2018 dedicato a don Primo Mazzolari: letture diffuse, convegni, documentario e fumetti

Letture diffuse in città, convegni, prodotti editoriali e una sala dedicata in palazzo comunale. Da gennaio a dicembre 2018 programma ricchissimo di iniziative per il progetto “Le parole di don Primo” dedicato a don Primo Mazzolari e redatto da Comune di Cremona, Diocesi e Fondazione don Primo Mazzolari, in sinergia con il Comune di Bozzolo, dentro al complessivo progetto culturale del prossimo anno. Lo abbiamo presentato durante una conferenza stampa in Comune con il Vescovo Antonio Napolioni, Sergio Cagossi, vicepresidente della Fondazione e il Sindaco del Comune di Bozzolo Giuseppe Torchio

Volevamo un progetto che potesse essere proposta di riscoperta di don Primo Mazzolari da parte di tutta la città. Ringrazio moltissimo la Diocesi, il Vescovo, i sacerdoti suoi delegati, la Fondazione don Primo Mazzolari e lo staff Cultura del Comune, con cui abbiamo costruito un progetto, capace di coinvolgere tantissimi soggetti e realtà associative, protagonisti di studio, approfondimento e quindi di presentazione delle parole di don Primo a tutta la città. Durante tutto l’anno e in molti luoghi di Cremona. Perché le parole di don Primo, quindi la sua vita, il suo pensiero, la sua testimonianza possano interpellare le coscienze di tanti di noi, interrogarci davvero, spingerci al cambiamento. Anche solo il lavoro di preparazione, che dura ormai da un anno, è stato davvero un lavoro di crescita bellissimo. Nell’anno 2018, in cui il progetto culturale di Cremona è dedicato al Novecento, riscoprire don Primo attraverso le sue parole, significa recuperare un patrimonio di senso e di valore, per capire chi è ancora oggi questo nostro sacerdote, uomo di fede, di coraggio e speranza, uomo della nostra terra e di tutte le terre dove parla un desiderio di spiritualità incarnata e di umanità, e che cosa ancora don Primo racconta su temi fondanti come la coscienza, la pace e la povertà, a credenti e non credenti, alla comunità civile ed ecclesiale. Poiché oggi del coraggio di don Primo, della sua capacità profetica, della sua visione acuta e profonda della realtà e dell’animo umano abbiamo un enorme bisogno.

“Le parole di don Primo Mazzolari – è la dichiarazione del Vescovo – conservano, immutata nei decenni, vibrante tensione religiosa e civile e ancora suscitano emozione e rendono pensosi. Questo progetto che induce a mettersi in ascolto della sua voce e del suo travaglio interiore, visitando luoghi e memorie, riscoprendo freschezza e fascino del suo vissuto, aiuta l’uomo ed il credente del nostro tempo a “dar credito” all’anima e alla sorgente perenne del Vangelo. Un efficace antidoto contro la mediocrità. Ringrazio cordialmente l’Amministrazione Comunale di Cremona,  gli ideatori dell’itinerario che nel prossimo anno affiancherà idealmente il cammino del processo diocesano per la Beatificazione di don Mazzolari, e quanti vorranno partecipare agli appuntamenti in programma”.

Il programma comincia il 13 gennaio 2018 (alle 16 in Sala consulta di palazzo comunale) con la presentazione da parte dei Vescovi di Cremona e di don Bruno Bignami dell’Epistolario dal titolo ‘Un’obbedienza in piedi’, un’antologia di circa 300 scritti che ricostruisce per la prima volta in modo completo l’epistolario tra don Primo Mazzolari e i suoi vescovi Geremia Bonomelli, Giovanni Cazzani e Danio Bolognini.

Da febbraio a dicembre, in programma le letture pubbliche diffuse in città dei testi di don Primo a cura, ogni volta, di una diversa realtà. Si parte con ‘Dalla missione di Ivrea’ che verrà letto il 16 gennaio alle ore 21 in Cattedrale a cura della Focr. Momento importante a marzo (il 2 alle ore 21) con la lettura sempre in Cattedrale di “Tu non uccidere” curata dal grande attore Dario Cantarelli e preceduta dalla presentazione del Vescovo Antonio Napolioni. Ad aprile (il 20 alle 18) spazio agli ‘Scritti politici’ che saranno letti nella Sala quadri di palazzo comunale, sede del Consiglio comunale, da parte dei gruppi scout e anticipati da un intervento del Sindaco Gianluca Galimberti. 

