Chiuso il triennio del salvataggio e del rilancio di Aem, ora nuove sfide. Siboni, Lazzari e Grignani nel nuovo Cda

Abbiamo chiuso il mandato, iniziato a gennaio 2015, del Consiglio di amministrazione attuale di Aem Cremona Spa, presieduto da Massimo Siboni e costituito da Fiorella Lazzari (vicepresidente), Roberto Mazzini, Ada Ficarelli e Francesco Sanfelici.

Il ringraziamento è fortissimo e sentitissimo a tutto il Cda uscente e in particolare verso il Presidente e la Vicepresidente. Sono stati tre anni difficili ed intensi in cui il Cda ha avuto il merito di assumersi la responsabilità di grandi decisioni con l’unico e comune obiettivo di invertire la rotta e di rilanciare questa storica società per restituirla, sana, ai cremonesi e alla città. Un grazie anche al collegio sindacale e a tutti i collaboratori che in questi anni hanno davvero creduto nel rilancio della nostra partecipata.

Questi i principali numeri del lavoro svolto, contenuti nella relazione triennale di fine mandato.

Innanzitutto quelli riguardanti la razionalizzazione. La partecipata Aem nel 2015 era costituita da tre società: Aem, senza alcun dipendente e con una grave situazione finanziaria, Aem Service e Cremona Parcheggi. Dopo un lungo percorso di efficientamento e di risanamento ora, nel 2018, la partecipata al 100% del Comune è costituita da un’unica società, Aem Cremona Spa, che ha 32 persone in organico, è sana con indici di solidità e liquidità buoni e ha prospettive di ulteriore crescita.

Come si è arrivati a questo risultato, a questo nuovo inizio? Attraverso alcune importanti operazioni di rivalutazione e valorizzazione di asset dentro a progetti industriali: la cessione (circa 61 milioni) degli impianti dell’idrico a Padania Acque che nel frattempo è diventata gestore unico ‘in house’ del servizio per la città e il territorio; la vendita del primo lotto di via del Macello su cui è sorto il Polo Tecnologico; la risoluzione di contratti “fuori controllo” in particolare relativi a cavidotti e fibra ottica; la cessione (circa 30 milioni) ad A2A di una parte del capitale sociale di Aem in Lgh all’interno dell’operazione di partnership industriale che ha significato occupazione e servizi, che ha rafforzato l’azienda, che ha portato A2A Smart City sul territorio e che ha consentito alla stessa Lgh di passare – rispetto agli utili – da un trend negativo in corso dal 2013 con il picco al ribasso di oltre – 3 milioni di euro nel 2016 a oltre + 10 milioni di euro di utili nel 2017.

Dal 2016 ad oggi la situazione del debito è radicalmente cambiata. Dai 101 milioni di euro di debito del giugno 2016 (di cui circa 70 milioni con le banche e 30 milioni con Lgh), grazie ad un lavoro di ristrutturazione del debito, Aem è passata a 8 milioni di debito verso gli stessi soggetti con indici tutti positivi. L’utile, negativo nel 2014 e 2015 e arrivato fino a oltre -42 milioni, ha cominciato a crescere fino a raggiungere un livello positivo nel 2017 (+1.821.711 euro), la redditività dell’azienda era al -6% nel 2015, si è attestata a +2% nel 2017, i parametri di solidità dell’azienda (al di sotto del benchmark 2, precisamente 1,42 nel 2017 a fronte del 3,3 nel 2015) e di liquidità, ovvero di capacità di pagamento dei creditori (al di sopra dell’indice 1 – 1,42 – quando nel 2015 era a 0,3) sono più che buoni.

Riguardo al rapporto tra Aem e il Comune, in questi anni, non solo la partecipata ha pagato tutti i debiti verso l’Ente municipale, ma è stato impostato anche – in totale sinergia e programmazione reciproca – un rapporto efficiente del ‘faccio quanto pago’, a beneficio della serietà e della sostenibilità delle diverse opere o dei diversi servizi.

Il ringraziamento va anche a tutto il collegio sindacale uscente, costituito da Enzo Coratella (presidente), Andrea Bignami e Elisabetta Pasquali (sindaci effettivi), Daniele Quinto e Catia Rosa Sinelli (sindaci supplenti) per aver accompagnato il Cda nel lungo ed intenso percorso.

