Sguardi dal ‘900: fino al 1 luglio mostra in Pinacoteca. Una riscoperta della storia della città e delle persone!

“Sguardi dal ‘900. Volti e storie della città” è una mostra molto importante. Dipinti e disegni del secolo scorso, alcuni dei quali mai esposti prima, vengono tirati fuori dai depositi del Museo Civico e valorizzati in un percorso affascinante, frutto di un serio e intenso lavoro di studio e di ricostruzione storica ed artistica. Emergono in questo modo i volti, gli sguardi e le storie della Cremona del Novecento. Emergono le figure di artisti e di professionisti, di donne e di uomini, di famiglie. Emergono amicizie, relazioni e legami. Emerge una parte della storia della città. Il tutto nell’anno che come Amministrazione comunale abbiamo deciso di dedicare proprio al Novecento. E la mostra “Sguardi dal ‘900. Volti e storie della città” è una sorta di introduzione, innovativa e raffinata, all’esposizione che insieme al Gruppo Sgarbi stiamo organizzando in Pinacoteca sul Premio Cremona. Il ringraziamento va alle curatrici Donatella Migliore e Liliana Ruggeri per la loro passione e la loro competenza, a Rodolfo Bona per il supporto e le idee, a tutto il Settore Cultura, Musei e City Branding per il grande lavoro, agli studenti e agli insegnanti dell’Istituto Stradivari e dell’Anguissola che sono coinvolti, all’Archivio di Stato e alla Biblioteca Statale, risorse imprescindibili per la ricerca. La mostra “Sguardi dal ‘900. Volti e storie della città” si inserisce in un altro anno ricchissimo di eventi e di proposte culturali e in una stagione di esposizioni che fanno vivere e crescere la Pinacoteca con numeri significativi rispetto agli anni scorsi. Continuiamo a lavorare per riscoprire il nostro patrimonio e la nostra storia.

LA MOSTRA “SGUARDI DAL ‘900”

Sguardi dal ‘900. Volti e storie della città. E’ il titolo della mostra, voluta e sostenuta dall’Amministrazione comunale nell’ambito delle iniziative dell’anno culturale dedicato al Novecento, inaugurata presso la Pinacoteca di Cremona e aperta fino al 1 luglio 2018.

Si tratta di una selezione di ritratti provenienti prevalentemente dai depositi del museo civico “Ala Ponzone”, alcuni inediti e mai esposti prima d’ora, su cui è stata avviata una ricerca d’archivio dalla studiosa e curatrice dott.ssa Liliana Ruggeri, parallelamente ad uno studio storico-critico condotto dall’altra curatrice della mostra, dott.ssa Donatella Migliore. Grazie alla ricerca documentaria sono emerse significative storie di personaggi no ad oggi poco conosciuti i cui ritratti hanno acquisito così uno spessore storico oltre che artistico. Le notizie raccolte hanno permesso di approfondire amicizie, relazioni professionali, legami profondi con Cremona, anche se talvolta alcuni di questi personaggi e artisti hanno dovuto trasferirsi altrove per motivi di lavoro. Molti di loro hanno contribuito al progresso e alla crescita della città e i ritratti presenti in mostra ne sottolineano la statura morale e professionale. L’obiettivo è dunque quello di far conoscere i “retroscena” dei ritratti esposti attraverso la ricerca documentaria e far comprendere la ricchezza del patrimonio artistico del Novecento custodito nel nostro museo, grazie ai lasciti e alle donazioni degli stessi personaggi ritratti o degli artisti e dei loro eredi.

La mostra consta di 48 opere, tra dipinti e disegni, di 14 artisti cremonesi: Francesco Arata, Mario Biazzi, Renzo Botti, Guido Bragadini, Mario Busini, Illemo Camelli, Giuseppe Guarneri, Massimo Gallelli, Alessandro Landriani, Giuseppe Moroni, Iginio Sartori, Antonio Rizzi, Emilio Rizzi, Carlo Vittori.

“Sguardi dal ‘900. Volti e storie della città”, dopo la chiusura della mostra sul Genovesino, apre la nuova stagione 2018 delle mostre in Pinacoteca che culminerà con l’esposizione sul Premio Cremona, organizzata da Comune di Cremona e Gruppo Sgarbi, curata da Vittorio Sgarbi e Rodolfo Bona, in sinergia con GardaMusei e il Musa di Salò, e riguardante il concorso di pittura che si tenne a Cremona dal 1939 al 1941.

Sguardi dal ‘900 in Pinacoteca: un’altra mostra al Museo Civico. Continuiamo a valorizzare il nostro patrimonio!

