Laboratorio di comunità a Parco Sartori: ecco perché la sicurezza è anche coesione sociale

Il quartiere Po che racconta il quartiere Po e ritorna ad abitare parco Sartori. E’ questo il significato del progetto “Parco Sartori: partecipazione è sicurezza”, attuato dal Comune di Cremona e co-finanziato da Regione Lombardia, e della mostra che ne è scaturita e che abbiamo allestito nella sala ex-borsino di via Solferino (aperta fino a giovedì 7 aprile) dal titolo “Percezioni incrociate”.

Riqualificare l’area verde di Parco Sartori attraverso azioni di integrazione e inclusione, rigenerare appartenenza sia tra gli abitanti del quartiere sia verso i beni comuni. Il laboratorio di comunità è stato e continua ad essere un metodo di lavoro efficace per il raggiungimento di questi obiettivi grazie all’incontro e al confronto tra soggetti diversi per provenienza, cultura, interesse, età e punti di vista. Le molteplici attività effettuate nel quartiere e con il quartiere e documentate nella mostra, hanno favorito, attraverso la partecipazione attiva della cittadinanza, lo sviluppo del senso di appartenenza.

Abbiamo cercato di implementare una percezione sia del Parco sia del quartiere come “luoghi” a buona vivibilità senza tuttavia ignorare le criticità in essere ma favorendo la consapevolezza che il binomio coesione sociale – sicurezza è elemento catalizzatore per la co-progettazione di un welfare di comunità. Primo risultato evidente di questo percorso, che è solo all’inizio, il proseguimento delle attività del laboratorio di comunità anche oltre la conclusione del progetto regionale in sintonia con la valenza “generativa” propria dei meccanismi della partecipazione.

Un grazie particolare a tutti gli attori che hanno collaborato al progetto: il Comitato di quartiere, l’Oratorio, le scuole dell’Infanzia “Agazzi” e “Martiri della Libertà” e la scuola primaria “C.Monteverdi”, il Comitato Soci di Coop Lombardia, La Fondazione La PACE Onlus, le Forze dell’Ordine, i molteplici esercizi commerciali di quartiere. Un grazie ai partner: Associazione Sucar Drom, Cooperativa Iride, Cooperativa Nazareth, Focr, Il Laboratorio,  Amici di Robi, Uisp, CSI.

PERCEZIONI INCROCIATE
MOSTRA-LABORATORIO IN DIVENIRE

La mostra “Percezioni incrociate” racconta il quartiere Po attraverso immagini visive frutto di un duplice sguardo: quello dell’infanzia e quello adulto. Intende essere un racconto del quartiere così come percepito dai suoi abitanti adulti e bambini. Mostra-laboratorio in quanto la fotografia, prima di essere funzionale alla restituzione del racconto lo è stata all’elaborazione di senso; in divenire, in quanto il racconto per immagini si è articolato attraverso il costante confronto tra pensiero bambino e pensiero adulto ri-definendone, di volta in volta, la trama.

“Percezioni incrociate” si avvale, nel suo complesso, di molteplici contributi. Si compone infatti di fotografie opera di Monica Mignone: strade, palazzi, aree verdi, esercizi commerciali, scuole. In sostanza, il quartiere nei suoi aspetti urbanistico-architettonici accanto ai volti delle persone che lo abitano.    

Sono inoltre parte dell’esposizione una serie di tavole –  elaborate da ARYA – Architects Young Association di Cremona – sintesi di un più articolato studio di progetto elaborato nell’ottica della riqualificazione e rigenerazione di uno spazio verde del quartiere quale Parco Sartori.