Le sfide per Aem non sono finite, anzi: occorre consolidare la propria crescita, uscire dal piano di risanamento, gestire nuovi servizi (ad esempio il Polo della Cremazione) e nuove prospettive (la vendita dei lotti 2 e 3 nel complesso del Polo Tecnologico). Obiettivi che saranno perseguiti dal nuovo Cda.

Un Cda che si riduce, passando da cinque a tre membri, con Massimo Siboni di nuovo Presidente, Fiorella Lazzari vicepresidente e, nuovo ingresso, Luca Grignani, avvocato, già presidente della Commissione comunale Bilancio nell’amministrazione precedente. Il nuovo collegio sindacale è costituito da Enzo Coratella (presidente), Beatrice Bellini e Matteo Romagnoli. Supplenti Elena Bodini e Alberto Ori.

A tutti loro l’augurio di un buon lavoro, sempre per il bene della società e della città.

Polo della cremazione ad Aem: operazione importante di efficienza e sviluppo
Aem, da tre partecipate ad un’unica sana e rilanciata

Aem, la politica ha inserito il bancomat nonostante la scritta ‘Soldi esauriti’. Noi no ed ora Aem ha un futuro!

Gent.mo Direttore,

ho letto con un certo interesse il suo editoriale su Aem Spa e le precedenti e successive uscite. Curiosamente, o forse no, tante parole sono state spese sul passato di Aem e poche sul suo futuro, nonostante prima in Giunta e lunedì in Consiglio abbiamo approvato il piano di razionalizzazione delle partecipate che ci consente di passare da tre società del 2014, di cui una, AEM, trovata in una situazione difficilissima, a una sola, sana e rilanciata, passaggio possibile in virtù del cambiamento della normativa e in virtù dell’operazione di risanamento di AEM. 

La premessa è indiscutibile: la situazione che ho e abbiamo ereditato era pesantissima e richiedeva scelte urgenti. Un po’ di storia. Gli interventi per  le fibre ottiche o le reti idriche sono stati  certamente investimenti strategici per il territorio. Per farli era necessario accendere mutui da parte di AEM. Altre scelte fatte corrispondevano ad una diminuzione dei flussi di cassa in Aem. E allora? Un debito, se necessario alla città, può e deve essere fatto, ma a due condizioni: l’azienda deve garantirsi comunque i flussi di cassa per pagare i debiti e soprattutto deve smettere di indebitarsi se l’indebitamento sale oltre il livello di controllo.

E invece che cosa è successo per scelte politiche dal 2010 in poi? E’ continuato l’indebitamento e si sono stroncati ulteriormente i flussi di cassa positivi. Aem ha consegnato ad LGH i servizi che prima gestiva, passando anche i relativi flussi positivi. In Aem sono rimasti molti mutui e i famosi contratti (fibre ottiche, cavidotti) hanno obbligato Aem a tirare fuori denaro senza ritorno. Da quel momento Aem ha cominciato ad avere seri problemi finanziari. Sono stati chiesti alla nostra partecipata dividendi (e noi abbiamo messo a bilancio del Comune quei soldi per coprire i rischi). In più, l’amministrazione di allora ha chiesto ad AEM investimenti milionari, per noi molto discutibili, come l’acquisto di tutta l’area dove avrebbe dovuto sorgere il cosiddetto city hub (progetto per noi fuori tempo e fuori luogo). E il Massarotti? Aem ha dovuto acquistare per milioni un parcheggio mai fatto funzionare da lì in poi. Per non parlare del contratto con Saba del 2010: un massacro economico. E contemporaneamente molti servizi fatti fare ogni anno a debito. È per questo che, a pochi giorni dall’insediamento, estate 2014, ho ricevuto telefonate e input da banche che mi chiedevano se Aem avrebbe pagato i debiti o no, rate di mutui 2014, con ancora indietro rate 2013. Per non parlare dei fornitori, imprese che danno lavoro e che attendevano di essere pagati e non certo con il patrimonio, ma con liquidità, liquidità che era esaurita.