“Sguardi dal ‘900. Volti e storie della città” è una mostra molto importante. Dipinti e disegni del secolo scorso, alcuni dei quali mai esposti prima, vengono tirati fuori dai depositi del Museo Civico e valorizzati in un percorso affascinante, frutto di un serio e intenso lavoro di studio e di ricostruzione storica ed artistica. Emergono in questo modo i volti, gli sguardi e le storie della Cremona del Novecento. Emergono le figure di artisti e di professionisti, di donne e di uomini, di famiglie. Emergono amicizie, relazioni e legami. Emerge una parte della storia della città. Il tutto nell’anno che come Amministrazione comunale abbiamo deciso di dedicare proprio al Novecento. E la mostra “Sguardi dal ‘900. Volti e storie della città” è una sorta di introduzione, innovativa e raffinata, all’esposizione che insieme al Gruppo Sgarbi stiamo organizzando in Pinacoteca sul Premio Cremona. Il ringraziamento va alle curatrici Donatella Migliore e Liliana Ruggeri per la loro passione e la loro competenza, a Rodolfo Bona per il supporto e le idee, a tutto il Settore Cultura, Musei e City Branding per il grande lavoro, agli studenti e agli insegnanti dell’Istituto Stradivari e dell’Anguissola che sono coinvolti, all’Archivio di Stato e alla Biblioteca Statale, risorse imprescindibili per la ricerca.
La mostra “Sguardi dal ‘900. Volti e storie della città” si inserisce in un altro anno ricchissimo di eventi e di proposte culturali e in una stagione di esposizioni che fanno vivere e crescere la Pinacoteca con numeri significativi rispetto agli anni scorsi. Continuiamo a lavorare per riscoprire il nostro patrimonio e la nostra storia.

DAL 22 MARZO AL 1 LUGLIO 2018
SGUARDI DAL ‘900
Museo Civico A. Ponzone di Cremona (sala esposizioni temporanee)

Sguardi dal ‘900. Volti e storie della città. E’ il titolo della mostra, voluta e sostenuta dall’Amministrazione comunale nell’ambito delle iniziative dell’anno culturale dedicato al Novecento, che verrà inaugurata presso la Pinacoteca di Cremona il 22 marzo e resterà aperta no al 1 luglio 2018.
Si tratta di una selezione di ritratti provenienti prevalentemente dai depositi del museo civico “Ala Ponzone”, alcuni inediti e mai esposti prima d’ora, su cui è stata avviata una ricerca d’archivio dalla studiosa e curatrice dott.ssa Liliana Ruggeri, parallelamente ad uno studio storico-critico condotto dall’altra curatrice della mostra, dott.ssa Donatella Migliore. Grazie alla ricerca documentaria sono emerse significative storie di personaggi fino ad oggi poco conosciuti i cui ritratti hanno acquisito così uno spessore storico oltre che artistico. Le notizie raccolte hanno permesso di approfondire amicizie, relazioni professionali, legami profondi con Cremona, anche se talvolta alcuni di questi personaggi e artisti hanno dovuto trasferirsi altrove per motivi di lavoro. Molti di loro hanno contribuito al progresso e alla crescita della città e i ritratti presenti in mostra ne sottolineano la statura morale e professionale. L’obiettivo è dunque quello di far conoscere i “retroscena” dei ritratti esposti attraverso la ricerca documentaria e far comprendere la ricchezza del patrimonio artistico del Novecento custodito nel nostro museo, grazie ai lasciti e alle donazioni degli stessi personaggi ritratti o degli artisti e dei loro eredi.

La mostra consta di 48 opere, tra dipinti e disegni, di 14 artisti cremonesi: Francesco Arata, Mario Biazzi, Renzo Botti, Guido Bragadini, Mario Busini, Illemo Camelli, Giuseppe Guarneri, Massimo Gallelli, Alessandro Landriani, Giuseppe Moroni, Iginio Sartori, Antonio Rizzi, Emilio Rizzi, Carlo Vittori.

“Sguardi dal ‘900. Volti e storie della città”, dopo la chiusura della mostra sul Genovesino, apre la nuova stagione 2018 delle mostre in Pinacoteca che culminerà con l’esposizione sul Premio Cremona, organizzata da Comune di Cremona e Gruppo Sgarbi, curata da Vittorio Sgarbi e Rodolfo Bona, in sinergia con GardaMusei e il Musa di Salò , e riguardante il concorso di pittura che si tenne a Cremona dal 1939 al 1941.

