Nuovo manto per il campo del Cambonino. Via libera al progetto esecutivo

In Giunta, nella seduta di oggi, abbiamo approvato, su proposta dell’Assessore al Territorio e Patrimonio Andrea Virgilio in sinergia con l’Assessore con delega allo sport Mauro Platè, il progetto esecutivo per i lavori di adeguamento e riqualificazione del campo di calcio Cambonino 1. Il progetto, che ha avuto nei giorni scorsi il parere positivo del Coni, prevede interventi per complessivi 375mila euro. Le procedure di gara partiranno appena verrà acquisito il parere, già richiesto dal Comune, della Lega Nazionale Dilettanti. L’obiettivo è quello di riconsegnare il nuovo campo nella primavera dell’anno prossimo, sempre in sinergia con la società che lo gestisce.

Il progetto prevede la sostituzione della pavimentazione in erba sintetica del campo con un manto dotato di caratteristiche di ultima generazione , con dimensioni 103.00 x 52.40 e secondo i requisiti di omologazione. L’attuale pavimentazione è stata posata nel 2004 e, sottoposta ad un intenso utilizzo, è ora in cattive condizioni, tali per il campo è attualmente utilizzato per attività di allenamento. 

Un’opera importante che abbiamo fortemente voluto in sinergia con la società sportiva che gestisce il comparto che è punto di riferimento per moltissimi ragazzi e famiglie per l’attività sportiva, intesa come attività agonistica, educativa e aggregativa. Questa opera si inserisce all’interno di un complesso di azioni messe in atto in questi anni, anche in sinergia con le società, per la riqualificazione e la valorizzazione delle strutture dedicate allo sport in città.

Piano opere: più vicini gli interventi alle scuole e al campo del Cambonino

Piano opere: più vicini gli interventi alle scuole Monteverdi, Stradivari e al campo del Cambonino. E 50mila euro per i primi lavori allo Stadio Zini

Confermata l’attenzione alle scuole e agli impianti sportivi. Tra questi, da segnalare l’intervento di efficientemento energetico della Scuola primaria ‘C. Monteverdi’ per un costo complessivo di oltre 1,7 milione sul 2017 (contributi per 1,1 milione dal Gestore dei Servizi Energetici in quanto l’intervento risponde ai criteri dettati dalle regole applicative del Conto Termico 2.0, 242mila dal mutuo FinLombardia, 182mila da alienazioni patrimoniali).

Altro elemento positivo quello relativo al restauro, risanamento, bonifica amianto e miglioramento sismico, della palestra della Scuola primaria ‘A. Stradivari’: la forma di finanziamento passa da alienazioni ad avanzo di amministrazione, diventando dunque certo. Maggiore concretezza anche per la riqualificazione del campo da calcio in sintetico del Cambonino con la modifica della forma di finanziamento (239mila di avanzo e 136mila di alienazioni patrimoniali). Nel Pop viene introdotto un nuovo capitolo: quello relativo ai primi interventi sullo Stadio Zini per 50mila euro, in accordo e in sinergia con la società Cremonese dentro al complessivo piano di lavori. Infine, il nuovo Pop prende atto del finanziamento derivante dall’accordo raggiunto dal Comune con Rfi per la ciclabile Cremona-Picenengo. 

Gli interventi frutto delle recenti modifiche si aggiungono a quelli già previsti e già finanziati nel Piano, tra cui quelli sui palazzi storici come Palazzo Affaitati e Palazzo Grasselli, su altre scuole, su strade e marciapiedi, sull’edilizia popolare. Il Piano delle Opere Pubbliche con le novità adottate in Giunta è frutto di un intenso e costante lavoro portato avanti con i dirigenti competenti, all’insegna della sinergia e della programmazione, sempre a favore della concretezza e dell’attuazione di questi importanti interventi per la città. 

Dopo l’adozione in Giunta, le variazioni passano ora alla Commissione consiliare Bilancio per l’espressione di parere e quindi al Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

Laboratorio di comunità al Cambonino: interventi e azioni di coesione e cittadinanza attiva

Interventi ed iniziative di coesione sociale e di promozione della cittadinanza attiva. Sono queste le azioni, coordinate dal Servizio comunale Centro per la Comunità, Beni Comuni, Quartieri e Periferie, che stanno caratterizzando l’attività al quartiere Cambonino. Alcune di esse sono già state avviate, altre sono ormai delineate ed in fase di realizzazione. Un percorso di partecipazione che fa così del Cambonino un vero e proprio intreccio di incontro tra prossimità e creatività.

