assetto coeso. Un territorio così definito può essere infatti rappresentativo ed avere maggiore forza nei rapporti e nei contesti istituzionali. I temi e le sfide da affrontare da parte della Consulta Cremonese sono diversi, a partire dal piano di riordino di assistenza sanitaria, anche alla luce delle recenti decisioni di Regione Lombardia, e degli ambiti ottimali nel complesso panorama delle prospettive di area vasta e di area omogenea.

La riforma istituzionale che coinvolge gli Enti Locali comporta un’importante sfida per il governo del territorio. Da qui la necessità, come è stato ribadito nell’incontro, di una progettualità diffusa che consenta di dotarsi degli strumenti necessari per affrontare la fase di trasformazione in atto. Una gestione integrata dei servizi pubblici locali e dei molteplici interventi di sviluppo, la condivisione, la programmazione e la realizzazione dei servizi in rete possono contribuire alla definizione di una vera e propria pianificazione strategica a servizio dei cittadini e per lo sviluppo delle comunità.

Come Comune di Cremona, capoluogo ed ente capofila dell’ambito distrettuale cremonese, ci proponiamo a servizio del territorio per affrontare questa sfida, per individuare e coordinare un disegno comune di rinnovamento. L’omogeneizzazione e la semplificazione dei servizi richiedono grandi sinergie e la disponibilità ad affrontare il cambiamento in un’ottica di collaborazione e di miglioramento.

Sanità e socio-sanitario: insieme ai sindaci del Distretto
Con i sindaci dei comuni vicini: insieme per essere più forti

Con i sindaci dei comuni vicini: insieme per essere più forti a partire dalla condivisione dei servizi

Un incontro, dopo mesi di intenso lavoro, perché vogliamo lavorare insieme. Abbiamo incontrato i sindaci dei Comuni limitrofi (Spinadesco, Sesto ed Uniti, Castelverde, Pozzaglio ed Uniti, Persico Dosimo, Gadesco Pieve Delmona, Malagnino, Bonemerse, Gerre de’ Caprioli, Stagno Lombardo, Pieve d’Olmi e San Daniele Po) per dare inizio ad un percorso sinergico di collaborazione per la realizzazione di alcuni servizi in rete nell’ottica di una gestione integrata e condivisa a beneficio della comunità. Con me, l’Assessore all’Area Vasta Andrea Virgilio, l’Assessore alle Risorse Maurizio Manzi, l’Assessore alla Città vivibile Barbara Manfredini e il Presidente della Commissione Territorio, Area Vasta, Riqualificazione urbana e Quartieri Giovanni Gagliardi. Al tavolo per il Comune di Cremona anche il Segretario Generale Pasquale Criscuolo, la Dirigente Sviluppo, Lavoro, Area Omogenea e Ambiente Mara Pesaro e i colleghi Lamberto Ghilardi, Maurilio Segalini e Marco Masserdotti.

Condividere servizi non è una passeggiata perché vuol dire ripensare processi organizzativi e centri di spesa. Questo è l’inizio di un percorso complesso, ma fondamentale. Noi abbiamo bisogno dei comuni vicini come i comuni vicini hanno bisogno del comune capoluogo. Per la gestione dei servizi il bacino necessariamente deve essere allargato affinché la gestione sia sostenibile. Abbiamo messo in piedi una apposita struttura organizzativa per fare questo tipo di lavoro: un settore nuovo e specifico in un’area nuova. Iniziamo con molta concretezza perché siamo convinti che mettere insieme i servizi è il modo migliore e più efficace per dare il via alla Consulta del cremonese. Questo lavoro è essenziale e centrale per il futuro del capoluogo e del territorio.

