Galimberti agli insegnanti “Scuole in un progetto di cultura e di città”

“Chi fa il nostro mestiere lo sa quanto sono importanti i giovani. Da loro dobbiamo partire per rilanciare la città”. Il candidato di ‘Fare nuova la città’, nel pomeriggio di martedì, ha incontrato circa cinquanta insegnanti a Spazio Comune sul tema del mondo della scuola cremonese.

“Con la curva demografica che abbiamo e con la drammatica situazione lavorativa – ha detto Galimberti – o noi decidiamo di riprendere in mano grandi temi, o Cremona muore. Piano piano, ma muore”.

Scuola, sistema istituzionale integrato basato su ricerca e alta formazione, progetto culturale generale sulla città, i tre vertici di un triangolo ‘culturale’ esposto da Galimberti.

“I numeri riguardanti la scuola cremonese – ha proseguito il candidato di ‘Fare nuova la città’ – raccontano di un sistema che ancora regge, ma il rischio per tagli e diminuzione di risorse è forte. Noi abbiamo davanti una scommessa. Dobbiamo riprendere in mano capacità progettuale d’insieme e coordinamento, anche nella scuola. Pensiamo a collegi docenti e consigli di classe che sappiano leggere il ruolo della scuola nel territorio”.

Altri temi sollevati, la strettissima connessione tra scuole e realtà sociale di una comunità, il rapporto tra istituti professionali-tecnici e mondo del lavoro, la frammentazione delle scuole, l’importanza della scuola di liuteria.

“La scuola – ha dichiarato Galimberti – è caleidoscopio dentro il quale il territorio si riassume. Il ruolo delle istituzioni è quello di avere una visione di insieme e di capire che se si tolgono presidi educativi, senza pensare ad alternative, il riverbero è sui territori e sugli istituti scolastici”.

Riscatto sociale attraverso progetti culturali nei territori, coinvolgendo scuole e realtà di giovani professionisti che già fanno cultura. “Insegnare ai giovani cultura generale e capacità di crescita umana e di cittadinanza, con un Comune regia che faccia interagire scuole, aziende e realtà esistenti. Servono esperienze che abituino i ragazzi all’assunzione di responsabilità. Serve valorizzare il ruolo dei docenti in un progetto generale di cultura e di città”.