Nel 2016 si sono svolte le elezioni per il nuovo Comitato di Quartiere e parallelamente è stata attivata la sperimentazione di una nuova figura, l’Operatore di quartiere a supporto del Consiglio Direttivo e del lavoro con la comunità. Nello stesso periodo sono state individuate altre due figure professionali con la funzione di tutor condominiali con focus operativo sugli edifici ALER di edilizia residenziale pubblica. La presenza sul territorio del quartiere di queste figure professionali, in forte integrazione con quella del Vigile di quartiere che è un riferimento importante per la comunità, ha permesso di rileggere il lavoro sociale e partecipativo, andando a costruire un nuovo approccio in relazione al Tavolo di quartiere, trasformandolo in una “Rete di Quartiere”, articolata in gruppi di lavoro che si possano incontrare in modo sistematico per riflettere sul territorio, ma soprattutto per progettare e operare in modo concreto, creativo ed efficace interventi e risposte.

Dal lavoro di prossimità ha preso così forma lo Sportello di Vicinato, collocato nella sede del Comitato di Quartiere, in piazza Aldo Moro, dove è possibile avere risposte su specifiche richieste, ma che è soprattutto uno spazio di ascolto e di incontro. Nello Sportello di Vicinato svolgeranno la loro attività, con cadenza settimanale, diverse realtà:

Comitato di Quartiere: ogni lunedì dalle ore 17,00 alle ore 18,00 ed ogni mercoledì dalle ore 8,00 alle ore 10,00 per informazioni ed orientamento ai servizi del Comune nonché spazio ascolto;

Vigile di Quartiere: ogni lunedì dalle ore 17,00 alle ore 18,00 per segnalazioni problematiche del territorio, consulenza ai cittadini per il rispetto delle norme di buon vicinato e dei regolamenti comunali;

Tutor di Condominio: ogni mercoledì dalle ore 17,00 alle ore 19,00 ed ogni venerdì dalle ore 8,00 alle ore 10,00 per uno spazio di ascolto per inquilini di alloggi di edilizia residenziale pubblica;

Sindacato CGIL: ogni martedì dalle ore 9,00 alle ore 11,00 per appuntamenti, informazioni e piccole pratiche;

AUSER: ogni giovedì dalle ore 9,30 alle ore 11,00 per rilevazione pressione e informazioni sul sistema socio – sanitario.

Il percorso avviato sta proseguendo con una particolare attenzione rivolta al ruolo che le donne possono avere quale elemento di coesione della comunità. Grazie al lavoro di rete svolto sino ad ora, agli incontri che si sono tenuti, si è entrati nella fase che porterà a concretizzare alcune delle proposte emerse, tenendo conto dell’importanza di coinvolgere le donne in prima persona nel mettere in campo le proprie competenze. Partendo da qui, la volontà è di ampliare il campo di azione e coinvolgere diverse figure per la realizzare iniziative trasversali con focus specifici diversificati.

Come hanno detto gli Assessori Rosita Viola e Mauro Platè, l’obiettivo che ci siamo posti con questo percorso che coinvolge numerosi Settori e Servizi del Comune è potenziare il protagonismo attivo e responsabile dei residenti attraverso la partecipazione all’attività svolta dal Comitato di Quartiere, inteso come laboratorio di comunità, luogo di incontro e promozione, oltre che di raccordo tra Comune, associazioni, volontari e cittadini. Fondamentale è lo stretto rapporto tra la comunità e il Progetto FareLegami in quanto permette di fare incontrare in modo sistematico quelle rappresentanze già strutturate, quali, ad esempio, le varie associazioni, il Comitato di Quartiere, il Vigile di quartiere, l’operatrice di quartiere, i tutor condominiali, la scuola, l’oratorio ed altre realtà, che possono essere un supporto per una riflessione su territorio e progettualità, ma soprattutto per un’operatività concreta, creativa ed efficace. In questo modo si vuole favorire la costruzione di legami di comunità e attivare azioni di cura degli spazi e dei beni comuni.

