Cremona Food Lab, il 12 maggio convegno sul progetto di sviluppo del comparto agro-alimentare

Il comparto alimentare riveste grande importanza nel nostro territorio dove si sviluppa un sistema che, partendo da una agricoltura e, in particolare, da una zootecnia di eccellenza, vede una forte presenza di aziende alimentare sia di taglia industriale che artigianale in grado di soddisfare anche il consumatore più esigente. Tre grandi settori sono soprattutto  presenti sul territorio cremonese: la filiera foraggi-latte-formaggi; la filiera dolce, con le sue articolazioni nei prodotti da forno e cioccolato, la lavorazione ad insaccati delle carni suine.

E’ a questi settori che si rivolge in particolare il progetto Cremona Food Lab, nato dall’idea di fornire alle aziende di settore del territorio cremonese innovazione, ricerca e servizi attivando una rete di collaborazioni tra università/enti ricerca e impresa. Attraverso la creazione di un hub di ricerca e servizi si intende supportare le imprese del settore agro-alimentare nell’innovazione di prodotto e di processo, con particolare attenzione alla sicurezza alimentare, profilo nutrizionale, sostenibilità ambientale ed economica, formazione dei quadri dirigenti e del personale. Il tutto potrà realizzarsi attraverso la creazione di un polo tecnologico nella sede cremonese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore con la collaborazione della sede distaccata di Cremona (Porcellasco) del Centro di Ricerca per le Produzioni Foraggere e Lattiero-Casearie .

La strategia prende le mosse da una situazione già esistente di collaborazione fra aziende agro-alimentari cremonesi ed enti promotori, testimoniata da numerosi progetti di ricerca svolti negli anni passati e da una intensa attività seminariale e di formazione. Si tratta quindi di porre a sistema le collaborazioni con il supporto di adeguate attrezzature e di un coordinamento unico.

Il progetto, frutto dell’accordo di partenariato stipulato da Comune di Cremona e Camera di Commercio come partner ed enti finanziatori, Università Cattolica del Sacro Cuore (capofila) e CREA (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura) in qualità di partner e Provincia di Cremona, in qualità di ente finanziatore, ha ottenuto un importante finanziamento da parte di Fondazione Cariplo ed un riconoscimento da  Regione Lombardia.

Con il sostegno e la partecipazione a questa importante opportunità, il Comune di Cremona ribadisce e sottolinea con decisione l’importanza della coesione e della condivisione, poiché un’azione partecipata convinta, che sappia dare importanza al ruolo delle reti e delle relazioni, rappresenta per le imprese e per lo sviluppo economico del territorio una preziosa opportunità di crescita. Il convegno organizzato il 12 maggio rappresenta l’occasione per approfondire tali tematiche e per riflettere sugli scenari di sviluppo economico che ci toccano da vicino.

SCARICA IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO
Successo del Cremona Food Lab, successo agli Emblematici Cariplo

Latte, facciamo sistema tra istituzioni, categorie e imprese, uniamoci ad altri territori e sosteniamo il settore

Al tavolo i rappresentanti di Confederazione Italiana Agricoltori, Confcooperative, Libera Associazione Agricoltori, Coldiretti di Cremona. Come istituzioni abbiamo ascoltato le associazioni locali e ci siamo confrontati sulle possibili azioni sinergiche, consapevoli della drammaticità del momento e dell’importanza per il territorio del sostegno al settore lattiero-caseario. Anche per questa partita è fondamentale fare sistema tra istituzioni, categorie e imprese. Intendiamo sostenere le proposte concrete delle categorie, unirci ad altri territori e presentarle a Regione, Governo e Europa. Questa azione si inserisce nell’attenzione più generale che il sistema territoriale sta portando avanti attraverso azioni concrete come il protocollo tra Apa e Crea presentato in questi giorni e il progetto Cremona Food Lab.

Abbiamo incontrato le Associazioni partigiane, appello comune: ‘Sabato sia manifestazione non violenta’

Abbiamo incontrato nella mattinata di mercoledì 21 gennaio in Sala Giunta le associazioni partigiane del territorio: Associazione Nazionale Partigiani Italiani, Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, Associazione Nazionale Divisione Acqui.

