Dal Morbasco al Po: Cariplo finanzia il progetto dei comuni in rete. E candidiamo un tratto di fiume al riconoscimento Unesco

‘Dal Morbasco al Po, Paesaggi in rete’ questo è il titolo del progetto di cui siamo capofila che, per la prima volta, unisce tutti i comuni titolari dei vari Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS) che si trovano lungo l’asta del Po cremonese, i gestori degli ambiti naturalistici protetti dalla Comunità Europea come i SIC (Siti di Interesse Comunitario) e le ZPS (Zone di Protezione Speciale), nonché alcune Riserve Naturali. Parternariato significativo particolarmente apprezzato dalla Fondazione Cariplo che lo ha incluso tra i sei progetti deliberati nella seduta del 20 dicembre 2016 con un finanziamento di 603.000 euro su un totale di costi di progetto di 832.000 euro.

Oltre a Cremona i beneficiari sono sette Comuni: Casalmaggiore, Gussola, Martignana Po, Motta Baluffi, Pieve d’Olmi, Sesto ed Uniti, Stagno Lombardo e Torricella del Pizzo, la Provincia di Cremona come Ente gestore delle riserve, mentre il Consorzio Forestale Padano è finanziatore del progetto.

Le aree di Cremona interessate dagli interventi di carattere naturalistico sono cinque, tutte incluse nel perimetro del Plis del Po e del Morbasco: via Acquaviva; ex Polveriera; via Sacco e Vanzetti; via Massarotti; via LugoProsegue con questa iniziativa il vasto lavoro intrapreso dall’Amministrazione di ricucitura della città con il Po, di valorizzazione dei paesaggi e dei percorsi che rendono così caratteristiche le nostre terre.

Come ha detto l’Assessore Andrea Virgilio, un ringraziamento particolare va a Fondazione Cariplo al settore Area Vasta del Comune di Cremona e ai Sindaci che, con il lavoro di squadra, hanno ancora una volta mostrato di raggiungere un risultato molto positivo per il nostro territorio e per la tutela del suo patrimonio ambientale.

Intanto, oggi in Giunta, abbiamo approvato il “Protocollo d’Intesa finalizzato al raggiungimento del riconoscimento MAB Unesco del territorio del Medio Po”.

Il Programma MAB (Man and the Biosphere) è stato avviato dall’Unesco negli anni ’70 allo scopo di migliorare il rapporto tra uomo e ambiente e ridurre la perdita di biodiversità attraverso programmi di ricerca e capacity building, promuovere e dimostrare una relazione equilibrata fra la comunità umana e gli ecosistemi, creare siti privilegiati per la ricerca, la formazione e l’educazione ambientale, oltre che poli di sperimentazione di politiche mirate di sviluppo e pianificazione territoriale.

Il Programma ha già portato al riconoscimento, da parte dell’UNESCO, delle Riserve della Biosfera di altri territori lungo l’asta del Po: il Delta (riconoscimento nel 2015), le Collina Po torinese (riconoscimento nel 2016), l’area del Monviso comprendente la prima valle del Po (riconoscimento nel 2013) e l’Appennino Tosco Emiliano (2015).

Riteniamo importante, come ha dichiarato l’Assessore Virgilio, che l’area mediana del fiume venga inserita nel programma UNESCO, qui la storia dell’uomo è sempre stata strettamente intrecciata al fiume, ai suoi ritmi, alle sue caratteristiche naturali, ai suoi paesaggi e al suo clima, creando la possibilità di uno sguardo d’insieme sul fiume. Per il futuro di questa area ci deve essere la piena valorizzazione dell’ambiente e dell’identità storica, mettendoli al centro di politiche territoriali ed economiche, che guardino oltre i propri confini amministrativi.

