Canile, per la prima volta gara pubblica: trasparenza e oggettività. Verifiche ancora in corso su Clinica di Brescia e continuità del servizio

Sul canile, struttura di proprietà del Comune di Cremona e gestita da dieci anni attraverso affidamento diretto con un costo per il Comune e quindi per la collettività di 153.000 euro all’anno, anche alla luce delle criticità delle gestioni pregresse e dei procedimenti giudiziari tutt’ora in corso, abbiamo scelto per la prima volta la strada dell’affidamento attraverso una procedura di evidenza pubblica. Continuiamo a lavorare in questa direzione. In Giunta abbiamo preso atto del percorso attuato sino ad oggi in merito alla procedura di gara per l’affidamento della gestione del canile di Cremona e abbiamo ribadito l’indirizzo sempre perseguito caratterizzato da oggettività e trasparenza.

Al bando pubblico di gara, aperto il 4 maggio scorso dal Comune di Cremona per la gestione della struttura, ha risposto un solo soggetto, la Clinica del Cane San Francesco di Brescia. Come previsto dalla normativa, gli uffici hanno provveduto a verificare le dichiarazioni rese dall’unico partecipante alla gara, in particolare la disponibilità di una struttura, quella ubicata a Brescia, adeguata all’espletamento del servizio richiesto.

Con nota trasmessa martedì 18 luglio, l’Agenzia di Tutela della Salute di Brescia, interpellata sul tema dal Comune di Cremona, ha dichiarato che l’impianto di Brescia è autorizzato come struttura polifunzionale per canile rifugio e pensione, ma non come canile sanitario, elemento richiesto dal bando. Il Comune di Cremona ha quindi inviato alla Clinica del Cane San Francesco una comunicazione di avvio del procedimento volto alla non aggiudicazione. Il soggetto ora può formulare eventuali osservazioni entro e non oltre le ore 12 di venerdì 22 luglio.

In attesa del completamento dell’iter, la nostra posizione è chiara: voltare pagina, andando verso una nuova modalità di gestione che garantisca al tempo stesso massima trasparenza e l’offerta di nuovi servizi che favoriscano i percorsi di adozione.

Dopo il 22 luglio, valuteremo, sempre all’insegna della massima trasparenza, le conseguenti azioni, fermo restando che l’attuale gestione del canile è stata prorogata fino al mese di settembre.

Qualità della liuteria cremonese: nell’agenda della Governance c’è la certificazione di processo partendo dai controlli che già esistono

È chiaro: il tema della qualità della liuteria non è solo al centro dell’azione dell’Amministrazione comunale e della nuova Governance della Liuteria, ma è e deve essere al centro di tutto il sistema Cremona. 

L’obiettivo della tutela della qualità, lo sa chiunque opera e conosce il mondo della liuteria cremonese, si persegue a passi costanti. 

Il tavolo di Governance della liuteria sta coordinando e promuovendo una serie concreta di azioni che vanno proprio nella direzione di migliorare la qualità del lavoro artigianale dei nostri liutai: l’interazione tra laboratori di ricerca e liutai, il rigore e l’oggettività dei risultati della ricerca a servizio e a tutela dell’artigianato stesso, il rafforzamento e la programmazione dell’offerta di formazione per e con liutai, la promozione internazionale condivisa e rafforzata. 

La tutela della qualità è un obiettivo che non si raggiunge con un’autocertificazione e certamente non si raggiunge da soli.

Sbaglia chi dà per scontato o minimizza il lavoro in atto da parte della nuova Governance della liuteria: per la prima volta una vera e propria Governance, costituita da istituzioni, associazioni di categoria, scuole e università, centri di ricerca, associazioni culturali tra cui peraltro ALI (Associazione Liutaria Italiana) e ANLAI (Associazionie Nazionale Liuteria Artistica Italiana). 

Chi dà per scontato e chi sminuisce tutto questo fa il male del sistema.

Il sistema ha investito nella formazione e nella ricerca: il 2016 aprirà la strada a due percorsi di laurea, unici sul piano nazionale, in materia di conservazione e restauro degli strumenti musicali e in ingegneria del suono, ed il Museo del Violino è, fin dalla sua nascita, una delle poche istituzioni museali europee che possono vantare la presenza di una vera infrastruttura di ricerca al suo interno: il laboratorio Arvedi di diagnostica non invasiva e il Laboratorio di acustica del Politecnico di Milano. 

Cosa c’entra questo con la qualità? Il patrimonio conservato e la maestria dei maestri liutai cremonesi sono costante oggetto di cura e di studio per la messa a punto di protocolli analitici, di analisi e di servizi sempre a supporto della qualità della liuteria cremonese e per il rilancio e l’attualizzazione del nostro patrimonio immateriale dell’umanità.

La Governance ha già nel proprio calendario di lavoro il tema della certificazione di processo, a partire dalle esperienze positive esistenti, che già prevedono forme di controllo. Insieme, come sistema, intendiamo concordare azioni di miglioramento e rafforzamento di tali forme di certificazione e di controllo. 

