Uniti con il casalasco per un’agenda comune delle politiche di welfare

Il fatto che tutti i comuni del cremonese, con Cremona capofila, lavorino insieme per migliorare le politiche sociali del territorio e lo facciano dentro la loro “Azienda sociale del cremonese” è scelta di una buona politica, per la quale la nostra amministrazione si sta spendendo da tempo. Ma l’incontro di venerdì scorso a Torre Picenardi, rafforza un’ulteriore scelta di buona politica: la collaborazione e il lavoro comune tra il cremonese e il casalasco, uniti nel lavoro sociale per migliorare la tutela dei cittadini più fragili. Si tratta di una scelta territoriale strategica, nuova, carica di prospettive di efficienza e di rafforzamento del sistema. sociale Grazie dunque a tutti i sindaci di tutti comuni, che stanno dando vita a questa importante operazione con sensibilità e passione. Grazie al consiglio di amministrazione della nostra Azienda sociale e a quello del Concas, per l’impegno e la competenza che stanno dimostrando. La nostra amministrazione sta perseguendo con tenacia questo obiettivo politico alto, in particolare con l’azione dell’assessore Platè, in sintonia e a nome di tutta la giunta. Abbiamo ancora molto lavoro da fare nei prossimi mesi. Andiamo avanti a farlo insieme come territorio unito.

Cremonese e casalasco uniti per una agenda comune delle politiche di welfare

Definizione di un’agenda comune delle politiche di welfare da parte dei Comuni del territorio Cremonese e Casalasco anche in vista del nuovo Piano di Zona 2018-2020, ormai alle porte. Questo l’obiettivo principale dell’incontro tenutosi nella sede del Comune di Torre de’ Picenardi, presenti sindaci ed amministratori dell’Ambito distrettuale cremonese, che comprende 47 Comuni, e dell’Ambito distrettuale casalasco del quale fanno parte 20 Comuni.

Un momento di confronto e di costruzione importante preceduto da un lavoro di prospettiva comune, iniziato alla fine dello scorso anno, e che, a gennaio, ha visto l’approvazione di un Protocollo da parte del Comune di Cremona, del Consorzio Casalasco Servizi Sociali (Concass) e dell’Azienda Sociale Cremonese (ASC).

Si è così giunti alla fase operativa per concretizzare gli impegni contenuti nell’accordo. 

Come ha detto Mauro Platè, Assessore al Welfare di Comunità del Comune di Cremona, il protocollo di intesa tra Azienda Sociale e Concass è frutto di una riflessione condivisa sulle prospettive territoriali dell’organizzazione dei servizi sociali ed è il presupposto per una programmazione che deve mirare ad una omogeneità di servizi non solo in un ambito sovra-comunale, ma anche sovra-distrettuale. Lo scorso gennaio il Comitato Esecutivo dell’Ambito Cremonese ed il Comitato Ristretto dell’Ambito di Casalmaggiore hanno definito un crono-programma volto ad allineare i piani operativi delle aziende erogatrici di servizi, ora deve instaurarsi un meccanismo per la condivisione delle scelte strategiche tra i due Comitati in materia sociale e socio-sanitaria.

Il Protocollo approvato a gennaio ha già dato i primi frutti significativi: innanzitutto una direzione condivisa, quale primo passo per un allineamento degli strumenti di lavoro e di programmazione, quindi un’armonizzazione degli strumenti di lavoro per ottimizzare interventi e capacità di risposta al cambiamento in corso nei nostri territori. Ora è il tempo di un impegno in prima persona da parte dei Sindaci sui progetti ritenuti più significativi.

Dal soresinese, al cremonese e casalasco, per giungere sino al basso mantovano la sfida è costruire coesione sociale, fare “comunità”, base di partenza imprescindibile di qualsiasi prospettiva di sviluppo. 

Cda di Cremona Solidale, apriamo la procedura di selezione: serietà e rispetto degli Indirizzi del Consiglio comunale e dell’Azienda

Con nota datata 15 febbraio 2016, consegnata all’Ufficio Protocollo il 19 febbraio 2016, sette consiglieri comunali “in seguito alle dimissioni rassegnate dalla dott.ssa Ilaria Giordano come membro del Cda di Cremona Solidale”, mi hanno proposto “di nominare quale membro di minoranza il dott. Andrea Barzanti”, allegando relativo curriculum. Con nota datata 18 febbraio, tre giorni dopo la proposta dei consiglieri di minoranza, consegnata all’Ufficio Protocollo il 19 febbraio 2016, la dott.ssa Ilaria Giordano ha comunicato “le proprie irrevocabili dimissioni dalla carica di consigliere di amministrazione “per ragioni di natura personali e lavorative”, chiedendo di voler considerare “come ultima data della mia posizione il giorno 18 febbraio 2016”.

