A S. Felice progetto per un nuovo sistema di servizi pubblici: partecipiamo al Bando nazionale per la riqualificazione urbana

Per la realizzazione di tale progetto presentiamo istanza di contributo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri a valere sul bando riguardante la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane, dei comuni capoluogo di provincia approvato con apposito decreto il 25 maggio scorso. Il Decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1° giugno scorso e mette a disposizione 500 milioni di euro per il recupero di periferie degradate.

Come ha detto l’Assessore Virgilio, ci auguriamo che la nostra istanza venga accolta. Abbiamo individuato l’ambito periferico di San Felice in quanto vogliamo migliorare in merito alla vulnerabilità dal punto di vista urbanistico, degli edifici pubblici e degli spazi comuni, nonché dal punto di vista sociale. Altro aspetto che ci ha indotto a scegliere tale quartiere è determinato dal fatto che a San Felice saranno attuati importanti lavori di riqualificazione quali il Piano Integrato di Intervento per la realizzazione di piastra commerciale e piazza pubblica, la sistemazione di 15 alloggi in 8 palazzine di Edilizia Residenziale Pubblica ed un secondo intervento per la riqualificazione delle parti esterne con finanziamento regionale, nonché un intervento di Società Autostrade Centropadane S.p.A. per la costruzione di una barriera antirumore.

Dal punto di vista urbanistico, c’è l’esigenza di migliorare i tracciati stradali esistenti, creando omogeneità anche visiva tra i diversi percorsi principali dell’abitato, attraverso opere di rifacimento della pavimentazione, del manto stradale, della rete di illuminazione pubblica e lavori sugli edifici pubblici esistenti che attualmente non sono in condizioni del tutto adeguate. Abbiamo infine valutato la necessità di iniziative di carattere sociale, culturale, e sanitarie per far fronte alle significative fragilità che il contesto evidenzia. Alcune di queste attività hanno bisogno di strutture adeguate attualmente non presenti.

I principali interventi previsti dal progetto di fattibilità sono la demolizione e nuova costruzione dell’edificio scolastico; la riqualificazione e la manutenzione dell’edificio della palestra; la realizzazione di parete di arrampicata sportiva; il completamento della piazza antistante la chiesa: l’area libera che si è definita a seguito delle demolizione della cascina prevista dal Programma Integrato di Intervento (P.I.I.), di fronte alla Chiesa, necessita inoltre di essere riqualificata ed utilizzata come nuovo polo di attrattività sociale ed economica; la sistemazione delle vie San Felice, Torchio, Caudana e Allende accompagnati dall’installazione di nuovi sistemi di illuminazione e videosorveglianza, la sistemazione di aree esterne degli edifici di Edilizia Residenziale Pubblica; la sistemazione e il completamento di aree verdi ad ovest dell’abitato; azioni di sostegno alla socialità e di contenimento dell’emarginazione sociale.

All’assemblea a San Felice e San Savino: studio idrogeologico sugli allagamenti

Uno studio idrogeologico per risolvere il problema degli allagamenti. E’ uno degli impegni presi, alla presenza del presidente di Padania Acque Alessandro Lanfranchi, durante l’assemblea pubblica con comitato di quartiere e residenti di San Felice e San Savino.

Presenti per la Giunta anche il vicesindaco Maura Ruggeri, gli assessori alla Città vivibile e Rigenerazione urbana Barbara Manfredini e all’Area Vasta e alla Casa Andrea Virgilio. A San Felice e San Savino, grazie ad un protocollo d’intesa tra Comune di Cremona, Padania e Ato e consorzi sarà effettuata, con un preciso cronoprogramma, una accurata analisi della situazione idrogeologica del quartiere che spesso ha avuto conseguente problematiche rispetto all’allagamento.

