Monteverdiane, +110% di presenze al Festival e +20% di visitatori al Museo del Violino con ‘Monteverdi e Caravaggio’

Una carissima amica, protagonista delle Celebrazioni, ha commentato così questo bilancio: davvero abbiamo fatto tutte queste cose? Sì, davvero, e con un metodo nuovo che mette insieme tutte le istituzioni, non solo cittadine, ma della Regione e del Paese per dire al mondo che Cremona è patria di Monteverdi e ridire cos’è Monteverdi oggi per la città e per l’Italia. Questo metodo ha dato questi ottimi risultati e le Celebrazioni continuano. Nello sguardo di Monteverdi che fino a dicembre illuminerà le torri civiche ci leggo un: “Bravi, ma vi tengo d’occhio!” perché dobbiamo andare avanti con questa progettualità e sempre come sistema.

LE CELEBRAZIONI MONTEVERDIANE FANNO CENTRO
RADDOPPIATE LE PRESENZE AL FESTIVAL
E +20% DEI BIGLIETTI PER “MONTEVERDI E CARAVAGGIO”

Le Celebrazioni Monteverdiane fanno un bilancio della prima metà dell’anno con numeri assolutamente positivi. Dall’aumento del 110% delle presenze al Festival Monteverdi organizzato dal Teatro Ponchielli, all’incremento del 20% degli ingressi al Museo del Violino con la mostra dedicata a Monteverdi e Caravaggio. Il Divin Claudio, in occasione dei 450 anni dalla sua nascita, dunque ha fatto centro già a metà delle Celebrazioni e ha consentito di far registrare in città e alla città importanti successi in termini di numeri e di visibilità.

Abbiamo condiviso i dettagli della prima metà delle Celebrazioni nell’ultimo Comitato Monteverdi e li abbiamo illustrati durante una conferenza stampa in Comune, insieme all’Assessore alla Città vivibile e Rigenerazione urbana Barbara Manfredini, alla presenza dell’Assessore alle Culture, Identità e Autonomie di Regione Lombardia Cristina Cappellini e dai rappresentanti del Comitato Monteverdi che è costituito da Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Regione Lombardia, Comune di Cremona, Comune di Mantova, Teatro A. Ponchielli, Museo del Violino, Fondazione Stauffer, Istituto C. Monteverdi, Dipartimento di Musicologia e Beni culturali dell’Università di Pavia, Archivio di Stato.

IL FESTIVAL: RADDOPPIATE LE PRESENZE AI CONCERTI

Il 2017 è stata l’occasione per dare nuova linfa al Monteverdi Festival e rivitalizzare tutte le attività culturali della città con un progetto culturale di ampio respiro. Il Festival quest’anno ha presentato non solo esecuzioni concertistiche ma anche la produzione dell’Orfeo, prima opera di Claudio Monteverdi, con la direzione di Ottavio Dantone e la regia di Andrea Cigni, ma anche il laboratorio di spettacolo barocco dell’Istituto Monteverdi che ha prodotto, in sinergia con l’Accademia di Belle Arti di Venezia e il Conservatorio di Mantova, Il Combattimento di Tacredi e Clorinda e Il ballo delle ingrate (progetto che ha coinvolto 35 studenti delle discipline di arti visive, 20 musicisti e 15 insegnanti per quattro recite, due a Cremona, una a Mantova e una a Venezia), opere animate dalle marionette della Compagnia Carlo Colla & Figli e l’ensemble Il canto di Orfeo diretto da Davide Pozzi. Inoltre, il 24 giugno, la suggestiva cornice del Duomo di Cremona ha ospitato il tanto atteso evento conclusivo del Festival con il Monteverdi Choir e l’English Baroque Sololists, diretti da Sir John Eliot Gardiner per una magistrale esecuzione del Vespro della Beata Vergine. La risposta del pubblico è stata costante e straordinaria: il Festival ha registrato un aumento del 110% delle presenze rispetto all’anno precedente (3.259 nel 2016, 6.826 nel 2017). L’ormai consueto appuntamento della Crociera Musicale sul Po ha riscosso anche quest’anno un grande successo, con l’esaurimento dei posti disponibili in pochi giorni e con presenze dall’Italia e dall’estero.

L’edizione 2018 del Monteverdi Festival vorrebbe coltivare i semi delle numerose iniziative nate e cresciute nel 2017, continuando a produrre e continuando progetti di partecipazione cittadina allargati, per un festival sempre di più radicato in città e sempre più internazionale.

MONTEVERDI E CARAVAGGIO: +20% DEI VISITATORI AL MUSEO

La mostra ‘Monteverdi e Caravaggio’ chiusa lo scorso 23 luglio al Museo del Violino è stata un successo. Dal’8 aprile alla chiusura sono stati staccati 23.300 biglietti paganti, con un incremento del 20% rispetto agli ingressi dello stesso periodo del 2016. A questi si aggiungono gli oltre 7.500 spettatori che hanno partecipato alle audizioni programmate con un aumento del 25% sempre rispetto all’anno precedente. Pertanto il totale delle presenze, durante il periodo espositivo, tra le sale del Museo e l’Auditorium Giovanni Arvedi si attesta intorno ai 31mila visitatori, composti da fruitori singoli, da gruppi scolastici o turistici e da un’utenza qualificata con competenze specialistiche e provenienza internazionale. Altri elementi distintivi dell’esposizione sono stati: il consolidamento del rapporto con la comunità liutaria (sono stati 44 i liutai che hanno partecipato ai due workshop su alcuni degli strumenti esposti); la sinergia con alcune importanti istituzioni e collezioni musicali come l’Ashmolean Museum di Oxford, il Conservatorio Verdi di Milano, l’Accademia Filarmonica di Verona, il Museo di Salò e i Musei Civici di Brescia; la divulgazione delle conoscenze intorno a Monteverdi e agli strumenti dell’Orfeo, approfondite e raccolte proprio in occasione della mostra.

LA MOSTRA ALL’ARCHIVIO E MONTEVERDI A CASA TUA

La mostra ‘Monteverdi tra Cremona, Mantova e Venezia’ dell’Archivio di Stato allestita presso il Museo Lauretano ha riscosso fin dall’inizio un buon interesse, non solo tra gli appassionati di Monteverdi, ma anche e soprattutto tra il pubblico di non addetti ai lavori. Il fascino maggiore è stato rappresentato dalle lettere autografe del Divin Claudio e dal suo certificato di battesimo, oltre che dal racconto di lui come uomo più che come musicista. Una presenza importante, quella al sabato mattina dei cosiddetti ‘apprendisti ciceroni’: giovani studenti del Liceo Artistico Munari che hanno guidato i visitatori.

