Colonie Padane, da settembre gestione al Consorzio Sol.Co. Così possono salpare!

Abbiamo affidato in concessione al Consorzio Sol.Co. Cremona gli spazi e le attrezzature di proprietà del Comune situati all’interno delle Colonie Padane. La concessione è decennale e decorre dal 1° settembre di quest’anno sino al 31 agosto 2028 in cambio della corresponsione di un canone annuo di tremila euro. Questa la decisione contenuta nella determina del Direttore del Settore Centrale Unica Acquisti Avvocatura e Contratti Patrimonio del Comune di Cremona. Si completa in questo modo il percorso che, grazie al fondamentale contributo della Fondazione Arvedi Buschini, ha portato alla riqualificazione del comparto delle Colonie Padane.

Nel settembre 2017 era stato approvato il capitolato per l’affidamento in concessione del centro polifunzionale denominato ex Colonie Padane. Veniva successivamente attivata l’indagine di mercato per l’affidamento in concessione della struttura a seguito della quale è pervenuta un’unica manifestazione di interesse da parte del Consorzio SOL.CO Cremona. Nel dicembre dello stesso anno il Consorzio SOL.CO è stato invitato a presentare la propria offerta e così è avvenuto nel gennaio 2018.

A seguito del confronto tra le parti, si è giunti alla definizione di una proposta di affidamento in concessione che è stata poi condivisa in Giunta il 25 luglio, dopo di che è stata avviata un’ulteriore procedura, ad evidenza pubblica, attraverso la pubblicazione dell’avviso relativo all’affidamento in concessione pluriennale di spazi e attrezzature all’interno della struttura delle ex Colonie Padane entro il 13 agosto. Poiché non è pervenuta nessuna ulteriore manifestazione di interesse, si è proceduto all’affidamento in concessione al proponente iniziale.

Il Consorzio SOL.CO Cremona dal 1° settembre prossimo gestirà il percorso avventura, lo spazio ristoro posto al piano terra della struttura, l’area del minigolf, i due campi da bocce regolamentari, lo spazio eventi – auditorium per manifestazioni culturali, ricreative e musicali all’aperto, lo spazio acqua, gli ambienti che si trovano al primo piano per attività di aggregazione culturale ed eventualmente per ristorazione ed intrattenimento musicale, nonché l’appartamento ex custode che si trova sempre al primo piano.

Il punto di ristoro sarà a servizio di coloro che frequentano, a qualsiasi titolo, il Parco delle Colonie Padane che, appartenente al patrimonio indisponibile del Comune, è escluso dalla concessione al Consorzio SOL.CO. Il concessionario non potrà installare all’interno o all’esterno delle strutture apparecchi e congegni automatici, semiautomatici da intrattenimento e gioco di qualsiasi tipo, quali, ad esempio, videogiochi, videopoker, slot machine, così come previsto dalla vigente normativa. Vietata anche la somministrazione e la vendita di bevande alcoliche ai minori.

Il concessionario, nella fruizione degli spazi e delle attrezzature dovrà, tra l’altro, garantire l’eguaglianza dei diritti, senza alcuna discriminazione, l’inclusione sociale, in modo da rendere agevole l’attività di persone disabili, potrà realizzare opere connesse alla funzionalità della gestione, sempre però nel rispetto dei vincoli ai quali è soggetto il parco e la struttura e sempre a sue spese. Altro aspetto da segnalare, il concessionario, previo accordo con l’Amministrazione comunale le cui iniziative avranno comunque la priorità, potrà realizzare spettacoli, concerti, conferenze, esposizioni, attività culturali e ricreative in genere ad ingresso gratuito, ad invito oppure a pagamento, ad ampio target.

Colonie Padane restituite alla città grazie alla Fondazione Arvedi

Doppia maternità o paternità, le motivazioni della mia scelta in una lettera consegnata personalmente a chi ha fatto richiesta

Gentili Signore,

ho ricevuto la vostra richiesta di registrazione per il riconoscimento della doppia maternità. In assenza di una legislazione nazionale l’eventuale decisione di registrare non è legalmente possibile, anche se so che la giurisprudenza in proposito è in evoluzione. Ho chiesto ai tecnici del Comune di preparare una nota giuridica che accompagni la mia posizione e che allego alla presente. Si tratta quindi di una scelta che il Sindaco assume senza una copertura normativa certa e coinvolge pertanto, in modo particolare, le sue personali convinzioni e la sua visione di società. Mi permetto quindi di condividere con voi alcune riflessioni che motivano la mia decisione.

