L’ex convento di S. Monica sarà il nuovo campus della Cattolica. Ristrutturazione donata dalla Fondazione Arvedi dentro un accordo tra istituzioni pubbliche e private

Nel complesso dell’ex convento di Santa Monica sorgerà la nuova sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Un recupero urbanistico davvero storico per la città (si tratta di un lotto da 20mila metri quadrati), di cui si parla da tanti anni, e un rilancio didattico forte sul tema della produzione agroalimentare con una nuova offerta formativa per non meno di mille studenti. Abbiamo sempre detto che le università hanno senso nelle medie città come la nostra se hanno vocazione internazionale e se si radicano nelle linee di sviluppo del territorio: in questo progetto c’è esattamente questo! Cremona, sempre più città universitaria, insieme a Piacenza, si candida ad essere motore della silicon valley della trasformazione nell’ambito agroalimentare italiano, del food Made in Italy!

IL PROGETTO: NELL’EX S. MONICA LA NUOVA SEDE DELLA CATTOLICA

Implementare l’attuale offerta formativa e culturale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore sede di Cremona con proposte didattiche innovative, esclusive e di eccellenza, valorizzando il Polo universitario affinché diventi riferimento internazionale in ambito agroalimentare e della food economics, vocazione e linea di sviluppo della città e del territorio; recuperare, tramite un’importante e attento intervento di ristrutturazione lo storico ex Monastero di Santa Monica e il Magazzino Carri. Sono questi i due obiettivi condivisi e presentati presso la sede della Fondazione Giovanni e Luciana Arvedi da tutti i soggetti pubblici e privati promotori dell’Accordo di Programma.

Presenti con me il presidente Giovanni Arvedi e Mario Caldonazzo per Finarvedi, il presidente della Provincia Davide Viola, il Sottosegretario Luciano Pizzetti, il vescovo mons. Antonio Napolioni, il Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Franco Anelli, il Preside della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Lorenzo Morelli, Paola Bignardi e Renzo Rebecchi per la Fondazione Cariplo, il Sovrintendente Gabriele Barucca, il Presidente Commissione Affari Istituzionali di Regione Lombardia Carlo Malvezzi e il consigliere regionale Agostino Alloni.

Il nuovo campus universitario permetterà, tra l’altro, di dare ulteriore impulso a “Cremona Food Lab”, progetto elaborato dall’Università Cattolica, congiuntamente a CREA-ZA, Comune e Camera di Commercio di Cremona, vincitore nel 2015 dei “Contributi emblematici” di Fondazione Cariplo, il cui sviluppo è limitato dall’assoluta carenza di spazi e dall’inadeguatezza dell’attuale sede universitaria di via Milano. La disponibilità del cav. Giovanni Arvedi di farsi carico degli oneri relativi alla ristrutturazione dell’intero complesso monastico a fronte di un innovativo progetto culturale e scientifico da parte della Cattolica e la contestuale collaborazione degli Enti, ha permesso di dar corpo al progetto. L’intenso lavoro posto in essere da tutto il sistema territoriale, istituzioni pubbliche e private unite, in sinergia con la Regione Lombardia, ha consentito di definire il progetto e la sostenibilità economica dell’operazione.

La Giunta regionale il 30 ottobre scorso ha dato avvio, ai sensi dell’articolo 6 della Legge regionale 2/2003, al percorso di promozione di uno specifico Accordo di Programma, che definisce ruolo e compiti di ognuno: Fondazione Arvedi si farà carico dell’onere della ristrutturazione dell’immobile; Regione Lombardia metterà a disposizione 1.700.000 euro; la Provincia di Cremona, proprietaria dell’immobile, si sta occupando della relazione con il Fondo Immobiliare Prelios a cui la struttura è stata conferita, e – dopo l’acquisizione – la metterà a disposizione del Comune; il Comune di Cremona garantirà un sostegno economico annuale per la gestione e la manutenzione e l’appoggio al progetto attraverso la costruzione di reti territoriali, nazionali e internazionali, l’Università Cattolica del Sacro Cuore provvederà all’allestimento del nuovo campus e ad attuare la nuova proposta formativa; Fondazione Cariplo sarà coinvolta nell’accordo e seguirà con attenzione tutto il progetto, in quanto ha già investito 2 milioni e mezzo di euro nel recupero di una parte del complesso e ha finanziato il progetto ‘Cremona Food Lab’.

