Ecco la nuova domus al Museo Archeologico: continuiamo ad investire nei nostri musei e nella cultura per tutti

Abbiamo creduto e crediamo tantissimo in questo progetto. Ancora interventi strutturali nei nostri musei e al museo Archeologico in particolare: l’anno scorso la Vittoria Alata e quest’anno la nostra nuova domus che arricchisce il percorso espositivo. Ancora investimenti non solo strutturali ma in animazione perché occorre riabitare i luoghi della cultura facendo cultura perché questo fa crescere le coscienze dei cittadini e della città e perché questo genera anche un indotto turistico, economico e commerciale sul quale tanto stiamo lavorando. Ancora è il ritornare a dire quanto siamo importanti: Cremona era già importante due secoli prima di Cristo, ma è è importante anche oggi e bisogna esserne orgogliosi. Ancora percorsi accessibili in modo tale che la cultura sia accessibile anche alle persone con diverse abilità perché se questo accade poi la cultura è più accessibile per tutti. Un ringraziamento grandissimo a tutti quelli che hanno lavorato perché dietro a questo progetto c’è competenza, passione e gratuità di molte persone: grazie a Marina Volontè, grazie alla Regione e in particolare all’Assessore Cappellini con la quale stiamo lavorando, alla Soprintendenza e al privato con il quale abbiamo collaborato a questa bellissima domus. Continuiamo ad investire, a frequentare e ad abitare il nostro sistema museale e le nostre iniziative culturali in questa bellissima città che è Cremona.

LA NUOVA DOMUS

Da oggi i visitatori del Museo Archeologico S. Lorenzo possono vivere la suggestione di accedere ad una casa di epoca romana, testimonianza rarissima e raffinatissima delle strutture abitative della città del II secolo a.C. La nuova domus è stata riportata alla luce nel corso dei lavori di ristrutturazione all’interno dei cortili di palazzo Zuccari, tra via Ruggero Manna e via Colletta, grazie ad uno scavo diretto dalla Soprintendenza.

Il complesso esposto presso il Museo Archeologico è costituito da tre differenti vani (due ambienti e i resti dell’atrio), delimitati da un muro, caratterizzati da pitture parietali e pavimentazioni di una tipologia raramente attestata fino ad ora nell’Italia Settentrionale. La nuova domus ha preso il posto del mosaico delle stagioni che continuerà ad essere nel percorso museale nella saletta aperta per la Vittoria Alata di Calvatone, copia di un altro prezioso reperto di epoca romana rinvenuto nel territorio cremonese.

Una novità importante, quella della nuova domus, fruibile anche dai visitatori diversamente abili: non vedenti ed ipovedenti, dentro al percorso già presente al Museo realizzato in collaborazione con l’Istituto dei Ciechi di Milano e disabili cognitivi nell’ambito del progetto ‘Museo per tutti’ promosso dall’Associazione L’abilità onlus.

L’ANIMAZIONE AL MUSEO ARCHEOLOGICO

LE RI-LETTURE

Ore 19 al Museo Archeologico (via S. Lorenzo, 4 – Cremona)
Ingresso a pagamento

11 novembre 2016
N. Ginzburg, Lessico famigliare (con A. Cigni)

25 novembre 2016
G. Deledda, Cosima (con B. Caffi)

E.A. Poe, La caduta della casa degli Usher (con C. Caletti)

2 dicembre 2016 
I. Allende, La casa degli spiriti (con S. Mattioli)

16 dicembre 2016
G. Bassani, Il giardino dei Finzi Contini (con G. Tumminello)

CANTO DELLA LUNA

Ore 21 al Museo Archeologico (via S. Lorenzo, 4 – Cremona)
Ingresso libero

18 novembre 2016
Concerto con Alac, Associazione Latinoamericana Cremona

Nuova domus, lavori in corso. Continuiamo ad arricchire i nostri musei

Nuova Domus all’Archeologico, lavori in corso. Continuiamo ad arricchire i percorsi dei nostri musei

Dopo la Vittoria Alata di Calvatone, esposta lo scorso anno, ecco un altro importante arricchimento per il nostro bellissimo Archeologico. Oggi è stata trasportata al Museo S. Lorenzo la nuova domus, riportata alla luce nel corso dei lavori di ristrutturazione all’interno dei cortili di palazzo Zuccari, tra via Ruggero Manna e via Colletta, grazie ad uno scavo diretto dalla Soprintendenza. Così, dal 4 novembre, i visitatori dell’Archeologico potranno accedere ad una casa di epoca romana, testimonianza rarissima e raffinatissima delle strutture abitative della città del II secolo a.C.

