Dal 2014 18 milioni e 690 mila euro da bandi. E ora accordo con Anci e Regione per fare sistema e migliorare sui fondi europei!

Abbiamo presentato oggi, nella Sala Giunta di Palazzo Comunale, il progetto Seav – Servizi Europa di Area Vasta – Lombardia Europa 2020. L’iniziativa è promossa da ANCI Lombardia, Regione Lombardia e Provincia di Brescia (coordinatrice delle province lombarde) e prevede la creazione e il rafforzamento di Uffici Europa in tutti i territori provinciali lombardi per permettere agli enti locali che si organizzano a livello sovracomunale di cogliere le opportunità messe a disposizione dai finanziamenti comunitari. Il progetto è finanziato da risorse europee messe a disposizione da Regione Lombardia.

Con me il Consigliere provinciale Rosolino Azzali, in rappresentanza del Presidente della Provincia Davide Viola, Mario Battello di ANCI Lombardia e dell’associazione Tecla, e Sabrina Medaglia della Provincia di Brescia, partner del progetto. Presenti anche gli Assessori alla Trasparenza e al Territorio, Rosita Viola e Andrea Virgilio.

18 milioni e 690 mila euro, questa l’entità dei finanziamenti che sono stati attribuiti al Comune di Cremona da giugno 2014 a settembre 2018. 157 progetti presentati, 139 finanziati. Numeri che dimostrano il grandissimo lavoro svolto dal Servizio Progetti e Risorse del Comune che ringrazio per la passione, la competenza e l’impegno. Il 22,5% di questi contributi sono arrivati dall’Unione Europea che resta una grande opportunità per Cremona. Vogliamo continuare a lavorare in questa direzione per migliorare la capacità della città e del territorio, intese come sistema, di intercettare fondi europei. Per questo motivo la collaborazione con ANCI e Regione è fondamentale e siamo pronti a sfruttare al meglio questa altra occasione di costruzione di rete per continuare a crescere.

La Provincia – ha aggiunto il Consigliere Azzali – svolgerà un ruolo di graduale costruzione delle competenze e delle relazioni sia professionali che istituzionali presso i comuni e gli stakeholder del territorio e anche un’attività di informazione e sensibilizzazione. Il sostegno ai Comuni è indispensabile per coinvolgerli in processi in particolare sul versante europeo, avvalorando nel contempo e sempre di più il ruolo dell’istituzione a servizio dell’area vasta.

L’iniziativa di ANCI punta a creare e a rafforzare gli Uffici Europa in ogni provincia lombarda (i Seav, Servizi Europa di Area Vasta), che facciano rete tra le migliori esperienze esistenti affinché crescano e si diffondano le competenze del personale degli enti locali nello strategico settore della progettazione e dell’attivazione dei fondi europei. Un progetto finanziato da Regione Lombardia nell’ambito dei fondi POR FSE 2014-2020 e co-progettato da ANCI Lombardia e Provincia di Brescia.

Il progetto, della durata di 30 mesi, prevede laboratori tematici, formazione, coaching, assistenza diretta ai tecnici degli enti locali, fino alla start up di veri e propri uffici territoriali in convenzione dedicati alla individuazione dei bisogni e alla progettazione utile a ottenere finanziamenti europei. Previsto lo sviluppo di azioni e politiche su aree omogenee sovracomunali per aumentare le capacità delle comunità locali di fare rete e di lavorare in sinergia. In queste settimane i responsabili di ANCI Lombardia coadiuvati dal personale della Provincia di Brescia e di TECLA (Associazione per la cooperazione transregionale locale ed europea) stanno completando il tour per i territori per raccogliere le adesioni.

Nell’ambito del progetto è stato anche predisposto un questionario inviato ai più di 1500 enti locali lombardi (Comuni, Province, Comunità montane). Hanno risposto 862 enti, tra cui tutti i Comuni capoluogo e tutte le Province. Dai risultati emerge come gli uffici e le professionalità dedicate in tutto o in parte ai progetti europei siano presenti nel 75% dei comuni di grandi dimensioni e nel 63% di quelli di medie dimensioni. I progetti presentati o a cui gli enti locali hanno partecipato in partnership con altre istituzioni sono stati 561 nel periodo preso in considerazione, che si riferisce alla programmazione 2014-2020. La percentuale di successo si attesta al 35% nel campo della progettazione diretta, mentre dell’89% in quella in cui gli enti locali hanno partecipato in partnership con Regione Lombardia nell’ambito dei fondi strutturali. Per quel che riguarda il personale che si occupa di Europa, il 67% è laureato, ha un’età media di 27 anni e per il 70% è donna.

