Nuovi spazi a disposizione del Tribunale di Cremona: un risultato importante raggiunto grazie alla sinergia tra Istituzioni

Davvero un grande risultato: il Tribunale di Cremona va finalmente ad occupare gli spazi più ampli messi a disposizione nell’edificio di corso Vittorio Emanuele II adiacente al Tribunale. Un intervento iniziato con l’Amministrazione comunale precedente e portato a compimento dall’attuale  superando difficoltà tecniche e procedurali attraverso una stretta collaborazione con il Tribunale stesso. Il risultato è molto rilevante per la città e per l’intero territorio, perché il Tribunale rappresenta un servizio di grandissimo valore per tutti i cittadini.

Anche in questo caso si dimostra che solo mettendo insieme le Istituzioni e lavorando insieme si ottengono risultati per il bene comune. Il Tribunale di Cremona da tempo sa raccontare una storia di grande innovazione ed efficienza e, anche in questo caso, lo fa con energia e intelligenza, grazie allo staff della Presidente, Ines Marini. Il ministero di Giustizia ha molto contribuito al risultato ed è un lavoro che si inserisce all’interno dell’attività del Ministro Andrea Orlando volta a ridare efficienza all’amministrazione giudiziaria attraverso l’allocazione appropriata di mezzi e risorse umane. Ma non si può dimenticare il contributo dell’Agenzia delle Entrate ed anche il lavoro sempre prezioso del sottosegretario Luciano Pizzetti.

Vitale è stata ed è la collaborazione eccellente tra la Giunta, con l’assessore alla partita Andrea Virgilio, con i suoi validissimi dirigenti e funzionari e lo staff del Tribunale: è stata una gara volta a risolvere i problemi e a superare le  difficoltà, una gara vincente a vantaggio di tutti.

Picenengo, lavori fatti: esempio di come l’emergenza si trasforma in opportunità per tutti e in testimonianza di solidarità

Un esempio di come un’emergenza può trasformarsi in opportunità per tutti e in testimonianza di solidarietà. Sopralluogo nella giornata di sabato alla struttura di Picenengo, dove, per rispondere in termini fattivi agli appelli della Prefettura, il Comune di Cremona ha ritenuto di attivare altri posti di accoglienza. Presenti il Sottosegretario alle Riforme Luciano Pizzetti, il vicesindaco Maura Ruggeri, gli Assessori Rosita Viola e Andrea Virgilio, i rappresentanti delle forze della coalizione Luigi Lipara (Pd), Alfredo Martini ed Enrico Manfredini (Fare Nuova la Città). Un’occasione per un aggiornamento sui lavori di riqualificazione della struttura. “Ci siamo impegnati tutti – ha detto l’Assessore Viola – Comune, Prefettura, ente gestore, volontari e migranti insieme per la sistemazione di questo spazio con l’obiettivo di accogliere e riqualificare a beneficio di questa area e di tutti. Lunedì ritorneremo qui con l’Asl alla quale mostreremo che le cose richieste sono state fatte. E molto di più: ci sono già progetti per coinvolgere i migranti in attività di piccola manutenzione anche a beneficio del quartiere”.

“Ringrazio il sindaco, l’Assessore Viola e la Giunta perché hanno dimostrato di avere la capacità e l’umanità necessarie per governare situazioni complicate – ha detto il Sottosegretario Pizzetti – Picenengo è un esempio che va oltre l’odio: è testimonianza di solidarietà di tanti cremonesi che hanno dato una mano. Qui ci sono un’umanità è una concretezza che sovrastano sobillatori e ricattatori”.
Questa situazione di emergenza si sta trasformando non solo in accoglienza, ma in opportunità perché accogliamo e rigeneriamo una struttura abbandonata da anni a beneficio di tutti. Grazie all’Assessore Viola e alla Giunta, grazie al Sottosegretario per le parole di speranza, grazie alla Prefettura con la quale abbiamo e stiamo collaborando, grazie alla Cooperativa Il Sentiero, alla coalizione e a tutti i cremonesi che volontariamente hanno donato materiale e tempo. Grazie ai migranti che stanno restituendo quello che ricevono, partecipando attivamente ai lavori. Un sabato diverso, di civiltà, umanità e speranza.

