Navigazione sul Po, pubblicato il bando. Continuiamo a lavorare per valorizzare e promuovere il Grande Fiume

E’ stato pubblicato sul sito del Comune il bando di concorso pubblico per l’assegnazione di quattro autorizzazioni destinate all’esercizio del servizio di noleggio con conducente mediante natanti per il trasporto di persone nelle acque interne. Le autorizzazioni disponibili sono due per il trasporto massimo di 55 persone e due per il trasporto massimo di 220 persone. Il termine per presentare le domande è fissato è per le ore 12 del 12 marzo prossimo (tutti i dettagli sono disponibili sul sito del Comune).

Proseguiamo in questo modo le azioni per la valorizzazione e la promozione del turismo fluviale intraprese dall’Assessorato al Turismo e dall’Assessorato al Territorio e all’Area Vasta attraverso gli accordi con Comuni limitrofi e con gli operatori locali per le crociere sul Po. Il turismo fluviale, nelle sue diverse articolazioni, è un’importante risorsa per l’economia del nostro territorio: arricchisce l’offerta turistica naturalistica e slow da abbinare al cicloturismo, alle crociere musicali, e si inserisce nella valorizzazione dell’asta del Po attraverso il costante dialogo tra Lombardia ed Emilia Romagna. Il rilascio delle quattro autorizzazioni va nella direzione di incrementare un settore che in altri paesi europei riveste da tempo una significativa rilevanza sotto molteplici aspetti.

La navigazione commerciale e turistica nel nostro territorio presenta, infatti, notevoli potenzialità di sviluppo che saranno ulteriormente favorite dalle numerose azioni avviate in questi ultimi anni tra le quali la stipula del Contratto di Fiume, la promozione della candidatura al MAB (Man and the Biosphere Programme) UNESCO, il ‘Manifesto per il Po’ promosso da ANCI e la ciclovia VenTo.

Accordo per il Po con Piacenza, Lodi, Regioni e oltre 30 comuni

Connessioni ecologiche, nel 2018 quattro interventi: ex Polveriera, via Acquaviva, via Sacco e Vanzetti e via Massarotti

Questo importante intervento di ricucitura della città con il Po, di valorizzazione dei paesaggi e dei percorsi che rendono così caratteristiche le nostre terre, unisce tutti i comuni titolari dei vari PLIS (Parchi Locali di Interesse Sovracomunale) che si trovano lungo l’asta del Po cremonese, i gestori degli ambiti naturalistici protetti dalla Comunità Europea come i SIC (Siti di Interesse Comunitario) e le ZPS (Zone di Protezione Speciale) nonché alcune Riserve Naturali. 

Il progetto è stato particolarmente apprezzato da Fondazione Cariplo che ha riconosciuto un finanziamento di 603.000 euro su un totale di costi di progetto di 832.000 euro. Oltre al Comune di Cremona i beneficiari sono otto comuni: Casalmaggiore, Gussola, Martignana Po, Motta Baluffi, Pieve d’Olmi, Sesto ed Uniti, Stagno Lombardo e Torricella del Pizzo, la Provincia di Cremona come Ente gestore delle riserve, mentre il Consorzio Forestale Padano è Ente finanziatore del progetto.

Sono quattro gli interventi che interesseranno il Comune di Cremona nel corso del prossimo anno.

Il primo riguarda la ex Polveriera. L’area a seguito del lungo inutilizzo è già ben strutturata in area forestale con ampie radure. Gli interventi saranno volti a migliorare la presenza di specie forestali autoctone, con la sistemazione dell’area nel rispetto della naturalità, la creazione di zone umide (anche solo primaverili) a completamento della biodiversità già presente con corredo floristico tipico di questi ambienti.

Il secondo intervento interesserà l’area di via Acquaviva. L’obiettivo è quello di rivalorizzare i boschi periurbani che accompagnano l’ingresso in città ricreando parzialmente i contesti naturalistici lungo il corso del Morbasco. Verranno inoltre riaperti alcuni specchi d’acqua reintroducendo il tipico corredo floristico degli stadi ‘serali’ (stati intermedi di sviluppo ecologico) tipici delle zone di transizione.