Altre tematiche emerse: miglioramento dell’illuminazione, individuazioni di soluzioni per garantire un facile accesso alla pista ciclabile per residenti di S. Savino e S. Felice dopo la realizzazione del cavalcavia e la chiusura del passaggio a livello, manutenzione strade e marciapiedi, esecuzione di interventi alla palestra di Cavatigozzi.

Per quanto riguarda la ciclabilità, incontreremo il comitato la prossima settimana per capire quali tracciati possibili all’interno del Biciplan con l’obiettivo di costituire un anello via Postumia, via San Felice, via San Savino. Sulle asfaltature, nel piano per il 2015 del Servizio strade di Aem, l’Amministrazione ha chiarito che sono previsti i seguenti interventi: via San Felice (dal passaggio a livello a via S. Savino), via San Felice (da via S. Savino a via Gazzoletto), via Torchio, via Caudana, via Salvador Allende, via Centro e via Mulino.

Per la palestra, gli interventi sono quelli concordati in sede di sopralluogo già effettuato alla presenza degli Assessori al Welfare con delega allo Sport Mauro Platè e al Territorio e alla Salute Alessia Manfredini e consistono nel ripristino dell’ingresso per il pubblico (lato via Asilo) con opere di impermeabilizzazione della copertura, tinteggiatura e sistemazione delle uscite di sicurezza.

Galimberti a San Felice: ‘Il Comune deve cambiare metodo: dire in quanto tempo fa le cose’

“La nostra città è di fronte ad un bivio: o continua a galleggiare o si rilancia”. Così il candidato sindaco Gianluca Galimberti all’incontro con i residenti dei quartieri San Felice e San Savino, organizzato dal circolo Pd e dal segretario Roberto Galetti al centro anziani di San Felice nella serata di mercoledì. “Per rilanciare Cremona certamente ci vogliono i soldi – ha proseguito Galimberti -, ma la storia che mancano i finanziamenti a volte nasconde una mancanza di idee. Ci sono progetti a basso costo ma ad alto contenuto di idee. Cremona deve riprendere in mano programmazione, idee ed energie già esistenti”.

Galimberti ha parlato anche di incontri avvenuti durante la giornata con alcuni commercianti. “C’è la casa di Stradivari in corso Garibladi – ha detto il candidato sindaco – In altre città sarebbe già volano turistico-commerciale per un anno intero. A pochi soldi, va inserita in un percorso turistico, va animata. Questo condurrebbe le persone anche a passare dai corsi per arrivare alle nostre piazze e al Museo del Violino”.

sanfelicedentro“Innanzitutto però serve un cambiamento della pubblica amministrazione – ha dichiarato Galimberti – Valorizzare le competenze che nel Comune già ci sono, ma cambiare il passo in termini di organizzazione e in termini di efficienza, ossia dire in quanto tempo si fanno le cose. Questo è fondamentale per serietà. Due esempi: ultimamente, a pochi giorni dalle elezioni, hanno rifatto l’asfalto di viale Trento Trieste ma restringendo la ciclabile e hanno fatto nuovi incroci in via Dante senza scoprire i cartelli di divieto di accesso alle biciclette. Bisogna programmare, dichiarare i lavori che si fanno e metterci la faccia. Per quanto mi riguarda, se saremo a governare, il sindaco sceglierà gli assessori e il sindaco chiederà a loro competenza, novità, onestà e lavoro di squadra”.

Un passaggio anche sui comitati di quartiere. “La mia storia è una storia di costruzione di luoghi di partecipazione – ha detto Galimberti – Chi dice che Galimberti vuole abolire i comitati di quartiere, mette in giro delle cose false. La partecipazione seria e con un metodo è una questione di efficienza. Non è un metodo passerella. Non è un metodo dell’amministratore ‘illuminato’ e intoccabile. E’ un metodo in cui chi amministra deve decidere, ma radicando queste decisioni in un processo di ascolto. L’esperienza dei comitati è preziosissima e, proprio per questo, da analizzare e verificare insieme agli stessi comitati di quartiere”.