Il Genovesino continua: mostra a Piacenza, due quadri scoperti a Parigi e prestito del quadro Santa Cecilia alla Pinacoteca

Il Genovesino di nuovo alla ribalta. La mostra, realizzata alla Pinacoteca dal Comune di Cremona nell’ambito delle Celebrazioni Monteverdiane, curata da Marco Tanzi, Francesco Frangi e Valerio Guazzoni e visitata in quattro mesi da oltre 12.400 persone, ha generato infatti altri progetti interessanti che contribuiranno a mantenere i riflettori accesi sul ‘nostro’ Luigi Miradori ed sui suoi capolavori.

In sinergia con Vittorio Sgarbi e la Banca di Piacenza, presieduta da Corrado Sforza Fogliani, dal 4 marzo al 10 giugno prossimo il Genovesino sarà di nuovo protagonista di una esposizione, questa volta a Piacenza presso la Basilica di S. Maria di Campagna. L’iniziativa è inserita nel più ampio programma della ‘Salita al Pordenone’, progetto della Banca di Piacenza che vede Comune di Cremona e Diocesi di Cremona coinvolte con eventi e tour turistici dedicati a Giovanni Antonio de’ Sacchis (detto il Pordenone), autore degli affreschi dedicati alla Passione di Cristo nella nostra Cattedrale. La mostra ‘piacentina’, una sorta di appendice di quella cremonese, è curata ancora da Marco Tanzi, Francesco Frangi e Valerio Guazzoni.

Non solo la mostra a Piacenza, però. Il successo dell’esposizione sul Genovesino, ha suscitato grande attenzione rispetto alle opere di Luigi Miradori. Due antiquari parigini hanno segnalato al curatore Marco Tanzi due dipinti importantissimi dati per dispersi: il Supplizio di San Giovanni Damasceno, che si conosceva soltanto da una fotografia in bianco e nero del 1894, sul catalogo di vendita della collezione Borg de Balzan a Firenze; e Muzio Scevola davanti a Porsenna, eseguito per la chiesa cremonese di San Lorenzo e disperso alla sua soppressione. Il curatore Marco Tanzi sta studiando entrambe le opere per produrre, con Officina Libraria, il terzo episodio della saga miradoriana, dopo i cataloghi di Cremona e Piacenza: un volumetto di addenda che si potrebbe intitolare proprio “Genovesino à Paris”.

Infine, un importante collezionista ha lasciato in deposito per 5 anni alla Pinacoteca il quadro Santa Cecilia con due angeli musicanti del Genovesino, esposto proprio in occasione della mostra cremonese, ritenendo la città della musica, del suono e della liuteria il luogo più adatto ad ospitare questa importante opera che raffigura angeli che suonano rispettivamente la viola e il violino.

Con 12.400 visitatori al Genovesino si chiudono le Monteverdiane

Altri due interventi ai Musei Civici: salette ‘900 alla Pinacoteca e riallestimento all’Archeologico

Ancora lavori strutturali ai Musei civici di Cremona. Mentre prosegue la riqualificazione degli spazi dell’ex Museo Stradivariano a Palazzo Affaitati, che diventeranno la nuova sede dell’Informagiovani e del Centro Fumetto “A. Pazienza”, stiamo per iniziare altri due importanti interventi, per un costo complessivo di 40mila euro, nelle sedi espositive, finanziati al 50% dal Comune e al 50% da Regione Lombardia sull’invito “Interventi urgenti di valorizzazione dei beni culturali”: consolidamento delle controsofittature nelle due sale che ospitano le collezioni del Novecento alla Pinacoteca e il riallestimento di una sala al Museo Archeologico.

Al secondo piano di Palazzo Affaitati verrà realizzata una controsoffittatura di sicurezza, intervento reso necessario a seguito delle condizioni di avanzato sfondellamento dei relativi solai. I lavori consentiranno di restituire questi ambienti al percorso museale in coincidenza con l’inizio dell’avvio del programma culturale della città di Cremona 2018 dedicato al Novecento. 

Lavori previsti anche al Museo Archeologico di S. Lorenzo. Entro l’anno verrà infatti completato completato il riallestimento della piccola sala che attualmente ospita il mosaico delle Stagioni (spostato per fare spazio alla nuova Domus di via Colletta) e la statua della Vittoria di Calvatone. Verrà così realizzata una nuova sezione dedicata alle testimonianze del II secolo d.C. a Cremona e nel territorio.

Palazzo Affaitati, via al recupero dell’ex Stradivariano

E riscopriamo anche il ‘nostro’ Genovesino. Fino al 6 gennaio la mostra in Pinacoteca!