In via Sacco e Vanzetti il terzo intervento. Questa area prossimale al Morbasco è già all’interno della città, occupata da boschetti e radure, ma con scarsa presenza arbustiva, sia in termini assoluti che di specie rappresentate. Obiettivo specifico è la conservazione delle piccole radure e la reintroduzione ai loro margini di specie arbustive ad alto valore quale attrattiva per la fauna nonché la reintroduzione di specie attualmente assenti e utili per le singole specie.

Il quarto intervento interessa via Massarotti dove è presente una situazione analoga a quella di via Sacco e Vanzetti, ma con scarsità di radure. Anche qui l’obiettivo è quello dell’intervento precedente, anche mediante riduzione del bosco a scapito di specie alloctone. In via Lugo, nel piccolo reliquato ai lati del Morbasco di proprietà del Comune di Cremona, attualmente classificabile come incolto erbaceo, saranno reintrodotte specie arbustive ad elevato valore per la fauna e la specie erbacee attualmente assenti e di alto valore per singole specie.

Gli interventi previsti consentiranno a far avere alla città, oltre a parchi e giardini, un rapporto anche con ambiti “naturali”, dove si consente alla natura di penetrare nell’ambito urbano e periurbano, avvicinando la vita dei cittadini ad un concetto di “verde” non addomesticato ma, ugualmente da conoscere ed apprezzare e rispettare. Lo scopo di questa riqualificazione è quella di contrastare l’impoverimento degli ecosistemi attraverso la ricostruzione della complessità dei popolamenti florofaunistici ricostruendo nuclei di biodiversità, proseguendo quindi il lavoro intrapreso da questa Amministrazione di ricucitura della città con il Po, di valorizzazione dei paesaggi e dei percorsi che rendono così caratteristiche le nostre terre.

Dal Morbasco al Po: Cariplo finanzia il progetto dei comuni in rete

Ex campi da tennis a Po, attiviamo un’indagine di mercato per recupero e gestione

Nuova vita per gli ex cinque campi da tennis al Po in disuso da molti anni. In Giunta abbiamo deciso di attivare un’indagine di mercato per cercare soggetti interessati a recuperare, rigenerare e gestire gli spazi, adibendoli ad attività sportive che, attualmente, non possono essere effettuate in impianti pubblici presenti in città. Si tratta di un’area della superficie di 5.750 mq adiacente all’impianto delle piscine comunali di Piazzale Azzurri d’Italia.

Questa manifestazione di interesse – come hanno dichiarano gli Assessori Andrea Virgilio e Mauro Platè – va di pari passo con la scelta di investire e rilanciare il vicino impianto delle piscine comunali a beneficio di tutti i cittadini cremonesi che devono poter ritornare ad avere in questa struttura e in generale nel comparto Po, con Colonie Padane, campeggio, navigazione fluviale, ciclabilità ed in prospettiva anche gli ex campi da tennis, un punto di riferimento per lo sport, il tempo libero e le attività sostenibili.

Piscina, con questo rilancio torna ad essere punto di riferimento!

Tencara non sia una chimera: quali fondi per agevolazioni e infrastrutture?

Fatto salvo che il territorio deve decidere quali sono le sue linee di sviluppo, e lo devono fare insieme imprese insieme, istituzioni, sistema camerale e associazioni di categoria, come sistema, su Tencara occorre dire quali sono i fondi in merito a due questioni chiave: le agevolazioni che permettano a realtà diverse territoriali e internazionali di venire in questo territorio e le infrastrutture del territorio. Queste sono questioni chiave altrimenti ancora una volta Tencara rimarrà una chimera per la quale noi ci incontreremo, parleremo ma poi – come già capitato, purtroppo, non realizzeremo. E’ questione di realismo che poniamo alla Regione e al Governo centrale.
In merito alla navigabilità del Po, la questione principale alla quale stiamo lavorando riguarda le alleanze sovraterritoriali: quelle che abbiamo costruito come Lombardia orientale e quelle su cui stiamo intensamente operando con Piacenza. Ma anche questo non è solo un tema locale, è un tema regionale e che riguarda il Paese intero. Ancora una volta serve un territorio compatto e coeso che fa sistema.

Nuova luce al quartiere Po. Abbiamo approvato il progetto di Citelum: sostituiamo 973 punti luce con corpi illuminanti a LED

Come indicato anche nel bando Cariplo 100 Comuni efficienti e sostenibili iniziamo dal quartiere Po per proseguire poi in tutti i quartieri della città.