Con la Governance della liuteria abbiamo costruito gli strumenti oggettivi e le condizioni per fare tutto questo.

La Cabina di regia del Tavolo di Governance
(Comune di Cremona, Fondazione Museo del Violino, CNA, Confartigianato)
Camera di Commercio di Cremona
Consorzio Liutai di Cremona

Dopo anni, riunito il tavolo di Governance

Cda di Cremona Solidale, apriamo la procedura di selezione: serietà e rispetto degli Indirizzi del Consiglio comunale e dell’Azienda

Con nota datata 15 febbraio 2016, consegnata all’Ufficio Protocollo il 19 febbraio 2016, sette consiglieri comunali “in seguito alle dimissioni rassegnate dalla dott.ssa Ilaria Giordano come membro del Cda di Cremona Solidale”, mi hanno proposto “di nominare quale membro di minoranza il dott. Andrea Barzanti”, allegando relativo curriculum. Con nota datata 18 febbraio, tre giorni dopo la proposta dei consiglieri di minoranza, consegnata all’Ufficio Protocollo il 19 febbraio 2016, la dott.ssa Ilaria Giordano ha comunicato “le proprie irrevocabili dimissioni dalla carica di consigliere di amministrazione “per ragioni di natura personali e lavorative”, chiedendo di voler considerare “come ultima data della mia posizione il giorno 18 febbraio 2016”.

Secondo gli Indirizzi Generali per la nomina e la designazione da parte del Sindaco dei rappresentanti del Comune presso Aziende, Istituzioni, Fondazioni ed Enti, definiti dal Consiglio comunale il 13 ottobre 2014, in caso di dimissioni di un nominato, spetta a me, in qualità di Sindaco, dar corso ad una nuova procedura disciplinata dagli stessi Indirizzi oppure avvalersi per la relativa surroga delle candidature raccolte (6 quelle residuali valutabili in questo caso) in occasione della procedura per la nomina del Consiglio di amministrazione, avviata nell’autunno 2014, sempre secondo gli Indirizzi Generali definiti dal Consiglio comunale, fermo restando il possesso contestuale al momento della nomina dei requisiti prescritti.

In Giunta abbiamo deciso di aprire una nuova procedura che verrà avviata dalla Segreteria Generale del Comune. Una decisione di serietà e di rispetto degli Indirizzi Generali che sono stati votati in Consiglio e che dovrebbero essere conosciuti da tutti i consiglieri. Una procedura avviata nell’ambito dell’intenso lavoro che è in atto in sinergia con il Consiglio di amministrazione di ‘Cremona Solidale’, azienda importantissima per la città e per il territorio, chiamata ad affrontare sfide strategiche per il proprio futuro. Con l’obiettivo sempre chiaro e comune della qualità dei servizi per ospiti, utenti, famiglie e lavoratori.

Cremona Solidale e Fondazione: continuità e novità, competenze tecniche e sensibilità politiche

Città della Lombardia Orientale: alleanza anche sull’innovazione amministrativa

Processi di semplificazione amministrativa, organizzazione degli enti, miglioramento dei livelli di accessibilità e della qualità dei servizi al cittadino, sviluppo della digitalizzazione, focus sulle azioni intraprese e sulle progettualità in corso in tema di smart cities. Questi i temi del confronto che abbiamo organizzato questa mattina tra amministratori e tecnici dei Comuni di Cremona, Bergamo, Brescia e Mantova, capoluoghi dell’area della Lombardia Orientale, finalizzato allo scambio di buone pratiche e all’approfondimento delle rispettive esperienze per quanto concerne l’innovazione nel campo della Pubblica Amministrazione.

Hanno partecipato al vertice per il Comune di Cremona anche la vice sindaco Maura Ruggeri, l’assessore alle Risorse e all’Innovazione Maurizio Manzi e il Segretario Generale Pasquale Criscuolo. Per il Comune di Bergamo è intervenuto il Direttore Generale Michele Bertola, per quello di Brescia Silvano Franzoni, Vice Direttore Generale, Responsabile Area Cultura, Creatività e Innovazione, e Marco Trentini, Responsabile del Settore Informatica e Smart City,  infine per Mantova il vice sindaco Giovanni Buvoli, l’assessore con delega all’Agenda Digitale e Smart City Iacopo Rebecchi, il Segretario Generale Gabriele Avanzini, e Alessandro Beltrami, dirigente del Settore Economico Finanziario con funzioni aggiuntive di Programmazione Operativa e Capo di Gabinetto.

L’incontro ha segnato l’avvio del gruppo di lavoro tecnico-politico sulle buone pratiche della Pubblica Amministrazione, come deciso dai sindaci della Lombardia Orientale, che hanno affidato al nostro Comune il coordinamento su questo tema. Lunedì 1° febbraio, a Bergamo, si è attivato quello sulla sicurezza. Gli altri due temi individuati sono, al momento, quello dei bandi europei (coordinato da Brescia) e dell’inquinamento atmosferico (coordinato da Mantova).