Via dell’Annonna, primo intervento per ripristino del doppio senso e al lavoro su progetto e fondi per soluzione definitiva

Sono iniziati i lavori per facilitare l’ingresso in via dell’Annona da via Mantova. L’obiettivo dell’intervento è ripristinare, in unadecina di giorni, il doppio senso di marcia, così da limitare i disagi per automobilisti e
residenti. Per motivi di sicurezza rimane comunque in vigore l’ordinanza che stabilisce il divieto di transito ai veicoli di massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate, il divieto di transito agli autobus, e il limite massimo di velocità pari a 30 km/h nel primo tratto di via dell’Annona con ingresso da via Persico dove rimangono i blocchi in cemento. Verranno invece rimossi quelli posizionati nelle vicinanze di via Macello e via Mantova, anche per facilitare la viabilità in occasione delle partite di calcio allo stadio Zini.
Nel frattempo stiamo completando con i tecnici le analisi e le verifiche che permetteranno di redigere il progetto preliminare finalizzato al consolidamento di tutto il tratto tombinato del Cavo Cerca, progetto che si stima costi intorno ai 2 milioni di euro.

Cultura e turismo 2018. I Musei Civici vicini ai 65.000 visitatori in un anno (+7,3%). Vanno forte anche i festival e i turisti crescono del 18,8% all’Infopoint

Partendo dai musei, la Pinacoteca – dopo l’exploit del 2017 che è stato l’anno del “quasi raddoppio” dei visitatori (+74,5% sul 2016) – non ha arrestato la sua crescita. Nel 2018 ha fatto registrare un aumento di 1.525 visitatori con un aumento percentuale del 7% rispetto all’anno precedente. Un risultato ottenuto grazie alla vivace e costante attività della Pinacoteca che attualmente ospita la mostra “Il Regime dell’Arte”, curata da Vittorio Sgarbi e Rodolfo Bona, e che in questo 2019, sarà luogo di una importante esposizione condotta in sinergia con importanti musei europei e di mostre e attività durante tutto l’anno. Al Museo Archeologico l’Amministrazione, con l’esperienza virtuale nella Domus del Ninfeo, ha puntato sull’innovazione e la scelta ha pagato. Anche qui, infatti, il miglioramento rispetto al 2017 è significativo: +8,5% di visitatori. E per continuare a migliorare, sono in programma altre iniziative che coniugano l’archeologia con le nuove tecnologie con l’obiettivo di suscitare l’interesse di un pubblico sempre più ampio, anche di quello più giovane. In crescita anche il Museo di Storia Naturale, che – grazie all’attività con le scuole e con i più piccoli, anche in questo caso con proposte tecnologicamente innovative – nel 2018 ha aumentato le presenze del 6,4% e il Museo del Cambonino che con le numerose e varie attività culturali e di coesione sociale proposte durante l’anno è arrivato a 6.500 visitatori con una crescita a doppia cifra sul 2017 (+10,8%).

In totale in un anno sono state registrate nelle quattro sedi museali 64.677 presenze, oltre 4.400 in più del 2017, con un incremento del 7,3% sull’anno precedente. Numeri importanti che avvicinano i musei civici all’obiettivo delle 65mila presenze, traguardo che l’Amministrazione punta a raggiungere e superare nel corso di questo anno.

Successo anche per la sede espositiva di Santa Maria della Pietà che nel corso del 2018 (escludendo l’iniziativa “Mattoncini all’ombra del Torrazzo) è stata frequentata da 12.063 persone, 15,6% in più rispetto all’anno precedente. Da segnalare l’ottimo riscontro delle mostre dell’Associazione Tapirulan (oltre 4.000 persone per Tony Wolf e Mordillo), del Centro Fumetto con “Igort” (quasi 2.000), dei Burattini e Marionette della Collezione di Anna Triboldi (2.000) e delle motociclette d’epoca del Cavec e Motoclub Torrazzo (3.400), quest’ultima frutto di una nuova collaborazione che è confermata anche per il 2019.

