Portiamo il Cremonese 1715 di Stradivari alla Shanghai Tower. Missione in Cina: promuoviamo liuteria e food

Come sistema Cremona torniamo per il secondo anno consecutivo a Shanghai, in occasione di Music China, la fiera internazionale di strumenti musicali più importante dell’Asia. Nell’anno della nascita del Distretto culturale della liuteria, una missione davvero importante, coordinata da Comune di Cremona e Museo del Violino, con la preziosa collaborazione di ICE Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e dell’Agenzia nazionale del turismo Enit, che porterà nella città cinese le massime eccellenze cremonesi in tema di liuteria, di musica e di gastronomia e che ha l’obiettivo di consolidare il Sistema Cremona anche nei network internazionali.

Protagonista assoluto dell’iniziativa il violino Cremonese 1715, gioiello di Antonio Stradivari, simbolo della città. Il prezioso strumento verrà esposto dal 12 al 14 ottobre e suonato il 12 ottobre, nella Shanghai Central Tower, edificio che nel 2016 ha vinto il premio di Emporis, building data company di Amburgo, come edifico più bello del mondo e che con i suoi 632 metri di altezza è il più alto della Cina e il terzo più alto al mondo.

Accanto allo Stradivari 1715, grazie al sostegno della Cna, in esposizione e in concerto alla Shanghai Central Tower, anche un quartetto di strumenti vincitori del Concorso Triennale Internazionale, considerato un’autentica Olimpiade della Liuteria. I violini di Marcello Ive e Primo Pistoni, la viola di Dante Fulvio Lazzari ed il violoncello di Francesco Toto racconteranno l’eccellenza e l’attualità del saper fare liutario cremonese.

Organizzata, sempre alla Shanghai Central Tower, al termine del primo concerto, una degustazione di prodotti tipici cremonesi Igp e Dop a cura dello Chef Sergio Carboni, testimonial per Cremona della Regione Europea della Gastronomia 2017. La degustazione è stata organizzata in stretta sinergia con ICE Agenzia con il sostegno del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali a tutela dei prodotti DOP e IGP nell’ambito del programma “The Extraordinary Italian Taste”.

Cremona sarà rappresentata in Cina, anche, attraverso uno stand all’interno del padiglione italiano allestito da ICE Agenzia dentro Music China e dedicato alla città e al Museo del Violino, curato con una particolare attenzione al Concorso Triennale internazionale degli strumenti ad arco Antonio Stradivari che si svolgerà a Cremona tra settembre e ottobre 2018. Lo stand sarà il punto di divulgazione del materiale promozionale riguardante la città, le attività del distretto tra cui il Corso di Laurea in Restauro di Strumenti musicali e scientifici e gli eventi di musica, di liuteria e di cultura in programma per il prossimo anno. Importante il momento che verrà organizzato, in sinergia con Enit, dedicato ai tour operator interessati a inserire Cremona nei propri pacchetti turistici.

La missione ha un importante e prestigioso sponsor tecnico: grazie alla collaborazione con Guindani Viaggi, Air China, compagnia aerea di bandiera cinese, collabora e supporta la realizzazione della trasferta cremonese che è inserita nel progetto Cult Cty, cofinanziato dalla Regione Lombardia e in collaborazione con la Camera di Commercio. La missione beneficia anche della sinergia con IVRI Istituti Di Vigilanza Riuniti d’Italia che garantisce la sicurezza nel trasferimento degli strumenti in territorio nazionale.

Il Sistema Cremona a Shanghai: successo a Music China

Area Vasta, ecco il documento dei sindaci del cremonese e soresinese: mantenere unita la provincia

Mantenere unita la provincia di Cremona insieme alla provincia di Mantova per la creazione della nuova area vasta senza precludere eventuali ampliamenti al territorio lodigiano e ad atri territori che possano risultare coerenti per caratteristiche territoriali, sociali ed economiche. Questo è quanto scritto nel documento elaborato dall’Assemblea dei Sindaci del territorio cremonese e soresinese, presentato nella riunione di mercoledì 25 maggio al Tavolo territoriale regionale in Provincia.