Galimberti con Delrio: ‘Un grande progetto per un’area abbandonata in città’

Sala Rodi piena per l’incontro, organizzato dal Pd, tra il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, il sottosegretario alle Riforme Luciano Pizzetti e il candidato sindaco Gianluca Galimberti. Al tavolo anche il segretario provinciale Pd Matteo Piloni.

Ha aperto l’appuntamento Gianluca Galimberti, citando il programma di visione della città europea “The future we want and the city we need”. “C’è un passaggio in inglese che mi ha colpito: la ‘battaglia per un futuro più sostenibile sarà vinta o persa nelle città’ – ha detto il candidato sindaco – Il futuro del paese e dell’Europa si gioca a partire dai territori. Tutti i cittadini di un territorio portano la responsabilità del cambiamento del territorio stesso. L’ultimo punto di questo programma dice: ‘la città di cui abbiamo bisogno deve essere considerata a livello metropolitano’. Dobbiamo uscire da una logica che vede la città solo dentro le proprie mura. Una città vive solo se riapre i suoi legami profondi con il territorio che la circonda. Su sanità, mobilità, sviluppo, salute dell’aria e dell’acqua: se muore la nostra città, muore il territorio e viceversa. Dobbiamo costruire alleanze virtuose con comuni virtuosi. Sul fiume Po, per esempio. Questa questione interpella il governo centrale, perché il nostro territorio può essere responsabile e protagonista di un nuovo rilancio del bacino fluviale che può unire non solo due città, ma anche due regioni e dunque il paese”.

Trasporti locali (“Noi dobbiamo avere un territorio che nei tavoli dica ‘noi siamo vivi e abbiamo progetti’ e un governo centrale che abbia a cuore i trasporti locali”) e coesione sociale, gli altri temi lanciati da Gianluca Galimberti.

galimberti_delrio3“Qui, stasera, alla presenza dei sottosegretari Delrio e Pizzetti – ha continuato Galimberti – vorrei lanciare la necessità di un progetto centrale per il rilancio di Cremona. In ogni città europea c’è il tema della riqualificazione urbana che per noi a Cremona è fondamentale. Abbiamo tantissimi spazi vuoti. Come Milano dobbiamo mapparli e utilizzarli, per esempio, come spazi di co-working. Ma non solo. Siamo pieni di ferite, di aree abbandonate ed in decadenza. Dobbiamo avere l’orgoglio, come città intera, di riprendere in mano un grande progetto, ad esempio nel parco dei Monasteri, secondo i criteri di rilancio complessivo della città. Dobbiamo essere la terra dell’alta formazione in zootecnia, liuteria, veterinaria, musa. E siccome qui, questa terra vuole diventare una terra unica in Europa, abbiamo bisogno di riprendere in mano un grande progetto che ospiti le persone che per zootecnia, liuteria, musica, verrano a Cremona. Un luogo pulsante di cultura. Dentro una visione d’insieme. Solo così saremo immediatamente concretissimi”.

“Stamattina ho visto l’intervista al candidato della Lega – ha detto Luciano Pizzetti – Di Gianluca Galimberti diceva che vola troppo in alto. Mi sarebbe piaciuto che Zagni fosse qui stasera perché dovrebbe capire che servono le ali, servono visione e raccordo per governare una città. Una visione che al centrodestra manca. Cioè, dovessi vuole portare il territorio? Questa sera l’abbiamo sentito da Gianluca Galimberti”.

“Mi aveva detto Luciano che a Cremona avevamo un buon candidato sindaco – ha detto Graziano Delrio – Devo dire che avete trovato un ottimo soggetto. La città per uscire dalla crisi deve avere una visione. E’ nelle città che nascono innovazioni e prospettive. Solo così si affronta la crisi: non gestendo l’esistente, ma cambiandolo. Gianluca Galimberti ha un’idea precisa e non parla male degli avversari. Non come Grillo che urla nelle piazze, senza proporre nulla. Proprio perché i problemi acquistano complessità bisogna fare relazione. Mandela diceva che un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso. Bene, continua a sognare e non arrenderti. Noi, con il governo Renzi, stiamo davvero cambiando il Paese. Se il 25 maggio darete a noi fiducia e a Gianluca Galimberti fiducia, noi cambieremo il paese, lui cambierà Cremona. Ma questo è affidato alla vostra responsabilità. Dateci la possibilità di dimostravelo”.

