Sanità e socio-sanitario, insieme ai sindaci del Distretto: necessità di forte coesione territoriale

Durante l’incontro abbiamo analizzato insieme gli scenari determinati dai cambiamenti degli organismi di programmazione e di erogazione dei servizi alla persona proposti dalla stessa legge regionale e la rivisitazione degli assetti territoriali.

Per il Comitato esecutivo erano presenti Mauro Platè, assessore al Welfare del Comune di Cremona, Monica Zelioli, vice sindaco di Persico Dosimo, Fabio Scio, sindaco di Grumello, Luigi Guarneri, vice sindaco di Bonemerse, Rosolino Azzali, sindaco di Corte dei Frati, Giuseppe Mametti, vice sindaco di Soresina e Giuseppe Rocchetta, assessore del Comune di Soresina.

Nel corso della riunione abbiamo sottolineato il ruolo fondamentale dell’Assemblea dei Sindaci sia per quel che riguarda la programmazione, sia per il monitoraggio delle azioni volte all’integrazione socio-sanitaria, azioni che necessitano di una forte coesione delle istituzioni territoriali, in quanto devono essere in grado di fare emergere, attraverso una voce collettiva, le esigenze di un contesto talvolta ancora troppo frammentato.

Chiederemo ai direttori delle due Aziende di valutare congiuntamente le strategie per governare l’impatto nel territorio della nuova legge regionale e di facilitare, attraverso protocolli di intesa ed accordi tecnico-operativi tra i Comuni, l’ATS e l’ASST, processi di analisi e di ricerca.

Particolare attenzione porremo da un lato alla valorizzazione delle competenze e del lavoro svolto sino ad ora dalle figure professionali dell’ASL di Cremona e dai Comuni, dall’altro alla realizzazione delle condizioni necessarie perché i Comuni possano svolgere una funzione efficiente per la promozione della salute.

Altro aspetto che con il Comitato esecutivo abbiamo voluto mettere a fuoco riguarda la distribuzione delle risorse in ambito sanitario: questa infatti non può basarsi su una logica pro-capite, ma è necessario considerare la lettura del bisogno, i punti di erogazione, i servizi presenti, i flussi degli utenti ed un’analisi demografica ed epidemiologica.

In tale contesto, prima che alle risorse, è necessario guardare alla definizione territoriale ottimale per l’ambito distrettuale e alla configurazione della Cabina di regia, organismo strategico sia nella prospettiva della programmazione futura, sia per l’evoluzione dei modelli di gestione dei servizi, di competenza rispettivamente di ATS ed ASST, nel costante confronto e dialogo con le amministrazioni comunali. Solo la sinergia e la condivisione di progettualità tra le istituzioni del territorio può infatti indicare come valorizzare e tutelare il patrimonio di conoscenze, nonché quello socio-sanitario e sanitario.

Un percorso nel quale si inserisce da un lato il desiderio di rafforzare le collaborazioni, per quanto riguarda la programmazione sociale, con l’ambito Casalasco, dall’altro la consapevolezza di aprire con urgenza, nell’interesse dell’intera offerta sanitaria provinciale, un confronto sul futuro del presidio sanitario del “Nuovo Robbiani”. La struttura soresinese, sorta grazie ad un consistente contributo pubblico a fondo perduto e sede di una sperimentazione rilevante, assegnata e autorizzata dalla Regione Lombardia, deve essere cerniera tra i territori su cui insistono le due ASST di Cremona e Crema e solo opportuni accordi tra le aziende possono rendere più efficiente ed efficace l’offerta dei servizi erogati per il territorio.

Abbiamo confermato infine l’impegno di noi sindaci a garantire il supporto alle linee strategiche sanitarie, con particolare riferimento alla sfida della creazione di percorsi di continuità assistenziale della prevenzione a fine vita, dell’integrazione delle politiche ambientali e della promozione di di sani stili di vita.

Il nuovo Comitato Liberazione e Costituzione: diffondiamo i valori della Resistenza e costruiamo una società civile vigilante

La nostra città, in questo anno, ha vissuto momenti drammatici che ci hanno chiamati tutti, anche le istituzioni, ad interrogarci su che cosa vuol dire antifascismo. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare riferendoci a quelle persone che negli anni hanno tenuto viva la memoria, intesa come possibilità di costruire qualcosa di nuovo, una coscienza civile vigilante. Con queste persone, rappresentate dalle associazioni partigiane della nostra città, abbiamo costituito oggi – nella Giornata della Memoria – il Comitato Liberazione e Costituzione – Consulta democratica per la difesa dei valori costituzionali. Il Comune di Cremona è protagonista di questo Comitato. Cremona, tutta la città, è protagonista.

Abbiamo presentato il nuovo Comitato insieme all’Assessore alla Trasparenza e Vivibilità sociale Rosita Viola, a Mariella Laudadio, presidente del comitato provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, a Angelo Rescaglio presidente della sezione provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, e a Tiziano Zanisi, presidente della sezione di Cremona dell’Associazione Nazionale Divisione Acqui. La presentazione è stata preceduta da un momento musicale. Sara Zeneli, quindicenne, allieva dell’Istituto di Studi Superiori “Claudio Monteverdi”, ha commosso tutti con l’Adagio e fuga dalla prima sonata in sol minore di J.S Bach e il Capriccio n. 24 di Niccolò Paganini con il “violino della Shoah”.

Lo scopo del Comitato è quello di far crescere e rafforzare la cultura e la prassi della democrazia, la conoscenza della Costituzione della Repubblica nata dalla Resistenza. 

Soci promotori del Comitato sono l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, l’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani e l’Associazione Nazionale Divisione Acqui. Possono essere soci aderenti le istituzioni, le forze politiche e sindacali, le associazioni, i movimenti e gruppi sociali che si riconoscono, come da statuto, nei valori fondanti dell’antifascismo, della democrazia e della Costituzione repubblicana: il valore della persona umana, i diritti dell’uomo e del cittadino, la solidarietà e la giustizia sociale, la pace e il rifiuto della violenza come mezzo di lotta politica. 

L’attività del Comitato è rivolta alla cittadinanza, con particolare attenzione alle giovani generazioni, per far conoscere e approfondire i principi ordinatori della Carta Costituzionale, nel cammino storico della Repubblica, con l’obiettivo di alimentarne il fondamento etico, contrastare la cultura dell’indifferenza, non disperdere una memoria storica ricca di valori democratici, politici e spirituali.

Il Comune di Cremona e il Comitato, come da statuto, si impegnano a promuovere e programmare insieme le attività. In modo particolare è impegno del Comitato organizzare con le istituzioni cittadine la celebrazione annuale del 25 Aprile, festa di valori e di popolo per un futuro condiviso di pace, libertà e solidarietà.

Giornata della memoria, per non dimenticare: dal violino della shoah al nuovo Comitato Liberazione e Costituzione

Il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, ricorre il “Giorno della Memoria”, per ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. Una data importante che vede, già a partire dai prossimi giorni, numerosi appuntamenti promossi direttamente o con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Cremona.

