Affaitati, Goito, corso Garibaldi: lavori al via per il rilancio del comparto

Si tratta dei progetti che abbiamo fortemente voluto e sostenuto, che costituiscono il rilancio complessivo del comparto che si sviluppa nei pressi di corso Garibaldi e via Palestro. 

Palazzo Affaitati prosegue a ritmo serrato il trasloco di Informagiovani e Centro Fumetto presso gli spazi riqualificati dell’ex Museo Stradivariano. L’inaugurazione di questo nuovo punto di attrazione avverrà il 27 settembre. Informagiovani e Centro Fumetto entreranno da quel momento a far parte del complesso storico tra via Ugolani Dati e via Palestro, andando a costituire così, propio in quel punto, a due passi da corso Garibaldi e con Pinacoteca, Museo di Storia Naturale e Biblioteca statale un vero e proprio polo di cultura, lavoro e giovani. Questa operazione ha consentito anche al Comune di Cremona un risparmio sulle locazioni passive di 40mila euro l’anno.

Cantiere pronto per essere avviato quello di via Goito. La prossima settimana verranno consegniamo i lavori alla ditta esecutrice per la riqualificazione dell’area ex Supercinema che dureranno circa un mese. Dopo tantissimi anni verrà dunque ricucita una ferita nel cuore della città, trasformando un ‘non luogo’ in uno spazio pubblico di sosta e di aggregazione sicuro e illuminato. Verrà rifatta la pavimentazione e realizzato un sistema di raccolta delle acque bianche, verranno posati arredo urbano con gazebi ombreggianti e sedute, cinque pali per l’illuminazione pubblica, una telecamera di sicurezza per una sorveglianza 24 ore su 24. Non sono previste modifiche alla viabilità e via Goito resterà percorribile per tutta la durata dei lavori. Verrà realizzato su una parete, grazie alla creatività del Centro Fumetto Andrea Pazienza, un apposito murales.

La riqualificazione di corso Garibaldi partirà, invece, ad ottobre e comprenderà azioni di rigenerazione strutturale, commerciale e attrattiva. Pavimentazione di pregio, cantiere ‘brandizzato’, arredi che coniugano fruibilità e tecnologia, raddoppio dell’agevolazione al parcheggio di Villa Glori (la prima ora gratis anziché la prima mezz’ora), coinvolgimento di categorie, commercianti, proprietari e residenti, eventi e animazione. 

I DETTAGLI DEL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DI CORSO GARIBALDI

Infrastrutture, abbiamo segnalato 36 opere al Ministero per oltre 25 milioni: interventi idraulici e stradali tra le priorità

L’elenco è stato presentato nella Giunta del 29 agosto dall’Assessore alle Infrastrutture Alessia Manfredini e dal Direttore del Settore Lavori Pubblici Marco Pagliarini. Lo stesso elenco sarà trasmesso alla Prefettura.
E’ di 25milioni e 800mila euro la stima complessiva per interventi che riguardano soprattutto opere idrauliche necessarie per la prevenzione del rischio idraulico e geologico. Nel frattempo proseguiamo l’aggiornamento delle verifiche statiche e dinamiche di ponti e cavalcavia, come già avvenuto per i sovrappassi di via Bergamo e via Milano la scorsa estate.

Nove gli interventi con ordine massimo di priorità. Per le opere idrauliche: consolidamento delle sponde del Naviglio Civico lungo via Naviglio (300mila euro); rifacimento della copertura del Cavo Cerca in via Brescia (500mila euro); realizzazione di una stazione di sollevamento e di una rete per le acque meteoritiche al sottopasso della tangenziale di via Monviso (400mila euro). Tra le opere stradali vi sono il consolidamento del muro di contenimento del tratto di tangenziale tra via Sacco e Vanzetti e via Sesto (1 milione e 500 mila euro), il ripristino di calcestruzzo e armatura dei ponti sulla tangenziale di via Milano e via Bergamo (600mila euro) – la verifica sulla staticità di queste due è già avvenuta con apposite prove nel dicembre 2017 -, la realizzazione del new jersey centrale in via Castelleone (600mila euro), la messa in sicurezza stradale e contro gli allagamenti del tratto San Felice-San Savino (2 milioni e 500mila euro), la realizzazione dello scolmatore est contro l’allagamento di San Felice e dei comuni limitrofi (15 milioni di euro).

