Acquedotte: il pop sotto il Torrazzo e non solo. Dai Simple Minds agli Oblivion con un omaggio a Mina!

Abbiamo cercato di ampliare il target, inserendo generi e artisti diversi: iniziamo con il grande nome internazionale, i Simple Minds, proseguiamo con l’intramontabile cantante italiano Venditti e con il rap di Fabri Fibra per i più giovani e chiudiamo poi con la serata gratuita di Radio Bruno. Ma non c’è solo la piazza. La rassegna Acquedotte ha il grande merito di tenere insieme popolarità e ricercatezza, quest’ultima di scena a Palazzo Trecchi e intonata alla Grande Mina, in occasione dei 60 anni di carriera e nell’ambito del programma culturale dedicato al Novecento. Anche qui generi e artisti diversi, tutti di pregio: da Danilo Rea, a Mondomarcio, agli Oblivion.
Ce n’è per tutti i gusti insomma, per tutte le età. Anche quest’anno il Festival Acquedotte è un festival aperto alle sinergie con Salò e il lago di Garda, perché la cultura continua a scorrere dal lago al fiume e perché a Cremona interessa essere in sinergia con uno dei massimi attratto turistici del paese, e con Mantova grazie alla collaborazione con InsideOut Agency.
Il ringraziamento va al direttore artistico Roberto Codazzi per la sua esperienza, al Settore Cultura, Musei e City Branding e in particolare ad Elio Conzadori che ha seguito passo passo, con passione e competenza, questa manifestazione, ai collaboratori e agli sponsor, in particolare Padania Acque, ma a tutti davvero tutti quelli che hanno creduto nel nostro progetto e che lo hanno fatto crescere.
Il Festival Acquedotte è nato nel 2015 ed è diventato un grande appuntamento dell’estate cremonese. E poi non si dica che a Cremona non succede mai niente: questa è un’estate, un’altra, davvero ricchissima di eventi e di musica! 

IL FESTIVAL ACQUEDOTTE 2018

Corre su un doppio binario la quarta edizione di AcqueDotte, il festival tra Cremona e Salò nato nel 2015 e costruito su un progetto di amicizia e comunanza culturale tra le due città, entrambe bagnate dall’acqua e con una forte identità legata alla musica e alla liuteria. Da una parte Cremona propone i grandi concerti nella storica e meravigliosa cornice di Piazza del Comune per attirare un vasto pubblico, soprattutto di giovani, ma non solo, con nomi quali Simple Minds (2 luglio), Antonello Venditti (9 luglio), Fabri Fibra (16 luglio), oltre alla serata di Radio Bruno Estate (23 luglio) che si preannuncia come una vera e propria “festa di piazza”. Serate, queste, soprattutto di grande intrattenimento per soddisfare le richieste e le esigenze di un pubblico che d’estate ha essenzialmente voglia di divertirsi e trovare momenti di aggregazione, con la complicità della musica.

Dall’altra il festival porta avanti un progetto culturale che, per ciò che riguarda Cremona, viene “coltivato” anche quest’anno nella bella corte di Palazzo Trecchi, con serate dedicate a Mina, uno dei simboli della città, artista immensa che quest’anno festeggia il 60° di carriera. Ed è sotto lo slogan Cremona canta Mina che il programma della rassegna prevede serate come quella con i musicisti che collaborano stabilmente da anni con la Tigre della canzone italiana, come Danilo Rea, Massimo Moriconi e Alfredo Golino (25 luglio), piuttosto che l’appuntamento con il rapper, Mondo Marcio (27 luglio), che da Mina ha tratto ispirazione per sviluppare un progetto artistico basato su un linguaggio innovativo. Gli Oblivion (2 agosto) propongono invece una sorta di storia della canzone italiana, da veri e propri “human jukebox” quali sono.

Anche Salò nei suoi concerti di piazza – nello specifico in Piazza della Vittoria, in fregio all’incantevole Lungolago – omaggia Mina  con due interpreti di oggi, Syria (6 luglio) e Irene Grandi (10 agosto), che nelle rispettive serate non mancheranno di proporre grandi successi della Tigre.

