Treni, altra lettera all’Assessore regionale Sorte: domande ancora senza risposta

Continuiamo ad insistere sui treni. A seguito dell’incontro avvenuto lunedì con alcuni rappresentanti di pendolari cremonesi e cremaschi, con l’Assessore Alessia Manfredini abbiamo inviato un’altra lettera all’Assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Sorte e, per conoscenza, ai consiglieri regionali Agostino Alloni, Carlo Malvezzi, Federico Lena.

“Avremmo voluto dare ai pendolari alcune informazioni – abbiamo scritto all’Assessore – ma le domande che sono emerse durante l’incontro avuto con lei e con i suoi collaboratori il 1° aprile scorso in Regione sono ancora senza risposta nonostante i solleciti inviati per mail”.

Queste le nostre richieste:

– cronoprogramma degli interventi previsti nel protocollo stipulato a luglio 2014 tra Regione, Rfi e Trenord sulla linea Mantova-Cremona-Milano

– fattibilità del ‘treno dei capoluoghi’ per Expo: alla domenica una corsa veloce al mattino da Milano a Cremona e una alla sera da Cremona a Milano

– cronoprogramma della sostituzione dei treni diesel sulla linea Cremona-Brescia e possibilità di collocare una barriera anti rumore

– fattibilità di un incontro con Regione Emilia Romagna per approfondire collegamenti Cremona-Piacenza e Cremona-Fidenza

“Resta ferma e massima – abbiamo concluso nella lettera – la volontà di collaborare in maniera costruttiva e insieme ai pendolari per rendere il servizio ferroviario cremonese più efficiente a beneficio del territorio e della stessa Regione”.

In stazione con i pendolari: insistiamo insieme con Regione e Trenord

Festival Monteverdi sbarcato sui Navigli di Milano con l’Assessore Cappellini e la Fondazione Cariplo: tradizione e innovazione per prospettive di sviluppo

Abbiamo presentato a Milano l’edizione 2015 del Festival con l’Assessore alla Città vivibile e Rigenerazione urbana Barbara Manfredini e la Sovrintendente del teatro Ponchielli Angela Cauzzi. Ospite l’Assessore regionale alle Culture, identità e Autonomie Cristina Cappellini.
La presentazione è avvenuta in navigazione sulla motonave Verdi, partita dal ponte dello Scodellino e guidata dal Capitano Fulvio Regis del Consorzio Navigare Adda.

Un festival di grande tradizione che quest’anno è nuovo. Nuovo perché ospita ensemble nuovi o che non si esibiscono a Cremona da tanti anni e che racchiude in sé diversi linguaggi, nuovo perché si chiude con una crociera musicale tra Cremona, Mantova e Venezia, territori di Claudio Monteverdi. Questo viaggio ha un significato straordinario: il nuovo Rinascimento parte dai territori solo se questi sono territori aperti, c’è un bacino di fiume da rivalorizzare e ci sono mercati turistici internazionali da intercettare. Raccontare cose nuove in ambito culturale vuol dire accrescere la coscienza collettiva e disegnare prospettive di sviluppo.

“Il festival si caratterizzerà per la suggestiva crociera lungo il Po, fiume dal fascino particolare per le genti del Nord, che unisce Lombardia e Veneto, Regioni leader in campo economico ma anche culturale – ha detto l’Assessore regionale Cappellini – Noi, come Regione Lombardia, abbiamo deciso di investire molto su alcuni progetti Macroregionali, come testimonia da ultimo l’Abbonamento Musei realizzato in collaborazione con la Regione Piemonte. Proprio continuando in questa direzione posso anticipare che tra i prossimi progetti che vorrei condividere con le altre Regioni e penso in particolare al Veneto e al Piemonte, oltre che ai Cantoni della vicine Svizzera, ci sono iniziative volte a valorizzare il patrimonio immateriale che per noi rappresenta un punto fondamentale delle nostre politiche culturali. Il Comune di Cremona ha avuto questa bella intuizione che coniugando musica, arte e paesaggio, valorizza i diversi territori, idea a cui va il nostro plauso e sicuramente l’apprezzamento dei cittadini”.

È intervenuta anche Cristina Chiavarino, Direttore Area Arte e Cultura di Fondazione Cariplo che su apposito bando ha riconosciuto al Festival Monteverdi un contributo di 500mila euro su tre anni. “Porto i saluti del presidente di Fondazione Cariplo – ha detto Chiavarino – Siamo qui per testimoniare l’importanza di questo progetto all’interno dei contributi economici e progettuali che la Fondazione dà nell’ambito della cultura. Un festival che ha prospettive di futuro, di innovazione, di sinergie territoriali, di internazionalizzazione. Ci crediamo molto e siamo sicuri che questa iniziativa avrà grandissimi risultati”.