Individuati con priorità alta gli aggiornamenti delle verifiche statiche e dinamiche sui ponti di via Bonizone-via Brescia, di via Sesto (sovrappasso tangenziale), di via San Francesco d’Assisi sul Cavo Cerca (presso via Boschetto), di via Milano sul cavo Morbasco (a Cavatigozzi), di via Nazario Sauro sul Naviglio Civico, interventi per cui è previsto un costo di 40mila euro l’uno.

Le restanti opere hanno priorità media: manutenzione straordinaria degli argini del Morbasco nella zona industriale (1 milione), aggiornamenti delle verifiche statiche e dinamiche (40mila euro l’uno) dei ponti di via Malcantone e via San Quirico su Cavo Robecco, di via Erno-Bergamo sulla roggia, di via Bosco, via Flaminia, via Giuseppina e via San Rocco sul Cavo Cerca, di via Rosario e via San Bernardo sul Cavo Robecco, di via del Sale e di viale Po sul Morbasco, di via San Francesco sul Naviglio Civico, dei sottopassi di via Boschetto e di via Bredina-Cambonino, dei ponti di via della Conca e via Eridano sul Cavo Morbasco, di via Milano sul cavo Baraccona, di via Stazione sul cavo Morbasco, di via Ca’ del Binda sul Naviglio Civico, rifacimento del ponte di via dell’Annona sul Cavo Cerca (2 milioni) e rifacimento della copertura del Cavo Cerca presso via Cavo (50mila euro).

Sono escluse dall’elenco le infrastrutture che insistono sul territorio comunale ma sono di competenza di altri enti. Per queste come Comune, in stretta sinergia con i diversi soggetti interessati,chiederemo l’elenco con ordine di priorità, livelli di progettazione e importo stimato. E’ già in programma a tale proposito un incontro con i rappresentanti delle Province di Cremona e Piacenza, RFI, AIPO, Gavio/A21.

San Felice, abbiamo approvato i progetti esecutivi. E continuiamo la battaglia per il ripristino da parte del Governo dei fondi!

Giunta a San Felice e incontro con il Comitato di quartiere. Abbiamo approvato tutti i progetti esecutivi del Bando Periferie: 7 milioni di opere su scuola, palestra, strade, illuminazione e verde. Abbiamo firmato una convenzione con il Governo che è già stata approvata dalla Corte dei Conti. Abbiamo già impegnato risorse umane ed economiche (13mila ore di lavoro per i dipendenti comunali e 150mila euro nelle necessarie consulenze). Ma ora il finanziamento del progetto è in forse dopo l’approvazione al Senato di un emendamento al Milleproroghe. Chiediamo, insieme alle altre città coinvolte e all’Anci, nel passaggio alla Camera, di modificare il testo e di ripristinare i fondi. Altrimenti è una presa in giro per i Comuni che hanno lavorato e soprattutto per i cittadini di San Felice e per la città che non si meritano questo clamoroso passo indietro! 

Andiamo avanti con la battaglia e andiamo avanti con i progetti, rispettando i tempi previsti dalla convenzione: demolizione della scuola infanzia (180mila euro) e costruzione della nuova scuola (oltre 1 milione e 900mila euro), riqualificazione della palestra (oltre 1 milione e 800mila euro), riqualificazione del verde del quartiere (oltre 292mila euro), rifacimento delle strade e dell’illuminazione pubblica (oltre 2 milioni di euro) e azioni sociali di accompagnamento del progetto e di comunità (500mila euro). Invieremo gli atti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Al termine della Giunta abbiamo voluto incontrare il Comitato di Quartiere 14 (S. Felice – S. Savino) presieduto da Nicola Pini. Abbiamo fatto un punto della situazione e chiarito la posizione dell’Amministrazione. Il mancato finanziamento del progetto sarebbe un’offesa per Cremona e per i cittadini, a prescindere dal colore politico. Continuiamo anche con Anci a dare battaglia per il ripristino dei fondi che spettano alla città e al quartiere!