Il 25 maggio alle ore 18 appuntamento al Boschetto, alla cascina San Colombano dove don Primo è nato il 13 gennaio 1890, per la lettura di “Tra l’argine e il bosco” curata dal Coordinamento Teatro, mentre l’8 giugno alle 10 l’evento si terrà alla Chiesa del Foppone e sarà dedicato al testo “La parola ai poveri” a cura della Tavola per la pace e della Casa dell’Accoglienza. “Nostro fratello Giuda” è la lettura in programma il 29 giugno, questa volta nel chiostro della chiesa di San Abbondio, ancora a cura dell’attore Dario Cantarelli, dentro al Porte Aperte Festival. Il 14 settembre (alle ore 18), invece, sarà l’attore e doppiatore Luca Violini a leggere brani di “Impegno con Cristo” nello straordinario contesto di palazzo Fodri, mentre il 12 ottobre (sempre alle 18) la lettura di “Lettere a una suora” sarà ambientata nella Chiesa di San Sigismondo in collaborazione con la comunità delle Monache Domenicane e curata da Adelaide e Walfrido Ricci. Gli ultimi due appuntamenti sono: il 9 novembre alle ore 18 con “Preti così” presso la Biblioteca del Seminario a cura di alcuni seminaristi e il 14 dicembre alle ore 18 al teatro Monteverdi con “La più bella avventura”, interpretato dall’Associazione Giorgia.

Nel programma anche un importante convegno curato dalla Fondazione Don Primo Mazzolari dal titolo “Dalla trincea alla parrocchia: il ritorno della Grande Guerra e la memoria” che avrà tappa a Udine (8 e 9 aprile) e a Cremona (3 novembre). 

In occasione del progetto “Le parole di don Primo”, la sala ex violini di palazzo comunale che quest’anno è stata ‘intonata’ a Claudio Monteverdi dentro le Celebrazioni Monteverdiane per i 450 anni dalla nascita, il prossimo anno sarà dedicata a don Primo con un allestimento studiato per far conoscere la vita, le opere e i luoghi del sacerdote cremonese (dal 10 marzo al 29 aprile).

Sono previste, infine, due iniziative editoriali: la produzione di un documentario su don Primo Mazzolari curato dall’emittente Cremona1 in sinergia con la tv diocesana e la realizzazione da parte del Centro Fumetto A. Pazienza di alcuni fumetti sempre su don Primo in collaborazione con il quotidiano La Provincia

Un programma ricchissimo, ma aperto ad altre iniziative che possono emergere dalla città e dal territorio, desiderosi di riscoprire e di valorizzare la figura di don Primo a partire dalle ‘sue parole’ che sono testimonianza storica e di comunità.

LE PAROLE DI DON PRIMO
Da gennaio a dicembre 2018: letture diffuse, incontri e iniziative

PROGRAMMA

INCONTRO
13 gennaio 2018 h. 16:00
Un’obbedienza in piedi
Presentazione dell’Epistolario con i vescovi di Cremona. A cura di Don Bruno Bignami
Palazzo del Comune di Cremona Sala della Consulta

CONVEGNO
Dalla trincea alla parrocchia: il ritorno della Grande Guerra e la memoria
8 e 9 Aprile 2018 Udine
3 Novembre 2018 Cremona /Bozzolo (MN)

SALA ESPOSITIVA
“Conoscere Don Primo Mazzolari”
Opere principali e biografia
Sala Ex Violini – Palazzo del Comune di Cremona
dal 10 marzo al 27 maggio 2018

INIZIATIVE EDITORIALI E ALTRI LINGUAGGI
Produzione di un documentario video
in collaborazione con Cremona 1 Tv e televisione Diocesana