Importante presenza anche del Touring Club Italiano con Valentina Suni in rappresentanza del Presidente Franco Iseppi. Ha chiuso la presentazione Lisa Navach, responsabile del Progetto Artistico del Monteverdi Festival, con l’illustrazione del programma che avrà inizio il 15 maggio, giorno del compleanno di Monteverdi, e si snoderà fino al 30 maggio con dodici imperdibili concerti per chiudersi dal 31 maggio al 1 giugno con la crociera musicale lungo il Po fino alla Laguna tra Cremona, Mantova e Venezia.

La presentazione del Festival è terminata nella darsena da poco inaugurata con un assaggio di Jazzin’ around Barocco di Paola Quagliata e Luca Garlaschelli e con un aperitivo curato dai cuochi della Strada del Gusto.

Treni, Assessore regionale Sorte a Cremona: Comune (non invitato) ancora in attesa di risposte

Spiace non aver potuto partecipare all’incontro dell’Assessore regionale Alessandro Sorte, a cui il Comune di Cremona non è stato invitato. Spiace perché l’Amministrazione, che ha incontrato l’assessore il 1° aprile scorso, tra l’altro apprezzandone la disponibilità, in questo mese ha già due volte sollecitato lo stesso Assessore per avere alcune precise informazioni sulle linee ferroviarie cremonesi, come concordato proprio durante l’incontro in Regione. Spiace che queste informazioni, almeno leggendo le notizie riportate dalla stampa, non siano emerse nemmeno nella conferenza stampa di oggi. Ne approfittiamo per richiederle nuovamente. Rispetto alla linea Mantova-Cremona-Milano, abbiamo chiesto alla Regione la verifica della fattibilità per il treno Expo (con fermate Milano-Lodi-Cremona) alla domenica con una corsa alla mattina da Milano a Cremona e una corsa alla sera da Cremona a Milano, per aumentare il flusso verso il territorio. Inoltre, stiamo attendendo il report degli interventi realizzati e previsti all’interno del protocollo stipulato a luglio 2014 tra Rfi e Regione con relative tempistiche. Sulla Cremona-Brescia abbiamo chiesto di visionare il cronoprogramma della sostituzione dei treni diesel. Ci siamo, inoltre, resi disponibili per un incontro con la Regione Lombardia e la Regione Emilia Romagna per i collegamenti con Piacenza e Fidenza e per un momento di confronto con Mantova e i consiglieri regionali su Agenzia e bacino TPL. Queste le nostre richieste alle quali, a distanza di un mese, non abbiamo ricevuto risposte. Continueremo ad insistere, sempre disponibili a lavorare insieme alla Regione per migliorare sempre di più il servizio ferroviario cremonese fondamentale per le migliaia di persone che ogni giorno si spostano con i treni da Cremona per lavoro e studio e per la vitalità del nostro territorio che ha fatto e sta facendo tantissimo per strutturare progetti culturali, turistici e di sviluppo davvero appetibili.

Telefonate a Zamboni: un legittimo richiamo al buon senso. E lo studio sull’inceneritore viene chiuso a maggio

Ecco i punti salienti affrontati insieme al vicesindaco Maura Ruggeri, all’Assessore alla Salute e al Territorio Alessia Manfredini, all’Assessore alle Risorse, all’Innovazione e alla Digitalizzazione Maurizio Manzi nella Commissione Vigilanza.

LO STUDIO SULL’INCENERITORE

L’obiettivo dello studio commissionato dal Consiglio comunale precedente ad Aem Spa e quindi da Aem Spa ad Aem Gestioni (ambito Lgh), come già detto, era l’analisi di fattibilità tecnica ed economica-finanziaria sulla dismissione dell’inceneritore. Ovvero si dava mandato di partire dalla stato attuale per arrivare a studiare le alternative all’impianto. In tutti gli studi di fattibilità, c’è sempre un confronto tra committente e consulente, è sempre così ed è questo quello che abbiamo fatto. La bozza dello studio, come sempre detto, è stata visionata, ma non è stata ritenuta esaustiva rispetto al mandato del Consiglio comunale: la dimostrazione di questo è che i tecnici hanno chiesto altri sei mesi per terminare il lavoro che sarà consegnato a maggio.

