Confronto al Cittanova, ‘Perri bis con nuova squadra? Ammissione di fallimento’

Dibattito pubblico al Cittanova tra i candidati alle primarie del centrosinistra. In primo piano, il documento della Pastorale sociale e del lavoro e il giudizio sulla Giunta Perri



E’ iniziato sul documento pubblicato dalla Pastorale sociale e del lavoro in cui si parla di famiglia “definita giuridicamente, sia a livello europeo che locale, come unione matrimoniale tra uomo e donna con un progetto generativo, distinta da forme di convivenza di individui che decidono di vivere assieme e sono titolari di altra soggettività”, il dibattito pubblico al Cittanova tra i candidati alle primarie del centrosinistra.
“Voi l’avete letto tutto? – ha esordito Gianluca Galimberti – E’ un documento interessante su molti punti come beni comuni e partecipazione e altri ancora. All’inizio del documento c’è poi un passaggio in cui si dice: ‘la Chiesa non è e non intende essere un agente politico’. Da parte mia, è la mia storia che insegna un profondo senso della laicità dello Stato. Se mi sarà data la possibilità di governare, sarò sindaco di tutti. Con concretezza. Voi conoscete il regolamento per l’accesso alle case del Comune di Cremona? Lì è considerata la famiglia, compresa quella di conviventi. Questo regolamento, che io penso sia buono, è stato voluto dal centrosinistra e confermato dal centrodestra. Quando io dico concretezza e analisi laica della realtà, dico di cercare di capire cosa è meglio per la vita delle persone. Rispetto al registro delle unioni civili, continuo a pensare che abbia un valore simbolico e poco concreto. Ma se sarò sindaco costruirò luoghi di dialogo in cui discutere senza slogan a partire da opinioni diverse. Prima di tutto in consiglio comunale. Riflettiamo su una cosa, però – ha detto Galimberti – La natalità a Cremona è di 1,22 figli. Siamo tra gli ultimi in Lombardia. La questione della tutela del nucleo famigliare è centrale per il futuro della città e per il welfare”.
“La mia storia – ha proseguito Galimberti – è una storia di estrema attenzione alle problematiche della diversità, intese di volta in volta come lo straniero, la persona diversamente abile, l’omosessuale. Bisogna imparare a parlarsi su queste cose. L’accoglienza della diversità è questione fondamentale che può unire al di là delle divisioni a slogan. La nostra società ha bisogno di una coesione nuova. Impariamo a parlarci”.
“Le prime due cose che faresti se diventassi sindaco?”, ha domandato il giornalista della Provincia Giacomo Guglielmone. “Prendere in mano la partita dell’Expo – ha risposto il candidato di ‘Fare nuova la città’ – perché a questa partita è legato tutto il rilancio dell’alta formazione nell’agroalimentare e nella zootecnia, del turismo e dei collegamenti ferroviari. La seconda cosa: il Polo tecnologico per mantenere posti di lavoro in città e costruire incubatoti di impresa giovane”.
Domande anche sull’inceneritore (“Sì allo spegnimento con un chiaro piano industriale con implementazione della differenziata, impianti che differenziano ulteriormente il rifiuto urbano residuo e sostituzione della parte termica destinata al teleriscaldamento), sulla Cremona-Mantova (“Ci sono i soldi? E quale è la priorità? Per noi la priorità è l’implementazione del trasporto ferroviario), sulla sicurezza (“Coordinamento migliore delle forze dell’ordine, implemento spazi di coesione e attenzione allo stato sociale”).
Perché hai scelto di candidarti alle primarie e non sei sceso in campo autonomamente con ‘Fare nuova la città’?, ha chiesto Gilberto Bazoli della Provincia. “Noi – ha detto Galimberti – pensiamo che una parte di società civile debba avere la capacità di organizzarsi e passare dal prepolitico alla proposta amministrativa della città. E siamo consapevoli che c’è un’altra parte di società civile che è strutturata in partiti e che sa di doversi rinnovare. Crediamo che queste due realtà debbano interagire. Non è una tattica. Ma è una visione di società”.
Al termine, un giudizio sulla Giunta Perri. “Quello che si legge sui giornali – ha detto Galimberti – di una nuova squadra di Oreste Perri e di un nuovo programma è l’ammissione profonda del fallimento di questa amministrazione. La Giunta Perri non ha avuto una visione di città e non ha lavorato in modo coeso. Il mio voto è quattro e mezzo”.


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