Referendum inutile, ma c’è. Il mio sì per l’autonomia, quella vera!

Il 22 ottobre ci sarà il referendum sull’autonomia della Regione Lombardia. Ho detto in diverse sedi e anche al Presidente Maroni ciò che penso su questa iniziativa e credo sia giusto e doveroso renderlo pubblico. Anche per stimolare, spero, un dibattito civile e alto, che vada al di là degli schieramenti politici e si concentri sul tema, a mio avviso importante per la Regione e anche per il nostro territorio. Faccio una doverosa premessa. Penso che il referendum di ottobre sia inutile: il giorno dopo non cambierà nulla se non si mettono in campo azioni che potevano essere fatte indipendentemente dal referendum. Penso che il referendum sia strumentalizzato: dire che il referendum prevede che passino tutte le materie previste dalla legge è alludere a una prospettiva infattibile! E non si prendano in giro i cittadini lombardi e cremonesi: non esistono le S. Marino del nord e non esisteranno certo dopo il referendum.

Ma proprio perché il tema è importante e sostanziale e proprio perché l’autonomia – quella vera e seria – è tema caro al centrosinistra, usiamo la testa e non la pancia. Il progetto dell’autonomia lombarda, infatti, vale la pena ricordarlo, non è un’invenzione della Lega. Già nel 2007 il Governo Prodi e la Regione Lombardia, allora guidata da Roberto Formigoni, firmarono un’intesa per verificare la trasferibilità di alcune materie dallo Stato alla Regione. Iniziarono la trattativa, interrotta a causa della caduta del Governo Prodi e mai più ripresa dal successivo Governo di centrodestra in cui la Lega esprimeva ben quattro ministri: Bossi, Calderoli, Zaia e lo stesso Maroni. Dunque la serietà o meno della proposta credo debba essere valutata anche dalla tempestività di un referendum su temi, a mio parere, mai affrontati seriamente da chi ora lo indice a ridosso del voto regionale, modello ‘trampolino di lancio’ pre elettorale.

Lo strumento, dunque, è inutile e molto dispendioso! E anche strumentalizzato politicamente. Ma ora, volenti o nolenti, c’è. Il 22 ottobre si voterà. E il tema resta importante. Faccio una domanda: ci sarebbe bisogno di una Lombardia forte, che, nel pieno riconoscimento delle sue specificità e delle sue potenzialità, porti nella sua responsabilità regionale alcune materie importanti, diventando così capace di intervenire con più efficacia in alcuni ambiti, e aumenti la sua leadership in Italia e in Europa? La risposta per me è sì. Il Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha fatto proposte serie di ambiti sui quali concentrarsi per l’autonomia, ne cito uno: la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, perché siamo una regione con molti problemi di inquinamento e dobbiamo avere in mano le redini degli incentivi e della programmazione e perché il tema ha relazioni con materie già di competenza regionale come salute, agricoltura e consumo di suolo. Non abbiamo voluto il referendum, ma ora c’è: votare sì significa dire che ci impegniamo a fare ciò che non è stato fatto prima, a scegliere quali materie richiedere dentro l’autonomia rafforzata. Questo è l’unico risultato serio e possibile in una complessiva e necessaria revisione del Titolo V, affossata (a mio avviso purtroppo) dall’ultimo referendum nazionale. Sì significa dire che ci impegniamo finalmente con il Governo, che si è più volte detto disponibile a lavorare in questa direzione, ma su temi precisi. La Regione ha scelto (a nostre spese) una strada per avere un plebiscito. Ma in effetti il plebiscito c’è già, non ha bisogno di conferme, il mandato dei lombardi è chiaro già ora ed è anche il mio ed è per questo che voto ‘sì’: la strada è quella dell’autonomia rafforzata, prevista in costituzione (articolo 116) proprio dal centrosinistra e per cui la Regione e il Governo devono sedersi a un tavolo con intenzioni concrete. Io sono per questa strada. Un percorso serio e non demagogico. Ma costruttivo e verso una reale ed efficace autonomia. E anche sulla questione tasse e residuo fiscale occorre lavorare senza slogan, ma con la stessa serietà che può portare a risultati concreti. In sintesi una vera autonomia della Lombardia significa una Regione più protagonista nel suo rapporto con Roma, capace di gestire meglio e di più alcuni temi strategici, per essere davvero regione leader in Italia e in Europa e a vantaggio quindi dell’Italia e dell’Europa.