La mostra dedicata al Genovesino è una grande mostra, ma non è “solo” una mostra.
Quando, circa due anni fa, nell’ambito delle Celebrazioni Monteverdiane per i 450 anni dalla nascita di Claudio Monteverdi, abbiamo programmato di organizzare – per la prima volta – questa esposizione, eravamo consapevoli che non sarebbe stata solo un’importante operazione culturale, ma anche di comunità.
Si tratta infatti di recuperare la storia della nostra città e del nostro territorio per far crescere le coscienze, per far rivivere importanti opere d’arte e per interrogarci su come possiamo ulteriormente migliorare ed innovare la nostra città e il nostro territorio. Dopo il successo dell’esposizione dedicata a Janello Torriani, quella del Genovesino accende di nuovo i riflettori su un altro genio “cremonese”, stavolta di adozione, che ha portato in città il suo talento e che, grazie a questo, ha condotto Cremona fuori dai suoi confini. Con questa mostra, innanzitutto, recuperiamo la storia di una Cremona grande non solo nella liuteria e nella musica, ma anche nella pittura. Il Cinquecento è il secolo che inizia con i mirabili a affreschi della nostra Cattedrale, opera eccelsa nel panorama italiano, il Seicento è quello di Luigi Miradori, uno dei protagonisti della pittura dell’Italia settentrionale. Siamo terra di grande creatività e riscoprire la potenza inventiva della nostra storia ci aiuta a oggi valorizzare tutte le dimensioni artistiche e creative in città e a generarne di nuove.
Con questa mostra restauriamo, in sinergia con la Diocesi di Cremona, opere importanti presenti nelle chiese della città e dei dintorni, che arricchiranno il percorso espositivo per tornare poi, con una nuova luce, ai loro luoghi di origine.
Questa è una mostra che genera cultura. Non solo, è una mostra che genera lavoro nell’ambito culturale, coinvolgendo laboratori di restauro, guide turistiche, esperti di comunicazione. Una mostra che nasce dal territorio, che restituisce bellezza al territorio e che fa lavorare il territorio. Perché la cultura è volano di turismo e di economia.
Con questa mostra ci colleghiamo a Milano, all’esposizione sul Caravaggio a Palazzo Reale che ospita il nostro San Francesco restaurato e ci collegheremo ad altri luoghi, promuovendo la nostra città fuori dai suoi confini.
Con questa mostra abbiamo costruito di nuovo, nell’anno in cui Cremona è, insieme a Bergamo, Brescia e Mantova, Regione Europea della Gastronomia, una rassegna che mette insieme cibo e arte, coinvolgendo i ristoratori in un connubio davvero imperdibile di sapori e di colori. E anche questa è creatività nuova ed economia.
Il ringraziamento va al Comitato Claudio Monteverdi che ha accolto con entusiasmo questa iniziativa, al Settore Cultura, Musei e City Branding del Comune di Cremona con la Dirigente Maurizia Quaglia, Marina Volonté che ha seguito passo passo l’esposizione e tutti i funzionari perché dietro ogni evento ci sono lavoro e passione, ai curatori Francesco Frangi, Valerio Guazzoni e Marco Tanzi, che hanno dato tutti loro stessi con grande competenza e generosità e a cui con orgoglio dico ce l’abbiamo fatta, al Comitato scienti co, a tutti quanti hanno collaborato e agli sponsor, pubblici e privati, perché è anche grazie a loro che Cremona sta ottenendo risultati importanti nell’ambito della cultura e dello sviluppo.
Con questa mostra e nell’anno delle Celebrazioni Monteverdiane, vogliamo a affermare una volta di più che Cremona è ricchissima di eventi e di appuntamenti di altissimo livello e di grande respiro, capace di generare nuova cultura, capace di comunità.

Vai al sito della mostra

Alfa e Omega mater di Ugo Riva: fino al 29 gennaio al Museo Civico

Stamattina  insieme all’Assessore alla Città vivibile e Rigenerazione urbana Barbara Manfredini, al Presidente della Commissione Cultura Luca Burgazzi, al consigliere Rodolfo Bona, al Dirigente Cultura del Comune Maurizia Quaglia, al Direttore di Garda Musei Giordano Bruno Guerri e allo stesso scultore bergamasco, abbiamo inaugurato al Museo, nella Sala delle Colonne, Alfa e Omega mater, la nuova mostra di Ugo Riva.

