L’ex convento di S. Monica sarà il nuovo campus della Cattolica. Ristrutturazione donata dalla Fondazione Arvedi dentro un accordo tra istituzioni pubbliche e private

Nel complesso dell’ex convento di Santa Monica sorgerà la nuova sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Un recupero urbanistico davvero storico per la città (si tratta di un lotto da 20mila metri quadrati), di cui si parla da tanti anni, e un rilancio didattico forte sul tema della produzione agroalimentare con una nuova offerta formativa per non meno di mille studenti. Abbiamo sempre detto che le università hanno senso nelle medie città come la nostra se hanno vocazione internazionale e se si radicano nelle linee di sviluppo del territorio: in questo progetto c’è esattamente questo! Cremona, sempre più città universitaria, insieme a Piacenza, si candida ad essere motore della silicon valley della trasformazione nell’ambito agroalimentare italiano, del food Made in Italy!

IL PROGETTO: NELL’EX S. MONICA LA NUOVA SEDE DELLA CATTOLICA

Implementare l’attuale offerta formativa e culturale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore sede di Cremona con proposte didattiche innovative, esclusive e di eccellenza, valorizzando il Polo universitario affinché diventi riferimento internazionale in ambito agroalimentare e della food economics, vocazione e linea di sviluppo della città e del territorio; recuperare, tramite un’importante e attento intervento di ristrutturazione lo storico ex Monastero di Santa Monica e il Magazzino Carri. Sono questi i due obiettivi condivisi e presentati presso la sede della Fondazione Giovanni e Luciana Arvedi da tutti i soggetti pubblici e privati promotori dell’Accordo di Programma.

Presenti con me il presidente Giovanni Arvedi e Mario Caldonazzo per Finarvedi, il presidente della Provincia Davide Viola, il Sottosegretario Luciano Pizzetti, il vescovo mons. Antonio Napolioni, il Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Franco Anelli, il Preside della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Lorenzo Morelli, Paola Bignardi e Renzo Rebecchi per la Fondazione Cariplo, il Sovrintendente Gabriele Barucca, il Presidente Commissione Affari Istituzionali di Regione Lombardia Carlo Malvezzi e il consigliere regionale Agostino Alloni.

Il nuovo campus universitario permetterà, tra l’altro, di dare ulteriore impulso a “Cremona Food Lab”, progetto elaborato dall’Università Cattolica, congiuntamente a CREA-ZA, Comune e Camera di Commercio di Cremona, vincitore nel 2015 dei “Contributi emblematici” di Fondazione Cariplo, il cui sviluppo è limitato dall’assoluta carenza di spazi e dall’inadeguatezza dell’attuale sede universitaria di via Milano. La disponibilità del cav. Giovanni Arvedi di farsi carico degli oneri relativi alla ristrutturazione dell’intero complesso monastico a fronte di un innovativo progetto culturale e scientifico da parte della Cattolica e la contestuale collaborazione degli Enti, ha permesso di dar corpo al progetto. L’intenso lavoro posto in essere da tutto il sistema territoriale, istituzioni pubbliche e private unite, in sinergia con la Regione Lombardia, ha consentito di definire il progetto e la sostenibilità economica dell’operazione.

La Giunta regionale il 30 ottobre scorso ha dato avvio, ai sensi dell’articolo 6 della Legge regionale 2/2003, al percorso di promozione di uno specifico Accordo di Programma, che definisce ruolo e compiti di ognuno: Fondazione Arvedi si farà carico dell’onere della ristrutturazione dell’immobile; Regione Lombardia metterà a disposizione 1.700.000 euro; la Provincia di Cremona, proprietaria dell’immobile, si sta occupando della relazione con il Fondo Immobiliare Prelios a cui la struttura è stata conferita, e – dopo l’acquisizione – la metterà a disposizione del Comune; il Comune di Cremona garantirà un sostegno economico annuale per la gestione e la manutenzione e l’appoggio al progetto attraverso la costruzione di reti territoriali, nazionali e internazionali, l’Università Cattolica del Sacro Cuore provvederà all’allestimento del nuovo campus e ad attuare la nuova proposta formativa; Fondazione Cariplo sarà coinvolta nell’accordo e seguirà con attenzione tutto il progetto, in quanto ha già investito 2 milioni e mezzo di euro nel recupero di una parte del complesso e ha finanziato il progetto ‘Cremona Food Lab’.