Uno strumento importante anche per un confronto su criticità e prospettive per la costruzione di sinergie e progettualità comuni, volte ad individuare, dopo una panoramica delle buone pratiche messe in atto ogni Comune, gli aspetti più specifici da approfondire così da studiare un percorso condiviso.

Un incontro da subito improntato sulla concretezza e l’operatività. Ne è la riprova che, oltre alla metodologia di lavoro, abbiamo già individuato temi ben precisi sui quali formalizzare accordi di collaborazione e sui quali lavorare per giungere a risultati nel breve periodo.

I temi sui quali con Bergamo, Brescia e Mantova inizieremo da subito ad operare sono: informatica e smart cities con progetti di innovazione sull’organizzazione degli enti e sulla città; personale e semplificazione amministrativa; piani di formazione condivisa del personale; confronto sui sistemi di valutazione, sui sistemi di controllo interno e percorsi di legalità; progettazione di nuovi modelli gestionali per i servizi comunali; predisposizione di convenzioni per forme di collaborazione su avvocatura, progettazioni, manutenzioni e negoziazioni verso terzi.

Uno staff sui quartieri e potenziamento del sociale e della manutenzione: correttivi all’organizzazione del Comune

Dal 1° gennaio 2016 nuove modifiche all’assetto del Comune. Abbiamo fatto la prima significativa riorganizzazione della macchina comunale a luglio 2014. In quell’occasione, a solo un mese dall’insediamento, abbiamo ridisegnato l’assetto costituendo 5 aree e 11 settori, diminuendo il numero di dirigenti, con l’intento di apportare semplificazione, efficienza e risparmio.

Ora, accertata la sostanziale funzionalità dell’assetto del luglio 2014, abbiamo deciso di apportare alcuni correttivi con l’obiettivo di rendere le strutture dell’Ente più operative, efficaci e funzionali al raggiungimento degli obiettivi strategici definiti nelle linee programmatiche.

Ecco le modifiche più significative:

– con l’obiettivo di investire in un settore fondamentale come quello del Welfare, chiamato a dare riscontro a richieste in crescita e a stakeholder sempre più diversificati, abbiamo istituito all’interno del Settore Politiche Sociali i servizi “Gestione Integrata e Processi ” e “Sociale Territoriale e Pois” che si aggiungono al servizio già presente, ma ridenominato “Centro per la Comunità, Beni Comuni, Quartieri e Periferie”;

– per creare un adeguato, trasversale e sistematico supporto all’importante attività comunale sui quartieri abbiamo costituito uno vero e proprio Staff Quartieri e Periferie che troverà un riferimento presso il servizio “Centro per la Comunità, Beni Comuni, Quartieri e Periferie” e sarà composto da referenti di vari settori comunali;

– per garantire un più incisivo intervento nell’ambito della piccola manutenzione e migliorare efficienza, efficacia e tempi di risposta abbiamo potenziato l’unità operativa manutenzione all’interno del Settore “Progettazione, Rigenerazione Urbana e Manutenzione” con l’istituzione di un apposito “Servizio Manutenzione Interventi alla Città”;

– per gestire in modo trasversale la ripresa in carico da parte del Comune dell’edilizia di proprietà comunale attualmente in gestione ad Aler, abbiamo individuato apposite unità operative all’interno dei Settori “Centrale Unica Acquisti Avvocatura , Contratti , Patrimonio”, “Servizi Sociali” e “Progettazione, Rigenerazione Urbana e Manutenzione”;

– per potenziare e rendere strutturale l’attività di rigenerazione urbana, abbiamo ridefinito l’Ufficio progettazione e rigenerazione urbana in Servizio;

– per valorizzare da una parte la programmazione e progettazione del verde cittadino e rendere più strutturale la fase gestionale e tecnica del Servizio Cimitero e Polo della cremazione abbiamo individuato due centri di responsabilità separati: “Servizio Progettazione Verde – Protezione Civile e RSPP” e “Servizio Cimiteri Civici e Polo Cremazione”;

– per favorire programmazioni urbanistiche in ottica sovracomunale abbiamo ricollocato le competenze dell’Unità di Staff Urbanistica in capo al Settore “Sviluppo Lavoro, Area Omogenea ed Ambiente”;

– per garantire procedure di erogazione dei servizi certificati e standard di qualità, abbiamo assegnato le competenze al Servizio Sviluppo e Organizzazione nell’area del Segretario Generale.

Con questa riorganizzazione, si confermano dunque le cinque aree complessive della prima riorganizzazione. Vengono individuati 9 settori, 3 unità di staff e 32 servizi che corrispondono ad altrettante Posizioni organizzative: 8 quelle nuove che verranno individuate tramite procedura comparativa tra gli interessati.