Questo è un momento di grande bellezza e di grande vitalità per la città. Crescere in cultura vuol dire crescere in futuro e speranza. Si prova una certa emozione nel vedere le opere di Ugo Riva da cui siamo partiti per strutturare un percorso nella Pinacoteca dedicato alla maternità e da cui partirà il Vescovo per la sua riflessione di Natale del 21 dicembre qui al Museo. Questa mostra ci dice che oggi abbiamo necessità di riscoprire relazioni di maternità reciproca. Ognuno di noi può essere ventre dei bisogni dell’altro, a fondamento della comunità. L’altro ospitato nel ventre della coscienza è rapporto fondante e generativo, rispettoso anche della giusta distanza. Il grazie va a Ugo Riva per questa sua arte, a Giordano Bruno Guerri per la sinergia straordinaria che stiamo portando avanti con Garda Musei e ai privati con cui lavoriamo a favore della cultura e della città.

La mostra è aperta fino al 29 gennaio 2017 ed organizzata dal Comune di Cremona in sinergia con Garda Musei e Vittoriale degli Italiani e con il sostegno di Banca Popolare di Cremona e Fondazione Credito Bergamasco.

ALFA E OMEGA MATER DI UGO RIVA
DAL 1 DICEMBRE 2016 AL 29 GENNAIO 2017
Museo Civico A. Ponzone – Sala delle Colonne

Dal 1989, anno dell’incontro con l’opera di Piero della Francesca – nello specifico la Pala di Brera – il tema della Madre diviene protagonista delle mia arte scultorea per più di venti anni. Per questa occasione, ho scelto di mostrare alcune terrecotte policrome realizzate dal 1994 al 2009: si tratta di opere che rendono buona sintesi di questo lungo e articolato percorso. All’inizio della scalinata del museo, in particolare, vi accoglierà un angelo Grande Anima in bronzo del 2015. (Ugo Riva)

IL DEPLIANT CON IL PERCORSO SULLA MATERNITA’

Il racconto della bellezza fonte di comunità: bellissima la Cattedrale gremita per la presentazione del restauro del Caravaggio

Se si vuole immaginare il volto di Cristo crocifisso, centro e sorgente della misericordia, in questo dipinto occorre mettersi dal punto di vista di Francesco e poiché Francesco è poi Caravaggio stesso occorre: mettersi dal punto di vita di Caravaggio, della sua umanità. Ascoltare il racconto della sua umanità. È il racconto di questa umanità che va ascoltato nel volto del Santo e di Caravaggio e il suo sentire, che pervade tutte le forme e i colori e si spande nella natura circostante in cui quel racconto continua.

C’è un racconto dentro le parole dell’arte, la bellezza di questo racconto non è solo incarnata nella grandezza del tratto, nella genialità della geometria, ma è nel racconto stesso di umanità, che parla, a credenti e non credenti, di quell’humus di cui tutti siamo fatti e formati. Racconto di pietà, di rabbia, di umiltà, di odio, di misericordia, di aspirazione all’eternità. È il senso profondo di questo racconto e i suoi significati che occorre riscoprire e la bellezza è in questo senso e in questi significati. E questa bellezza fa crescere l’umanità in ognuno di noi.

Il libro di questo racconto è nelle chiese della nostra città, è negli affreschi della nostra Cappella Sistina, la nostra Cattedrale. Io non voglio sapere solo quale scuola pittorica o quale intuizione tecnica: voglio o meglio desidero ascoltare il racconto di umanità per nutrirmi di questa bellezza di senso.

Un tempo si diceva “Biblia Pauperum” riferendosi agli affreschi nelle chiese. Biblia: è il libro di questo racconto, un buon racconto. Occorre essere poveri, certo, per saperlo cogliere. Povero era chi non aveva sufficiente preparazione, ma povero ha anche il significato di bisognoso, di persona che indipendentemente dal suo grado di istruzione ha il bisogno e la libertà di porsi in ascolto. Occorre essere poveri, bisognosi di imparare, di lasciarsi coinvolgere senza presunzioni o preconcetti.

L’evento in Cattedrale non può che essere l’inizio di un progetto di riscoperta dell’arte come racconto di nuova umanità. Da stasera, come vorrei che si aprisse in città, nelle sue chiese, nei suoi musei, una stagione in cui, a partire da quanto già fatto, il libro dell’arte si aprisse, perché possiamo riappropriarci dell’arte come racconto di uomini e donne dei secoli scorsi, che incontrano oggi donne e uomini.

E in questo riappropriarci dell’arte come racconto di uomini e donne, come racconto di senso che dà senso al vivere, è la possibilità di riscoprire chi siamo e chi vogliamo essere. Ascoltare il racconto della bellezza, racconto di umanità ed aspirazione all’eterno, rende bella la comunità ed è sorgente, fonte di comunità. La fonda.