Il 2018 è stato anche l’anno della presenza di Cremona e del genio cremonese di Janello Torriani a Madrid, riscoperto grazie ad una mostra di grande successo (con 22mila visitatori) allestita tra il 2016 e il 2017 al Museo del Violino che è stata esportata a febbraio dello scorso anno, in una formula appositamente studiata per l’occasione, alla Biblioteca Nazionale spagnola. L’esposizione nella capitale spagnola, curata dalla Conservatrice del Museo di Storia Naturale Cinzia Galli con il coinvolgimento di Biblioteca statale di Cremona, Archivio di Stato e Camera di Commercio, ha attirato 34.298 visitatori. La collaborazione tra Cremona e Madrid non termina qui: proseguirà anche nel 2019 con un evento a fine gennaio dedicato alla nostra città presso l’Ambasciata italiana a Madrid in occasione di Fitur, Fiera internazionale del turismo.

Anche i grandi festival estivi urbani sono stati un successo. Il Festival Acquedotte che nel 2018 ha portato artisti di fama nazionale e internazionale in piazza del Comune e a palazzo Trecchi ha fatto registrare 14.950 spettatori, 6.150 in più del 2017 con un incremento di pubblico del 69,8%. Anche il Porte Aperte Festival è risultato in crescita con 10.000 presenze ad eventi diffusi, Porta Mosa e anteprime, 2.500 in più rispetto al 2017 (+33,3%). Incremento di pubblico anche per il Tanta Robba, festival organizzato dall’Associazione Amici di Robi con la collaborazione e il contributo del Comune presso il comparto del parco Po, che ha totalizzato nel 2018 ben 30mila presenze. Ma non solo grandi eventi. Il riscontro è positivo anche per le numerose iniziative di animazione urbana organizzate dall’Amministrazione, anche in sinergia con Associazioni, gruppi e categorie, in centro e nei quartieri. In particolare, da segnalare, le otto serate della seconda edizione di Ballo nei quartieri, la rassegna Sguardo ConCorde con i concerti alla casa di Stradivari che hanno attirato circa 1.200 spettatori tra cremonesi e turisti, l’Effetto Domino in centro con l’esibizione “a catena” di 200 ballerini, i pianoforti diffusi in città e disponibili per essere suonati, in concomitanza con Mondomusica, e i tanti eventi organizzati con il Distretto urbano del commercio, tra cui i Giovedì d’estate delle Botteghe del centro con in particolare Stradeejay vari, evento organizzato da Andrea e Michele di Radio Deejay che ha fatto il pieno con 4.000 partecipanti in piazza Stradivari, e il programma del Natale da favola.

Per concludere, ecco i numeri degli accessi all’Infopoint, che in soli due anni (l’Amministrazione comunale ne ha assunto la gestione dalla Provincia nel 2016) ha incrementato le presenze del 28,8%. Nel 2018, nello specifico, sono state 63.932 le persone che si sono rivolte all’ufficio turistico di piazza del Comune, 10.157 in più del 2017 per una crescita del 18,8%. In aumento sia gli italiani (nel 2018 50.138), sia gli stranieri (nel 2018 13.794): i primi del 14%, i secondi del 40% rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda la distribuzione durante l’anno, il mese clou per gli accessi è stato sicuramente novembre complice la Festa del Torrone (23.658), seguito da aprile (8.080), settembre (4.590), maggio (4.555) e agosto (4.064, quasi il doppio del 2017). Un risultato ottenuto grazie alla crescita costante dei turisti in città, all’ampliamento degli orari di apertura e dei servizi, alla gestione virtuosa tra pubblico e privato. Lo scorso anno è stato caratterizzato anche dalla partenza del nuovo sito del turismo in sinergia con la Regione (www.turismocremona.it) e dall’avvio della nuova cartellonista turistica in città. Un percorso di ammodernamento che continuerà anche nel 2019 con l’istallazione presso l’Infopoint di una vetrina touch screen che permetterà l’accesso ai servizi turistici 24 ore su 24.

