Distretto liuteria, 60 liutai aderenti. A breve presentiamo alla città questo ‘laboratorio diffuso’

Sono 60 i liutai che, in poco più di quindici giorni, hanno aderito formalmente al Distretto, progetto attraverso il quale come Comune di Cremona, con il supporto di Fondazione Cariplo, sostieniamo la cultura musicale e la liuteria cremonese, coordinando i soggetti che in città si occupano di educazione, formazione e ricerca in ambito musicale e liutario e avvicinando gli ambiti della formazione e della ricerca con la cultura materiale dei liutai. Abbiamo aperto le iscrizioni il 18 gennaio scorso durante un incontro dedicato ai liutai sul progetto in corso, alla presenza dei rappresentanti del Distretto. Sono in fase di perfezionamento, inoltre, le adesioni al Distretto sotto forma di partnership da parte delle associazioni di categoria che già lavorano insieme alle istituzioni nella ‘cabina di regia della liuteria’. 

I liutai aderenti, che devono dichiarare “che la propria produzione artigianale rispecchia i caratteri individuati dalla dichiarazione UNESCO, che tutte le componenti degli strumenti con la propria etichetta vengono lavorate a mano, senza utilizzo di pre-assemblati o pre-lavorati per le parti principali”, devono garantire la partecipazione al programma di formazione e ricerca elaborato dal Distretto culturale di liuteria che prevede workshop sulle vernici, incontri con insegnanti e studenti di conservatorio, seminari divulgativi di acustica e specifiche attività di ricerca.

Il Distretto, inoltre, ha previsto attività di formazione rivolte a tutti i liutai (anche i non aderenti al Distretto) come il workshop sulla produzione Amati, l’aggiornamento circa le attività dei laboratori universitari che si trovano presso il Museo del Violino, momenti pubblici sulla conservazione degli strumenti musicali.

Gli obiettivi del percorso culturale del Distretto sono quelli di estendere il progetto di laboratorio diffuso, sviluppare la ricerca applicata e generare ricadute sulla produzione artigianale liutaria per valorizzarne ed accrescerne la qualità. Le offerte formative sono organizzate grazie al lavoro congiunto degli aderenti al Distretto: Comune di Cremona (capofila), Fondazione Arvedi-Buschini, Fondazione Museo del Violino “A. Stradivari”, Scuola Internazionale di Liuteria, Cr.Forma – Azienda Speciale servizi di formazione professionale della Provincia di Cremona, Università degli Studi di Pavia – Dipartimento di Musicologia e Beni culturali, Politecnico di Milano – Polo territoriale di Cremona, Laboratori scientifici presso il Museo del Violino (Laboratorio “G.”Arvedi di Diagnostica non invasiva dell’Università di Pavia e Laboratorio di Acustica Musicale del Politecnico di Milano). 

Un lavoro intenso ed innovativo che verrà presentato alla cittadinanza nelle prossime settimane e che punta ad alimentare e promuovere quel sistema che consente di rinnovare il ‘saper fare liutario patrimonio Unesco’, unico al mondo, facendo incontrare artigianato artistico, sapere e ricerca, di presentarsi compatti e forti nel mondo e di costruire nuove sinergie in ambito progettuale e di finanziamenti a sostegno della rete.

Via alla ricerca sulle condizioni e i bisogni delle famiglie con bambini di età compresa tra 0 e 3 anni

Una ricerca sulle condizioni e i bisogni delle famiglie con bambini in età compresa tra 0 e 3 anni sarà realizzata dall’Assessorato all’Istruzione utilizzando risorse interne del Settore Politiche Educative ed avvalendosi della collaborazione di altri Settori dell’Ente, quali, ad esempio Affari Sociali, Servizio Elaborazione Dati, Pari Opportunità, Centro Interculturale. La ricerca coinvolgerà operatori e gestori dei servizi pubblici e di quelli privati convenzionati. I temi di indagine riguarderanno le modalità scelte dalle famiglie nella gestione e cura dei bambini; le motivazioni delle scelte; gli eventuali problemi di organizzazione e conciliazione dei tempi di vita; i bisogni esistenti e/o necessità percepite sul piano dell’organizzazione e delle relazioni. I risultati dell’indagine saranno utilizzati a supporto della programmazione dei servizi per l’anno educativo 2015-2016 e per impostare una fruttuosa collaborazione con i gestori privati.