A Parco Fazioli un progetto condiviso: coinvolti cittadini e quartiere

Centro islamico, non è in corso alcun iter di spostamento al Cambonino

Non c’è nessun iter in corso per lo spostamento. Non c’è nessuna area comunale in vendita. Non c’è alcuna richiesta agli uffici. Questa è l’ennesima iniziativa strumentale di una parte della minoranza che forse è abituata a fare allarmismo e disinformazione pur di attaccare. Nel caso, comunque, come Giunta saremmo contrari rispetto allo spostamento al Cambonino dell’attuale centro islamico ‘La Speranza’ aperto a marzo del 2014 nella zona di S. Bernardo. Proseguiamo con serietà e attenzione a monitorare la situazione in contatto con la comunità islamica e continuiamo il lavoro sul Cambonino con la ricostituzione a breve, in modalità nuova, del tavolo dedicato al quartiere.

Terra e fiume al Cambonino: qui le persone vibrano di ricordi che diventano futuro

La nuova sezione creata da Comune di Cremona e Famiglia Ghizzoni, in collaborazione con i Rotary del Po, è frutto di una proposta del professor Riccardo Groppali, naturalista e collaboratore del Sistema Museale, e ospita le donazioni di Giuseppe Ghizzoni.

Un progetto importante che si sposa con il lavoro di rivalorizzazione del Grande Fiume e dei territori dell’asta fluviale che l’Amministrazione sta attuando attraverso il ‘contratto di fiume’, strumento che punta a legare le due sponde del Po per esaltare e raccontare il patrimonio naturalistico, turistico, culturale e di sviluppo del nostro Grande Fiume.

Entrare nel nuovo spazio espositivo significa ritornare al Po cremonese del passato, ampio e ricco di bracci secondari, di lanche e morte che accompagnavano il suo corso, lungo le cui rive crescevano boschi di salici e pioppi. Un fiume ricco di biodiversità e di pesci. Una risorsa che forniva cibo alle classi povere e veniva utilizzata da pescatori professionisti che, avendo in concessione ognuno un tratto di fiume, impiegavano le reti per rifornire il mercato cittadino. I pescatori avevano estrema cura delle loro attrezzature e passavano molte ore a rammendare e catramare le reti, a riparare la barca ed i remi, ad affilare i denti delle seghe.

Nel nuovo allestimento, trovano spazio una barca da pesca, reti e attrezzature varie, corredate da testi esplicativi e da immagini sulla raccolta della legna, sulla pesca, sulla vendita del pesce. Uno spaccato significativo sulla nostra storia che amplia l’offerta didattico-espositiva del Museo e che testimonia l’importanza del fiume nell’economia cittadina del passato e del futuro.

C’è un desiderio profondo di valorizzare ciò che siamo. Non ci sono stanze nuove se non c’é una coscienza che decide di rendersi conto delle sue bellezze. Questa stanza ci dice quello che siamo: una città di terra e di fiume. Qui le persone vibrano di ricordi che diventano futuro: stiamo lavorando per unire città diverse attraverso il fiume e nel nome della cultura, stiamo lavorando ad un vero e proprio contratto di fiume. Questa è una traiettoria di sviluppo per la nostra città e il nostro territorio. Grazie ad Anna Mosconi, la responsabile del Museo Cambonino, alla famiglia Ghizzoni, al professor Groppali e a tutti quelli che hanno contribuito per rendere possibile l’inaugurazione di questo nuovo spazio.

Per l’occasione, il Museo del Cambonino promuove un ciclo di incontri di divulgazione sui tempi del fiume e della pesca. Testimonianze dirette ed orali di quello che il fiume Po rappresenta oggi sotto il profilo naturalistico, ma anche ricreativo con particolare riferimento alla pesca.