Hanno aderito al Protocollo 54 Comuni oltre che le Regioni Lombardia ed Emilia Romagna. L’attività di coordinamento del progetto è affidata al Comune di San Daniele Po per il territorio di Cremona, al Comune di Colorno per il territorio di Parma, al Comune di Guastalla per il territorio di Reggio Emilia, al Comune di Motteggiana per il territorio di Mantova, al Comune di Piacenza, all’Autorità di Bacino fiume Po, all’Università degli Studi di Parma e a Legambiente Onlus.

I passaggi necessari a formalizzare la candidatura ufficiale alla rappresentanza UNESCO in Italia devono essere completati entro il settembre 2017.

Il Grasselli rinasce. Cariplo finanzia il nostro progetto: spazi per masterclass musicali e per la storia della città

Il Grasselli rinasce come Palazzo di Città. Il progetto sullo storico edificio di via XX settembre che abbiamo presentato in collaborazione con il Politecnico di Milano, ha ottenuto il finanziamento da parte di Fondazione Cariplo nell’ambito del bando ‘Patrimonio culturale per lo sviluppo’. 

Una grande notizia per la città. Non solo abbiamo tolto Palazzo Grasselli dal piano delle alienazioni, non solo lo abbiamo riaperto alla cittadinanza. Ora, con il contributo fondamentale di Fondazione Cariplo che si dimostra sempre attenta al nostro territorio, lo facciamo rinascere come luogo di riferimento del Distretto Culturale che il Comune di Cremona, nell’ambito della riforma delle Province, ha deciso di assumere su di sé. 

Il contributo riconosciuto da Fondazione Cariplo e comunicato da una lettera del Presidente Giuseppe Guzzetti è di 380mila euro. L’ammontare complessivo del programma, pari a 900mila euro, con un cofinanziamento del Comune di Cremona per la differenza pari a 520mila euro comprende, oltre ai lavori su una sezione dell’edificio, varie azioni di tipo culturale e gestionale, da sostenere anche con spese di personale dell’ente e da sviluppare in un periodo triennale.

A Palazzo Magio Grasselli, dopo l’opportuno intervento edilizio, verranno messi a disposizione spazi di grande suggestione per le attività musicali legate alle masterclass e verrà raccolta, in formato virtuale, la vasta documentazione sulla storia della città e dei suoi edifici, anche grazie alla disponibilità dell’Archivio di Stato. Il palazzo si configurerà dunque anche come spazio di relazione, per riunioni, seminari, convegni. Il progetto avvia una importante collaborazione in materia di aggiornamento professionale e formazione continua con Ordini professioni, Scuola Edile e Cr. Forma sulla storia della città, la storia delle tecniche costruttive, la salvaguardia del patrimonio architettonico. Il tutto grazie all’importante sinergia con il Politecnico di Milano.

I dettagli del progetto verranno illustrati a gennaio nel corso di una apposita conferenza stampa.

Palazzo Grasselli: progetto con il Politecnico

Via a ‘Cremona Food Lab’, il polo di ricerca e servizi per le imprese agroalimentari

A seguito dell’approvazione da parte di Fondazione Cariplo del progetto “Cremona Food Lab”, abbiamo dato il nostro assenso all’Accordo di partenariato definitivo per l’attuazione del progetto da stipularsi tra il Comune di Cremona, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, soggetto capofila, la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Cremona, la Provincia di Cremona ed il CREAFLC (Centro di Ricerca per le Produzioni Foraggere e Lattiero Casearie).

‘Cremona Food Lab’ è un grande progetto triennale che punta a radicare università e laboratori di ricerca sul territorio attraverso la creazione di un polo di ricerca e servizi per le imprese nel settore agro alimentare. L’obiettivo è la creazione di un hub di ricerca e servizi per le imprese del settore agroalimentare al fine di supportarle nell’innovazione di prodotto e di processo, con particolare attenzione alla sicurezza alimentare, profilo nutrizionale, sostenibilità ambientale ed economica, formazione dei quadri dirigenti e del personale: in prospettiva significa offrire opportunità e nuovi sbocchi occupazionali ai giovani. Questo obiettivo viene realizzato attraverso la creazione di un polo tecnologico nella sede cremonese dell’Università Cattolica con la collaborazione del Centro di Ricerca per le produzioni foraggere e lattiero casearie che ha sede a Porcellasco.