Con le Associazioni abbiamo sottoscritto il seguente appello:

Cremona è città antifascista, città che ha dato un contributo anche di sangue nella Guerra di Liberazione. Cremona è città della pace contraria ad ogni forma di violenza e prevaricazione, città che lavora per una convivenza più giusta, che guarda ai più deboli e che costruisce occasioni di dialogo e di confronto civili.

Nell’anno in cui si celebra il 70esimo della Liberazione dal nazifascismo, riaffermiamo come fondanti i principi della Costituzione, nata dalla Resistenza: la salvaguardia della civile convivenza e delle ragioni dei più deboli, l’uguaglianza fra tutti i cittadini, la messa al bando della violenza.

Nell’imminenza della manifestazione indetta per sabato 24 gennaio 2015, a seguito dei gravissimi episodi di violenza recentemente accaduti, confidiamo nel senso di responsabilità di tutti ed auspichiamo che la compostezza dei comportamenti, impedisca che ragioni democratiche diventino torti agli occhi dei cittadini che dovessero ritrovarsi la città ferita e sfregiata.

In questo momento di grande preoccupazione per le sorti di Emilio Visigalli, che ci auguriamo possa riprendersi al più presto, esprimiamo la nostra vicinanza a lui e alla sua famiglia, e ribadiamo il nostro impegno ad arginare con fermezza ogni forma di deriva fascista, antidemocratica ed eversiva.

Giunta del Comune di Cremona
Associazione Nazionale Partigiani Italiani
Associazione Nazionale Partigiani Cristiani
Associazione Nazionale Divisione Acqui

L’appello è aperto a chi vuole aderirvi. Il riferimento è Maurella Laudadio, Presidente provinciale Anpi Cremona: mlaudadio@hotmail.it

Tari, l’assessore scova l’errore: a marzo invertiti i coefficienti. Già partita la rilevazione a campione

Innanzitutto perché siamo qui oggi

Perché in questi giorni sono pervenuti e abbiamo potuto analizzare i flussi di cassa in entrata, ovvero il versato dai contribuenti, della seconda rata Tari 2014.  Questo è un elemento importante: solo oggi è possibile dare evidenza della situazione che abbiamo rilevato e che spiegheremo fra poco. Non prima, non prima.

Cosa è accaduto

L’assessore alle Risorse, all’Innovazione e alla Digitalizzazione Maurizio Manzi si è affiancato ai tecnici, disegnando un sistema di monitoraggio, controllo e reporting dell’emesso e dell’incassato relativo alla Tari 2014. Con il sistema disegnato dall’Assessore sono stati correlati i dati disponibili: è l’analisi di tali dati che ha consentito all’Assessore di scoprire l’esistenza di un grave errore di impostazione delle tariffe.

Descriviamo l’errore

In mancanza di dati relativi alla produzione di rifiuti derivanti da rilevazioni puntuali, l’Amministrazione precedente ha deciso di utilizzare il coefficiente di produzione medio per la determinazione delle tariffe Tari relative alle utenze non domestiche (attività economiche) ottenendo, per differenza, il dato relativo alle utenze domestiche (abitazioni). Nella formulazione dei calcoli, avvenuti nel mese di marzo 2014, a causa di un errore materiale di natura umana, gli uffici comunali hanno invertito la percentuale di copertura dei costi del servizio tra domestici e non domestici e ciò ha determinato una formulazione errata delle tariffe.

La proposta delle tariffe contenente l’errore, particolarmente sconcertante, ha avuto il benestare della Giunta Perri il 24 marzo 2014, è stato trattato in commissione consiliare Bilancio il 3 aprile 2014 e approvata successivamente il 9 aprile 2014, per essere poi deliberata dal Consiglio comunale del 16 aprile 2014 (con voto contrario dell’opposizione). Le tariffe Tari 2014 errate sono state riportate anche nel documento informativo distribuito alla cittadinanza, unitamente al prospetto di calcolo delle tariffe.