E diventa anche orgoglio di una città. Già orgoglio di una città! Preghiera laica stasera: che il Caravaggio riscoperto ci aiuti anche a riscoprire con occhi di speranza la bellezza della nostra città, al suo futuro al suo presente. Sapete: io penso che potremo promuovere mille appuntamenti, ma sarà la coscienza di una comunità a doversi risvegliare e dover decidere: vogliamo gustare insieme la bellezza e ritrovare un desiderio di speranza? La bellezza dell’arte ci aiuti a riscoprire il senso di comunità con una speranza a volte perduta.

E non ci stancheremo di proporre a tutti noi percorsi di arte e cultura: solo in questa settimana da domani per tre sere il Museo Civico sarà aperto fino alle 22. E poi il nostro Caravaggio andrà a raccontare la nostra città a Novara prima e poi a Madrid poi, in due mostre prestigiose. Ma quando tornerà, come fu per l’Arcimboldo lo scorso anno, sarà festa dentro quella grande mostra dedicata a Iannello Torriani che si aprirà a settembre. Ma sempre questa settimana da giovedì si apre una mostra al Museo del Violino, bellissima e intesa: un dialogo di umanità tra un’artista contemporanea, Benedini, e la nostra Sofonisba.

Grazie alla Diocesi e al nostro Vescovo con profonda riconoscenza. Grazie alla restauratrice Mariarita Signorini e alla sua arte e alla sua passione e alla sua competenza. Grazie al Conservatore Mario Marubbi. Grazie agli sponsor MICASATENERIFE, Giochi di luce, finDONATI, NBC

Grazie al personale del Comune che lavora insieme a noi con passione e intelligenza. Grazie a tutti voi per l’entusiasmo che vorrete mettere nell’ascoltare insieme con passione quel racconto di bellezza che è nella nostra città e per raccontarlo al mondo. Grazie a Francesco e a Caravaggio. Ascolteremo un racconto di umanità e di misericordia: che questo racconto renda bella e forte e capace di misericordia la nostra comunità.

PER VEDERE IL CARAVAGGIO ‘RESTAURATO’

Dal 4 al 6 aprile il Caravaggio ‘restaurato’ è visitabile dalle 10 alle 22 presso la Pinacoteca del Museo Civico in via U. Dati, 4 a Cremona. Sono previste visite guidate su prenotazione al numero 0372 407784/770 o all’indirizzo eventi.turismo@comune.cremona.it.

Lavori alla Pinacoteca dopo anni: nella Sala Cremona tornerà l’Armadio del Platina

Questa mattina, insieme all’Assessore alla Rigenerazione urbana e Città vivibile Barbara Manfredini, ai Dirigenti Maurizia Quaglia (Cultura) e Ruggero Carletti (Patrimonio), al Conservatore Mario Marubbi e all’architetto Paolo Rambaldi, responsabile del progetto architettonico, abbiamo fatto un sopralluogo al cantiere nella Sala Cremona, dove sono in corso i lavori, iniziati a dicembre, per la climatizzazione.

Abbiamo fortemente voluto questo intervento, costato 175mila euro, di concerto con il Perinsigne Capitolo della Cattedrale e con la Soprintendenza, dopo aver accertato l’inadeguatezza della Sala del Quattrocento ad ospitare l’Armadio del Platina, restaurato nel 2007.

La Sala Cremona, che già prima del restauro ospitava l’Armadio del Platina, è stata individuata perché ha caratteristiche dimensionali e fisiche appropriate e verrà condizionata attraverso due macchine esterne condensate ad aria, collocate sul tetto, due condizionatori di precisione e un impianto di ricambio forzato. Dal punto di vista architettonico, la Sala non ha avuto bisogno di particolari modifiche per adeguarla alla sua nuova destinazione. Affinché la climatizzazione sia sempre efficace, gli ingressi della sala verranno tamponati con serramenti trasparenti a tenuta d’aria e dotati di meccanismo di autochiusura. Il cronoprogramma dei lavori prevede la chiusura del cantiere entro il mese di gennaio. Al termine, sempre in sinergia con la proprietà dell’Armadio e la Soprintendenza, verranno eseguite adeguate verifiche tecniche sulle condizioni microclimatiche della sala e verrà smontato e rimontato qui l’Armadio del Platina. Verrà valutata la collocazione nella Sala Cremona climatizzata anche delle opere lignee e di alcuni dipinti su tavola che attualmente sono in deposito, come la Grande Pala di Altobello Melone o San Girolamo di Boccaccio Boccaccino. Per quanto riguarda la Sala Quattrocento, la proposta del Conservatore è quella di dedicarla al ‘300, anche in questo caso rimettendo nel percorso espositivo alcune opere ora in deposito.