La nuova domus prende il posto del mosaico delle stagioni che, da gennaio 2017, continuerà ad essere nel percorso museale nella saletta aperta per la Vittoria Alata di Calvatone. Il progetto ha un costo complessivo di 49.910 euro con una copertura finanziaria da parte del Comune di 22.410 euro e un cofinanziamento della Regione di 27.500 euro.

Una novità importante, quella della nuova domus, che sarà fruibile anche dai visitatori diversamente abili: non vedenti ed ipovedenti, dentro al percorso già presente al Museo realizzato in collaborazione con l’Istituto dei Ciechi di Milano e disabili cognitivi nell’ambito del progetto ‘Museo per tutti’ promosso dall’Associazione L’abilità onlus.

Il Museo Archeologico continua così ad arricchirsi, seguendo i progressi della ricerca archeologica in città e in costante sinergia con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova. Per restituire a cremonesi e turisti la testimonianza suggestiva e sorprendente delle più antiche fasi di vita della città.

Una nuova domus all’Archeologico: progetto cofinanziato dalla Regione

Una nuova domus romana: dal 4 novembre progetto cofinanziato dalla Regione

Una nuova domus romana al Museo Archeologico S. Lorenzo di Cremona: restauro, ricomposizione e allestimento. Il nostro progetto, all’interno del programma Cultura a Cremona 2016, ha ottenuto il finanziamento della Regione Lombardia sull’Avviso unico 2016, Interventi per attività culturali. Si tratta del progetto con il più alto contributo regionale tra quelli inerenti la valorizzazione di musei di enti locali o di interesse locale, sistemi museali locali e reti regionali di musei.

Abbiamo presentato il progetto con l’Assessore alle Culture, Identità e Autonomie di Regione Lombardia, Cristina Cappellini, in visita per l’occasione al Museo Archeologico.

Grazie alla Regione, all’Assessore Cappellini e ai suoi tecnici per il forte lavoro di valorizzazione culturale dei territori e grazie a chi nel Comune lavora con grandissimo impegno perché ormai sono tantissimi i progetti di grande valore che stiamo realizzando, progetti riconosciuti. Continuiamo la riscoperta della nostra storia per rendere bello il nostro presente e pensare al futuro. In particolare rafforziamo sempre di più il lavoro di promozione del nostro sistema museale e del nostro Museo Archeologico, anche con le attività di animazione e aperture ad orari che consentano una presenza sempre maggiore. Continuiamo la valorizzazione della città attraverso progetti, eventi e promozione, dentro un lavoro di sinergia tra cultura e turismo che è anche sviluppo economico e in collaborazione fruttuosa tra pubblico e privato per il bene della città e del territorio.

Oltre a questo ottimo progetto – come ha detto l’Assessore Cappellini – la provincia di Cremona, si è distinta per essere riuscita a beneficiare di ben 147.500 euro grazie ai bandi in ambito culturale messi in campo da Regione Lombardia. Di questi, 91.600 euro sono i fondi per il bando Musei e Sistemi Museali, ai quali si aggiungono 14.800 Biblioteche e Archivi e 45.000 della legge 9/93 che hanno visto l’assegnazione di 15.000 euro alla Fondazione Museo del Violino Antonio Stradivari Cremona per il progetto ‘Il ritorno del Messia a Cremona’; 10.000 euro al Comune di Cremona per ‘Janello Torriani genio del Rinascimento’ e ancora 10.000 euro all’associazione italiana della Viola per il ‘43° Congresso Internazionale della Viola’. A questi si vanno ad aggiungere altri due progetti, entrambi finanziati per un importo totale di 5.000 euro: ‘mostra internazionale di illustrazione’ a cura dell’associazione culturale Tapirulan e ‘arte contemporanea a Crema: progetto espositivo, formazione permanente’ presentato dal Comune di Crema. I rimanenti 11.000 fanno parte del bando della Legge 21/2008, progetti di promozione della musica e della danza (4.000 per il progetto ‘Acquedotte. Festival musicale tra Cremona e Salò presentato dal Comune di Cremona e 7000 per il progetto Casalmaggiore International Music Festival 2016).