Il costo complessivo del progetto ammonta a euro 2.341.986,00, il contributo previsto dalla Fondazione Cariplo è di 1.120.000,00 euro, anche Regione Lombardia partecipa al progetto con un cofinanziamento 480.000,00 euro. Il Comune di Cremona mette a cofinanziamento del progetto una parte del contributo riconosciuto ogni anno all’Università Cattolica, permettendo così ai finanziamenti pubblici di essere volano per ulteriore significativi finanziamenti privati.

Come ha detto la Vicesindaco Maura Ruggeri, Food Lab è un esempio ed un riferimento importante a cui guardare in quanto frutto della collaborazione, tra università, centri di ricerca, istituzioni, ed imprese. Si tratta di un progetto che naturalmente ci proponiamo di seguire e di accompagnare con grande attenzione, così come ci sembra strategico per il territorio migliorare il raccordo tra formazione e mondo del lavoro, con particolare attenzione ad alcune filiere come quelle dell’agroalimentare e del dolce, su cui non solo si sta investendo, ma intorno a cui si stanno rafforzando alleanze e collaborazioni.

Successo di Cremona Food Lab agli Emblematici Cariplo

Commissione Cultura della Lombardia in trasferta a Cremona: siamo un sistema unico da sostenere e valorizzare insieme alla Regione

Abbiamo accolto la Commissione, guidata dal presidente Luca Daniel Ferrazzi, al Museo del Violino con l’Assessore alla Città Vivibile e Rigenerazione urbana Barbara Manfredini. Presenti i commissari Laura Barzaghi, Michele Busi, Andrea Fiasconaro e Fabio Pizzul e i consiglieri regionali del territorio Agostino Alloni, Carlo Malvezzi e Federico Lena.

Presidente di Commissione e commissari regionali hanno visitato con entusiasmo il Laboratorio di diagnostica non invasiva “Giovanni Arvedi” dell’Università di Pavia e il Laboratorio di ricerca sull’acustica musicale del Politecnico di Milano che lavorano all’interno del Museo del Violino e il Museo stesso con lo Scrigno dei tesori e  l’Auditorium Giovanni Arvedi.

In questo modo, la commissione ha potuto conoscere da vicino una parte del sistema, unico al mondo che, grazie al contributo di Fondazione Cariplo e alla rete costruita tra le diverse istituzioni della città, mantiene vivo e vitale, innovandolo, il riconoscimento del saper fare liutario come patrimonio immateriale UNESCO, fortemente sostenuto e promosso anche da Regione Lombardia. Con un’attenzione particolare all’importante Laurea in Restauro degli strumenti musicali che, prima in Italia e sempre in sinergia con Fondazione Cariplo, partirà ad ottobre al Dipartimento di Musicologia dell’Università di Pavia che ha sede a Cremona e al biennio specialistico in ingegneria del suono che partirà da quest’anno al Polo Territoriale di Cremona del Politecnico di Milano, anche grazie al sostegno dalla Fondazione Arvedi Buschini.

A partire da questa visita, insieme alla Commissione, abbiamo organizzato un tavolo istituzionale di lavoro nel quale abbiamo approfondito alcune progettualità culturali e turistiche, care alla Regione, che come Amministrazione comunale stiamo portando avanti in termini di offerta formativa, sistema della ricerca, pratica della musica, prospettiva internazionale, progettazione culturale e sostegno all’attività artigianale.

Cremona è un trinomio di musica, violini e suono, capace di tradizione e di innovazione. E’ un sistema unico al mondo che non può non riguardare la nostra Regione. E’ un volano di sviluppo, culturale, turistico e anche economico, da sostenere e da valorizzare insieme.