Chi ora, per sminuire la situazione, invoca il patrimonio di Aem di 200 milioni sa benissimo, ma finge di non sapere che il piano di risanamento ci ha costretti a rivalutarlo, con perizie ufficiali e che il risultato è stato di 50 milioni in meno. Inoltre un patrimonio non si trasforma d’incanto in denaro. Se lo si deve usare per coprire i debiti, occorre farlo secondo un’idea non di svendita, ma di valorizzazione. Ad esempio, LGH aveva sottoscritto 300 milioni di bond nel 2013 e, per avere possibilità di rinegoziarli 5 anni dopo, doveva rafforzarsi aggregandosi ad altre aziende o con altre operazioni. Un’operazione poteva essere fatta o impostata concretamente da coloro che amministravano la città nel 2013 al momento della sottoscrizione dei bond. Certo, se la politica l’avesse voluto. Perché non è stato fatto? Noi, per affrontare la situazione di LGH, avremmo potuto usare scorciatoie e svendere a un fondo, ma abbiamo preferito con grande fatica e in poco tempo adoperarci, insieme agli altri soci di LGH, per costruire una partnership con a2a che contiene una grande operazione industriale. E dopo questa e altre operazioni, per avere continuità aziendale, occorreva avere flussi di cassa che ti permettessero di pagare i debiti residui. E non c’erano. Noi abbiamo messo in campo azioni che ci hanno consentito di avere continuità aziendale, pagando il 100% dei debiti compresi quelli con i fornitori.

Se, come dice lei, la politica ha inserito il bancomat nella macchinetta ‘Aem’, si deve anche dire però che qualcuno l’ha fatto nonostante la scritta ‘Soldi esauriti’. E allora questa è la convinzione che ha guidato la mia e le nostre scelte: un’azienda, a maggior ragione se pubblica, deve imparare a funzionare bene e dare servizi non accumulando debiti come modalità normale di gestione e gli investimenti devono avere senso e sostenibilità. Costringere l’azienda di proprietà al 100% dei cittadini e del Comune, oltre i debiti già accesi per investimenti, ad indebitarsi per far quadrare il bilancio comunale, è scorretto. Per quadrare il bilancio comunale serve altro: servono operazioni di razionalizzazioni ed efficienza. I bilanci di Comune e di Aem sono nei fatti consolidati: se salvi uno e affondi l’altro non è una bella operazione per la città. È quello che penserebbero anche una mamma e un padre che fanno conti in casa: si fanno investimenti se sono per il bene della famiglia e se la famiglia è in grado economicamente di reggerli.

Nel 2014, quando ci siamo insediati, di fronte alla scritta “Soldi esauriti” abbiamo scelto di non inserire il bancomat e, piuttosto, di avviare un complicato e lungimirante processo di  razionalizzazione, abbiamo innescato un percorso di inversione di tendenza. Le partecipate fanno operazioni per quanto il Comune dà. Un cambiamento di metodo direi storico e vincente per tutti. Questo vuol dire che non faremo più investimenti? Assolutamente no. Li faremo. Faremo investimenti che potranno dare redditività, vita e sviluppo alla nuova Aem e di conseguenza alla città e al territorio. Aem non è stata svenduta, Direttore. La situazione critica di Aem è stata affrontata con lucidità e secondo me con ottimi risultati. Lo dico anche al di là della riduzione del debito da 100 milioni a 8 milioni che è “solo” un aspetto di questa grande operazione. Il debito con fornitori e imprese che lavorano è adesso pari a zero. Le operazioni industriali contenute nel piano di risanamento porteranno frutti. Lineacom dall’ipotesi di vendita nel 2015 è passata alla prospettiva a2a Smart City; a settembre presenteremo lo stato di avanzamento del piano industriale di LGH – a2a. E poi Padania Acque e il suo piano di interventi, il Polo Tecnologico e l’illuminazione pubblica. Operazioni che andavano fatte comunque, costruite insieme a tanti, a prescindere dal piano. Adesso possiamo lavorare per il futuro di Aem e della città. E’ questo che mi e ci interessa. E’ questo ciò per cui ho lavorato e lavorerò con passione. È questo ciò di cui mi auguro si comincerà parlare.

Da tre partecipate a una sana e rilanciata
Aem chiude il 2016 in positivo: debito ridotto di 90 milioni

Aem chiude il 2016 in positivo. Ridotto il debito di 90 milioni. Da 4 società di cui una semi-morente a 1 unica sana e rilanciata!