In mostra anche i materiali espressivi realizzati dalle bambine, dai bambini e dagli adulti – genitori e non – attivamente coinvolti nel laboratorio di comunità “Infanzia bene comune” nell’ambito del percorso “Attenti ai bambini! Lavori in corso nelle scuole di quartiere Po” condotto da Coop. Iride (adulti) e Teatro Itinerante, con il contributo di Anna Filippini (Infanzia). Accanto agli elaborati grafici frutto dei laboratori espressivi che hanno coinvolto bambine e bambini delle scuole per l’Infanzia “Martiri della Libertà” e “Agazzi” e della scuola primaria “Monteverdi”, anche alcuni scatti fotografici – opera delle e dei partecipanti all’iniziativa “Fotografie da passeggio”, una delle tappe del medesimo percorso a cui le famiglie hanno preso parte ritraendo il quartiere sia dal punto di vista adulto sia dal punto di vista bambino. In mostra sono esposti anche i contributi fotografici delle famiglie.

Infine, ma non da ultimo, l’esposizione comprende fotografie di Sonia Secchi a documentazione dell’attività laboratoriale. L’allestimento è a cura di Teatro Itinerante con il supporto di Sara Callini, Anna Filippini, Letizia Kakou, Sonia Secchi.

La mostra è allestita nella sala ex-borsino di via Solferino fino a giovedì 7 aprile, aperta tutti i giorni dalle ore 16.00 alle ore 19.30, mercoledì, sabato e domenica anche dalle ore 10.00 alle ore 12.30.

Galimberti al Pd Duemiglia
‘Concretezza e futuro’

Saletta del circolo Pd Duemiglia gremita, nel tardo pomeriggio di venerdì, per l’incontro con Gianluca Galimberti, candidato di ‘Fare nuova la città’ alle primarie del centrosinistra del 23 febbraio

Al tavolo la capogruppo in consiglio comunale Maura Ruggeri e la consigliera e coordinatrice del circolo Caterina Ruggeri. Tema dell’incontro: la partecipazione attiva dei cittadini come strumento per garantire periferie più sicure.

“Anche la campagna di ‘Fare nuova la città’ è basata sulla partecipazione – ha premesso Gianluca Galimberti – Abbiamo scelto di dare origine a un’esperienza civica dopo un lungo percorso di partecipazione in città per elaborare idee e progetti e darsi una struttura. La società, però, richiede diversifcazione nelle forme partecipative. L’incontro con quella parte di società civile che è strutturata in partiti è fondamentale per un intervento preciso e tecnico sulla città. L’incontro con il Pd e con le altre forze politiche della coalizione non è una questione tattica, ma ha in sé l’idea di una società che ha al centro il bisogno di rinnovare forme partecipative”.

“Non c’è nessun salvatore della patria – ha continuato Galimberti – Non c’è nessuna persona che possa da sola risolvere la complessità delle cose. Alle idee servono gambe buone, ma queste gambe buone non possono essere di uno solo, ma di più persone“.

“Per quanto riguarda gli strumenti di partecipazione – ha dichiarato Galimberti – non basta farli partire, bisogna seguirli e verifcarli. Bisogna fare le cose seriamente, altrimenti si illude e si disillude la gente”. Esposti da Galimberti progetti legati a Expo 2015 (“una città che si dimentica di un appuntamento così importante è una città che si dimentica di sé”), start up di impresa giovane (“una città che muore è una città in cui è difcilissimo tutto il resto”), tavoli sulla sicurezza, recupero di luoghi di socializzazione, riorganizzazione dell’amministrazione comunale.

Numerosi gli interventi di democratici e residenti presenti su rincaro delle mense scolastiche, dipendenze, scelte urbanistiche che creano non luoghi, responsabilizzazione dei comitati di quartiere, informatizzazione in Comune, politiche culturali e sociali.

“La concretezza delle scelte dipenderà dalla visione di futuro sulla città. Perché non c’è più tempo, altrimenti Cremona muore”, ha terminato Galimberti.

L’incontro si è concluso con la prospettiva di un nuovo appuntamento al circolo Pd Duemiglia che ponga particolare attenzione al tema del welfare di comunità.