Expo, l’Arcimboldo a Cremona in una progettualità importante per tutta la Regione

Regione Lombardia ha richiesto al Comune di Cremona il prestito dell’opera L’Ortoloano dell’Arcimboldo per il periodo di Expo 2015. Siamo fortemente orientati a mantenere l’opera a Cremona. La decisione verrà esplicitata in una lettera che verrà inviata a breve alla Regione. LOrtolano dell’Arcimboldo, così come Il San Francesco di Caravaggio, conservati nella nostra Pinacoteca sono dei gioielli da valorizzare all’interno di una programmazione culturale più estesa per l’anno 2015 su cui stiamo intensamente lavorando e che presenteremo a fine settembre, in occasione della Settimana della cultura. Uno dei filoni di questa programmazione ovviamente sarà dedicato ad Expo ed avrà nell’Arciboldo uno degli attrattori principali attorno al quale costruire progettualità importanti per Cremona e per tutta la Regione, in collaborazione con Milano e con altri territori. Stiamo interpretando lo spirito di Expo, ovvero quello di una importante valorizzazione non solo del capoluogo regionale, ma di tutti i territori in Lombardia e nell’intero Paese.

Tagli al verde, dal Comune intervento integrativo

Il Comune di Cremona ha dato il via ad un intervento integrativo per il taglio dell’erba in città. Le condizioni meteo e il perdurare delle piogge, che hanno notevolmente accentuato la crescita dell’erba, hanno reso necessario approntare un piano economico e operativo integrativo di tagli del verde. Sono interessate aree attrezzate, aree verdi, giardini pubblici e scuole cittadine. Inoltre, sono numerosi gli interventi previsti alle siepi e lungo le banchine stradali, con particolare attenzione agli svincoli e alle rotatorie, dove la presenza di erba alta limita la visibilità. I lavori sono già iniziati nella giornata di lunedì 18 agosto.
L’impegno che ci siamo dati, pur nelle difficoltà del bilancio ereditate è di mantenere nei prossimi mesi un decoro generale del verde in città, soprattutto nei giardini attrezzati, punto di ritrovo dei cittadini, e in prossimità di svincoli e rotatorie per garantire sicurezza.

ALCUNI DEGLI INTERVENTI IN PROGRAMMA RIGUARDANTI SCUOLE E GIARDINI
(a cui vanno aggiunti i numerosi interventi a siepi e lungo banchine stradali)

Scuole/Strutture Giardini
Castello Piazza Castello
Bissolati Piazza Fiume
Martini Parco Vecchio Passeggio
Aporti Largo Paolo Sarpi
Sacchi Piazza S. Anna
Campi Via Argine Panizza
Vida Piazza Patrioti
Stradivari Piazza Cisalpina
S. Ambrogio Piazza Cappellani Militari
Miglioli Piazzale Prato Verde
Lacchini Largo Ragazzi ’99
Cavatigozzi Piazza A. Moro
Boschetto Via Valtellina
Cdd via Platani Via Picenengo
S. Caterina Viale Cambonino
Don Primo Mazzolari Piazza Dossena
B.M. Visconti Via Dossetto
S. Felice Via Verdello
Villetta Via Mosconi
Virgilio Via Caprera-Via Fatebenefratelli
Mincio Via Falcone Borsellino
Agazzi Piazza Zelioli
Monteverdi Via Boschetto
  Via Persico
  Piazza Mirabello
  Via S. Sebastiano
  Piazza Caccia
  Piazza Cappi
  Via Bagnara
  Via S. Savino
  Via Giuseppina
  Via Casalmaggiore
  Piazza Somenzi
  Piazza Migliavacca
  Piazza Albero della Libertà
  P.zza De Lera
  Largo Benini
  Via Castelleone
  Via Sesto
  Via Dosso-Via Castella
  Via Boschetto
  Via Caprera
  Via Diritta
  Via Corte
  Via Trebbia
  Parco Caduti Nassiriya
  Via dei Classici – Parco Sartori
  Parco Tognazzi

Autonomia e valorizzazione del Consiglio. Inchiniamoci alle fragilità

Pubblico il discorso tenuto al primo consiglio comunale, in cui ho prestato il giuramento di osservanza leale alla Costituzione e in cui abbiamo eletto il presidente del Consiglio Comunale Simona Pasquali e il vicepresidente Andrea Sozzi.

Presidente e consiglieri,

per me e per tutti noi è un alto onore essere qui oggi.  

Le istituzioni democratiche, che noi ora, in questa nostra città, rappresentiamo, si fondano su quell’esercizio alto e nobile del voto, per il quale i nostri padri e le nostre madri hanno dato la loro vita decenni fa: ne siamo consapevoli e ne sentiamo tutto l’onere della responsabilità.