Nel corso delle sue edizioni, il festival AcqueDotte ha allargato la propria maglia di collaborazioni anche a Mantova, altra città di acqua, di arte e cultura, grazie al rapporto con Inside Out, l’agenzia che cura i grandi spettacoli in Piazza del Comune a Cremona e che parallelamente promuove una propria prestigiosa stagione in Piazza Sordello nella città dei Gonzaga, nella consapevolezza che una rete sempre più estesa e forte non può che portare a benefici per tutti.

Acquedotte 2017: un fiume in piena di musica e entusiasmo
IL SITO DI ACQUEDOTTE

Il Capodanno in piazza a Cremona è d’autore: tributo ai Beatles e dj set

Dopo il Natale d’autore arriva il Capodanno d’autore. E’ stato presentato dall’assessore alla Città vivibile e Rigenerazione urbana Barbara Manfredini e dai componenti del Distretto Urbano del Commercio (DUC), il programma della festa di Capodanno in piazza Stradivari, organizzata dal Comune di Cremona e dal Distretto Urbano del Commercio. L’ultima serata dell’anno inizia alle ore 22 con il tributo ai Beatles del gruppo veronese The Magical Mistery Band che proporrà un vero e proprio live concept dall’impatto esplosivo, sorprendente per eclettismo e originalità nella reinterpretazione dei brani. Il repertorio proposto è vastissimo e spazia dal beat degli esordi al blues degli ultimi lavori, coinvolgendo anche e in particolare il periodo psichedelico tra il 1966 e il 1969, quello dei capolavori che gli stessi Scarafaggi di Liverpool non eseguirono mai dal vivo, viste le enormi difficoltà tecniche causate dal grande lavoro di produzione in studio. Dalle ore 24 si cambia musica e sale sul palco il dj cremonese Giorgio G., conosciuto in città per aver suonato negli ultimi anni in molti locali di Cremona con qualche dj set anche fuori porta. La grande passione delle musica lo porta a poter condurre sia serate con Musica House, sia serate con sonorità più deep passando anche per un assaggio di elettronica. L’utilizzo delle nuove tecnologie (Traktor e Ableton Live) lo hanno portato ad aggiungere creatività nei suoi dj set. Presenta la serata Federica Bandirali, giornalista di Cremona1.

L’anticipazione del Festival Acquedotte: il 17 luglio Renga in piazza del Comune

Francesco Renga, uno dei cantanti italiani più amati del momento, arriva a Cremona il 17 luglio alle 21.30, all’interno della terza edizione del Festival AcqueDotte, rassegna che collega la città a Salò, il fiume al lago di Garda, e che nei due anni passati ha riempito palazzo Trecchi nell’estate cremonese. Renga si esibirà in una location di eccezione: piazza del Comune, che grazie ad AcqueDotte, festival organizzato dal Comune di Cremona in sinergia con tantissimi sponsor, torna ad ospitare artisti di assoluto livello. L’evento è realizzato in collaborazione con InsideOut Agency, l’agenzia che organizza tra l’altro la manifestazione Mantova Arte & Musica che porterà la prossima estate nella città virgiliana, in piazza Sordello, star del calibro di Elton John, Alvaro Soler e Sting. Così, il festival conferma la sua vocazione di dialogo con altri territori, collegandosi anche alla vicina Mantova e ai suoi laghi sempre nel nome della musica e dell’acqua.

Ma non è finita qui! Il concerto di Francesco Renga, infatti, è la prima ghiotta anticipazione di AcqueDotte 2017, il cui cartellone completo sveleremo prossimamente in una conferenza stampa congiunta con il sindaco di Salò Gianmpiero Cipani. La novità di quest’anno è che oltre al suggestivo chiostro del Trecchi, ormai diventato un punto di riferimento per il pubblico della rassegna, il festival sbarcherà per più serate in piazza del Comune, una delle piazze più belle d’Italia. Da parte sua, la città gardesana ospiterà gli spettacoli nell’altrettanto affascinante piazza Duomo e in piazza della Vittoria, in fregio al lungolago.

L’edizione 2016 del Festival

Capodanno 2017: dj set dalle 22 in piazza Stradivari. E’ notte di note!