Il 4 agosto 2016, quando abbiamo firmato il piano asseverato di Aem, una delle osservazioni emerse è stata questa: le operazioni contenute nel piano di risanamento di Aem Spa andavano fatte anche indipendentemente dal piano di risanamento. Qui dentro non ci sono solo numeri, ma anche progetti che sono progetti di sviluppo del territorio. In questi numeri c’è anche la ridefinizione dei rapporti contrattuali con Lgh, senza la quale non ci sarebbe stata continuità aziendale. E a settembre presenteremo il piano industriale di Lgh in partnership con A2A. Veniamo da anni in cui molti servizi gestiti per il Comune erano a debito. Questo e altre sbagliatissime scelte fatte in passato hanno determinato il fatto che Aem nel 2015 rischiava di non avere continuità aziendale. Ora, grazie al lavoro fatto insieme ad Aem e a Spc, c’è un nuovo modello di gestione dei servizi, non a debito ma secondo quanto il Comune dà.

A nome della Giunta e della città, un grazie al Presidente Siboni e alla vicepresidente Fiorella Lazzari perché hanno fatto un lavoro straordinario con competenza e generosità, a tutto il Cda, che ha lavorato coeso, e ai Revisori dei conti.

Qualcuno non avendo altro da dire potrebbe dire: vedete, il bilancio non era così negativo, non c’erano così tanti problemi. Questo qualcuno non conosce i numeri, questo qualcuno magari era presente nel momento in cui i problemi sono stati generati e ha delle responsabilità. I numeri sono sotto gli gli occhi di tutti: è un’operazione unica per rapidità e consistenza.

Ci tengo a fare un passaggio su Servizi per Cremona e ringrazio l’Amministratore unico Elena Bernardini e il Direttore Paolo Fulvio. Perché nasce Servizi per Cremona? Nasce dentro il piano di razionalizzazione (con due passaggi in Consiglio comunale) perché l’allora legislazione impediva di mettere in un’unica società servizi strumentali e altri servizi e per facilitare il piano risanamento di Aem (che si è tenuta in capo il servizio che produce introiti, ovvero quello della sosta). Ora, poiché operazione di risanamento sta dando i frutti e perché la normativa è cambiata e ora lo consente, dentro al nuovo piano di razionalizzazione che andrà in Giunta il 28 giugno e in Consiglio il 10 luglio, possiamo restituire alla città un’unica società sana. Da quattro società di cui una semi-morta, ad un’unica società sana e rilanciata che è la nuova Aem/Spc. Un ottimo risultato, dunque, quello che abbiamo ottenuto con il coinvolgimento di tanti e che si vede nel Bilancio 2016, ma ancora tanto lavoro da fare e da fare insieme.

Aem chiude il Bilancio in positivo. Ridotto il debito di 90 milioni

Abbiamo illustrato i numeri con il Presidente Massimo Siboni e la vicepresidente Fiorella Lazzari nel corso di una conferenza stampa convocata presso la nuova sede operativa di Aem Spa e di Servizi per Cremona in via Persico, 31, a seguito dell’approvazione del Bilancio avvenuta in Assemblea mercoledì 21 giugno. E’ stata l’occasione per presentare alla stampa la struttura di via Persico (ex sede di Lgh e poi di Lineacom ora collocate al Polo Tecnologico) ospiterà a breve anche gli uffici del Settore Mobilità del Comune di Cremona, andando a costituire con Aem e Spc un vero e proprio polo della mobilità della città di Cremona, dentro il piano di razionalizzazione delle sedi comunali.

Innanzitutto i numeri della gestione ordinaria. Aem chiude il 2016 con un utile netto di 136.861 euro, contro la perdita di 42.300.259 euro (di cui 39.631.847 euro dovuti a svalutazioni ed accantonamenti) del 2015. Questo risultato è particolarmente importante anche per il fatto che è stato raggiunto dentro il piano asseverato di durata quinquennale finalizzato al risanamento di Aem e al superamento dello stato di tensione finanziaria della società, rappresentata a giugno 2015.

