Sviluppo e lotta all’evasione: due importanti protocolli con i sindacati

Come ha detto la vicesindaco Maura Ruggeri, abbiamo ritenuto importante rafforzare il rapporto con le organizzazioni sindacali nell’ambito delle azioni di sviluppo e ripresa del territorio. Infatti, con il primo protocollo d’intesa riconosciamo la contrattazione territoriale quale ‘strumento’ che può riqualificare il welfare locale, promuovere le politiche attive per il lavoro, tutelare l’occupazione, riorganizzare ed ottimizzare la spesa pubblica, nonché dare puntuali risposte alle sempre più articolate e pressanti domande dei cittadini.
Le organizzazione sindacali riconoscono al Comune di Cremona, in quanto capoluogo e di maggior dimensione nel territorio, il ruolo determinante di programmazione e coordinamento nella delicata fase di riordino istituzionale.

Nel secondo schema di Protocollo che riguarda la lotta all’evasione fiscale: come Comune di Cremona abbiamo individuato tra gli elementi  prioritari della nostra azione amministrativa la promozione della cultura della legalità e la lotta all’evasione fiscale.

In sostanza riconosciamo alle organizzazioni sindacali l’impegno da sempre manifestato per la diffusione del principio sancito dalla Costituzione del dovere per ogni cittadino di contribuire al mantenimento della Repubblica secondo i principi di equità e solidarietà, mentre viene riconosciuto al Comune di Cremona di aver operato scelte organizzative per l’utilizzo efficiente delle banche dati disponibili così da rendere possibili quelle segnalazioni in grado di individuare evasioni dei tributi statali e locali.

Appalti trasparenti e contrasto al lavoro irregolare, abbiamo firmato patto etico con i sindacati

Abbiamo siglato il Patto Etico per lo sviluppo e la diffusione di iniziative per la trasparenza negli appalti e per l’affermazione della legalità nel lavoro. Hanno firmato con me per i sindacati confederali: Donata Bertoletti (CGIL), Monica Manfredini (CISL Asse del Po) e Mino Grossi (UIL). La sottoscrizione è avvenuta alla presenza dell’assessore alla Vivibilità Sociale e alla Trasparenza Rosita Viola, che ha promosso e redatto questo importante documento in stretta sinergia con le segreterie provinciali di CGIL, CISL e UIL, e di Lamberto Ghilardi, dirigente del Settore Centrale Unica Acquisti, Avvocatura, Contratti, Patrimonio del Comune.

Una grande soddisfazione nostra e delle segreterie provinciali di CGIL CISL UIL in quanto il “Patto Etico” rappresenta un atto importante per contrastare il lavoro irregolare e tutte le forme di attività che ostacolano la trasparenza del mercato e pongono limiti seri allo sviluppo occupazionale.

Il controllo della legalità non è compito solo della Magistratura e delle Forze di Polizia, ma occorre attuare azioni preventive che, anche in forme innovative rispetto a quanto disciplinato dalla normativa vigente, possano dissuadere l’adozione di atteggiamenti e comportamenti che esulano dalle regole economiche e sociali. Questo nella convinzione che la legalità sia determinante anche per garantire la competitività del territorio.

E’ importante aver realizzato un ulteriore strumento che consentirà di qualificare il sistema degli appalti di opere e servizi attraverso la trasparenza delle procedure. Questo favorisce la creazione di un mercato nel quale possano affermarsi soggetti in grado di offrire un prodotto che risponde alle richieste progettuali, sia in termini di qualità, che di capacità professionali e di rispetto delle norme sui diritti dei lavoratori.

Il Comune di Cremona dal canto suo si impegna a sollecitare tutti gli Enti e le aziende appaltanti che operano sul territorio provinciale a recepire il Patto Etico e a monitorare bandi regionali, nazionali, europei nonché possibili altre fonti di finanziamento per la realizzazione di progetti ed azioni. Si impegna inoltre a valutare la possibilità di costituirsi parte civile nei procedimenti che si istituiranno sul territorio cittadino a seguito di fenomeni criminali, mafiosi e illegali nel settore degli appalti.

Il testo del Patto Etico 

Con i sindacati via alla campagna sul Fondo di solidarietà: aiutaci ad aiutare

L’incontro svoltosi nel pomeriggio a Palazzo Comunale con i rappresentanti di CGIL, CISL e UIL ha dato il via alla campagna di comunicazione a favore del Fondo di solidarietà per situazioni di fragilità, iniziativa che trova riscontro nelle intese convenute proprio con le organizzazioni sindacali. Da venerdì 12 dicembre, sul sito istituzionale del Comune (vai alla pagina), sono in evidenza le modalità attraverso le quali tutti possono concorrere ad alimentare il Fondo. All’incontro, anche l’assessore alla Risorse Maurizio Manzi, l’assessore alla Trasparenza e Vivibilità sociale Rosita Viola, l’assessore al Welfare di comunità  Mauro Platè ed Eugenia Grossi, dirigente del Settore Politiche Sociali per l’Amministrazione comunale. Per la parte sindacale sono intervenuti Donata Bertoletti (CGIL), Monica Manfredini (CISL), Mario Penci (UIL), Roberto Carenzi (SPI CGIL) e Pietro Bolzoni (FNP CISL).