IL PROGETTO DI RECUPERO E RESTAURO DELL’IMMOBILE

Il progetto strutturale prevede il trasferimento delle funzioni dell’Università Cattolica del Sacro Cuore dalla attuale sede di via Milano, 24 al complesso dell’ex caserma Goito con un potenziamento di aule, spazi di servizio e centri di ricerca. La struttura del nuovo Campus universitario andrà a valorizzare l’antico Monastero e l’ex Chiesa di S. Monica, la possente struttura militare del Magazzino Carri, le mura storiche poste a confine con l’antica area fluviale di Cremona e l’adiacente area boscata, polmone verde di oltre 3.000 mq, oltre all’insieme degli altri spazi aperti che, grazie alla permeabilità dei percorsi pedonali, saranno a disposizione della cittadinanza.

Gli spazi per la didattica vengono principalmente localizzati nella struttura dell’ex Magazzino dei Carri, dove saranno presenti anche le aule studio per l’approfondimento individuale. Al piano terra dell’ex Monastero sono state localizzate le funzioni di servizio alla didattica, come la zona segreteria/ accoglienza, gli spazi caffetteria e biblioteca. Sempre nella struttura dell’ex Monastero è prevista la realizzazione dei laboratori a servizio dei corsi di laurea (piano terra), le aule per i corsi master e gli uffici dei docenti (piano primo), oltre a laboratori ed uffici del Centro di ricerca Cremona Food Lab. All’esterno verranno individuati spazi del silenzio e della meditazione, spazi di aggregazione, spazi per gioco e relax e spazi di servizio.

L’Aula Magna troverà luogo nell’ex chiesa di Monica, ed avrà una capienza di oltre 100 posti. Con l’intervento di restauro concordato con la Soprintendenza si riporterà all’originale splendore la struttura seicentesca della chiesa, mantenendo allo stesso tempo visibili gli interventi successivi di epoca militare che ne hanno caratterizzato la storia recente.

IL PROGETTO DIDATTICO E L’OFFERTA FORMATIVA

Il progetto dell’ex S. Monica ha due caratteristiche fondamentali: è fortemente legato alla filiera che caratterizza il territorio cremonese, ovvero la produzione agroalimentare, ed ha un carattere internazionale, ovvero ha l’obiettivo di preparare generazioni di laureati capaci di contribuire allo sviluppo internazionale di questo segmento produttivo.

Al momento la sede di Cremona dell’Università Cattolica del Sacro Cuore vede l’incardinamento di due lauree triennali in lingua italiana, una laurea magistrale in lingua inglese e un master di secondo livello in lingua italiana per un totale di circa 400 studenti. La nuova sede porterà a una composizione dell’offerta formativa di tre lauree triennali, di cui una in inglese e tre lauree magistrali di cui due in lingua inglese, con una popolazione di studenti di non meno di 1000 unità, quindi più che raddoppiata rispetto al presente.

Particolarmente rilevante, inoltre, anche il cambiamento qualitativo del profilo del polo che si caratterizzerà per l’aspetto internazionale, con una attenzione particolare, ma non esclusiva, ai temi dell’agro-alimentare. Lo scopo è quello di formare una classe dirigente italiana pronta ad affrontare i mercati mondiali, ma anche di attrarre studenti da paesi stranieri, cosi come sta già avvenendo per la Laurea Magistrale in Agri-business attiva a Cremona da alcuni anni.

Lo sviluppo della nuova sede si innesta sulle attività di Cremona Food Lab, progetto di ricerca finanziato da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, con un ruolo primario anche di sostegno economico svolto da Comune di Cremona e Camera di Commercio. Questo progetto crea una rete tra l’Università Cattolica dei Cremona e le aziende agro-alimentari del territorio, mettendo a disposizione impianti pilota (che verranno poi trasferiti nella nuova sede), servizi di formazione e ricerca, attività difficilmente alla portata di aziende micro, piccole e anche medie come una buona parte di quelle che operano nel comparto agro-alimentare.