Ecco gli altri impegni dell’Assemblea dei sindaci contenuti nel documento congiunto:

– favorire l’interlocuzione diretta tra i Comuni, attraverso la valorizzazione della centralità delle Unioni. Queste ultime potranno costituire la rete di rappresentanza di un’area coordinata che parte dal soresinese ed arriva fino alle porte del casalasco;

– costituire una Rete tra i Comuni, le Unioni dei comuni e il Comune capoluogo, per una rappresentanza territoriale forte, promossa da un dialogo istituzionale di natura orizzontale;

– attivarsi perché questo sistema di sussidiarietà orizzontale possa diventare la base per valorizzare i Comuni in ambiti anche più ampi e per attività connesse all’efficientamento della gestione dei servizi e per le politiche di rappresentanza e sviluppo dei territori;

– proporre alla Provincia di Cremona il riconoscimento del territorio cremonese e soresinese quale contesto omogeneo da valorizzare attraverso le politiche espresse dal sistema di rete tra Comuni, Unioni di Comuni e il Comune capoluogo;

– esprimere alla Provincia di Cremona la richiesta di costituzione della Consulta, quale organo di autogoverno dell’Area Omogenea, nella quale le rappresentanze territoriali verranno valorizzate anche attraverso i Presidenti delle Unioni di Comuni.

Un documento importante frutto di un lavoro intenso e di squadra. Stiamo affrontando insieme la sfida della riforma territoriale come preziosa opportunità di collaborazione e di confronto per delineare un territorio omogeneo che sappia portare avanti le proprie potenzialità e le proprie istanze attraverso un assetto coeso, quindi più forte, e per la realizzazione di alcuni servizi in rete nell’ottica di una gestione integrata, condivisa ed efficiente a beneficio della comunità.

I Comuni coinvolti nell’Assemblea cremonese e soresinese sono i seguenti: Cremona, Acquanegra Cremonese, Annicco, Azzanello, Bonemerse, Bordolano, Ca’ d’Andrea, Cappella Cantone, Cappella de’ Picenardi, Casalbuttano ed Uniti, Casalmorano, Castelverde, Castelvisconti, Cella Dati, Cicognolo, Corte de’ Cortesi con Cignone, Corte de’ Frati, Crotta d’Adda, Derovere, Formigara, Gabbioneta Binanuova, Gadesco Pieve Delmona, Genivolta, Gerre de’ Caprioli, Grontardo, Grumello Cr.se ed Uniti, Isola Dovarese, Malagnino, Olmeneta, Ostiano, Paderno Ponchielli, Persico Dosimo, Pescarolo ed Uniti, Pessina Cremonese, Pieve d’Olmi, Pieve San Giacomo, Pizzighettone, Pozzaglio ed Uniti, Robecco d’Oglio, San Bassano, San Daniele Po, Scandolara Ripa d’Oglio, Sesto ed Uniti, Soresina, Sospiro, Spinadesco, Stagno Lombardo, Torre de’ Picenardi, Trigolo, Vescovato e Volongo.

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Continuiamo il lavoro con i sindaci: verso la gestione integrata dei servizi

Continuiamo il lavoro insieme ai sindaci del cremonese: verso la gestione integrata dei servizi

Ci siamo riuniti in Sala Zanoni con i Sindaci dei Comuni appartenenti al distretto socio sanitario cremonese, coinvolgendo anche alcuni Comuni a scavalco tra due distretti o appartenenti ad una stessa unione anche se collocati in distretti differenti (è questo il caso, ad esempio, dei Comuni di Torre de’ Picenardi e Ca’ d’Andrea, Isola Dovarese e Pessina Cremonese, che costituiscono l’Unione Comuni Lombardi Terre di Pievi e Castelli, nonché di Genivolta, facente parte dell’Unione Lombarda Soresinese). L’assetto riprende la composizione della Consulta Cremonese istituita dalla Provincia con l’aggiunta dei Comuni di confine appartenenti alla Consulta Soresinese. Presenti con me, Maura Ruggeri, l’assessore all’Area Vasta Andrea Virgilio, l’assessore al Welfare di Comunità Mauro Platè, e Giovanni Gagliardi, presidente della Commissione consiliare Territorio e Area Vasta .

Nell’incontro, abbiamo affrontato i temi riguardanti l’operatività ed il metodo di lavoro della futura Consulta Cremonese, in sinergia con la Provincia e, in particolare, i rapporti con l’ATS Val Padana (Agenzia Tutela della Salute) e l’ASST di Cremona (Azienda Socio Sanitaria Territoriale).