Sul palco, a partire dalle 22 e sino a poco prima delle 24 di sabato 31 dicembre, perfomance del dj Andrea Alquati, 23enne cremonese che vivacizza la vita notturna nei locali di Cremona e della provincia di Brescia. Si potrà ascoltare musica leggera contemporanea di intrattenimento adatta ad un pubblico giovane, ma non solo. La serata, condotta dalla giornalista Federica Bandirali, proseguirà con il brindisi di mezzanotte. A seguire, fino all’1.30 del mattino, la house music di Davide Monteverdi, in arte Deejay Dave, che, dopo avere iniziato un’attività come promoter e pr, si è convertito, sono sue parole, al verbo del djing, conquistando un pubblico sempre più numeroso e la stima di famosi colleghi, tra i quali Andrea Marchesi. Entrambi i dj del Capodanno cremonese si sono esibiti quest’estate, in occasione del primo Giovedì d’Estate, all’interno dell’iniziativa Stradijvari.

Come ha detto l’Assessore Barbara Manfredini, grazie innanzitutto agli uffici che si sono attivati e stanno lavorando in vista della festa di Capodanno ideata, come avvenuto per il ricco programma di questo Natale, insieme al DUC. Un grazie anche al consigliere Santo Canale che ci ha supportati per organizzare questo evento. Sull’onda della musica diffusa nelle principali vie dello shopping che sta caratterizzando ‘Note di Natale’, per salutare il nuovo anno si è scelto di dare spazio a due dj cremonesi che, in base alle loro diverse sensibilità musicali, sceglieranno i brani che accompagneranno la fine del 2016 e l’inizio del 2017. Sarà una bella sfida e siamo convinti che la città risponderà positivamente.

Festa della Liberazione: oggi il 25 aprile significa conquistare con coraggio una nuova capacità razionale e concreta di sperare

25 aprile 2016. È liberazione da che cosa. È certamente liberazione da un regime, quello fascista. E quale regime fu? Io vorrei leggervi il punto 6 del manifesto della razza.

“Esiste ormai una pura razza italiana”. “Questo enunciato …” è basato “sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l’Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana.”

Con 450 studenti delle scuole di Crema, Cremona e Casalmaggiore, giovedì scorso siamo tornati dal viaggio della memoria e abbiamo visto, ancora una volta abbiamo visto le conseguenze delle parole che abbiamo letto, presso il Camp de Milles, uno dei tanti campi di concentramento che macchiarono di sangue e di odio la nostra terra europea. E in quel campo tre domande risuonavano fortissime:

Come ci si è arrivati? Che cosa avrei fatto io? Che cosa farei io se domani accadesse ancora?

Sono domande centrali, perché anche il manifesto della razza italiana nasce in Italia da un lungo percorso in cui le coscienze si addormentarono. Certo, il 25 aprile è giorno della liberazione da un regime che volle questo. Ma non dobbiamo dimenticare: il regime era fatto dal consenso di cittadine e cittadini, dal sonno della coscienza di moltissimi dei nostri parenti.

Un ragazzo, che ha presentato insieme a tanti altri il lavoro di preparazione fatto dalla sua classe in Consiglio Comunale, ci ha spiegato che in Germania, ma vale anche per l’Italia, la Francia e altre parti dell’Europa, la coscienza dei singoli e delle comunità fu uccisa e un coraggio “al contrario” consisteva nell’unirsi agli uccisori e ai violenti invece che andare contro il sentimento della maggioranza.

Anche oggi c’è un’omologazione fortissima:

omologati all’indifferenza, alla paura, all’individualismo che diventa vigliaccheria di fronte ai problemi che abbiamo davanti, al non rispetto dell’altro. Tutti rischiamo questa omologazione. E c’è un’omologazione ulteriore cui prestare moltissima attenzione: rischiamo tutti di banalizzare il male ancora oggi o meglio di pensare che il male sia soltanto quando colpisce me e il gruppo del quale faccio parte.

E allora pongo ulteriori domande decisive per me:

Che cosa è cambiato dall’ultimo 25 aprile nella nostra convivenza?

Quante divisioni e fratture abbiamo creato?

Quanti individualismi abbiamo fomentato?

Quante paure abbiamo lasciato che ci vincessero?

Quante volte abbiamo pensato o creduto che la sofferenza di qualcuno valga di meno della sofferenza di altri?