Domenica 24 gennaio, alle 17, a Palazzo Cittanova, le Associazioni A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), A.N.P.C. (Associazione Nazionale Partigiani Cristiani) e A.N. D.A. (Associazione Nazionale Divisione Acqui) organizzano “Racconti per non dimenticare – Testimonianze delle donne di Ravensbrück 1944 -1945”. Lole Boccasasso, Milena Fantini ed Enza Latella ripercorrono con la lettura di brani le esperienze vissute dalle donne confinate nel campo di concentramento nazista loro riservato a Ravensbrück, mentre l’accompagnamento musicale è affidato alla violinista Angela Alessi con il “Violino della Shoah”, parte della collezione privata di Carlo Alberto Carutti, esposto nella sezione Le Stanze per la Musica del Museo Civico “Ala Ponzone”, e al chitarrista Giorgio Sclavo. Presenta Giorgio Mattarozzi. Ingresso libero. L’iniziativa si svolge con il patrocino e la collaborazione del Comune di Cremona.

Mercoledì 27 gennaio, alle ore 16, nella Sala dei Quadri di Palazzo Comunale, presentiamo il nuovo Comitato Liberazione e Costituzione che vede la partecipazione del Comune di Cremona, dell’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), dell’A.N.P.C. (Associazione Nazionale Partigiani Cristiani) e dell’ A.N.D.A. (Associazione Nazionale Divisione Acqui). Per l’occasione ci sarà un momento musicale: Sara Zenelli dell’Istituto di Studi Superiori “Claudio Monteverdi” suona il “Violino della Shoah”.

Sempre mercoledì 27 gennaio EmmeCi Associazione Culturale propone uno spettacolo con video proiezioni al Centro culturale Santa Maria della Pietà (piazza Giovanni XXIII), per la cittadinanza alle ore 17  e tre repliche per le scolaresche alle ore 10, 11 e 14,30. L’evento è abbinato alla mostra concorso internazionale di illustrazione “S.O.S.” a cura di Tapirulan, aperta fino al 31 gennaio negli spazi di Santa Maria della Pietà e fa parte del progetto ‘Cultura partecipata’.

Il “Violino della Shoah” di nuovo protagonista il 29 gennaio, questa volta a Brescia, alle 20,45, nel concerto “Viaggio nella musica Yiddish” del gruppo Klezmorim che si tiene all’Associazione For-Art di via Casazza, 34.

Venerdì 29 gennaio, alle 11,30, allo Stadio Zini, presso la lapide che ricorda il calciatore Vittorio Staccione, morto a Gusen-Mauthausen nel 1945, deportato in quel campo di concentramento per le sue idee antifasciste, con il Panathlon organizziamo una cerimonia per ricordare  le figure di sportivi che in quel periodo buio per la storia dell’umanità hanno affrontato con coraggio e coerenza momenti drammatici, pagando spesso con la vita. Presenti le delegazioni di Torino, Fiorentina e Cremonese, le squadre in cui Staccione militò da calciatore professionista. L’evento è aperto a tutta la cittadinanza, in particolare ai giovani, perché conoscano il contributo che anche il mondo sportivo, o perlomeno tanta parte di esso, ha dato in quegli anni per la conquista della democrazia e della libertà. Per questo è prevista la partecipazione di studenti degli istituti di istruzione superiore cittadini.

Infine, il 4 febbraio, a Palazzo Cittanova, sempre con il patrocinio e la collaborazione del Comune, la Consulta provinciale degli studenti di Cremona, attraverso l’Ufficio Scolastico Territoriale, organizza il “Concerto della Memoria” insieme ad Eyal Lerner, un artista eclettico da anni suonatore di musica Klezmer e classica, noto in tutta Italia e all’estero. Lerner, che vive a Genova, da anni propone spettacoli teatrali e musicali per spiegare ai bambini, ai giovani, alle scolaresche varie l’importanza della memoria.

Nel 2017 sono 450 anni dalla nascita di Monteverdi: abbiamo costituito il Comitato per le Celebrazioni Monteverdiane

Cremona si prepara al 450esimo della nascita del grande compositore Claudio Monteverdi. Abbiamo riunito per la seconda volta in Comune, con l’Assessore alla Città vivibile e Rigenerazione Urbana Barbara Manfredini, il Comitato per le Celebrazioni Monteverdiane che si terranno nel 2017 in occasione dell’anniversario di Monteverdi, nato a Cremona nel 1567. In Giunta abbiamo approvato nei giorni scorsi la costituzione. Il Comitato è partecipato, oltre che da Sindaco, Assessore e tecnici del Settore Cultura, Musei e City Branding, da: Virginia Villa e Paolo Bodini del Museo del Violino, Soprintendente Angela Cauzzi e Lisa Navach del teatro Ponchielli, Angela Romagnoli e Rodobaldo Ribaldi del Dipartimento di Musicologia dell’Università di Pavia, Andrea Cigni dell’Istituto Monteverdi, Angela Bellardi dell’Archivio di Stato e Polo Salvelli della Fondazione W. Stauffer, in qualità di uditore. Abbiamo richiesto la partecipazione di Regione Lombardia, indispensabile per riconoscere alla ricorrenza l’importanza culturale ed evocativa di questa manifestazione per la Lombardia e per il paese. Lo scopo del Comitato è quello di focalizzare gli sforzi delle istituzioni per costruire il grande evento, promuovere rapporti di collaborazione e sinergia tra tutti gli attori del territorio, programmare e realizzare gli obiettivi comuni.

Pomeriggio di musica e giochi alla scuola Stradivari: via agli appuntamenti nei quartieri dedicati a bimbi e famiglie

Bambini e famiglie nel parco della scuola primaria Stradivari (quartiere S. Bernardo) per un pomeriggio di musica e giochi. Sono partiti gli appuntamenti dedicati a bambini e famiglie negli spazi dei quartieri della città per costruire e attivare legami sociali, per avvicinare le famiglie, per potenziare la coesione sociale della comunità attraverso un progetto che riconosce la scuola come ‘bene comune’. Successo per il primo momento organizzato nel pomeriggio alla scuola Stradivari e curato dal Teatro Itinerante, dalla Cooperativa Iride e da “Matti da Rilegare” in collaborazione con la scuola e il comitato di quartiere. Presente anche il vicesindaco con delega alle Politiche educative e istruzione Maura Ruggeri.

stradivari2Oggi parte una cosa molto bella – come ha detto il vicesindaco – realizzata grazie a insegnanti, genitori, volontari e in sinergia con il Comune di Cremona. Siccome sappiamo che a tutti i bambini piace leggere abbiamo pensato di non far loro dimenticare la lettura durante l’estate, in modo divertente. Anche a scuola chiusa si possono fare cose belle che coinvolgono anche il quartiere perché la scuola è di tutti, è bene comune.

Prossimo appuntamento domani, martedì 26 maggio alle 16.30 al parco Sartori di via dei Classici (quartiere Po).