Questo incontro fa seguito a quello tenutosi il 16 febbraio scorso nel quale era emersa la volontà di riprendere il percorso per costruire la Consulta Cremonese, quale preziosa opportunità di collaborazione e di confronto, confine per delineare un territorio omogeneo che sappia rappresentarsi e portare avanti le proprie potenzialità e istanze attraverso un assetto coeso. Un territorio così definito può essere infatti rappresentativo ed avere maggiore forza nei rapporti e nei contesti istituzionali. I temi e le sfide da affrontare da parte della Consulta Cremonese sono diversi, a partire dal piano di riordino di assistenza sanitaria, anche alla luce delle recenti decisioni di Regione Lombardia, e degli ambiti ottimali nel complesso panorama delle prospettive di area vasta e di area omogenea.

La riforma istituzionale che coinvolge gli Enti Locali comporta un’importante sfida per il governo del territorio. Da qui la necessità, come è stato ribadito nell’incontro, di una progettualità diffusa che consenta di dotarsi degli strumenti necessari per affrontare la fase di trasformazione in atto. Una gestione integrata dei servizi pubblici locali e dei molteplici interventi di sviluppo, la condivisione, la programmazione e la realizzazione dei servizi in rete possono contribuire alla definizione di una vera e propria pianificazione strategica a servizio dei cittadini e per lo sviluppo delle comunità.

Come Comune di Cremona, capoluogo ed ente capofila dell’ambito distrettuale cremonese, ci proponiamo a servizio del territorio per affrontare questa sfida, per individuare e coordinare un disegno comune di rinnovamento. L’omogeneizzazione e la semplificazione dei servizi richiedono grandi sinergie e la disponibilità ad affrontare il cambiamento in un’ottica di collaborazione e di miglioramento.

Sanità e socio-sanitario: insieme ai sindaci del Distretto
Con i sindaci dei comuni vicini: insieme per essere più forti

Con i sindaci dei comuni vicini: insieme per essere più forti a partire dalla condivisione dei servizi

Un incontro, dopo mesi di intenso lavoro, perché vogliamo lavorare insieme. Abbiamo incontrato i sindaci dei Comuni limitrofi (Spinadesco, Sesto ed Uniti, Castelverde, Pozzaglio ed Uniti, Persico Dosimo, Gadesco Pieve Delmona, Malagnino, Bonemerse, Gerre de’ Caprioli, Stagno Lombardo, Pieve d’Olmi e San Daniele Po) per dare inizio ad un percorso sinergico di collaborazione per la realizzazione di alcuni servizi in rete nell’ottica di una gestione integrata e condivisa a beneficio della comunità. Con me, l’Assessore all’Area Vasta Andrea Virgilio, l’Assessore alle Risorse Maurizio Manzi, l’Assessore alla Città vivibile Barbara Manfredini e il Presidente della Commissione Territorio, Area Vasta, Riqualificazione urbana e Quartieri Giovanni Gagliardi. Al tavolo per il Comune di Cremona anche il Segretario Generale Pasquale Criscuolo, la Dirigente Sviluppo, Lavoro, Area Omogenea e Ambiente Mara Pesaro e i colleghi Lamberto Ghilardi, Maurilio Segalini e Marco Masserdotti.

Condividere servizi non è una passeggiata perché vuol dire ripensare processi organizzativi e centri di spesa. Questo è l’inizio di un percorso complesso, ma fondamentale. Noi abbiamo bisogno dei comuni vicini come i comuni vicini hanno bisogno del comune capoluogo. Per la gestione dei servizi il bacino necessariamente deve essere allargato affinché la gestione sia sostenibile. Abbiamo messo in piedi una apposita struttura organizzativa per fare questo tipo di lavoro: un settore nuovo e specifico in un’area nuova. Iniziamo con molta concretezza perché siamo convinti che mettere insieme i servizi è il modo migliore e più efficace per dare il via alla Consulta del cremonese. Questo lavoro è essenziale e centrale per il futuro del capoluogo e del territorio.