Era da anni che non si vedevano operai al lavoro al Museo. La nostra Amministrazione ha deciso di investire nella cultura, anche strutturalmente, e questi lavori ne sono la prova. L’inaugurazione della nuova Sala Cremona, che avverrà dopo l’estate, sarà un vero e proprio evento per la nostra Pinacoteca e per la città.

Per quanto riguarda l’Armadio del Platina, con il Capitolo e con la Soprintendenza, abbiamo preso in mano le problematiche fin da giugno 2014. Abbiamo fatto alcuni piccoli interventi alla Sala Quattrocento di risoluzione di guasti preesistenti ed effettuato precisi monitoraggi delle sue condizioni microclimatiche. In questi mesi, abbiamo incontrato il Capitolo, il Delegato vescovile e la Soprintendenza condividendo con loro la necessità di spostare l’Armadio per evitare l’ulteriore peggioramento dello stato di conservazione. Una scelta importante che risolve una situazione che si trascina da anni e contribuisce, insieme a nuove mostre e animazioni, a rilanciare la nostra Pinacoteca.

L’Armadio del Platina

L’Armadio del Platina, di proprietà del Perinsigne Capitolo della Cattedrale, dagli anni ’50, è in deposito presso il Museo Civico. Nella consapevolezza del suo valore, il Comune si è adoperato a reperire i fondi necessari per il suo recupero. Il restauro, durato circa tre anni, si è concluso nel 2007. A lavori ultimati, l’Armadio è stato collocato nella sala del Quattrocento del Museo Civico, unica dotata di condizionamento, a seguito di una scelta condivisa dall’allora Amministrazione comunale e dalla proprietà. Negli anni successivi, situazioni microclimatiche non adatte, dovute anche all’inefficienza degli impianti, sono state spesso evidenziate dal Conservatore della Pinacoteca. Inoltre, la Soprintendenza ha più volte ha ribadito le proprie riserve sulla collocazione dell’Armadio nella sala dei Quattrocento. Subito dopo il nostro insediamento, nel luglio 2014 abbiamo voluto fortemente intervenire innanzitutto per riparare i guasti su impianto di condizionamento e porta di accesso della Sala Quattrocento, che contribuivano ad incrementare il peggioramento dello stato di conservazione dell’Armadio, e ha dato il via ad un monitoraggio intensivo delle condizioni microclimatiche. Dopo numerosi incontri con Capitolo, Delegato vescovile e Soprintendenza, acquisiti gli ulteriori dati rispetto alle condizioni microclimatiche della Sala del Quattrocento, n sinergia con tecnici e Conservatore della Pinacoteca, proprietà e Soprintendenza, abbiamo deciso di dotare di un impianto di climatizzazione la Sala Cremona e di spostare lì, a lavori ultimati, l’Armadio e le tavole lignee.

Mostra ‘Natura morta’: non ha caratteristiche richieste. Pinacoteca comunque valorizzata: al via anche i lavori per la sala Cremona

Impostazione scientifica dell’esposizione, prestiti pubblici significativi, sinergie anche internazionali con altri musei, rapporto con il tessuto cittadino, piano di comunicazione e promozione ed eventi correlati. Per noi come Amministrazione comunale le mostre vanno costruite così e, nel 2015, abbiamo lavorato intensamente in questo modo insieme al Settore Cultura, Musei e City Branding, realizzando le seguenti esposizioni: ‘Il viaggio nel Lombardo-Veneto dell’imperatore Ferdinando I e le vedute di Eduard Gurk’ alla Pinacoteca, ‘La voglia matta – Il cinema di Ugo Tognazzi’ al padiglione delle mostre temporanee del Museo del Violino, ’50 anni di Linus’ del Centro Fumetto Andrea Pazienza a palazzo comunale e al Museo di Storia Naturale, ’1937. La Vittoria alata e il mito stradivariano’ al Museo Archeologico e al Museo del Violino. Abbiamo constatato che la mostra ‘Le origini della natura morta cremonese e lombarda’’, prevista per il 21 novembre prossimo, non ha le caratteristiche sopra indicate e dunque non può essere realizzata.
Tutte le mostre anche se piccole, devono essere stimolo per i musei e per la città. Solo così le esposizioni possono parlare ad un pubblico vasto ed attirare visitatori a beneficio del sistema museale e di Cremona. Nel 2015, la valorizzazione della Pinacoteca ha visto, oltre alla mostra ‘Il viaggio nel Lombardo-Veneto dell’imperatore Ferdinando I’, la realizzazione del progetto Arcimboldo sonoro, in concomitanza on il ritorno del quadro da Expo, e l’avvio dei lavori per la ristrutturazione della sala Cremona che partiranno entro novembre e consentiranno, dopo anni, la climatizzazione di uno spazio che ospiterà le opere lignee della Pinacoteca, compreso il prezioso Armadio del Platina. Richiamo internazionale e valorizzazione strutturale della Pinacoteca, dunque, sono stati comunque raggiunti. Continua il nostro impegno per il rilancio della Pinacoteca di Cremona e per la programmazione (già presentata) per il 2016 che sarà ricchissima di festival, di eventi e di mostre, tra cui “Concerto per Sofonisba” (aprile-giugno 2016), “Genius ex Machina – Janello Torriani un inventore europeo tra Rinascimento e Rivoluzione Scientifica” (settembre 2016-gennaio 2017) e “Una nuova domus romana” da settembre 2016.