La nuova sede, unitamente al rinnovato progetto didattico-scientifico, consentirà di rafforzare tale rete e di potenziare l’offerta formativa post-laurea di master e di corsi “executive”, fornendo così occasioni di “formazione permanente” e aggiornamento. Lo sviluppo del “Food Made in Italy” è una delle scommesse per il futuro; il settore agro-alimentare e l’internazionalizzazione, insieme al servizio al territorio, saranno i drivers della presenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore nella nuova sede di Cremona.

Telecamere collegate alla Centrale e vigili nei contesti di edilizia pubblica: accordo con Aler

Aumentare la sicurezza e garantire una sempre migliore convivenza nei comparti di Edilizia Residenziale Pubblica. Questi gli obiettivi dell’accordo che abbiamo firmato con Emidio Isacchini, Presidente dell’ALER Brescia – Cremona – Mantova, riguardante il servizio di videosorveglianza, di vigilanza e prossimità all’interno degli stabili di edilizia residenziale pubblica da parte della Polizia Locale. Presenti alla firma dell’accordo l’Assessore alla Sicurezza Barbara Manfredini, Giacomina Bozzoni, Direttore Generale dell’ALER Brescia – Cremona -Mantova, Massimo Boldori, Direttore dell’Unità Organizzativa e Gestionale ALER di Cremona, e il Vice Comandante della Polizia Locale Roberto Ferrari.

In base all’accordo, la Polizia Locale contribuirà a garantire una maggiore sicurezza all’interno degli stabili di edilizia residenziale pubblica, sia attraverso una presenza destinata ad attenuare i conflitti, sia attraverso un’efficace azione di contrasto ai comportamenti, talvolta impuniti, che ledono i diritti delle persone. In base al piano straordinario di sorveglianza, disposto dalla Regione Lombardia, l’ALER Brescia – Cremona – Mantova installerà 22 telecamere fisse o a rotazione su 360° nei quartieri di Edilizia Residenziale Pubblica, in particolare allo Zaist e al Cambonino. Le telecamere, gestite dalla Centrale Operativa della Polizia Locale del Comune di Cremona, garantiranno un controllo continuo, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. In particolare, l’attenzione della Polizia Locale si concentrerà su violazioni, occupazioni abusive, rispetto delle aree comuni, regolamentazione della circolazione e della sosta dei veicoli nei vari complessi abitativi.

Questo accordo integra la progettualità della Polizia Locale che vede già, in modo sistemico, la presenza del “vigile di quartiere” all’interno degli stabili di edilizia residenziale pubblica, con lo scopo di monitorare e gestire, anche attraverso la messa in rete con il Settore Servizi Sociali, la conflittualità e le problematiche di convivenza fra cittadini italiani, stranieri, anziani e portatori di handicap, dando maggior efficacia e forza alla propria azione di prossimità nei quartieri ad alta concentrazione di edifici di edilizia residenziale pubblica. Esperienza ritenuta molto positiva ed apprezzata da ALER, che ha riconosciuto al Comune di Cremona di essere stato un precursore in tale ambito rispetto ad altre realtà.

Spetterà all’ALER procedere a richiamare formalmente il soggetto responsabile di inadempienze ad un comportamento condominiale all’insegna del buon senso, della tolleranza e della correttezza allo scopo di evitare conflitti con gli altri assegnatari di alloggio, avvertendolo che la reiterazione delle violazioni potrà determinare l’inadempimento contrattuale e causare l’avvio dei successivi provvedimenti, compreso il rilascio dell’unità abitativa.

Questo accordo nasce anche da quanto la Polizia Locale sta già facendo e continuerà a fare con sempre maggior forza nei quartieri e nei comparti di edilizia popolare di ALER e del Comune di Cremona con azioni di prossimità e comunità, servizi di ascolto e presenza dei vigili di quartiere, sempre con l’obiettivo di monitorare e gestire, anche in stretta collaborazione con i Settori Patrimonio e Welfare, la conflittualità e le problematiche di convivenza tra coloro che vi risiedono, garantendo quindi maggior sicurezza all’interno degli stabili di edilizia residenziale pubblica. A partire da questo accordo, continuiamo a lavorare insieme per una sinergia sempre maggiore tra sicurezza e welfare.