Come ha detto l’Assessore Virgilio, la città vince se si lega al territorio. Il capoluogo deve sollecitare e facilitare il protagonismo dei comuni. Abbiamo scelto di iniziare partendo subito da alcuni punti concreti, primi approcci di collaborazione per i quali occorre dotarsi di un metodo di lavoro. Dentro un’esigenza di efficientamento della macchina amministrativa e un’esigenza sacrosanta di un’alleanza strategica su partite fondamentali che riguardano tutto il territorio.

galimberti_virgilioGrazie ad una collaborazione avviata tra i settori del nostro comune, abbiamo condiviso con i sindaci proposte operative che potrebbero essere messe in campo, anche in tempi brevi, in alcuni ambiti. I campi di collaborazione potrebbero riguardare la gestione del personale e dei provvedimenti disciplinari, la gara per il servizio del medico competente, il servizio di Polizia Locale, i regolamenti in capo ai Comuni, a partire da quello inerente l’edilizia. Abbiamo proposto, inoltre, di studiare un percorso unitario sulla gara per la gestione del canile, sul servizio di riscossione entrate comunali e quello di riscossione dell’imposta comunale sulle pubbliche affissioni. Altri temi sul tavolo sui quali riflettere per collaborazioni: bandi, illuminazione pubblica e servizi scolastici.

Per dare concretezza a queste proposte, abbiamo già istituito il Gruppo di Lavoro intersettoriale Area Vasta, coordinato dall’Assessore Andrea Virgilio e composto dall’Assessore Maurizio Manzi, dal presidente della Commissione consiliare Giovanni Gagliardi, dal direttore Settore Sviluppo Lavoro Area Omogenea e Ambiente Mara Pesaro, dal direttore Settore Economico Finanziario Paolo Viani, dal direttore Settore Giuridico Amministrativo Maurilio Segalini, dal direttore dell’Unità di staff Urbanistica e Area Omogenea Marco Masserdotti e dal Comandante della polizia Locale Pierluigi Sforza.

Giovedì 18 febbraio abbiamo già in agenda, sempre a palazzo comunale, un altro incontro con i comuni del cremonese, questa volta sul tema del sanitario e del socio-sanitario con i sindaci del Distretto Sociale Cremonese e i direttori generali dell’ATS (Agenzia di Tutela della Salute) e dell’ASST (Azienda Socio-Sanitaria Territoriale).

Una targa al giocatore antifascista Staccione allo Zini: oggi questa società ha bisogno di testimoni del bene comune

Una targa a ricordo di Vittorio Staccione (Torino, 9 aprile 1904 – Gusen-Mauthausen, 16 marzo 1945) giocatore della Cremonese nella stagione 1924/25, è stata scoperta alla Stadio “G. Zini”, zona Tribuna centrale. L’iniziativa, realizzata in stretta collaborazione con il Comune di Cremona nel 70° anniversario della Liberazione, è stata promossa dal Panathlon di Cremona nell’ambito delle celebrazioni per il 60° della sua fondazione. Vittorio Staccione è stato infatti individuato come il simbolo dello sport che, anche in anni e in eventi tragici e difficili, ha fornito il proprio contributo per la democrazia e la libertà. L’iniziativa ha ottenuto, tra l’altro, il sostegno e il patrocinio della Presidenza della FIGC, de La Gazzetta dello Sport, del Torino, della Fiorentina e della Fondazione Museo della Fiorentina. Nel corso della cerimonia la violinista Barbara Broz ha eseguito un brano musicale con il “violino della Shoah” (proveniente da un campo di concentramento nazista e donato da Carlo Alberto Carutti al Comune di Cremona nel gennaio scorso) che racconta per tutta l’Europa una storia di dolore e di profonda speranza.

La targa è un dono del maestro scultore Mario Coppetti che, con i suoi 102 anni, rappresenta ancora con vitalità impressionante l’anima antifascista della nostra città. Partigiano, professore che ha insegnato lo spirito libero ai propri allievi per intere generazioni, amministratore di Cremona negli anni ’60, politico sempre disponibile alla ricerca del dialogo, nel rispetto delle differenti idealità, tra i mondi contrapposti del cattolicesimo e del socialismo. Nella ricorrenza del 70° della Liberazione, dopo aver donato alla città una ‘pietà laica’ collocata il 25 aprile scorso nella Cappella ai Caduti per la Libertà del Civico Cimitero, Mario Coppetti ha accolto la richiesta del Panathlon, donando alla città quest’opera che unisce sport e libertà e che ricorda un uomo, Vittorio Staccione, definito “simbolo dell’impegno sociale, civile e politico; lottò sui campi della vita per la libertà e la fratellanza degli uomini”.