Come ha detto l’Assessore Virgilio, la città vince se si lega al territorio. Il capoluogo deve sollecitare e facilitare il protagonismo dei comuni. Abbiamo scelto di iniziare partendo subito da alcuni punti concreti, primi approcci di collaborazione per i quali occorre dotarsi di un metodo di lavoro. Dentro un’esigenza di efficientamento della macchina amministrativa e un’esigenza sacrosanta di un’alleanza strategica su partite fondamentali che riguardano tutto il territorio.

galimberti_virgilioGrazie ad una collaborazione avviata tra i settori del nostro comune, abbiamo condiviso con i sindaci proposte operative che potrebbero essere messe in campo, anche in tempi brevi, in alcuni ambiti. I campi di collaborazione potrebbero riguardare la gestione del personale e dei provvedimenti disciplinari, la gara per il servizio del medico competente, il servizio di Polizia Locale, i regolamenti in capo ai Comuni, a partire da quello inerente l’edilizia. Abbiamo proposto, inoltre, di studiare un percorso unitario sulla gara per la gestione del canile, sul servizio di riscossione entrate comunali e quello di riscossione dell’imposta comunale sulle pubbliche affissioni. Altri temi sul tavolo sui quali riflettere per collaborazioni: bandi, illuminazione pubblica e servizi scolastici.

Per dare concretezza a queste proposte, abbiamo già istituito il Gruppo di Lavoro intersettoriale Area Vasta, coordinato dall’Assessore Andrea Virgilio e composto dall’Assessore Maurizio Manzi, dal presidente della Commissione consiliare Giovanni Gagliardi, dal direttore Settore Sviluppo Lavoro Area Omogenea e Ambiente Mara Pesaro, dal direttore Settore Economico Finanziario Paolo Viani, dal direttore Settore Giuridico Amministrativo Maurilio Segalini, dal direttore dell’Unità di staff Urbanistica e Area Omogenea Marco Masserdotti e dal Comandante della polizia Locale Pierluigi Sforza.

Giovedì 18 febbraio abbiamo già in agenda, sempre a palazzo comunale, un altro incontro con i comuni del cremonese, questa volta sul tema del sanitario e del socio-sanitario con i sindaci del Distretto Sociale Cremonese e i direttori generali dell’ATS (Agenzia di Tutela della Salute) e dell’ASST (Azienda Socio-Sanitaria Territoriale).

Sanità e socio-sanitario, insieme ai sindaci del Distretto: necessità di forte coesione territoriale

Durante l’incontro abbiamo analizzato insieme gli scenari determinati dai cambiamenti degli organismi di programmazione e di erogazione dei servizi alla persona proposti dalla stessa legge regionale e la rivisitazione degli assetti territoriali.

Per il Comitato esecutivo erano presenti Mauro Platè, assessore al Welfare del Comune di Cremona, Monica Zelioli, vice sindaco di Persico Dosimo, Fabio Scio, sindaco di Grumello, Luigi Guarneri, vice sindaco di Bonemerse, Rosolino Azzali, sindaco di Corte dei Frati, Giuseppe Mametti, vice sindaco di Soresina e Giuseppe Rocchetta, assessore del Comune di Soresina.

Nel corso della riunione abbiamo sottolineato il ruolo fondamentale dell’Assemblea dei Sindaci sia per quel che riguarda la programmazione, sia per il monitoraggio delle azioni volte all’integrazione socio-sanitaria, azioni che necessitano di una forte coesione delle istituzioni territoriali, in quanto devono essere in grado di fare emergere, attraverso una voce collettiva, le esigenze di un contesto talvolta ancora troppo frammentato.

Chiederemo ai direttori delle due Aziende di valutare congiuntamente le strategie per governare l’impatto nel territorio della nuova legge regionale e di facilitare, attraverso protocolli di intesa ed accordi tecnico-operativi tra i Comuni, l’ATS e l’ASST, processi di analisi e di ricerca.

Particolare attenzione porremo da un lato alla valorizzazione delle competenze e del lavoro svolto sino ad ora dalle figure professionali dell’ASL di Cremona e dai Comuni, dall’altro alla realizzazione delle condizioni necessarie perché i Comuni possano svolgere una funzione efficiente per la promozione della salute.

Altro aspetto che con il Comitato esecutivo abbiamo voluto mettere a fuoco riguarda la distribuzione delle risorse in ambito sanitario: questa infatti non può basarsi su una logica pro-capite, ma è necessario considerare la lettura del bisogno, i punti di erogazione, i servizi presenti, i flussi degli utenti ed un’analisi demografica ed epidemiologica.