San Felice cambia volto: ecco gli interventi per 7 milioni

Colonie Padane, da settembre gestione al Consorzio Sol.Co. Così possono salpare!

Abbiamo affidato in concessione al Consorzio Sol.Co. Cremona gli spazi e le attrezzature di proprietà del Comune situati all’interno delle Colonie Padane. La concessione è decennale e decorre dal 1° settembre di quest’anno sino al 31 agosto 2028 in cambio della corresponsione di un canone annuo di tremila euro. Questa la decisione contenuta nella determina del Direttore del Settore Centrale Unica Acquisti Avvocatura e Contratti Patrimonio del Comune di Cremona. Si completa in questo modo il percorso che, grazie al fondamentale contributo della Fondazione Arvedi Buschini, ha portato alla riqualificazione del comparto delle Colonie Padane.

Nel settembre 2017 era stato approvato il capitolato per l’affidamento in concessione del centro polifunzionale denominato ex Colonie Padane. Veniva successivamente attivata l’indagine di mercato per l’affidamento in concessione della struttura a seguito della quale è pervenuta un’unica manifestazione di interesse da parte del Consorzio SOL.CO Cremona. Nel dicembre dello stesso anno il Consorzio SOL.CO è stato invitato a presentare la propria offerta e così è avvenuto nel gennaio 2018.

A seguito del confronto tra le parti, si è giunti alla definizione di una proposta di affidamento in concessione che è stata poi condivisa in Giunta il 25 luglio, dopo di che è stata avviata un’ulteriore procedura, ad evidenza pubblica, attraverso la pubblicazione dell’avviso relativo all’affidamento in concessione pluriennale di spazi e attrezzature all’interno della struttura delle ex Colonie Padane entro il 13 agosto. Poiché non è pervenuta nessuna ulteriore manifestazione di interesse, si è proceduto all’affidamento in concessione al proponente iniziale.

Il Consorzio SOL.CO Cremona dal 1° settembre prossimo gestirà il percorso avventura, lo spazio ristoro posto al piano terra della struttura, l’area del minigolf, i due campi da bocce regolamentari, lo spazio eventi – auditorium per manifestazioni culturali, ricreative e musicali all’aperto, lo spazio acqua, gli ambienti che si trovano al primo piano per attività di aggregazione culturale ed eventualmente per ristorazione ed intrattenimento musicale, nonché l’appartamento ex custode che si trova sempre al primo piano.

Il punto di ristoro sarà a servizio di coloro che frequentano, a qualsiasi titolo, il Parco delle Colonie Padane che, appartenente al patrimonio indisponibile del Comune, è escluso dalla concessione al Consorzio SOL.CO. Il concessionario non potrà installare all’interno o all’esterno delle strutture apparecchi e congegni automatici, semiautomatici da intrattenimento e gioco di qualsiasi tipo, quali, ad esempio, videogiochi, videopoker, slot machine, così come previsto dalla vigente normativa. Vietata anche la somministrazione e la vendita di bevande alcoliche ai minori.

Il concessionario, nella fruizione degli spazi e delle attrezzature dovrà, tra l’altro, garantire l’eguaglianza dei diritti, senza alcuna discriminazione, l’inclusione sociale, in modo da rendere agevole l’attività di persone disabili, potrà realizzare opere connesse alla funzionalità della gestione, sempre però nel rispetto dei vincoli ai quali è soggetto il parco e la struttura e sempre a sue spese. Altro aspetto da segnalare, il concessionario, previo accordo con l’Amministrazione comunale le cui iniziative avranno comunque la priorità, potrà realizzare spettacoli, concerti, conferenze, esposizioni, attività culturali e ricreative in genere ad ingresso gratuito, ad invito oppure a pagamento, ad ampio target.