Lo sport inclusivo di Cremona vince ancora: ExSportAbile premiato da Cariplo e dalla Regione

Il nuovo progetto, denominato “Un’idea di società – ExSportAbile e lo sport inclusivo a Cremona”, intende coinvolgere gli istituti scolastici e favorire le collaborazioni tra scuole e società sportive, per promuovere la pratica sportiva degli alunni disabili insieme ai compagni e sensibilizzare le famiglie.

Grazie al contributo concesso saranno realizzate attività di avviamento allo sport in orario curricolare, allenamenti, gare, nonché eventi aperti alle famiglie ed iniziative di formazione per docenti e allenatori. Con tale iniziativa ci si propone non solo di produrre un risultato concreto sui tanti giovani che potranno sperimentarsi nelle attività sportive, ma di contribuire anche sul piano culturale ad una maggiore consapevolezza rispetto al tema dell’inclusione delle persone disabili.

I partner della rete, oltre al Comune di Cremona, sono l’Associazione Baskin,  ASD Kodokan, CSI, Dis-Form,  Canottieri Flora, Canottieri Baldesio, Canottieri Bissolati, ASD Delfini, Rugby Lions Cremona, I.I.S. Einaudi, CAI, Club Scherma e CISVOL, con la collaborazione esterna del Panathlon Club Cremona.

Come ha detto l’assessore al Welfare Mauro Platè, il buon esito del nuovo progetto rappresenta la conferma di una vitalità del territorio e del tessuto delle associazioni sportive impegnate nel campo dello sport integrato. La collaborazione nata all’interno di ExSportAbile si è dimostrata generativa di nuove opportunità, producendo un più ampio coinvolgimento delle scuole e della comunità locale.

Ha commentato a sua volta Giuseppe Guzzetti, Presidente della Fondazione Cariplo: “Oltre all’autostima, la pratica sportiva contribuisce anche a formare e rafforzare il senso d’identità. Lo sport è  la chiave per integrare e coinvolgere le persone, in particolare i ragazzi, una fascia di età che Fondazione Cariplo è particolarmente impegnata a sostenere. Con il Bando sport, scaduto lo scorso mese di ottobre, Fondazione Cariplo e Regione Lombardia regalano due milioni di euro per valorizzare la partecipazione ad attività sportive di minori e giovani anche in condizioni di difficoltà. Lo sport è per Fondazione Cariplo strumento di crescita, integrazione, di prevenzione del disagio sociale giovanile, di diffusione di una cultura della non violenza”.

ExSportAbile, avviato un anno e mezzo fa, nasce dalla volontà di avvicinare alla pratica sportiva le persone disabili, cercando di superare una concezione che vede lo sport per disabili come terapia o mera riabilitazione, per inserire invece questa esperienza nei percorsi di autonomia personale. Il progetto ha consentito, per il biennio 14-15, di sostenere l’attività sportiva in quindici diverse discipline (tra cui due esperienze nate nel contesto del progetto, paracanoa e rugby integrato), per quasi 500 persone disabili, organizzare gare e giornate dimostrative alle quali hanno assistito complessivamente circa 1500 persone e realizzare documentazione per veicolarne la conoscenza.

Al successo della rete ExSportAbile si aggiunge la notizia che anche il CISVOL – Centro Servizi al Volontariato – ha ottenuto, all’interno del programma europeo Erasmus+, il finanziamento del progetto ‘An European impact: from disability to ability through sport’ (Un impatto europeo: dalla disabilità all’abilità attraverso lo sport), che prevede l’attività per 10 mesi, presso la sede del CSV di Cremona, di una giovane volontaria proveniente dall’Ungheria. Un ulteriore segnale della buona integrazione tra i percorsi degli enti coinvolti nella rete.