IL PROGETTO DI RECUPERO E RESTAURO DELL’IMMOBILE

Il progetto strutturale prevede il trasferimento delle funzioni dell’Università Cattolica del Sacro Cuore dalla attuale sede di via Milano, 24 al complesso dell’ex caserma Goito con un potenziamento di aule, spazi di servizio e centri di ricerca. La struttura del nuovo Campus universitario andrà a valorizzare l’antico Monastero e l’ex Chiesa di S. Monica, la possente struttura militare del Magazzino Carri, le mura storiche poste a confine con l’antica area fluviale di Cremona e l’adiacente area boscata, polmone verde di oltre 3.000 mq, oltre all’insieme degli altri spazi aperti che, grazie alla permeabilità dei percorsi pedonali, saranno a disposizione della cittadinanza.

Gli spazi per la didattica vengono principalmente localizzati nella struttura dell’ex Magazzino dei Carri, dove saranno presenti anche le aule studio per l’approfondimento individuale. Al piano terra dell’ex Monastero sono state localizzate le funzioni di servizio alla didattica, come la zona segreteria/ accoglienza, gli spazi caffetteria e biblioteca. Sempre nella struttura dell’ex Monastero è prevista la realizzazione dei laboratori a servizio dei corsi di laurea (piano terra), le aule per i corsi master e gli uffici dei docenti (piano primo), oltre a laboratori ed uffici del Centro di ricerca Cremona Food Lab. All’esterno verranno individuati spazi del silenzio e della meditazione, spazi di aggregazione, spazi per gioco e relax e spazi di servizio.

L’Aula Magna troverà luogo nell’ex chiesa di Monica, ed avrà una capienza di oltre 100 posti. Con l’intervento di restauro concordato con la Soprintendenza si riporterà all’originale splendore la struttura seicentesca della chiesa, mantenendo allo stesso tempo visibili gli interventi successivi di epoca militare che ne hanno caratterizzato la storia recente.

IL PROGETTO DIDATTICO E L’OFFERTA FORMATIVA

Il progetto dell’ex S. Monica ha due caratteristiche fondamentali: è fortemente legato alla filiera che caratterizza il territorio cremonese, ovvero la produzione agroalimentare, ed ha un carattere internazionale, ovvero ha l’obiettivo di preparare generazioni di laureati capaci di contribuire allo sviluppo internazionale di questo segmento produttivo.

Al momento la sede di Cremona dell’Università Cattolica del Sacro Cuore vede l’incardinamento di due lauree triennali in lingua italiana, una laurea magistrale in lingua inglese e un master di secondo livello in lingua italiana per un totale di circa 400 studenti. La nuova sede porterà a una composizione dell’offerta formativa di tre lauree triennali, di cui una in inglese e tre lauree magistrali di cui due in lingua inglese, con una popolazione di studenti di non meno di 1000 unità, quindi più che raddoppiata rispetto al presente.

Particolarmente rilevante, inoltre, anche il cambiamento qualitativo del profilo del polo che si caratterizzerà per l’aspetto internazionale, con una attenzione particolare, ma non esclusiva, ai temi dell’agro-alimentare. Lo scopo è quello di formare una classe dirigente italiana pronta ad affrontare i mercati mondiali, ma anche di attrarre studenti da paesi stranieri, cosi come sta già avvenendo per la Laurea Magistrale in Agri-business attiva a Cremona da alcuni anni.