Colonie Padane restituite alla città grazie alla Fondazione Arvedi

Doppia maternità o paternità, le motivazioni della mia scelta in una lettera consegnata personalmente a chi ha fatto richiesta

Gentili Signore,

ho ricevuto la vostra richiesta di registrazione per il riconoscimento della doppia maternità. In assenza di una legislazione nazionale l’eventuale decisione di registrare non è legalmente possibile, anche se so che la giurisprudenza in proposito è in evoluzione. Ho chiesto ai tecnici del Comune di preparare una nota giuridica che accompagni la mia posizione e che allego alla presente. Si tratta quindi di una scelta che il Sindaco assume senza una copertura normativa certa e coinvolge pertanto, in modo particolare, le sue personali convinzioni e la sua visione di società. Mi permetto quindi di condividere con voi alcune riflessioni che motivano la mia decisione.

Esistono legami di affetto e di amore che coinvolgono persone anche dello stesso sesso e si tratta di legami cui chiedere la responsabilità e il dovere del prendersi cura vicendevole e cui garantire allo stesso tempo quei diritti importanti che ne permettono la realizzazione. Il riconoscimento delle unioni civili va in questo senso. Penso che tale riconoscimento sia giusto.

Ed è legittimo e anche bello che all’interno di questi legami possano nascere il desiderio, l’esigenza, l’aspirazione, il bisogno di maternità e di paternità. Ma, e questo è vero per tutti e in tutte le situazioni che viviamo, tali sentimenti si confrontano sempre con i limiti del nostro essere umano, dettati spesso dalle condizioni oggettive, anche fisiologiche. Questi limiti non sempre e per forza devono essere superati e non sono necessariamente un male, ma possono essere occasioni per verificare ciò cui si aspira e per realizzare sempre il meglio. È per me altrettanto vero che desideri, esigenze, aspirazioni, bisogni personali non sempre devono o possono rappresentare diritti generali cui dare risposte, ma occorre capire quali conseguenze determinano su altre persone o quali ricadute sul senso di comunità, in termini di prassi e di mentalità. So che queste convinzioni possono essere controcorrente e forse non condivise da molti, ma nella mia vita spesso queste parole si sono rivelate vere in fatti, eventi, relazioni, incontri.

Per la realizzazione di un’aspirazione alla paternità o maternità da parte di coppie omossessuali esistono pratiche che personalmente ritengo sbagliate. La maternità surrogata penso non sia per nulla rispettosa dell’idea stessa di maternità e delle persone coinvolte. Se una madre porta in grembo un figlio e lo cura nelle prime settimane, instaura con lui un legame profondissimo. Immaginare che tale legame si sciolga o si ricomponga in modo differente in seguito alla stipula di un accordo, che comprende anche un corrispettivo economico, per cui il figlio passerà alla coppia omossessuale, mi sembra irrealistico e profondamente errato. È un uso del corpo della donna che non ritengo giusto ed è una pratica che trascura legami profondi e intimi connaturati alla maternità, determinando un’idea di relazione più improntata alla strumentalità che alla gratuità del rapporto. Il generare la vita, gesto “piccolo” che riguarda intimamente “solo” poche persone, in realtà tocca l’essenza più profonda di una comunità, la sua radice, la sua capacità di essere generativa e quindi viva. La pratica citata ha una ricaduta profonda sull’idea stessa di società e, a mio avviso, con prospettive per nulla positive sia nei confronti delle donne che dello sviluppo della comunità stessa.

Altre pratiche mi lasciano perplesso. Guardando ad aspetti così antropologicamente fondanti come il dare la vita, mi chiedo che cosa significhi usare del corpo di un uomo per fecondare una delle due donne della coppia. Anche se anonimo, un padre esiste e penso che sia corretto considerarlo. Su questo tema, delicato e complesso, che vale anche per coppie eterosessuali, sono aperto al confronto e lo auspico, ma nutro dubbi e perplessità.