Esistono legami di affetto e di amore che coinvolgono persone anche dello stesso sesso e si tratta di legami cui chiedere la responsabilità e il dovere del prendersi cura vicendevole e cui garantire allo stesso tempo quei diritti importanti che ne permettono la realizzazione. Il riconoscimento delle unioni civili va in questo senso. Penso che tale riconoscimento sia giusto.

Ed è legittimo e anche bello che all’interno di questi legami possano nascere il desiderio, l’esigenza, l’aspirazione, il bisogno di maternità e di paternità. Ma, e questo è vero per tutti e in tutte le situazioni che viviamo, tali sentimenti si confrontano sempre con i limiti del nostro essere umano, dettati spesso dalle condizioni oggettive, anche fisiologiche. Questi limiti non sempre e per forza devono essere superati e non sono necessariamente un male, ma possono essere occasioni per verificare ciò cui si aspira e per realizzare sempre il meglio. È per me altrettanto vero che desideri, esigenze, aspirazioni, bisogni personali non sempre devono o possono rappresentare diritti generali cui dare risposte, ma occorre capire quali conseguenze determinano su altre persone o quali ricadute sul senso di comunità, in termini di prassi e di mentalità. So che queste convinzioni possono essere controcorrente e forse non condivise da molti, ma nella mia vita spesso queste parole si sono rivelate vere in fatti, eventi, relazioni, incontri.

Per la realizzazione di un’aspirazione alla paternità o maternità da parte di coppie omossessuali esistono pratiche che personalmente ritengo sbagliate. La maternità surrogata penso non sia per nulla rispettosa dell’idea stessa di maternità e delle persone coinvolte. Se una madre porta in grembo un figlio e lo cura nelle prime settimane, instaura con lui un legame profondissimo. Immaginare che tale legame si sciolga o si ricomponga in modo differente in seguito alla stipula di un accordo, che comprende anche un corrispettivo economico, per cui il figlio passerà alla coppia omossessuale, mi sembra irrealistico e profondamente errato. È un uso del corpo della donna che non ritengo giusto ed è una pratica che trascura legami profondi e intimi connaturati alla maternità, determinando un’idea di relazione più improntata alla strumentalità che alla gratuità del rapporto. Il generare la vita, gesto “piccolo” che riguarda intimamente “solo” poche persone, in realtà tocca l’essenza più profonda di una comunità, la sua radice, la sua capacità di essere generativa e quindi viva. La pratica citata ha una ricaduta profonda sull’idea stessa di società e, a mio avviso, con prospettive per nulla positive sia nei confronti delle donne che dello sviluppo della comunità stessa.

Altre pratiche mi lasciano perplesso. Guardando ad aspetti così antropologicamente fondanti come il dare la vita, mi chiedo che cosa significhi usare del corpo di un uomo per fecondare una delle due donne della coppia. Anche se anonimo, un padre esiste e penso che sia corretto considerarlo. Su questo tema, delicato e complesso, che vale anche per coppie eterosessuali, sono aperto al confronto e lo auspico, ma nutro dubbi e perplessità.

Poiché in un confronto come questo penso sia serio e corretto essere aperti e trasparenti, pongo attenzione anche ad un altro tema. So che educare un figlio con affetto e cura dipende dalle capacità, sensibilità, umanità delle persone che lo crescono. E queste capacità sono presenti in molti e in molte esperienze, da cui io e mia moglie possiamo certamente imparare. Ma, pur con questa consapevolezza, che è anche ragione di dubbio e di ricerca per me, non penso sia giusto trascurare una domanda che a me appare centrale, oggi in particolare, nell’epoca storico-culturale che stiamo vivendo: la differenza di genere nell’azione di crescita dei figli è un valore che occorre promuovere? La mia esperienza, anche di educatore, mi ha portato alla personale convinzione che la presenza di un padre e di una madre è un valore importante nell’azione educativa e penso che insieme occorra affrontare la domanda senza che diventi oggetto di battaglie ideologiche, né tanto meno portatrice di un giudizio su storie e vicende personali, ma per tutti occasione di confronto e di approfondimento per il bene della comunità e dei suoi figli.

