Giornata della Memoria, le parole di odio e di indifferenza non sono ‘lapsus’. Siamo sentinelle nel quotidiano con gesti e parole di speranza!

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IL DISCORSO LETTO DA RICCARDO, STUDENTE DELL’ITIS DI CREMONA

Siamo qui oggi perché Vittorio Staccione, calciatore della Cremonese, rappresenta il contributo che anche il mondo dello sport ha dato alla riconquista della libertà per l’Italia e per il mondo.

Durante la nostra visita ai campi abbiamo appreso che Vittorio Staccione era fra i deportati che sono stati inseriti nelle file di Gusen, dove, per quanto possibile, il trattamento loro riservato era più atroce di quello dello stesso Mauthausen.

Riteniamo che il messaggio arrivato fino a noi dal vissuto di questo calciatore possa essere l’icona di una vita all’insegna della libertà e dell’uguaglianza, pronta a sacrificarsi per la difesa di questi ideali. Per questo vogliamo ricordare quanto accaduto nello Stadio Olimpico di Roma nel mese di ottobre, denunciandolo come un oltraggio alle vittime ebree della Shoah, a tutte le vittime del Nazifascismo, e soprattutto alla figura della giovane Anna Frank, simbolo della fiducia nell’umanità.

Lo scorso anno abbiamo aderito all’iniziativa del viaggio della memoria, nell’ambito della quale è stata realizzata un ricerca sui cittadini cremonesi deportati a Mauthausen e Gusten. Grazie alle informazioni acquisite si è creato un legame molto forte tra noi e questi ‘sconosciuti’, che sono diventati nostri concittadini, nostri fratelli, che hanno sacrificato la loro vita per la conquista della libertà.

Quando siamo entrati nel campo però è diventato più forte il senso di appartenenza alla collettività umana. All’unica “razza”, all’umanità, senza divisioni e particolarismi. I cittadini cremonesi deportati sono diventati improvvisamente una minima parte delle persone che la macchina Nazista aveva coinvolto nei suoi orrori.

Qui erano vissuti e morti cittadini sovietici, polacchi, ungheresi, jugoslavi, francesi, spagnoli, cecoslovacchi, greci, tedeschi, belgi, olandesi, norvegesi, inglesi e americani. Erano uomini di tutte le nazioni quelli caduti vittime della follia nazista. Ed erano uomini, non animali, ma uomini, incredibilmente uomini coloro che – a vario titolo – si erano resi colpevoli degli atroci crimini commessi nei campi.

Tutti abbiamo visto film e letto libri sulla Shoah e sulla deportazione, ma ciò che ci è stato raccontato al campo andava al di là della nostra immaginazione; generava paura, indignazione, terrore.

Ascoltando le parole della guida ci pioveva addosso tutto l’orrore delle azioni disumane compiute dalle SS e dai Kapò verso i prigionieri.

Dalla storia di Mauthausen abbiamo capito che l’uomo non si trasforma in un mostro all’improvviso. Attraverso passaggi graduali e successivi egli può arrivare a spogliare di ogni dignità altri uomini. Col consenso della società ‘civile’ o – almeno – con la sua complice passività.

Questo succedeva in Austria negli anni tra il 1938 e il 1945. La gente che viveva nei dintorni continuava la propria vita, giocava a calcio e faceva feste all’ombra delle baracche di Mauthausen. Nessuno protestava (solo una famiglia del posto cambiò residenza). La gente aveva imparato a convivere con queste atrocità, fino a non riconoscerle più, fino a non capire che il concetto stesso di umanità si stava disgregando sotto i loro occhi.

Noi abbiamo paura che questo possa ripetersi.

Come studenti dell’Itis Torriani e come cittadini italiane ed europei sentiamo il dovere di far vivere il ricordo di quanto successo partendo dalle realtà del nostro territorio. Per questo ringraziamo la rete di scuole e la nostra scuola che dal 2009 si impegnano per trasmettere questo messaggio alle giovani generazioni, permettendo loro di visitare di persona i luoghi e sentire testimoni che recano ancora i segni di quelle persecuzioni. Ringraziamo il Panathlon e l’Amministrazione comunale che tutti gli anni promuovono iniziative per commemorare la Giornata della Memoria, contribuendo a mantenere vivo in noi il ricordo.