IL PROGETTO DELLA NUOVA DOMUS

Il progetto ha un costo complessivo di 49.910 euro con una copertura finanziaria da parte del Comune di 22.410 euro e un cofinanziamento della Regione di 27.500 euro. Dal 4 novembre i visitatori del Museo Archeologico S. Lorenzo potranno vivere la suggestione di accedere ad una casa di epoca romana, testimonianza rarissima e raffinatissima delle strutture abitative della città del II secolo a.C. La nuova domus è stata riportata alla luce nel corso dei lavori di ristrutturazione all’interno dei cortili di palazzo Zuccari, tra via Ruggero Manna e via Colletta, grazie ad uno scavo diretto dalla Soprintendenza. Il complesso che verrà esposto presso il Museo Archeologico è costituito da tre differenti vani (due ambienti e i resti dell’atrio), delimitati da un muro, caratterizzati da pitture parietali e pavimentazioni di una tipologia raramente attestata fino ad ora nell’Italia Settentrionale. La nuova domus prenderà il posto del mosaico delle stagioni che continuerà ad essere nel percorso museale nella saletta aperta per la Vittoria Alata di Calvatone, copia di un altro prezioso reperto di epoca romana rinvenuto nel territorio cremonese.

Una novità importante, quella della nuova domus, che sarà fruibile anche dai visitatori diversamente abili: non vedenti ed ipovedenti, dentro al percorso già presente al Museo realizzato in collaborazione con l’Istituto dei Ciechi di Milano e disabili cognitivi nell’ambito del progetto ‘Museo per tutti’ promosso dall’Associazione L’abilità onlus.

Il Museo Archeologico continua così ad arricchirsi, seguendo i progressi della ricerca archeologica in città e in costante sinergia con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova. Per restituire a cremonesi e turisti la testimonianza suggestiva e sorprendente delle più antiche fasi di vita della città. 

Nuova domus al Museo Archeologico: consapevoli di chi siamo per valorizzare la nostra bellezza

Si tratta di interpellare la coscienza culturale della nostra città. Noi abbiamo una storia: lunga, articolata, complessa, di creatività e drammi. Siamo noi in questi ritrovamenti archeologici. A settembre quindi non costruiamo solo un nuovo allestimento, ma costruiamo una consapevolezza culturale complessiva della nostra città. Lavoriamo insieme per valorizzare questa iniziativa straordinaria perché o il territorio decide di diventare consapevole della sua bellezza o è destinato a morire. La cultura è una delle nostre possibilità di riscatto, ma dobbiamo combattere insieme questa battaglia. Come Comune abbiamo investito fondi e ne abbiamo trovati altri in una collaborazione fruttuosa con la Soprintendenza, con privati e in particolare con Iniziative Immobiliare Cremonesi. Un impegno che dice di un’attenzione importante dell’Amministrazione nei confronti del Museo Archeologico, dentro una relazione con Brescia romana già instaurata e da incrementare, dentro un programma che dalla primavera animerà il museo e dentro una innovazione complessiva del polo museale a partire sempre dalla ricerca scientifica.

LA DOMUS DI VIA COLLETTA: SCAVO E RICOSTRUZIONE IN MUSEO

Domus di eccezionale importanza storica da settembre tornano alla luce al Museo Archeologico S. Lorenzo di Cremona. Gli scavi per la ristrutturazione dell’ottocentesco palazzo Zuccari (ex Seminario), avviati nel 2014 dalla Soprintendenza Archeologia della Lombardia, hanno restituito alla città – tra le vie Manna, Colletta e del Consorzio – splendidi resti di più abitazioni di epoca romana riconducibili al II sec. a.C, tra i più antichi ritrovati in città. Alcuni di questi, in collaborazione sotto la direzione della Soprintendenza, sono stati prelevati dal sito archeologico e saranno esposti a partire dal 30 settembre 2016 al museo nella sezione dedicata all’edilizia residenziale. Rarissima testimonianza delle strutture abitative sorte in città nel II sec. a.C. per raffinatezza delle pitture parietali e dei pavimenti e per tipologia, sinora scarsamente documentata nell’Italia Settentrionale.