Sono stati sette gli interventi musicali che l’Istituto Monteverdi, compatibilmente con il resto dell’attività, è riuscito a realizzare presso enti o privati all’interno del progetto di diffusione musicale in città nelle case e nelle associazioni denominato ‘Monteverdi a casa tua!’ (quelli che ne hanno fatto richiesti sono stati di più).

IL CONGRESSO INTERNAZIONALE A MUSICOLOGIA

Dal 7 al 10 giugno si è tenuto a Cremona e a Mantova il convegno internazionale “The Making of a Genius: Claudio Monteverdi from Cremona to Mantua” a cura del Dipartimento di Musicologia dell’Università di Pavia. Una trentina di relatori provenienti da diversi paesi europei, Stati Uniti, Canada e Australia si sono confrontanti sui diversi temi legati alla vita e alle opere del compositore: gli anni della formazione, la musica sacra, i madrigali e le opere del periodo mantovano. Ai lavori hanno partecipato studenti del Dipartimento di Musicologia e del Conservatorio di Mantova. Alcune delle relazioni, riviste e rielaborate, saranno pubblicate in un numero speciale della rivista Philomusicaonline nel 2018.

MONTEVERDI E CREMONA SOTTO I RIFLETTORI

La mostra al Museo del Violino, il Monteverdi Festival e la città di Cremona, hanno avuto una buona attenzione da parte della stampa nazionale. Tra le uscite più rilevanti, si segnalano Giornale dell’Arte, Dove, Bell’Italia, Touring, Amadeus, Classic Voice, Musica, L’Opera, Domenica/Il Sole 24 Ore, Robinson/La Repubblica, Corriere della Sera nazionale e pagine Milano, La Repubblica nazionale e pagine Milano, Il Messaggero, Avvenire, Il Giornale, Rai 3 tgR e Buongiorno regione, Rai News 24, Rai Radio/Gr1, Rai Radio 3/Suite, Rai Radio 3/Momus, Radio 24/Musica Maestro, Radio Inblu.

Le Celebrazioni Monteverdiane sono state oggetto, inoltre, di presentazioni internazionali importanti alla Fiera internazionale del turismo di Berlino, al Parlamento Europeo, all’Ambasciata italiana a Vienna.
Per quanto riguarda il web, dal 13 febbraio a oggi il sito www.monteverdi450.it ha registrato 34.126 sessioni per un totale di 27.606 utenti che hanno generato 203.517 visualizzazioni di pagina, con una media di 5,96 pagine/sessione e una durate sessione media di 00:01:24.

LA CITTA’ DI MONTEVERDI

Per quanto riguarda il percorso di musica e luci diffuso denominato ‘La Cremona di Monteverdi’, si segnalano le migliaia di presenze in piazza Stradivari per il videomapping sulla facciata di palazzo comunale nel weekend inaugurale delle Celebrazioni Monteverdiane. Inoltre, notevoli sono i numeri del violino smart ‘L’anima della città’ collocato presso il piazzale della la stazione di Cremona con tecnologia Lineacom (gruppo Lgh). Sono state 94.600 le attivazione con un tempo totale di attivazione di 138 giorni e 20 ore, una media di attivazione giornaliere di 364 e un tempo medio di attivazione di 9 ore e 35 minuti. La ‘vetrina sonora’ dell’Ufficio turistico, in capo al Comune di Cremona, installata sempre grazie alla tecnologia Lineacom (gruppo Lgh) ha suonato da aprile a luglio 31.211 volte con una media di 7.800 attivazioni per mese.

Numeri positivi anche per la Stanza di Monteverdi presso palazzo comunale caratterizzata da uno specifico e tecnologico allestimento che accompagna i visitatori in un viaggio storico e musicale nella vita e nelle opere di Claudio Monteverdi: dall’inaugurazione a venerdì 28 luglio gli ingressi alla Stanza sono stati 10.762.

Claudio Monteverdi è stato anche al centro del progetto del Comune di Cremona “Cultura Partecipata”: dedicati al Divin Claudio il Comune di Cremona, Assessorato alla Cultura, ha raccolto 14 progettualità da enti, associazioni e enti diversi in città.
Monteverdi è stato protagonista anche dell’evento di piazza StradjVari con l’esecuzione della toccata di Claudio Monteverdi da parte di Elsa Martignoni, della Notte della Tecnologia, del progetto ‘Back to school’ che, per la prima volta – coniugando classico e moderno – ha coinvolto giovani musicisti intorno al Divin Claudio e a Elio di Elio e le storie tese, e del progetto East Lombardy con la serata ‘A cena con il Maestro’ al teatro Ponchielli.

E MONTEVERDI CONTINUA..

La seconda parte dell’anno sarà ancora caratterizzata da eventi importanti e attesi intonati a Claudio Monteverdi. In particolare, proseguono i preparativi per la mostra “Genovesino. Natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona” a cura del Comune di Cremona che aprirà il 6 ottobre al Museo Civico e per la mostra “Cremona nel Seicento: A peste, a bello, a fame, libera nos Domine” a cura dell’Archivio di Stato che inaugurerà il 10 ottobre a palazzo comunale.

Fino a dicembre, inoltre, rimarrà attivo il percorso urbano diffuso di musica e di luci dedicato al Divin Claudio e il suo volto – insieme al logo dei 450 anni – continueranno a dominare sulla città dalle torri civiche di palazzo comunale, ricordando a tutti, cremonesi e visitatori, che Cremona è città dell’anno monteverdiano, città di Monteverdi.

IL SITO DELLE MONTEVERDIANE

Bilancio 2018, siamo già al lavoro. Obiettivo: approvazione entro dicembre

Accelerare i tempi per arrivare ad approvare, per la prima volta dal 2009, il prossimo Bilancio di previsione del Comune entro l’anno 2017, secondo quanto previsto dalla normativa. E’ questo l’importante obiettivo che ci siamo posti insieme ai tecnici del Comune per il Bilancio di previsione 2018. Una sfida coordinata dall’assessore alle Risorse, all’Innovazione e alla Digitalizzazione Maurizio Manzi e dal Settore Economico-Finanziario, che coinvolge Assessori, Segretario Generale e tecnici dei diversi Settori in un lavoro di squadra e di Ente che è già iniziato, secondo un fitto piano di attività, che sono parte integrante delle diverse fasi del processo di formazione del bilancio 2018-2020.