Terra e fiume – Ciclo di incontri
IL PROGRAMMA

Il Po e la natura 

mercoledì 23 marzo ore 17.30 
Il fiume e i ritrovamenti paleontologici – Un fiume di fossili
Relatore: Simone Ravara – naturalista, direttore del Museo Paleontologico di San Daniele Po

mercoledì 30 marzo ore 17.30 
La flora lungo il fiume
Relatore: Giovanni D’Auria – botanico

mercoledì 6 aprile ore 17.30 
L’avifauna di ambiente fluviale
Relatore: Bassano Riboni – ornitologo, presidente di WWF Cremona

Il Po e la pesca 

mercoledi 13 aprile ore 17.30
Fauna ittica ed ecosistema acquatico del fiume Po
Relatore: Carlo Lombardi – ittiologo

mercoledi 20 aprile ore 17.30
Approccio ecologico alla pesca nel fiume Po
Relatore: Marco Angelo Riva – ittiologo e pescatore

mercoledi 27 aprile ore 17.30 
La pesca professionale oggi
Relatore: Vitaliano D’Aolio – pescatore professionista, gestore dell’Acquario del Po di Motta Baluffi 

Conclusione

mercoledì 4 maggio ore 17.30 
Conservazione dell’ambiente e fiume Po
Relatore: Riccardo Groppali – naturalista

Riqualificare il campo da calcio del Cambonino: partecipiamo al bando regionale

Riqualificare il campo da calcio del Cambonino. Abbiamo approvato in Giunta il progetto definitivo, proposto dall’assessore al Territorio, all’Area Vasta e alla Casa Andrea Virgilio, che presenteremo alla Regione Lombardia per l’accesso a contributi in conto capitale a fondo perduto per interventi sugli impianti sportivi di proprietà pubblica. Il costo complessivo dell’intervento è di 500mila euro.

Il campo, costituito dal rettangolo di gioco recintato e illuminato oltre che da una palazzina con gli spogliatoi per quattro squadre, è stato oggetto di intervento di riqualificazione nel 2004 con la posa di un manto in erba sintetica che attualmente, a causa di un utilizzo intensivo, risulta essere fortemente consumato, tanto da compromettere l’omologazione per le partite minori. Il progetto approvato, per il quale il Comune concorre al bando regionale, prevede la sostituzione dell’attuale manto con uno di ultima generazione. Un progetto, quello sul campo del Cambonino, che fa parte del complessivo piano di interventi che il Comune di Cremona sta predisponendo per un progressivo miglioramento degli impianti sportivi cittadini che da anni presentano problemi.

Il campo da calcio del Cambonino è molto utilizzato e da subito ha attirato l’attenzione della nostra Giunta comunale: da troppi anni, infatti, il rinnovo dell’accreditamento del campo per lo svolgimento delle gare è a rischio proprio per le condizioni del manto sintetico. Lo scorso anno, in accordo con l’ente gestore, abbiamo realizzato piccoli interventi per garantire lo svolgimento delle attività, tuttavia abbiamo ritenuto indispensabile programmare un intervento strutturale. Il complesso sportivo svolge anche un’importante attività sociale: con l’associazione sportiva Cadasch, ente gestore del campo, è attivo un protocollo di intesa che permette di svolgere interessanti azioni di prevenzione.

Come hanno sostenuto gli Assessori Andrea Virgilio e Mauro Platè, che ha la delega allo Sport, proseguiamo così il lavoro finalizzato a portare a casa risorse a favore di un patrimonio pubblico per anni trascurato.

Palestre, interventi a Spettacolo, San Felice e Cambonino in sinergia con Pomì

Invasioni digitali: domenica 3 maggio al Museo Archeologico e al Museo Cambonino

Invasioni Digitali sono un progetto rivolto a diffondere la cultura digitale e l’utilizzo degli open data, per formare e sensibilizzare le istituzioni all’utilizzo del web e dei social media per la realizzazione di progetti innovativi rivolti alla co-creazione di valore culturale oltre che alla promozione e diffusione della cultura. Si tratta di vere e proprie “invasioni digitali” nei luoghi di cultura con smartphone, tablet, videocamere, fotocamere & Co. per realizzare i propri contenuti utilizzando i tag #invasionidigitali oppure #digitalinvasions per i contenuti in lingue diverse dall’italiano. Tutti i contenuti vengono aggregati su www.invasionidigitali.it.

Domenica 3 maggio, alle ore 11.00 al Museo archeologico, visita guidata e ingresso gratuito. All’interno della chiesa medioevale sconsacrata di San Lorenzo, il Museo restituisce l’immagine di Cremona dalla fondazione romana del 218 a.c., prima colonia a Nord del Po, fino al periodo di maggior splendore dell’età romana imperiale, attraverso i reperti rinvenuti in città e nel territorio, dall’Ottocento fino agli scavi più recenti.