Combattiamo l’indifferenza,
impariamo ad osservare,
aiutiamoci a testimoniare.

La memoria del calciatore Staccione parla all’oggi: dove sono le coscienze civili di noi adulti in Europa e nella nostra città?

Che cosa ci dice Staccione oggi? Ci dice che in quegli anni la coscienza civile di ogni persona si è affievolita e l’altro è stato discriminato. C’era un tarlo che è entrato piano piano nella coscienza di ognuno e di una società intera. Qualcuno ha avuto il coraggio di resistere. Oggi agli adulti prima che ai giovani domando: cosa sta succedendo in Europa e a Cremona oggi e che cosa pensa ognuno di noi sul significato dell’altro? Staccione fece resistenza al fatto che l’altro fosse considerato subumano. Dunque, dobbiamo essere duri e anche crudi altrimenti non vale: quello che è capitato allora, pur nel tema della sicurezza, della concretezza e del realismo, sta capitando oggi? Dove siamo noi, dove sono le coscienze di noi adulti in Europa e qui nella nostra città? Rivolgo questa domanda agli adulti: è molto più difficile rivolgersi a noi stessi perché è alla nostra generazione di adulti che i nostri giovani guardano. E ai ragazzi che hanno tante energie da liberare e che dobbiamo ascoltare, chiedo di porsi questa domanda: per che cosa siete disposti a dare la vostra vita? Io tutti i giorni questa domanda dura la rivolgo a me stesso.

Al termine della cerimonia, con il presidente del Panathlon Giovanni Radi e tre studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “J. Torriani” e del Liceo “G. Aselli” abbiamo deposto un mazzo di fiori alla lapide di Vittorio Staccione, mentre il violoncellista Andrea Nocerino dell’Istituto di Studi Superiori C. Monteverdi ha eseguito un breve brano musicale.

VITTORIO STACCIONE

Vittorio Staccione, nato a Torino il 9 Aprile 1904, di famiglia operaia viene notato da Enrico Bachmann, famoso giocatore del Torino e viene inserito nelle giovanili della squadra granata. Esordisce in prima squadra nel febbraio 1924 contro l’Hellas-Verona. Nel campionato seguente viene prestato alla Cremonese dove gioca 25 partite in Prima Divisione Nord. Al termine del campionato i grigio-rossi giungono settimi e Staccione viene ripreso dal Torino dove l’anno successivo disputa 18 gare. Dal 27 al 31 approda alla Fiorentina dove conta ben 94 presenze e dal 1931 al ’34 termina la carriera al Cosenza in serie B. Finita l’esperienza calcistica, torna a fare l’operaio alla FIAT di Torino. Fu proprio in quel periodo che Staccione maturò la sua convinta adesione all’antifascismo, tanto da essere ben presto notato e schedato dall’OVRA, la polizia segreta fascista. Il pericolo ormai incombente non lo fece però desistere dall’impegno contro un regime che aveva portato il Paese in guerra e alla fame: il 13 marzo 1944 fu catturato insieme al fratello Francesco dalle SS e, dopo essere stato portato a Verona, fu internato nel campo di sterminio di Gusen-Mauthausen il 28 dello stesso mese. Etichettato come oppositore politico, gli fu tatuato sul braccio il numero di matricola 59160. Nel lager Vittorio Staccione riuscì a resistere un anno, nel corso del quale fu ripetutamente percosso dalle SS. Proprio nel corso di uno questi pestaggi riportò una profonda ferita alla gamba destra che, mal curata, causò setticemia e cancrena e lo portò infine alla morte proprio pochi giorni prima che le truppe alleate riuscissero a liberare il campo.

Abbiamo costituito il nuovo Comitato di Liberazione e Costituzione

Il nuovo Comitato Liberazione e Costituzione: diffondiamo i valori della Resistenza e costruiamo una società civile vigilante

La nostra città, in questo anno, ha vissuto momenti drammatici che ci hanno chiamati tutti, anche le istituzioni, ad interrogarci su che cosa vuol dire antifascismo. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare riferendoci a quelle persone che negli anni hanno tenuto viva la memoria, intesa come possibilità di costruire qualcosa di nuovo, una coscienza civile vigilante. Con queste persone, rappresentate dalle associazioni partigiane della nostra città, abbiamo costituito oggi – nella Giornata della Memoria – il Comitato Liberazione e Costituzione – Consulta democratica per la difesa dei valori costituzionali. Il Comune di Cremona è protagonista di questo Comitato. Cremona, tutta la città, è protagonista.