Nei mesi estivi, verranno raccolte dai diversi Settori comunali le proposte di entrata e di spesa per il 2018 coerenti con le linee guida e gli indirizzi definiti. I criteri: non aumentare la leva fiscale, non incrementare i costi dei servizi pur mantenendo un livello di spesa che assicuri i servizi erogati ai cittadini; far leva su aspetti di efficientamento e di razionalizzazione da una parte e sulla capacità, davvero migliorata in questi tre anni grazie ad un intenso lavoro coordinato dall’Ufficio Progetti, di intercettare finanziamenti da enti pubblici e privati. Tra qualche settimana, secondo cronoprogramma, spazio ad una prima analisi in Giunta dei dati economico-finanziari predisposti dai settori cui faranno seguito, nei mesi di settembre ed ottobre, successivi incontri di approfondimento, valutazione e affinamento delle diverse voci che consentiranno, nel mese di novembre, di giungere al consolidamento del bilancio di previsione. Da novembre si susseguiranno le sessioni di presentazione del bilancio di previsione 2018-2010 in Giunta per approvazione, con la collaborazione della Presidente del Consiglio comunale Simona Pasquali alla Commissione Bilancio per espressione di parere, e alle rappresentanze del territorio. Infine, nel mese di dicembre è prevista l’approvazione da parte della Commissione Bilancio e del Consiglio comunale.

Approvare il bilancio di previsione nei tempi stabiliti dalla normativa senza usufruire delle proroghe, è un aspetto di estrema importanza perché si ritorna, dopo diversi anni, ad una progettazione e pianificazione strategica ed operativa dei complessi aspetti gestionali consentendo, in tal modo, di disporre per tempo di uno strumento di programmazione efficace, in grado di orientare al meglio la gestione e di tenere sotto controllo i sempre più stringenti vincoli di finanza pubblica.

Aem, la politica ha inserito il bancomat nonostante la scritta ‘Soldi esauriti’. Noi no ed ora Aem ha un futuro!

Gent.mo Direttore,

ho letto con un certo interesse il suo editoriale su Aem Spa e le precedenti e successive uscite. Curiosamente, o forse no, tante parole sono state spese sul passato di Aem e poche sul suo futuro, nonostante prima in Giunta e lunedì in Consiglio abbiamo approvato il piano di razionalizzazione delle partecipate che ci consente di passare da tre società del 2014, di cui una, AEM, trovata in una situazione difficilissima, a una sola, sana e rilanciata, passaggio possibile in virtù del cambiamento della normativa e in virtù dell’operazione di risanamento di AEM. 

La premessa è indiscutibile: la situazione che ho e abbiamo ereditato era pesantissima e richiedeva scelte urgenti. Un po’ di storia. Gli interventi per  le fibre ottiche o le reti idriche sono stati  certamente investimenti strategici per il territorio. Per farli era necessario accendere mutui da parte di AEM. Altre scelte fatte corrispondevano ad una diminuzione dei flussi di cassa in Aem. E allora? Un debito, se necessario alla città, può e deve essere fatto, ma a due condizioni: l’azienda deve garantirsi comunque i flussi di cassa per pagare i debiti e soprattutto deve smettere di indebitarsi se l’indebitamento sale oltre il livello di controllo.

E invece che cosa è successo per scelte politiche dal 2010 in poi? E’ continuato l’indebitamento e si sono stroncati ulteriormente i flussi di cassa positivi. Aem ha consegnato ad LGH i servizi che prima gestiva, passando anche i relativi flussi positivi. In Aem sono rimasti molti mutui e i famosi contratti (fibre ottiche, cavidotti) hanno obbligato Aem a tirare fuori denaro senza ritorno. Da quel momento Aem ha cominciato ad avere seri problemi finanziari. Sono stati chiesti alla nostra partecipata dividendi (e noi abbiamo messo a bilancio del Comune quei soldi per coprire i rischi). In più, l’amministrazione di allora ha chiesto ad AEM investimenti milionari, per noi molto discutibili, come l’acquisto di tutta l’area dove avrebbe dovuto sorgere il cosiddetto city hub (progetto per noi fuori tempo e fuori luogo). E il Massarotti? Aem ha dovuto acquistare per milioni un parcheggio mai fatto funzionare da lì in poi. Per non parlare del contratto con Saba del 2010: un massacro economico. E contemporaneamente molti servizi fatti fare ogni anno a debito. È per questo che, a pochi giorni dall’insediamento, estate 2014, ho ricevuto telefonate e input da banche che mi chiedevano se Aem avrebbe pagato i debiti o no, rate di mutui 2014, con ancora indietro rate 2013. Per non parlare dei fornitori, imprese che danno lavoro e che attendevano di essere pagati e non certo con il patrimonio, ma con liquidità, liquidità che era esaurita.

Chi ora, per sminuire la situazione, invoca il patrimonio di Aem di 200 milioni sa benissimo, ma finge di non sapere che il piano di risanamento ci ha costretti a rivalutarlo, con perizie ufficiali e che il risultato è stato di 50 milioni in meno. Inoltre un patrimonio non si trasforma d’incanto in denaro. Se lo si deve usare per coprire i debiti, occorre farlo secondo un’idea non di svendita, ma di valorizzazione. Ad esempio, LGH aveva sottoscritto 300 milioni di bond nel 2013 e, per avere possibilità di rinegoziarli 5 anni dopo, doveva rafforzarsi aggregandosi ad altre aziende o con altre operazioni. Un’operazione poteva essere fatta o impostata concretamente da coloro che amministravano la città nel 2013 al momento della sottoscrizione dei bond. Certo, se la politica l’avesse voluto. Perché non è stato fatto? Noi, per affrontare la situazione di LGH, avremmo potuto usare scorciatoie e svendere a un fondo, ma abbiamo preferito con grande fatica e in poco tempo adoperarci, insieme agli altri soci di LGH, per costruire una partnership con a2a che contiene una grande operazione industriale. E dopo questa e altre operazioni, per avere continuità aziendale, occorreva avere flussi di cassa che ti permettessero di pagare i debiti residui. E non c’erano. Noi abbiamo messo in campo azioni che ci hanno consentito di avere continuità aziendale, pagando il 100% dei debiti compresi quelli con i fornitori.

Se, come dice lei, la politica ha inserito il bancomat nella macchinetta ‘Aem’, si deve anche dire però che qualcuno l’ha fatto nonostante la scritta ‘Soldi esauriti’. E allora questa è la convinzione che ha guidato la mia e le nostre scelte: un’azienda, a maggior ragione se pubblica, deve imparare a funzionare bene e dare servizi non accumulando debiti come modalità normale di gestione e gli investimenti devono avere senso e sostenibilità. Costringere l’azienda di proprietà al 100% dei cittadini e del Comune, oltre i debiti già accesi per investimenti, ad indebitarsi per far quadrare il bilancio comunale, è scorretto. Per quadrare il bilancio comunale serve altro: servono operazioni di razionalizzazioni ed efficienza. I bilanci di Comune e di Aem sono nei fatti consolidati: se salvi uno e affondi l’altro non è una bella operazione per la città. È quello che penserebbero anche una mamma e un padre che fanno conti in casa: si fanno investimenti se sono per il bene della famiglia e se la famiglia è in grado economicamente di reggerli.