Secondo gli Indirizzi Generali per la nomina e la designazione da parte del Sindaco dei rappresentanti del Comune presso Aziende, Istituzioni, Fondazioni ed Enti, definiti dal Consiglio comunale il 13 ottobre 2014, in caso di dimissioni di un nominato, spetta a me, in qualità di Sindaco, dar corso ad una nuova procedura disciplinata dagli stessi Indirizzi oppure avvalersi per la relativa surroga delle candidature raccolte (6 quelle residuali valutabili in questo caso) in occasione della procedura per la nomina del Consiglio di amministrazione, avviata nell’autunno 2014, sempre secondo gli Indirizzi Generali definiti dal Consiglio comunale, fermo restando il possesso contestuale al momento della nomina dei requisiti prescritti.

In Giunta abbiamo deciso di aprire una nuova procedura che verrà avviata dalla Segreteria Generale del Comune. Una decisione di serietà e di rispetto degli Indirizzi Generali che sono stati votati in Consiglio e che dovrebbero essere conosciuti da tutti i consiglieri. Una procedura avviata nell’ambito dell’intenso lavoro che è in atto in sinergia con il Consiglio di amministrazione di ‘Cremona Solidale’, azienda importantissima per la città e per il territorio, chiamata ad affrontare sfide strategiche per il proprio futuro. Con l’obiettivo sempre chiaro e comune della qualità dei servizi per ospiti, utenti, famiglie e lavoratori.

Cremona Solidale e Fondazione: continuità e novità, competenze tecniche e sensibilità politiche

Abbiamo incontrato i vertici della nuova Asst: la riforma sanitaria è una sfida da affrontare insieme

Vogliamo lavorare intensamente e in modo continuativo e strutturato con la nuova Azienda Socio Sanitaria Territoriale. Con la Vicesindaco Maura Ruggeri e l’Assessore al Welfare di Comunità Mauro Platè che ha la delega ai rapporti proprio con l’Asst di Cremona, con l’Azienda Speciale Consortile del Distretto Sociale Cremonese e con l’Agenzia di Tutela della Salute Val Padana abbiamo incontrato i vertici dell’Asst: Camillo Rossi (Direttore generale), Alessandra Bruschi (Direttore amministrativo), Salvatore Mannino (Direttore sanitario) e Paola Mosa (Direttore Socio-sanitario).

La riforma sanitaria è una grande sfida da affrontare insieme nella consapevolezza che occorre gestirla come sistema. Dentro questo contesto, in particolare, riteniamo assolutamente indispensabile rafforzare e implementare il ponte tra la parte sanitaria e la parte sociale e condividere, a partire da quanto è già in atto e insieme all’Ats, gli indirizzi di programmazione dei prossimi anni sul territorio.

“Con la costituzione dell’Azienda Socio-Sanitaria Territoriale di Cremona – ha spiegato Camillo Rossi – si aprono nuovi orizzonti per la sanità. Aspetto peculiare sarà l’integrazione sempre maggiore fra ospedale e territorio; integrazione portatrice di nuove alleanze e strategie sinergiche fra gli specialisti e i medici di medicina generale con una maggiore attenzione alle patologie croniche e alla persona. Tradotto in pratica significa garantire ai cittadini la cura migliore in base al loro reale bisogno di salute da gestire quando e dove serve, in ospedale o al domicilio. La sfida che ci attende non è immune da difficoltà, a partire da un profondo cambiamento culturale in tema di modelli assistenziali. Allo stesso tempo può offrire splendide opportunità – proprio nello sviluppo di rapporti organici fra medicina di base, medicina specialistica e il settore sociale.

Il nostro mandato ha validità triennale, un tempo breve che richiede da subito un approccio pragmatico e uno sguardo, scevro da pregiudizi, verso l’innovazione. Per l’applicazione della riforma (Legge 23/2015) e il raggiungimento di risultati visibili, sarà importante costruire una relazione di scambio continuo fra ATS della Val Padana e ASST del territorio (Crema, Mantova, Lodi, ecc) finalizzata a progettare insieme setting assistenziali all’interno dei quali è il medico a spostarsi verso il paziente. Altri aspetti su cui puntare nel prossimo triennio? La ricerca e le collaborazioni con il mondo del volontariato. Fondamentale sarà l’interazione anche fra le diverse istituzioni come il Comune di Cremona e i Comuni del territorio. L’incontro di oggi, non solo conferma la necessità di un dialogo aperto, ma pone presupposti molto interessanti per un confronto estremamente positivo e concreto proiettato al futuro”.