LA COMMISSIONE VIGILANZA E I DATI

Rispetto alla Commissione di Vigilanza dell’11 marzo, è stato montato un caso che si poteva evitare. Ci sono state comunicate alcune date. Abbiamo dato la disponibilità per una di queste e abbiamo chiesto al dottor Zamboni di mettersi d’accordo per essere tutti insieme presenti. Sull’inceneritore, abbiamo fatto qualche giorno fa una Commissione Ambiente presentando i dati, dati che abbiamo presentato anche al tavolo regionale dei decommissioning. Lo ribadiamo: ci sono due tavoli che stanno lavorando, in Regione e in Lgh, perché vogliamo capire come si costruisce la prospettiva del decommissioning. Non va quantificato solo il costo che ci vuole per spegnere l’inceneritore, ma anche quello che ci vuole per mantenerlo. Una volta che il percorso sarà concluso con molta serenità e trasparenza condivideremo quanto emerso, tenendo conto che in questi mesi, con lo Sblocca Italia, è cambiato molto dal punto di vista normativo.

LE TELEFONATE: L’INTERVENTO DELL’ASSESSORE MANFREDINI

Pubblichiamo le parole dell’Assessore Alessia Manfredini lette in Commissione:

“Sei frasi appuntate su bigliettini durante colloqui legittimi. Diffuse alla stampa direttamente o tramite terzi senza un contesto di riferimento. E’ questo quello di cui stiamo parlando. E’ questo l’oggetto di questa Commissione Vigilanza a cui certamente non mi sottraggo per profondo senso istituzionale e di responsabilità, per la volontà di chiarire una volta per tutte questa polemica strumentale sul nulla costruita a miei danni. Il dottor Zamboni ha percepito e giudicato i contatti intercorsi con lui come ‘pressioni’. In base a quale motivazione? Non sono state certo minacce, come ha detto lo stesso dottor Zamboni: ci sarebbe un procedimento nelle sedi opportune, non una denigrazione mediatica. Si tratta, invece, di valutazioni politiche, di opinioni politiche. Ed è su questo che sono stata messa pubblicamente sulla graticola.
Detto questo, mi si chiede se ho detto quelle frasi? Io non trascrivo le telefonate, anche se potrei avere detto quelle frasi, certamente ce ne sono molte altre che non si è ritenuto di rendere pubbliche.
Tra l’altro, poiché non sono abituata a fare monologhi al telefono certamente anche il mio interlocutore durante la conversazione poneva delle domande e interagiva con me, forse con la volontà in seduta stante di prendere appunti e ponendo drammaticamente e in silenzio un problema di fiducia a senso unico.
Se il linguaggio non è sembrato consono e ha urtato la sensibilità del dottor Zamboni me ne scuso, ma rivendico la legittimità di aver telefonato al presidente di una società Controllata (indicato dalla politica) per condividere l’indirizzo dell’Amministrazione, non nuovo tra l’altro, sull’inceneritore e cercare di ricondurre tutti alla partecipazione nella stessa data (per di più proposta dallo stesso Presidente Marcello Ventura) per affrontare al meglio il tema dell’inceneritore, come fatto nella Commissione Ambiente del 18 marzo scorso. Un richiamo legittimo al buon senso. Che rifarei dentro un normale rapporto di fiducia tra politica e chi è indicato dalla politica.
Fa parte del ruolo di un Amministratore avere relazioni con i rappresentanti delle partecipate e delle controllate nell’ottica di indirizzo e controllo previsto dalla legge. Fa parte del ruolo di un amministratore capire se i vertici delle partecipate e delle controllate seguono gli indirizzi espressi dalle istituzioni che li ha indicati, indipendentemente da chi le rappresenta, se ne condividono la direzione e i progetti. Le dimissioni annunciate prima che rassegnate dal dottor Zamboni hanno certificato in ritardo questa distanza.
Stupisce che in questi otto mesi il dottor Zamboni non abbia mai manifestato all’amministrazione comunale alcuna perplessità sulle politiche dell’Amministrazione circa la gestione dei rifiuti in forma verbale o scritta a me o al Sindaco, forse sarebbe stato utile oltre che un dovere. Rispetto alle tanto discusse lettere inviate al Governo, lettere che rivendichiamo e che erano dovute a seguito di un indirizzo votato dal Consiglio comunale a novembre, rivendichiamo l’espressione utilizzata per descrivere l’inceneritore, ovvero ‘meno performante’, la stessa espressione utilizzata da Regione Lombardia nella delibera di marzo 2014 contenente i dati di Regione Lombardia e Arpa sull’efficienza energetica, che ha dato il via all’accordo sottoscritto proprio dall’ex sindaco Oreste Perri, dall’ex Presidente della Provincia Salini e dall’Assessore regionale Terzi per il tavolo di lavoro sul decommissioning. Ma questo forse consiglieri e media locali non se lo ricordano.
Questa vicenda ha investito la mia persona di polemiche mediatiche strumentali e fuori misura, di illazioni che non hanno nulla a che fare con la normale e sacrosanta dialettica politica tra maggioranza e opposizione. In queste settimane si è andati oltre. Sto valutando eventuali atti a tutela della mia persona e della mia onorabilità.
Voglio concludere ribadendo ciò che mi ha spinto, mi spinge e mi spingerà in questa bellissima esperienza politica: il bene comune. Il mio, il nostro, faro quotidiano. Rispondere alle domande e alle esigenze dei cittadini è quello che continuerò a fare, fuori da ogni polemica strumentale e autoreferenziale”.