Lo sviluppo della nuova sede si innesta sulle attività di Cremona Food Lab, progetto di ricerca finanziato da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, con un ruolo primario anche di sostegno economico svolto da Comune di Cremona e Camera di Commercio. Questo progetto crea una rete tra l’Università Cattolica dei Cremona e le aziende agro-alimentari del territorio, mettendo a disposizione impianti pilota (che verranno poi trasferiti nella nuova sede), servizi di formazione e ricerca, attività difficilmente alla portata di aziende micro, piccole e anche medie come una buona parte di quelle che operano nel comparto agro-alimentare.

La nuova sede, unitamente al rinnovato progetto didattico-scientifico, consentirà di rafforzare tale rete e di potenziare l’offerta formativa post-laurea di master e di corsi “executive”, fornendo così occasioni di “formazione permanente” e aggiornamento. Lo sviluppo del “Food Made in Italy” è una delle scommesse per il futuro; il settore agro-alimentare e l’internazionalizzazione, insieme al servizio al territorio, saranno i drivers della presenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore nella nuova sede di Cremona.

Una sala adeguata all’Armadio del Platina e alle opere lignee del Museo. Continuiamo ad investire in cultura che è volano di sviluppo!

Continuiamo ad investire in modo significativo e collegiale in cultura perché è volano di sviluppo e di economia. Rilanciamo le istituzioni culturali in città, tra cui il nostro sistema museale. Per farlo investiamo in interventi strutturali, progetti e innovazione. I musei, infatti, devono essere luoghi vivi e luoghi in cui una città cresce culturalmente.

Quale idea sta sotto la Sala del Platina? Che c’è un patrimonio che per questioni strutturali è stato tenuto nascosto e che viene rimesso alla luce e restituito alla città, agli occhi, alle testa e al cuore dei cittadini. Significa ridire che una novità di cultura sa generare novità di cultura. 

L’Armadio del Platina è stato uno dei primi dossier sulla mia scrivania quando mi sono insediato perché questo bene prezioso si stava oggettivamente rovinando. In sinergia con il Capitolo e la Soprintendenza, abbiamo studiato, analizzato i dati, progettato, trovato risorse e siamo intervenuti dando una soluzione ad un problema che durava da troppo tempo. Una soluzione che consente di valorizzare l’Armadio e le opere lignee non più esposte e che genera proposte culturali di animazione e di turismo.

A partire da questa sala e da un’altra mostra che inaugureremo il 1 dicembre in Sala della Colonne, poi, proseguiamo, dopo l’evento in Cattedrale sul Caravaggio restaurato, il racconto del messaggio delle nostre opere d’arte con un incontro del nostro Vescovo Antonio sulla natività, prezioso dono di Natale alla cittadinanza.

LA NUOVA SALA DEL PLATINA CLIMATIZZATA

Un intervento strutturale importante sulla Pinacoteca di Cremona che, dopo anni, consente di dare un’adeguata collocazione allo splendido Armadio del Platina, uno dei monumenti dell’arte della tarsia del Rinascimento italiano di proprietà del Perin- signe Capitolo della Cattedrale, restaurato nel 2007 ed esposto al Museo Civico, e ad alcune opere lignee di proprietà del Comune di Cremona che erano prima collocate nei magazzini.

Un evento importante per la città e per tutto il sistema museale di Cremona che continua anche così ad arricchire il suo patrimonio, alimentato anche da un ricco programma di animazioni e di viste guidate. L’intervento, fortemente voluto dalla Giunta comunale e condotto in sinergia con la Diocesi di Cremona, è consistito nella climatizzazione e nel riallestimento della ex Sala Cremona, ora denominata Sala del Platina.