Alle ore 17.00, sempre di domenica 3 maggio, apertura del Museo della civiltà contadina “Cambonino vecchio” (viale Cambonino, 22). La cascina “Il Cambonino vecchio”, alle porte della città, ospita nei suoi spazi la collezione etnografica. Dalla grande aia della cascina si accede ai diversi ambienti, dalla casa padronale a quella del fattore, al barchessale, alle stalle, alla lavanderia. Del complesso fa parte anche l’oratorio della Beata Vergine. Per l’occasione il Quartetto Bellomo di Crema si esibirà nel primo concerto della rassegna Mandolini in concerto. La serie di concerti sono tenuti per valorizzare il repertorio mandolinistico che spazia dalla fine dell’ottocento alla prima metà del novecento. L’accesso al Museo e al concerto sono gratuiti.

Qui le istruzioni per gli invasori:

http://www.invasionidigitali.it/it/content/come-organizzare-uninvasione

Al Cambonino con residenti, comitato dei piccoli e degli adulti: questa è rigenerazione urbana

Con la vice sindaco Maura Ruggeri, gli assessori Barbara e Alessia Manfredini – presenti il comandante della Polizia Locale Pierluigi Sforza, la dirigente del Settore Politiche Educative Silvia Toninelli e il vigile di quartiere Franco Sforza – siamo stati accolti nel cortile dei palazzi al numero 9 di viale Cambonino da un folto pubblico. A fare gli onori di casa il presidente del comitato, Rinaldo Rizzi, il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Cremona Uno, Piergiorgio Poli, dal quale dipende la scuola primaria “Guido Miglioli”, rappresentata da alunni e insegnanti.

Il progetto Voids Atctivators, che ha coinvolto anche la sede di Cremona del Liceo Artistico Munari e Sezione associata “Vacchelli” per geometri dell’Istituto di Istruzione Superiore “Arcangelo Ghisleri, nasce dalla volontà di innescare nei nuclei urbani periferici di Cremona processi e percorsi di conoscenza e appropriazione degli spazi pubblici.

comitatoSolo coinvolgendo e mettendo al centro del percorso decisionale i destinatari delle azioni di progettazione urbana – questo è il punto di partenza dell’iniziativa – è possibile elaborare strategie di sviluppo urbano realmente rispondenti alle esigenze collettive e, di conseguenza, garanzia di risparmio ed efficienza. Le azioni messe in campo riguardano costruzione di un percorso didattico rivolto alla scuola di primo grado, l’esplorazione del quartiere e di uno spazio del quartiere, la riappropriazione e la progettazione di uno spazio del quartiere, la successiva restituzione alla cittadinanza.  Il progetto ha preso l’avvio grazie al finanziamento ricevuto dall’associazione AceA ONLUS a seguito di un bando pubblico intitolato “Come mettere in crisi la crisi. Premio in onore di Federico Ceratti”. Il progetto si sviluppa all’interno dell’Associazione senza scopo di lucro Architetti Senza Frontiere Italia ONLUS, associazione non profit nata nel 1998.

Abbiamo visitato la mostra sul progetto Voids Atctivators, allestita in uno spazio verde del Cambonino (proprio il cortile dei palazzi), e abbiamo incontrato i residenti, il comitato dei piccoli e il comitato del quartiere. Numerosi i temi affrontati: manutenzione del verde e dei marciapiedi,  illuminazione, trasporto pubblico, ciclabilità e mancanza, nel quartiere, di alcuni servizi.

Abbiamo risposto ad alcune questioni puntuali, portando ai presenti anche progetti e preventivi. In particolare, ci siamo impegnati per intervenire sull’illuminazione di uno dei parchi del quartiere.

Abbiamo visto oggi al Cambonino ciò che intendiamo per rigenerazione urbana. Un progetto che coinvolge la cittadinanza nella conoscenza del quartiere e nello studio di azioni positive, a partire dalla scuola.