Pizzetti benedice Galimberti

La Provincia di Cremona dedica quasi un’intera pagina all’incontro di Gianluca Galimberti al circolo Cittanova del Pd, alla presenza del parlamentare Luciano Pizzetti. “Pizzetti benedice Galimberti: ‘E’ il sarto che può ricucire'”, il titolo del quotidiano. E sotto, a firma di Gilberto Bazoli: “Le sedie della piccola sala del Cittanova non bastano per contenere gli iscritti del circolo Pd venuti ad ascoltare, stavolta, più che Gianluca Galimberti, candidato sindaco sostenuto dai democratici, Luciano Pizzetti, l’uomo forte del partito. Lui, il senatore, ha sgomberato subito il campo dai dubbi benedicendo il giovane professore seduto vicino: ‘Siamo qui per dargli una mano'”.

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Galimberti al Pd Cittadova:
‘Liberare energie in città’

Gianluca Galimberti, candidato alle primarie di centrosinistra di ‘Fare nuova la città’, al circolo Pd Cittanova per un incontro alla presenza della coordinatrice Mariella Laudadio e del parlamentare democratico Luciano Pizzetti.

“Questo non è un faccia a faccia tra Pizzetti e Galimberti – ha esordito il parlamentare del Pd – ma un sostegno alla sua candidatura a sindaco. Personalmente, non ho mai creduto che la politica fosse chiusa nel recinto dei partiti. Io penso che questo campo civico sia luogo di incontro tra partiti e comunità. E’ un punto di forza, un processo per cui mi sono sempre impegnato. Galimberti, come altri, rappresenta un flo aggregante che quando si lacera porta alla sconftta. Né ieri, né oggi ho mai pensato di candidarmi a sindaco. Avrei smentito questa mia convinzione”.

Galimberti_001“Sosteniamo Gianluca – ha continuato Pizzetti – anche per aiutare il Pd che, a Cremona, negli ultimi tempi, è fnito un po’ ai margini. Appoggiamo Gianluca per una visione di futuro ed europea della città, per una Cremona leader del territorio. Quella delle amministrative è una partita aperta, tutta da giocare, per la quale abbiamo ottime carte”.

In occasione della Giornata della Memoria, Gianluca Galimberti ha iniziato il suo intervento leggendo due frasi di Dietrich Bonhoeffer, impiccato in un campo di concentramento nazista nel 1945. “Dobbiamo tornare a collegare il nostro destino individuale al destino della comunità – ha detto il candidato di ‘Fare nuova la città’ – Questa è una città che deve recuperare una visione comune. Costruire un sentire comune non è solo responsabilità dell’amministrazione, ma di tutta la cittadinanza”.

“Occorre – ha proseguito Galimberti – ritrovare nuovi luoghi di partecipazione. Servono idee e progetti condivisi che partano da un’analisi scientifca. Servono persone che si mettano in gioco, serve una struttura. Per tutto questo, non basta uno solo, bisogna avere alle spalle e davanti un noi per riconnettere il tessuto della città”.

Connessione tra centro e periferie, interdisciplinarità dei problemi, rilancio del commercio attraverso un rilancio complessivo della città, alcune delle questioni sollevate da Gianluca Galimberti.

“Si amministra – ha concluso Galimberti – non sostituendosi alle energie vitali della città che già ci sono, ma liberandole. L’amministrazione deve diventare garante di una regia che metta insieme le forze esistenti verso un’unica direzione. E farlo con un metodo di lavoro rigoroso che adotti logiche di insieme”.

Il giorno del faccia a faccia
tra Galimberti e Pizzetti

“Il giorno del faccia a faccia tra Galimberti e Pizzetti”. Annuncia così, il giornalista Gilberto Bazoli sul quotidiano La Provincia del 27 gennaio (a pagina 11), l’incontro del candidato di ‘Fare nuova la città’ al circolo Cittanova del Pd, alla presenza del parlamentare Luciano Pizzetti. “Si riuniva a palazzo Madama la mia commissione – Bazoli raccoglie la dichiarazione del senatore – ma mi sono fatto sostituire da un collega per evitare strane interpretazioni che avrebbero potuto ingenerare la mia assenza”.
“L’incoronazione di Galimberti – si legge nell’articolo -, il nome che entusiasma i renziani e viene guardato con sospetto dai cuperliani, è stata letta anche come una svolta in via Ippocastani, un passaggio di consegne forzato tra vecchia e nuova guardia”.

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