Quante volte abbiamo pensato che l’offesa possa essere lo stile per relazionarsi all’altro? Quante volte abbiamo pensato che l’egoismo e la chiusura di territori, di quartieri, di categorie, di famiglie possano essere la risposta ai problemi?

Quante volte abbiamo ancora pensato che le differenze culturali siano solo portatrici di problemi e non anche di possibilità di crescita?

Responsabilità è rispondere a queste domande, se vogliamo, secondo me, che le celebrazioni del 25 aprile abbiano senso.

E la risposta non può che fondarsi su almeno tre pilastri, concretissimi e efficacissimi.

a) La nostra Costituzione:

ci dice che la nostra democrazia si fonda su un senso delle istituzioni più forte e a noi spesso manca, su un senso di comunità più forte e a noi spesso manca, su un rispetto più forte per ogni persona e a noi spesso manca, su diritti e doveri perché ad ogni diritto corrisponde un dovere.

b) Virtù civili:

a. Speranza: la rassegnazione e la paura portano morte, la speranza e la forza della speranza portano all’assunzione di responsabilità, per costruire un futuro di tutti, anche a partire dalle differenze di mentalità e di culture.

b. Coraggio di stare di fronte alla complessità dei problemi senza ricerca di bacchette magiche, ma con pazienza e entusiasmo e gratuità

c. Senso morale della storia: ovvero la capacità di leggere i fatti anche complicati e difficili sempre a partire dal rispetto della dignità degli individui.

“La nostra testimonianza è per voi per chiedervi di incarnare e difendere questi valori democratici che hanno le loro radici nel rispetto delle dignità umana” (dice Madame Simone Veil, testimone grandissima di quegli anni bui).

c) L’Europa, ma quale Europa quale Europa: della libertà o dei muri?

Madame Simone Veil pone a tutti noi una questione di fondo: ricordare questa storia significa essere consapevoli “che la vigliaccheria e l’indifferenza sono le tentazioni presenti sempre e alle quali è facile cedere se non si sta attenti. Contro queste tentazioni la memoria e la storia sono le fortezze che dobbiamo edificare”.

Facciamo memoria dunque. Al Camp de Milles, ho visto una foto nella quale una folla alza il braccio per il saluto nazista, ma una sola persona no, sta con le braccia conserte e lo sguardo dritto e fiero. Alle malattie della coscienza di una comunità si può resistere: dipende da ognuno di noi, non da altri ma da ognuno di noi. La liberazione è scelta: si può scegliere di conformarsi a dinamiche di odio e esclusione o si può scegliere di usare la testa e capire i problemi e affrontarli insieme con speranza e rispetto.

Quest’anno c’è stata una nuova pubblicazione dell’Archivio di stato, del Comune e di altre realtà meritorie. È sulla storia di donne della resistenza. C’è anche una targa che ne ricorda i nomi in cortile Federico II. Donne non note, nomi non famosi, donne straordinarie anche nella loro normalità, unite da alcune caratteristiche comuni: “tenacia, determinazione, forza di carattere”. Perché dipende da ognuno di noi se il 25 aprile è vera festa di cambiamento. Noi oggi a queste donne e a quell’uomo che non alzò la mano per il saluto nazista, dobbiamo moltissimo: le loro storie sono per noi cibo salutare della coscienza civile, per ritrovare una nuova e coraggiosa capacità di liberarci dall’indifferenza e dalla paura e dai muri e di conquistare con coraggio una nuova capacità razionale e concreta di sperare. Oggi il 25 aprile significa per noi liberazione e speranza.

IL VIDEO

Ai giardini di piazza Roma abbiamo attivato il presidio del vigile di quartiere

Un punto di osservazione privilegiato su piazza Roma. Nell’ex casetta del custode ai giardini pubblici Giovanni Paolo II abbiamo attivato un ulteriore presidio per la sicurezza urbana e prevenzione nel centro cittadino. L’iniziativa è ad opera della Polizia Municipale.