Ecco, dunque, cosa viene esposto nel nuovo spazio. La Sala del Platina ospita in primo luogo l’importante Armadio del Platina, un tempo collocato nella sacrestia dei Canonici della Cattedrale cremonese, per il quale Giovanni Maria Platina (Mantova, 1455 – 1500) riceveva un acconto nel 1477. Dopo la distruzione della sacrestia dei canonici, attuata all’inizio del Novecento nell’ambito del progetto di isolamento della cattedrale dagli edifici che nei secoli vi si erano addossati, l’armadio perse la sua funzione di guardaroba, che aveva conservato a lungo. Smontato e custodito presso i locali attigui alla cattedrale, la sua valorizzazione iniziò nel 1956 quando venne rimontato presso il Museo Civico di Cremona.

Terminato il restauro nel 2007, l’Armadio è stato collocato nella Sala Quattrocento, che nel tempo ha dimostrato di offrire pessime condizioni microclimatiche. Con il Capitolo e con la Soprintendenza, come Amministrazione comunale abbiamo preso in mano la situazione fin dal giugno 2014, facendo alcuni interventi alla Sala Quattrocento per la risoluzione di guasti preesistenti ed effettuando precisi monitoraggi delle condizioni microclimatiche al termine dei quali con Capitolo e Soprintendenza abbiamo condiviso la necessità di spostare l’Armadio per evitare l’ulteriore peggioramento dello stato di conservazione. Per caratteristiche tecniche è stata individuata la Sala Cremona che però richiedeva un intervento di climatizzazione, per la quale il Comune di Cremona ha stanziato 175mila euro. Un investimento importante che consente di risolvere una situazione che si trascinava da anni e che contribuisce, insieme a mostre e animazioni, a rilanciare Pinacoteca.

Nella sala sono poi esposte le più importanti tavole della collezione del Museo Civico che, sfruttando le condizioni ottimali del controllo microclimatico resosi necessario per una corretta conservazione dell’Armadio, possono ora dai magazzini ritornare visibili nel percorso espositivo. Tra queste si distinguono il reliquiario romanico di area tedesca, la tavola con la Madonna del Bargello, le importanti e rare testimonianze della stagione bembesca e alcune tra le principali opere della grande stagione del Rinascimento cremonese. Sono qui esposte anche alcuni preziosi oggetti di arte lignaria come la scultura con l’Angelo custode di Giulio Cesare Procaccini e il quadro in tarsia col Sacrificio di Attilio Regolo del celebre ebanista locale Giovanni Maffezzoli. Oltre al San Girolamo di Boccaccio Boccaccino, da molto tempo non più esposto al museo per criticità conservative.

Per valorizzare al meglio la nuova Sala del Platina, in collaborazione con il Crart, è stato predisposto un programma di visite guidate ad hoc.

LE VISITE GUIDATE: CREMONA NEL LEGNO E CARAVAGGIO

In occasione dell’inaugurazione del nuovo allestimento della nuova Sala del Platina, CrArT – in collaborazione con il Settore Cultura, Musei e City Branding del Comune di Cremona – propone per le date 24 novembre 2016, 15 dicembre 2016, 12 gennaio 2017, 26 gennaio 2017 una serie di visite guidate sia al nuovo spazio espositivo, dal titolo “Cremona nel legno”, sia al San Francesco in meditazione di Caravaggio, recentemente restaurato.

E’ obbligatoria la prenotazione con almeno 24h di anticipo sul turno prescelto contattando la biglietteria del Museo Civico al numero 0372 407770.