La Costituzione del nostro paese, alla quale hanno dato vita culture e storie differenti, unite da un comune anelito alla libertà e alla democrazia, racconta una struttura statuale, in cui le istituzioni centrali si fondano su quelle locali e, tra queste, l’amministrazione comunale rappresenta l’elemento più vicino alla vita delle persone, che abitano e rendono vivo un territorio. Pertanto noi oggi, con questo nostro primo Consiglio Comunale, rendiamo vive e presenti le Istituzioni dell’intero paese. 

E poiché sulla realtà dei territori e sulla dignità delle loro Istituzioni si fonda, nella sua essenza più alta, l’intera costruzione europea, possiamo dire che noi, oggi, nel nostro piccolo e allo stesso tempo con tutta la grandezza della nostra storia, contribuiamo alla vita stessa dell’intera Europa.

C’è dunque davvero una sacralità in questi atti, di cui oggi sentiamo il peso e la grandezza e di cui noi siamo interpreti e che rappresentano, potrei dire, riti sacri di una comunità civile.

Ma le istituzioni, in fondo, acquistano un senso dalla vita stessa delle persone che le incarnano. Abbiamo quindi un’essenziale missione: quella di mantenere alto l’onore di questo Consiglio comunale, attraverso l’onorabilità stessa delle nostre scelte personali, il rigore morale dei nostri atteggiamenti, la trasparenza dei nostri atti, l’etica civile con cui staremo e vivremo in queste aule e fuori da esse.

Poiché sono le persone a rendere sacra l’istituzione, desidero qui ora subito ricordare e ringraziare chi in questa realtà opera e lavora: dipendenti e dirigenti, che di questo comune sono le colonne portanti. Alcuni li ho già incontrati, altri li incontrerò nei prossimi giorni. Sono loro innanzitutto, che possono e devono rendere sacra l’istituzione comunale attraverso il loro quotidiano lavoro. C’è un orgoglio da recuperare, ci sono motivazioni da ritrovare, c’è una capacità di innovazione da sperimentare: noi vorremmo essere al loro fianco, nella distinzione dei ruoli, definita e da interpretare e verificare costantemente, nel rispetto del loro lavoro, nel desiderio di essere indirizzo politico, stimolo all’innovazione, controllo efficace e operoso. 

A tutti loro va il mio ringraziamento per l’accoglienza che mi hanno dimostrato e va anche la mia richiesta e offerta entusiasta di lavorare insieme, di costruire un percorso, al termine del quale tutti possano dire di essere orgogliosi del privilegio oneroso di lavorare nella pubblica amministrazione. 

Il senso delle istituzioni e della loro alta dignità, che tante volte abbiamo ricordato nei mesi scorsi e che ha guidato e guiderà il nostro agire, diventa oggi un grazie: grazie alla precedente amministrazione, al professor Oreste Perri e ai suoi assessori, per il lavoro e la fatica di questi anni. Dire grazie a chi ci ha preceduto significa affermare che la dignità delle istituzioni si incarna certo nella nostra vita, ma, allo stesso tempo, la supera, dentro una storia lunga, costruita anche grazie a chi ci ha preceduto. Questo grazie significa essenzialmente riconoscere che l’istituzione non è di nessun politico né dirigente, non è proprietà di chi vince le elezioni, ma è solo ed unicamente patrimonio della comunità, patrimonio prezioso che altri prima di noi hanno, con limiti e pregi, custodito e che ora spetta a noi, con limiti certo, ma con idee nuove e passione custodire ed accrescere. 

Noi figli di una storia lunga di ideali democratici, di aneliti alla giustizia, di desideri di bene comune che prima di noi cittadine e cittadini di questo paese hanno incarnato, oggi e ogni volta che qui ci incontreremo avremo la possibilità di rendere presente e fruttuosa questa storia.

Sono passati diciotto giorni dalla mia proclamazione a sindaco di Cremona, quattordici dalla presentazione degli assessori e delle loro deleghe, dieci dall’insediamento della Giunta. Ci siamo già messi abbondantemente al lavoro. Come sapete io ho costruito l’assetto assessorile, che è realizzato sulla base dei contenuti del programma con cui abbiamo vinto le elezioni. Le deleghe al singolo assessore hanno un significato preciso solo se messe in relazione a quelle degli altri colleghi di Giunta, in una visione di insieme che corrisponde a quella necessaria visione di insieme nell’analisi dei problemi della città, nell’individuazione di scelte e nella costruzione di una idea di futuro per Cremona. È proprio questa visione di insieme che aspira ad individuare un metodo di lavoro innovativo, ispirato ad assetti organizzativi nuovi di altre realtà amministrative. Si tratta tecnicamente di un assetto “a matrice”, in cui deleghe di diversi assessori si uniscono in Aree (come l’Area welfare, l’Area urbanistica e l’Area sviluppo), dentro le quali assessori e dirigenti lavoreranno insieme con funzione programmatoria e di verifica. 