Come e quando abbiamo scoperto l’errore

Dalle tabelle riportate in delibera non era possibile evincere l’errore della tariffa, dal totale dei ruoli emessi sì. L’Assessore Manzi, infatti, fin da quando sono emerse le criticità legate alla Tari, ha chiesto questo dato sul totale emesso, ricevendo sempre dagli uffici comunali un numero che si è poi rivelato sbagliato, ma apparentemente coerente per la realtà di Cremona (57% domestici, 43% non domestici).
L’errore è stato appurato solo grazie all’analisi sull’importo versato che questa Giunta ha messo in atto. L’Assessore Manzi, infatti, ha fin da subito avviato un’attività precisa di monitoraggio dei pagamenti Tari. Dai dati della prima rata (31 luglio) non risultava ancora evidente l’errore. Quando all’inizio di ottobre l’Assessore ha avuto a disposizione dati significativi al versato della seconda rata con scadenza il 16 settembre ha rilevato delle incoerenze e attraverso puntuali approfondimenti ha individuato l’errore.

E’ sconcertante l’errore, è sconcertante che non fosse disponibile un sistema efficace di verifica dell’emesso e dell’incassato. Questa è una responsabilità anche politica della Giunta precedente, a cui questa Amministrazione sta ponendo rimedio.
E’ così che va fatto. Una politica che mette in campo attività di indirizzo e di controllo. E questa ne è una prova.

Conferma da parte degli uffici comunali

Gli uffici comunali hanno confermato l’errore in una nota tecnica redatta dal dirigente del servizio che ricostruisce quanto accaduto. Abbiamo già attivato un procedimento interno per verificare le responsabilità, al termine del quale la Giunta deciderà gli opportuni provvedimenti del caso. Nel frattempo, è già stata avviata una revisione dei processi operativi interni, dei ruoli e delle attribuzioni del personale del settore.

Cosa succede adesso: rilevazione a campione

Il pagamento della terza rata (a saldo) previsto per il 16 novembre viene sospeso in attesa di indicazioni secondo quanto verrà deliberato. Grazie alle azioni messe in atto abbiamo rilevato l’errore, ma non ci siamo limitati a questo.

Come annunciato il 25 luglio, in occasione dell’incontro di condivisione con i rappresentanti delle associazioni di categoria, prosegue infatti la rilevazione statistica a campione sulla produzione di  rifiuti delle  due macro-categorie di utenze, domestici e non domestici, attraverso un sistema di pesatura iniziato nel mese di ottobre.
Entro fine ottobre concluderemo questa indagine a campione in base alla quale sarà possibile rimodulare le tariffe, tariffe coerenti con la realtà.
Pur con le opportune riserve, in quanto la rilevazione a campione è ancora in corso, le proiezioni di  primi dati disponibili fanno intravedere per le due macrocategorie (domestici e non domestici), non per le singole categorie di non domestici, una copertura in linea con la situazione Tarsu 2013.

Le attività in corso relative alla definizione del nuovo modello di raccolta e alla verifica dei costi a consuntivo del servizio erogato dal gestore, saranno oggetto di illustrazione e condivisione da parte degli Assessori di riferimento con i rappresentanti delle associazioni di categoria e con i sindacati. Per dare evidenza dei fatti abbiamo già incontrato stamattina i sindacati confederali e avevamo convocato i rappresentanti delle associazioni di categoria in coda a questa conferenza stampa, ma, per lo scarso preavviso, quest’ultimi hanno dichiarato l’impossibilità di partecipare.

Avevamo detto che avremmo lavorato affinché Aem Gestioni facesse la pesatura a campione e la stiamo facendo nei tempi previsti: anche questa è una risposta di una politica che sa dare indirizzo e controllo e che fa quello che dice.

Alla luce dell’errore emerso, si evidenzia ulteriormente l’importanza e quanto sia stata opportuna l’azione messa in atto da questa Amministrazione: la possibilità offerta di rateizzare ha consentito di mitigare l’effetto sul 2014 degli aumenti che erano stati riscontrati.