Inceneritore, in Commissione dati e tempi dei tavoli tecnici

Treni, abbiamo sollecitato l’Assessore regionale: incontro urgente e miglioramenti non più rimandabili

Richiediamo nuovamente un incontro per poterci confrontare, con spirito costruttivo e propositivo, sul recupero, ormai non più rimandabile, di uno standard di servizio dignitoso. Abbiamo scritto di nuovo all’Assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Sorte (e per conoscenza ai consiglieri regionali), sulle problematiche del trasporto ferroviario, dopo la lettera già inviata il 24 dicembre 2014 con sollecito il 12 gennaio 2015, ancora senza alcun esito.
Nella lettera, abbiamo ripercorso il percorso intrapreso fin dall’inizio del mandato, in sinergia con i sindaci dei comuni limitrofi (Paolo Dosi di Piacenza, Simone Uggetti di Lodi, Nicola Sodano di Mantova, Emilio Del Bono di Brescia) e in condivisione con ferrovieri e pendolari.

In particolare per la Cremona-Brescia – abbiamo scritto – il 22 agosto 2014 abbiamo scritto al Presidente Maroni e all’allora Assessore alle Infrastrutture e Mobilità Alberto Cavalli e per conoscenza ai consiglieri regionali, chiedendo un calendario preciso di messa in servizio di nuovi treni con un’attenzione alla sostituzione dei treni diesel. Sulla linea Mantova-Cremona-Milano, il 18 settembre 2014 con il sindaco di Mantova Nicola Sodano e il sindaco di Lodi Simone Uggetti abbiamo chiesto un incontro all’Assessore alle Infrastrutture e Mobilità Alberto Cavalli. L’incontro è avvenuto in data 17 ottobre 2014 ed è terminato con l’impegno da parte della Regione di verifica di fattibilità del treno dei capoluoghi, collegamento con fermate Mantova, Piadena, Cremona, Lodi, Milano sperimentale per Expo 2015, e di condivisione dello stato del protocollo d’intesa firmato a luglio 2014 da Rfi e Trenord e contenente, tra le altre cose, i raddoppi selettivi della tratta. Il 19 dicembre è arrivata la conferma di fattibilità del treno dei capoluoghi, un collegamento veloce con fermate Lodi, Cremona, Mantova nella sola giornata di domenica con corsa verso Milano la mattina e corsa di ritorno nella tarda serata.

Il 24 dicembre con l’Assessore comunale Manfredini, abbiamo inviato alla Sua attenzione una richiesta di incontro per fare il punto della situazione sul trasporto ferroviario cremonese con approfondimento tecnico proprio sul treno dei capoluoghi al fine di portare migliorie in entrambe le direzioni, e sul protocollo d’intesa per la linea Mantova-Cremona-Milano, e con confronto, sempre aperto, su Cremona-Brescia e sui collegamenti tra Cremona e l’Emilia Romagna. Incontro risollecitato con una mail il 12 gennaio, ma anche questa ancora senza esito. Con questa lettera, siamo a richiedere nuovamente quell’incontro per poterci confrontare con Lei, con spirito costruttivo e propositivo, sul recupero, ormai non più rimandabile, di uno standard di servizio dignitoso per i tantissimi cremonesi che dai nostri territori si spostano, ogni giorno, spesso per questioni professionali o di studio, sui nostri treni, e per i milioni di visitatori che arriveranno a Milano per l’Esposizione Universale e che avranno necessità di un collegamento rapido e affidabile con le città locali, soprattutto quelle lombarde, le quali, ognuna nella sua specificità, sta lavorando intensamente per arricchire questo appuntamento che è anche e soprattutto valorizzazione dei territori.

Scarica la lettera all’Assessore Sorte

Al Ministro e all’Assessore regionale: inceneritore non nella rete nazionale per la circolazione dei rifiuti

Lo abbiamo chiesto con l’assessore al Territorio e alla Salute Alessia Manfredini, in una lettera inviata al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e all’assessore regionale Claudia Maria Terzi. I motivi? Limiti tecnici dell’impianto e appartenenza del territorio comunale alle aree critiche in termini di inquinamento atmosferico.