Voglio qui ringraziare gli assessori: scelti all’interno della ricchezza della coalizione, hanno mostrato immediatamente un impegno all’altezza del compito e dimostrato fin da subito di essere concordi rispetto alle scelte metodologiche fatte, con una professionalità e un’intelligenza necessarie, per imparare a lavorare insieme e affrontare le sfide che abbiamo davanti. 

Vorrei ora descrivere meglio, seppure in breve, il metodo di lavoro scelto, perché sono convinto che l’impostazione di un metodo di lavoro sia essenziale per riuscire ad affrontare le sfide e per rendere produttiva l’azione. Il metodo impostato andrà verificato e, alla luce della verifica, eventualmente anche modificato per migliorarlo. Accanto alle Aree, stanno già lavorando gli Staff, gruppi di assessori e dirigenti e posizioni organizzative, più immediatamente operativi su questioni specifiche, con l’obiettivo di individuare azioni, responsabilità, tempi e metodi di verifica. Ne sono già partiti diversi (ad esempio su corso Garibaldi, su cultura e turismo, sull’Expo, sul Polo Tecnologico, sul progetto Po, sul Pgt, sulle alienazioni, sul tema della casa, sulla comunicazione e altri ancora).

Se il metodo di lavoro scelto ha nel lavoro di squadra il suo punto di forza, un altro criterio ci ispira e conduce l’azione: darsi una tempistica precisa di realizzazione delle azioni scelte, definire quindi un cronoprogramma e verificare gli obiettivi raggiunti. Il controllo del nostro lavoro diventa quindi più trasparente, per noi lo stimolo è maggiore, per la macchina comunale un incentivo al miglioramento. Proprio il fattore tempo è infatti un elemento essenziale di efficienza, risparmio e controllo: dichiarare a noi stessi e ai cittadini che cosa si fa in quanto tempo è un punto essenziale di miglioramento per l’intera pubblica amministrazione.  

Queste scelte, questo metodo e questi criteri rappresentano per noi anche un primo passo per impostare la riorganizzazione della macchina comunale. Un riordino è necessario e vogliamo costruirlo, valorizzando le energie presenti all’interno del Comune. La nostra prossima scadenza sarà al termine del mese di luglio, per un’ulteriore proposta di riorganizzazione alla luce delle scelte di contenuto e del metodo di lavoro impostati, sopra descritti. 

Abbiamo solo iniziato, sappiamo che dovremo essere verificati, che dobbiamo ancora dimostrare la bontà del nostro agire e sappiamo che molto va ancora affrontato. Tuttavia la chiarezza dei primi passi, la definizione degli obiettivi e l’idea precisa di che cosa fare e di come farlo ci sembrano un punto di partenza importante. 

Come sopra ricordato, le scelte sin qui fatte discendono dal programma per il quali siamo stati eletti: il nostro programma sarà la nostra stella polare. Ciò che abbiamo detto in campagna elettorale sta guidando le nostre scelte. Infatti sta a cuore a me e a tutti, l’impegno a dar seguito alle parole pronunciate in campagna elettorale. Ridare sostanza alle parole che si dicono, affermare che le parole che si pronunciano sono cariche di significato, che va rispettato e onorato con la coerenza delle decisioni è una scelta politica e di buona politica. Ma è anche una scelta a favore di una convivenza che rimetta la verità e l’onestà delle relazioni tra le persone al centro di tutto. 

Entro il 30 settembre, nel discorso programmatico entreremo nello specifico delle scelte future. 

Ritorno ora al luogo in cui ci troviamo, questa bellissima aula del nostro Consiglio comunale, per sottolineare un punto essenziale di azione politica. Nell’azione amministrativa il rapporto con il Consiglio Comunale e con i suoi consiglieri è fondamentale. 

Due sono le parole chiave: autonomia e valorizzazione.

Autonomia significa in essenza rispetto della suddivisione dei poteri all’interno di una amministrazione, quello esecutivo e quello legislativo. Autonomia significa rispetto per la scelta, che con il loro voto tanti concittadini hanno fatto, di liste e spesso (molto spesso, in particolare per alcuni) di nomi di candidati. Autonomia significa anche rispetto di quella funzione democratica di controllo che il Consiglio deve esercitare nei confronti della Giunta.