Certo sono consapevole che il figlio che lei porta in grembo è e deve essere al centro dell’attenzione; non verranno sicuramente meno per lui i diritti che tutelano lui come ogni bambino della città, che è poi figlio dell’intera comunità. E per lui e per tutti i figli della nostra comunità il nostro impegno è massimo e senza sosta. Resta il fatto che certamente una legislazione, complessa da ottenere, è necessaria e il vuoto normativo va colmato. Ma il fatto è che, al momento, questa legislazione, che sappia anche distinguere tra le diverse pratiche, non esiste. Pertanto un gesto come quello che mi chiedete di fare rappresenta un avallo a tutte le pratiche e per questo, dopo una lunga e anche sofferta riflessione, non posso in coscienza dare il mio assenso per i motivi che sopra ho ricordato.

La vostra richiesta domanda a me e a tutti di darci il giusto tempo per pensare a questioni così rilevanti e dovrebbe permettere alla società di affrontare questi temi in un modo che, sempre, deve essere approfondito e civile. Ho chiesto di potervi incontrare, perché, nella differenza delle posizioni, l’incontro può essere portatore di senso e indica un rispetto profondo e, sono sicuro, reciproco delle persone coinvolte e delle storie vissute.

Grazie,

Gianluca Galimberti
Sindaco di Cremona

LA NOTA TECNICA SULLA NORMATIVA VIGENTE

Rifiuti indifferenziati nei cestini, nove sanzioni. Operazione coordinata dalla Polizia Locale

In dieci giorni nove sanzioni per abbandono di rifiuti indifferenziati nei cestini urbani. Sono i risultati dell’operazione condotta dalla Polizia Locale, in sinergia con le Guardie ecologiche volontarie, per favorire la corretta pratica della raccolta differenziata in città. In particolare, i controlli hanno avuto l’obiettivo di disincentivare i cittadini che non differenziano i rifiuti secondo il modello vigente di raccolta differenziata ‘porta a porta’ (che prevede la raccolta a domicilio) ma li collocano impropriamente nei cestini urbani.

In particolare, in questi giorni, i vigili hanno individuato e sanzionato (165 euro è la multa) 9 persone, di cui 2 con la preziosa collaborazione delle Gev. I controlli sono avvenuti sia in centro, sia in periferia, a seguito di segnalazioni da parte del gestore del servizio della raccolta dei rifiuti e, in qualche caso, di cittadini che hanno a cuore il decoro della città. Gli abbandoni generalmente si sono verificati nelle ore in cui la città è meno frequentata, primissima mattina o tarda notte. In un caso, quello più stravagante, il cittadino nascondeva il sacco indifferenziato in una borsa sportiva durante il tragitto dalla casa al cestino, per poi riporre il sacchetto nel contenitore urbano. In qualche caso, gli autori degli abbandoni fermati non sono risultati residenti a Cremona, ma in provincia: si portavano i rifiuti da casa e li abbandonavano nei cestini della città prima di andare al lavoro.

I controlli in corso si affiancano all’azione che abbiamo fortemente voluto, condotta da Linea Gestioni, di sostituzione progressiva dei vecchi cestini urbani con nuovi modelli aventi un’apertura più ristretta che scoraggia anche fisicamente l’abbandono improprio di rifiuti indifferenziati.

Ex Mercato Ortofrutticolo: lavori per messa in sicurezza e pulizia dell’area retrostante. E riprende l’abbattimento dell’ex Macello dopo la bonifica!

Lavori in corso all’ex Mercato Ortofrutticolo. Aem, in sinergia con il Comune di Cremona, sta eseguendo l’abbattimento di alcune tettoie fatiscenti e pericolose e sta ripulendo la vasta area dietro la palazzina dove in questi anni hanno trovato sede il Centro del Riuso gestito dall’Associazione Amici di Emmaus e la Filiera corta solidale.