Accordo per il Po con Piacenza, Lodi, Regioni e oltre 30 comuni: insieme verso il contratto di fiume

Innanzitutto grazie al nostro Assessore al Territorio Andrea Virgilio e ai tecnici, in particolare alla dirigente del Comune Mara Pesaro, perché dietro questa firma ci sono lavoro e persone. E’ un segno di una politica e di una pubblica amministrazione che funziona.

Ciò che stiamo facendo è importante. Nell’attuale processo di urbanizzazione, le città hanno una responsabilità grande: quella di costruire ponti, alleanze territoriali molto forti. Da soli, infatti, non si va più da nessuna parte. La rinascita del paese deve partire dalle città, città aperte ad altri territori.
Non solo: alle città è richiesto di non dimenticarsi del territorio. E questo accordo è un esempio della cura che le città si assumono nei confronti del territorio e del cosidetto ‘nuovo oro’, ovvero l’acqua, bene comune.
Il nostro Po è un fiume di storia di cultura di idee che ha unito i nostri territori. Lungo il Po scorre la musica di Monteverdi, e attraverso il Po si attraversa la storia da Monteverdi a Verdi. Riprendere il legame col Po, vuol dire raccontare a noi e al mondo la nostra storia.
Dentro il contratto di fiume c’è una visione politica per l’oggi e per il domani. Vuol dire consapevolezza e orgoglio di ciò che siamo: siamo un’unica valle del Po, un bacino grandissimo e unico al mondo. Le differenze sono originalità e ricchezza da cui partire, insieme. Questo progetto non è solo un progetto italiano, ma ha una valenza europea. È operazione che dice dell’unità del Paese e che parla all’Europa. In più: c’è un approccio multidisciplinare al tema del fiume Po. Ovvero, come si fa a fare tutela ambientale? Si fa, avendo una visione a 360 gradi, per efficienza ed efficacia.

Affinché l’accordo abbia successo, occorre una governance. E questo accordo consente questa governanche che è punto di partenza per progetti concreti, incanalando ciò che c’è già, come ad esempio la navigazione sul Po (quella del Festival Monteverdi e quella con le Canottieri con circa 4.200 persone sul fiume nel 2016) e promuovendo azioni nuove. Temi fondamentali sono la prevenzione e la manutenzione del bacino del Po che sono grandi opere pubbliche. E l’ambiente, la cultura, lo sport, la mobilità dolce, il turismo, l’impresa e l’ulteriore sviluppo della navigabilità. Dentro questo accordo, intoltre, ci deve essere anche il tema importante delle infrastrutture, ponti e ferrovie.

Stiamo parlando dello sviluppo del territorio e della possibilità, insieme, di ottenere finanziamenti. Con questo accordo siamo interlocutori più forti nella ricerca di fondi.

Per tutte queste ragioni, sono orgogliosissimo di questo accordo che è passaggio storico. Esempio per noi, per il paese e per l’Europa.

Accordo sul Po: responsabilità da portare avanti insieme

Po, accordo con oltre 30 comuni: riscoprirsi città e bacino di terra e di fiume è un dovere e una responsabilità da portare avanti insieme

La nostra città ha un’esigenza a cui stiamo rispondendo insieme: recuperare la sua identità di terra e di fiume. È un dovere e una responsabilità! Cremona non può fare questo da sola, ma si deve lasciare aiutare dai comuni a fianco. Questo quindi è un progetto territoriale. E non solo. Recuperare il Po al centro di una valle è un tema nazionale ed europeo: il fiume non separa ma unisce. Oggi presentiamo un accordo che costruisce una governance territoriale dei processi, governance che mancava, coinvolgendo enti pubblici e privati. Riscopriamo la ricchezza di questa valle, agiamo sulla tutela ambientale e sulla mobilità dolce, valorizziamo progetti già in atto come la navigazione fluviale e creiamone altri, generiamo opportunità culturali e turistiche che sono economia, insieme cerchiamo fondi anche in Europa. Questa è una scelta storica e fondamentale per il nostro territorio e per il paese.