Nel 2014, quando ci siamo insediati, di fronte alla scritta “Soldi esauriti” abbiamo scelto di non inserire il bancomat e, piuttosto, di avviare un complicato e lungimirante processo di  razionalizzazione, abbiamo innescato un percorso di inversione di tendenza. Le partecipate fanno operazioni per quanto il Comune dà. Un cambiamento di metodo direi storico e vincente per tutti. Questo vuol dire che non faremo più investimenti? Assolutamente no. Li faremo. Faremo investimenti che potranno dare redditività, vita e sviluppo alla nuova Aem e di conseguenza alla città e al territorio. Aem non è stata svenduta, Direttore. La situazione critica di Aem è stata affrontata con lucidità e secondo me con ottimi risultati. Lo dico anche al di là della riduzione del debito da 100 milioni a 8 milioni che è “solo” un aspetto di questa grande operazione. Il debito con fornitori e imprese che lavorano è adesso pari a zero. Le operazioni industriali contenute nel piano di risanamento porteranno frutti. Lineacom dall’ipotesi di vendita nel 2015 è passata alla prospettiva a2a Smart City; a settembre presenteremo lo stato di avanzamento del piano industriale di LGH – a2a. E poi Padania Acque e il suo piano di interventi, il Polo Tecnologico e l’illuminazione pubblica. Operazioni che andavano fatte comunque, costruite insieme a tanti, a prescindere dal piano. Adesso possiamo lavorare per il futuro di Aem e della città. E’ questo che mi e ci interessa. E’ questo ciò per cui ho lavorato e lavorerò con passione. È questo ciò di cui mi auguro si comincerà parlare.

Da tre partecipate a una sana e rilanciata
Aem chiude il 2016 in positivo: debito ridotto di 90 milioni

Aem chiude il 2016 in positivo. Ridotto il debito di 90 milioni. Da 4 società di cui una semi-morente a 1 unica sana e rilanciata!

Il 4 agosto 2016, quando abbiamo firmato il piano asseverato di Aem, una delle osservazioni emerse è stata questa: le operazioni contenute nel piano di risanamento di Aem Spa andavano fatte anche indipendentemente dal piano di risanamento. Qui dentro non ci sono solo numeri, ma anche progetti che sono progetti di sviluppo del territorio. In questi numeri c’è anche la ridefinizione dei rapporti contrattuali con Lgh, senza la quale non ci sarebbe stata continuità aziendale. E a settembre presenteremo il piano industriale di Lgh in partnership con A2A. Veniamo da anni in cui molti servizi gestiti per il Comune erano a debito. Questo e altre sbagliatissime scelte fatte in passato hanno determinato il fatto che Aem nel 2015 rischiava di non avere continuità aziendale. Ora, grazie al lavoro fatto insieme ad Aem e a Spc, c’è un nuovo modello di gestione dei servizi, non a debito ma secondo quanto il Comune dà.

A nome della Giunta e della città, un grazie al Presidente Siboni e alla vicepresidente Fiorella Lazzari perché hanno fatto un lavoro straordinario con competenza e generosità, a tutto il Cda, che ha lavorato coeso, e ai Revisori dei conti.

Qualcuno non avendo altro da dire potrebbe dire: vedete, il bilancio non era così negativo, non c’erano così tanti problemi. Questo qualcuno non conosce i numeri, questo qualcuno magari era presente nel momento in cui i problemi sono stati generati e ha delle responsabilità. I numeri sono sotto gli gli occhi di tutti: è un’operazione unica per rapidità e consistenza.

Ci tengo a fare un passaggio su Servizi per Cremona e ringrazio l’Amministratore unico Elena Bernardini e il Direttore Paolo Fulvio. Perché nasce Servizi per Cremona? Nasce dentro il piano di razionalizzazione (con due passaggi in Consiglio comunale) perché l’allora legislazione impediva di mettere in un’unica società servizi strumentali e altri servizi e per facilitare il piano risanamento di Aem (che si è tenuta in capo il servizio che produce introiti, ovvero quello della sosta). Ora, poiché operazione di risanamento sta dando i frutti e perché la normativa è cambiata e ora lo consente, dentro al nuovo piano di razionalizzazione che andrà in Giunta il 28 giugno e in Consiglio il 10 luglio, possiamo restituire alla città un’unica società sana. Da quattro società di cui una semi-morta, ad un’unica società sana e rilanciata che è la nuova Aem/Spc. Un ottimo risultato, dunque, quello che abbiamo ottenuto con il coinvolgimento di tanti e che si vede nel Bilancio 2016, ma ancora tanto lavoro da fare e da fare insieme.

Aem chiude il Bilancio in positivo. Ridotto il debito di 90 milioni

Abbiamo illustrato i numeri con il Presidente Massimo Siboni e la vicepresidente Fiorella Lazzari nel corso di una conferenza stampa convocata presso la nuova sede operativa di Aem Spa e di Servizi per Cremona in via Persico, 31, a seguito dell’approvazione del Bilancio avvenuta in Assemblea mercoledì 21 giugno. E’ stata l’occasione per presentare alla stampa la struttura di via Persico (ex sede di Lgh e poi di Lineacom ora collocate al Polo Tecnologico) ospiterà a breve anche gli uffici del Settore Mobilità del Comune di Cremona, andando a costituire con Aem e Spc un vero e proprio polo della mobilità della città di Cremona, dentro il piano di razionalizzazione delle sedi comunali.

Innanzitutto i numeri della gestione ordinaria. Aem chiude il 2016 con un utile netto di 136.861 euro, contro la perdita di 42.300.259 euro (di cui 39.631.847 euro dovuti a svalutazioni ed accantonamenti) del 2015. Questo risultato è particolarmente importante anche per il fatto che è stato raggiunto dentro il piano asseverato di durata quinquennale finalizzato al risanamento di Aem e al superamento dello stato di tensione finanziaria della società, rappresentata a giugno 2015.

Anche da questo punto di vista, ci sono notizie positive: la posizione finanziaria netta di Aem cala da 85 milioni (cui vanno aggiunti 15 milioni di euro per debiti commerciali, per un totale di 100 milioni di debiti) a 10,7 milioni, che si riducono a circa 8 milioni se si considerano gli oltre 2 milioni di euro di debito con il Comune di Cremona (ultimo soggetto con cui Aem ripianerà il debito come da piano di risanamento) e gli oltre 4 milioni di euro di credito.

Un elemento importante da sottolineare: la riduzione del debito di 90 milioni è stata raggiunta grazie all’impegno del Presidente Siboni e del Cda con il supporto di consulenti specializzati per 811.300 mila euro. Un investimento assolutamente necessario e fruttuoso alla luce dei risultati straordinari ottenuti. L’abbattimento del debito ha comportato nel 2016 un dimezzamento del pagamento da parte di Aem degli interessi sul debito stesso, passando da 2,5 milioni a 1,2 milioni con il sicuro ulteriore miglioramento nei corso dei prossimi anni.