Abbiamo presentato il nuovo Comitato insieme all’Assessore alla Trasparenza e Vivibilità sociale Rosita Viola, a Mariella Laudadio, presidente del comitato provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, a Angelo Rescaglio presidente della sezione provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, e a Tiziano Zanisi, presidente della sezione di Cremona dell’Associazione Nazionale Divisione Acqui. La presentazione è stata preceduta da un momento musicale. Sara Zeneli, quindicenne, allieva dell’Istituto di Studi Superiori “Claudio Monteverdi”, ha commosso tutti con l’Adagio e fuga dalla prima sonata in sol minore di J.S Bach e il Capriccio n. 24 di Niccolò Paganini con il “violino della Shoah”.

Lo scopo del Comitato è quello di far crescere e rafforzare la cultura e la prassi della democrazia, la conoscenza della Costituzione della Repubblica nata dalla Resistenza. 

Soci promotori del Comitato sono l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, l’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani e l’Associazione Nazionale Divisione Acqui. Possono essere soci aderenti le istituzioni, le forze politiche e sindacali, le associazioni, i movimenti e gruppi sociali che si riconoscono, come da statuto, nei valori fondanti dell’antifascismo, della democrazia e della Costituzione repubblicana: il valore della persona umana, i diritti dell’uomo e del cittadino, la solidarietà e la giustizia sociale, la pace e il rifiuto della violenza come mezzo di lotta politica. 

L’attività del Comitato è rivolta alla cittadinanza, con particolare attenzione alle giovani generazioni, per far conoscere e approfondire i principi ordinatori della Carta Costituzionale, nel cammino storico della Repubblica, con l’obiettivo di alimentarne il fondamento etico, contrastare la cultura dell’indifferenza, non disperdere una memoria storica ricca di valori democratici, politici e spirituali.

Il Comune di Cremona e il Comitato, come da statuto, si impegnano a promuovere e programmare insieme le attività. In modo particolare è impegno del Comitato organizzare con le istituzioni cittadine la celebrazione annuale del 25 Aprile, festa di valori e di popolo per un futuro condiviso di pace, libertà e solidarietà.

Giornata della memoria, per non dimenticare: dal violino della shoah al nuovo Comitato Liberazione e Costituzione

Il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, ricorre il “Giorno della Memoria”, per ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. Una data importante che vede, già a partire dai prossimi giorni, numerosi appuntamenti promossi direttamente o con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Cremona.

Domenica 24 gennaio, alle 17, a Palazzo Cittanova, le Associazioni A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), A.N.P.C. (Associazione Nazionale Partigiani Cristiani) e A.N. D.A. (Associazione Nazionale Divisione Acqui) organizzano “Racconti per non dimenticare – Testimonianze delle donne di Ravensbrück 1944 -1945”. Lole Boccasasso, Milena Fantini ed Enza Latella ripercorrono con la lettura di brani le esperienze vissute dalle donne confinate nel campo di concentramento nazista loro riservato a Ravensbrück, mentre l’accompagnamento musicale è affidato alla violinista Angela Alessi con il “Violino della Shoah”, parte della collezione privata di Carlo Alberto Carutti, esposto nella sezione Le Stanze per la Musica del Museo Civico “Ala Ponzone”, e al chitarrista Giorgio Sclavo. Presenta Giorgio Mattarozzi. Ingresso libero. L’iniziativa si svolge con il patrocino e la collaborazione del Comune di Cremona.

Mercoledì 27 gennaio, alle ore 16, nella Sala dei Quadri di Palazzo Comunale, presentiamo il nuovo Comitato Liberazione e Costituzione che vede la partecipazione del Comune di Cremona, dell’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), dell’A.N.P.C. (Associazione Nazionale Partigiani Cristiani) e dell’ A.N.D.A. (Associazione Nazionale Divisione Acqui). Per l’occasione ci sarà un momento musicale: Sara Zenelli dell’Istituto di Studi Superiori “Claudio Monteverdi” suona il “Violino della Shoah”.