Ma è solo l’inizio. La progettazione condivisa sul territorio per valorizzare le scuole e i comitati di quartiere prosegue a partire dall’apertura nel periodo estivo delle biblioteche scolastiche e di spazi lettura nei quartieri. Le scuole primarie Monteverdi e Stradivari, in collaborazione con i comitati di quartiere, si sono rese disponibili per aprire le biblioteche scolastiche per due giorni a settimana nel periodo estivo e presso la sede del Quartiere 5 verrà allestito uno spazio lettura per adulti e bambini in raccordo con la scuola.

Il percorso di lavoro intrapreso con i due comitati di quartiere è replicabile in altre realtà cittadine. Gli obiettivi sono quelli di coinvolgere i cittadini ad intraprendere con l’amministrazione comunale un confronto e una riflessione sul tema dell’infanzia; coordinare le varie risorse – anche all’interno della stessa amministrazione tra settori diversi – che impattano sul quartiere per ottimizzare e promuovere un sistema di interventi nelle comunità e attivare anche un rete informale del quartiere a sostegno dell’infanzia.

Fatti violenti del 18 e del 24 gennaio: ogni estremismo violento è da condannare senza incertezze

Inizio il mio intervento partendo dai fatti scatenanti, ovvero quelli di domenica 18 gennaio. Ricordo gli scontri violenti tra membri del Dordoni e di Casa Pound, le cui conseguenze gravissime hanno portato al ferimento quasi mortale di una persona, di nome Emilio Visigalli, che versa ancora in serie condizioni presso l’Ospedale di Cremona.

Su questi fatti siamo intervenuti in Consiglio comunale il 19 gennaio 2015 con queste parole: “Condanniamo la violenza, qualunque forme di violenza, di qualsiasi colore e provenienza. Ribadiamo, e lo facciamo proprio in occasione di due anniversari importanti per il nostro Paese e per l’Europa intera, ovvero 100 anni dall’inizio della prima Guerra Mondiale e 70 anni dalla Liberazione e dalla fine della Seconda Guerra Mondiale: Cremona, che ha dato un contributo anche di sangue nella Guerra di Liberazione, è città della pace, città democratica e antifascista, città contraria ad ogni forma di violenza e prevaricazione, città che lavora per una convivenza più giusta, che guarda ai più deboli come punto di partenza, che costruisce occasioni di dialogo e di confronto civili. Siamo vicini alle persone ferite e alle loro famiglie: ci auguriamo che nel caso più grave tutto si possa risolvere al meglio. Siamo in stretto contatto con le forze dell’ordine. Le ringraziamo per il lavoro svolto e che svolgeranno a favore della sicurezza e di una convivenza civile”. 

Ma i fatti di domenica 18 gennaio sono frutto anche di tensioni accumulate nei mesi e negli anni.  Su questo punto tornerò tra poco per una serie di riflessioni generali.

A seguito del ferimento di Visigalli, già dal giorno successivo è stata pubblicizzata in rete l’organizzazione di una giornata nazionale di mobilitazione nei vari territori contro “squadristi polizia e istituzioni conniventi”, che ha fatto registrare una vasta adesione in tutta Italia.

Mercoledì 21 gennaio si è tenuto un primo Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, in merito ai fatti accaduti il giorno 18 gennaio ed in prospettiva della manifestazione nazionale indetta per la giornata del sabato successivo. Al primo Comitato Provinciale l’Amministrazione ha partecipato attivamente con l’Assessore con delega alla Sicurezza Barbara Manfredini, insieme al comandante della Polizia Locale Pierluigi Sforza. Ai successivi Comitati per la Sicurezza ho voluto partecipare personalmente per testimoniare la preoccupazione dell’Amministrazione e della cittadinanza, la contrarietà alla violenza, la disponibilità massima alla collaborazione con Prefettura, Questura e forze dell’ordine.

L’Amministrazione ha incontrato le Associazioni partigiane (Associazione Nazionale Partigiani Italiani, Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, Associazione Nazionale Divisione Acqui) con le quali il 21 gennaio 2015 ha pubblicato un appello alla ‘non violenza della manifestazione’ che ha raccolto la sottoscrizione di CGIL, CISL, UIL, Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà,  Partito Socialista Italiano, Associazione 25 Aprile, ACLI, Movimento Federalista Europeo, Democratici per Cremona, Forum per la pace e il diritto dei popoli “Primo Mazzolari”, sezione provinciale di Brescia dell’ANPI, ARCI, Forum Terzo Settore e Pax Christi, Movimento Cattolico Internazionale per la Pace, consigliere regionale Agostino Alloni, sezione di Cremona del PdCI, Gruppo d’Impegno Territoriale dei soci (G.I.T.) della Banca Popolare Etica della provincia di Cremona e consiglio direttivo del CISVOL.

In merito alla manifestazione, intanto, cresceva l’interesse da parte delle varie realtà antagoniste. E l’evento, ampiamente pubblicizzato dai siti internet di area e dagli organi di informazione, non veniva formalmente preavvisato, così come previsto dalla normativa sulle pubbliche riunioni.

Tutti i reiterati appelli da parte della Questura a conformarsi alle disposizioni di legge risultavano vani e da parte dei promotori risultavano chiusi i rapporti con l’autorità preposta alla salvaguardia della sicurezza pubblica, probabilmente anche per sottrarsi all’assunzione delle responsabilità politiche di una manifestazione che sarebbe degenerata in incidenti con le forze dell’ordine.

Da tutte le Questure interessate sono arrivate comunicazioni riguardanti le rispettive partenze per la manifestazione che inducevano a ritenere probabile una stima approssimativa di circa 1600 arrivi, oltre alle adesioni locali, dalle seguenti città: Pisa, Livorno, Teramo, Parma, Alessandria, Mantova, Brescia, Massa, Modena, Torino, Bergamo, Vercelli, Verona, Cuneo, Firenze, Lodi, Napoli, Piacenza, Milano, Venezia, Padova, Vicenza, Trento, Bologna, Lucca, Roma.

Nella mattinata di giovedì 22 gennaio, a seguito delle determinazioni condivise dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, al quale ho partecipato personalmente, è stato deciso di consentire ai manifestanti di effettuare un percorso cittadino, parzialmente difforme da quello informalmente comunicato, nell’intento di salvaguardare il centro storico nel caso in cui, per volontà dei partecipanti, la manifestazione fosse degenerata in scontri o danneggiamenti.