Valorizzazione significa dare valore all’azione del Consiglio come luogo principe di espressione del voto democratico. Siamo consapevoli che la legislazione degli ultimi decenni ha dato alla Giunta un ruolo preponderante, ma abbiamo tutta la volontà politica di ridare centralità al Consiglio Comunale. Il desiderio di confronto sia il sale delle discussioni tra voi e con noi, confronto anche duro, ma mi auguro sempre leale e rispettoso, improntato ad uno stile che abbiamo fortemente voluto in tutta la campagna elettorale e che moltissimi in città e nel nostro paese si auspicano: stile di dialogo e di confronto civile.

Sempre nella vita di un’amministrazione e in alcuni momenti in particolare, il Consiglio è chiamato ad un lavoro essenziale di indirizzo e controllo, che per noi sarà fondamentale e senza il quale la nostra azione sarebbe menomata. Ci auspichiamo che le commissioni scelte siano luoghi di studio, confronto, proposta e verifica, con una passione competente ed un entusiasmo civile che molti nostri concittadini si aspettano. Nelle scelte delle commissioni, ci auspichiamo anche che un’attenzione particolare sia data a questioni come la legalità, la trasparenza e la lotta alla corruzione, così che il Consiglio sia presidio di legalità a favore di tutta la città.

Anche a voi il mio grazie, cari consiglieri, a tutti voi, di maggioranza e di minoranza, per l’impegno che vi siete assunti a rappresentare i cittadini nell’azione amministrativa di questa nostra città. E il mio ringraziamento va anche alle forze politiche, a tutte le forze politiche, che hanno messo in campo risorse umane e di idee, indispensabili ora per un percorso quanto più condiviso verso il bene comune. 

La sacralità delle istituzioni impone a tutti il riconoscimento di uno stile, che a me piace molto chiamare stile della mitezza, di cui spesso abbiamo parlato in campagna elettorale. Chi è mite sa valutare, pesare ciò che conta davvero e ciò che è di minore importanza, conosce i propri difetti, che sono spesso simili a quelli degli altri e per questo fa di tutto per superarli; è coraggioso perché umile, è forte perché sa di non essere il centro del mondo e di dover dipendere dagli altri per imparare, per migliorare, per crescere. Il politico mite è un politico che ha la profonda consapevolezza di non avere bacchette magiche e che, proprio per questo, ha la capacità di ascoltare l’altro, ha il senso profondo della gratuità, perché sa che nulla è suo e che tutto gli è solo affidato, ha il coraggio di idee chiare, il desiderio di migliorare, di studiare, di imparare dalla realtà e dagli errori, di cambiare perché tutto si può fare meglio, di innovare perché si è sempre in cammino, ha idee chiare e principi per cui darebbe la vita e sa dire: ho sbagliato e avete ragione, perché ciò che conta è un bene condiviso, un bene comune. Non ho questa virtù della mitezza, ma tendo intensamente ad essa e vorrei continuare in questi anni ad impararla, magari insieme.
Lo stile è sostanza politica. Ricordiamolo sempre, aiutiamoci reciprocamente a ricordarlo: Giunta e consiglio comunale.

Tutti noi, che siamo qui, dentro questo stile che auspico e per cui lavorerò, dobbiamo riconoscere chi nella nostra città è davvero importante, chi ha davvero potere è il bambino nelle corsie dei nostri ospedali e la sua famiglia, il cinquantenne che con onestà ed anche angoscia è da mesi o da anni in cerca di lavoro, la persona sulla carrozzina che affronta ogni giorno la fatica di vivere e la speranza di futuro. A loro, a tutti i nostri concittadini deboli e fragili noi ci inchiniamo. 

Tutti noi in realtà non abbiamo alcun potere se non riconosciamo che siamo solo a servizio di tutta la cittadinanza. E con la cittadinanza vogliamo costruire un dialogo intenso: questi cinque anni siano innovativi anche in questa ricerca di un metodo di partecipazione sulla scorta di esperienze importanti di altre città. 

Partecipazione e capacità di decisione sono sorelle e si aiutano a vicenda nella costruzione di una città. 

Costruire luoghi di partecipazione anche con l’aiuto delle Istituzioni significa riconoscere il senso profondo delle parole dell’articolo 2 della nostra Carta Costituzionale (“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”). Mi auguro che il Consiglio Comunale, insieme alle forze politiche che lo esprimono e a tutta la Giunta siano impegnati in questa ricerca costante, competente e metodologicamente fondata di forme di partecipazione.

Ecco dunque il mio augurio: la carta costituzionale sia il nostro faro, le idee, concrete, condivise, capaci di futuro, siano la nostra guida, la coscienza retta la nostra compagna, lo stile democratico di dialogo e l’amore profondo per il bene comune fino al dono della nostra vita siano i motori incessanti ed entusiasti della nostra azione.

Buon lavoro a tutti. Per il bene di Cremona.   