Produzione di fumetti a cura del Centro Fumetto
“Andrea Pazienza”, in collaborazione con il quotidiano La Provincia

LETTURE E RAPPRESENTAZIONI MENSILI
In collaborazione con associazioni, gruppi e comunità del territorio

16 febbraio h. 21:00 – Cattedrale
Dalla missione di Ivrea
In collaborazione con F.O.C.R.
Interviene Don Alberto Franzini

2 marzo h. 21:00 – Cattedrale
Tu non uccidere
Interpretazione di Dario Cantarelli
Interviene il Vescovo Antonio Napolioni

20 aprile h. 18:00 – Palazzo del Comune – Sala Consulta
Scritti politici (1948)
In collaborazione con C.N.G.E.I. – A.G.E.S.C.I.
Interviene il Sindaco Gianluca Galimberti

25 maggio h. 18:00 – Boschetto Cascina San Colombano
Tra l’argine e il bosco
Interpretazione di Daniela Coelli
In collaborazione con il Coordinamento Teatro Cremonese
Interviene il Prof. Mario Gnocchi

8 giugno h. 18:00 – Chiesa del Foppone
La parola ai poveri
In collaborazione con Casa dell’accoglienza e Tavola della Pace
Interviene Don Antonio Pezzetti

29 giugno h. 18:00 – Chiostro Sant’Abbondio
Nostro fratello Giuda
Interpretazione di Dario Cantarelli
In collaborazione con Porte Aperte Festival
Interviene l’Assessore Barbara Manfredini

14 settembre h. 18:00 – Palazzo Fodri
Impegno con Cristo
Interpretazione di Luca Violini
Interviene Sergio Cagossi Fondazione Don Primo Mazzolari

12 ottobre h. 18:00 – Chiesa San Sigismondo
Lettere a una suora
Interpretazione di Adelaide e Walfrido Ricci
In collaborazione con Comunità  Monache Domenicane
Interviene Suor Lucia

9 novembre h. 18:00 – Biblioteca Seminario Vescovile
Preti così
A cura del gruppo Seminaristi
Interviene il Rettore del Seminario di Cremona Don Marco D’Agostino

14 dicembre h. 21:00 – Teatro Monteverdi
La più bella avventura
Interpretazione del Teatro Itinerante
A cura dell’Associazione Giorgia
Interviene il Vescovo Antonio Napolioni

 

In sinergia con Comune di Bozzolo.

In collaborazione con A.G.E.S.C.I., Associazione Giorgia, Biblioteca del Seminario, C.N.G.E.I., Centro Fumetto “Andrea Pazienza”, Comunità  Monache Domenicane, Coordinamento Teatrale Cremona, Cremona 1 Tv, F.O.CR.,  La Provincia, Porte Aperte Festival, Rete Bibliotecaria Cremonese e Bresciana, Seminario Vescovile, Tavola della Pace.

Don Primo Mazzolari, Mina e Premio Cremona: la cultura 2018 è dedicata al Novecento

Essenzialità, mitezza, pace e speranza: partecipiamo al pellegrinaggio delle Diocesi lombarde ad Assisi

San Francesco è povertà perché povertà vuol dire tornare a vivere l’essenziale. Oggi tutti noi abbiamo bisogno di capire ciò che è essenziale affinché la nostra vita insieme agli altri sia buona e giusta. Francesco è mitezza. Tutti abbiamo così bisogno di questa virtù che è quel coraggio di farsi carico della vita degli altri sapendo che siamo tutti fatti della stessa umanità. Francesco è pace e pace significa smettere parole violente e usare parole di incontro, smettere gesti di ostilità e rendere vivi gesti di bontà e giustizia che è lotta alla miseria, distribuzione della ricchezza e coscienza che il futuro è solo bene condiviso. Per questo Francesco è speranza e della speranza mai come ora noi abbiamo bisogno.