A questo punto è necessario spiegare la competenza che, per legge, è prevista in caso di manifestazioni come queste, per le quali non è prevista alcuna autorizzazione. L’Amministrazione comunale non ha dato e non doveva dare alcuna autorizzazione. Il diniego ad effettuare il corteo, unica possibilità per impedirlo (formalmente), non è di competenza del Sindaco, ma rientra nella strettissima competenza del Questore. Il provvedimento di impedimento non è stato adottato per le seguenti e riassuntive valutazioni tecniche, giunte dall’autorità che presiede l’ordine pubblico:

a) non essendovi fino a quel momento i promotori, l’eventuale atto non avrebbe trovato interlocutori certi e determinati ma una pluralità indefinita di soggetti;

b) un annuncio attraverso gli organi di stampa sarebbe stato recepito come una provocazione, sarebbe comunque stato disatteso e avrebbe ulteriormente acceso il clima di tensione accentuando una contrapposizione, dai risvolti assai pericolosi;

c) avrebbe sortito l’effetto opposto in quanto alla mobilitazione spontanea di soggetti provenienti dalle città italiane sarebbe stata anche maggiore e ancor più determinata e nessuno avrebbe potuto impedire le partenze;

d) avrebbe definitivamente vanificato tutto il lavoro in corso per tentare di ricondurre gli organizzatori sulla strada del preavviso e del dialogo;

e) in ogni caso la manifestazione non sarebbe stata mai annullata dagli organizzatori e comunque restava in capo al Questore la possibilità, attraverso il dirigente del servizio, di scioglimento, qualora la manifestazione avesse fatto registrare incidenti.

Rispetto in particolare al tema del diniego ricordo che: il Decreto del Ministro dell’Interno del 05.08.2008, in attuazione dell’art. 4 bis suddetto, nella premessa che la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, ad esclusione della polizia amministrativa locale – come sancito all’art. 117, comma 2, lettera h), della Costituzione – è riservata alla competenza esclusiva dello Stato, al fine di assicurare uniformità su tutto il territorio nazionale dei livelli essenziali di prestazioni concernenti i diritti civili e sociali fondamentali (tra cui rientra anche l’art. 17 della Costituzione che sancisce la libertà di riunione, che può essere limitata solo per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica, ma sempre con provvedimento riservato alla competenza esclusiva dello Stato, e non del Sindaco),  stabilisce il potere extra ordinem e ne delimita gli ambiti. Ma è privo di dubbio il fatto che tale preciso quadro normativo non consente al sindaco di limitare la libertà di riunione (e di manifestare in pubblico) sancita dall’art. 17 della Costituzione, potere attribuito solo alla competenza esclusiva dello Stato, come previsto dal Decreto Ministeriale 05.08.2008.
Inoltre, nel Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza, all’articolo 18, si legge: “I promotori di una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico devono darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore”.

Rimando quindi a quanto già espresso riguardo alla impossibilità di porre diniego da parte del Questore stesso.

Il giorno della manifestazione, verso le ore 16.30 circa, ora probabilmente prescelta dagli organizzatori affinché si potesse agire anche col favore del buio, duemilacinquecento persone, provenienti in prevalenza dalle regioni del centro e nord Italia, hanno cominciato il corteo da via Mantova in direzione del centro cittadino, verso la sede di “Casa Pound”, in via Geromini.

A quell’ora, 16.30, con l’Assessore Barbara Manfredini, mi trovavo già presso il locale comando di Polizia Municipale di Piazza Della Libertà, come gesto e segno di vicinanza e come conseguenza dell’impegno totale profuso nei giorni precedenti a fianco dei tecnici e dei vigili. Con noi erano presenti il dirigente Pagliarini e l’ing. Damiani di AEM e saremmo stati raggiunti dalla portavoce del Sindaco, Greta Filippini, intorno alle 17.30.

Eravamo lì quando hanno assalito la sede, anche con qualche evidente rischio. Eravamo lì, quando abbiamo visto la bravura e la competenza e l’equilibrio dei nostri Vigili, cui va tutto il nostro plauso e la nostra riconoscenza.

Lascio la ricostruzione dettagliata dei fatti alle indagini che sono ancora in corso e i cui esiti avremo sicuramente modo di conoscere. Ricordo solo alcuni elementi.

Durante gli scontri, un eventuale intervento delle forze dell’ordine di tipo repressivo avrebbe determinato ancor più pesanti danneggiamenti e gravi danni alle persone ed avrebbe costituito un ulteriore fattore di “disordine pubblico”. Solo grazie al senso di responsabilità e alla professionalità delle forze dell’ordine impiegate, coordinate con competenza dalla Questura, il bilancio della manifestazione ha portato danni alle cose e non gravi alle persone e non ha coinvolto la parte storica della città, ben presidiata, e i cittadini.

Purtroppo numerose sedi di istituti di credito ed assicurativi, oltre a qualche esercizio commerciale, ubicati nell’area degli incidenti, hanno subito il danneggiamento delle vetrate e di alcuni sportelli bancomat. Al fine di contenere i disordini, sono stati utilizzati oltre 450 lacrimogeni. Lesioni lievi sono state riportate da due carabinieri e da un agente del Reparto Mobile di Milano.

Gravi danni sono stati subiti anche dal comando della Polizia Locale.

Questi i costi necessari per la riparazione dei danni:
– opere di messa in sicurezza dei serramenti del prospetto principale: € 948,00
– sostituzione pannellature vetrate serramenti prospetto principale: € 7.780,00
– sostituzione serramenti ingresso principale e laterale: € 5.800,11
– ripristino funzionale punti di ripresa video sorveglianza prospetto principale con sostituzione apparati di ripresa: € 2.440,00
per un costo complessivo pari a € 16.968,11 al netto di I.V.A. (€ 20.701,09 I.V.A. compresa).

Ora vorrei rimarcare in particolare il ruolo del Comune e il grandissimo lavoro fatto in quei giorni.

Abbiamo partecipato ai Comitati portando tutte le nostre competenze politiche, tecniche e di Polizia locale, sempre coordinandosi con la Prefettura e la Questura e con le altre forze presenti nel Comitato.

Ecco l’impegno ed i costi sostenuti da AEM Gestioni per quanto riguarda i reparti Nettezza Urbana, Segnaletica ed Aree di Sosta sono stati i seguenti:

Attività di rimozione e ricollocazione cestini/cassonetti, reperibilità, pulizia manuale e meccanica, coordinamento svolta da personale interno: 5800,00 €
Attività di rimozione e ricollocazione cestini, svolta da personale esterno: 1800,00 €
Totale 7600,00 €

Sostituzione parcometri danneggiati, ricambi: 750,00 €

Attività di posa segnali e transenne, rimozione archetti, disponibilità durante la manifestazione, ritiro segnali, ripristino segnali danneggiati da parte di personale interno 4850,00 €
Stesse attività svolte da personale esterno 2000,00 €
Segnali di divieto di sosta sul percorso e vie limitrofe 2350,00 €
Totale 9200,00 €

Totale generale (in parte stimato) 17.550,00 €                           

Ho voluto riportare gli interventi dettagliati con i costi, perché risulti evidente l’impegno profuso sempre in coordinamento con i nostri tecnici. E perché risulti evidente come tutti noi cittadini abbiamo subito danni in quella giornata.