Scarica il discorso del sindaco

Galimberti ai dipendenti: “Abbiamo idee e progetti. Vogliamo realizzarli con voi”

“Abbiamo idee e progetti. Vogliamo realizzarli con voi, a partire da quanto già c’è”. Così il sindaco Gianluca Galimberti nel pomeriggio di mercoledì 18 giugno durante l’incontro nel Salone dei quadri con dirigenti e dipendenti che prestano servizio a palazzo Comunale, alla Loggia dei Militi e in via Bella Rocca. Il primo di una serie di appuntamenti che coinvolgeranno via via tutti i lavoratori comunali, in ogni sede della struttura. “Il breve intervento che ho fatto durante l’insediamento – ha detto Galimberti – l’ho fatto pensando a voi. Credo nella sacralità delle istituzioni, credo che lavorare nel pubblico sia un onere e un onore. Vorrei vivere questi cinque anni costruendo insieme, facendo un pezzo di strada con voi”.
“Abbiamo desiderio di raccontare una stagione grande di innovazione – ha proseguito il sindaco – Abbiamo tante idee, tanti progetti e tanto lavoro. Abbiamo profondo rispetto nei vostri confronti e vogliamo realizzare questo lavoro a partire dalle conoscenze e dalle competenze che già ci sono”.
Il passaggio conclusivo sul nuovo assetto assessorile. “Ci sono questioni che non possono essere trattate a compartimenti stagni – ha terminato il sindaco – Gli assessori, con il nuovo assetto assessorile, sono obbligati a lavorare insieme. Con loro relativi dirigenti e settori. Il tutto a partire da quelle due centralità sostenute in campagna elettorale: digitalizzazione della macchina e implementazione dell’ufficio bandi”.

Consegna delle borse di studio ‘Elsa Pigoli Zucchi’

premio zucchi 2014In mattinata la consegna delle borse di studio intitolate alla memoria di Elsa Pigoli Zucchi e destinate a studenti diversamente abili più meritevoli della città individuati da un’apposita commissione. Con il sindaco anche Alessia Zucchi, nipote di Giovanni Zucchi, istitutore del riconoscimento, Marisa Bellini presidente del Soroptimist International d’Italia Club di Cremona, e Mauro Platè, al quale il sindaco affiderà la delega al Welfare.
“‘Voi siete un esempio per tutti. Siete studenti, ma siete anche maestri per noi, per l’impegno che mettete nel vostro percorso di studi e di vita. Racconterò ai miei figli di avervi conosciuto. Perché è per me un onore avervi incontrato e lo dico a nome della città”.
Il sindaco Galimberti ha premiato Carlotta Porcari, secondo anno alla scuola secondaria di primo grado “Sacra Famiglia”, e Alfonso Scaramuzza, terzo anno del Liceo Artistico “B. Munari” di Cremona. Ad Andrea Belli, primo anno del corso di Ingegneria Informatica presso il Politecnico di Milano Sede di Cremona, è andato il premio di 900,00 euro riservato a studenti universitari. 

Galimberti con ministro Boschi: ‘Una sola voce in Europa sul patto di stabilità’

“Vorrei porre all’attenzione del ministro la questione del patto di stabilità. Serve una sola voce, comuni e Roma, che chieda all’Europa un rigore che però non uccida’. Così il candidato sindaco Gianluca Galimberti in una piazza Roma gremita per l’incontro con il ministro Maria Elena Boschi, a Cremona per la chiusura della campagna elettorale in vista del ballottaggio di domenica 8 giugno. Sul palco, come moderatori, i giornalisti Simone Bacchetta di Cremona 1 e Gilberto Bazoli del quotidiano La Provincia. Ad aprire il momento il segretario del Pd in regione Alessandro Alfieri. “Siamo accanto a Gianluca in questa sfida – ha detto Alfieri – Questa è stata una campagna elettorale positiva condotta sui contenuti e con una prospettiva che va oltre la città”.

“Il 45,81% ottenuto a Cremona dal centrosinistra – ha esordito il ministro Boschi – è stato importante. Ora è importante consolidarlo domenica, riconvenendo le persone ad andare a votare. Un risultato grande che, come quello di Gianluca e come quello del Pd in Europa, è un segnale positivo e carica di responsabilità. E’ segno di fiducia, ma è un bonus limitato: a Roma, come nei comuni poi bisogna ottenere in tempi definiti dei risultati”. “L’abbiamo detto più volte in campagna elettorale – ha detto Gianluca Galimberti – Dobbiamo dire cosa facciamo e in quanto tempo. In questo modo si crea una possibilità di controllo e parametri secondo i quali giudicare la macchina amministrativa”.