Anche da questo punto di vista, ci sono notizie positive: la posizione finanziaria netta di Aem cala da 85 milioni (cui vanno aggiunti 15 milioni di euro per debiti commerciali, per un totale di 100 milioni di debiti) a 10,7 milioni, che si riducono a circa 8 milioni se si considerano gli oltre 2 milioni di euro di debito con il Comune di Cremona (ultimo soggetto con cui Aem ripianerà il debito come da piano di risanamento) e gli oltre 4 milioni di euro di credito.

Un elemento importante da sottolineare: la riduzione del debito di 90 milioni è stata raggiunta grazie all’impegno del Presidente Siboni e del Cda con il supporto di consulenti specializzati per 811.300 mila euro. Un investimento assolutamente necessario e fruttuoso alla luce dei risultati straordinari ottenuti. L’abbattimento del debito ha comportato nel 2016 un dimezzamento del pagamento da parte di Aem degli interessi sul debito stesso, passando da 2,5 milioni a 1,2 milioni con il sicuro ulteriore miglioramento nei corso dei prossimi anni.

Per quanto riguarda le partite che negli anni passati Aem ha condotto (generando però debiti di almeno 1,2 milioni all’anno) per conto del Comune di Cremona, si segnala una netta inversione di tendenza. Due esempi. Le attività che riguardano la segnaletica, dal giugno 2016, vengono svolte da Servizi per Cremona rigorosamente dentro il contributo che il Comune di Cremona riconosce alla società partecipata al 100% dal Comune e guidata dall’Amministratore unico Elena Bernardini e dal Direttore Paolo Fulvio. Anche sull’illuminazione pubblica, Aem ha agito nel 2016 secondo un progressivo contenimento della spesa e nella prospettiva (realizzata) dell’affidamento per la gestione della rete con conseguenti investimenti. Da sottolineare, il dato positivo derivante dalla gestione complessiva della sosta (1.500 stalli, parcheggio Villa Glori e parcheggio Massarotti) con un avanzo generato di oltre 500mila euro e con le innovazioni introdotte come il pagamento della sosta mediante app e le agevolazioni in favore dello shopping.

Gli indici di salute dell’azienda hanno tutti evidenziato un trend positivo e lo ‘scaduto’ verso i fornitori ad oggi è pari a zero. Un ulteriore valore positivo è quello dell’Ebitda (costi meno ricavi): nel 2015 era pari a 4 milioni 458mila euro, nel 2016 è stato pari a 6 milioni con una variazione positiva di 36,49%.

L’impegno di Aem è anche stato indirizzato alla partenza del Polo Tecnologico sorto su area di proprietà di Aem che – per risolvere questioni procedurali bloccate – ha dovuto dare una sorta di garanzia che ha consentito la realizzazione del Polo stesso e ha avviato i primi lavori di bonifica e pulizia dell’area, riguardanti i lotti accanto al Polo per un ammontare di oltre 100 mila euro.

Vanno infine ricordate alcune importanti operazioni straordinarie, facenti parte del piano di risanamento di Aem, avvenute nel corso del 2016 ovvero l’avvio di Servizi per Cremona, la partnership tra A2A e LGH, di cui Aem è socio, con conseguente cessione di parte delle quote di partecipazione, e la cessione del ramo idrico di proprietà a favore di Padania Acque S.p.A.

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Restituiamo alla città la sua Aem sana e rilanciata
Aem, grave situazione finanziaria: 100 milioni di debito

Restituiamo alla città la sua Aem sana e con grandi prospettive di sviluppo


Un’operazione storica per la città: abbiamo salvato e rilanciato la nostra partecipata Aem con un serio piano di risanamento che contiene dentro di sé molte azioni industriali che rappresentano lavoro, impresa, sviluppo e servizi per la città e il territorio. Come Comune investiamo nella nostra Patrimoniale e grazie a questo piano, dopo tanti anni, nella prossima legislatura Aem sarà in grado di tornare a fare utili per la città. Abbiamo lavorato per il presente e per il futuro.

Oggi è il giorno dell’asseverazione del Piano di Risanamento (ex articolo 67) di Aem Cremona Spa. La pratica è avvenuta in mattinata a Milano nello studio legale Gattai, Minoli, Agostinelli & Partners alla presenza del Presidente di Aem Massimo Siboni, dell’Amministratore Delegato di Lgh Franco Mazzini, di Legance – Avvocati Associati, di Albion e dei rappresentanti delle banche. Il Piano è stato asseverato dal dottor Massimo De Dominicis dello studio D&S – De Dominicis & Soci Studio Commercialisti Associati.