La riorganizzazione di luglio 2014: inizia un percorso da fare insieme

Ecco i costi sostenuti da Aem Gestioni per lo studio sull’inceneritore: trasparenza e condivisione

Nell’ottica della trasparenza e della condivisione, abbiamo ricevuto nei giorni scorsi e rendiamo pubblici i contratti stipulati tra Aem Gestioni (adesso Linea Reti Impianti) e Consorzio Leap, Laboratorio Energia e Ambiente Piacenza per lo studio relativo alla “Valutazione tecnica ed economico-finanziaria della dismissione del termoutilizzatore di Cremona”. L’Amministrazione prende atto della cifra corrisposta da Aem Gestioni a Leap, ovvero 42 mila euro per il contratto del 15 maggio 2014 e 75 mila euro per il contratto del 14 gennaio 2015. Rendere noti questi documenti, chiesti a Aem Gestioni dall’Amministrazione comunale e pervenuti alla stessa solo pochi giorni fa, è un ulteriore atto di trasparenza e di consapevolezza all’interno del percorso fortemente voluto, come sempre detto, verso la definizione di un serio piano industriale sull’inceneritore.

Il contratto del 15/4/2014
Il contratto del 14/01/2015

Aem: grave situazione finanziaria ma con azioni immediate e decisive stiamo salvando e rilanciando l’azienda

Per comprendere il bilancio di esercizio di AEM S.p.A. (AEM) al 31 dicembre 2014, in corso di approvazione da parte dell’Assemblea, è necessario ripercorrere le azioni importantissime portate avanti da questa Amministrazione che si è insediata il 20 giugno 2014 e ha, fin da subito, preso in mano la situazione, analizzando numeri e cercando soluzioni.

CONSAPEVOLEZZA E TRASPARENZA

1) Il 14 luglio 2014, a meno di un mese dall’insediamento della nuova Amministrazione, leggevo una dichiarazione importante in Consiglio Comunale in merito al Bilancio 2013 di AEM. La stessa dichiarazione, veniva esplicitata nell’ambito dell’Assemblea di approvazione del bilancio 2013 di AEM tenutasi in data 21 luglio 2014.

“L’Amministrazione Comunale è chiamata ad approvare, il 21 Luglio 2014, il bilancio della controllata AEM Cremona S.p.A. […] L’Amministrazione Comunale intende esperire […] una valutazione approfondita dell’andamento gestionale, attuale e prospettico, delle proprie controllate e partecipate. Il perseguimento di detto obiettivo, per quanto già in atto, necessita comunque di tempi tecnici e non può quindi dirsi immediato. […] Anche per la controllata AEM si sente, forte ed urgente, la necessità di veder condotti gli approfondimenti di cui sopra. […] Questa Amministrazione pur approvando il Bilancio di Esercizio 2013 di AEM S.p.A., esprime la ferma intenzione di valutare la situazione societaria complessiva, ed in particolare per quella finanziaria che dovrà essere immediatamente considerata e opportunamente affrontata dal Consiglio di Amministrazione che verrà nominato, il quale avrà quale principale mandato di esprimere, con la massima urgenza, un piano di intervento pluriennale che dovrà prendere in debita considerazione le previsioni d’eventuale dismissione d’asset societari – considerandone l’effettiva alienabilità – nonché essere occasione per una eventuale ottimizzazione della cosiddetta “struttura finanziaria”. 

2) Su indicazione della Giunta si è dato tempestivamente avvio ad una puntuale e approfondita analisi finanziaria di AEM che desse evidenza del quadro esistente (al 30 giugno 2014) e di quello prospettico. Avendo percepito che lo “stato di salute” di AEM richiedeva la massima attenzione, come Giunta abbiamo deciso di dotarci di uno strumento di valutazione prospettica (di medio termine) del profilo economico-finanziario societario. Questo strumento, alla luce dell’indirizzo strategico ed industriale, aveva come obiettivo quello della valutazione della sostenibilità, innanzitutto finanziaria, degli investimenti e delle attività intraprese.

La società incaricata dell’analisi, Albion s.r.l., individuata a seguito di indagine di mercato attraverso procedura comparativa, si è interfacciata più volte con il Presidente di AEM (Franco Albertoni e successivamente Massimo Siboni), con me e con l’Assessore Maurizio Manzi per fornire dati e informazioni relativamente agli elementi finanziari acquisiti e per aggiornare AEM e l’Amministrazione sui risultati dell’analisi.

La consapevolezza della situazione è cresciuta nei mesi. Lo studio condotto da Albion è stato consegnato alla fine del mese di gennaio 2015 e ha rappresentato uno strumento di ulteriore consapevolezza per l’Amministrazione e per il nuovo Consiglio di Amministrazione di AEM appena insediato.

3) In via molto riservata per ovvie ragioni di tutela e salvaguardia degli interessi di AEM, con l’Assessore Manzi in data 3 marzo 2015, durante una seduta di Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale, appositamente convocata, abbiamo aggiornato ufficialmente i capigruppo consiliari sulla situazione debitoria di AEM maturata al 30 giugno 2014, rappresentando inoltre le cause delle condizioni di tensione finanziaria che si sono generate e le ipotesi delle necessarie ed improcrastinabili contromisure da porre in essere.