Alla cerimonia hanno partecipato anche Cesare Beltrami, presidente del Panathlon Cremona, e Oreste Perri, Presidente del CONI Lombardia, le massime autorità cittadine e illustri esponenti del mondo dello sport a livello provinciale, regionale e nazionale.

Il percorso della memoria ci dice che cosa siamo e che cosa vogliamo essere. Oggi è una tappa importante di questo percorso. Una cosa della vita di Staccione voglio sottolineare: il dolore ha colpito questo giocatore antifascista e lui ha deciso di rispondere al dolore dando la propria vita per la comunità, lottando per qualcosa che vale. Consegniamo ai giovani questa targa e consegniamola soprattutto a noi adulti perché se allora c’è stato Staccione, oggi questa società ha bisogno di adulti così, testimoni capace di dire che l’interesse privato non vale se non commisurato all’interesse della comunità, al bene comune.

Vittorio Staccione, nato a Torino il 9 Aprile 1904, di famiglia operaia viene notato da Enrico Bachmann, famoso giocatore del Torino e viene inserito nelle giovanili della squadra granata. Esordisce in prima squadra nel febbraio 1924 contro l’Hellas-Verona. Nel campionato seguente viene prestato alla Cremonese dove gioca 25 partite in Prima Divisione Nord. Al termine del campionato i grigio-rossi giungono settimi e Staccione viene ripreso dal Torino dove l’anno successivo disputa 18 gare. Dal 27 al 31 approda alla Fiorentina dove conta ben 94 presenze e dal 1931 al ’34 termina la carriera al Cosenza in serie B. Finita l’esperienza calcistica, torna a fare l’operaio alla FIAT di Torino. Fu proprio in quel periodo che Staccione maturò la sua convinta adesione all’antifascismo, tanto da essere ben presto notato e schedato dall’OVRA, la polizia segreta fascista. Il pericolo ormai incombente non lo fece però desistere dall’impegno contro un regime che aveva portato il Paese in guerra e alla fame: il 13 marzo 1944 fu catturato insieme al fratello Francesco dalle SS e, dopo essere stato portato a Verona, fu internato nel campo di sterminio di Gusen-Mauthausen il 28 dello stesso mese. Etichettato come oppositore politico, gli fu tatuato sul braccio il numero di matricola 59160. Nel lager Vittorio Staccione riuscì a resistere un anno, nel corso del quale fu ripetutamente percosso dalle SS. Proprio nel corso di uno questi pestaggi riportò una profonda ferita alla gamba destra che, mal curata, causò setticemia e cancrena e lo portò infine alla morte proprio pochi giorni prima che le truppe alleate riuscissero a liberare il campo.  

Buon compleanno Cremonese 1715: 300 anni festeggiati a Roma

La storia della musica deve molto a Cremona e ai suoi Maestri liutai. Per questo l’Accademia di Santa Cecilia in Roma ha voluto celebrare, oggi, un compleanno particolarmente importante: i 300 anni del violino Cremonese 1715, di Antonio Stradivari, esposto al Museo del Violino e simbolo della città.

Alle 18 al MUSA, Museo degli strumenti musicali all’Auditorium Parco della Musica, i riflettori si sono dunque accesi sul liutaio più famoso e celebrato di tutti i tempi. Dopo i saluti istituzionali, alla presenza della Presidente del Consiglio Simona Pasquali, l’arte di Stradivari ha ispirato un inedito confronto tra due capolavori, il Cremonese suonato da Anastasiya Petryshak ed il Toscano 1690, appartenente alla collezione del Musa ed affidato a Masha Diatchenko.

La nostra identità che andiamo a presentare al mondo è dentro questi strumenti – ho detto nel mio intervento – Il saper fare trasforma il sapere in bellezza artistica. La capacità delle mani a partire da idee e dentro un flusso di energia interiore, plasma la materia e si trasforma in musica, materiale e impalpabile. Dentro il violino c’è tanto della nostra storia e del nostro legame con altre parti del mondo. Nell’anno di Expo, si espone ciò che si è. È quello che stiamo facendo”.

imageCremona oggi incontra Roma – ho aggiunto – Siamo un sistema unico al mondo. Trovate a Cremona ciò che non si trova da altre parti: un modello che mette insieme Museo del violino, alta formazione, offerta concertistica, istituzioni musicali e culturali d’eccellenza, laboratori di ricerca, laurea in restauro, cattedra in acustica, botteghe di liuteria. Noi vogliamo raccontarci al mondo come una terra unica. Lo facciamo anche qui a Roma, in questo contesto d’eccezione, ed è un vero e proprio onore per noi è per la città.