La richiesta dà attuazione alla mozione approvata lo scorso novembre in Consiglio comunale che esplicitava un indirizzo politico chiaro: chiedere al Governo l’esclusione del termovalorizzatore di Cremona dall’applicazione dell’articolo 35 del Decreto Legislativo 133 del 12 settembre 2014. La lettera è stata mandata, per conoscenza, al sottosegretario alle Riforme Costituzionali e ai Rapporti con il Parlamento Luciano Pizzetti, ai parlamentari eletti nel territorio, Cinzia Fontana, Silvia Comaroli, Franco Bordo e Danilo Toninelli e ai consiglieri regionali Carlo Malvezzi, Federico Lena e Agostino Alloni. 

Nella lettera abbiamo illustrato in maniera sintetica tutti i passaggi compiuti sino ad ora. Dal 13 marzo 2014, con delibera regionale n.1511 è stato sottoscritto un protocollo d’intesa relativo al decommissioning del termovalorizzatore di Cremona. Il protocollo è stato stipulato tra Regione Lombardia, Provincia di Cremona, Comune di Cremona, ASL e Arpa per avviare attività finalizzate alla valutazione tecnica del ruolo dell’impianto di incenerimento rifiuti di Cremona nella complessiva filiera di gestione dei rifiuti urbani a scala comunale, provinciale e regionale e alla valutazione di alternative all’esercizio dello stesso. Un progetto pilota per tutta la Regione.

Dal 31 dicembre 2014 la linea 1 dell’impianto è ferma per ottemperare alle prescrizioni previste dai decreti AIA (Autorizzazione integrata ambientale) n. 12055 del 18 ottobre 2007, n. 1997 del 12 marzo 2012 e n. 4702 del 3 giugno 2013 e quindi ad oggi è in funzione unicamente la seconda linea. Il termovalorizzatore risulta pertanto autosufficiente per lo smaltimento previsto. Allo stato attuale non è possibile valutare se l’impianto sia in grado di soddisfare quanto richiesto dal comma 3 dell’art. 35 del D.Lgs. n. 133 del 12 settembre 2014.

L’impianto funziona già al massimo delle potenzialità previste, ovvero circa 70.000 tonnellate a fronte di 120.000 tonnellate teoriche. Ciò in virtù dell’aumento del potere calorifico dei rifiuti conferiti dovuto, al maggior contenuto in plastica, e al progressivo aumento della raccolta differenziata a livello provinciale, con particolare riferimento a secco/umido. Di conseguenza, il termocombustore di Cremona – anche quando le due linee sono funzionanti contemporaneamente – può ricevere un quantitativo di rifiuti di poco superiore del 50% a quello nominale. L’impianto, attivo dal 1997, risulta tra quelli meno performanti dal punto di vista energetico e dell’efficienza in Lombardia.

LGH Holding, proprietaria dell’impianto che gestisce attraverso AEM Gestioni srl, il 23 gennaio 2015, durante la terza riunione del gruppo di lavoro sul decommissioning, ha annunciato l’avvio di un tavolo interno per studiare le prospettive dell’impianto a breve, medio e lungo termine, in base alla normativa vigente, valutando sostenibilità economica, sostenibilità del ciclo dei rifiuti, indicatori ambientali, quadro contrattuale, quadro sociale (occupazionale) e teleriscaldamento. E’ previsto che tale studio sia completato entro il mese di ottobre 2015. Ad oggi non sono noti i costi per l’adeguamento dell’impianto nel medio e lungo periodo ai sempre più elevati standard di qualità richiesti dall’Unione Europea.

Infine, Cremona è già inserita, in base al Piano regionale della qualità dell’aria in Lombardia, che ha aggiornato la zonizzazione del territorio regionale, nelle cosiddette zone A, cioè tra le zone critiche e quindi più sensibili ai fini dell’applicazione dei criteri e dei limiti di emissione per gli impianti di produzione di energia, alle misure che pongono limiti al traffico veicolare e alle emissioni degli impianti termici civili.

Confidiamo che gli elementi sopra esposti – abbiamo concluso nella lettera – possano consentire di fare una valutazione oggettiva della situazione e chiediamo a Governo e Regione, alla luce dei limiti tecnici dell’impianto e sulla base dell’appartenenza del territorio comunale alle aree critiche in termini di inquinamento atmosferico, l’esclusione del termovalorizzatore di Cremona dall’articolo 35 dello Sblocca Italia.

Scarica la lettera al Ministro e all’Assessore regionale

Domeniche a Cremona, manifestazione di interesse per eventi tematici con commercio, cultura e intrattenimento

Una manifestazione d’interesse per l’affidamento in concessione della gestione di manifestazioni nelle giornate domenicali che comprendano aspetto commerciale, culturale, sociale e di intrattenimento, secondo precisi tematismi e con attenzione alle famiglie. Questa la decisione della Giunta comunale assunta oggi, accogliendo la proposta dell’assessore alla Città Vivibile e alla Rigenerazione Urbana Barbara Manfredini, relativa la progetto denominato “Le quattro stagioni a Cremona”.