Successo di Cremona Food Lab agli Emblematici Cariplo: concretezza che porta risultati

Siamo estremamente felici del risultato ottenuto. Ringraziamo moltissimo Fondazione Cariplo e il suo Presidente Guzzetti, il dottor Renzo Rebecchi, il Presidente dell’Area Vasta Vezzini e Regione Lombardia.

La nostra amministrazione è stata regista di questa operazione, soprattutto nella sua fase iniziale. Abbiamo iniziato a lavorarci fin dal nostro insediamento, perché questi risultati si raggiungono con un lavoro serio ed anche silenzioso, che è stato lavoro di mesi: questa è concretezza amministrativa che porta risultati. Siamo stati registi di un gruppo nutrito di istituzioni: anche grazie alla loro capacità, intelligenza, passione abbiamo ottenuto questo finanziamento. In particolare l’Università Cattolica come capofila del progetto e la Camera di Commercio: hanno messo a disposizione le loro grandi competenze. Ma anche il CREA, la Provincia, la Regione e le associazioni di categoria e gli imprenditori che hanno creduto nel progetto.

Il progetto finanziato è un progetto di futuro: una delle linee di sviluppo di Cremona e del territorio è nella filiera agroalimentare di trasformazione del cibo. Il polo del dolce, la filiera lattiero casearia vedono protagoniste molte imprese, spesso medio piccole. Questo progetto dà a queste imprese l’opportunità di unirsi a laboratori di ricerca e Università per innovare e migliorare sia nella produzione che nella gestione. Un progetto di sviluppo e di lavoro dunque per tutto il territorio. La collaborazione con l’Università Cattolica è stata essenziale: la sua permanenza sul territorio ora è rafforzata ed abbiamo insieme lavorato anche per questo, consapevoli dell’importanza della presenza di università che aiutano le nostre scelte di crescita.

Con orgoglio diciamo che ormai tanti sono i progetti di sviluppo che stiamo realizzando sul territorio in questi pochi mesi, grazie ad un lavoro intenso e capace di unire le forze presenti in città e nel suo intorno. E per ognuno di questi progetti trovando fondi e finanziamenti. Il Distretto Culturale, il Polo Tecnologico, i progetti di green economy, il rilancio culturale e turistico, progetti legati a bandi regionali, Cariplo, di altre Fondazioni, bandi europei. Avanti così dunque, con speranza forte, radicata nei risultati che si stanno ottenendo.

Cremona Food Lab

Un grande progetto triennale che punta a radicare università e laboratori di ricerca sul territorio attraverso la creazione di un polo di ricerca e servizi per le imprese nel settore agro alimentare. Si chiama ‘Cremona Food Lab’ ed è il progetto frutto dell’accordo di partenariato stipulato da Comune di Cremona e Camera di Commercio come partner ed enti finanziatori, Università Cattolica del Sacro Cuore (capofila) e CRA (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura), adesso CREA in qualità di partner e Provincia di Cremona in qualità di ente finanziatore. L’obiettivo generale è quello della creazione di un hub di ricerca e servizi per le imprese del settore agroalimentare al fine di supportarle nell’innovazione di prodotto e di processo, con particolare attenzione alla sicurezza alimentare, profilo nutrizionale, sostenibilità ambientale ed economica, formazione dei quadri dirigenti e del personale.

A Cremona un hub di ricerca e servizi nell’agroalimentare

A Cremona un hub di ricerca e servizi nell’agroalimentare: accordo tra Comune, Camera di Commercio, Cattolica, Cra di Porcellasco e Provincia per gli Emblematici Cariplo

Un grande progetto triennale che punta a radicare università e laboratori di ricerca sul territorio attraverso la creazione di un polo di ricerca e servizi per le imprese nel settore agro alimentare. Si chiama ‘Cremona Food Lab’ ed è il progetto frutto dell’accordo di partenariato stipulato da Comune di Cremona e Camera di Commercio come partner ed enti finanziatori, Università Cattolica del Sacro Cuore (capofila) e Cra (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura) in qualità di partner e Provincia di Cremona in qualità di ente finanziatore.