Sempre mercoledì 27 gennaio EmmeCi Associazione Culturale propone uno spettacolo con video proiezioni al Centro culturale Santa Maria della Pietà (piazza Giovanni XXIII), per la cittadinanza alle ore 17  e tre repliche per le scolaresche alle ore 10, 11 e 14,30. L’evento è abbinato alla mostra concorso internazionale di illustrazione “S.O.S.” a cura di Tapirulan, aperta fino al 31 gennaio negli spazi di Santa Maria della Pietà e fa parte del progetto ‘Cultura partecipata’.

Il “Violino della Shoah” di nuovo protagonista il 29 gennaio, questa volta a Brescia, alle 20,45, nel concerto “Viaggio nella musica Yiddish” del gruppo Klezmorim che si tiene all’Associazione For-Art di via Casazza, 34.

Venerdì 29 gennaio, alle 11,30, allo Stadio Zini, presso la lapide che ricorda il calciatore Vittorio Staccione, morto a Gusen-Mauthausen nel 1945, deportato in quel campo di concentramento per le sue idee antifasciste, con il Panathlon organizziamo una cerimonia per ricordare  le figure di sportivi che in quel periodo buio per la storia dell’umanità hanno affrontato con coraggio e coerenza momenti drammatici, pagando spesso con la vita. Presenti le delegazioni di Torino, Fiorentina e Cremonese, le squadre in cui Staccione militò da calciatore professionista. L’evento è aperto a tutta la cittadinanza, in particolare ai giovani, perché conoscano il contributo che anche il mondo sportivo, o perlomeno tanta parte di esso, ha dato in quegli anni per la conquista della democrazia e della libertà. Per questo è prevista la partecipazione di studenti degli istituti di istruzione superiore cittadini.

Infine, il 4 febbraio, a Palazzo Cittanova, sempre con il patrocinio e la collaborazione del Comune, la Consulta provinciale degli studenti di Cremona, attraverso l’Ufficio Scolastico Territoriale, organizza il “Concerto della Memoria” insieme ad Eyal Lerner, un artista eclettico da anni suonatore di musica Klezmer e classica, noto in tutta Italia e all’estero. Lerner, che vive a Genova, da anni propone spettacoli teatrali e musicali per spiegare ai bambini, ai giovani, alle scolaresche varie l’importanza della memoria.

Viaggio della memoria, con i ragazzi a Gonars: siate i nuovi resistenti contro odi e violenze

Con la Presidente del Consiglio comunale Simona Pasquali, abbiamo accolto le quattordici scuole della Rete Scuole Superiori della Provincia di Cremona alla palestra della cittadina dal sindaco del Comune di Gonars Marino Del Frate.

Il sindaco Del Frate ha salutato i giovani cremonesi e i loro accompagnatori esprimendo grande soddisfazione per la scelta di visitare un luogo di grande dolore, dove sono stati compiuti da regime fascista italiano crimini nei confronti della popolazione civile slovena e croata, ma che è diventato oggi un simbolo di pace e di fratellanza, anche attraverso il gemellaggio di Gonars con il comune sloveno di Vhrnika in cui avvennero rastrellamenti e deportazioni nei campi di concentramento fascisti, compreso proprio quello di Gonars.

Siate i nuovi resistenti – ho detto ai ragazzi – Noi abbiamo e voi avete una grande responsabilità: essere testimoni di questa storia drammatica che distrusse molte vite, ma che ci racconta anche come è possibile costruire quando si è disposti a dare la vita per la libertà e per la democrazia. L’odio ha radici lontane perché l’odio si coltiva nel tempo. Non trascuriamo nuovi semi di violenza, anche verbali. Abbiamo, avete la responsabilità di resistere e resistere. Riprendendo la storia per renderla viva, studiando per non smettere mai di ricordare e capire da dove veniamo e per costruire il futuro di una convivenza più giusta.

Accanto a noi, Roberta Mozzi, Dirigente scolastico dell’I.I.S. Torriani di Cremona (scuola capofila della Rete), Ilde Bottoli, referente storico-didattico del progetto ‘Essere cittadini europei – Percorsi per una memoria attiva’ e Rosolino Azzali del Coordinamento cremonese degli Enti Locali per la Pace.