Ora riporto un dossier preparato dalla nostra Polizia municipale

Domenica 18 gennaio 2015 CREMONESE/MANTOVA 

Il fatto da cui tutto ha avuto origine è accaduto domenica 18 gennaio al termine della partita di calcio Cremonese/Mantova. Trattandosi di una delle partite considerata a maggior rischio in conseguenza dell’arrivo di circa 500 tifosi ospiti e vista la rivalità fra le due tifoserie, a cura della questura di Cremona sono stati predisposti straordinari ed accurati servizi di ordine pubblico che hanno visto il coinvolgimento della Polizia Locale, a cui sono stati affidati i servizi di tutela della viabilità (tutela della sosta, blocchi stradali, sorveglianza delle vie di accesso e deflusso dei tifosi locali ed ospiti, adozione dei relativi provvedimenti amministrativi). Al termine della partita quando il deflusso dei tifosi era stato completato, improvvisa ed imprevedibile, si è verificata la rissa fra militanti del C.S.A. Dordoni e rappresentanti di Casapound avvenuta nel parcheggio ex foro Boario.

I servizi della Polizia Locale hanno visto l’impiego di 12 agenti e 2 ufficiali che sono stati coordinati dal vicecomandante.

I servizi sono stati disposti sulla base delle esigenza di ordine pubblico comunicate nell’ambito della riunione tecnica presso la Questura in data 16/01/2015.

Sabato 24 gennaio 2015: manifestazione nazionale 

La Polizia Locale, secondo l’ordinanza del Questore recante i dispositivi per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, ha messo in atto straordinari servizi di tutela della viabilità su tutto il percorso della manifestazione. La progettazione dei presidi territoriali della Polizia Locali è stata messa a dura prova dal verificarsi degli incidenti, in conseguenza dei quali è stato necessario adattare in modo continuo i blocchi stradali in ragione delle imprevedibili azioni dei manifestanti.

Presso la centrale operativa della Polizia Locale è stata predisposta una unità di crisi composta dal Sig. Sindaco, dal sig. Assessore alla P.L., dall’ing. Pagliarini, dall’Ing. Damiani con l’obiettivo di svolgere un alto coordinamento dei servizi di:

– monitoraggio e coordinamento dell’attività del personale della P.L. (coordinamento assunto direttamente dal Comandante)
– potenziamento dell’attività di videosorveglianza
– garanzia tempestiva di interventi per la rimozioni di ostacoli sulla strada (con i mezzi del settore lavori pubblici)
– garanzia di una pronta pulizia delle strade al termine della manifestazione

Per la programmazione dei servizi la P.L. ha partecipato a:

– 2 tavoli tecnici presso la Questura: il 19 gennaio ed il 23 gennaio (presente Comandante Sforza);
– 2 COSP: il 21 gennaio ore 15.30 (presenti Assessore B. Manfredini  e Comandante Sforza) ed il 22 gennaio ore 15.30 (presenti Sindaco, Vicesindaco, Assessore B. Manfredini, Vicecomandante Ferrari).

Per l’esecuzione dei servizi delegati dalla Questura sono stati impiegati 43 dipendenti, di cui 10 ufficiali e 33 agenti, a cui si sono aggiunti 6 agenti della Polizia Provinciale.

Per avere un’idea della complessità del presidio, la Polizia Locale ha interdetto la circolazione in 23 tra strade e piazze, ivi comprese arterie importantissime dell’asse nord come via Dante e Viale Trento e Trieste. Sono stati inoltre effettuati deviazioni manuali del traffico su altre 18 strade della città.

Giovedì 29 gennaio concerto 99 POSSE

La manifestazione, per le preoccupazioni che l’evento portava con sé in ragione dei disordini che del sabato precedente, è stata preceduta da:

– 1 tavolo tecnico presso la Questura: il 28 gennaio ore 12.30 (presente Comandante Sforza);
– 2 COSP: il 27 gennaio ore 11.30 (presenti Sindaco, Assessore B. Manfredini  e Comandante Sforza) il 28 gennaio alle ore 11.00 (presenti Sindaco e Assessore B. Manfredini).

I presidi per la sicurezza e l’ordine della circolazione affidati alla P.L. dalla Questura sono stati svolti da 3 ufficiali e 8 agenti.

Fin qui il dossier della Polizia Locale.

Ricordo anche il grande lavoro congiunto tra AEM, Comune e Vigili nei giorni appena prima la manifestazione. Già nella nota AEM sono messi in evidenza gli interventi svolti. Aggiungo ora l’ordinanza sulla sosta e il grande lavoro dei nostri vigili nell’avvisare, allertare, contattare porta a porta le persone, civili e commercianti, in particolare delle zone interessate.

Ma voglio anche rendere esplicite altre azioni concretissime di salvaguardia e tutela, come buoni amministratori ci sembra debbano fare. Abbiamo organizzato le chiusure di varie sedi comunali nei tempi corretti. Vorrei ricordare, come esempio, la decisione, opportuna e presa con una tempistica corretta, alla luce delle informazioni in nostro possesso, di non svolgere la manifestazione di beneficienza al Teatro Ponchielli prevista per la sera. Il grazie al teatro Ponchielli e ai suoi responsabili, che hanno permesso che lo spettacolo potesse poi avvenire il giorno dopo alle 18.00, dando il segno di una città che recupera subito la sua vitalità. Sono sicuro che tutte le persone lì convenute, domenica, e gli organizzatori dell’evento per primi avranno apprezzato il ruolo di un Comune molto attento a prevenire situazioni di pericolo e vigile rispetto alla vita della città. Perché, anche se non sempre immediatamente capiti, chi deve decidere deve farlo sempre e comunque avendo innanzitutto in mente il bene, la sicurezza e la salute dei propri concittadini: così è avvenuto in questo caso, come in tutti gli altri casi di prevenzione gestiti dal Comune in quei giorni.

Infine desidero anche ricordare che nella serata stessa del sabato sono stati effettuati interventi per mettere in ordine in particolare viale Trento e Trieste ed anche via Dante. E per mettere in sicurezza la sede della polizia municipale. Noi, come giunta eravamo lì la sera stessa e quindi la mattina dopo in comune per il coordinamento e per renderci disponibili in ogni momento, giorno e notte, alle altre Istituzioni cittadine preposte all’ordine pubblico. E nei giorni successivi insieme alla coalizione e ai gruppi consigliari abbiamo affrontato urgenze e analisi.

Vorrei ora fare alcune considerazioni su quanto accaduto.