L’obiettivo generale è quello della creazione di un hub di ricerca e servizi per le imprese del settore agroalimentare al fine di supportarle nell’innovazione di prodotto e di processo, con particolare attenzione alla sicurezza alimentare, profilo nutrizionale, sostenibilità ambientale ed economica, formazione dei quadri dirigenti e del personale. Questo obiettivo viene realizzato attraverso la creazione di un polo tecnologico nella sede cremonese dell’Università Cattolica con la collaborazione del Centro di Ricerca per le produzioni foraggere e lattiero casearie che ha sede a Porcellasco.

craIl costo complessivo del progetto, frutto dell’accordo approvato nell’ultima Giunta comunale, ammonta a euro 2.541.986, il contributo richiesto a Fondazione Cariplo è di 1.800.000 euro.

Il Comune di Cremona mette, quindi, a cofinanziamento di un progetto una parte del contributo riconosciuto ogni anno all’Università Cattolica, permettendo così ai finanziamenti pubblici di essere volano per ulteriore significativi finanziamenti privati.

Il progetto verrà presentato alla Fondazione Cariplo, sempre attenta al rilancio dei territori, all’interno del piano di ‘Interventi Emblematici’ che quest’anno è in favore delle Province di Cremona e Novara alle quali sono destinati per ognuna 7 milioni di euro su interventi nei settori ambiente, arte e cultura, ricerca scientifica e tecnologica e servizi alla persona.

Well-fare Legami, il progetto vincitore di Cariplo che considera le persone e la rete come risorse

C’è proprio tutto il territorio cremonese in Well-fare Legami, il grande progetto vincitore del bando “Welfare di comunità e Innovazione sociale” di Fondazione Cariplo. Cremona, Crema e Casalmaggiore, insieme ai tanti enti che si occupano di ‘sociale’, per promuovere benessere e ricchezza relazionale quali esiti di un modello di welfare locale capace di generare valore e di promuovere cambiamento culturale e operativo. Il progetto, arrivato secondo al bando di Cariplo con un contributo deliberato in cofinanziamento pari a 1milione 500mila euro, è stato presentato nel corso di una conferenza stampa alla presenza dell’assessore al Welfare di comunità, servizi alle famiglie e alla persona del Comune di Cremona Mauro Platè, dal vice sindaco con delega al Welfare del Comune di Crema Angela Beretta e da Cesare Macconi, vicepresidente di Fondazione Comunitaria della Provincia di Cremona. Tanti i partner del progetto, oltre a Comune di Cremona e Comune di Crema: Provincia di Cremona, Camera di Commercio di Cremona, Fondazione Comunitaria Provincia di Cremona, Azienda Sociale del Cremonese, Confcooperative Cremona, Legacoop Lombardia, Consorzio Casalasco Servizi Sociali, Comunità Sociale Cremasca, Consorzio Arcobaleno di Crema, Consorzio Sol.Co di Cremona, Cisvol di Cremona. Alla presentazione hanno partecipato rappresentanti del mondo della cooperazione, del volontariato, del Terzo Settore, delle organizzazioni sindacali e della scuola.

Il progetto considera le persone come risorsa, come soggetti attivi chiamati a recuperare, mantenere e vivere responsabilmente il proprio percorso di vita all’interno della propria comunità e fattore di reciprocità tra la singola persona in difficoltà, altre persone che condividono il problema e l’intera comunità, come insieme di legami, relazioni, scambi che generano opportunità, crescita e possibilità di arricchimento reciproco e collettivo. Il miglioramento che tale iniziativa si prefigge di raggiungere consiste nel superamento della condizione di fragilità connessa all’isolamento relazionale, alla mancanza di reti familiari e amicali e alla limitata possibilità di accesso alle opportunità e alle condizioni di benessere che rendono possibile un progetto di vita personale e comunitario.