4) Nel mese di gennaio 2015 ho nominato il nuovo CdA di AEM, completamente rinnovato, ed entrato in carica il 26 gennaio 2015. Un CdA di assoluto spessore e professionalità che va ringraziato per il lavoro intensissimo che sta svolgendo per il bene dell’azienda e della Città. Il nuovo CdA, presieduto da Massimo Siboni, in sinergia con advisor e legali di assoluto livello e con gli organi societari, è entrato da subito nel merito di tutte le partite e ha iniziato a predisporre il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2014.

LA SITUAZIONE DEBITORIA

La situazione debitoria al 31.12.2013 era la seguente:

Linee Debito (importi in milioni di €)

Al 31.12.2013

Debito strutturato verso Banche

69,4

Debito strutturato verso Collegate

15,8

Debito strutturato verso Controllate

2,6

Affidamenti bancari a revoca

5,3

Altri Debiti

14,7

Totale

107,8

Dalle analisi e approfondimenti si confermava la delicata situazione finanziaria di AEM e la conseguente necessità di tempestivi interventi, già rappresentati nello studio di Albion s.r.l.; tra questi, la dismissione di asset facenti parte del patrimonio della società.

La situazione finanziaria al 31.12.2014, rilevata dal progetto di bilancio, risulta essere la seguente:

Linee Debito (importi in milioni di €)

Al 31.12.2014

Debito strutturato verso Banche

62,9

Debito strutturato verso Collegate

18,8

Debito strutturato verso Controllate

2,6

Affidamenti bancari a revoca

5,1

Altri Debiti

19,8

Totale

109,2

Dal confronto delle linee di debito fra l’esercizio 2013 e 2014 si evidenzia una diminuzione del debito strutturato verso le banche e il contemporaneo incremento del debito verso collegate (LGH) e verso altri fornitori (AEM Gestioni e Linea Com).

TEMPESTIVA PREDISPOSIZIONE DI UN PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE

1) 22 dicembre 2014: indirizzo del Consiglio comunale

Il Consiglio Comunale ha approvato l’indirizzo a valutare entro il 31 maggio 2015 l’eventuale “riconduzione della gestione pubblica della sosta a raso ed in struttura in capo ad un’unica società interamente pubblica in house, totalmente controllata da AEM S.p.A., con futuro adeguamento dello Statuto dell’attuale Cremona Parcheggi s.r.l. che verrà ridenominata Cremona Mobilità s.r.l.”.

Nella stessa seduta di Consiglio Comunale si dava mandato agli organi amministrativi di Padania Acque S.p.A. e di Padania Acque Gestione S.p.A. di proporre all’assemblea degli azionisti un’operazione di fusione per incorporazione di Padania Acque Gestione in Padania Acque unitamente al mandato all’organo amministrativo di Padania Acque S.p.A.” di iniziare il lavoro di ricognizione ed approfondimento sull’entità e qualità dei patrimoni idrici detenuti dalle altre società pubbliche della provincia cremonese, prodromico alle eventuali operazioni di integrazione degli stessi in “Padania Acque S.p.A.”.

2) 30 marzo 2015: approvazione in Consiglio del piano razionalizzazione

Il Consiglio Comunale con propria deliberazione nr. 5, ha approvato, al fine di uniformarsi alla Legge di stabilità nr. 190 del 23 dicembre 2014 (Art. 1 comma 611), il piano operativo di razionalizzazione delle società direttamente ed indirettamente detenute, tenendo in debita considerazione la sopravvenuta necessità di distinguere l’affidamento delle attività strumentali dai servizi pubblici locali.

Piano di razionalizzazione

TABELLA1

Stato a tendere del Comune di Cremona

TABELLA2

Stato a tendere di Aem Spa

TABELLA3

3) 7 maggio 2015: avvio del piano di razionalizzazione e piano di dismissioni

L’assemblea di AEM ha avviato, per quanto di propria competenza, l’attuazione del piano operativo di razionalizzazione e cessioni approvato dal Consiglio Comunale il 30 marzo 2015. Inoltre, considerata la situazione finanziaria, con la medesima delibera è stato approvato un piano di dismissioni che verte sulle seguenti immobilizzazioni materiali:

– cespiti relativi alle reti di telecomunicazioni inerenti la fibra ottica (per i segmenti orizzontali e verticali), per i quali sono state commissionate perizie di stima al fine di attualizzare la valorizzazione economica e procedere alle dismissioni;

– immobile ex bocciodromo di via Gadio;

– cessione dell’area ex Annonaria, limitatamente ai lotti 4b e 4c, per il lotto 4a, il 24 Giugno 2015 è stato siglato l’accordo tra Comune di Cremona, Regione Lombardia e Consorzio CRIT (Cremona Information Technology) che di fatto da l’avvio esecutivo alla creazione del Polo Tecnologico e quindi la cessione del primo lotto di area di proprietà di AEM.

Abbiamo tenuto costantemente aggiornato il Consiglio Comunale sulle principali azioni poste in essere da AEM. L’ultima comunicazione nella seduta del 10 giugno 2015.