L’invito a manifestare interesse alle iniziative – ha spiegato l’assessore Barbara Manfredini – sarà esteso ad operatori singoli, associati, privilegiando le aziende locali, ma comunque realtà che abbiano capacità di organizzare eventi, dimostrando di possedere un’adeguata e documentata esperienza pluriennale nell’organizzazione.

Le aree di sviluppo delle proposte progettuali dovranno riguardare le seguenti tematiche:

– Agroalimentare – Enogastronomia per valorizzare e promuovere la conoscenza delle produzioni di qualità locali prodotti a marchio e biologici;

– Musica – Liuteria per sviluppare e promuovere uno o più eventi legati alla Liuteria e alla tradizione musicale locale, anche a partire dal riconoscimento di Cremona come, Patrimonio Culturale e Immateriale dell’UNESCO;

– Letteratura – Editoria per promuovere e sviluppare l’editoria e la letteratura, nonché le librerie, a partire dalla locale Festa del libro;

– Artigianato per sviluppare e promuovere iniziative a favore dell’artigianato, collezionismo e antiquariato, valorizzando le produzioni di eccellenza, sia sul mercato locale che su quello extra cittadino;

– Baratto e Non Solo per sviluppare e promuovere eventi dedicati al riutilizzo degli oggetti disinnescando il meccanismo dell’acquisto e lo spreco di materie prime e di energia;

Iniziative rivolte alle famiglie per sviluppare e promuovere tutte le iniziative che possono essere rivolte alle famiglie con particolare attenzione al “mondo dei bambini”.

Le proposte dovranno interessare le piazze, i corsi, le vie e i principali luoghi di aggregazione del centro storico oltre a zone ed aree urbane delle periferie e dei quartieri cittadini, prevedendo almeno una iniziativa per ogni tematica che si vuole sviluppare anche in funzione delle diverse stagioni dell’anno. Le nuove progettualità dovranno coniugare elevati standard di qualità, anche estetica con il contesto urbano ed architettonico del nostro centro storico e prevedere inoltre la promozione e la diffusione capillare delle iniziative con forme di pubblicità innovative anche fuori dal nostro territorio.

Nell’ottica dello sviluppo, della promozione territoriale del commercio e di altre forme aggregative, vi è la volontà di individuare soggetti qualificati per l’organizzazione delle iniziative per la promozione della città e la valorizzazione del suo patrimonio, incrementando l’interesse e la frequenza da parte di visitatori, operatori commerciali e turisti, armonizzando il calendario annuale degli eventi. La proposta sarà illustrata in sede di Commissione consiliare.

A Milano da Cavalli insieme a Lodi e Mantova: lettera sul ‘treno dei capoluoghi’ per Expo

Con Mantova e Lodi abbiamo incontrato in Regione con l’Assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità Alberto Cavalli. Presenti anche l’assessore al Territorio e alla Salute Alessia Manfredini e l’Assessore alla mobilità del Comune di Lodi Tommaso Premoli. Assente il vicesindaco del Comune di Mantova Espedito Rose che però ha fatto pervenire a Cremona, a Mantova e all’Assessore Cavalli la sua posizione, già condivisa peraltro nella lettera congiunta inviata in Regione a settembre dai tre sindaci.

Non siamo andati in Regione per chiedere una maggiore qualità del servizio ferroviario, ma siamo venuti a dire anche che Cremona c’è e sta facendo la sua parte, lavorando su prospettive di sviluppo. Se il cuore pulsa, ma le arterie non funzionano il territorio muore.

Riconosciuto dall’Assessore Cavalli e dai tecnici regionali il progressivo peggioramento del servizio in particolare della linea Mantova-Cremona-Milano e la situazione critica della Cremona-Brescia. I Comuni hanno chiesto all’Assessore Cavalli una verifica sulla fattibilità del treno dei capoluoghi, collegamento con fermate Mantova, Piadena, Cremona, Lodi, Milano, e sullo stato del protocollo d’intesa firmato da Rfi e Trenord e contenente, tra le altre cose, i raddoppi selettivi della tratta.

La Regione ha manifestato la propria disponibilità tecnica ad approfondire una nuova fattibilità di velocizzazione della tratta in un tavolo di confronto.