Lo scavo di via Colletta 

In entrambe le aree interessate dalla realizzazione di autorimesse interrate nel progetto della Iniziative Immobiliari Cremonesi, sono emerse tracce di alcuni ambienti pavimentati: i pavimenti dei quattro vani individuati presso il cortile maggiore, di cui non restavano murature, sono stati recuperati per essere ricollocati nel cortile nella loro posizione originaria, ma a quota più alta, dove saranno visibili al pubblico.

La porzione di edificio conservata nel cortile piccolo comprendeva parte di un atrio di ingresso, con l’impronta di una vasca centrale, asportata nell’antichità, su cui si aprivano almeno due differenti vani, delimitati da un muro, che recava ancora sulla faccia interna parte della decorazione dipinta. Le indagini, eseguite con finanziamenti della Iniziative Immobiliari Cremonesi a partire dal luglio del 2014, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia della Lombardia, della ditta RA.GA. srl. di Paul Blockley, con il responsabile di cantiere Gianluca Mete, hanno permesso di recuperare parte della decorazione pittorica delle stanze, crollata sui pavimenti. Fondi del MIBACT sono stati stanziati per la ricomposizione e il restauro, da parte di Stefania Tonni, di alcuni elementi figurati, tra cui ad esempio, un piccolo quadro con scena nilotica.

Sono state ritrovate anche ricche testimonianze del vasellame e degli arredi utilizzati nelle case: tra gli altri di particolare rilievo risulta un frammento di statuetta di centauro in terracotta, forse appartenente alla decorazione di una fontana.
I materiali sono in corso di catalogazione e studio per permettere di definire le diverse fasi di costruzione e la durata della vita delle strutture, che sembrano essere rimaste in uso fino al 69 d.C., anno della distruzione di Cremona in seguito alle vicende relative alla lotta per la successione all’imperatore Nerone.

I risultati degli studi saranno raccolti in un libro che rappresenterà un ulteriore passo nella conoscenza di Cremona romana, anche nei suoi quartieri più periferici, come quello in esame, situato a ridosso dell’area delle mura, sul lato sud-occidentale della città.

Le operazioni di recupero dei pavimenti e del muro, condotte da Anna Ghillani e Giorgio Arcari della ditta Opus Restauri, per la delicatezza degli elementi ritrovati, sono state di particolare difficoltà: il restauro delle strutture, appena iniziato, permetterà di riportare all’originario aspetto le raffinate tessiture dei pavimenti cementizi con inserti in marmi colorati e del mosaico. 

Il complesso costituito dai pavimenti e dalla muratura è stato prelevato e verrà esposto presso il Museo Archeologico di san Lorenzo, ricreando la medesima disposizione ritrovata in scavo, offrendo così ai visitatori la suggestione di accedere a una casa romana.

La domus romana al Museo Archeologico 

Il Museo Archeologico presenta, all’interno della chiesa sconsacrata di San Lorenzo, un percorso dedicato alla storia di Cremona in età romana, a partire dalla fondazione nel 218 a.C. e con particolare riguardo alla fase di massimo splendore, tra l’età augustea e le tragiche vicende del 69 d.C. Il percorso museale si sviluppa su tre sezioni: lo spazio privato, lo spazio pubblico e le necropoli.

La parte più ampia è quella dedicata allo spazio del vivere privato, cioè alle abitazioni – con ricchi apparati decorativi (mosaici, affreschi, arredi di lusso) – appartenute alle élites cittadine. Sino ad ora le testimonianze più significative erano rappresentate dal complesso pavimentale della domus col mosaico del Labirinto, rinvenuta tra gli anni ’20 e ’50 del secolo scorso in via Cadolini, e dai resti di pavimenti, pitture parietali, arredi domestici e da giardino della domus del Ninfeo di piazza Marconi.

A seguito dello scavo di Palazzo Zuccari, l’allestimento museale sarà arricchito dal 30 settembre prossimo dai resti di una nuova domus ancora più antica: in particolare, alcuni pavimenti decorati, di cui non sarà possibile garantire la fruizione in situ, sono stati prelevati e saranno esposti al museo, dove arricchiranno e aggiorneranno la sezione dedicata all’edilizia residenziale insieme a parti di muratura, di intonaco dipinto e ad altri materiali rinvenuti nello scavo.