Questa rilevante ristrutturazione di AEM, che ha un preciso cronoprogramma, è volta da un lato a soddisfare sopravvenute indicazioni di carattere normativo e dall’altro ad attuare le contromisure volte a rendere più efficiente la governance e la gestione dei servizi e delle attività oltre che a perseguire la riduzione del debito finanziario.

PERCHE’ IL BILANCIO AEM CHIUDE CON 14 MILIONI DI EURO DI PERDITA?

Il bilancio di esercizio di AEM S.p.A. (AEM) al 31 dicembre 2014, in corso di approvazione da parte dell’Assemblea chiude con una perdita di esercizio pari a 13,921 milioni di euro. Questa perdita è attribuibile a diversi fattori che traggono origine da indirizzi, scelte e operazioni precedenti a questa Amministrazione:

a) Svalutazioni, per un totale di 9,302 milioni di euro: l’imprescindibile dismissione di asset, ha comportato la necessità di una attualizzazione della valutazione economica degli asset potenzialmente oggetto di futura dismissione

b) Fondi e sopravvenienze passive, per un totale di 2,305 milioni di euro:

– Fondi principalmente derivanti dai maggiori costi per la gestione “post mortem” della discarica di Malagnino;

– Sopravvenienze passive

c) Imposte per 5 mila euro

d) Gestione operativa che chiude in perdita per un totale di 2,309 milioni di euro comprensivi di:

– degli oneri finanziari (in incremento rispetto al 2013 di 1,237 milioni di euro) originati dalla pesante situazione debitoria e dalle tempistiche di restituzione del debito;

– dei ricavi della produzione e dei relativi costi per servizi (il cui margine operativo lordo diminuisce per 458 mila euro) per effetto principalmente:

 della diminuzione degli introiti delle aree di sosta;
 della diminuzione derivante dalla cessazione del servizio di gestione delle centrali termiche comunali;
 dell’aumento dei costi di manutenzione dell’illuminazione pubblica;
 dell’incremento delle spese generali (per effetto imposte IMU e COSAP, consulenze per stime cespiti e interventi area City Hub).

– dell’utile di LGH pari a 2,071 milioni di euro che compensa parzialmente la perdita, ma che risulta comunque in diminuzione rispetto al 2013 di 402 mila euro.

ORA CHE COSA SUCCEDE?

Non cosa succederà in futuro, ma cosa sta già succedendo, visti i mesi intensissimi di duro lavoro nei quali sono già state messe in atto azioni secondo una precisa strategia di salvataggio, di risanamento e di rilancio dell’azienda. In sintesi, il Consiglio di Amministrazione di AEM e l’Amministrazione stanno salvando e rilanciando Aem. Siamo fortemente impegnati a porre rimedio, attraverso interventi mirati, alla situazione economica-finanziaria di AEM considerando tre principali aspetti:

1) Situazione di tensione finanziaria non trascurabile e non sostenibile prospetticamente

 progetto Stand Still: moratoria del debito finanziario all’interno di una grande operazione di sistemazione del debito con attenzione ai piccoli creditori e in rapporto con gli istituti di credito;
 azioni finalizzate alla dismissione di asset non strategici previa attualizzazione della valutazione economica;

2) Copertura della perdita di 13,921 milioni di euro evidenziata dal bilancio di esercizio al 31 dicembre 2014

 riduzione del capitale sociale di 20 milioni di euro (da 113 milioni a 93 milioni di euro).

3) Azioni mirate atte a migliorare la situazione economica e reddituale

 razionalizzazione delle partecipate secondo l’indirizzo dato dall’Amministrazione e ora in fase di attuazione da parte dal nuovo Cda di AEM; queste operazioni societarie permetteranno ad AEM di avere al suo interno unicamente le attività che portano margine quindi con un notevole impatto positivo sulla “gestione caratteristica” della società.
 prosecuzione delle azioni mirate ad aumentare il controllo delle attività svolte dalle strutture interne ad AEM, ma anche e soprattutto da quelle esterne in ottica di miglioramento della economicità.

L’operazione di risanamento di AEM è stata, per questa Amministrazione, necessaria e fondamentale per riacquistare credibilità ed esercitare il ruolo di azionista.

Al 30 giugno 2014 è stata rilevata una importante tensione finanziaria di AEM, ma l’Amministrazione si è attivata con azioni immediate e decisive, secondo un percorso chiaro e strategico. L’operazione di risanamento è in corso.

Abbiamo condiviso tutte le tappe con le forze politiche di maggioranza e di minoranza perché questa è una partita che non riguarda solo il Comune o Aem, ma riguarda davvero tutta la città.

Crediamo in questa azienda e nella sua continuità. Abbiamo ancora tanto da fare, ma l’impegno e la determinazione sono massimi. Insieme al Presidente Massimo Siboni e a tutto il Consiglio di Amministrazione, ai quali va il nostro ringraziamento per la competenza, la serietà e la passione con i quali stanno affrontando questo impegno.