Come ha spiegato l’Assessore Mauro Platè, il progetto nasce anche dalla consapevolezza dei punti deboli del sistema e del progressivo accrescimento dei bisogni. Serve un supporto per ricreare legami di comunità, serve una revisione del sistema locale coinvolgendo tutti gli attori che operano sul territorio per andare insieme verso un welfare rigenerativo. Questo progetto punta a sviluppare la capacità di attivare e connettere reti. Un progetto che è stato costruito in diversi mesi di lavoro e che legge l’intervento come focalizzato sulle persone e sulle famiglie, sui bisogni non solo sulla domanda. Che guarda agli interventi sociali come integrati. Punta a una responsabilizzazione e attivazione di risorse con un’attenzione particolare alla sostenibilità. E’ anche l’avvio di un processo di investimento sulle capacità professionali, finalizzato a dare peso e forza all’azione sociale.

Puntare sulla parola legami vuol dire riconoscere la disponibilità della rete. Sarà un banco di prova per tutto il territorio.

Gli obiettivi: legami nella comunità e nei mondi del sociale

Questi gli obiettivi del progetto ‘Well-fare legami’. Creare legami nella comunità, intercettare i soggetti vulnerabili in ottica partecipativa e preventiva, per gestire i problemi attraverso l’attivazione delle risorse della comunità; favorire la revisione complessiva del modello di lavoro sociale mediante l’investimento sul lavoro di comunità quale asse portante del servizio sociale professionale e attraverso l’incontro con altri attori che operano per la promozione del welfare locale; sviluppare opportunità d’incontro, di socializzazione e di aggregazione delle persone nei luoghi di vita. Creare legami tra i mondi del sociale e del profit, ovvero guardare allo sviluppo del territorio sulla base della qualità del tessuto sociale e della vita lavorativa e privata di ogni singolo individuo; favorire percorsi di attivazione delle persone per l’autonomia e la piena realizzazione dei propri progetti di vita; ristrutturare i processi di accesso e (ri)collocamento al lavoro di persone in situazione di fragilità.

Le strategie: dai laboratori di comunità al fundraising comunitario

Cinque le strategie descritte. Il Patto gener-attivo per l’inclusione attiva e l’autonomia, che allarga la logica della presa in carico, orientando verso la costruzione di un’alleanza tra beneficiario e attori sociali introducendo reciprocità tra supporto e restituzione alla comunità. Laboratori di comunità per coinvolgere persone e attori di un contesto (quartieri, paesi, luoghi di lavoro) per leggere insieme i problemi, ascoltare i bisogni e progettare le modalità di intervento. Incroci in comunità (Civic Center) per introdurre una modalità operativa fondata su dinamiche di aggregazione della domanda, valorizzando le risorse delle famiglie (domanda pagante), attivando azioni di coordinamento dell’offerta (coopetition), secondo il modello win win. Wel(l)fare LAB: percorso di ricerca-azione attorno al rapporto tra i nuovi fenomeni di vulnerabilità e le culture professionali dei diversi attori del welfare locale. Piano di Fundrasing comunitario e di comunicazione.

I risultati: persone responsabilizzate e sostenibilità

Il progetto si prefigge alcuni risultati. La trasformazione dell’intervento di welfare e della spesa sociale secondo un modello che fronteggi le vulnerabilità in grado di investire sulla capacità delle persone attraverso azioni di responsabilizzazione e attivazione del contesto, in maniera inclusiva. L’introduzione di elementi di sostenibilità del sistema di welfare che abbandona il paradigma domanda/risposta individuale e che riconosce la comunità quale “intelligenza collettiva” in grado di individuare i problemi, leggere i fenomeni e attivare percorsi innovativi di soluzione. La definizione di una strategia “comunitaria e generativa” all’interno degli strumenti di programmazione della spesa sociale nel territorio di riferimento (piano di zona). L’avvio di un processo d’investimento nella cultura professionale degli operatori del welfare (servizi sociali, servizi per il lavoro, servizi educativi) e dei policy maker finalizzato a riqualificare l’azione sociale nella logica generativa e comunitaria.