Un ringraziamento particolare all’Assessore al Territorio Andrea Virgilio e alla Dirigente del Comune Mara Pesaro perchè hanno ottenuto questo grande risultato che è un inizio di un percorso in cui Cremona capoluogo continuerà ad essere protagonista.

Al convegno sono intervenuti: Silvio Baronchelli, titolare della Cascina Farisengo, Giorgio Cisini, Assessore di Piacenza, Angelo Caperdoni, Consigliere provinciale di Lodi, Adriano Faciocchi, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cremona e Mara Pesaro, Dirigente del Comune di Cremona.

A Piacenza firmiamo l’accordo territoriale con oltre 30 comuni

Ex area Lucchini, abbiamo risolto una questione ferma da anni. Ora lavoriamo alla destinazione d’uso

Oggi, con un incontro nella Sala Giunta di Palazzo Comunale insieme all’Assessore al Territorio e all’Area Vasta Andrea Virgilio, abbiamo sancito la chiusura definitiva degli accordi inerenti l’ex area Lucchini, grazie ai quali il Comune è divenuto proprietario, in via esclusiva, delle aree poste al piano terra di 4753 metri quadrati che di quelle poste al piano interrato con superficie di 4700 metri quadrati comprese nell’area delimitata dalle vie Mantova – Lucchini – dell’Annona – Cappuccini.

Alla riunione hanno partecipato, per conto del Comune, Marco Pagliarini, dirigente del Settore Lavori Pubblici, Lamberto Ghilardi, dirigente del Settore Centrale Unica Acquisti, Avvocatura, Contratti, Patrimonio, Marco Masserdotti, direttore dell’Unità di staff Urbanistica e Area Omogenea, Gianfranco Baronio, responsabile dell’Ufficio Attuazione Convenzioni. Erano inoltre presenti, tra gli altri, Claudio Casarini, amministratore dell’Intercondominio Lucchini, Giovan Battista Pietra, liquidatore e legale rappresentante della società SECOME srl, e una rappresentanza della Società DALLA BONA SpA.

Si tratta di un risultato storico, reso possibile grazie ad un lungo lavoro di analisi e mediazione operato dai competenti uffici comunali, in particolare dai dirigenti Pagliarini, Ghilardi e Masserdotti e dal funzionario Gianfranco Baronio, ai quali va la nostra sincera gratitudine. E’ stato così possibile risolvere, in via definitiva, con reciproca soddisfazione di tutte le parti in causa, una vicenda molto complessa e che si trascinava da diversi anni. Un altrettanto sincero ringraziamento per la loro disponibilità va naturalmente a Claudio Casarini, nella sua veste di amministratore dell’Intercondominio Lucchini, ed ai rappresentanti delle società SECOME Srl e DALLA BONA SpA.

A seguito della chiusura degli accordi con le varie parti, ora siamo innanzitutto in grado di mettere finalmente ordine ad un comparto da anni in sofferenza a causa di problemi di sicurezza riconducibili anche alla presenza di spazi incustoditi e di aree private aperte all’uso pubblico non regolamentate. Inoltre è nella condizione di disporre, in via esclusiva, di aree che, per caratteristiche, distribuzione e buono stato di conservazione, potranno essere destinate, in coerenza con il processo avviato di razionalizzazione degli spazi comunali, ad una molteplicità di utilizzi: parcheggio pubblico, archivio, magazzino o deposito, oppure alla coesistenza di tutte queste funzioni.

Nel 2007 sono state costituite a favore del Comune di Cremona le servitù perpetue di uso pubblico a parcheggio sulle aree poste al piano terra ed al piano interrato del Piano di Lottizzazione di completamento denominato “ex Lucchini” datato 1999 riguardante parte delle aree poste in via Mantova già oggetto di un Piano di Lottizzazione datato 1985 precedentemente scaduto e solo in parte attuato.