SCARICA IL PDF DEL COMUNICATO STAMPA
Aem, aggiornamento in Consiglio: piano di razionalizzazione e dismissioni

Inserimenti lavorativi anche per chi non trova lavoro e maggiore rilevanza al progetto sociale

Inserimenti lavorativi di cittadini in difficoltà attraverso l’affidamento di contratti per la fornitura di beni e servizi alle cooperative sociali di tipo B, iscritte nell’Elenco Comunale. Abbiamo modificato i criteri delle delibera già assunta il 6 dicembre 2012, dando maggiore rilevanza al progetto sociale e ampliando la platea di soggetti che ne possono usufruire. Riteniamo necessario procedere all’integrazione e modifica dei criteri per un miglior raggiungimento degli obiettivi finalizzati all’affidamento dei diversi servizi.

La normativa prevede che le Pubbliche Amministrazioni possano stipulare convenzioni direttamente con cooperative sociali, in deroga al Codice degli Appalti, per l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, purché detti affidamenti siano di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria. Da ciò anche la Regione Lombardia sostiene il processo di affidamento di beni e servizi da parte della Pubblica Amministrazione alle cooperative sociali definendo in un proprio atto una serie di ‘Indirizzi in materia di affidamento dei servizi e convenzioni tra Enti pubblici e cooperative sociali’.

L’inserimento della clausola sociale all’interno dell’appalto genera per la Pubblica Amministrazione una valore aggiunto: quello di perseguire un obiettivo di coesione sociale consentendo a persone destinate a processi di esclusione di essere socialmente integrate. Inoltre la possibilità, per le persone svantaggiate, di percepire un reddito favorisce la sua uscita dal sistema di welfare pubblico generando risparmio per la collettività. Riteniamo che, accanto alle tipologie di svantaggio individuate all’articolo 4 della legge 381/91 (invalidi fisici, psichici e sensoriali, ex degenti di istituti psichiatrici, soggetti in trattamento psichiatrico, tossicodipendenti, alcolisti, minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, condannati ammessi alle misure alternative alla detenzione) vadano considerate le situazioni richiamate all’articolo 2 del decreto legislativo 276/2003 dove si definisce ‘lavorare svantaggiato’ qualsiasi persona appartenente ad una categoria che abbia difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro ai sensi del Regolamento della Commissione Europea. I beneficiari della clausola sociale verranno individuati e segnalati dai servizi sociali del Comune: solo attraverso il filtro dei servizi sarà infatti possibile individuare le situazioni che necessitano realmente di un inserimento supportato, stabilendo anche le relative priorità e, in accordo con il Servizio di Inserimento Lavorativo dell’Azienda Sociale del Cremonese, gli eventuali strumenti di mediazione all’inserimento.

Le cooperative di tipo B presenti nell’elenco comunale possono presentare offerte che contengano progetto sociale (valutazione massimo 45 punti), progetto tecnico (valutazione massimo 45 punti) e prezzo (valutazione massimo 10 punti). Il progetto sociale contiene le specifiche indicazioni e gli impegni della cooperativa rispetto all’inserimento lavorativo. Sono stati stabiliti i criteri per la valutazione del progetto sociale e i competenti della Commissione aggiudicatrice. Al Settore Politiche Sociali è demandata l’attività di monitoraggio e controllo degli inserimenti lavorativi effettuati attraverso la clausola sociale, avvalendosi dell’Equipe di Coordinamento Inserimenti Lavorativi (Ecil).

Inceneritore, in commissione dati e tempi dei tavoli tecnici: percorso serio e non ideologico

Aggiornamento sul processo di decommissioning dell’inceneritore di Cremona in Commissione consiliare permanente attinente l’ambiente, la salute, la mobilità e i beni comuni. Con l’Assessore alla Salute e al Territorio Alessia Manfredini e l’Assessore alle Risorse, Innovazione e Digitalizzazione Maurizio Manzi abbiamo delineato il lavoro fatto, i dati acquisiti e le prossime mosse. In Commissione anche l’Amministratore Delegato di Lgh Franco Mazzini e il Direttore di Aem Gestioni Enrico Ferrari.

Siamo in un’epoca caratterizzata da un trend nazionale, regionale e territoriale di diminuzione dei rifiuti prodotti. Contemporaneamente, siamo di fronte ad un aumento al 70% di raccolta differenziata in città nel corso del 2015 con un calo stimato di Rur da smaltire, un correlato calo di rifiuti prodotti e una direzione precisa che è la tariffazione puntuale.