Vicende storiche ed analisi degli strumenti sono state tratteggiate da Fausto Cacciatori, conservatore delle collezioni MdV, mentre Michele dall’Ongaro, sovrintendente dell’Accademia di Santa Cecilia, ha proposto interessanti percorsi di guida all’ascolto. Ma l’eredità vive anche nell’attività quotidiana del Museo del Violino, illustrata dal direttore generale Virginia Villa, e nel network internazionale “friends of Stradivari”, presentato dal presidente Paolo Bodini.

Alle 20 nella Sala Santa Cecilia il concerto della violinista Anastasiya Petryshak, accompagnata dal pianista Lorenzo Meo, per apprezzare le insuperate qualità timbriche del Cremonese 1715 attraverso un programma musicale tra la densità emotiva di Brahms, il lessico novecentesco di Ravel e il virtuosismo baluginante di Sarasate.

Domenica, alle 11, nell’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino una nuova pagina si aggiungerà alla trecentenaria storia del Cremonese. Verrà infatti presentato il nuovo volume, edito dal Museo del Violino, curato da Fausto Cacciatori in collaborazione con Marco Malagodi ed Augusto Sarti, per rileggere storia e caratteristiche del violino, anche attraverso i contributi di ricerca derivanti dalle analisi condotte in collaborazione con il Laboratorio Arvedi dell’Università di Pavia ed il Laboratorio di Indagini Acustiche del Politecnico di Milano attivi presso il Museo del Violino.

Inedito anche il disco di Edoardo Zosi, già allievo di Salvatore Accardo all’Accademia Stauffer ed a buon titolo erede della scuola interpretativa italiana – solistica e cameristica – del Novecento. Il programma musicale prevede brani lirici e virtuosi in duo con la pianista Stefania Redaelli. I due interpreti proporranno alcuni brani proprio con il 1715. Il cd, pubblicato dalla Casa discografica Warner, è da due settimane ai vertici delle classifiche di vendita sul canale digitale i-tunes.

Cremonese, il Comune allo Zini con “realtà di fragilità”

Alla partita d’esordio dell’US. Cremonese, in programma venerdì contro l’Albinoleffe, il Comune di Cremona ci sarà, ma non da solo. In tribuna laterale si siederanno l’Assessore al Welfare di Comunità, Servizi alle famiglie e alla persona (con delega allo Sport) Mauro Platé, tre dipendenti comunali e alcuni ragazzi e un educatore delle Comunità Alloggio per Minori del Comune di Cremona. In sinergia con la società sportiva grigiorossa, infatti, stiamo lavorando ad una iniziativa che coinvolgerà sindaco, assessori, dipendenti comunali (di servizi diversi) e realtà locali che si occupano di fragilità e di non autosufficienza, mettendo loro a disposizione alcuni biglietti gratuitamente concessi al Comune dalla Cremonese e accompagnando queste realtà allo stadio Zini in occasione delle partite casalinghe. Dettagli e modalità di adesione saranno presto diffusi e comunicati.
Questo lo spirito dell’iniziativa: valorizzare lo sport come “strumento” sociale in grado di favorire e rinforzare il legame fra le persone, i gruppi, i contesti di vita, in piena sintonia con l’assetto assessorile che vede le deleghe welfare e sport in capo allo stesso assessore.

Vieni con il Comune a vedere la Cremo

‘Vieni con il Comune a vedere la Cremo’. Questo è lo slogan dell’iniziativa pensata dalla Giunta, in sinergia con l’U.S. Cremonese, per l’assegnazione dei biglietti che tradizionalmente la società grigiorossa regala ogni anno al Comune di Cremona. L’iniziativa coinvolge sindaco, assessori, dipendenti comunali e realtà locali che si occupano di fragilità e di non autosufficienza. Dei dodici biglietti in tribuna laterale gratuitamente concessi al Comune dalla Cremonese, due saranno per assessori, tre per dipendenti e sette verranno messi a disposizione di realtà che si occupano di fragilità e di non autosufficienza che manifesteranno interesse.