Per quanto riguarda le partite che negli anni passati Aem ha condotto (generando però debiti di almeno 1,2 milioni all’anno) per conto del Comune di Cremona, si segnala una netta inversione di tendenza. Due esempi. Le attività che riguardano la segnaletica, dal giugno 2016, vengono svolte da Servizi per Cremona rigorosamente dentro il contributo che il Comune di Cremona riconosce alla società partecipata al 100% dal Comune e guidata dall’Amministratore unico Elena Bernardini e dal Direttore Paolo Fulvio. Anche sull’illuminazione pubblica, Aem ha agito nel 2016 secondo un progressivo contenimento della spesa e nella prospettiva (realizzata) dell’affidamento per la gestione della rete con conseguenti investimenti. Da sottolineare, il dato positivo derivante dalla gestione complessiva della sosta (1.500 stalli, parcheggio Villa Glori e parcheggio Massarotti) con un avanzo generato di oltre 500mila euro e con le innovazioni introdotte come il pagamento della sosta mediante app e le agevolazioni in favore dello shopping.

Gli indici di salute dell’azienda hanno tutti evidenziato un trend positivo e lo ‘scaduto’ verso i fornitori ad oggi è pari a zero. Un ulteriore valore positivo è quello dell’Ebitda (costi meno ricavi): nel 2015 era pari a 4 milioni 458mila euro, nel 2016 è stato pari a 6 milioni con una variazione positiva di 36,49%.

L’impegno di Aem è anche stato indirizzato alla partenza del Polo Tecnologico sorto su area di proprietà di Aem che – per risolvere questioni procedurali bloccate – ha dovuto dare una sorta di garanzia che ha consentito la realizzazione del Polo stesso e ha avviato i primi lavori di bonifica e pulizia dell’area, riguardanti i lotti accanto al Polo per un ammontare di oltre 100 mila euro.

Vanno infine ricordate alcune importanti operazioni straordinarie, facenti parte del piano di risanamento di Aem, avvenute nel corso del 2016 ovvero l’avvio di Servizi per Cremona, la partnership tra A2A e LGH, di cui Aem è socio, con conseguente cessione di parte delle quote di partecipazione, e la cessione del ramo idrico di proprietà a favore di Padania Acque S.p.A.

SCARICA LE SLIDE
Restituiamo alla città la sua Aem sana e rilanciata
Aem, grave situazione finanziaria: 100 milioni di debito

Bilancio 2017: quasi 16 milioni di investimenti. E nessun aumento della pressione fiscale

In Giunta – dopo un lungo ed intenso lavoro di squadra – abbiamo approvato il Bilancio di previsione 2017/2019 che approderà sui banchi del Consiglio comunale entro la fine del mese di marzo. 

Per quanto riguarda gli investimenti, sono 39,6 milioni nel triennio, 15,7 milioni nel 2017. Continuiamo anche quest’anno gli interventi di manutenzione e sicurezza: la messa in sicurezza programmata delle scuole con particolare attenzione alla rimozione dell’amianto (1,28 milioni di euro) e la riqualificazione degli impianti sportivi (250 mila euro) con il rifacimento del campo da calcio in sintetico al quartiere Cambonino. Continuiamo anche l’investimento sul patrimonio comunale (3,72 milioni di euro) con gli interventi su Palazzo Affaitati che diventerà un vero polo della cultura e dello sviluppo con il trasferimento dell’Informagiovani e del Centro Fumetto e su Palazzo Grasselli con il progetto vincitore del bando di Fondazione Cariplo per la creazione di un luogo che ospiti chi viene a fare musica a Cremona da tutto il mondo e che sia anche un archivio della storia della città. Proseguiamo la manutenzione degli edifici Erp di proprietà comunale (925 mila euro) e viene incrementato l’investimento sulla manutenzione di strade e marciapiedi (3,37 milioni di euro, di cui 2 milioni opere di urbanizzazione a scomputo oneri).

Capitoli chiave sono quelli legati all’illuminazione pubblica, che sarà oggetto di un importante intervento di riqualificazione e efficientamento, che ci consentirà di ottenere un consistente risparmio energetico e di disporre di una rete realizzata con componenti di alta qualità tecnica e di elementi innovativi atti a consentire la telegestione dell’impianto e abilitare progettualità in ottica smart city. A questa importante opera si affianca l’intervento alla piscina comunale, nell’ambito del complessivo rilancio dell’intero comparto del Po.

Nel Bilancio di previsione, abbiamo deciso di mantenere alto l’obiettivo dell’equità e della giustizia fiscale. Nel 2016 sono stati recuperati 2,5 milioni di euro tra ICI, IMU, Tasi, Tarsu, Tari e Cosap, più di quanto era stato preventivato e in netto aumento rispetto agli anni precedenti, consentendo di ampliare la base imponibile dei contribuenti con benefici sul conteggio delle tariffe Tari. Per il 2017 il traguardo è di 2,8 milioni di euro. 

Continuiamo l’investimento sull’istruzione, sul diritto allo studio con lo stanziamento complessivo di 10 milioni: le azioni a favore di famiglie su nidi e scuole infanzia, contro la dispersione scolastica e a favore di progetti di integrazione scuola lavoro. Manteniamo il sostegno alla università dentro a progetti di sviluppo per il territorio (Distretto culturale e agroalimentare). Sulle politiche sociali e a favore delle famiglie ci sono 19 milioni, dentro la riorganizzazione in corso del settore. Non mancano i fondi per il lavoro e lo sviluppo: nel Bilancio di previsione sono previsti incentivi e agevolazioni Imu e Tari per favorire l’insediamento delle attività produttive e del terziario nel Comune di Cremona. Aiutare lo sviluppo significa anche pagare in tempo le imprese che lavorano per il Comune: nel 2016 i tempi di pagamento si sono ridotti da 57 giorni del 2015 a 44 giorni. 

Sono previsti investimenti anche per un piano di assunzioni che riguarderà prevalentemente sociale, istruzione e sicurezza, settori ritenuti fondamentali dall’Amministrazione. Dopo aver proceduto all’assunzione di 17 persone dalla Provincia di Cremona, che hanno consentito la gestione diretta in capo al Comune di importanti servizi quali la Rete Bibliotecaria, lo IAT (Informazioni e Accoglienza Turistica) e l’Area Vasta, nel 2017 opereremo investimenti assumendo persone in settori ritenuti strategici per questa Amministrazione: nel settore Politiche sociali (assistenti sociali e esperti in processi d’integrazione); nel settore Politiche Educative di insegnanti di asili nido e scuole per l’infanzia; per la sicurezza agenti di polizia locale; infine figure amministrative e contabili in ambiti come la casa, le entrate e il controllo di gestione. 