A Cremona il 16 maggio c’è ‘La notte dei Musei’: esalta le istituzioni che si mettono in rete

Anche quest’anno Cremona aderisce alla Notte europea dei Musei: apertura straordinaria e serale (dalle 21 alle 24) della Pinacoteca e del Museo di Storia Naturale con accesso gratuito e iniziative collaterali. Biglietti gratis e proposte culturali anche negli altri musei cittadini per stimolare curiosità e interesse verso la ricchezza, il patrimonio e il valore culturale dei musei cremonesi.

Ricco il programma delle iniziative di questa XI edizione che ruota intorno alla notte del 16 maggio. Oltre alle esposizioni permanenti, in Pinacoteca sarà possibile ammirare anche istallazioni artistiche, seguire concerti e musiche guidate. Durante la visita, inoltre, una colonna musicale accompagnerà i visitatori nel percorso: è la Notte delle note in collaborazione con i musicisti del Liceo musicale ‘A. Stradivari’ e dell’Associazione musicale ‘P. Manfredini’.

notte2La Notte dei musei è un’iniziativa non nuova, ma con innovazioni progettuali importanti che esalta le istituzioni culturali mettendole in rete. Stiamo lavorando per costruire il Polo museale cittadino e la notte va proprio in questa in direzione. Una notte anche di musica come assaggio dell’Arcimboldo sonoro, progetto che unisce arte, musica, web, social che presto presenteremo. Già, perché solo a Cremona i quadri si ascoltano. Altra novità di quest’anno: l’ingresso è gratuito con raccolta di un contributo volontario per lo sviluppo e il sostegno delle attività culturali. Perché la cultura va sostenuta da istituzioni, sponsor e da tutta la comunità.

Alla conferenza stampa presenti i rappresentanti dei Musei Cittadini (Mario Marubbi per la Pinacoteca, Marina Volonté per il Museo Archeologico, Cinzia Galli per il Museo di Storia Naturale, Anna Mosconi per il Museo della Civiltà contadina del Cambonino e Virginia Villa direttore del Museo del Violino) e tutti i collaboratori della Notte dei Musei.

IL PROGRAMMA
Sabato 16 maggio

dalle ore 21
IL MUSEO APERTO
visite guidate alla Pinacoteca, al Museo di Storia Naturale e alla Collezione Le Stanze per la Musica con le guide specializzate di Target Turismo

ore 21
Cortile del Museo
RE-ARCIMBOLDO
installazione del gruppo NoAngle

ore 21
LIBERI FLUSSI
Concerto Aksak Project
Achille Meazzi-liuti e chitarra, Nicola Mantovani-sax, Alberto Venturini-percussioni, Gianni Satta-tromba flicorno, Marco Turati-voce, Eliana Piazzi-letture

ore 21
Sale della Pinacoteca
NOTE DI NOTTE
Note diffuse a cura del Liceo Musicale A.Stradivari e dell’Associazione Paola Manfredini

ore 21 Museo di Storia Naturale
ARCIMBOLDO ‘SCHERZO DI ORTAGGI’
a cura dei ragazzi del Liceo Scientifico Aselli
Mostra fotografica ‘Colori e forme in natura: la biodiversità nel nostro territorio’

ore 21,45
Sala delle Colonne
SCOPRIRE “LA MANNA” AL MUSEO ALA PONZONE
Installazione di Grazia Gabbini che allude all’iconografia della caduta della Manna, in collaborazione con la Galleria Il Triangolo

ore 22,45
Sala Manfredini
LA NOTTE DELLE CHITARRE
Ensemble Un pizzico di corda del Liceo Musicale A.Stradivari e dell’Associazione

ore 24
Cortile del Museo
FLUSSI LIBERI
Concerto Aksak Project
Achille Meazzi-liuti e chitarra, Nicola Mantovani-sax, Alberto Venturini-percussioni, Gianni Satta-tromba flicorno, Marco Turati-voce, Eliana Piazzi-letture

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