Questo lo spirito dell’iniziativa: valorizzare lo sport come “strumento” sociale in grado di favorire e rinforzare il legame fra le persone, i gruppi, i contesti di vita, in piena sintonia con l’assetto assessorile che vede le deleghe welfare e sport in capo allo stesso assessore.

Per aderire all’iniziativa, l’associazione, la cooperativa, il gruppo che si occupa di fragilità o di non autosufficienza può chiamare l’Ufficio sport del Comune di Cremona al numero 0372 407240 o 407064 o mandare una e-mail a sport@comune.cremona.it. L’U.S. Cremonese e il Comune, secondo una programmazione, regaleranno i biglietti e accompagneranno queste realtà allo stadio. L’iniziativa è promossa in collaborazione con Cisvol e Forum Terzo Settore.

A S. Ambrogio:
‘Partecipazione
e programmazione’

“Oltre all’analisi, qui il comitato ha sviluppato una capacità di riflessione sulla vita del quartiere”. Così Gianluca Galimberti, candidato alle primarie del centrosinistra, nel tardo pomeriggio di mercoledì, al quartiere S. Ambrogio per uno degli incontri organizzati da ‘Fare nuova la città’ nelle periferie. Particolare attenzione al tema della manutenzione. “La questione dei marciapiedi emerge nelle letture di tutti i comitati – ha detto Gianluca Galimberti – Le parole chiave sono partecipazione e programmazione: fare un elenco degli interventi manutentivi a partire dai quartieri, con l’aiuto di associazioni che si occupano di disabilità, e dare delle scadenze realistiche, in base alle priorità”.

Mobilità, luoghi di aggregazione, zone verdi, rapporto con l’azienda Green Oleo, le tematiche affrontate. Parere positivo sullo strumento del comitato da parte dei residenti del quartiere, “ma serve un canale snello tra i territori e l’amministrazione”. Sollevate dai presenti problematiche su strutture sportive, supervisione del Comune, sviluppo complessivo della città.

“Il territorio nel complesso – ha concluso Gianluca Galimberti – nella situazione in cui è, rischia di andare a sbattere. Il tessuto formativo va riconnesso al tessuto produttivo e Cremona deve concentrarsi su grandi progetti con l’amministrazione che faccia da regia. La città ha importanti energie che vanno liberate”.

Giovedì 30 gennaio, incontro aperto a tutta la cittadinanza al circolo Po del Pd (via del Sale,1) alle ore 20.45.

Galimberti e i temi etici

Una manifestazione delle ‘Sentinelle in piedi’ contro la ‘teoria gender’ nella legge Scalfarotto e un presidio contemporaneo organizzato dall’Arcigay a favore della medesima legge, riporta sulle pagine dei giornali locali la questione dei temi etici. La Provincia, sul quotidiano di domenica, parla di “prima ‘grana’. Galimberti e Pd già distanti”. Sull’edizione di lunedì titola: “Temi etici, doppia manifestazione. Galimberti: ne parlerò più avanti”.
Per completezza di informazione, rimandiamo alla risposta già data da Gianluca Galimberti sul tema dei diritti civili durante la conferenza stampa di lancio del progetto civico ‘Fare nuova la città’ (vai al video, minuto 21.45). La riportiamo qui: “Questi temi – ha risposto Galimberti alla domanda del giornalista dell’Inviato quotidiano – vanno affrontati con tutta la concretezza di cui una Giunta e un sindaco devono essere capaci. Ci sono questioni molto concrete che vanno affrontate per capire come venire incontro a questi diritti, ovviamente richiedendo corrispettivi doveri. Ci sono altre questioni che hanno meno ricadute concrete, ma un significato simbolico alto. Non bisogna avere paura di dire che nella società esistono posizione etiche differenti. Un’amministrazione non deve avere posizioni preconcette, ma deve essere luogo in cui confrontarsi culturalmente perché dobbiamo uscire da logiche di contrapposizioni a slogan. Questo clima di confronto noi ci ripromettiamo di garantirlo in città, a partire dal consiglio comunale”.

Scarica il pdf della pagina della Provincia del 19 gennaio

Scarica il pdf della pagina della Provincia del 20 gennaio

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