Nonostante l’avvenuta costituzione di servitù di uso pubblico e nonostante le numerose azioni intraprese da parte del Comune gli spazi posti al piano interrato non sono mai stati resi fruibili al pubblico a causa di varie problematiche succedutesi nel tempo, compresi numerosi trasferimenti di proprietà che hanno reso difficile l’individuazione del soggetto effettivamente obbligato la cui figura è stata accertata in via definitiva solo nel 2014.

Il 17 marzo 2016 la proprietà SECOME srl, sollecitata ad adempiere ai propri impegni, manifesta la propria disponibilità a cedere gratuitamente le aree al Comune previa risoluzione di un contenzioso in atto con l’Intercondominio Lucchini dal quale le aree sono state gestite per un certo periodo in assenza di atti che ne attribuissero chiaramente la proprietà. Si prospetta l’opportunità per il Comune di Cremona di divenire proprietario, in via esclusiva, sia delle aree poste al piano terra, per una superficie di 4753 mq, già aperte all’uso pubblico, che di quelle poste al piano interrato (4.700 mq), l’uso pubblico delle quali è ancora impedito.

Tale possibilità è accolta da subito con favore da tutte le parti coinvolte a vario titolo. In particolare i rappresentanti dell’Intercondominio Lucchini manifestano apprezzamento per l’iniziativa nella speranza di vedere definitivamente risolti i problemi di sicurezza, da sempre lamentati, dovuti alla presenza degli spazi incustoditi posti al piano interrato e per l’eventualità, nel frattempo concretizzatasi, di definire compiutamente un accordo con il Comune volto a regolamentare l’utilizzo e la gestione di tutte le aree residue di superficie di proprietà dell’Intercondominio, destinate dal primo Piano di Lottizzazione del 1985 a verde e parcheggio privato di uso pubblico, dando nel contempo la propria disponibilità ad abbandonare il contenzioso con la proprietà degli spazi proposti in cessione al Comune. Questo agevola di fatto la definizione degli elementi di carattere patrimoniale ancora in sospeso.

Ne conseguono alcuni passaggi fondamentali qui di seguito riepilogati. Viene definita innanzitutto la procedura per l’acquisizione in proprietà da parte del Comune dei 15 posti auto di proprietà della Società DALLA BONA SpA collocati al piano interrato. Si opta per la permuta con le sei autorimesse di proprietà comunale poste all’interno del Condominio De Stauris. Il 24 marzo 2016 la Società DALLA BONA SPA manifesta il proprio interesse per l’acquisto di queste autorimesse. Il 6 aprile successivo in Giunta esprimiamo il parere favorevole a tale soluzione e gli uffici competenti provvedono a formalizzare le opportune procedure di evidenza pubblica. Il 25 maggio in Giunta decidiamo di aderire alla proposta di cessione gratuita al Comune di aree ed immobili in parte già asserviti ad uso pubblico posti al piano terra ed al piano interrato nell’ambito del Piano di Lottizzazione di completamento denominato “ex Lucchini” formulata da SECOME srl. Il 15 giugno approviamo la bozza di Convenzione per la regolamentazione dell’utilizzo degli spazi ad uso pubblico posti al piano terra compresi nell’ambito territoriale delimitato dalle vie Mantova – Lucchini – dell’Annona – Cappuccini, proposta da Intercondominio Lucchini. Tale convenzione viene sottoscritta il 12 luglio, sei giorni più tardi, il 18 luglio, segue la stipula dell’atto di cessione gratuita al Comune delle aree ed immobili di proprietà SECOME srl. Infine, il tutto si chiude il 29 settembre con l’atto di permuta di immobili tra il Comune e la società DALLA BONA SpA.