E una vera autonomia significa anche maggiori autonomie dei territori lombardi più protagonisti in un rapporto nuovo con la Regione. Aumentare quindi le autonomie dei territori non per isolare, ma per capire meglio i problemi, risolverli con maggior efficacia, consolidare maggiormente vere alleanze tra territori aperti e vivi. Ci sono problemi non risolti da tempo, da troppo tempo. Per questo occorre ascoltare di più i territori e costruire un nuovo rapporto di collaborazione tra territori e Regione in grado di risolvere questi problemi. Per la nostra città penso al tema delle infrastrutture, treni, strade e ponti e allo sviluppo economico con una necessaria alleanza tra territorio e Regione ad esempio sul nostro sistema fieristico come polo di sviluppo cremonese, lombardo, italiano con fortissima vacazione internazionale. Risolvere questi problemi veri dei territori e farlo davvero significa vera autonomia. Ed è per questo che con gli altri sindaci lombardi ci stiamo impegnando! E su questo lavoreremo insieme, anche con molti che magari hanno preso decisioni differenti rispetto al voto, ma che sono interessati a impegnarsi davvero per una Lombardia e per un’Italia più forti.

Vento: con il Ministro Delrio sulla ciclabile lungo il Po. Non è solo una ciclovia, è un progetto di sviluppo!

Vento day del Politecnico di Milano a Cremona. La nostra città e il nostro territorio al centro di un’intera settimana di eventi, dal 2 all’11 giugno, sui territori attraversati dalla ciclovia che lungo il fiume Po va da Venezia a Torino (679 km lungo le sommità arginali del fiume, attraverso il territorio di quattro Regioni, 12 Province e 121 Comuni). L’evento, realizzato alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio e del Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, del Rettore del Politecnico di Milano Ferruccio Resta e del Prorettore del Politecnico di Milano Gianfranco Ferretti, si inserisce in una serie di iniziative che stiamo portando avanti a Cremona e che vedono il fiume Po al centro di un grande progetto di pianificazione territoriale condivisa, quali il Contratto di Fiume del medio bacino del Po, percorso che mette insieme Cremona, Piacenza, Provincia di Lodi, Regioni Lombardia ed Emilia e oltre 30 comuni dell’asta del Po, e l’ampliamento del PLIS del Po e del Morbasco. A queste azioni si affiancano la valorizzazione turistica con il programma di navigazione fluviale “Armonie del Grande Fiume” che sta ottenendo grandi risultati (l’anno scorso oltre 4200 viaggiatori) e altri appuntamenti legati alla fruizione e all’attrattività delle zone circostanti il Po (il nuovo campeggio di via del Sale, il rilancio della piscina comunale, il recupero delle Colonie Padane e dell’ex campo Livrini). 

Vento non è solo una ciclovia, ma è un progetto di sviluppo dei territori e del Paese, un progetto di lavoro, di turismo e di riscoperta del patrimonio e del nostro fiume Po. A partire da quanto abbiamo fatto e da quanto stiamo facendo per valorizzare tutto il comparto, insieme a tantissimi altri Sindaci e a tanti altri soggetti. Cremona è al centro del bacino del fiume, Cremona è protagonista. Con i comuni dell’asta del fiume, con il Governo e con la Regione continuiamo a lavorare per realizzare questa opera davvero strategica per i territori e per il Paese!

Erano presenti con noi, insieme al Presidente della Provincia Davide Viola, alla Vicesindaco Maura Ruggeri, agli Assessori Andrea Virgilio, Barbara Manfredini, e Alessia Manfredini, alla Presidente del Consiglio Simona Pasquali, alla Dirigente Mara Pesaro:

Roberto Mariani (Sindaco del Comune di Stagno Lombardo) che ringraziamo per la straordinaria ospitalità che ci ha riservato a Brancere
Ivana Cavazzini (Sindaco del Comune di Piadena)
Giulio Notari (Assessore Lavori pubblici del Comune di Piadena)
Oreste Bini (Sindaco del Comune di Bonemerse)
Sonia Nervi (Consigliere del Comune di Bonemerse)
Daniele Bonali (Vicesindaco del Comune di Gerre)
Andrea Manfredini (Assessore Lavori pubblici del Comune di Spinadesco)
Stefano Belli Franzini (Sindaco del Comune di Gussola)
Giovanni Leoni (Vicesindaco del Comune di Casalmaggiore)
Giorgio Cisini (Assessore Lavori pubblici del Comune di Piacenza)
Federica Costa (Responsabile Ufficio Turismo della Provincia di Lodi)
Alessandro Lanfranchi (AD Padania Acque)
Elena Jachia (Direttore Area Ambiente Fondazione Cariplo)
Guardie Ecologiche Volontarie e Fiab
Mario Ferraroni (Presidente delle Canottieri Baldesio)
Pierangelo Fabris (Presidente delle Canottieri Flora)
Valerio Demaldè (Segretario Assocanottieri)

Inaugurato il nuovo campeggio dentro il comparto Po
Accordo per il Po: verso il Contratto di fiume
Con Delrio su Vento: noi ci siamo con progetti sovraterritoriali

Regione investe su Tencara? Speriamo sia la volta buona: bene ripartire, ma serve concretezza

Ben venga la disponibilità alla concretezza del Presidente Maroni che riapre su Tencara, le caratteristiche di posizionamento e di intermodalità di quell’area possono favorire la creazione di un Polo Industriale Strategico attraverso un prolungamento naturale del porto di Cremona e dell’area industriale della città. E’ una partita fondamentale che non può permettersi di essere la solita chimera, questo è un territorio che non può  aggrapparsi ai miraggi ma deve ancorarsi a percorsi concreti. Già nel 2012 era stato sottoscritto un protocollo fra enti locali finalizzato a concentrare le strategie di riattivazione economica e di marketing territoriale in particolare nell’Area di Tencara tuttavia dall’atto formale e dalle parole non sono seguite le azioni di sostanza. Ora noi auspichiamo che sia la volta buona, il sistema territoriale deve ripartire da quel protocollo, Cremona giocherà la sua parte

Maroni minaccia i sindaci sui migranti? Facili demagogie che non risolvono nulla

Con facili demagogie non si risolve nulla. Sono d’accordo con quanto dichiarato da Renzi, Fassino e Scannagatti. Le affermazioni del Presidente Maroni sono sbagliate. In questi mesi abbiamo lavorato intensamente per essere molto accoglienti e molto concreti, collaborando con altre istituzioni, Prefettura in primis, con le realtà che si occupano di accoglienza e con gli altri comuni. La direzione è quella di aumentare la rete di comuni e di regioni per distribuirsi il carico di impegno a cui tutti siamo chiamati. Serve una collaborazione nazionale e, come il Governo ripete da sempre, una collaborazione a livello europeo. Sindaci e amministratori che lavorano con serietà ed impegno si meritano una Regione che stia al loro fianco e non che li sanzioni. C’è un dovere di umanità e, come abbiamo sempre detto, lavoriamo per un’accoglienza senza buonismi ma con profondo rispetto per le persone e con intelligenza. Le scelte di solidarietà che rendono bella e viva una città devono essere fatte con concretezza e buon senso, con competenza e equilibrio, per il bene di tutti, dei profughi, dei nostri concittadini, delle famiglie coinvolte, del nostro paese e del mondo in cui viviamo, perché sia più giusto e capace di speranza.

La dichiarazione in campagna elettorale

Festival Monteverdi sbarcato a Venezia: presentazione con Regione Veneto e Lombardia

Il Festival Monteverdi, per la prima volta su tre città, è sbarcato a Venezia, nella splendida cornice del Palazzo Balbi, sede della Regione Veneto. Alla presentazione, il Presidente del Veneto Luca Zaia e il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni con l’Assessore alle Culture, alle Identità e alle Autonomie Cristina Cappellini. A illustrare il Festival anche l’Assessore alla Città vivibile e Rigenerazione urbana Barbara Manfredini con Vittoria Fontana del teatro Ponchielli. Ha aperto la conferenza stampa il padrone di casa Luca Zaia ringraziando tutti i protagonisti del festival e della crociera musicale: Comune di Cremona con il teatro Ponchielli, Comune di Mantova e teatro La Fenice di Venezia.