Sul tema del patto di stabilità sollevato dal candidato sindaco Gianluca Galimberti, il ministro Boschi ha dichiarato: “E’ una richiesta che arriva da molti comuni. E’ necessario rivedere in Europa certi vincoli per una politica che non sia solo di rigore”. “Voglio fare il mio in bocca al lupo personale a Gianluca Galimberti perché si merita la vittoria, come se la merita la sua squadra e questa bellissima città”, la conclusione del ministro Boschi che ha lasciato la piazza accompagnata da un lungo applauso.

Al termine dell’incontro con il ministro, per chiudere la prima parte del ‘Galimberti day 2 – Adesso si cambia’, la coalizione ha organizzato un piccolo corteo per le vie del centro dietro la banda Nema Pro.

A parco Fazioli: ‘Controlli, parco giochi e riqualificazione’

Circa ottanta persone, anche sotto la pioggia, si sono radunate nella serata di martedì 3 giugno nella piazzetta di via Fazioli per incontrare il candidato sindaco Gianluca Galimberti, impegnato in questi giorni di campagna elettorale in diverse zone della città. “Ciò che è accaduto a Cremona in questi mesi – ha esordito il candidato sindaco – dice che questa città ha bisogno di cambiamento, ha bisogno di vincere le resistenze con un sorriso competente. Non serve accusare, ma vincere con le idee”. Massima attenzione alla situazione proprio del parco Fazioli, il cui degrado e la cui insicurezza sono stati più volte denunciati dai residenti. “Questa zona è esempio di uno sviluppo urbanistico sbagliato – ha affermato Galimberti – Qui sicuramente abbiamo bisogno di più controlli e di un parco giochi in quell’area verde non utilizzata perché noi siamo convinti che una città più viva è una città più sicura. Sul complesso dell’ex consorzio studiamo un progetto di riqualificazione urbana. Basta nuove costruzioni, sistemiamo ciò che già c’è, coinvolgendo i cittadini nella pianificazione degli interventi e dicendo cosa facciamo e in quanto tempo”.

Trasporti (“se una città muore, muoiono anche i suoi collegamenti”), sicurezza, piano casa, parcheggi, ufficio bandi e rapporto tra Comune e associazioni di volontariato alcuni degli altri temi sollevati dai presenti ed approfonditi dal candidato sindaco.

“Ripartiamo dalle cose più semplici – ha concluso Galimberti – ovvero panchine, marciapiedi, parchi giochi, poi andiamo più su e ci occupiamo degli spazi vuoti di questa città, e poi ancora più su con grandi progetti come il Polo tecnologico da riprendere in mano, l’Expo e le università, la riqualificazione del Parco dei Monasteri. Il tutto coinvolgendo i cittadini. Per rilanciare Cremona, infatti, c’è bisogno di mettere insieme le risorse della città. Cremona deve imparare a lavorare insieme e ad aprire la mente se si vuole salvare”.

Nella serata di mercoledì 4 giugno Gianluca Galimberti sarà a Borgo Loreto (piazza della fontana alle 21).

Galimberti a San Felice: ‘Il Comune deve cambiare metodo: dire in quanto tempo fa le cose’

“La nostra città è di fronte ad un bivio: o continua a galleggiare o si rilancia”. Così il candidato sindaco Gianluca Galimberti all’incontro con i residenti dei quartieri San Felice e San Savino, organizzato dal circolo Pd e dal segretario Roberto Galetti al centro anziani di San Felice nella serata di mercoledì. “Per rilanciare Cremona certamente ci vogliono i soldi – ha proseguito Galimberti -, ma la storia che mancano i finanziamenti a volte nasconde una mancanza di idee. Ci sono progetti a basso costo ma ad alto contenuto di idee. Cremona deve riprendere in mano programmazione, idee ed energie già esistenti”.

Galimberti ha parlato anche di incontri avvenuti durante la giornata con alcuni commercianti. “C’è la casa di Stradivari in corso Garibladi – ha detto il candidato sindaco – In altre città sarebbe già volano turistico-commerciale per un anno intero. A pochi soldi, va inserita in un percorso turistico, va animata. Questo condurrebbe le persone anche a passare dai corsi per arrivare alle nostre piazze e al Museo del Violino”.

sanfelicedentro“Innanzitutto però serve un cambiamento della pubblica amministrazione – ha dichiarato Galimberti – Valorizzare le competenze che nel Comune già ci sono, ma cambiare il passo in termini di organizzazione e in termini di efficienza, ossia dire in quanto tempo si fanno le cose. Questo è fondamentale per serietà. Due esempi: ultimamente, a pochi giorni dalle elezioni, hanno rifatto l’asfalto di viale Trento Trieste ma restringendo la ciclabile e hanno fatto nuovi incroci in via Dante senza scoprire i cartelli di divieto di accesso alle biciclette. Bisogna programmare, dichiarare i lavori che si fanno e metterci la faccia. Per quanto mi riguarda, se saremo a governare, il sindaco sceglierà gli assessori e il sindaco chiederà a loro competenza, novità, onestà e lavoro di squadra”.