Dentro questa operazione che ha richiesto un lavoro grande e silenzioso ci sono competenza, passione e gratuità. Un ringraziamento particolare al Presidente Massimo Siboni, alla Vicepresidente Fiorella Lazzari e a tutto il Cda di Aem, al Collegio, ai tecnici del Comune che hanno seguito questa partita enorme per la città, in particolare il Segretario Pasquale Criscuolo e la dottoressa Chiara Benna. Grazie a tutta la Giunta, sempre compatta e coesa, grazie alla coalizione che su questo tema ha maturato una forte consapevolezza e ha sostenuto con forza passaggi decisivi in Consiglio Comunale. Grazie ai consulenti che sono stati fondamentali e alle banche che hanno creduto nell’operazione. Oggi dimostriamo che lavorando insieme, anche nel silenzio e con la pazienza determinata di chi lavora e bada ai risultati, sempre per il bene comune della città, si raggiungono gli obiettivi. Restituiamo a Cremona la sua Aem sana e con cinque grandi prospettive di sviluppo.

Nel Piano di Risanamento, ci sono cinque operazioni fondamentali che equivalgono ad altrettante operazioni di sviluppo per il territorio e la città:

– la cessione del ramo idrico a Padania Acque Spa: il grande patrimonio idrico della nostra città passa a Padania che diventa così una multiutility dell’acqua pubblica con grande patrimonio e capace di investimenti, lavoro, imprese, sviluppo, servizio;

– la partnership Lgh/A2A che sta andando verso il closing e che è un’ulteriore operazione industriale di occupazione, di lavoro e di innovazione nei servizi per il territorio;

– il Polo Tecnologico su cui moltissimo abbiamo fatto con l’aiuto di AEM e insieme alle imprese del territorio: è una realtà di lavoro anche per giovani con forti prospettive di espansione regionali e nazionali;

– l’illuminazione pubblica: andremo a gara per rifare l’illuminazione pubblica della città ed è una grande opera pubblica nel segno di una città smart city;

– la creazione di Servizi per Cremona, società strategica interamente partecipata dal Comune, braccio operativo sulle attività strumentali: sta muovendo i primi passi e in breve deve diventare capace di fare lavori in ambiti di servizi essenziali in modo più efficiente, più rapido ed economicamente sostenibile.

A chi chiede qual è lo sviluppo del territorio, rispondiamo che questo, anche questo, è lo sviluppo del territorio. Qui dentro ci sono lavoro, imprese, investimenti. Dobbiamo esserne orgogliosi, davvero, come città. Da 100 milioni di debito e l’impossibilità di pagare le rate dei mutui com’era la situazione trovata, descritta pubblicamente fin dal nostro insediamento, presa in mano immediatamente con il nuovo Cda, ad un’operazione fondamentale e di rilevanza nazionale, costruita in un solo anno e mezzo: superiamo la tensione finanziaria, garantiamo la continuità aziendale, tracciamo traiettorie di sviluppo per l’azienda e per la città.

Questo il commento del Presidente Massimo Siboni: è stato un lavoro faticoso di mesi partito subito dall’insediamento, che trova oggi il suo storico atto di compimento nei modi e nei tempi stabiliti con la Giunta, tempi assolutamente straordinari per il tipo di operazione portata a termine. È un risultato importantissimo, conquistato insieme all’Amministrazione e a tutto il Cda che ringrazio. Un risultato per l’azienda, per Cremona e per il territorio. È un nuovo punto di partenza, raggiunto nell’anniversario dei 100 anni di Aem. Sulla base di questi risultati continuiamo a lavorare. Per altri 100 anni!

Aem nel piano di risanamento è stata assistita da Albion quale advisor finanziario con i partner Giovanni Bassetti, Michele Monaci e Americo Romano e da Legance – Avvocati Associati quale advisor legale con un team guidato dal socio Monica Colombera e dalla managing associate Marialuisa Garavelli. Le banche sono state assistite dallo studio legale Gattai Minoli Agostinelli & Partners con il socio Gaetano Carrello e dall’associate Giulia Danesi.