Nonostante il drammatico calo di risorse degli ultimi anni – come motiva il vicesindaco con delega all’Istruzione Maura Ruggeri – gli sforzi dell’amministrazione comunale devono cercare di garantire le possibilità di accesso e utilizzo di servizi di cura per le famiglie che ne hanno necessità. In questo senso il Comune ragiona non solo in un’ottica di gestione diretta di servizi, ma anche come promotore e garante di un sistema locale. Proprio per cercare di indirizzare gli interventi nel modo più efficace si pone la necessità di compiere un approfondimento rispetto alla situazione delle famiglie con bambini piccoli nella nostra città. Tale approfondimento dovrebbe offrire una base di conoscenza utile rispetto alla futura programmazione non solo dei servizi comunali ma anche di quelli privati. In particolare si partirà dalla rete già esistente con i nidi privati che avevano partecipato alla definizione della Carta dei Servizi in rete e con i quali sono state sottoscritte convenzioni negli ultimi anni.

Il piano di lavoro prevede un momento iniziale di coinvolgimento e condivisione con i gestori dei nidi privati e con le coordinatrici dei nidi comunali,  la realizzazione di due focus, uno con operatrici e coordinatrici di strutture e uno con un gruppo di genitori. I due focus hanno lo scopo di meglio entrare nel dettaglio delle questioni da affrontare ed elaborare le domande di ricerca. Sarà svolta un’indagine tramite questionario telefonico su un campione casuale costituito da circa il 14% della popolazione complessiva (la popolazione è di 1296 nuclei al 10 ottobre quindi il campione sarebbe di 185 nuclei circa).  Verrà realizzata una serie di interviste più dettagliate su famiglie individuate in modo mirato in grado di rappresentare tipologie famigliari significative (famiglie numerose, famiglie monogenitoriali, famiglie che hanno utilizzato il nido o che hanno scelto di non utilizzarlo, italiane e straniere). Il tutto si concluderà con un passaggio di restituzione nei focus per discutere i dati.

In tutta Italia e anche a Cremona negli ultimi mesi e anni lo scenario dei servizi per l’infanzia è stato segnato da una serie di cambiamenti determinati innanzitutto dalla crisi economica e dagli effetti che questa ha avuto sull’organizzazione delle famiglie e sulle condizioni di lavoro e finanziarie dei comuni e degli altri soggetti gestori di servizi. Un po’ in tutto il Paese si sono ridotte le richieste di iscrizione agli asili nido e anche nella scuola per l’infanzia si sono posti problemi di frequenza dovuti alla difficoltà, da parte di alcune famiglie, di sostenere il costo della tariffa per la ristorazione. Allo stesso tempo vi sono altri fattori, quali la frammentazione sociale, la rarefazione delle reti parentali e delle reti di relazione, la diversificazione dei tempi di vita, solo per citarne alcuni, che definiscono un quadro problematico e che, accentuati dalla crisi economica, hanno contribuito ad accrescere il disorientamento e la difficoltà delle famiglie a gestire le questioni quotidiane.

In questo scenario l’Amministrazione comunale ritiene che l’organizzazione e la disponibilità di servizi educativi e di cura rappresentino una variabile importante rispetto alla qualità di vita e anche alle scelte di vita delle famiglie. I servizi per la prima infanzia possono avere una valenza strategica, nel senso che consentono di perseguire contemporaneamente diversi obiettivi condivisibili: conciliazione tra vita familiare e lavoro, dunque rimozione degli ostacoli alla crescita dell’attività femminile e alle possibilità di carriera per le donne; sostegno alle coppie che desiderano avere figli; contrasto precoce delle disuguaglianze e dell’esclusione sociale; integrazione delle famiglie immigrate, nonché un primo passo fondamentale nella costruzione del capitale umano.