“Incontro con territori anche dopo elezioni”

‘Fare nuova la città’ nei territori, anche in fase amministrativa. “Nel progetto – ha spiegato Gianluca Galimberti – c’è che questa esperienza civica di incontro con tante realtà continui anche dopo le elezioni. Immaginiamo tre livelli operativi: giunta, consiglio comunale e ampia partecipazione”. Si è concluso con questa riflessione sul rapporto tra ‘Fare nuova la città’ e i territori, il secondo incontro al quartiere Cambonino, partecipato da alcuni residenti. I temi toccati hanno riguardato principalmente le problematiche del quartiere: comunicazione con le comunità straniere, tavolo di quartiere, referenti di comunità, scuola, integrazione e spazi per i giovani. “Bisogna avere progetti a lungo termine – ha detto Galimberti – Non si possono mettere figure di riferimento in un territorio per sei mesi e poi toglierle. Così si innescano meccanismi di delusione nella gente, oltre a non mantenere una positiva progettualità”.

Prossimi appuntamenti nei quartieri di Gianluca Galimberti: mercoledì 12 febbraio a San Felice presso il centro civico (ore 21) e mercoledì 19 febbraio al Maristella presso l’ex asilo di via Corazzini (ore 21). Segnaliamo anche l’incontro con il sindaco di Piacenza Paolo Dosi e quello di Castelvetro Piacentino Luca Quintavalla sul tema del rilancio del fiume Po (sabato 15 febbraio alle ore 13 conferenza stampa al ‘Circolo Amici del Po’ di Lungo Po Europa, 5).

Incontro Cambonino
“Questione periferie
riguarda tutta la città”

Gianluca Galimberti, candidato alle primarie di ‘Fare nuova la città’, ha incontrato, nella serata di lunedì al Cambonino, alla sala di ritrovo del comitato 4, alcuni residenti del quartiere di periferia. “Ho tantissimo da imparare rispetto ad alcuni contenuti di questo quartiere ha esordito Galimberti – Da quanto ho letto nei verbali del comitato e da quanto alcuni mi hanno raccontato, ci sono questioni chiave: questo quartiere anche nella sua urbanistica rivela ricchezze e difficoltà; ha vissuto molta partecipazione civile e molta marginalizzazione; le problematiche non risalgono agli ultimi cinque anni, ma a molto prima; al Cambonino, come anche nel resto della città, il tema della casa riassume in sé tematiche forti di convivenza e sicurezza. Dunque l’altra grande questione è quella del welfare. In città questo quartiere rappresenta molto più di altri quartieri un caleidoscopio di problematiche molto faticose per chi ci vive”.

Disagio giovanile, intercultura, impoverimento dei centri di aggregazione, gli altri temi toccati da Galimberti che ha evidenziato le questioni degli orti sociali, delle panchine, del verde pubblico, della farmacia (“risolta con un servizio di trasporto pubblico che oltre ad andare all’Ipercoop, ritorna”, ha spiegato il presidente del comitato).
“L’ultima tematica grandissima – ha proseguito Galimberti – è quella più generale del lavoro e dello sviluppo. Questa parte della città è chiusa su di sé, ma è quella più aperta, nel senso che va verso tutta la parte espansiva della città. La questione del lavoro in città non può vedere una settorializzazione nell’analisi. Non si può afrontare “il lavoro al Cambonino”, ma si deve puntare ad un rilancio complessivo della città. Le questioni di un singolo quartiere sono specifche, ma dobbiamo cominciare a pensare ai nostri problemi come quelli di tutti. Lo sviluppo e la coesione sociale nelle periferie riguarda anche il centro e viceversa. La città si rilancia se c’è un approccio unitario”.

Tanti gli interventi dei residenti presenti sulla demografia del quartiere, sulla presenza di comunità straniere (“difficile incontrarli perché ci sono divisioni forti tra di loro”), pacchi alimentari e scelte sulla scuola come il tempo lungo prolungato e l’aumento del costo dei pasti.

“Questi problemi – ha concluso Galimberti – si afrontano innanzitutto non negandoli: l’accoglienza funziona se c’è molto realismo. Secondo, ripensando il welfare in termini di prossimità e vicinanza. Se istituisco un fondo di solidarietà per venire incontro a distacchi, affitti e difficoltà, questo non funziona senza un ritorno. Bisogna mettere a disposizione il denaro a patto che le persone si lascino un po’ aiutare ad assumersi responsabilità. Per farlo servono un Comune più vicino ai territori, logiche di coprogettazione col terzo settore, interlocuzione con realtà già esistenti. Se la scuola non riesce a dare risposte, se cadono i presidi educativi, noi non ne usciamo più. Come città, non solo come Cambonino”.

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