Poiché in un confronto come questo penso sia serio e corretto essere aperti e trasparenti, pongo attenzione anche ad un altro tema. So che educare un figlio con affetto e cura dipende dalle capacità, sensibilità, umanità delle persone che lo crescono. E queste capacità sono presenti in molti e in molte esperienze, da cui io e mia moglie possiamo certamente imparare. Ma, pur con questa consapevolezza, che è anche ragione di dubbio e di ricerca per me, non penso sia giusto trascurare una domanda che a me appare centrale, oggi in particolare, nell’epoca storico-culturale che stiamo vivendo: la differenza di genere nell’azione di crescita dei figli è un valore che occorre promuovere? La mia esperienza, anche di educatore, mi ha portato alla personale convinzione che la presenza di un padre e di una madre è un valore importante nell’azione educativa e penso che insieme occorra affrontare la domanda senza che diventi oggetto di battaglie ideologiche, né tanto meno portatrice di un giudizio su storie e vicende personali, ma per tutti occasione di confronto e di approfondimento per il bene della comunità e dei suoi figli.

Certo sono consapevole che il figlio che lei porta in grembo è e deve essere al centro dell’attenzione; non verranno sicuramente meno per lui i diritti che tutelano lui come ogni bambino della città, che è poi figlio dell’intera comunità. E per lui e per tutti i figli della nostra comunità il nostro impegno è massimo e senza sosta. Resta il fatto che certamente una legislazione, complessa da ottenere, è necessaria e il vuoto normativo va colmato. Ma il fatto è che, al momento, questa legislazione, che sappia anche distinguere tra le diverse pratiche, non esiste. Pertanto un gesto come quello che mi chiedete di fare rappresenta un avallo a tutte le pratiche e per questo, dopo una lunga e anche sofferta riflessione, non posso in coscienza dare il mio assenso per i motivi che sopra ho ricordato.

La vostra richiesta domanda a me e a tutti di darci il giusto tempo per pensare a questioni così rilevanti e dovrebbe permettere alla società di affrontare questi temi in un modo che, sempre, deve essere approfondito e civile. Ho chiesto di potervi incontrare, perché, nella differenza delle posizioni, l’incontro può essere portatore di senso e indica un rispetto profondo e, sono sicuro, reciproco delle persone coinvolte e delle storie vissute.

Grazie,

Gianluca Galimberti
Sindaco di Cremona

LA NOTA TECNICA SULLA NORMATIVA VIGENTE

Rifiuti indifferenziati nei cestini, nove sanzioni. Operazione coordinata dalla Polizia Locale

In dieci giorni nove sanzioni per abbandono di rifiuti indifferenziati nei cestini urbani. Sono i risultati dell’operazione condotta dalla Polizia Locale, in sinergia con le Guardie ecologiche volontarie, per favorire la corretta pratica della raccolta differenziata in città. In particolare, i controlli hanno avuto l’obiettivo di disincentivare i cittadini che non differenziano i rifiuti secondo il modello vigente di raccolta differenziata ‘porta a porta’ (che prevede la raccolta a domicilio) ma li collocano impropriamente nei cestini urbani.

In particolare, in questi giorni, i vigili hanno individuato e sanzionato (165 euro è la multa) 9 persone, di cui 2 con la preziosa collaborazione delle Gev. I controlli sono avvenuti sia in centro, sia in periferia, a seguito di segnalazioni da parte del gestore del servizio della raccolta dei rifiuti e, in qualche caso, di cittadini che hanno a cuore il decoro della città. Gli abbandoni generalmente si sono verificati nelle ore in cui la città è meno frequentata, primissima mattina o tarda notte. In un caso, quello più stravagante, il cittadino nascondeva il sacco indifferenziato in una borsa sportiva durante il tragitto dalla casa al cestino, per poi riporre il sacchetto nel contenitore urbano. In qualche caso, gli autori degli abbandoni fermati non sono risultati residenti a Cremona, ma in provincia: si portavano i rifiuti da casa e li abbandonavano nei cestini della città prima di andare al lavoro.

