Galimberti all’assemblea Pd
‘Incontro da costruire
nella reciproca autonomia’

Oltre cento persone alla Camera del lavoro per l'appuntamento con il candidato di 'Fare nuova la città'. "Serve una costante disponibilità al confronto e un impegno unitario a dialogare con la città, trovando forme nuove di interlocuzione"



Sala della Camera del lavoro gremita per l’assemblea cittadina del Pd che ha ospitato il candidato alle primarie del progetto civico ‘Fare nuova la città’. A fare gli onori di casa, davanti a oltre cento persone, il presidente dell’assemblea Michele Arisi e il segretario provinciale del Pd Matteo Piloni.
“Le amministrative – ha esordito Piloni – sono un appuntamento importante. Occorre restituire un sindaco a questa città. Le primarie sono necessarie per dare al candidato la più completa legittimazione. E per la prima volta i cittadini cremonesi potranno scegliere il loro sindaco. La candidatura di Galimberti fa bene anche al Pd perché il partito ha bisogno di mettersi in discussione e ha bisogno di non essere autoreferenziale. Insieme si può cambiare volto alla città. Il Pd poteva mettere in campo sue candidature, uomini e donne all’altezza. Ha scelto di non farlo, di mettersi a disposizione. Se vinciamo il Comune con Galimberti, il Pd sarà più forte”.

“Le sollecitazioni – ha detto Galimberti – sono arrivate alla mia persona, ma soprattutto a un progetto, a un’idea, a un metodo partecipativo. Dobbiamo tornare a declinare la politica con un ‘noi condiviso’ prima che con un ‘io’. Quando un pezzo di società civile decide di strutturarsi, deve riconoscere che un altro pezzo di società è strutturata in partiti di cui la società ha bisogno. Riconosciamo che nel Pd c’è una storia di presidio territoriale che risuona di metodi partecipativi che contraddistinguono anche il nostro progetto. ‘Fare nuova la città’, lo rivendico, nella sua autonomia, desidera incontrarsi con quella parte di società strutturata in forme partitiche. E’ chiaro, non sto dando per scontato il rapporto tra Pd e ‘Fare nuova la città’. Va costruito. Serve una costante disponibilità al confronto e un impegno unitario a dialogare con la città, trovando forme nuove di interlocuzione”.

Questi alcuni temi affrontati dal candidato di ‘Fare nuova la città’: lavoro, grandi progetti, rifiuti (“Bisogna smettere di incenerire predisponendo un piano industriale innovativo e concreto”), mobilità (“Serve una visione di insieme”), piano di interventi per la bellezza della città, riforma della macchina amministrativa, partecipate (“La città deve riprendere in mano controllo ed indirizzi”).

“Non promettiamo facili soluzioni – ha proseguito Galimberti – Promettiamo impegno per percorsi e processi. Le reti di comunità sono fondamentali, bisogna partire dai territori per costruire progettualità”.

Al termine un passaggio sulla figura del sindaco. “Se ci sarà data la possibilità di amministrare – ha concluso Galimberti – il sindaco lavorerà per un progetto a lungo termine, ma in totale libertà, senza nessuna preoccupazione di essere poi rieletto. Chiederò a chi sarà nella lista di ‘Fare nuova la città’ di firmare una carta etica con tre impegni: partecipare a consiglio comunale e commissioni, studiare e prendersi in carico un pezzo di territorio della città”.

Numerosi gli interventi di democratici e non che, nell’assemblea, hanno espresso sostegno a Gianluca Galimberti.


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