Notte ricercatori, chi fa ricerca si fa travolgere da un’intuizione. L’amministrazione e la città hanno bisogno di voi

L’idea di festeggiare anche a Cremona, come in tutta Europa, la Notte dei ricercatori è partita qualche giorno fa da una stanza del Comune. Ciò che ci ha spinto ad organizzare un semplice e informale ritrovo è stato il desiderio di lavorare insieme. Per lavorare insieme dobbiamo riconoscerci. Ecco perché abbiamo invitato ricercatori e docenti universitari in cortile Federico II, per un primo iniziale incontro. Un incontro con sorpresa: la splendida musica dalla finestra del Consiglio comunale, suonata dal Maestro De Lorenzi.
Siamo convinti che questa città debba avere un sistema universitario. Significa coniugare ricerca ed impresa, istituzioni culturali e università. Se la città non sa che cosa ha nella sua carne non va da nessuna parte. Vi chiedo di aiutarci a cambiare mentalità: chi fa ricerca sa da dove parte e sa farsi travolgere dalla novità di una intuizione. Abbiamo bisogno di innovazione, di rilancio intellettuale, culturale, spirituale. Voi rappresentate gli strumenti attraverso i quali questa riforma può avvenire. L’amministrazione non vi darà tregua.
Non possiamo più permetterci di galleggiare o navigare senza una rotta. Alziamo le vele: non abbiamo più tempo. C’è un carico di speranza e innovazione straordinari in tutto questo. Partiamo dai territori, dal nostro territorio che è ricchissimo e strategico. Ripartiamo insieme.

Notte dei ricercatori, venerdì alle 21 brindiamo alla ricerca

Cara/o Ricercatrice/ricercatore,
cara/o Professoressa/professore,

il prossimo 26 settembre avrà luogo la decima edizione de “La notte dei ricercatori”, iniziativa promossa dalla Commissione Europea che coinvolge università e istituzioni di ricerca di tutti i Paesi europei per creare occasioni di incontro tra ricercatori e cittadini, e per diffondere il valore della cultura e delle professioni della ricerca.

Cremona è una città particolarmente ricca sotto questo profilo, sia perché ospita importanti istituzioni universitarie, sia perché a Cremona vivono e operano numerosi ricercatori e docenti universitari.

L’amministrazione comunale è consapevole della grande importanza che la ricerca – tanto scientifica che umanistica – riveste per la vita e la crescita di un territorio. Cultura e ricerca rappresentano un patrimonio di inestimabile valore che permea il tessuto civile e sociale della città e che merita di essere conosciuto e riconosciuto dalla comunità civile.

Per questo, nell’auspicio di poter dar luogo in futuro a forme di collaborazione, incontro, scambio e divulgazione dei saperi e delle discipline che vengono professate da ciascun ricercatore e docente, l’amministrazione comunale intende festeggiare la notte dei ricercatori con un primo incontro di tutti i docenti e ricercatori universitari di Cremona presso il Palazzo Comunale.

Sarà l’occasione per rendere simbolicamente visibile l’importanza della ricerca e dell’università a Cremona. Allo stesso tempo, l’incontro servirà a conoscere le persone e i temi che rappresentano l’eccellenza della ricerca cremonese.

Mi auguro che vorrà essere presente all’incontro, che avrà luogo venerdì 26 settembre alle ore 21 presso il Palazzo Comunale.

Oltre alla reciproca presentazione, ci sarà la possibilità di illustrare brevemente i percorsi di ricerca svolti da singoli e dipartimenti cremonesi.

Infine alzeremo un brindisi alla ricerca, nella piena convinzione della sua energia e del suo potere di rigenerazione della nostra città.

Nell’impossibilità di raggiungere singolarmente tutti i docenti e ricercatori che afferiscono al Suo Dipartimento, o che vivono a Cremona, la prego di voler estendere loro l’invito, nella speranza di costituire un network dei ricercatori e docenti cremonesi.

La saluto con molta stima e la aspetto venerdì per un incontro personale.

Il sindaco del Comune di Cremona
Gianluca Galimberti

PROGRAMMA

VENERDì 26 SETTEMBRE – ORE 21
CORTILE FEDERICO II (Palazzo Comunale)
Saluto del sindaco a docenti e ricercatori
Interventi di ricercatori
Intrattenimento musicale
Brindisi alla Ricerca