Inoltre, Aem abbatterà il vecchio muro di cinta (anche questo pericolante) che costeggia via del Macello e lo sostituirà con una nuova recinzione. I lavori sono eseguiti dalla ditta M.G. Costruzioni.

L’ampio spazio recuperato dietro la palazzina dell’ex Mercato Ortofrutticolo in prospettiva verrà adibito a parcheggio, attrezzato e gestito da Aem, a servizio del Polo Tecnologico e di tutto il comparto che in questi anni sta vivendo un vero e proprio rilancio.

Intanto, vicino all’ex Mercato, la prossima settimana, dopo la bonifica resasi necessaria per il ritrovamento di amianto, riprenderà l’abbattimento dell’ex Macello, in disuso da 20 anni, e nei prossimi giorni verrà aperto il bando per la vendita dell’area a favore di nuovi insediamenti. Il futuro parcheggio servirà, dunque, le imprese già insediate e che si insedieranno in questo comparto.

Ma non abbiamo finito. Dopo la sistemazione dell’area retrostante, ci interessa lavorare per un progetto importante di riqualificazione della palazzina dell’ex Mercato affinché diventi una Cittadella dell’economia solidale.

Lavoro: abbattiamo l’ex Macello e attiriamo investitori
Inaugurato il Polo Tecnologico, già al lavoro sul comparto di sviluppo

Campo da calcio del Cambonino: lavori in corso per il nuovo manto sintetico

Con me gli Assessori Andrea Virgilio e Mauro Platè, i tecnici comunali Ruggero Carletti (Dirigente e Responsabile del procedimento), Giovanni Donadio (Progettista e Direttore dei lavori) e Mauro Renolfi (Direttore operativo), il Presidente del Torrazzo Maurizio Dossena e il vicepresidente Paolo Radi. Un momento per fare il punto in loco sull’andamento dei lavori per la riqualificazione del campo. L’intervento, per il quale come Comune abbiamo investito circa 350mila euro, consiste nella sostituzione del manto con uno di ultima generazione e di un’altra serie di interventi di dettaglio.

Il progetto di riqualificazione, eseguito dalla ditta Green Sport di Treviglio, oltre alla rimozione già completata del vecchio manto di erba sintetica, cambiato l’ultima volta 14 anni fa e ormai ammalorato, comprende lo smaltimento del manto esausto, il livellamento del fondo esistente per la formazione di una perfetta planaria e delle giuste pendenze consentite, il sopralzo dei pozzetti dell’impianto di drenaggio e la posa di un pozzetto per ispezione scarico acque piovane, la formazione di un piano di posa in graniglia, la posa di una rete di irrigazione automatica, la posa del manto nuovo di erba sintetica e la posa delle nuove porte da calcio. I lavori termineranno ad inizio agosto. Successivamente, in sinergia con la società, verranno effettuati altri interventi aggiuntivi di dettaglio in modo da essere pienamente operativi per settembre.

Un’opera importante sia dal punto di vista sportivo, sia dal punto di vista educativo e di coesione sociale. Qui infatti si allenano e giocano tantissimi bambini e ragazzi, attorno a questo luogo si ritrovano moltissime famiglie. E’ un campo che serve alle squadre, al quartiere e alla città. E’ un campo su cui, insieme alla società, abbiamo fortemente voluto investire!

Nuovo manto al campo da calcio Cambonino: via al progetto esecutivo

Rimuoviamo 350 ceppaie in città: decoro urbano e spazio a nuovi alberi

Quello che viene eseguito è un lavoro complesso: dapprima viene tagliato il moncone del tronco rimasto, seguono la fresatura o la carotatura della ceppaia, l’intervento si conclude con l’asportazione del materiale di risulta. Sono 35 le ceppaie con un diametro inferiore a 40 cm sulle quali si interverrà tramite carotatura, con lo stesso metodo ne saranno rimosse ed asportate 68 con diametro superiore ai 40 cm. Il sistema della fresatura riguarderà invece 114 ceppaie con un diametro inferiore a 40 cm e 132 con un diametro superiore a 40 cm.