Area Lucchini: risolviamo il problema di anni

Nuova concessione d’uso per regolare i rapporti tra Comune e CremonaFiere

Abbiamo approvato in Giunta, su proposta della Vice Sindaco Maura Ruggeri, la concessione d’uso delle aree di proprietà del Comune di Cremona poste all’interno ed all’esterno in adiacenza del complesso fieristico di Cremona. La concessione – che deve passare al vaglio del Consiglio di amministrazione di CremonaFiere e poi essere sottoscritta – è un atto di sintesi delle azioni contenute in precedenti accordi (risalenti al 2000 e al 2004) che razionalizza i rapporti esistenti rendendo efficiente l’utilizzo del quartiere fieristico e delle aree ad esso dedicate. Nell’accordo, in particolare, abbiamo stabilito le rispettive responsabilità, gli ambiti di gestione delle aree e la corresponsione di un canone di concessione agevolato forfettario annuo di 10.000 euro a fronte degli impegni di CremonaFiere relativi alla manutenzione ordinaria delle aree e degli immobili concessionati e della messa a disposizione di uno spazio gratuito per il Comune di Cremona in occasione delle più importanti manifestazioni fieristiche.

Il risultato raggiunto è stato possibile grazie all’impegno di un apposito gruppo di lavoro incaricato di definire i rapporti con CremonaFiere, nonché ai numerosi incontri sia di un apposito tavolo tecnico, sia dei dirigenti direttamente interessati per giungere alla definizione degli accordi all’interno di un rapporto costruttivo con questa Società.

Insieme agli Alpini per pulire i muri dalle scritte: approvata la bozza di accordo

Un accordo, come ha detto l’assessore alla Rigenerazione Urbana Barbara Manfredini, raggiunto grazie alla disponibilità dell’Associazione Nazionale Alpini che ringraziamo pubblicamente. L’Associazione ha infatti manifestato l’intenzione di avviare, attraverso l’opera dei propri soci aderenti, un’efficace partecipazione alle molteplici azioni già messe in campo dalla nostra Amministrazione destinate ad accrescere la sensibilità dei cittadini verso i beni comuni.

Nell’ambito della rigenerazione urbana, ci siamo da tempo attivati per conoscere i danni legati agli atti vandalici. Dal monitoraggio effettuato dagli uffici comunali è emerso che diversi edifici appartenenti al patrimonio immobiliare comunale del centro storico sono stati deturpati da scritte. Attraverso il censimento si è potuto procedere ad una valutazione complessiva della consistenza dei danni e conseguentemente alla stesura di un primo programma dei possibili interventi. Le superfici interessate sono molteplici e disomogenee, questo rende alquanto difficoltose e costose le operazioni di ripristino.

Grazie a questo accordo, l’Associazione Nazionale Alpini – sezione Cremona-Mantova verrà coinvolta per interventi di piccola manutenzione volti al ripristino delle condizioni minime di decoro degli stabili comunali. E’ questo un modo anche per sostenere iniziative di miglioramento della qualità della vita e per il recupero dell’orientamento alla civile convivenza.

Approvato l’accordo con l’Auser: insieme per politiche a favore di disabili e anziani

Abbiamo approvato in Giunta l’accordo di collaborazione con l’Associazione “AUSER Volontariato Comprensorio di Cremona” onlus. Su proposta dell’assessore al Welfare di comunità Mauro Platè, abbiamo deciso di instaurare una collaborazione con l’Auser per l’attuazione di politiche a tutela e protezione delle fasce più deboli della popolazione, in particolare disabili ed anziani.

Questo accordo – come ha detto l’assessore Platè –  intende favorire l’innesco di sinergie finalizzate allo sviluppo di azioni da progettare insieme a favore dei disabili, degli anziani e dei loro famigliari. Con questo atto concretizziamo inoltre la volontà di riconoscere il ruolo dei soggetti del Terzo Settore, quali espressioni organizzate delle autonome iniziative dei cittadini per realizzare un sistema integrato di interventi e servizi sociali.

AUSER si è resa disponibile, nel rispetto dei ruoli, a lavorare sia nei momenti programmatori sia gestionali per un sistema integrato di interventi e servizi rivolti alle persone fragili e alla città nell’ambito delle politiche sociali.

L’Amministrazione riconoscerà all’Associazione un rimborso delle spese sostenute per lo svolgimento delle attività previste dalla collaborazione. L’accordo, che sarà prossimamente sottoscritto, scadrà il 30 giugno 2017.