Moltissimi cittadini – ho fatto presente all’assessore – ogni giorno vivono condizioni di mobilità, di lavoro e di vita davvero critiche a causa dei disservizi ferroviari. Se la linea è satura a livello infrastrutturale, capiamo insieme quali possono essere azioni anche sperimentali per il miglioramento del servizio. Ci sono delle novità importanti. Abbiamo riunito pendolari e ferrovieri e abbiamo riunito i territori al di là dell’appartenenza politica: Cremona, Mantova e Lodi insieme per la prima volta. C’è una volontà politica nuova che dice alla Regione che il sud della Lombardia ha bisogno di un riscatto. Abbiamo davanti l’occasione di Expo, proviamo a capire insieme azioni sperimentali e a costruire una prospettiva con una tempistica chiara e comunicabile.

I prossimi passi: i nostri Comuni elaboreranno una lettera con la richiesta precisa a Regione, Trenord e Rfi di avviare lo studio di un treno veloce sperimentale per Expo, come primo passo nel weekend. Cremona, Mantova e Lodi chiederanno anche il cronoprogramma del protocollo d’intesa sottoscritto da Regione Lombardia e Rfi ormai tre mesi fa. Come tempistiche, nella lettera i Comuni insisteranno sulla convocazione del tavolo entro il mese di novembre.

Arcimboldo, lettere ad Assessore e cittadini: non è un no alla Regione, anzi un duplice e fortissimo sì

Non è un no alla Regione, anzi un duplice e fortissimo sì. Abbiamo scritto così in due lettere, una indirizzata all’Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia Cristina Cappellini e una ai cittadini cremonesi, per spiegare la decisione di tenere il quadro L’Ortolano dell’Arcimboldo a Cremona per il prossimo anno e per rinnovare l’invito alla Regione ad una collaborazione. Proprio in questa ottica, abbiamo già sentito telefonicamente l’Assessore Cappellini per un primo proficuo confronto. Le due lettere fanno seguito ad una comunicazione già indirizzata a luglio dal Settore Cultura del Comune di Cremona in cui si manifestava la disponibilità ad un incontro e si proponevano già alcune proposte alternative.

Ecco la lettera ai cittadini

Carissimi concittadini della nostra bellissima città,

scrivo questa lettera perché la decisione dell’amministrazione comunale di tenere l’Arcimboldo a Cremona per il prossimo anno ha, a mio avviso, un significato importante, che desidero condividere con voi, anche perché mi sembra riguardi innanzitutto noi stessi.

Il primo modo per valorizzare il patrimonio artistico di una città e del suo territorio è far crescere la cultura che in quel territorio si respira. E la cultura cresce se le persone hanno il senso della storia e delle ricchezze del luogo in cui abitano. Noi cremonesi dobbiamo insieme crescere nella consapevolezza di chi siamo: siamo una città grande in storia, arte e creatività. Un mio caro amico liutaio mi disse che a Cremona si respira un’energia vitale e creativa che ispira e muove lo spirito. Dobbiamo ritrovare l’orgoglio rinnovato di vivere a Cremona e insieme dobbiamo condividere la passione per la cura dello spazio che ci è stata affidato, con i suoi monumenti, l’arte, la natura, le relazioni umane. Solo questa consapevolezza, questa passione e questo orgoglio generano futuro e io e noi tutti insieme lotteremo affinché sia un futuro di crescita e sviluppo.

Anche l’Arcimboldo ci è stato affidato: rappresenta i frutti di una terra fertile, anzi di una delle terre più fertili al mondo. È il legame con questa terra e con il suo fiume che dobbiamo coltivare, come fossero persone con cui entrare in relazione e di cui prendersi cura. Servono pazienza e intelligenza e serve la consapevolezza che questo legame è anche a fondamento della convivenza tra noi e di una nostra condivisa idea di sviluppo. Qualcuno reputa il quadro artisticamente importante, altri meno: ma io so che ci è stato affidato ed è parte della nostra storia. Quando tutto il mondo, il prossimo anno, guarderà al nostro paese e alla nostra regione, l’Arcimboldo deve essere qui a raccontare di noi e del nostro futuro.

Ma questa scelta non è un no alla Regione, anzi un duplice e fortissimo sì.

Innanzitutto sì ad una collaborazione ancora più intesa con la Regione e con Milano e, come già dimostrato in altre circostanze nelle prime settimane dalle elezioni, siamo apertissimi e pronti a progetti condivisi ed abbiamo proposte. Sappiamo e apprezziamo lo sforzo che Regione Lombardia sta facendo e siamo con lei. Dentro una consapevolezza: EXPO è evento dei territori, così è stato pensato e così deve essere. Milano cresce, se cresce Cremona e viceversa. E così per Brescia, Mantova, Bergamo, Lodi, Pavia e tutte le altre città capoluoghi o no, piccole o grandi. Solo se i territori saranno propositivi di iniziative e vitalità culturale EXPO sarà un successo per Milano, per la Regione, per il Paese. E, oltre EXPO, solo se i territori vivranno una nuova stagione di progetti e di vitalità culturale il nostro paese riuscirà a sopravvivere. Questo paese si salva solo “insieme”, costruendo alleanze tra territori aperti in cui ognuno vive e lavora con gli altri.