Come ha detto l’assessore alla Città vivibile e Rigenerazione urbana Barbara Manfredini durante il sopralluogo effettuato con il Comandante della Polizia Locale Pierluigi Sforza e il vice comandante Roberto Ferrari, questo è un progetto pensato da tempo che oggi prende forma. Un presidio su un punto nevralgico della città, di interesse per la prevenzione e per la vivibilità. Lo spazio, durante il giorno, sarà un punto strategico per l’attività del vigile di quartiere del Comparto centro, Alberto Guerrini che qui fra l’altro, al venerdì dalle 17 alle 18, a partire dal 4 marzo, sarà a disposizione della cittadinanza per il punto di ascolto, iniziativa condotta dalla Polizia Locale in sinergia con i Comitati di quartiere per raccogliere segnalazioni su sicurezza urbana, stradale e convivenza civile ed anche per la presa in carico delle problematiche dei singoli cittadini.

Il presidio del vigile di quartiere alla casetta di piazza Roma fa parte della nostra azione a favore della sicurezza e della prevenzione che comprende, oltre all’aumento di agenti e di mezzi, anche l’incremento del numero di preposti al controllo in tempo reale degli apparati di videosorveglianza presso la Centrale operativa di piazza Libertà, servizio quest’ultimo che sta già dando risultati molto concreti anche in termini di ausilio all’attività di polizia giudiziaria.

Quiete in Piazza Lodi: firmata ordinanza sugli orari per la vendita di alcolici

L’ordinanza è stata predisposta dal Comando della Polizia Locale sulla scorta delle indicazioni emerse nel corso delle riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica avvenute nei giorni scorsi.

Il testo prevede misure inerenti la fascia oraria per la vendita con asporto di bevande alcoliche. Sempre per quanto riguarda piazza Lodi, siamo già al lavoro per individuare le opportune modalità per diminuire, nelle ore notturne, l’utilizzo del wi fi, sistema che consente di collegarsi gratuitamente ad Internet.

Una risposta immediata a beneficio della sicurezza – come ha detto l’assessore alla Città vivibile e Rigenerazione urbana Barbara Manfredini – che abbiamo inteso dare in stretta sinergia e collaborazione con Prefettura, Questura e Forze dell’Ordine. Sempre sul fronte sicurezza, ci siamo attivati per tempo nella ricerca di appositi fondi che permettano di realizzare interventi mirati.

Nell’ultima Giunta abbiamo approvato due progetti da presentare su un apposito bando regionale. L’uno riguarda l’ampliamento della videosorveglianza, l’altro è teso a favorire le azioni di prossimità. Si tratta di interventi uniti dal comune denominatore di una maggiore offerta di sicurezza, sia prevenendo e contrastando i fenomeni, sia favorendo una maggiore presenza tra anziani, giovani e con una attenta osservazione del fenomeno immigrazione.

Attraverso il primo progetto intendiamo attuare un progressivo decentramento dei punti di sorveglianza attraverso un maggiore controllo delle periferie proprio nelle zone in cui sono operativi i vigili di quartiere. L’implementazione del sistema è mirato ad offrire una risposta in termini di maggiore sicurezza e prevenzione laddove negli ultimi tempi è particolarmente alto il livello di preoccupazione dei cittadini a causa di furti in appartamento, reati che possono alterare la percezione di sicurezza delle persone.

Vogliamo introdurre altri quattro punti di videosorveglianza nei quartieri Cascinetto, Boschetto, S. Felice e Giordano in quanto già serviti dalla fibra ottica, indispensabile per il funzionamento delle telecamere perché l’intero sistema che fa capo alla centrale operativa del Comando della Polizia Locale è gestito da LineaCom.

Gli ambiti dell’altro progetto riguardano la Polizia di prossimità e di comunità, l’educazione stradale nelle scuole cittadine, l’efficientamento del servizio di polizia stradale, il servizio tutela e sicurezza a manifestazioni ed eventi, il contrasto all’abusivismo commerciale sulle aree pubbliche, l’incremento della funzione di polizia tributaria locale, il contrasto al lavoro nero ed in particolare al fenomeno del caporalato.

Carnevale a Cremona: tutti gli appuntamenti in calendario. E martedì c’è la festa in piazza

Un calendario ricchissimo che riunisce tutti gli eventi in città dedicati al Carnevale. Un programma variegato con appuntamenti promossi da scuole e parrocchie in vari quartieri della città, che culmina con la festa per tutti organizzata insieme a ANFFAS Cremona, Caritas Diocesana, CISVOL, Fondazione Sospiro Onlus, Forum del Terzo Settore di Cremona e del Cremonese.

