Il Novecento cremonese presentato a Milano: è una sorta di ‘fuori salone’ su Mina, don Primo e Premio Cremona

Una sorta di ‘fuori salone’ cremonese sul Novecento. La sinergia tra Milano e Cremona, iniziata grazie alla collaborazione tra la mostra ‘Dentro Caravaggio’ in corso a Palazzo Reale di Milano e la mostra ‘Il Genovesino’ in corso alla Pinacoteca di Cremona, prosegue e cresce: la città del Torrone e del Torrazzo, infatti, per l’anno 2018 ha scelto, come Milano, di concentrare il programma culturale sul secolo scorso, collegandosi così al capoluogo di regione per l’ampliamento del cartellone e la promozione delle tantissime iniziative.



La collaborazione con il Comune di Milano, grazie al Sindaco Giuseppe Sala e all’Assessore Filippo Del Corno, che ringrazio per la competenza, la disponibilità e la passione è per Cremona fondamentale e credo anche per Milano. Sono convinto che fare cultura significhi certamente fare proposte di qualità che riscoprano ciò che è stato per dire ciò che può insegnare all’oggi, che stimolino le coscienze, che generino nuova creatività e nuovi linguaggi, che siano volano di turismo ed economia, ma fare cultura è anche costruire relazioni con altri territori che devono essere protagonisti di un nuovo Rinascimento e che devono valorizzarsi insieme. Perché unendosi non si perde di originalità, ma si cresce e ci si promuove con maggior forza. E’ quello che stiamo facendo con Milano che si dimostra desiderosa e capace di rapportarsi con il resto del territorio regionale.

Il programma Cultura a Cremona 2018 dedicato al Novecento avrà focus particolari su grandi personaggi ed eventi che hanno fatto la storia della città e del paese: don Primo Mazzolari, Mina e il Premio Cremona.

LE PAROLE DI DON PRIMO

Da gennaio a dicembre, un calendario fittissimo di eventi dedicati al “parroco d’Italia”, il cremonese Don Primo Mazzolari, una delle figure del cattolicesimo italiano più significative nella prima metà del Novecento, prete, scrittore, oppositore del nazifascismo e attivo per la Resistenza. In programma, per tutto l’anno, letture diffuse in città (una al mese in luoghi diversi, di cui due interpretate dal grande attore Dario Cantarelli), convegni, prodotti editoriali ed esposizioni. Il progetto è redatto e sostenuto da Comune di Cremona, Diocesi di Cremona, Fondazione Don Primo Mazzolari, in sinergia con il Comune di Bozzolo.

La tomba di don Primo a Bozzolo è stata visitata a giugno 2017 da Papa Francesco e a novembre 2016 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A settembre è stato ufficialmente aperto il processo diocesano per la sua beatificazione.
Il primo appuntamento è in programma per il 13 gennaio 2018 (alle ore 16) a palazzo comunale con la presentazione del nuovo libro ‘Un’obbedienza in piedi’, copioso epistolario tra don Primo Mazzolari e i vescovi di Cremona (Geremia Bonomelli, Giovanni Cazzani e Danio Bolognini), curato da don Bruno Bignami e Diletta Pasetti e pubblicato per la prima volta da Edb (Edizioni Dehoniane Bologna).

Il programma su www.comune.cremona.it

CREMONA CANTA MINA

Cremona non può affrontare una programmazione sul Novecento senza valorizzare una delle più grandi voci italiane di sempre, Mina, che proprio a Cremona è nata. Il progetto ‘Cremona canta Mina’ durerà da giugno a novembre e sarà costituito da appuntamenti nuovi strutturati ad hoc e da eventi già esistenti intonati per l’occasione alla Tigre di Cremona che valorizzeranno linguaggi diversi: dalla musica che sarà certamente protagonista, all’immagine e alla grafica con la mostra “Mauro Balletti/ La Mina e la Pittura” di Mauro Balletti, fotografo e grafico, collaboratore di Mina fin dagli anni ’70 che ha dato vita alle copertine di tutti gli album della cantante (in programma da luglio a novembre nella sede espositiva di S. Maria della Pietà).

IL PREMIO CREMONA

Una mostra, mai allestita prima e organizzata nel periodo dal 21 settembre 2018 al 10 marzo 2019 dal Comune di Cremona, in sinergia con GardaMusei e il MuSa di Salò, diretto da Giordano Bruno Guerri, e il Gruppo Sgarbi, che ripercorre la vicenda del Premio Cremona, concorso di pittura che si tenne a Cremona dal 1939 al 1941, istituito da Roberto Farinacci con lo scopo di sostenere l’idea di un’arte celebrativa dei valori e delle imprese del fascismo e improntata a sostenere le esigenze di propaganda ideologica del regime.

Nella mostra, curata da Vittorio Sgarbi e Rodolfo Bona, si renderanno evidenti, le ragioni della politica artistica di Farinacci e gli esiti figurativi della rassegna, esponendo una selezione delle opere presentate durante le tre edizioni della stessa, con una scelta dei dipinti utile a comprendere la trasformazione del linguaggio figurativo nella dialettica tra tradizione naturalistica, eredità delle avanguardie e metamorfosi del Novecento. Si cercherà in questo modo di dar conto delle principali linee di tendenza artistica che confluirono nella manifestazione cremonese e la “funzione sociale” che il fascismo intendeva assegnare all’artista.

Saranno esposti nel luogo originario del premio, al Museo Civico A. Ponzone, i quadri che si sono conservati, anche in condizioni frammentarie, fornendo così un panorama di ciò che ancora resta della produzione legata al Premio Cremona e cercando in questo modo di indirizzare la ricerca verso ulteriori acquisizioni.

A corredo dei tre grandi temi, sempre nel filone dedicato al Novecento, alla Pinacoteca da marzo a giugno 2018 il Comune di Cremona allestirà l’esposizione “Cremonesi del ‘900” con dipinti del Museo Civico (alcuni mai esposti) sui personaggi cremonesi che hanno caratterizzato il secolo scorso, mentre il Porte Aperte Festival, rassegna dedicata alla scrittura, alla musica e al fumetto in programma dal 29 giugno al 1 luglio 2018, farà un focus particolare su Danilo Montaldi, vivace scrittore, intellettuale, politico, ricercatore, critico d’arte e saggista cremonese del dopoguerra.

La cultura 2018 è dedicata al Novecento (la presentazione di luglio 2017)

Galleria fotografica


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