A Cremona un hub di ricerca e servizi nell’agroalimentare: accordo tra Comune, Camera di Commercio, Cattolica, Cra di Porcellasco e Provincia per gli Emblematici Cariplo

Un grande progetto triennale che punta a radicare università e laboratori di ricerca sul territorio attraverso la creazione di un polo di ricerca e servizi per le imprese nel settore agro alimentare. Si chiama ‘Cremona Food Lab’ ed è il progetto frutto dell’accordo di partenariato stipulato da Comune di Cremona e Camera di Commercio come partner ed enti finanziatori, Università Cattolica del Sacro Cuore (capofila) e Cra (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura) in qualità di partner e Provincia di Cremona in qualità di ente finanziatore.

L’obiettivo generale è quello della creazione di un hub di ricerca e servizi per le imprese del settore agroalimentare al fine di supportarle nell’innovazione di prodotto e di processo, con particolare attenzione alla sicurezza alimentare, profilo nutrizionale, sostenibilità ambientale ed economica, formazione dei quadri dirigenti e del personale. Questo obiettivo viene realizzato attraverso la creazione di un polo tecnologico nella sede cremonese dell’Università Cattolica con la collaborazione del Centro di Ricerca per le produzioni foraggere e lattiero casearie che ha sede a Porcellasco.

craIl costo complessivo del progetto, frutto dell’accordo approvato nell’ultima Giunta comunale, ammonta a euro 2.541.986, il contributo richiesto a Fondazione Cariplo è di 1.800.000 euro.

Il Comune di Cremona mette, quindi, a cofinanziamento di un progetto una parte del contributo riconosciuto ogni anno all’Università Cattolica, permettendo così ai finanziamenti pubblici di essere volano per ulteriore significativi finanziamenti privati.

Il progetto verrà presentato alla Fondazione Cariplo, sempre attenta al rilancio dei territori, all’interno del piano di ‘Interventi Emblematici’ che quest’anno è in favore delle Province di Cremona e Novara alle quali sono destinati per ognuna 7 milioni di euro su interventi nei settori ambiente, arte e cultura, ricerca scientifica e tecnologica e servizi alla persona.

Con Crema e Casalmaggiore: alla Regione chiediamo un luogo di confronto per lo sviluppo del territorio

Istituire un luogo di confronto, anche con modalità innovative, che abbia la medesima finalità del Comitato di Coordinamento territoriale dell’A.Q.S.T. (Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale). E’ quanto chiediamo, in una lettera congiunta inviata alla sede territoriale della Regione e per conoscenza ai consiglieri regionali, con i sindaci di Crema Stefania Bonaldi e di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni.

Il 20 marzo 2006 si è insediato il Comitato di Coordinamento territoriale dell’A.Q.S.T. per la provincia di Cremona, strumento con cui la Regione e le istituzioni locali individuavano gli interventi considerati strategici per lo sviluppo del cremonese. Dopo la sottoscrizione del primo Accordo Quadro nel 2008, sottolineano i tre sindaci nella loro lettera, alcuni progetti previsti sono stati realizzati, altri attendono di essere rivisti, molti possono essere aggiunti. I sindaci Galimberti, Bonaldi e Bongiovanni rimarcano inoltre che, negli ultimi anni, per diversi motivi, non ultima la recente modifica degli assetti istituzionali territoriali, il Comitato non si è più riunito.

Come specificato nella lettera, la definizione e l’attuazione di obiettivi di sviluppo territoriale non può prescindere da forti politiche condivise, e gli strumenti di programmazione negoziata di cui Regione Lombardia si è dotata tramite la l. r. n.2/2003 sono ancora molto attuali ed utili allo scopo.

Da qui, la necessità espressa dai noi sindaci di un luogo di confronto che riunisca i soggetti istituzionali, produttivi e sociali per studiare insieme prospettive di sviluppo e fare scelte coerenti e strategiche per il territorio.

Lo sviluppo del territorio, nuove prospettive, rafforzamento di linee di crescita sono i contenuti oggetto del luogo di incontro che domandiamo insieme. Abbiamo idee e progetti di sviluppo, che partendo da oggi guardano ai prossimi anni. Insieme alle categorie produttive, associative e ai sindacati, con cui siamo in dialogo, vogliamo fare scelte concrete per lo sviluppo del nostro territorio.