L’appuntamento finale è per martedì 9 febbraio quando, alle 15, partendo da corso Garibaldi (angolo via Palestro), il Complesso Bandistico “Città di Cremona” attraverserà le vie del centro cittadino per arrivare in piazza del Comune, già animata dalla musica di Camillo del Vho e Fauso Tenca. Sul palco si esibirà anche il gruppo di percussioni Oghene Damba – Cremona Boys Musical Theater, formato da alcuni ragazzi della Casa dell’Accoglienza. Generi musicali che affondano le loro radici in terre lontane si confronteranno così in un momento di condivisione all’insegna della multiculturalità. L’intera kermesse, che si concluderà intorno alle 17 con il tradizionale lancio delle palle di carta ben auguranti alla “Vecia”, sarà condotta da Michelangelo Gazzoni. Non mancherà naturalmente un assaggio dolce con l’offerta di frittelle.

“I Maascher de Cremùna –  Un Carnevale per tutti” non è solo una festa, ma un’occasione di incontro, una comunità che vuole stare insieme senza barriere, all’insegna del divertimento e della solidarietà. Il filo conduttore della manifestazione, che in questi anni è cresciuta fino a diventare di fatto “il carnevale” della città, è proprio il coinvolgimento di persone e realtà diverse che promuovono percorsi di integrazione e condivisione vivendo insieme gli spazi cittadini.

Un particolare ringraziamento gli organizzatori lo rivolgono ai volontari della Protezione Civile e a KM S.p.A. che mette a disposizione i mezzi per il trasporto a Cremona degli ospiti della Fondazione Sospiro Onlus.

IL PROGRAMMA DEL CARNEVALE

Giovedì 4 febbraio
Corteo carnevalesco organizzato dalla Scuola primaria Manzoni
dalle ore 14,45 alle ore 15,30 – via Tofane (partenza dalla scuola), piazza IV Novembre, corso Vacchelli, via Speciano, piazza S. Michele, via Tofane (ritorno a scuola)

Sabato 6 febbraio
Corteo carnevalesco organizzato dalla Parrocchia di Cristo Re
dalle ore 16,00 alle ore 17,00 – via Mincio, via Mella, via Olona, via Chiese, via Mincio (rientro in oratorio)

Domenica 7 febbraio
Corteo carnevalesco organizzato dalla Parrocchia di San Bernardo
dalle ore 12,00 alle ore 12,45 – via Brescia (Parrocchia), via Vitali, via Endertà, via F. Soldi, via Brescia (rientro in Parrocchia)

Domenica 7 febbraio
Corteo carnevalesco organizzato dalla Parrocchia di S. Michele
dalle ore 15,30 alle ore 16,15 – via Tofane (oratorio), piazza IV Novembre, corso Vacchelli, via Speciano, via Pallavicino, corso Matteotti, piazza Libertà, via Decia, piazza S. Michele, via Tofane (rientro all’oratorio)

Domenica 7 febbraio
Corteo carnevalesco organizzato dall’Unità Pastorale Boschetto – Migliaro
dalle ore 15,00 alle ore 17,00 – via Crocile, via Boschetto, via Malcantone, via Salvo d’Acquisto, via Pedroni, via Montani, via Dosso, via della Castella, via Fratelli d’Italia, via Crocile (rientro in oratorio)

Martedì 9 febbraio
Corteo carnevalesco organizzato dalla Parrocchia della Beata Vergine Lauretana e San Genesio in Borgo Loreto
dalle ore 15,00 alle ore 16,15 – piazza Cappellani Militari Caduti, via Ceccopieri, via Litta, via Loreto, via Oldoini, via Ceccopieri, Piazza Amigoni, piazza Patrioti, via Sardagna, via Litta, via Ceccopieri, piazza Cappellani Militari Caduti (rientro in oratorio)