Ecco la nuova domus al Museo Archeologico: continuiamo ad investire nei nostri musei e nella cultura per tutti

Abbiamo creduto e crediamo tantissimo in questo progetto. Ancora interventi strutturali nei nostri musei e al museo Archeologico in particolare: l’anno scorso la Vittoria Alata e quest’anno la nostra nuova domus che arricchisce il percorso espositivo. Ancora investimenti non solo strutturali ma in animazione perché occorre riabitare i luoghi della cultura facendo cultura perché questo fa crescere le coscienze dei cittadini e della città e perché questo genera anche un indotto turistico, economico e commerciale sul quale tanto stiamo lavorando. Ancora è il ritornare a dire quanto siamo importanti: Cremona era già importante due secoli prima di Cristo, ma è è importante anche oggi e bisogna esserne orgogliosi. Ancora percorsi accessibili in modo tale che la cultura sia accessibile anche alle persone con diverse abilità perché se questo accade poi la cultura è più accessibile per tutti. Un ringraziamento grandissimo a tutti quelli che hanno lavorato perché dietro a questo progetto c’è competenza, passione e gratuità di molte persone: grazie a Marina Volontè, grazie alla Regione e in particolare all’Assessore Cappellini con la quale stiamo lavorando, alla Soprintendenza e al privato con il quale abbiamo collaborato a questa bellissima domus. Continuiamo ad investire, a frequentare e ad abitare il nostro sistema museale e le nostre iniziative culturali in questa bellissima città che è Cremona.

LA NUOVA DOMUS

Da oggi i visitatori del Museo Archeologico S. Lorenzo possono vivere la suggestione di accedere ad una casa di epoca romana, testimonianza rarissima e raffinatissima delle strutture abitative della città del II secolo a.C. La nuova domus è stata riportata alla luce nel corso dei lavori di ristrutturazione all’interno dei cortili di palazzo Zuccari, tra via Ruggero Manna e via Colletta, grazie ad uno scavo diretto dalla Soprintendenza.

Il complesso esposto presso il Museo Archeologico è costituito da tre differenti vani (due ambienti e i resti dell’atrio), delimitati da un muro, caratterizzati da pitture parietali e pavimentazioni di una tipologia raramente attestata fino ad ora nell’Italia Settentrionale. La nuova domus ha preso il posto del mosaico delle stagioni che continuerà ad essere nel percorso museale nella saletta aperta per la Vittoria Alata di Calvatone, copia di un altro prezioso reperto di epoca romana rinvenuto nel territorio cremonese.

Una novità importante, quella della nuova domus, fruibile anche dai visitatori diversamente abili: non vedenti ed ipovedenti, dentro al percorso già presente al Museo realizzato in collaborazione con l’Istituto dei Ciechi di Milano e disabili cognitivi nell’ambito del progetto ‘Museo per tutti’ promosso dall’Associazione L’abilità onlus.

L’ANIMAZIONE AL MUSEO ARCHEOLOGICO

LE RI-LETTURE

Ore 19 al Museo Archeologico (via S. Lorenzo, 4 – Cremona)
Ingresso a pagamento

11 novembre 2016
N. Ginzburg, Lessico famigliare (con A. Cigni)

25 novembre 2016
G. Deledda, Cosima (con B. Caffi)

E.A. Poe, La caduta della casa degli Usher (con C. Caletti)

2 dicembre 2016 
I. Allende, La casa degli spiriti (con S. Mattioli)

16 dicembre 2016
G. Bassani, Il giardino dei Finzi Contini (con G. Tumminello)

CANTO DELLA LUNA

Ore 21 al Museo Archeologico (via S. Lorenzo, 4 – Cremona)
Ingresso libero

18 novembre 2016
Concerto con Alac, Associazione Latinoamericana Cremona

Nuova domus, lavori in corso. Continuiamo ad arricchire i nostri musei

Scarica le grafiche di ‘Fare nuova la città’

Ecco l’avatar Buonenuove e la testata per Facebook di ‘Fare nuova la città’ da scaricare e utilizzare. Sito e social network sono strumenti importanti di diffusione e costruzione delle idee e delle proposte di questo progetto civico, insieme alle moltissime occasioni di incontro che creeremo in città, nei quartieri, nelle strade, nelle piazze, nelle case, nelle sezioni e nei circoli, nei luoghi dove noi cittadini viviamo.

Scarica la cartella delle grafiche