Aem, continua il Piano di Risanamento

Aem, continua il piano di risanamento con cinque importanti prospettive industriali per il territorio

CHE COS’E’ QUESTO ATTO?

E’ un atto di indirizzo che contiene le linee guida sulle quali il piano di risanamento di Aem Spa si struttura. La situazione ereditata è stata chiara fin da subito e a metà luglio 2015 l’abbiamo fatta emergere anche pubblicamente (CONFERENZA STAMPA) e nelle sedi opportune. Di fronte alla serietà e alla estrema gravità della situazione, abbiamo scelto il difficile e faticoso percorso di risanamento. Ci siamo assunti una responsabilità grandissima, anche personale.

A meno di un anno di distanza da luglio 2015 siamo qui ancora a parlare di Aem Spa: non di un’azienda finita, ma di un’azienda che ha 100 anni di storia e prospettive di rilancio che sono tali proprio grazie alle scelte fatte e al grande lavoro in atto.

Alle spalle abbiamo già un precorso, un lavoro intenso, delle scelte sulle quali basare il piano. Ora, le linee di indirizzo che si fondano su queste scelte, linee sulle quali percorrere l’ultimo tratto di strada, vanno sottoposte al Consiglio comunale. Successivamente, il piano di risanamento dovrà essere asseverato dall’asseveratore entro i primi di giugno.

È stata e continua ad essere un’assunzione di responsabilità nei confronti dell’azienda Aem, dei lavoratori, dei cittadini, dei servizi in città e del Comune di Cremona stesso. In coerenza con l‘attuale evoluzione della normativa, vedi legge Madia e decreti attuativi.

DA DOVE VIENE?

Questo atto non nasce oggi, ma è frutto di un lungo e faticoso lavoro che parte anche dall’atto di indirizzo del Consiglio del 30 marzo 2015 sulla Razionalizzazione delle partecipate (MENO SOCIETA’ E PIU’ GOVERNANCE).

CHE COSA CONTIENE?

Contiene:
– Azioni già fatte con grande impegno;
– Azioni da fare che hanno implicato un grande lavoro di preparazione.

Questa delibera raccoglie dunque i frutti di un cammino e delinea il lavoro che ancora abbiamo davanti.

QUALI SONO I CONTENUTI?

1) Il cammino di risanamento di Aem Spa dal punto di vista finanziario e di rivisitazione dei contratti e del piano industriale. Siamo tutti consapevoli che, in questa situazione, noi utilizziamo tutto quanto deriva dalle operazioni in atto per risanare AEM. Ma è questa la responsabilità che ci assumiamo di gestire anche il bilancio comunale non solo senza introiti, ma con impegni a favore di AEM. Lo facciamo perché crediamo nel futuro di questa società.

2) Le cinque importantissime prospettive industriali per il territorio:

  • la vendita del lotto 4a del City Hub: è stata un’operazione all’interno di un progetto più articolato finalizzao a favorire la costruzione del Polo tecnologico;
  • A2A-LGH: è una partnership appositamente studiata per consolidare servizi sul territorio;
  • Padania Acque: dopo il lavoro per costruire da due società una sola, afferire le reti idriche (reti di qualità) a Padania significa consolidare un’azienda importantissima in house per la gestione di un bene comune essenziale come l’acqua;
  • Servizi per Cremona: è la nuova società, in fase di avvio, a totale partecipazione del Comune di Cremona che ha una prospettiva di area vasta e che mette ordine nei rapporti tra Comune e società. Infatti, il trasferimento delle attività strumentali a Servizi per Cremona determina per il Comune la possibilità di un diretto controllo dei servizi conferiti e l’impegno a definire e a remunerare corrispettivi a copertura integrale dei costi per la gestione delle attività affidate e dei relativi investimenti, a fronte della non piena remunerazione dei contratti che in passato ha inciso sul peggioramento delle condizioni economico/patrimoniali di Aem Spa;
  • La Pubblica illuminazione: l’affidamento del servizio a terzi è anche un impegno al progressivo miglioramento della qualità del servizio.

Tutte queste cinque prospettive – è importante – non sono solo fondamentali per il risanamento di Aem, ma significano lavoro, impresa e servizi sul territorio.

Lgh-A2A: risultato importante. Continua percorso duro a causa del debito ereditato