Abbiamo inoltre previsto interventi in attrezzature informatiche per supportare le esigenze di innovazione richieste dall’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), volti a ampliare e favorire una comunicazione trasparente fra cittadini e Comune.

Invariata la pressione fiscale: nessun aumento di tasse, tributi, canoni e tariffe dei servizi, con la Tari che rimane in linea con quella del 2016; ciò, nonostante la diminuzione dei trasferimenti dallo Stato e dalle Amministrazioni locali.

Nel Bilancio preventivo, inoltre, emerge un nuovo metodo di rapporto con le partecipate: i costi dei servizi realizzati da Aem, protagonista del piano di risanamento, e di Servizi per Cremona, sono totalmente coperti.

In generale, questi i numeri del Bilancio di previsione 2017: le entrate correnti del Comune ammontano a 82,968 milioni di euro, di cui 1,491 milioni di euro sono oneri di urbanizzazione destinati alla copertura di interventi di manutenzione varie, mentre le spese correnti sono di 82,32 milioni di euro.

Le principali voci di entrata sono costituite dall’Imu (18 milioni), dall’addizionale Irpef (9,2 milioni), dalla Tari (10,1 milioni), dal Fondo di Solidarietà Comunale (6,1 milioni), dal recupero dell’evasione dei tributi (2,8 milioni), dai trasferimenti dello Stato (5,5 milioni), dai trasferimenti di Amministrazioni locali (4,2 milioni) e dalle sanzioni per violazioni al codice della strada (3 milioni). Investimenti in diversi ambiti sono possibili grazie ad entrate da bandi e progetti vinti: in questo caso le risorse del Comune sono un volano di ulteriori finanziamenti. Inoltre anche la collaborazione pubblico privato in molti ambiti, come la cultura, genera risorse e crea sviluppo.

Non ci sono incrementi delle spese correnti, ridistribuite tra i vari settori, fatta eccezione per l’aumento per legge degli accantonamenti al fondo crediti dubbia esigibilità per 600 mila euro e di un accantonamento prudenziale di euro 300 mila a copertura del nuovo contratto di lavoro della Pubblica Amministrazione. Da segnalare, sul fronte delle spese, significative economie connesse ad azioni di risparmio energetico in edifici comunali.

Chiudere il bilancio 2017 con investimenti sulla città, mentre prosegue il piano di risanamento di Aem è un risultato importante. Proseguiamo lungo le linee politiche strategiche di mandato, ponendo da una parte l’attenzione ai più piccoli, ai giovani e ai più deboli e dall’altra concretizzando interventi di prospettiva.

Dall’Erp tornato in gestione al Comune all’affidamento dei lavori sulla palestra della Cava: ecco mese per mese i principali risultati del 2016

Ecco il documento che abbiamo preparato per gli auguri di fine anno alla stampa. Racchiude le principali nuove azioni e i principali nuovi risultati ottenuti in questo anno 2016. Partiamo da qui, da quanto è stato fatto, da quanto è stato impostato e da quanto è ancora da fare, per continuare a lavorare anche nel 2017 con passione ed entusiasmo, sempre per il bene della città!

SCARICA DOCUMENTO
Nel 2015: dalle scuole al bilancio

 

Nel Bilancio preventivo scelte di sviluppo e di seria manutenzione che è grande opera pubblica

E’ in atto un cambiamento grande che non riguarda solo la nostra Pubblica Amministrazione, ma tutte le Pubbliche Amministrazioni del Paese. A chi dice l’Ente pubblico non ha risorse, possiamo rispondere che sono molte meno le risorse, ma quelle che ci sono richiedono scelte di priorità, di efficientamento, di riorganizzazione complessiva. Si tratta di scelte già fatte e in atto. Ma sono anche scelte che non avvengono in tempi rapidi, sono necessarie e richiedono cambiamenti di mentalità di approccio della parte politica e amministrativa. Si tratta insomma di riqualificare la spesa. 

Sviluppo è la parola chiave di questo Bilancio. Che cosa vuol dire fare scelte di sviluppo e a favore dei giovani? Per esempio scelte di rilancio dei centri di formazione sul territorio, scelte su progetti che riguardano il lavoro nella filiera lattiero-casearia e nella costruzione del polo del dolce (mantenendo uguale la spesa del Comune che diventa però volano per intercettare altri fondi). Il Distretto Culturale e il Polo Tecnologico sono scelte strategiche di lavoro e di sviluppo. Se partono due nuovi corsi universitari quest’anno, radicati nel territorio, noi siamo contenti: è per i giovani. Ma dentro i soldi per il Distretto culturale, dentro i soldi per la filiera lattiero casearia ci sono prospettive di lavoro. Perché quando si mettono insieme ricerca, innovazione, centri di sapere e imprese e mondo del lavoro, si fa una bella operazione. Così come belle sono le scelte su un Piano locale giovani e su azioni di orientamento che uniscono scuole a imprese. Altrettanto gli investimenti sulle istituzioni culturali dentro un rilancio culturale, con progetti di qualità e ben programmati, dentro scelte di interazioni forti con gli altri comuni del territorio e con altri territori anche europei. Altri esempi di relazione che stiamo costruendo: dalla Rete Bibliotecaria, alla partnership Lgh-A2A, ai progetti culturali condivisi con altre città: mettendo insieme le forze di Cremona, Crema, Casalmaggiore, Mantova, Brescia, Bergamo, Piacenza si è più forti.

Interessano queste linee di sviluppo o no? Sarebbe interessante sapere che cosa anche la minoranza pensa su queste linee di sviluppo, nel merito. E se non vanno bene per loro, sarebbe interessante sapere perché? Siamo in contatto con categorie economiche e sociali e con loro lavoriamo.

Non solo. Non c’è sviluppo senza rafforzare le scuole del sistema formativo 0-6 anni: scelte che portano più bambini a scuola sono scelte di futuro. E se le scuole sono più sicure è meglio ancora. Anche questa è scelta di sviluppo. Poi ci sono investimenti in più sul sociale, che sono mirati per lo sviluppo complessivo del welfare, dentro un ripensamento anche organizzativo.

Le scelte di sviluppo sono scelte che danno forma all’idea di Area Vasta. Siamo consapevoli che dobbiamo recuperare una situazione ‘storica’ della nostra città che ha visto spesso per molti anni la città un po’ indifferente ai comuni intorno. Scelte di bilancio rafforzano il nostro lavoro insieme ai comuni dell’area del cremonese e a quelli dell’area vasta. Tutto ciò dentro un lavoro di reperimento di risorse intenso, che è in atto con la vittoria di due bandi europei e di tanti altri bandi nazionali e regionali. E con la ricerca di sponsor. Ma i fondi si trovano quando ci sono idee e progetti e questi sono contenuti nel bilancio.