Un passaggio anche sui comitati di quartiere. “La mia storia è una storia di costruzione di luoghi di partecipazione – ha detto Galimberti – Chi dice che Galimberti vuole abolire i comitati di quartiere, mette in giro delle cose false. La partecipazione seria e con un metodo è una questione di efficienza. Non è un metodo passerella. Non è un metodo dell’amministratore ‘illuminato’ e intoccabile. E’ un metodo in cui chi amministra deve decidere, ma radicando queste decisioni in un processo di ascolto. L’esperienza dei comitati è preziosissima e, proprio per questo, da analizzare e verificare insieme agli stessi comitati di quartiere”.

Galimberti, le cinque cose nei primi 100 giorni e flash mob

“Patto per il lavoro, mobilità e manutenzione (cosa facciamo in quanto tempo, mettendoci la faccia), accesso al credito e fondo solidarietà, più porte di accesso ai servizi, progetto per l’infanzia”. Queste le cinque azioni che Gianluca Galimberti metterà in campo, se sarà eletto, nei primi 100 giorni di governo. Le ha annunciate il candidato sindaco durante l’incontro a Teatro Monteverdi con i candidati della coalizione (Fare nuova la città, Pd, Sinistra per Cremona, Centro Democratico, Patto Civico per Galimberti). Un momento molto partecipato in cui Gianluca Galimberti ha dichiarato: “Noi rappresentiamo un’innovazione politica. Veniamo da storie diverse, ma siamo coesi. Oggi lanciamo una sfida, frutto di una percezione chiara e di un entusiasmo montante: possiamo vincere al primo turno, dobbiamo lottare perché questo avvenga”. “Personalmente, quando andremo a governare – ha detto il candidato sindaco – mi impegnerò strenuamente e senza nessun problema di essere rieletto. Eviterò di arrivare in fondo alla legislatura facendo le cose in fretta per farmi rieleggere e ci metterò la faccia. In gioco non c’è solo la vittoria, ma il cambiamento per la città, il racconto di una stagione nuova”.
Importante il passaggio di riferimento all’Europa. “La nostra coalizione ha nel dna un’idea forte di Europa, un’Europa diversa, un’Europa che parte dai territori”, ha detto Gianluca Galimberti citando Altiero Spinelli, Alcide De Gasperi, Luigi Enaudi. “Lo spessore politico di quello che stiamo facendo a Cremona, nel nostre piccolo – ha continuato il candidato sindaco – ha il sapore di queste tre culture. Questa coalizione è fatta da cinque storie che si sono unite non per tatticismo, ma per idealità. Uno dei denominatori comuni che ci contraddistingue è proprio quello della pace e dell’innovazione. Questo dobbiamo raccontare ai cittadini, con orgoglio”.
Sul palco sono intervenuti cinque rappresentanti delle liste della coalizione: Mauro Platè per Fare nuova la città, Francesca Baldini per il Pd, Rosita Viola per Sinistra per Cremona Energia Civile, Giuseppe Termenini per Centro Democratico, Michelangelo Gaggia per Patto Civico per Galimberti. Questi ultimi, al termine dell’incontro, insieme al candidato sindaco, hanno simbolicamente firmato il programma della coalizione ‘Dieci idee in Comune. Cremona 2020’. Finito l’incontro al Monteverdi, i candidati si sono spostati in piazza Duomo per un flash mob. Hanno composto sotto palazzo Comunale, con dei cartelli, una lunga scritta: ‘Galimberti Cremona merita fiducia, comunità, cultura, lavoro’.

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Primo maggio, Galimberti lancia la settimana del lavoro

“Ho un figlio e un marito in cassa integrazione. Ora ho terminato il mio contratto part time. Come potrò affrontare il futuro?”. All’iniziativa organizzata per il primo maggio, Festa del Lavoro, dalla coalizione di centrosinistra in piazza Roma, il candidato sindaco Gianluca Galimberti ha voluto iniziare il suo discorso leggendo la lettera arrivata da una signora cremonese in gravi difficoltà familiare ed occupazionale. “Storie come queste sono nelle vie e nelle case di questa città – ha detto Galimberti – Il tema del lavoro è il tema centrale, è la nuova liberazione di questo Paese. Se ha un senso questo impegno e l’impegno di tutti noi è innanzitutto perché guardiamo ai bambini e ai giovani di questa città. Dobbiamo ripensare ad una città che sappia essere accogliente per il lavoro dei giovani. Se partiamo da qua ricostruiamo il lavoro anche per i 45enni e i 50enni”.