Nella provincia Italiana un fatto come questo, già visto anche in forme peggiori in un contesto di grande città, risulta nuovo e per questo colpisce e ferisce. Ma è proprio questa considerazione che ci induce a riflettere sull’evoluzione alla quale stiamo assistendo: gli estremismi violenti si diffondono con capillarità dentro il tessuto sociale nazionale. E penso che la loro radice sia in quella realtà che tutti definiamo “crisi”. Poiché ogni parola contiene un senso profondo, occorre capire qual è il senso di questa parola: non si tratta solo di crisi economica, certo anche economica e lavorativa,  ma sappiamo che nella parola crisi è contenuto anche altro. La crisi significa perdita morale di una coscienza civica e strutturale difetto di democrazia. Sì, si tratta proprio di questo: una depressione morale e valoriale di una coscienza civica, che perde di vista l’idea di comunità e di costruzione di comunità civile e si rifugia in un individualismo miope, secondo il quale ognuno è legittimato a proclamare la propria opinione senza alcun confronto con l’interesse degli altri, senza rispetto di regole di convivenza, senza un senso condiviso di ricerca di valori comuni. Ed è questa perduta coscienza civica che diventa incapace di raccontare, dentro un confronto di relatività di opinioni, un percorso valoriale condiviso, nel quale si inverino la democrazia e i suoi valori fondanti. Siamo tutti convinti infatti che la democrazia non esista come entità statica e astratta, ma sia un insieme di idealità, una forza di leggi che diventano giurisprudenza, una prassi di vita personale e collettiva, una consapevolezza sempre in fieri di che cosa sia prioritario e essenziale per la convivenza. Proprio questa perduta coscienza civica rende le radici della nostra convivenza democratica fragili e incerte. E incerto anche il riferimento alla nostra Carta Costituzionale.

In questo contesto si inserisce anche il tema dell’antifascismo, che è appunto un valore fondante della nostra Carta Costituzionale e il primo gesto del nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la visita alle Fosse Ardeatine, ce lo ricorda in modo plastico e drammatico. Ma ecco il punto: non basta dirsi antifascisti definendo un nemico, occorre andare alle radici della nostra Repubblica, capire di nuovo e di nuovo conoscere il sangue e la carne straziata, le idee e il dramma incarnato, la speranza di futuro di donne e uomini, i nostri nonni e le nostre madri, dai quale essa nacque. Che cosa significa dunque oggi antifascismo? Ovvero che cosa significa tornare ai valori fondanti la nostra Carta, ritrovare la coscienza civica perduta, ridisegnare qui ed ora una convivenza democratica?

La questione pertanto che noi oggi abbiamo di fronte non è solo come abbiamo affrontato l’evento e, come è chiaro a chiunque voglia guardare con occhi non pregiudiziali, l’abbiamo fatto al meglio e con grande sforzo organizzativo da parte di tutti, di fronte ad una situazione nuova per la nostra città e mai sperimentata prima.

La questione è provare con tutto noi stessi a rispondere alle domande di prima. A proposito mi sembra che abbiamo alcune necessità.

– Occorre trovare i luoghi della partecipazione. Allora vi pongo altre questioni cruciali: quale ruolo delle forze politiche, ma anche delle forze sociali e quali metodi di partecipazione sono possibili? Grande tema questo e urgente davvero.

– Occorre coltivare e in parte ritrovare un senso profondo di comunità e per farlo occorre che la politica, come strenuamente tutti noi stiamo facendo e dobbiamo continuare a fare, migliorando ancora certamente, costruisca progetti, proposte di soluzioni, idee concretissime di rilancio della comunità. A partire dai più deboli. In questi giorni, dopo aver sentito l’ex presidente brasiliano Lula all’EXPO delle idee di sabato 7 febbraio, porto dentro di me una domanda cui temo che non siamo ancora in grado di dare una risposta così come vorremmo: come affrontare alcuni temi cruciali (il bisogno di casa e la fame ad esempio), che sono temi di sopravvivenza, nel tessuto profondo delle nostre e della nostra città?

– Occorre crescere in cultura, proprio per ritrovare un senso profondo di comunità. Non trascuriamo vi prego questo punto chiave: una cultura fatta di eventi, fatta di progetti, fatta di un comune cammino condiviso, fatta di scuole che funzionano con le giuste manutenzioni e in cui i maestri siano considerati da tutti come tra le persone più importanti della nostra società, fatta anche di parole, di parole usate, che siano parole di civiltà.

– Occorre crescere nella comunità un profondo senso delle Istituzioni, come patrimonio comune da salvaguardare rispetto alle diatribe e alle lotte intestine e c’è modo di farlo senza ledere il sacrosanto diritto alla critica.

– Occorre riaffermare con determinazione e con forza che democrazia oggi, antifascismo oggi significano ricerca di strade di non-violenza. In uno stato democratico l’uso della violenza è regolato dalla legge ed occorre vigilare sempre perché sia secondo giustizia. Abbiamo, tutti noi, riferimenti alti di obiezione di coscienza e sono tutti esempi di non violenza. Ogni logica di violenza fuori dalla legge distrugge tutti, anche chi la pratica. Ogni estremismo violento è da condannare senza incertezze. Derive neofasciste sono anticostituzionali e generano spirali di violenza; derive di estrema sinistra autonomiste e violente generano spirali di violenza. Le spirali di violenza sono inaccettabili. Più che mai oggi sentiamo la responsabilità di rendere vero e concreto, attraverso scelte forti ed evidenti, il primo punto delle linee programmatiche, come tema in realtà che appartiene a tutto il Consiglio: rendere Cremona città della Pace.

La politica ha un’enorme responsabilità. Lo dicevo anche prima: governare bene è una risposta, con tutti i limiti e i difetti, con passione e competenza. Ora però vorrei sottolineare un’altra responsabilità: ha la responsabilità anche dello stile e del modo con cui affronta le emergenze. E accanto alla politica anche la società intera ha la necessità di maturare una responsabilità nella partita difficile di cui stiamo parlando. Permettetemi quindi alcune ulteriori osservazioni.

Questa amministrazione si è impegnata a fondo nelle vicende sopra descritte, ci possono essere critiche, ci sono e sono ben accette, per migliorare e imparare, anche come coalizione. Ma la legge è stata rispettata, l’impegno anche personale e di tutti è stato massimo. Molti hanno lavorato con forza e gratuità e il loro lavoro merita rispetto. Ora vi chiedo: qual è il confine tra critica anche aspra e cattiveria becera? Non riporto ora alcune delle espressioni violente e volgari riportate da media, non lo faccio per rispetto di queste aule. Ma a quelli che le usano, dico: “Se ho e abbiamo sbagliato, dimmi dove e se vuoi provo a spiegarti, ma perché l’offesa?”. Esiste anche una violenza verbale e fa male. Abbiamo le spalle molto forti e non sono preoccupato per me; ma quello che mi preoccupa è che anche la violenza verbale genera violenza. Chi instilla odio genera danni anche per sé, oltre che per tutta la comunità. E se, pur conoscendo leggi e responsabilità, come sopra ricordato, alcuni ugualmente fomentano illazioni per speculazioni, per asti personali, per motivi anche a me ignoti, chiedo sommessamente di riflettere, perché questi atteggiamenti, voluti magari per ottenere un piccolo risultato di consenso, provocano in realtà una ferita alle Istituzioni, qualunque sia l’orientamento politico della maggioranza, ma, in realtà, provocano danni anche a chi questi atteggiamenti li interpreta.