Stiamo facendo quanto dichiarato il 25 luglio e lo stiamo facendo in un breve periodo a conferma della serietà e dell’impegno che stiamo mettendo nelle attività di pesatura a campione, costruzione di un nuovo modello del servizio e controllo dei costi. Consapevoli delle criticità della situazione, non abbiamo mai smesso di cercare soluzioni. Stiamo facendo ciò che non è accaduto in questi anni. Quando la politica c’è, attiva buone pratiche e, a fronte a sconcertanti errori, li affronta, li dichiara e inizia un cammino nuovo.

Tari, la risposta alle associazioni di categoria

Dopo un ulteriore e puntuale approfondimento sullo stato della situazione, sulle normative in vigore, sui principi attuativi e sulle soluzione adottate, e dopo una piena condivisione avvenuta in Giunta, abbiamo inviato alle associazioni di categoria e, per conoscenza, ai sindacati confederali, una dettagliata lettera in risposta alla nota pervenuta il 5 agosto da Confcommercio, Confesercenti, Asvicom, CNA e Confartigianato sulla TARI.
L’amministrazione è sensibile e comprende le preoccupazioni delle imprese e delle associazioni di categoria che le rappresentano, per la generale situazione economica e per le possibili ripercussioni sulla sopravvivenza delle imprese stesse e sui livelli occupazionali, e ribadiamo l’impegno ad adoperarsi per avviare un percorso che porti, relativamente al servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, ad un riequilibrio della situazione esistente il più possibile condiviso.
Questa Amministrazione, pur comprendendo le ragioni esposte dalle Associazioni di categoria, non può che ribadire che le tariffe esposte, sono il frutto di una Delibera Comunale della precedente Amministrazione i cui contenuti, ed in particolare, i metodi di applicazione dei coefficienti di produzione dei rifiuti, sono stati determinati adottando quanto previsto dalla Legge in mancanza di dati di riferimento sulla produzione dei rifiuti stessi. Nel frattempo, non essendo intervenuti cambiamenti rispetto alla situazione esistente al momento della deliberazione del Consiglio comunale del 16 aprile scorso, l’Amministrazione non è nelle condizioni di poter applicare regole di determinazione dei coefficienti di calcolo delle tariffe diverse da quanto in precedenza attuato poiché queste sarebbero contrarie alle indicazioni di Legge, ben definite ed esplicitate, ed ai relativi principi di applicazione. L’Amministrazione ribadisce, inoltre, di non poter adottare, allo stato attuale, alcuna misura che preveda un incremento del fondo di solidarietà, oltre a quanto già disposto, per la mancanza di idonee coperture di Bilancio.
L’Amministrazione comunale conferma quanto già illustrato nel corso dell’incontro del 25 luglio 2014 e dichiara ancora una volta la piena disponibilità ad una condivisione e confronto con le Associazioni di Categoria e le Rappresentanze Sindacali nelle diverse fasi del progetto di definizione della TARI 2015, con l’intento di cooperare nella definizione di una base comune di riferimento che sia espressione di equità per tutte le categorie di utenza.

Scarica la lettera della Tari

Famiglia, con associazioni:
‘Welfare di comunità’

Incontro con alcune associazioni che si occupano di sostegno familiare nella serata di venerdì. Gianluca Galimberti, partendo dall’analisi dei dati, ha sottolineato come “l’interpretazione della situazione cremonese ci porta a collocare la famiglia al centro delle politiche sociali di sviluppo della città, ma anche ad avere una particolare attenzione verso i giovani”. Diverse le problematiche toccate: infanzia, adolescenza, giovane e età anziana. “Una possibile soluzione – ha continuato il candidato di ‘Fare nuova la città’ – è il Welfare di comunità e lo sviluppo di reti di relazioni tra famiglie”. A seguire, breve presentazione delle associazioni presenti e la richiesta di Galimberti di un secondo incontro durante il quale stilare un elenco di cinque punti da inserire nel programma.