Ogni anno, il 4 ottobre, nella festa di San Francesco, una regione italiana compie ad Assisi il tradizionale gesto dell’offerta dell’olio per la Lampada del patrono d’Italia. Quest’anno tocca alla Lombardia, le cui Diocesi hanno programmato un pellegrinaggio regionale. La delegazione religiosa sarà presieduta dall’arcivescovo di Milano e metropolita di Lombardia, il cardinale Angelo Scola. Con lui 16 vescovi, tra i quali  mons. Dante Lafranconi, e un centinaio di sacerdoti. Il calendario delle manifestazioni prevede, per lunga tradizione, un risvolto civile. A questo appuntamento parteciperanno un ministro del Governo e le massime autorità regionali, provinciali e comunali della Lombardia, cui sono riservati momenti di incontro con le istituzioni umbre.

La mattina di domenica 4 ottobre, alle ore 10,00, parteciperemo alla messa presieduta dal cardinale Angelo Scola e concelebrata da tutti i Vescovi della Lombardia, alla presenza delle autorità civili: sarà il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, prima del canto del “Gloria” ad accendere la lampada votiva. Al termine, dalla Loggia del Convento, il messaggio all’Italia del rappresentante del Consiglio dei Ministri e i  saluti delle autorità presenti, tra i quali il governatore Roberto Maroni.

Il gesto dell’offerta dell’olio per la Lampada di san Francesco è nato in occasione della proclamazione del Poverello d’Assisi a Patrono d’Italia, voluta da Papa Pio XII nel 1939, in un momento tragico e gravido di conseguenze per il mondo intero. Da allora una delle regioni italiane, ogni anno a turno, porta l’olio per alimentarla. Offrire l’olio sulla tomba di san Francesco è espressione di gratitudine di tutta l’Italia al suo santo più significativo.

Colletta per il Nepal: l’aiuto ad altri è anche aiuto a noi stessi

Anche io domani contribuirò alla colletta nazionale a favore del Nepal. In questi momenti di difficoltà di un popolo e di un intero paese anche la nostra città dia, come ha già dimostrato in modo straordinario in altre occasioni, una risposta di solidarietà. Perché l’aiuto che daremo si tradurrà in un aiuto anche per noi stessi. Imparare ad essere attenti e vicini a chi soffre aiuta, infatti, a rafforzare i legami tra di noi. Aiutare il Nepal significa vivere davvero Cremona come città della pace.

Informazioni sulla colletta nazionale

Confronto candidati, “Guardiamo alla famiglia, quella vera non patinata”

Primo confronto pubblico tra i dieci candidati sindaco alle elezioni del 25 maggio, promosso dalle parrocchie della città. In tanti hanno partecipato alla serata che ha visto i candidati esporsi per 5 minuti a testa su due domande: cultura, eccellenze, trasporto, giovani la prima, famiglia, integrazione, sussidarietà, ambiente la seconda.

Cultura ed eccellenze

“Expo, agroalimentare, alta formazione e ricerca sono le nostre linee di sviluppo – ha esordito Galimberti – Dobbiamo costruire un sistema intorno alla liuteria e alla musica e riprendere in mano la partita del Polo Tecnologico. C’è la possibilità di ospitare ingegneria acustica al Politecnico che dobbiamo perseguire e la necessità di sostenere i laboratori di ricerca in zootecnia, eccellenze del nostro territorio”. Il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra ha poi portato all’attenzione dei presenti tematiche riguardanti polo dolciario, patto per il lavoro, rilancio culturale della città.

Famiglia e sussidiarietà

“L’unione tra uomo e donna aperta alla possibilità di generare ed educare figli – ha detto Galimberti – è fondamento di una società che garantisce quella stabilità educativa che consente ad una società di raccontare il suo futuro. La famiglia è una questione complessa, non è soltanto quella patinata, è quella vera che vive difficoltà, divorzi, separazioni, convivenze, gioie, speranze. A quella famiglia vera dobbiamo guardare”.
Questione infanzia con il tema della sostenibilità di nidi e scuole per l’infanzia, coprogettazione non dando i soldi e delegando, ma costruendo insieme, luoghi di coesione sociale, presidi educativi sul territorio, ambiente che richiede anche educazione dei cittadini. “Noi abbiamo una grande sfida – ha concluso Galimberti – Quella di essere leader del territorio in una logica territoriale ampia”.