Questa vicenda ci spinge a fare scelte e devono essere scelte ferme ed equilibrate. Anche rispetto alle convenzioni con i centri sociali Dordoni e Kavarna che occupano sedi comunali e alla sede di Casapound. Rispetto alle convenzioni (ne parleremo anche nelle prossime mozioni), ricordiamo che giunte di colore differente le hanno rinnovate, in accordo con la Questura, anche per ragioni evidenti di ordine pubblico. Ora le convenzioni con chi agisce con violenza e con chi non si dissocia da quanto è accaduto non possono essere rinnovate. Si apre un percorso non breve, in cui ad ognuno sarà chiesta responsabilità e capacità di confronto. Certamente, attendiamo innanzitutto i risultati delle indagini. Quindi muoviamoci sempre in accordo con le altre Istituzioni della città e con le forze dell’ordine in particolare. Rispetto a Casapound, anche in questo caso attendiamo l’esito di indagini. Non c’è nessuna convenzione in questo caso, dato che la sede era presso privato. Ma, a maggior ragione dopo quanto accaduto, possiamo affermare che la presenza di elementi estremisti e violenti che si dichiarano fascisti del Terzo Millennio non è gradita in una città come la nostra.

Questa vicenda ci consegna un’altra e finale considerazione fondamentale: l’importanza del rapporto tra Istituzioni come prassi essenziale per affrontare sfide importanti e governare il territorio. Su questo ci siamo impegnati a fondo e ancora ci impegneremo.

In conclusione, desidero dire alcuni grazie. Grazie alla Giunta e alla coalizione, ai gruppi consiliari attenti e responsabili, grazie a chi dall’opposizione ha avuto parole anche critiche, ma costruttive. Fatemi ora in particolare ringraziare due persone speciali che, in momenti difficili, erano con me e lo erano anche a nome di tutti i carissimi amici della giunta: Barbara Manfredini e Greta Filippini. Le difficoltà non solo accrescono l’amicizia (peraltro già fortissima), ma le difficoltà mettono ancor più in evidenza, se mai ce ne fosse bisogno, le capacità e le competenze, l’equilibrio e la saggezza, e questo vale anche per la mia Giunta, per i nostri tecnici, per il nostro dirigente Pagliarini, per la nostra Polizia municipale, con il nostro comandante Sforza, per tutti nostri tecnici e dirigenti anche di AEM, per tutti quelli che si sono spesi in quella giornata, tutte le forze dell’ordine, la Polizia e un grazie particolare va al Questore con cui il contatto è stato continuo, i Carabinieri, i Vigili del Fuoco, la Guardia di Finanza, la Prefettura e il Prefetto. Un ricordo speciale a tutti i nostri concittadini che, in molti, sono stati obbligati a stare chiusi nelle loro case, subendo scene di violenza e fumo di stupidità. Vicinanza ai commercianti che hanno subito quel pomeriggio una chiusura forzata e, in particolare, ai gestori e proprietari di quelle banche e di quegli esercizi, che hanno subito danni particolari. Un ricordo e un grazie a tutti dunque. Spero che quanto accaduto rafforzi il nostro senso di comunità. Stiamo insieme, garantiamo ancora il massimo impegno per la difesa della nostra città e per il suo rilancio. È un servizio che compete a tutti, che noi sentiamo in modo particolare e per questo stiamo impegnando tutto noi stessi.

Quest’anno ricordiamo i 100 anni dall’inizio della prima guerra mondiale e i 70 dalla fine della seconda guerra. Domani poi sarà la giornata del Ricordo. Affermiamo con la voce e coi gesti, con le azioni e con la Politica buona, e facciamolo insieme, che ogni violenza porta con sé null’altro che altra violenza e quindi morte. Nei fatti e nelle scelte politiche, nelle scelte amministrative e nei progetti, la nostra risposta deve essere sempre e innanzitutto una risposta di speranza e di alacre e fruttuoso lavoro per il bene comune della nostra città, città della Pace. 

Con i residenti del Quartiere S. Ambrogio-Incrociatello: migliorata illuminazione via Ghinaglia e bosco filtro in via Bredina

Sono tre interventi realizzati in questi primi mesi al quartiere uno grazie alla collaborazione con il comitato quartiere. È quanto emerso durante che abbiamo fatto con i residenti di Risorgimento, Incrociatello, S. Ambrogio, via Sesto, nella serata di martedì 3 febbraio all’interno del teatro parrocchiale.

Presenti anche il vicesindaco Maura Ruggeri, gli Assessori Barbara Manfredini, Alessia Manfredini, Maurizio Manzi e Rosita Viola, il dirigente Marco Pagliarini, il comandante Pierluigi Sforza e i vigili di quartiere Franco Sforza e Juri Frigeri.

Abbiamo aperto l’assemblea illustrando il progetto ‘Il quartiere al centro’. Come ha spiegato l’Assessore Barbara Manfredini, stiamo concludendo il documento di zona che permetterà di raccogliere numeri sul quartiere e sui servizi della zona con l’obiettivo di intercettare la vita attiva dei cittadini. È necessario conoscere il quartiere per operare delle scelte e per proporre azioni positive.

Segnalati due interventi realizzati e uno approvato: in via Ghinaglia Aem, in sinergia con il Comune, ha terminato il potenziamento dell’illuminazione con sostituzione di tutte le apparecchiature illuminanti della via, in via Castelleone sono stati sistemati i marciapiedi di fronte al supermercato Lidl e la Giunta ha deciso la realizzazione di un nuovo bosco filtro in via Bredina come compensazione dell’ampliamento dell’azienda Katoen.

Tra le problematiche discusse, il completamento o la realizzazione di alcuni tratti di piste ciclabili e la manutenzione di strade e marciapiedi. Le piste ciclabili – come ha detto l’Assessore Alessia Manfredini – verranno prese in considerazione all’interno del Biciplan, per quanto riguarda la manutenzione di strade e marciapiedi stiamo provvedendo con Aem Service alla predisposizione del piano programmato per il 2015. Sull’eliminazione del passaggio a livello di via Ghinaglia è prevista la realizzazione del piano di fattibilità, sugli orti urbani garantita la predisposizione di un regolamento e la conseguente implementazione di questa attività. Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, è in corso la progettazione per l’intervento sulla copertura della scuola S. Ambrogio. In discussione anche il raddoppio ferroviario (Abbiamo già sollecitato Trenord e Rfi e facciamo una ulteriore verifica con Arpa su vibrazioni e rumore) e la sicurezza nel rione S. Antonio (Abbiamo programmato l’assunzione di cinque nuovi vigili e stiamo lavorando ad un progetto per garantire una maggiore presenza nei quartieri. Inoltre, portiamo costantemente le istanze dei cittadini al Comitato per la sicurezza con Prefettura e forze dell’ordine).

Prendiamo nota di tutte le segnalazioni e ce la mettiamo tutta. Abbiamo bisogno anche di studiare azioni positive, di rendere vivi i quartieri. Con il comitato di quartiere costruiremo insieme alcune attività per animare il quartiere, all’interno di una programmazione culturale che coinvolge tutta la città.

Incontro al quartiere Po: sicurezza e parco Sartori, progetto già presentato in Regione

L’Assessore alla Città vivibile e alla Rigenerazione urbana Barbara Manfredini ha spiegato che proprio per il quartiere Po è pronto il documento di zona che fornisce una vera e propria mappatura del quartiere, documento compreso in un progetto più ampio dal titolo “Parco Sartori partecipazione e sicurezza” e per il quale il Comune ha già richiesto finanziamenti regionali.