“Io sogno una città – ha proseguito – in cui negli spazi vuoti che spesso cadono a pezzi, nei negozi vuoti, ci siano spazi di co-working in cui giovani professionisti della cultura, della liuteria, dell’information technology per esempio, possano lavorare insieme. E’ un sogno irrealizzabile? No. In altre città sta già avvenendo. Apriamo la mente e lo sguardo di questa città”.

Lanciata dal candidato sindaco la settimana del lavoro, una serie di appuntamenti ed incontri dedicati alla questione occupazionale di Cremona. Sabato visita in una piccola-media impresa cittadina, lunedì 5 maggio incontro con realtà dell’economia sociale (alle 17 alla sede del comitato), in due giorni della prossima settimana volantinaggi davanti a due grandi ditte. In più, venerdì 9 maggio (alle 18 davanti alla sede del comitato) Gianluca Galimberti incontra il consigliere regionale Umberto Ambrosoli sul tema della legalità e della trasparenza nel lavoro e sabato 10 maggio (alle 18 alla sala congressi dell’Hotel Continental) Maurizio Martina, ministro alla Politiche Agricole con delega all’Expo sul tema appunto dell’Expo e del sistema fieristico. Partecipano il sottosegretario alle Riforme Luciano Pizzetti, il presidente di Cremona Fiere Antonio Piva, il presidente della Camera di Commercio Gian Domenico Auricchio e Fabio Antoldi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Finale dell’intervento in piazza Roma sull’agenda digitale. “Meno burocrazia più lavoro – ha concluso Galimberti – Faremo questo a partire dalle risorse umane che anche nella pubblica amministrazione ci sono. Saremo un’amministrazione capace di ascoltare e quindi di agire”.

Prima di Galimberti è intervenuto Mino Grossi della Uil, in rappresentanza di Cgil, Cisl e Uil. “Del programma di Galimberti abbiamo apprezzato due punti in in particolare: la centralità del lavoro e l’attenzione per il lavoro agroalimentare”, ha detto al microfono il sindacalista. Il pomeriggio è proseguito, per la tanta gente che ha partecipato, con musica, buffet equo solidale e giochi per i bambini. Hanno promosso e aderito all’iniziativa le cinque liste della coalizione, presenti in piazza Roma con stand e propri candidati.

Guarda il video del discorso di Galimberti

Galimberti con medici e infermieri: “Ospedale essenziale: interesse massimo e governance”

“L’ospedale è un luogo essenziale per la vita di una città – ha detto Galimberti – Il nesso tra quel luogo e l’amministrazione sono i cittadini. Non può, dunque, non esserci un interesse da parte del Comune”. Sala Ial Cisl gremita per l’incontro, intitolato ‘Cremona merita salute’, tra il candidato sindaco Gianluca Galimberti, medici, infermieri e personale sanitario. Ad introdurre Paolo Bodini, medico e già sindaco di Cremona.

Gianluca Galimberti ha esordito sulla prevenzione. “Nel nostro programma – ha spiegato – c’è il bilancio ambientale. Il nostro territorio è uno dei più inquinati d’Europa. La questione dell’inquinamento non afferisce solo al nostro territorio bodini_galimbertied è evidente che dipende anche dalle caratteristiche della Pianura Padana. Detto questo, sul tema della mobilità abbiamo tantissimo da fare e da costruire. Sul tema dell’inceneritore, dietro il quale c’è un modo di intendere se stessi e il proprio futuro, uno stile di vita, il produrre di meno. E anche sul tema della trasparenza dei dati ambientali”. Dentro alla questione prevenzione, quella degli adolescenti. “Non solo aumenta l’uso di stupefacenti e alcolici – ha proseguito il candidato sindaco – ma cresce il disagio adolescenziale anche in relazione al rapporto col proprio corpo. C’è una parte della popolazione, spesso con basso livello di istruzione ed elevate difficoltà economiche e sociali, che ha bisogno di logiche di accompagnamento e di educazione alla salute”.

Terza questione sollevata da Galimberti, la continuità assistenziale: piano locale anziani con rilancio dell’azienda speciale, attenzione all’handicap e in particolare all’handicap pediatrico, porte di accesso ai servizi sanitari. “Noi abbiamo una sfida grande come Comune: mettere al centro la governance che l’amministrazione può esercitare, nel rispetto delle funzioni, nel contesto socio sanitario generale. Ossia capire ciò che sta avvenendo e guidare, per ciò che compete al Comune, i cambiamenti sociali. La collaborazione con Azienda ospedaliera e Asl diventa quindi un punto essenziale”.

“Il nostro territorio – ha concluso Galimberti – ha bisogno di un rilancio, non ha più occasione da perdere. Se questa città muore, non muoiono solo il commercio, i nidi, i quartieri, ma muore anche il livello di servizi che questa città ha saputo esprimere, anche a livello sanitario. Cremona non ha più tempo”.