Ecco dunque il nostro secondo sì, sì di responsabilità e di impegno: in queste prime settimane del nostro mandato con totale forza e intensità stiamo costruendo proposte, idee e azioni culturali e turistiche per il rilancio del nostro territorio. A settembre, dopo un intenso lavoro di ascolto e di progettazione, proporremo una programmazione culturale e turistica di Cremona per tutto il 2015 e chiederemo che per un mese sia arricchita da suggerimenti e idee di cittadini e associazioni. Stiamo lavorando con una stella polare: aprire la nostra città all’incontro con altre città vicine e lontane. Stiamo costruendo relazioni con altri sindaci e altri territori, per realizzare progetti. Perché Cremona e Brescia, Cremona e Mantova, Cremona e Piacenza e Busseto, Cremona e tutti i paesi ricchissimi lungo il fiume … insieme possano vivere una stagione fruttuosa di comune impegno per il bene comune della regione e del paese.

Con uno sguardo al mondo. Ed anche per questo abbiamo le carte in regola e sappiamo tutto il lavoro che ancora dobbiamo fare: la casa di Stradivari, la ricchezza della liuteria, la sua Scuola, Musicologia, i laboratori di ricerca, il Museo del Violino, il suo nuovissimo auditorium, il teatro Ponchielli, il Polo Museale, il nostro agroalimentare, le Università, le aziende e le attività di ricerca, la grandezza di Monteverdi, le nostre scuole di musica, la bellezza straordinaria del nostro Duomo, dei nostri palazzi, della nostra natura, sono e possono sempre di più essere, per tutto il mondo, gioielli inestimabili. Già questa estate i giovani che, da molti nazioni, sono venuti a Cremona per studiare musica erano entusiasti ed estasiati dalla bellezza della nostra città. Ma non dimentichiamoci che, nell’anno di EXPO e da allora in poi, anche per i cittadini dei vari territori, Cremona e tutte le città dovranno essere centri propulsivi per vivere cultura e arte.

Atteggiamenti di denigrazione, che abbiamo ascoltato in questi giorni, anche se vengono da affermati critici d’arte, non solo sono, diciamo, fuori luogo, ma soprattutto negano esattamente lo spirito di EXPO e sono ben poco utili alla vittoria complessiva dei nostri territori.

In questa stagione storica di riforme che coinvolgeranno tutte le provincie e le città di questo paese, l’anima del cambiamento sta nella consapevolezza che noi cittadini avremo della nostra storia, delle nostre ricchezze e nel desiderio di innovazione e di futuro. L’anima del cambiamento sta nella vitalità nuova di città e territori aperti che incontrano altre città vicine e meno vicine e con loro, generosamente e con apertura di mente, costruiscono proposte di rilancio: questo sta avvenendo, questo deve essere EXPO. Per questo, insieme alla Regione e a molte altre città, noi stiamo lavorando.

Gianluca Galimberti
Sindaco della bellissima Cremona

Scarica la lettera all’Assessore

Inceneritore, incontro con assessore Terzi. Comune protagonista del tavolo di lavoro in Regione

Abbiamo incontrato a Milano l’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Maria Terzi per fare il punto sul protocollo d’intesa – firmato, lo scorso mese di maggio, da Regione, Comune, Provincia, Arpa e ASL per la costituzione di un gruppo di lavoro interistituzionale – finalizzato alla valutazione tecnica del ruolo dell’impianto di incenerimento rifiuti di Cremona nella filiera di gestione dei rifiuti urbani a scala comunale, provinciale e regionale e alla valutazione di possibili alternative all’esercizio dello stesso (decommissioning).
Nel confronto con l’assessore regionale, in piena sintonia con il contenuto dell’atto sottoscritto nei mesi scorsi, abbiamo ribadito la volontà, già espressa in campagna elettorale, di un graduale spegnimento dell’inceneritore all’interno di un serio piano industriale.
Abbiamo anche espresso la volontà di un percorso condiviso con le istituzioni, con la proprietà, Linea Group Holding, e con il gestore Aem Gestioni s.r.l., entrando nel merito del piano economico e finanziario dell’impianto e degli scenari possibili. A tale proposito, a settembre, la Regione convocherà il tavolo di lavoro previsto dal protocollo di intesa, del quale il Comune di Cremona sarà protagonista.