Per quanto riguarda Aem, l’assunzione di responsabilità anche personale ci abilita nel parlare di questa situazione con orgoglio per quello che stiamo facendo, difficile e impegnativa prospettiva di sviluppo per tutto il territorio, insieme alla partenza di Servizi per Cremona e alla partership LGH-a2a.

Ma soprattutto, in questo Bilancio, c’è questa idea che non era un’idea coltivata prima: l’ordinaria e seria manutenzione è una grande opera pubblica. Grande opera pubblica! La sicurezza della nostre scuole, la manutenzione degli impianti sportivi, dei marciapiedi e delle strade che contiamo di rafforzare sempre di più, dei molti soffitti di edifici pubblici che stiamo aggiustando, delle aree verdi, dell’edilizia pubblica residenziale sono una scelta politica forte che rivendichiamo. Quanto lavoro fatto, quanto lavoro ancora da fare, quanto entusiasmo nel volerlo fare!

In arrivo il primo Bilancio Ambientale Preventivo del Comune di Cremona

Abbiamo dato il via libera in Giunta al Bilancio Ambientale Preventivo 2015, il primo in assoluto per il Comune di Cremona. Illustrato nelle sue linee essenziali alla Commissione consiliare Ambiente nei giorni scorsi, la stessa Commissione sarà ora chiamata ad esprimere il proprio parere quindi il documento passerà al Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

La stesura del Bilancio Ambientale ha richiesto più di un anno di intenso lavoro che ha visto coinvolti vari Assessorati. Sono stati individuati i 33 parametri che esplicitano  le linee strategiche per la sostenibilità ambientale, linee che guideranno l’azione di governo per i prossimi anni e sintetizzano gli impegni individuati dalla Giunta da mettere in campo. In particolare si è deciso di intervenire su otto ambiti: il verde, la mobilità sostenibile, la gestione delle acque e dei rifiuti, l’energia sostenibile, la riduzione delle emissioni che alterano il clima ma anche lo sviluppo urbano sostenibile, l’informazione e educazione ambientale, la tutela dall’inquinamento ambientale.

Come ha sottolineato l’assessore alla Salute e al Territorio Alessia Manfredini, c’è la massima volontà di far conoscere questo nuovo strumento di rendicontazione periodica sulle politiche ambientali attuate, pratica già consolidata da altri comuni emiliani.

Il Bilancio Ambientale non costituisce un obbligo, ma è un atto volontario proprio per dimostrare il nostro impegno a rendicontare, con trasparenza e su base periodica, quanto attuato attraverso il confronto e la discussione con i cittadini e le forze politiche sui complessi temi della sostenibilità urbana.

Il nuovo Bilancio Ambientale è stato inoltre l’occasione per puntualizzare ed esplicitare le linee strategiche che guideranno l’azione di governo per i prossimi anni sui vari temi trattati. Al Bilancio Ambientale Preventivo, che sarà portato all’attenzione dei Comuni confinanti nell’ottica dell’area vasta, farà seguito, nel 2016, il consuntivo che analizzerà le azioni attuate e i parametri conseguenti.

Aem, la messa in campo di queste azioni ci consente di guardare con fiducia al futuro

Perché si fa questa operazione? Perché Aem chiude il bilancio 2014 con una perdita di 14 milioni, dovuta a diversi fattori, che poi rapidamente riprendiamo. Ed anche perché Aem ha un capitale sociale di 113 milioni, ragguardevole rispetto al giro di affari legato alle attività che svolge (nell’ordine di circa 10 milioni) e in diminuzione negli anni.

Lo riduciamo di 20 milioni. La copertura della perdita, così, è ripianata dalla riduzione del capitale sociale, che, nella quantità prevista, rispetta la disciplina degli articoli del Codice Civile che regolamenta la riduzione del capitale sociale, ovvero la perdita rilevata risulta inferiore ad un terzo di capitale sociale e non lo riduce al di sotto del minimo legale fissato per le Spa in euro 120.000.

Ora diamo lettura di stralci presi dalla Relazione accompagnatoria al Progetto di Bilancio del Consiglio di amministrazione di Aem Spa:

“Il neo-nominato organo amministrativo ha assunto ad obiettivo prioritario del proprio lavoro l’analisi della situazione finanziaria della società riscontrando un quadro di tensione non trascurabile e reso evidente (i) dai ritardi e mancati pagamenti registratisi, fin dal dicembre 2013, nel servizio di taluni dei finanziamenti strutturati in essere (ii) dalla circostanza che la Società abbia dovuto (segnatamente nel 2014) ricorrere al supporto creditizio di soggetti da quest’ultima controllati o ad essa collegati e (iii) dall’ulteriore circostanza di debiti commerciali saldati con ritardo.

L’organo amministrativo ha potuto riscontrare che la condizione di disequilibrio finanziario della società è il risultato di una serie di concause, tra le quali, principalmente: (i) la dimensione del debito contratto (che si attesta come eccessiva ove rapportata con l’intrinseca capacità di generazione di flussi di cassa finalizzabili ad assicurare un ordinato servizio delle relative scadenze), (ii) l’acquisizione, nel tempo, di immobilizzazioni mediante “leva” e la insoddisfacente capacità autoliquidante di taluni degli “asset” suddetti”.

Ora diamo lettura di stralci presi dalla Relazione del Collegio sindacale, ripresi anche nella Relazione della società di revisione Reconta Ernst&Young spa, che confermano e avallano quanto contenuto nella relazione del consiglio di amministrazione:

“Si reputano oltremodo rilevanti le operazioni e i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio (ovvero dall’inizio del 2015), citati nella Relazione sulla gestione, fatti significativi per la comprensione della realtà e delle possibili evoluzioni della vita societaria.

L’Organo Amministrativo ha riscontrato la condizione di disequilibrio finanziario della società, accertandone comunque la ragguardevole dotazione di mezzi propri e ha definito un percorso necessario per ripristinare un corretto equilibrio finanziario, che prevede sia la ridefinizione ed il riposizionamento delle attività aziendali sia l’attuazione di un piano di dismissioni relativo a importanti componenti dell’attivo immobilizzato. La necessità di intraprendere iniziative volte alla dismissione di attività aziendali per il raggiungimento di un riequilibrio finanziario è stata più volte ribadita dal Collegio Sindacale in occasione delle riunioni del Consiglio di Amministrazione e dell’Assemblea del Socio, ed è stata in toto recepita dall’Organo Amministrativo. L’Organo Amministrativo si è adoperato per ogni attività propedeutica e preparatoria all’avvio di un piano di dismissioni”.

Piano di dismissioni che ha richiesto un aggiornamento delle valutazioni degli asset che ha evidenziato una minus valenza.