Martedì 9 febbraio
I MAASCHER DE CREMUNA
Ore 15,00 – Il Carnevale in città! Corteo  del Complesso Bandistico “Città di Cremona” per le vie della città da Corso Campi (angolo Via Palestro) – corso Cavour – piazza Roma – via Solferino – piazza del Comune
Ore 15,00 – Il Carnevale impazza nella Piazza!
Ore 15,00 – Presentazione del Carnevale ( a cura di Michelangelo Gazzoni) ed intrattenimento musicale con “Camillo del Vho e Fausto Tenca”
Ore 15,30 – Arrivo Complesso Bandistico “Città di Cremona” in piazza del Comune
Ore 15.45 – Saluti istituzionali e degli organizzatori: Gianluca Galimberti, Sindaco di Cremona, Rosita Viola, Assessore alla Trasparenza e alla Vivibilità Sociale del Comune di Cremona, Fabio Bertusi, Presidente della Fondazione Sospiro Onlus, Amedeo Diotti, Presidente di ANFFAS Cremona, Giorgio Reali, Presidente del CISVOl, Guido Bussi, Portavoce del Portavoce del Forum del Terzo Settore di Cremona e del Cremonese
Ore 16,00 – Gruppo percussioni  Oghene Damba – Cremona Boys Musical Theater
Ore 16,20 –  Intrattenimento musicale con Camillo del Vho e Fausto Tenca
Ore 16.45 – Arriva la “Vecia”

A Carnevale i draghi del Po: edizione rinnovata de ‘I Maascher de Crémuna’. Il 12 febbraio in piazza del Comune

L’edizione 2015 de “I Maascher de Cremùna”, il carnevale cremonese in piazza, si presenta con una formula completamente rinnovata, che ha fattivamente coinvolto anche le scuole (Media Campi, Trento e Trieste 5°A e 5° B, Capra/Plasio 2°A e 2° B, Realdo Colombo 5°A e 5°B, Manzoni 5°A e 5°B). Innovativa anche nel giorno dell’evento, quest’anno il giovedì grasso per coinvolgere maggiormente tutti i bambini.

L’appuntamento, dunque, è per il 12 febbraio alle ore 15 in piazza del Comune. I protagonisti della manifestazione saranno i draghi, “mostri” costruiti con sapienza ed animati da grandi e bambini, che invaderanno il cuore della città.

Voce narrante del pomeriggio Michelangelo Gazzoni, che guiderà i draghi, partiti da vari punti della città, nella piazza del Comune. Una piazza in festa con la musica di Fausto Tenca, Camillo del Vho e Nadia Nadì, le animazioni di Jack Mangiafuoco e ovviamente le pallate alla “Vecia”, il tutto con l’abile regia di Fabrizio Caraffini.

E’ il Carnevale che arriva tra le realtà che si occupano di disabilità e nelle scuole. Un festa condivisa che anima la piazza nell’ottica di un “vivere” la città essendone protagonisti.

L’iniziativa è organizzata da Anfass Onlus, Fondazione Sospiro, Cisvol e Caritas Cremonese con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Cremona.

Un ringraziamento per il prezioso contributo alla Protezione Civile e ai gruppi scout AGESCI e CNGEI.

PROGRAMMA 

Ore 14,30 ritrovo dei draghi in tre punti della città
Ore 14,40 partenza cortei
Ore 15 arrivo in Piazza del Comune e sfilata dei draghi sulla piazza
Ore 16 musica con Camillo del Vho, Nadia Nadì e Fausto Tenca
Ore 16,50 balli medioevali e mangiafuoco
Ore 17,10 arriva “La Vecia”

La leggenda dei draghi del Po

ll monaco Sabbio nel 1110 scrisse la storia di Tarantasio il mostro del lago Gerundo, lago scomparso nel XIII secolo, che si nutriva di bambini e uomini.

I fiumi Adda, Oglio e Serio con i loro straripamenti formavano il lago Gerundo, chiamato anche “Mare gerundo”, Gerondo o Geroso, il quale era poco profondo ma molto esteso, infatti si estendeva in parte sulla provincia di Bergamo, Lodi, Cremona e si estendeva fino ai confini di Milano.

Sul lago vi erano numerose isole, la più importante fu l’isola Fulcheria su cui si nacque la città di Crema.

La descrizione del mostro è quella di una creatura serpentiforme, la testa enorme con grandi corna e coda e zampe palmate, sputava fuoco dalla bocca e fumo dal naso..come un drago.

Un documento del 1300 riporta la notizia di una creatura di grosse dimensioni uccisa a Lodi a cui fu dato il nome di drago Tarantasio, le cui ossa furono conservante fino al 1800.