Un evento che c’è da molti anni, ma che quest’anno è nuovo –  abbiamo detto durante la presentazione – perché l’ultimo fine settimana ci sarà una crociera che contiene dentro di sé un’idea fondamentale: quella che i territori hanno la vocazione di unire città diverse (anche di colore politico diverso) nel nome della cultura, senza gelosie ma con la capacità di costruire traiettorie e prospettive di futuro. Un altro elemento di novità: con questo Festival, Monteverdi rivive davvero lungo le rive di un fiume, un fiume che va riscoperto come bacino straordinario da collegare e valorizzare. Questo è un festival internazionale perché propone al mondo un territorio intero. Ma non ci fermiamo a quest’anno perché la capacità progettuale è pluriennale e non ci fermiamo perché sono già in atto collegamenti tra questo festival e altri paesi. Tutto questo dentro una convinzione: questo paese con la cultura può rinascere.

“La cultura non ha confini – ha commentato il Presidente della Lombardia Roberto Maroni – né politici né amministrativi. La crociera del Festival Monteverdi ha questo significato dentro lo splendido contesto della musica barocca”.

“Il tema di Monteverdi è per noi fondamentale e sono contento perché questo festival accresce la collaborazione già in atto tra le nostre due regioni, Veneto e Lombardia”, ha chiuso la presentazione il Presidente del Veneto Luca Zaia.

Al termine della conferenza stampa abbiamo incontrato al teatro La Fenice il Sovrintendente Cristiano Chiarot per approfondire proposte di nuove sinergie in vista dei prossimi anni.

Il programma del Festival Monteverdi tra Cremona, Mantova e Venezia

Materiale rotabile, la Regione cambi i treni diesel

Come il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, ho scritto al presidente della Regione Roberto Maroni e all’Assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità Alberto Cavalli, e per conoscenza ai nostri consiglieri regionali, per chiedere un intervento sulla situazione del trasporto ferroviario lombardo, e nello specifico cremonese.
Ritardi e soppressioni – ho scritto – si verificano su diverse linee cremonesi, che necessiterebbero di un ripensamento in termini di priorità e di orari. Il Comune di Cremona si sta muovendo, in questo senso, con spirito costruttivo, cercando di creare sinergie con gli altri Comuni e con i consiglieri regionali del nostro territorio, da sempre attenti alle problematiche del trasporto ferroviario, per arrivare in Regione e da Trenord con alcune proposte che potrebbero apportare qualche necessaria miglioria.
Ho chiesto un impegno della Regione sul materiale rotabile. Sulla linea Mantova-Cremona-Milano sono stati fatti degli sforzi da parte della Regione con l’introduzione di alcuni Vivalto, mentre sulla linea Brescia-Cremona sono stati introdotti, al posto dei treni elettrici, treni diesel che, oltre a rappresentare materiale carente ed insufficiente specie nelle fasce di punta, sono mezzi altamente inquinanti, in una zona della Regione in cui esistono già delle problematiche forti rispetto alla qualità dell’aria.
E’ urgente che Regione, Trenord e Rfi si impegnino a recuperare un standard di servizio dignitoso in tutte le zone della Lombardia. 63 nuovi treni sono stati acquistati per i pendolari lombardi con un investimento di 500 milioni di euro. Il primo di questi è stato consegnato sulla Mantova-Cremona-Milano. Chiediamo una informazione chiara in ordine alla distribuzione, in particolare tempi e collocazione, degli altri 62 treni. Un calendario di messa in servizio da condividere con i territori e con i rappresentanti dei pendolari.
Siamo fermamente convinti che puntualità, comfort, pulizia e sicurezza debbano essere garantiti ai tantissimi lombardi che dai diversi territori si spostano ogni giorno, spesso per questioni professionali o di studio, con i nostri treni. Inoltre, Presidente e Assessore, la nostra Regione si trova alle porte di un appuntamento fondamentale, Expo, e deve poter offrire ai milioni di visitatori che arriveranno per l’Esposizione Universale la possibilità di spostarsi in condizioni dignitose. I territori della Lombardia, compreso quello cremonese, stanno facendo molto per arricchire questo appuntamento: la Regione metta in condizione chi verrà per Expo di arrivarci.

Scarica lettera inviata al Presidente Maroni