In tale contesto, prima che alle risorse, è necessario guardare alla definizione territoriale ottimale per l’ambito distrettuale e alla configurazione della Cabina di regia, organismo strategico sia nella prospettiva della programmazione futura, sia per l’evoluzione dei modelli di gestione dei servizi, di competenza rispettivamente di ATS ed ASST, nel costante confronto e dialogo con le amministrazioni comunali. Solo la sinergia e la condivisione di progettualità tra le istituzioni del territorio può infatti indicare come valorizzare e tutelare il patrimonio di conoscenze, nonché quello socio-sanitario e sanitario.

Un percorso nel quale si inserisce da un lato il desiderio di rafforzare le collaborazioni, per quanto riguarda la programmazione sociale, con l’ambito Casalasco, dall’altro la consapevolezza di aprire con urgenza, nell’interesse dell’intera offerta sanitaria provinciale, un confronto sul futuro del presidio sanitario del “Nuovo Robbiani”. La struttura soresinese, sorta grazie ad un consistente contributo pubblico a fondo perduto e sede di una sperimentazione rilevante, assegnata e autorizzata dalla Regione Lombardia, deve essere cerniera tra i territori su cui insistono le due ASST di Cremona e Crema e solo opportuni accordi tra le aziende possono rendere più efficiente ed efficace l’offerta dei servizi erogati per il territorio.

Abbiamo confermato infine l’impegno di noi sindaci a garantire il supporto alle linee strategiche sanitarie, con particolare riferimento alla sfida della creazione di percorsi di continuità assistenziale della prevenzione a fine vita, dell’integrazione delle politiche ambientali e della promozione di di sani stili di vita.

Con i comuni vicini contro lo smog: venerdì firmiamo il protocollo ed è in arrivo l’ordinanza sui veicoli più inquinanti

Venerdì prossimo con gli altri Sindaci firmiamo il testo definitivo del nuovo Protocollo di azioni per contrastare l’inquinamento dell’aria condiviso oggi pomeriggio con i Comuni confinanti (Bonemerse, Castelverde, Gadesco Pieve Delmona, Gerre de’ Caprioli, Malagnino, Persico Dosimo, Sesto ed Uniti, Spinadesco ed anche Castelvetro Piacentino). Questo il frutto della riunione alla quale hanno partecipato, per Cremona, l’assessore all’Ambiente Alessia Manfredini, l’assessore alla Sicurezza e alla Polizia Locale Barbara Manfredini e l’assessore all’Area Vasta Andrea Virgilio. Per i dettagli tecnici il Protocollo è stato inoltre condiviso con Regione Lombardia, ARPA e Provincia.

Nel documento, che deve essere ora fatto proprio da ogni singola Amministrazione, sono previste misure aggiuntive rispetto a quelle stabilite dal Piano regionale di risanamento dell’aria in vigore fino 15 aprile. Un’iniziativa unitaria, maturata dal confronto avvenuto negli ultimi mesi, mirata a dare un segnale forte di fronte al perdurare degli alti livelli di inquinamento atmosferico. Con i rappresentanti dei Comuni del circondario è stato inoltre condiviso anche il contenuto dell’ordinanza predisposta dal comandante della Polizia Locale Pierluigi Sforza e della dirigente del Settore Area Omogenea e Ambiente del Comune di Cremona Mara Pesaro.

Il Protocollo prevede che, in caso di superamento della soglia giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo di PM10 (risultante dalla media matematica dei valori delle quattro centraline Arpa di riferimento) per la durata di 10 giorni consecutivi, venga esteso il fermo della circolazione previsto dal Piano regionale anche al sabato e giorni festivi, sempre dalle ore 7.30 alle 19.30 includendo i veicoli privati euro 3 diesel, non dotati di sistemi di riduzione della massa di particolato allo scarico.

Le altre azioni preventive o integrative previste nell’accordo sono: limitare il riscaldamento nelle scuole pubbliche durante i periodi di chiusura; ridurre la fascia oraria giornaliera di riscaldamento degli edifici privati di almeno un’ora, salvo casi particolari, sancendo il divieto di superamento della temperatura di 20° C; ridurre negli edifici pubblici l’uso del riscaldamento imponendo il limite massimo di temperatura a 20° C; invito agli esercizi commerciali a non fare uso di dispositivi che, per favorire l’ingresso del pubblico, consentono di mantenere aperti gli accessi verso i locali.