I controlli in corso si affiancano all’azione che abbiamo fortemente voluto, condotta da Linea Gestioni, di sostituzione progressiva dei vecchi cestini urbani con nuovi modelli aventi un’apertura più ristretta che scoraggia anche fisicamente l’abbandono improprio di rifiuti indifferenziati.

Rimuoviamo 350 ceppaie in città: decoro urbano e spazio a nuovi alberi

Quello che viene eseguito è un lavoro complesso: dapprima viene tagliato il moncone del tronco rimasto, seguono la fresatura o la carotatura della ceppaia, l’intervento si conclude con l’asportazione del materiale di risulta. Sono 35 le ceppaie con un diametro inferiore a 40 cm sulle quali si interverrà tramite carotatura, con lo stesso metodo ne saranno rimosse ed asportate 68 con diametro superiore ai 40 cm. Il sistema della fresatura riguarderà invece 114 ceppaie con un diametro inferiore a 40 cm e 132 con un diametro superiore a 40 cm.

Un intervento imponente, attuato dando priorità al comparto cimitero, via dei Cipressi e via Boschetto. Le rimozioni, che avvengono al ritmo di 60 – 70 al giorno, interessano via Massarotti, via Montello, via Montenero, via Pasubio, via Gradisca, via Sabotino, piazza Castello, via Piave, via Dalmazia, via Montegrappa, viale Trento Trieste (compresa l’area all’interno dell’omonima scuola primaria), largo Priori, viale Concordia, via Belgiardino, via Rivelli, piazza Migliavacca, piazza Cappi, via Fontana (pista ciclabile), via Flaminia, largo Pagliari, via Zaist, via S. Bernardo, via S. Francesco d’Assisi, via F. Filzi, via Castelleone, piazza Ragazzi del ‘99, viale Cambonino, via Caffi, via Sesto (nell’area a giardino), quartiere Cambonino (aree a giardino), parco Trebbia, piazza Paracaccia, Cascinetto (area a giardino), via Aporti (giardino della scuola per l’infanzia), via Gaspare Pedone (scuola per l’infanzia S. Giorgio), via Ticino (scuola per l’infanzia Agazzi), Cascina Riposo, via Calatafimi, via dei Classici (scuola infanzia Martiri della Libertà e parco Sartori), Parco al Po, Lungo Po Europa, piazzale Atleti Azzuri d’Italia (piscine), via Bissolati, via Crocile (giardino della scuola primaria), viale Po, via Amidani, via Villa Angiolina, via Caprera (parco e civ.82), via Mentana (giardino scuola per l’infanzia), piazza Marconi, via S. Rocco, via Ippocastani e via Ca’ del Binda.

Si tratta di un intervento straordinario in continuità con quello avviato nel 2016, quando erano state rimosse oltre 240 ceppaie. I viali e le zone alberate riacquistano dunque ordine e decoro. E una volta ultimata la rimozione, sarà possibile poi provvedere a piantare nuovi alberi in sostituzione di quelli a suo tempo abbattuti perché non più recuperabili e dunque pericolosi per l’incolumità pubblica.