Illustrato oggi in Giunta dall’Assessore Alessia Manfredini, abbiamo approvato il progetto di fattibilità tecnica per la sostituzione di apparecchi di illuminazione pubblica nel quartiere Po. Lo studio è stato predisposto da Citelum S.A., in qualità di capogruppo del Raggruppamento Temporaneo di Imprese Citelum S.A. COGEI S.r.l. ATLANTIICO S.r.l. e SIRAM S.p.A. in forza dell’adesione alla convenzione CONSIP S.p.A. In questa fase sono previsti la sostituzione dei corpi illuminanti, interventi strutturali di sostituzione, modifica dei pali e delle linee esistenti, insieme all’adeguamento e messa a norma dei quadri elettrici.

Dal rilievo effettuato dai tecnici di Citelum, sul totale di 1681 punti luce, è emerso che l’impianto di pubblica illuminazione presenta i seguenti punti critici: il 78% degli apparecchi le cui lampade utilizzate risultano a sodio ad alta pressione dovranno essere necessariamente sostituite perché le stesse risultano altamente inquinanti, non ad alta efficienza e non a ridotto consumo energetico se applicate a regolatori di flusso luminoso; il 65% degli apparecchi illuminanti risultano non conformi alla normativa sull’inquinamento luminoso. Questi apparecchi, definiti non cut-off, disperdono parte della luce emessa verso il cielo con un duplice effetto negativo: dispersione di parte della luce emessa verso zone non soggette ad illuminazione con riduzione dell’efficienza luminosa dell’apparecchio, nonché aumento dell’inquinamento luminoso.

Per la risoluzione delle criticità rilevate saranno sostituiti 973 punti luce con corpi illuminanti a LED, caratterizzati da bassi valori di inquinamento luminoso e da un’ottima resa. Prevista la sostituzione dei quadri elettrici vetusti o non funzionanti, l’adeguamento e la messa a norma di quadri elettrici esistenti, il ricablaggio o la sostituzione delle linee di alimentazione, oltre che la rimozione di sostegni corrosi o da sostituire.

Gli apparecchi sostituiti, oltre a non disperdere il flusso luminoso emesso, hanno un’efficienza luminosa notevolmente superiore ai dispositivi precedenti. In questo modo, oltre all’adeguamento normativo si possono ottenere grandi vantaggi di risparmio energetico. Saranno inoltre sostituiti i portalampade con altri che convogliano la luce emessa soltanto verso la zona da illuminare senza dispersioni verso l’alto, abbattendo l’inquinamento luminoso provocato dalle ‘armature’ non a norma.

Nuova illuminazione in città: aderiamo a Consip

Inaugurato il nuovo campeggio dentro un comparto Po che stiamo rilanciando

Abbiamo aperto, dopo anni di abbandono e con il cofinanziamento della Regione Lombardia, il nuovo campeggio di via del Sale dentro una città che stiamo rendendo sempre più vivace e attrattiva e dentro un comparto, quello del Po, che stiamo valorizzando con il recupero delle Colonie Padane e del campo ex Livrini, il rilancio della piscina e della navigazione sul Po e la pista cicloturistica Vento. Tutto ciò rappresenta un’idea di sviluppo della città non del futuro, ma che stiamo già realizzando.

Il Camping Parco al Po, situato a circa un km dal centro città, nasce in un’area recintata che ospita 56 piazzole per area sosta camper dotate di colonnette ed attacco energia ed acqua, una  zona  di carico e scarico, struttura con docce e servizi igienici anche per persone diversamente abili e piacevole struttura comune con servizio di accoglienza e ristoro.

Dal Morbasco al Po: Cariplo finanzia il progetto dei comuni in rete. E candidiamo un tratto di fiume al riconoscimento Unesco

‘Dal Morbasco al Po, Paesaggi in rete’ questo è il titolo del progetto di cui siamo capofila che, per la prima volta, unisce tutti i comuni titolari dei vari Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS) che si trovano lungo l’asta del Po cremonese, i gestori degli ambiti naturalistici protetti dalla Comunità Europea come i SIC (Siti di Interesse Comunitario) e le ZPS (Zone di Protezione Speciale), nonché alcune Riserve Naturali. Parternariato significativo particolarmente apprezzato dalla Fondazione Cariplo che lo ha incluso tra i sei progetti deliberati nella seduta del 20 dicembre 2016 con un finanziamento di 603.000 euro su un totale di costi di progetto di 832.000 euro.