“L’Organo Amministrativo, ritiene che alla luce dell’attività condotta e dei valori attesi di vendita la società detenga una autonoma capacità prospettica di riequilibrio finanziario: per l’ottenimento di tale obiettivo il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto necessario richiedere uno “stand still” ai creditori finanziari, LGH compresa, per la definizione di un arco temporale all’interno del quale effettuare le dismissioni e il riassetto gestionale e strategico previste in un piano in fase di predisposizione”.

Il Collegio Sindacale evidenzia che:

“la situazione finanziaria è sicuramente in tensione e sono necessarie operazioni nel complesso NON ORDINARIE per riposizionare in un contesto di equilibrio la situazione finanziaria della società.

Il Collegio Sindacale si è tenuto costantemente in contatto con la Società di Revisione legale, attraverso riunioni presso la sede sociale, nel corso delle quali sono emersi aspetti rilevanti per i quali si è reso necessario procedere con specifici approfondimenti relativi alla continuità aziendale della società”.

Dunque, non solo le azioni intraprese non sono ordinarie, ma senza queste poteva essere compromessa la continuità aziendale.

Continua il Collegio Sindacale:

“Gli Amministratori hanno elaborato il bilancio sul presupposto della continuità aziendale ipotizzando condizioni di continuità operativa, come esplicitato nella relazione sulla gestione e richiamato nella presente relazione. Il Collegio Sindacale, acquisiti dagli Amministratori elementi probativi relativi alle operazioni intraprese dagli amministratori per il rispetto del presupposto della continuità aziendale, dato atto dei significativi miglioramenti occorsi a seguito della nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione avvenuto in data 26 gennaio 2015, ritiene opportuno sottolineare la necessità del riassetto societario e di un piano di dismissioni effettivamente implementato e realizzato per assicurare la continuità aziendale della società”.

C’è un patrimonio che è essenziale per far fronte alla situazione; ci sono dismissioni che sono indispensabili e c’è un necessario riassetto societario che noi abbiamo approvato il 30 marzo 2015. Il piano, fatto di dismissioni e di riassetto, che ha richiesto uno ‘stand still’ ai creditori finanziari, è in fase di ultimazione. E’ quanto andava fatto per garantire la continuità aziendale. Solo la messa in campo di tutte queste azioni ci consente di guardare con fiducia al futuro. La riduzione di capitale sociale è, dunque, azione fondamentale che ci consente di proseguire nel rilancio dell’azienda.

Perché oggi la situazione è risolvibile. C’è consapevolezza della situazione fatta da numeri e c’è un’azione che continueremo a portare avanti. E’ un mondo che cambia nel rapporto tra Comune e partecipate. Non solo a Cremona, ma in tutta Italia.

Aem, grave situazione finanziaria ma con azioni immediate e decisive stiamo salvando e rilanciando l’azienda

Abbiamo approvato il Bilancio di previsione 2015: equità, sostenibilità ambientale ed economica e sviluppo

Questo è un bilancio assolutamente coerente con il nostro programma elettorale. Siamo sempre stati liberi di sottolineare quando andavamo in continuità, riconoscendo il percorso fatto da chi ci ha preceduto. Con altrettanta serenità e libertà possiamo dire che in questo bilancio trovate ciò che non c’era nei bilanci precedenti, segni molto chiari anche rispetto a carenze e mancanze gravi del passato.

Ecco alcuni punti chiave del nostro bilancio:

– abbiamo fatto scelte di equità: più soldi sul sociale con molta razionalità e con la consapevolezza che questi soldi  corrispondono anche alla mancanza di investimenti privati che sono venuti meno; investimenti sulle scuole che dicono di un modo diverso di intendere l’infanzia; scelte sulla casa; risposte di accoglienza e realismo; azioni per il recupero crediti.

– abbiamo fatto scelte di sostenibilità ambientale: in un anno abbiamo un nuovo piano di raccolta differenziata che dice di un nuovo modello di società che costruisce il suo futuro; abbiamo un piano della mobilità nel centro storico che ha raccolto il giudizio positivo delle associazioni di categorie insieme per la sua visione complessiva.

– abbiamo fatto scelte di sostenibilità economica: 2 milioni e 200 mila euro i fondi già raccolti attraverso bandi e altrettanti quelli che contiamo di intercettare attraverso progetti che abbiamo scritto esercitando quel ruolo che è proprio del Comune, ovvero quello di regista; nuovi sponsor; efficienza nelle scelte manutentive che vanno nella direzione di investire oggi per investire meno negli anni a venire.

– abbiamo fatto scelte di sviluppo. La cultura non è uno spreco, è un volano di sviluppo dentro logiche di sostenibilità. E’ una delle strategie di sviluppo del nostro territorio. Le istituzioni culturali della città o si rilanciano o si chiudono. Perché se non funzionano le istituzioni culturali, in un contesto in cui vengono meno Provincia e Camera di Commercio, quali eventi possono sopperire? La logica che ci ha guidato è questa: pubblico e privato insieme per la cultura. Con progetti e con idee di qualità, abbiamo raccolto sponsor e lo abbiamo fatto programmando. In più, non è per nulla scontato che, senza i fondi di Provincia e Camera di Commercio, siamo riusciti a mantenere i finanziamenti alle università, mettendoli dentro a progetti che possano essere volano per altri fondi privati. Nelle scelte di sviluppo ci sta anche il Polo Tecnologico che era un progetto bloccato. Rivendichiamo con forza il lavoro grossissimo fatto da questa Amministrazione per ottenere questo risultato importante. E ancora, abbiamo fatto scelte importanti su area vasta e polo del dolce. In tutte queste partite e in molte altre, siamo convinti che il Comune abbia un ruolo fondamentale che stiamo svolgendo, quello di essere regia per la città e il territorio.

Non abbiamo aumentato le imposte. Inoltre, la Tari diminuisce incontrovertibilmente e ci sono agevolazioni importanti per le onlus.

La relazione del Bilancio, redatta dall’Assessore alle Risorse Maurizio Manzi e presentata in Commissione Bilancio, in cui non tutti i consiglieri erano presenti, rappresenta un inizio di percorso verso una logica di fruibilità e trasparenza nella lettura del bilancio. Una pubblica amministrazione che inizia a scrivere relazioni leggibili, fa un lavoro utile non solo per i consiglieri, ma per la cittadinanza. Questo lavoro contribuisce a costruire quella cittadinanza attiva che tanto ci è cara.

Il nostro non è un bilancio piatto. E’ un bilancio realistico che non vuol dire rinunciatario, ma concreto. Grazie a tutti i consiglieri comunali per il dibattito e a quelli della maggioranza in particolare per il percorso condiviso che ci ha permesso di arrivare fin qui.

Bilancio, abbiamo dovuto trovare 5 milioni: obiettivo raggiunto senza alzare le tasse
5,9 milioni di multe? 2 milioni sono vecchie sanzioni non incassate
12