Galimberti al confronto: ‘Nomi della Giunta? Non troverete nessuno a cui ho promesso qualcosa’

Gianluca Galimberti, dal palco allestito in piazza del Comune per il dibattito pubblico tra candidati sindaco organizzato da Cremona1 e dal quotidiano La Provincia.



“Io sono responsabile del programma e sono responsabile delle deleghe assessorili. Gli assessori, che diminuiranno per legge, dovranno rendere conto al sindaco. Non faccio nomi su possibili assessori perché non troverete nessuno in questa piazza a cui ho promesso qualcosa”. Ha detto così Gianluca Galimberti, dal palco allestito in piazza del Comune per il dibattito pubblico tra candidati sindaco organizzato da Cremona1 e dal quotidiano La Provincia.
“Alla città mancano tante cose – ha continuato Galimberti, interrotto più volte da urla e tifo avversari – Se sono state fatte cose positive, non le cancelleremo, ma le proseguiremo perché anche questo è segno di rispetto delle istituzioni. Ma i cittadini hanno dato un chiaro segnale: la città ha bisogno di vitalità, cambiamento e progetto”.
In un periodo di spending review come riuscire a governare? “Innanzitutto partendo dalla macchina comunale – ha risposto il candidato sindaco Galimberti – Gli assessori devono essere capaci di lavorare insieme e serve una semplificazione degli uffici. Secondo, attraverso le nuove tecnologie: Cremona deve entrare nell’agenda digitale del paese. E terzo, implementando l’ufficio bandi del Comune che, su grandi chiamate, deve mettere insieme i diversi attori presenti in città”.
Cultura, polo tecnologico, lavoro, sicurezza gli altri temi affrontati durante il dibattito. “Il tema della sicurezza – ha concluso Galimberti – è un tema complesso. Si tratta di lotta alla corruzione, di open data e di trasparenza negli appalti, di bilancio leggibile, di coordinamento delle forze dell’ordine, di controlli e di animazione della città. Per noi una città vissuta, con più parchi giochi e valorizzazione dei centri anziani, è una città più sicura”. E sui rifugiati arrivati a Cremona, “nell’emergenza, non possiamo accettare un numero superiore alla capacità ricettiva della città, ma dobbiamo sempre ribadire che si tratta di persone. Nella normalità, sosteniamo progetti di accoglienza che già ci sono e gli attori che, sul territorio, già ci lavorano”.
Conclusione sui parcheggi (“Avete chiuso il buco di piazza Marconi, ma vediamo a che prezzo per la città”) e sull’inceneritore (“Facciamo un piano industriale serio per lo spegnimento entro tre anni”).

Foto di Francesco Sessa

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