A Milano in un affresco della chiesa di San Marco del 1200 è riportata l’immagine di un uomo vicino ad un grosso rettile simile ad una lucertola gigante che fuoriesce dall’acqua.

Il Drago Tarantasio è rappresentato nello stemma di Milano, il Biscione con un bambino in bocca, dell’antica famiglia Visconti.

Secondo la leggenda il drago fu ucciso da un cavaliere vicino a Calvenzano. egli era il fondatore della famiglia Visconti.

Un altra leggenda vede invece come uccisore del “biscione” il vescovo di Lodi Bernardino Tolentino il quale portò in processione il drago morente facendo voto di restaurare la chiesa di S. Cristoforo a Lodi. 

Lo scheletro, o una costola del drago, furono conservate nella chiesa stessa fino al 1700. Vi furono numerose testimonianze della presenza dello scheletro all’epoca e ancora oggi nel bergamasco e nel cremonese (Pizzighettone) sono conservate costole di dimensioni superiori ai 2 metri, attribuite a queste creature ma ritenute dagli esperti resti appartenenti ad animali preistorici.

In tempi molto lontani Ferrara era un umile villaggio di capanne costruite su dossi lambiti dai pantani creati dal corso disordinato del Po.

I lembi di terra strappati ai capricci del fiume erano coltivati per quel tanto che poteva bastare agli abitanti ed agli animali che era possibile allevare.

Con la malta del fiume si costruivano i mattoni ed il vasellame povero che solo più avanti, nei secoli, si sarebbe trasformato nel nobile e prezioso graffito ferrarese.

I primi abitanti di Ferrara che abitavano sulle rive del fiume, che era per loro fonte di vita ma anche di angustie continue, con le barche seguivano il suo corso cercando di scambiare i propri prodotti con quelli dei villaggi vicini. 

Nel fiume, infatti, aveva dimora un drago orribile che, molto spesso, affamato ed inferocito, emergeva dalle acque, strisciava sugli argini e raggiungeva l’abitato avvolgendolo di fumo emanato dalle narici. Dietro si trascinava una grande massa d’acqua ribollente e minacciosa.

Gli abitanti correvano con le pale per creare sbarramenti di terra, fascine, tronchi che dovevano placare l’ira del mostro e la sua furia. Ma il più delle volte l’acqua prendeva il sopravvento travolgendo tutto e arrivando fino all’abitato allagava le misere case, devastava orti e annegava animali.

Un solo modo poteva fermare il drago, ed era quello di sacrificare una giovinetta con grande disperazione del popolo. Il drago solo allora, sazio e appagato tornava ad inabissarsi nelle acque torbide del Po

La città viveva nel dolore, ogni famiglia era provata dal lutto e nessuno conosceva più la gioia semplice di un sorriso.

Un giorno, da terre lontane, giunse a Ferrara un cavaliere di nome Giorgio: imponente nella sua corazza e armato di lancia cavalcava con fierezza un bianco destriero.

Si aggirava incuriosito fra le case e ben presto si vide attorniato dalla folla.

Chiese il perché di quei volti tristi, di quegli occhi gonfi di pianto, così fu informato del motivo di tanto dolore.

Giorgio senza proferire parola, spronò il cavallo dirigendosi al galoppo verso il fiume. Vi giunse proprio mentre il drago emergeva dalle acque gorgoglianti e minacciose.

Soffiava fumo e digrignava i denti strisciando inesorabile verso la fanciulla per divorarla.

Fu un attimo: Giorgio si slanciò sul mostro e, con un preciso colpo di lancia, lo trafisse.

Il drago si contorse furibondo, la coda squamosa frustò l’aria sibilando, con un tonfo precipitò nel fiume e le acque si chiusero su di lui per sempre.

I ferraresi, che avevano seguito attoniti l’impresa coraggiosa del cavaliere, esultarono di gioia e, dopo aver liberato la fanciulla ancora atterrita e tremante, ritornarono alle loro case ormai certi di aver per sempre scampato tanto pericolo.

Si fecero grandi feste e tutti dimostrarono la propria gratitudine a Giorgio che fu eletto protettore della città di Ferrara.

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