Come ha spiegato l’Assessore alla Trasparenza e alla Città vivibile Rosita Viola, con questo progetto vogliamo attivare una rete indispensabile di integrazione e partecipazione in questo quartiere che è ricco di risorse. Vogliamo coinvolgere tutti gli attori che vivono il quartiere: i residenti che risiedono a ridosso del parco e lontano dal parco, il comitato di quartiere, la parrocchia, le scuole. Gli obiettivi: contrasto al microvandalismo, aumento della percezione di sicurezza, aumento dell’animazione del quartiere, promozione del protagonismo della comunità, sperimentazione dei percorsi di co-progettazione.

In ogni quartiere, ha detto l’assessore Barbara Manfredini, verrà costituito una vera e propria equipe territoriale con vigile di quartiere, educatore e realtà che già operano nel territorio. Non solo per raccogliere segnalazioni, ma per costruire azioni positive. In questo progetto il ruolo delle scuole è molto importante – come ricordato dal vicesindaco Maura Ruggeri – E sull’edilizia scolastica, stiamo avviando una vera e propria mappatura per arrivare ad una programmazione degli interventi.

Altro tema, la manutenzione delle strade e dei marciapiedi, affrontato dall’Assessore al Territorio e alla Salute Alessia Manfredini. Aem ci ha segnalato che sono stati fatti alcuni interventi. Da qualche mese è attiva una squadra di pronto intervento e stiamo costruendo il piano della manutenzione del 2015 per arrivare ad una programmazione. Per quanto riguarda le segnalazioni sulle piste ciclabili, inoltre, l’Assessore Manfredini ha preso nota al fine di inserirle all’interno del Biciplan, piano per la ciclabilità cittadina. Il potenziamento dell’illuminazione, invece, è già inserito nel progetto preliminare che andrà a gara quest’anno.

All’attenzione anche la mobilità. L’idea è quella di istituire alcuni sensi unici e valutare la realizzazione di zone 30. Partiamo dal progetto che già c’è, ma che non è mai stato realizzato e confrontiamoci con il comitato di quartiere per poi renderlo operativo.

Due buone notizie: una nuova casa dell’acqua entro l’estate, in accordo con Padania Acque e con il comitato di quartiere, e il via a breve ai lavori sul campeggio di via del Sale, possibili grazie a finanziamenti regionali derivanti dalla vittoria di uno specifico bando.

Questo è il tempo di riuscire a riconoscere le cose fatte. La cartina di tornasole della città è la vivibilità dei quartieri e la vivibilità del quartiere va pensata insieme.

Con comitato e residenti di Borgo Loreto, S. Bernardo e Naviglio: protocollo per sede e nuovo vigile di quartiere

Assemblea partecipata nella serata di martedì 2 dicembre all’oratorio di Borgo Loreto con il comitato di quartiere e i cittadini di Borgo Loreto, S. Bernardo e Naviglio. Presenti anche gli assessori alla Città vivibile e alla Rigenerazione Urbana Barbara Manfredini, al Territorio e alla Salute Alessia Manfredini, all’Area Vasta e alla Casa Andrea Virgilio, alle Risorse, alla Digitalizzazione e all’Innovazione Maurizio Manzi, alla Trasparenza e Vivibilità sociale Rosita Viola, insieme al comandante della Polizia Locale Pierluigi Sforza e al responsabile dell’Ufficio Periferie Francesco Venturini.
Dopo un breve saluto, l’Assessore Barbara Manfredini ha illustrato il progetto ‘Il quartiere al centro’ sottolineando come “l’Amministrazione vuole valorizzare i comitati di quartieri non solo come portatori di segnalazioni, ma anche di proposte e attività positive, fermo restando che questo quartiere ha sempre favorito azioni di integrazione e coesione sociale”.
A seguire un focus sul quartiere. In primis, tra gli argomenti, la sede del comitato: in data 26 novembre nella sede del Centro Anziani Pinoni è stato firmato un protocollo di intesa tra il Centro, il quartiere e la Banca del Tempo affinché il Duemiglia possa fungere da Centro Polifunzionale.
Sul tavolo anche manutenzioni e degrado con un focus sulla riqualificazione del parco Fazioli, viabilità alternativa legata ai sottopassi, rifiuti, edilizia scolastica e verde. Abbiamo risposto alle domande dei presenti, chiarendo dove possibile le prossime mosse relative alle diverse questioni. E’ stato inoltre presentato il nuovo vigile di quartiere Corrado Gerevini al quale è stata assegnata la zona Borgo Loreto, S. Bernardo, Vecchia Dogana, che si affiancherà al vigile di quartiere Diego Borghigiani dedicato a Zaist e Maristella.

Giovedì alle ore 21 siamo allo Zaist alla ex Chiesetta di via Caprera.

Con i comitati di quartiere: analisi attività, piano manutenzione e scuole

Oggi pomeriggio abbiamo incontrato, con gli assessori Alessia Manfredini (Territorio e Salute) e Barbara Manfredini (Città Vivibile e Rigenerazione urbana), i presidenti e i segretari dei comitati di quartiere. Abbiamo sempre detto che una amministrazione non riesce ad operare senza il coinvolgimento dei territori. Dobbiamo lavorare insieme in un’ottica di visione di insieme sulla città, centro e periferie. Per questo abbiamo intenzione di rendere questi incontri con voi periodici.
Abbiamo chiesto ai presidenti e ai segretari dei comitati di redigere una relazione per settembre sull’attività, sulle criticità e sulle proposte di miglioramento dei processi di collaborazione tra comitati e Comune. Come detto in campagna elettorale, vogliamo fare un’analisi con loro dell’attività che è stata fin qui fatta per apportare migliorie e insistere sulle positività.
Abbiamo affrontato anche il tema della manutenzione di strade e marciapiedi, una delle cinque problematiche che avevamo detto in campagna elettorale che avremmo preso in mano nei primi 100 giorni. Anche in questo caso, la richiesta ai comitati è quella di un elenco di priorità degli interventi manutentivi da presentare a settembre. Questi elenchi verranno messi a confronto con il Piano di manutenzione di Aem, con una mappatura che l’Amministrazione chiederà all’Associazione Mutilati ed Invalidi Civili, con il parere dei tecnici comunali, sempre all’interno dei vincoli di bilancio.
Abbiamo anche lanciato il tema dell’edilizia scolastica e del verde. Vogliamo realizzare una mappatura puntuale delle criticità che riguardano le nostre scuole. Siamo intenzionati a fare della manutenzione delle nostre scuole una battaglia politica. Accanto a questo, ci sono esperienze positive in città che coinvolgono cittadini che si prendono cura in maniera volontaria di scuole e verde. Diteci cosa avete fatto. Facciamo in modo che le pratiche migliori diventino una pratica in tutta la città e che gli altri cittadini conoscano queste esperienze.