Oltre a Cremona i beneficiari sono sette Comuni: Casalmaggiore, Gussola, Martignana Po, Motta Baluffi, Pieve d’Olmi, Sesto ed Uniti, Stagno Lombardo e Torricella del Pizzo, la Provincia di Cremona come Ente gestore delle riserve, mentre il Consorzio Forestale Padano è finanziatore del progetto.

Le aree di Cremona interessate dagli interventi di carattere naturalistico sono cinque, tutte incluse nel perimetro del Plis del Po e del Morbasco: via Acquaviva; ex Polveriera; via Sacco e Vanzetti; via Massarotti; via LugoProsegue con questa iniziativa il vasto lavoro intrapreso dall’Amministrazione di ricucitura della città con il Po, di valorizzazione dei paesaggi e dei percorsi che rendono così caratteristiche le nostre terre.

Come ha detto l’Assessore Andrea Virgilio, un ringraziamento particolare va a Fondazione Cariplo al settore Area Vasta del Comune di Cremona e ai Sindaci che, con il lavoro di squadra, hanno ancora una volta mostrato di raggiungere un risultato molto positivo per il nostro territorio e per la tutela del suo patrimonio ambientale.

Intanto, oggi in Giunta, abbiamo approvato il “Protocollo d’Intesa finalizzato al raggiungimento del riconoscimento MAB Unesco del territorio del Medio Po”.

Il Programma MAB (Man and the Biosphere) è stato avviato dall’Unesco negli anni ’70 allo scopo di migliorare il rapporto tra uomo e ambiente e ridurre la perdita di biodiversità attraverso programmi di ricerca e capacity building, promuovere e dimostrare una relazione equilibrata fra la comunità umana e gli ecosistemi, creare siti privilegiati per la ricerca, la formazione e l’educazione ambientale, oltre che poli di sperimentazione di politiche mirate di sviluppo e pianificazione territoriale.

Il Programma ha già portato al riconoscimento, da parte dell’UNESCO, delle Riserve della Biosfera di altri territori lungo l’asta del Po: il Delta (riconoscimento nel 2015), le Collina Po torinese (riconoscimento nel 2016), l’area del Monviso comprendente la prima valle del Po (riconoscimento nel 2013) e l’Appennino Tosco Emiliano (2015).

Riteniamo importante, come ha dichiarato l’Assessore Virgilio, che l’area mediana del fiume venga inserita nel programma UNESCO, qui la storia dell’uomo è sempre stata strettamente intrecciata al fiume, ai suoi ritmi, alle sue caratteristiche naturali, ai suoi paesaggi e al suo clima, creando la possibilità di uno sguardo d’insieme sul fiume. Per il futuro di questa area ci deve essere la piena valorizzazione dell’ambiente e dell’identità storica, mettendoli al centro di politiche territoriali ed economiche, che guardino oltre i propri confini amministrativi.

Hanno aderito al Protocollo 54 Comuni oltre che le Regioni Lombardia ed Emilia Romagna. L’attività di coordinamento del progetto è affidata al Comune di San Daniele Po per il territorio di Cremona, al Comune di Colorno per il territorio di Parma, al Comune di Guastalla per il territorio di Reggio Emilia, al Comune di Motteggiana per il territorio di Mantova, al Comune di Piacenza, all’Autorità di Bacino fiume Po, all’Università degli Studi di Parma e a Legambiente Onlus.

I passaggi necessari a formalizzare la candidatura ufficiale alla rappresentanza UNESCO in Italia devono essere completati entro il settembre 2017.

Più vivibilità e sicurezza (in particolare vicino alle scuole) al quartiere Po: in primavera sensi unici e zona 30

Dopo gli incontri con il Comitato sulle problematiche riguardanti la viabilità del comparto nord del quartiere Po e dopo l’assemblea pubblica avvenuta nelle scorse settimane al quartiere, abbiamo approvato in Giunta l’atto di indirizzo sul riassetto viabilistico per moderare la velocità nella zona e garantire l’accesso in sicurezza al complesso scolastico di via Oglio e via Ticino.