Messe a dimora 229 nuove piante e rimosse oltre 240 ceppaie

A rischio i fondi del governo per San Felice, il quartiere e la città non si meritano questa presa in giro

Abbiamo costruito un grande progetto su una nostra periferia, S. Felice, con i soldi del bando periferie. Abbiamo firmato un atto con il governo, nella legislatura precedente, con il governo del paese, abbiamo impegnato a fondo la struttura del Comune, abbiamo messo risorse dirette e di personale per rispettare i tempi, credendo che in uno Stato serio ci debba essere continuità nell’azione amministrativa, quando si sono presi impegni formali e spesi soldi pubblici. Siamo pronti con i progetti e a indire le gare per l’inizio lavori. Ma il governo del cambiamento, il governo Lega e 5stelle, sta provando a cambiare le regole di uno stato civile e, in barba a tutti gli atti fatti, in dispregio a tutti gli sforzi realizzati, senza rispetto nei confronti di tutti i cittadini che abitano nelle periferie delle nostre città e che si aspettano questi interventi toglie soldi alle periferie, toglie soldi alla parte più debole del paese. Dicono per metterli da altri parti a favore dei Comuni, ma non è vero. E intanto è colpito lo sviluppo del paese, a partire dalle zone più fragili delle nostre città e a partire dalle imprese che dai progetti potevano trarre lavoro. Come dice il presidente di ANCI Lombardia e Sindaco di Lecco, Virginio Brivio: “non è possibile pensare allo sviluppo del Paese se non si può contare sulla certezza delle regole.” Infatti qui c’è chi ha lavorato e lavora per lo sviluppo del paese a partire dalle periferie e chi gioca con la propaganda, cambiando le regole in corsa, per ottenere consenso sulla pelle di tantissimi cittadini e dei più deboli. Altro che dignità! Chiediamo insieme a tutti gli altri Sindaci d’Italia di tutti gli schieramenti un radicale cambiamento del testo Milleproroghe approvato al Senato, per il bene del paese e del suo futuro. Noi come Comune continueremo a lavorare per rispettare i tempi dei progetti e per iniziare i lavori. San Felice e la città non si meritano questo improvviso passo indietro, questa presa in giro!

San Felice cambia volto: ecco gli interventi per 7 milioni

La Regione Europea della gastronomia continua, nuovo protocollo con Bergamo, Brescia e Mantova

Abbiamo approvato in Giunta, su proposta dell’Assessore alla Rigenerazione Urbana con delega al Commercio e Turismo Barbara Manfredini, un protocollo di intesa con il Comune di Bergamo, il Comune di Brescia, il Comune di Mantova, la Camera di Commercio di Bergamo, la Camera di Commercio di Brescia, il Camera di Commercio di Cremona, la Camera di Commercio di Mantova, l’Università degli Studi di Bergamo per lo sviluppo e la promozione di azioni comuni nell’ambito di East Lombardy.

Lo scorso anno la Lombardia orientale, sotto il nome di EAsT Lombardy, è stata Regione Europea della Gastronomia, riconoscimento ideato dall’Istituto Internazionale per la Gastronomia, la Cultura, le Arti e il Turismo (IGCAT) per valorizzare la gastronomia in una logica di “cibo esperienziale”, promuovere la filiera gastronomica e sostenere la fruizione di percorsi turistici di riscoperta della gastronomia tradizionale e d’autore. Grazie a questo progetto, iniziato nel 2015, i territori aderenti sono state al centro di un programma di promozione che è stato capace di accendere i riflettori su un territorio vario e ricco di sapori ed eccellenze.

Hanno aderito più di 1.000 operatori, vi sono stati oltre 50 incontri di condivisione sui territori e 13 moduli di formazione. Sono state prodotte 3 guide per operatori, 20 videoricette, 40 servizi fotografici inediti. Sono stati coinvolti oltre 300 giornalisti che hanno contribuito ad alimentare una corposa rassegna stampa fatta di oltre 1.900 fra articoli e citazioni. Infine, sono stati quattro i grandi eventi inediti ideati sul territorio, più di un centinaio gli eventi patrocinati, senza contare la partecipazione a più di 20 tra fiere e workshop di settore.