Cariplo finanza ‘Musica nel Vento’: valorizzare gli itinerari ciclo-turistici tra Cremona e Crema

Il Consiglio di amministrazione della Fondazione Cariplo ha deciso di finanziare il progettoMusica nel VENTO – In bicicletta dalle Orobie al Popresentato in partnership dai Comuni di Cremona, Crema e Cassano d’Adda, i Parchi regionali dell’Adda Sud e del Serio, il Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Serio Nord, il Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Po e del Morbasco e l’Associazione Pianura da Scoprire. Il progetto prevede una spesa complessiva di 214.000,00 euro coperta per il 30% da risorse proprie dei partner e per il 70% dal contributo della Fondazione Cariplo. Il Comune di Cremona è l’ente capofila e sarà responsabile del coordinamento per la realizzazione. L’obiettivo generale è la costruzione, la promozione e il mantenimento di una trama portante di itinerari ciclo-turistici per quanto possibile separati e protetti dalla mobilità veicolare nell’area geografica compresa fra l’Adda, a occidente, e una linea ideale che dalla pianura bergamasca e dal corso del fiume Serio scende verso sud-est fino a comprendere il cremasco e il cremonese con i suoi canali e navigli.

Come ha spiegato l’Assessore al Territorio e alla Salute Alessia Manfredini, il progetto è frutto di una nuova sinergia con il Comune di Crema e altri 5 enti, ha lo scopo di individuare, integrare e valorizzare i percorsi cicloturistici nei territori di competenza dei partner, l’area intorno alla città di Cremona ed i canali che la collegano a Crema, l’area della media pianura Lombarda compresa fra i solchi dei fiumi Adda e Serio e le relative dorsali fino alla gronda meridionale del Po.

Il progetto non si limita ad una semplice opera di infrastrutturazione stradale ‘dolce’ (piste ciclabili, ciclo-vie, corsie ciclabili, strade a bassa densità di traffico, strade campestri ecc.), ma ha un preciso valore culturale, legato alla storia e alla tradizione locale, vale a dire la riscoperta del patrimonio musicale che, a partire da Cremona, si è diffuso e ha permeato di sé il territorio di pianura attraverso autori classici, interpreti, strumentisti, artigiani liutai. Si tratta di un tema innovativo e di sicuro interesse che trova nella mobilità sulle due ruote un ideale abbinamento.

Sulla stessa linea d’onda gli assessori del Comune di Crema, Matteo Piloni (Ambiente) eFabio Bergamaschi (Lavori Pubblici): “La sinergia con il Comune di Cremona e l’associazione Pianure da scoprire, di cui siamo soci da due anni, è stata fondamentale per ottenere il finanziamento. Ed è in quest’ottica che dobbiamo continuare a lavorare per il territorio. il progetto specifico è molto importante, sia dal punto di vista ambientale che viabilistico. Questo è un tassello molto importante nei collegamenti ciclopedonali per la città e il territorio”.

Si tratta dunque di un progetto che abbraccia un sistema territoriale e una componente culturale: le due cose non vanno distinte poiché la cultura trova elementi di conoscenza e di elaborazione proprio attraverso le realtà territoriali, se promosse e valorizzate in modo adeguato.

La mobilità ‘dolce’ diventa in questo caso il mezzo, non soltanto il fine, per diffondere e rendere fruibile una proposta turistica d’eccellenza di cui Cremona, insieme a città come Bergamo o Parma, si vanta. I contenuti e la connessione di Musica nel Vento con il progetto Vento, elaborato dal Politecnico di Milano, acquistano un valore speciale se pensati come ‘modello di valorizzazione tematica del territorio’ esportabile anche in altre aree della Pianura Padana toccate dall’itinerario ciclabile del Po.