“Siamo soddisfatti –  hanno dichiarato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali – per l’avvenuta realizzazione del Fondo di solidarietà. Un anno fa le organizzazioni sindacali e l’Amministrazione comunale, insieme ad AEM, hanno condiviso la necessità di affrontare le emergenze economiche di molte persone e famiglie superando la logica dell’assistenzialismo. L’obiettivo che ci siamo posti è di accompagnare le famiglie e le persone verso l’emancipazione dalla situazione di povertà: passare dunque dall’assistenza verso l’autonomia delle famiglie. L’istituzione del Fondo pone quindi le condizioni per un grande progetto di solidarietà a beneficio di tutta la comunità. Confidiamo nello stanziamento nel Fondo di risorse, ma non solo da parte pubblica. Sarà infatti importante anche la partecipazione di privati e semplici cittadini. Abbiamo inoltre condiviso la scelta che la governace del Fondo debba fare riferimento all’Amministrazione comunale e, in particolare, che siano i Servizi Sociali a verificare le singole situazioni”.

Il Fondo di solidarietà per situazioni di fragilità, creato dal Comune di Cremona grazie all’accordo e alla collaborazione di sindacati, aziende di servizi, associazioni e altre realtà del territorio, nasce per andare oltre il bilancio tra bisogni e risorse disponibili, per costruire una solidarietà comune, per aiutare le persone in difficoltà. Verso un welfare rigenerativo: l’attivazione di un percorso di accompagnamento all’autonomia in una logica di valorizzazione di risorse personali e di comunità, lontana da un modello assistenzialistico.

Si tratta di un Fondo che si alimenta con il contributo di tutti: cittadini, enti, imprese, fondazioni, e così via. Da qui lo slogan che lo caratterizza: aiutaci ad aiutare, per una città capace di generare solidarietà. 

L’istituzione del Fondo è stata dall’inizio dell’insediamento una priorità per il sindaco e per tutta la Giunta, ed è il risultato di un lavoro congiunto tra l’assessore alla Trasparenza e Vivibilità sociale Rosita Viola e l’assessore al Welfare di comunità, Servizi alle famiglie e alla persona, Mauro Platé. Dopo l’approvazione delle linee guida, avvenuta il 14 novembre scorso, il Fondo di solidarietà per situazioni di fragilità – istituito formalmente con l’approvazione delle variazioni di Bilancio sottoposte al Consiglio comunale e approvate il 29 settembre scorso – procede ora nel suo percorso attraverso la definizione delle modalità  grazie alle quali può essere fatta la contribuzione volontaria. Su tale Fondo, come stabilito dall’Amministrazione, sono già confluiti i risparmi derivanti dalla riduzione volontaria delle indennità del sindaco e degli assessori.

La costituzione del fondo di solidarietà trova riscontro nelle intese avvenute con le organizzazioni sindacali territoriali confederali e dei pensionati CGIL, CISL e UIL, nonché con alcune aziende quali AEM Cremona e AEM Gestioni, con altri stakeholder del territorio, pubblici e privati. Lo scopo è realizzare interventi di accompagnamento per prevenire situazioni di progressivo impoverimento delle famiglie e di indebitamento, di presidio del territorio da parte degli operatori sociali, sia pubblici che privati, capaci di favorire l’individuazione delle situazioni di disagio e fragilità.

L’istituzione del Fondo di solidarietà per situazioni di fragilità ha come obiettivo principale il contrasto all’esclusione sociale e alla povertà rispondendo a bisogni immediati di soggetti indigenti. L’attivazione rappresenta una risposta ai bisogni che il Comune intende affrontare in sinergia e con la collaborazione delle numerose realtà attive quali le associazioni che si occupano di interventi di contrasto alla povertà e di sostegno alla famiglia, agli oratori, ai comitati di quartiere.

Il Fondo si affianca a tutti gli altri interventi previsti in materia  con lo scopo principale di alleviare i casi in cui altri strumenti non possano essere applicati o non siano sufficienti. Il Fondo non applica discriminazioni di alcun genere e si rivolge ai cittadini italiani e agli stranieri, in regola con le norme relative al soggiorno, residenti a Cremona. Il Fondo opera nell’assoluto rispetto della dignità e del diritto alla riservatezza di tutte le persone che ne beneficeranno e prevede la possibilità di adesione da parte di quanti (enti del Terzo Settore, associazioni, fondazioni, parrocchie, privati cittadini) ne condividono le finalità, attraverso forme di contribuzione volontaria.

Tari, incontro con i sindacati: massima attenzione verso utenze domestiche

Con l’Assessore alle Risorse, all’Innovazione e alla Digitalizzazione Maurizio Manzi, l’Assessore al Territorio e alla Salute Alessia Manfredini e l’Assessore al Welfare di comunità Mauro Platè abbiamo incontrato i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil sulle novità emerse in merito alla Tari. Abbiamo espresso ai sindacati la volontà da parte della Giunta di porre la massima attenzione alle conseguenze della rimodulazione delle tariffe sulle utenze domestiche.
L’Assessore Manzi ha illustrato la rettifica per mero errore materiale della delibera sulla Tari, la sospensione della terza rata (che sarà da pagare insieme al conguaglio in due rate a marzo e aprile 2015) e l’applicazione delle pesature a partire dal prossimo anno. Un focus è stato fatto proprio sulla categoria di utenti domestici. L’Assessore ha comunicato ai sindacati che, rispetto alla Tarsu 2013, con la redifinizione delle tariffe, circa 20.200 famiglie composte da 1 o 2 componenti avranno una diminuzione media variabile da 10 a 40 euro. Circa 8.400 famiglie composte da 3 o 4 componenti avranno un aumento medio variabile da 25 a 60 euro. Circa 1.000 famiglie con un numero di componenti superiore a 4 avranno un aumento medio di circa 100 euro.
Un incontro fruttuoso e costruttivo che ha dato il via ad un percorso di condivisione sul tema Tari, sul fondo di sostegno di 100mila euro (che viene mantenuto) e sulle questioni riguardanti rifiuti e inceneritore.