Quattro strumenti storici del Museo del Violino nella Banca internazionale del suono

Il progetto della Banca del suono è davvero importante, non solo per il Museo del Violino ma per la città. Registrare nel magnifico auditorium Arvedi il suono degli strumenti di Amati, Stradivari e Guarneri per creare una vera e propria enciclopedia sonora di questi strumenti unici al mondo è una straordinaria operazione di futuro.



Il progetto Banca del Suono è un incontro tra passato e futuro, tra patrimonio culturale e ricerca: da lunedì 7 gennaio, per circa un mese, quattro capolavori di Stradivari, Amati, Guarneri delle Collezioni del Museo del Violino saranno protagonisti di un nuovo progetto di registrazione, nell’Auditorium Giovanni Arvedi, e di catalogazione grazie ad un software appositamente realizzato per codificarne e riprodurne il suono.

Il progetto è realizzato da Audiozone studios, impresa culturale e creativa di Piacenza specializzata in servizi innovativi e digitali nel settore music production e sound design, con la collaborazione del Comune di Cremona, del Museo e del network friends of Stradivari.

Una banca del suono è un database di note, registrate in tutte le possibili variazioni, accessibile via web come servizio a pagamento per tutti coloro, in particolare musicisti e compositori, che vogliano, restituire le tracce audio di propria realizzazione utilizzando appunto queste note.
Esempi di questo tipo esistono già nel mercato informatico, ma la caratteristica del progetto è mettere a disposizione degli appassionati, per la prima volta, il suono unico e caratteristico degli strumenti della scuola classica cremonese.

Nell’Auditorium Giovanni Arvedi, la viola Girolamo Amati “Stauffer” 1615, suonata dal maestro Wim Janssen, il violoncello Antonio Stradivari “Stauffer” (1700) suonato dal maestro Andrea Nocerino, il violino Antonio Stradivari “Vesuvio” (1727), suonato dal maestro Antonio De Lorenzi, ed il violino Guarneri del Gesù “Prince Doria” (1734), suonato dal maestro Gabriele Schiavi, saranno accuratamente registrati, nota per nota, articolazione per articolazione, con oltre 30 microfoni. Proprio per ottenere le migliori prestazioni acustiche sono stati coinvolti interpreti che, in maggior parte, già collaborano con il Museo del Violino.

Durante la registrazione Audiozone sarà affiancata dal professor Fabio Antonacci del Politecinco di Milano e dagli studenti del Musical Acoustics Lab di Cremona che metteranno a disposizione conoscenze e dati ottenuti dalle loro ricerche e studi effettuati sugli strumenti del Museo e sul acustica del Auditorium.

Tutto il materiale acquisito sarà in seguito inviato in Germania dove, dopo un fase di ricerca e sviluppo, i suoni saranno inseriti in un Software appositamente realizzato per riprodurre fedelmente i 4 strumenti storici.

Il progetto della Banca del suono è davvero importante, non solo per il Museo del Violino ma per la città. Registrare nel magnifico auditorium Arvedi il suono degli strumenti di Amati, Stradivari e Guarneri per creare una vera e propria enciclopedia sonora di questi strumenti unici al mondo è una straordinaria operazione di futuro. Vuol dire conservare “la voce” di questi strumenti, metterla a disposizione di liutai, musicisti, ricercatori nel mondo e consegnarla intatta alle generazioni future. Il ringraziamento va al Museo del Violino, ai partner privati che consentono la realizzazione di questa iniziativa e ai cittadini che subiranno qualche limitato ma inevitabile disagio. Anche questo progetto contribuisce al rafforzamento e alla crescita, anche internazionale, del nostro Distretto della liuteria.

“L’idea – ha spiegato Mattia Bersani, fondatore ed amministratore di Audiozone studios, durante la conferenza stampa – è nata grazie dal nostro lavoro, usiamo quotidianamente software che riproducono strumenti musicali, essendo appassionati e conoscendo l’eccellenza della tradizione liutaia di Cremona (Patrimonio UNESCO Immateriale dell’Umanità) abbiamo pensato di abbinare la storia ed il prestigio degli strumenti conservati dal Museo del Violino alla tecnologia innovativa e digitale del software oggi utilizzati. Un incontro tra passato e futuro per rendere immortale il suono unico ed inconfondibile degli strumenti realizzati da Stradivari, Guarneri ed Amati. I violini Stradivari attualmente impiegati in concerto sono pochi esemplari e solo un ristretto numero di persone ha l’onore di poterli utilizzare. Grazie al nostro software il suono di questi strumenti sarà accessibile a tutti! Un processo di digitalizzazione e di archiviazione che renderà eterno il suono degli strumenti conservati nel Museo del Violino di Cremona”.

In un progetto internazionale non poteva mancare la partecipazione di friends of Stradivari. “Spesso – ha osservato il presidente del network, Paolo Bodini – si parla di suono di Stradivari. Ora si crea un catalogo sonoro straordinariamente importante, realizzato nelle migliori condizioni possibili, con gli strumenti esposti Museo e proprietà della Collezione Civica del Comune di Cremona, della Fondazione Stauffer e dei friends, registrati in una sala dall’acustica perfetta quale l’Auditorium Giovanni Arvedi. È un progetto che guarda al futuro e al mondo. Tutti sappiamo quale sia oggi la potenza del web e la sua capacità di penetrazione al tempo stesso capillare e diffusa: l’auspicio è che molte migliaia di persone vengano in contatto con la nuova Banca del Suono, scoprendo così i meravigliosi tesori di Cremona e siano incuriositi ed incentivati a venirli ad ammirare ed ascoltare dal vivo”.

La realizzazione del progetto Banca del Suono richiederà per circa un mese la limitazione del passaggio dei veicoli in via Belcavezzo e piazza Sant’Angelo nei giorni e negli orari della registrazione, per evitare rumori e vibrazioni che interferiscono con gli strumenti utilizzati per registrare il suono. Dal 7 gennaio al 9 febbraio, dunque, il traffico in via Belcavezzo e piazza Sant’Angelo verrà chiuso ai non residenti lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 8 alle 18 e mercoledì e sabato dalle 13 alle 22. Con opportuna cartellonista verrà segnalata la presenza di stalli per la sosta alle medesime tariffe nel vicino parcheggio di piazza Marconi. I residenti, invece, potranno sempre accedere alla via e alla piazza tramite il personale di sorveglianza in servizio, procedendo però con i propri mezzi a passo d’uomo.


Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Pin on Pinterest0Share on Tumblr0Email this to someone