Un intervento imponente, attuato dando priorità al comparto cimitero, via dei Cipressi e via Boschetto. Le rimozioni, che avvengono al ritmo di 60 – 70 al giorno, interessano via Massarotti, via Montello, via Montenero, via Pasubio, via Gradisca, via Sabotino, piazza Castello, via Piave, via Dalmazia, via Montegrappa, viale Trento Trieste (compresa l’area all’interno dell’omonima scuola primaria), largo Priori, viale Concordia, via Belgiardino, via Rivelli, piazza Migliavacca, piazza Cappi, via Fontana (pista ciclabile), via Flaminia, largo Pagliari, via Zaist, via S. Bernardo, via S. Francesco d’Assisi, via F. Filzi, via Castelleone, piazza Ragazzi del ‘99, viale Cambonino, via Caffi, via Sesto (nell’area a giardino), quartiere Cambonino (aree a giardino), parco Trebbia, piazza Paracaccia, Cascinetto (area a giardino), via Aporti (giardino della scuola per l’infanzia), via Gaspare Pedone (scuola per l’infanzia S. Giorgio), via Ticino (scuola per l’infanzia Agazzi), Cascina Riposo, via Calatafimi, via dei Classici (scuola infanzia Martiri della Libertà e parco Sartori), Parco al Po, Lungo Po Europa, piazzale Atleti Azzuri d’Italia (piscine), via Bissolati, via Crocile (giardino della scuola primaria), viale Po, via Amidani, via Villa Angiolina, via Caprera (parco e civ.82), via Mentana (giardino scuola per l’infanzia), piazza Marconi, via S. Rocco, via Ippocastani e via Ca’ del Binda.

Si tratta di un intervento straordinario in continuità con quello avviato nel 2016, quando erano state rimosse oltre 240 ceppaie. I viali e le zone alberate riacquistano dunque ordine e decoro. E una volta ultimata la rimozione, sarà possibile poi provvedere a piantare nuovi alberi in sostituzione di quelli a suo tempo abbattuti perché non più recuperabili e dunque pericolosi per l’incolumità pubblica.

Messe a dimora 229 nuove piante e rimosse oltre 240 ceppaie

A rischio i fondi del governo per San Felice, il quartiere e la città non si meritano questa presa in giro

Abbiamo costruito un grande progetto su una nostra periferia, S. Felice, con i soldi del bando periferie. Abbiamo firmato un atto con il governo, nella legislatura precedente, con il governo del paese, abbiamo impegnato a fondo la struttura del Comune, abbiamo messo risorse dirette e di personale per rispettare i tempi, credendo che in uno Stato serio ci debba essere continuità nell’azione amministrativa, quando si sono presi impegni formali e spesi soldi pubblici. Siamo pronti con i progetti e a indire le gare per l’inizio lavori. Ma il governo del cambiamento, il governo Lega e 5stelle, sta provando a cambiare le regole di uno stato civile e, in barba a tutti gli atti fatti, in dispregio a tutti gli sforzi realizzati, senza rispetto nei confronti di tutti i cittadini che abitano nelle periferie delle nostre città e che si aspettano questi interventi toglie soldi alle periferie, toglie soldi alla parte più debole del paese. Dicono per metterli da altri parti a favore dei Comuni, ma non è vero. E intanto è colpito lo sviluppo del paese, a partire dalle zone più fragili delle nostre città e a partire dalle imprese che dai progetti potevano trarre lavoro. Come dice il presidente di ANCI Lombardia e Sindaco di Lecco, Virginio Brivio: “non è possibile pensare allo sviluppo del Paese se non si può contare sulla certezza delle regole.” Infatti qui c’è chi ha lavorato e lavora per lo sviluppo del paese a partire dalle periferie e chi gioca con la propaganda, cambiando le regole in corsa, per ottenere consenso sulla pelle di tantissimi cittadini e dei più deboli. Altro che dignità! Chiediamo insieme a tutti gli altri Sindaci d’Italia di tutti gli schieramenti un radicale cambiamento del testo Milleproroghe approvato al Senato, per il bene del paese e del suo futuro. Noi come Comune continueremo a lavorare per rispettare i tempi dei progetti e per iniziare i lavori. San Felice e la città non si meritano questo improvviso passo indietro, questa presa in giro!

San Felice cambia volto: ecco gli interventi per 7 milioni