Come ha detto l’Assessore Manfredini, attraverso East Lombardy, vogliamo proseguire a valorizzare e fare conoscere ad una platea sempre più vasta un patrimonio variegato dove sono presenti, ad esempio, ben 125 prodotti tradizionali che vanno ad affiancarsi a quelli DOP e IGP. East Lombardy, rappresenta un’opportunità di valorizzazione turistica per tutte le attività commerciali ed in particolare per quelle a carattere alimentare e gastronomico. In tale contesto i ristoranti e operatori di settore, con il loro saper fare, la loro creatività, la passione e l’esperienza che li connota, rivestono un ruolo di primo piano per la promozione di prodotti DOP, IGP e tradizionali. Su queste basi sono stati fattivamente coinvolti ed invitati ad essere protagonisti all’interno di questo progetto innovativo come veicolo di rilancio turistico dell’intero territorio e loro hanno risposto in modo entusiastico ed i risultati si sono visti non solo in città, ma su tutto il territorio. East Lombardy è un progetto d’avanguardia e d’innovazione. È stato concepito un percorso originale e individuato un modo nuovo per valorizzare e mettere a sistema le tante e straordinarie eccellenze italiane, a iniziare da quelle agroalimentari. East Lombardy è oggi un autentico brand che parla di qualità – conclude Barbara Manfredini.

Il territorio cremonese – ha dichiarato Gian Domenico Auricchio, Presidente della Camera di Commercio di Cremona, firmatario del Protocollo – vanta un patrimonio gastronomico di eccellenza che ben testimonia un’antica tradizione alimentare e un’importante vocazione gastronomica. Nella provincia di Cremona vengono, infatti, prodotti 8 DOP (prodotti a Denominazione di Origine Protetta), 6 IGP (prodotti a Indicazione di Origine Protetta), 22 prodotti agroalimentari tradizionali riconosciuti da Regione Lombardia e 18 prodotti agroalimentari tradizionali in comune con altre province lombarde, oltre a numerosi prodotti caratteristici. La continuità del progetto che ha riconosciuto l’Area East Lombardy come Regione Europea della gastronomia, rispecchia la cultura gastronomica delle quattro province la cui valorizzazione è in stretta correlazione con la promozione turistica.”

Per questo con gli altri Enti promotori, per proseguire nello sviluppo e la promozione dell’offerta turistica e commerciale dei territori e di incrementare la loro attrattività e visibilità, abbiamo concordato di continuare le attività.

Più sicurezza, abbiamo presentato un progetto in Regione sulle bodycam per i vigili

Bodycam, ovvero telecamere applicate sulla divisa dell’agente e un nuovo sistema di lettura delle targhe delle automobili per il contrasto a gravi violazioni stradali. Abbiamo approvato in Giunta il progetto denominato “Misure progettuali per la sicurezza urbana” che verrà presentato in Regione Lombardia su uno specifico bando. Un progetto da oltre 24mila euro di cui 10mila euro verrebbero investiti dalla Regione e 14mila dal Comune di Cremona. L’obiettivo? Dotare gli agenti di Polizia Locale di strumentazioni all’avanguardia per il presidio del territorio urbano in condizioni di massima sicurezza e massima tutela, da affiancare alle moderne tecnologie già a disposizione del Corpo come il costante collegamento radio alla centrale operativa, le uniformi e i dispositivi di protezione individuale, le attrezzature specifiche per Trattamenti Sanitari Obbligatori, gli spray antiaggressione e le zone coperte da videosorveglianza 24 ore su 24 che sono state recentemente ampliate.

In particolare, le bodycam (collegate in diretta alla centrale operativa) accrescono il livello di sicurezza degli agenti, favoriscono l’assunzione di comportamenti condivisi e controllati sia da parte degli operatori, sia da parte dei cittadini e consentono di ricostruire gli interventi. Il nuovo sistema di lettura delle targhe, installato sul tettuccio delle veicolo di servizio, consente il controllo dinamico, non più solo statico come accade attualmente, dei veicoli senza copertura assicurativa, a tutela dei cittadini che potrebbero essere esposti a incidenti stradali.

Un progetto importante che punta a rafforzare ancora di più il corpo della Polizia Locale, recentemente incrementato – dopo apposito concorso – di dieci unità.