L’inceneritore è di proprietà di Lgh, ovvero di cinque territori. L’impianto può bruciare un massimo di 70mila tonnellate annue di rifiuti che derivano dalla Rur, che secondo il trend è in calo, da rifiuti speciali o, con la normativa dello Sblocca Italia, da rifiuti provenienti da altre parti del paese. Su questo ultimo tema il Consiglio comunale si è espresso dando indirizzo preciso alla Giunta di descrivere al Governo le caratteristiche dell’impianto e di manifestare l’inopportunità di collettare rifiuti da altri territori. Ecco, dunque, le lettere inviate al Ministro all’Ambiente Galletti e al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio. Altre caratteristiche sono l’efficienza dell’inceneritore, l’ammortamento e la manutenzione ordinaria e straordinaria sulla base dei parametri sempre più rigidi imposti dall’Unione Europea. Il problema della costruzione di una exit strategy dall’inceneritore è capire quanto costa: non solo quanto costa spegnerlo, ma anche quanto costa mantenerlo. Qual è il cammino in corso? Due tavoli di confronto: un tavolo regionale che da novembre si è riunito quattro volte ed esaurirà il proprio mandato entro il 15 settembre 2015 con un rapporto conclusivo entro il 31 dicembre 2015; un tavolo istituito in Lgh che si riunirà per la prima volta a fine mese e che terminerà il lavoro ad ottobre 2015. La questione è complessa e va studiata con tutta la competenza e la serietà possibili; uno studio commissionato da Lgh al Politecnico che verrà consegnato a metà maggio. Al termine di tutto questo lavoro avremo il quadro completo per definire le tempistiche opportune.

La dirigente comunale del Settore Sviluppo, Lavoro e Area Vasta Mara Pesaro ha illustrato i dati. In base al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (delibera regionale n.1990 del 20 giugno 2014), l’indice di efficienza energetica dell’impianto di Cremona è di 0,54 (E/min), dato che posiziona l’impianto di Cremona in Lombardia solo prima di Accam Spa di Busto Arsizio (0,427) e di Core Spa (0,51). Dati congrui con quelli di Arpa Lombardia del 2014: l’impianto di Cremona ha un’efficienza energetica di 0,55 più alta solo di Accam (0,38).

Il dato di efficenza energetica è un parametro non burocratico, ma tecnico preciso e riassuntivo del funzionamento complessivo dell’impianto. Ecco perché lo abbiamo menzionato nelle lettere indirizzate al Governo. Proprio l’efficienza energetica è importante per considerare l’impatto ambientale. Per quanto riguarda la produzione di energia, in particolare termica, l’inceneritore si posiziona, invece, nella parte alta della classifica regionale. Richiamata anche la delibera di Regione Lombardia del 13 marzo 2014 che definiva il caso di Cremona “un’esperienza pilota nel senso della valutazione funzionale al decommissioning selettivo.

In campagna elettorale abbiamo sempre fatto un’analisi a 360 gradi e abbiamo sempre ripetuto che era importante elaborare un serio piano industriale. Il percorso delineato va proprio in questa direzione. Un percorso laico, non ideologico che deve affrontare diverse questioni. Tra cui anche, e lo chiedo a tutti i consiglieri: siete d’accordo o no che l’inceneritore di Cremona colletti rifiuti da altri territori? L’amministrazione precedente ha avviato un percorso, questa amministrazione lo continua con due tavoli tecnici che stanno lavorando, per di più in confronto con gli altri territori. Alla fine del percorso potremo definire le tempistiche.

Scarica le slide

Tari, incontro con associazioni: dobbiamo arrivare ad applicare già quest’anno le tariffe in linea con le pesature

Dobbiamo arrivare ad applicare, già quest’anno, tariffe sulle macrocategorie in linea con la pesatura a campione effettuata in questo ultimo periodo. Questo l’indirizzo che abbiamo delineato con Vicesindaco Maura Ruggeri, Assessori alle Risorse Maurizio Manzi e al Territorio e alla Salute Alessia Manfredini nell’incontro con i rappresentanti delle associazioni di categoria e del terzo settore sul tema della Tari, dopo la conferenza stampa in cui l’Amministrazione ha annunciato di aver scoperto un errore nei coefficienti approvati in delibera dal Consiglio comunale precedente, con il benestare della Giunta Perri. Particolare importanza abbiamo dato all’attivazione, con il coinvolgimento di Aem Gestioni, della pesatura a campione di rifiuti per la rideterminazione delle tariffe e la nuova approvazione della delibera di consiglio.

Non abbiamo mai smesso di cercare. E’ importante dare atto a questa amministrazione il fatto di aver messo in campo un’analisi attenta e rigorosa dei flussi. Abbiamo detto che avremmo messo in atto processi di controllo e lo abbiamo fatto. Non riteniamola una cosa banale”.

Come hanno spiegato gli Assessori Maurizio Manzi e Alessia Manfredini, siamo già entrati nel merito del costo del servizio, chiedendo al gestore dati su personale, mezzi, spese generali, passaggi nelle zone, costo bidoncini e sacchetti e altre componenti di costo suddivise per le diverse attività di spazzamento, raccolta differenziata ed indifferenziata. Abbiamo appena cominciato. E’ possibile diminuire il costo? Noi ci speriamo e lavoriamo per questo.

Le prossime tappe? Il 31 ottobre il gestore ci consegnerà i dati sulle pesature a campione. L’amministrazione, insieme ai tecnici del Settore Gestione Entrate, analizzeranno i dati e ricalcoleranno le tariffe. Dopo i ricalcoli, ad inizio novembre ci sarà un ulteriore confronto con le associazioni di categoria e con i sindacati. Seguiranno informazioni più precise sulle nuove tariffe, sulla nuova delibera e sulla terza rata, temporaneamente sospesa.

12