Il progetto, elaborato dal Settore Mobilità, in collaborazione con la Polizia Locale, prevede l’istituzione di una zona 30 in tutte le vie del comparto, con la sperimentazione della pedonalizzazione in via Ticino, nel tratto compreso tra via Oglio e via Adda a protezione degli ingressi dei plessi scolastici, l’istituzione del senso unico in via Enrico Toti, l’inversione del senso di marcia di via Paoluccio de’ Calboli, tra via Ciria e via Lambro, l’istituzione del divieto di sosta in via Ciria, nel tratto compreso tra via Paoluccio de’ Calboli e via Trebbia, in continuità con il divieto esistente nella prima parte della strada. Saranno quindi istituiti i nuovi sensi unici in via Lago Gerundo, via Olona, via Morbasco, via Chiese, via Ticino (nel tratto tra via Adda e via Serio e via Mella). Anche via Oglio, tra via Mincio e viale Po, sarà a senso unico con direzione viale Po, mentre sarà invertito il senso di marcia di via Ticino tra via Oglio e via Mincio. Il progetto prevede infine la sperimentazione di una mini rotatoria all’incrocio di via Serio e via Mincio. Il nuovo assetto entrerà in vigore nella prossima primavera.

Come ha detto l’Assessore alla Mobilità Alessia Manfredini, in coerenza con le politiche attuate sulla mobilità in centro storico ed in altre zone della città, diamo una risposta alle richieste che i residenti del quartiere manifestano da molti anni. L’attuazione del progetto migliorerà la viabilità e la sicurezza, in particolare vicino alle scuole. L’istituzione della zona 30 e la pedonalizzazione, in via sperimentale, di via Ticino, come richiesto dal comitato dei genitori, è una risposta concreta per risolvere le evidenti criticità quotidiane in via Oglio negli orari di ingresso e uscita per le scuole, senza penalizzare le attività commerciali.

Sensi unici e zona 30 al quartiere Po

Sensi unici e zona 30 al quartiere Po: rispondiamo alla richiesta dei cittadini su viabilità e sicurezza

Ecco il progetto delle modifiche viabilistiche elaborato dagli uffici comunali che prevede l’istituzione di alcuni sensi unici di circolazione e una zona 30 nel quartiere Po, nel comparto compreso tra le vie Ciria, Trebbia, Lugo e viale Po, presentato dall’Assessore Alessia Manfredini e dal tecnico comunale Marco Granata nei giorni scorsi all’Assemblea di quartiere.

Sulla viabilità della zona nord del quartiere gli uffici del Servizio Mobilità in questi mesi hanno perfezionato il progetto redatto nel 2011 ed elaborato un piano particolareggiato di riassetto viabilistico che prevede:
– istituzione di una zona 30 in tutto il comparto del quartiere;
– ipotesi di sperimentazione di pedonalizzazione in via Ticino (richiesta anche dal comitato genitori) nel tratto compreso tra via Oglio e via Adda a protezione degli ingressi dei plessi scolastici;
– istituzione di un senso unico in via Enrico Toti, in quanto le dimensioni della strada non consentono il mantenimento del doppio senso di circolazione;
– inversione del senso di marcia di via Paoluccio de’ Carlboli nel tratto tra via Ciria e via Lambro;
– istituzione di nuovi sensi unici nelle vie Lago Gerungo, Olona, Morbasco, Chiese e Ticino (nel tratto tra via Adda e via Serio);
– istituzione del senso unico in via Oglio nel tratto compreso tra via Mincio e viale Po, con direzione viale Po;
– sperimentazione di una mini rotatoria all’intersezione tra via Serio e via Mincio con lo scopo di rallentare la velocità.

In coerenza con le politiche attuate sulla mobilità in centro storico, ma anche nei quartiere San Bernardo e Maristella, ora nel quartiere Po, finalmente dopo anni di attesa, ci sono tutte le condizioni per dare attuazione, nei prossimi mesi, ad un progetto che migliorerà la viabilità nella zona, istituendo la zona 30 e incrementare la sicurezza vicino alle scuole. Infatti la proposta di rendere via Oglio a senso unico e la possibilità di via Ticino pedonale, come richiesto dal comitato genitori, è una risposta concreta per risolvere le evidenti criticità quotidiane in via Oglio durante gli orari di ingresso e uscita scuole, senza penalizzare le attività commerciali. Questo progetto rappresenta un altro passo in avanti verso una nuova mobilità con la partecipazione attiva della cittadinanza.