Per favorire un progressivo miglioramento generale della qualità dell’aria, tutti i Comuni hanno condiviso inoltre l’impegno ad adottare, sui rispettivi territori, in via preventiva, ulteriori misure tra le quali l’implementazione delle campagne di controllo delle caldaie, prevedendo per ogni anno termico un numero di controlli superiore al 5% del parco impianti registrati nel Curit (Catasto unico regionale impianti termici) per il territorio comunale, percentuale minima imposta dalla normativa vigente; l’organizzazione di future campagne di controllo dedicate agli impianti a biomassa legnosa; l’applicazione di sistemi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici e privati; l’adozione di programmi di mobilità sostenibile; l’attuazione di azioni mirate all’efficienza ed alla sostenibilità ambientale del trasporto pubblico locale; l’attuazione di idonee politiche in materia di parcheggio dei veicoli, volte a promuovere l’uso del mezzo pubblico; l’implementazione dei controlli per verificare l’attuazione della vigente normativa in materia di emissioni dei veicoli, nonché del rispetto dell’obbligo di spegnere il motore in caso di sosta prolungata; la promozione dei mezzi alternativi all’automobile.

In coerenza con il percorso condotto sino ad ora, nelle giornata di domani, sabato 30 gennaio, se si verifica il superamento, per il 10° giorno consecutivo, dei limiti stabiliti dalla normativa vigente, entrerà in vigore l’ordinanza che contiene le misure contenute nel protocollo.

Smog, la Regione elimini i treni diesel

Con i sindaci della Lombardia orientale a Cremona: via a gruppi di lavoro su sicurezza, bandi europei, innovazione della PA e smog

Sicurezza, bandi europei, innovazione della Pubblica Amministrazione e smog. Sono questi i temi su cui con i sindaci di Bergamo Giorgio Gori, di Brescia Emilio Del Bono, di Mantova Mattia Palazzi, ci siamo riuniti martedì 12 gennaio a Cremona per l’incontro mensile dei sindaci della Lombardia Orientale, abbiamo deciso di avviare gruppi di lavoro tecnico-politici sovraterritoriali. Uno strumento importante che vedrà coinvolti politici e tecnici dei quattro Comuni per uno scambio di buone pratiche e un confronto su criticità e prospettive e per la costruzione di sinergie e progettualità comuni.
Sul tavolo anche infrastrutture ferroviarie, promozione turistica e federalismo fiscale, tematiche care alle città della Lombardia orientale e sulle quali abbiamo definito le prossime mosse da intraprendere. La riunione a Cremona è stata anche occasione per mostrare ai sindaci di Bergamo, Brescia e Mantova l’attività dei laboratori di ricerca del Politecnico e dell’Università di Pavia al Museo del Violino e il Museo Archeologico, dove fino al 6 marzo – in sinergia con il Museo del Violino – è allestita la mostra ‘1937. La Vittoria alata e le Celebrazioni stradivariane’. Già in agenda il prossimo incontro: si terrà a inizio febbraio nella città di Mantova.

A Bergamo nuovo incontro della Lombardia orientale

A Bergamo nuovo incontro della Lombardia orientale: progetti comuni e alleanze territoriali

E’ il secondo momento dopo il primo avvenuto il 6 ottobre scorso nella città di Brescia. Un appuntamento mensile che abbiamo scelto di organizzare per confrontarci su alcune tematiche care alle rispettive città, costruire sinergie e progettualità comuni. Siamo stati accolti nella sede del comune di Bergamo a Palazzo Frizzoni. Abbiamo visitato la Pinacoteca all’Accademia Carrara e poi ci siamo riuniti in un tavolo operativo nell’ufficio del sindaco Gori.

Continua la collaborazione fruttuosa tra sindaci della Lombardia orientale per costruire progetti comuni e alleanze territoriali. Innovazione tecnologica nel sistema museale, pareggiati, trasporto ferroviario: sono solo tre dei temi che abbiamo affrontato e sui quali continuiamo a lavorare. Ovviamente è sempre all’ordine del giorno la preparazione dell’European Region of Gastronomy 2017, titolo prestigioso che abbiamo ricevuto insieme e per il quale siamo fortemente impegnati.

Il prossimo appuntamento sarà a dicembre nella città di Cremona.

A Brescia con Del Bono, Gori e Palazzi: uniamo le forze per la Lombardia orientale
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