La storica Alessandra Kersevan ha illustrato ai giovani la storia del campo di concentramento di Gonars. Il durissimo trattamento riservato agli internati e alle internate, la fame, le condizioni igieniche gravissime provocarono la morte di circa 500 deportati, tra i quali molti bambini. Molti dei deportati provenivano dal peggiore campo del Regio esercito, posto sull’isola di Arbe (Rab) in Croazia.

Presso il memoriale jugoslavo nel cimitero di Gonars, dove sono sepolti i resti delle 500 vittime slovene e croate, si è tenuta infine la cerimonia che ha visto, come ogni anno, i giovani protagonisti con la lettura di poesie, canzoni, testi e testimonianze. Al termine, la deposizione della corona d’alloro.

Con i ragazzi del Viaggio della Memoria: fare memoria di cosa significa seminare odio e di ciò che ci ha salvato

Verso il Viaggio della Memoria. Abbiamo incontrato gli studenti delle scuole che partecipano all’iniziativa Un percorso di Pace nelle terre insanguinate dalle guerre – Dalla prima guerra mondiale ai campi del regime fascista nel Friuli Venezia Giulia.

L’iniziativa si inserisce nel progetto triennale, promosso dalla Rete delle Scuole Superiori della provincia di Cremona denomiato “1914-1945 La Nuova Guerra dei trent’anni in Europa, le guerre mondiali, le guerre coloniali, la guerra civile spagnola, i regimi totalitari, l’Unione Europea”, che vede come referente storico didattica la professoressa Ilde Bottoli e come scuola capofila l’Istituto di Istruzione Superiore “J. Torriani”. Un progetto che, per la sua  importanza e valenza sotto molteplici aspetti, ha avuto il patrocinio e la collaborazione del Comune di Cremona.

È una esperienza importantissima quella che state facendo per fare memoria di cosa significa seminare odio e violenza e per fare memoria di cosa ci ha salvato: persone che hanno dato la loro vita per la libertà e per la democrazia e che si sono formate per costruire l’Europa. Ogni volta che fate esperienze come questa, esperienze che vi fanno aprire gli occhi, avete anche una grande responsabilità, quella di riportare il percorso di pace lì dove siete chiamati a vivere. Voi state facendo un investimento su voi stessi. Noi tutti stiamo facendo un investimento su di voi: vi chiediamo di assumervi la responsabilità di queste idee.

Come Amministrazione, saremo presenti al Viaggio della Memoria “Dalla prima guerra mondiale ai campi del regime fascista nel Friuli Venezia Giulia” che fa tappa a Gorizia, con visita guidata al Museo della Grande Guerra, poi a Nova Gorica, a Lubjana, capitale della Slovenia, di nuovo in Italia con tappa al Sacrario di Redipuglia e infine a Gonars, dove si trovano i resti del campo di concentramento fascista per civili slavi.

Nel frattempo, fino al 3 maggio, nella sala Alabardieri di Palazzo Comunale è possibile visitare la mostra didattica ‘Trincee di pace’ realizzata dagli studenti della Rete delle Scuole Superiori della provincia di Cremona.

Giorno della Memoria:
‘Insieme costruire futuro’

Nel Giorno della Memoria, in ricordo delle vittime della Shoah, Gianluca Galimberti, candidato alle primarie del centrosinistra di ‘Fare nuova la città’, interviene citando due testi di Dietrich Bonhoeffer, impiccato in un campo di concentramento nazista nel 1945.

“Bonhoeffer – ricorda Galimberti – scriveva: ‘Per chi è responsabile, la domanda ultima non è: come me la cavo eroicamente in questo affare, ma: quale potrà essere la vita della generazione che viene’ e ancora: ‘Il mio futuro personale è diventato ai miei occhi del tutto secondario di fronte a quello generale; ma del resto l’uno e l’altro sono strettamente collegati. Così spero che potremo discutere di nuovo insieme i nostri progetti per il futuro’. Oggi – dichiara il candidato di ‘Fare nuova la città’ – facciamo memoria di chi con la sua vita ci ha dato la possibilità di vivere tempi di pace e di democrazia. Oggi ricordiamo l’importanza di agire con responsabilità, pensando a chi verrà dopo di noi. Oggi ricordiamo che il destino di ognuno è strettamente legato a quello di tutti. Oggi ricordiamo il dovere che noi tutti abbiamo: imparare a sperare insieme e insieme costruire il futuro”.