Questi numeri dicono che la strada intrapresa per far crescere la cultura e il turismo in città è quella corretta. Programmazione, collaborazioni con i privati, progetti grandi e piccoli, in centro e diffusi, di qualità e popolari. Questi numeri dicono anche che abbiamo sicuramente margini per migliorare ancora e l’impegno è grandissimo. Il ringraziamento va ai tecnici comunali perché dietro queste cifre ci sono il loro lavoro e la loro passione, alle Associazioni, ai gruppi e ai soggetti che hanno collaborato con il Comune, agli sponsor che hanno investito nel programma e nella città. Continuiamo insieme per una città sempre più viva e attrattiva!”

Scarica la tabella con i numeri del 2018
Musei e turismo 2017: la Pinacoteca in due anni ha raddoppiato i visitatori e all’Infopoint accessi cresciuti dell’8,3%

Decreto INsicurezza, ma la sospensione non è la soluzione per i Comuni. Chiediamo con Anci correttivi!

Il decreto produrrà nella nostra città più insicurezza, mettendo in difficoltà i Comuni che si troveranno ad affrontare da soli un fenomeno che andava gestito diversamente e congiuntamente, ma la sospensione degli obblighi di legge di un provvedimento approvato dal Parlamento non è nel potere di un sindaco e non è la soluzione adottabile dai Comuni. Abbiamo già chiesto agli uffici del Comune un’analisi tecnica accurata degli effetti sociali, di sicurezza ed economici che il decreto avrà a Cremona e sul territorio. Vogliamo affrontare numeri e criticità della situazione cremonese con tutti i soggetti coinvolti in città e vogliamo essere protagonisti del tavolo richiesto da Anci tra Ministero e sindaci per risolvere i problemi che questo decreto crea, per discutere modalità operative e correttivi così come avevamo chiesto a gran voce con sindaci di diverso colore politico prima della conversione in legge e come votato dal nostro Consiglio comunale il 26 novembre. A Cremona esiste un sistema virtuoso fatto di regole e di integrazione che, proprio per la sicurezza di tutti, sempre nel rispetto della legge, va portato avanti. Lavoriamo per questo!

Restare umani non è buonismo. Vuol dire governare il fenomeno e rendere possibile un futuro per tutti!

Quattro strumenti storici del Museo del Violino nella Banca internazionale del suono

Il progetto Banca del Suono è un incontro tra passato e futuro, tra patrimonio culturale e ricerca: da lunedì 7 gennaio, per circa un mese, quattro capolavori di Stradivari, Amati, Guarneri delle Collezioni del Museo del Violino saranno protagonisti di un nuovo progetto di registrazione, nell’Auditorium Giovanni Arvedi, e di catalogazione grazie ad un software appositamente realizzato per codificarne e riprodurne il suono.

Il progetto è realizzato da Audiozone studios, impresa culturale e creativa di Piacenza specializzata in servizi innovativi e digitali nel settore music production e sound design, con la collaborazione del Comune di Cremona, del Museo e del network friends of Stradivari.

Una banca del suono è un database di note, registrate in tutte le possibili variazioni, accessibile via web come servizio a pagamento per tutti coloro, in particolare musicisti e compositori, che vogliano, restituire le tracce audio di propria realizzazione utilizzando appunto queste note.
Esempi di questo tipo esistono già nel mercato informatico, ma la caratteristica del progetto è mettere a disposizione degli appassionati, per la prima volta, il suono unico e caratteristico degli strumenti della scuola classica cremonese.

Nell’Auditorium Giovanni Arvedi, la viola Girolamo Amati “Stauffer” 1615, suonata dal maestro Wim Janssen, il violoncello Antonio Stradivari “Stauffer” (1700) suonato dal maestro Andrea Nocerino, il violino Antonio Stradivari “Vesuvio” (1727), suonato dal maestro Antonio De Lorenzi, ed il violino Guarneri del Gesù “Prince Doria” (1734), suonato dal maestro Gabriele Schiavi, saranno accuratamente registrati, nota per nota, articolazione per articolazione, con oltre 30 microfoni. Proprio per ottenere le migliori prestazioni acustiche sono stati coinvolti interpreti che, in maggior parte, già collaborano con il Museo del Violino.

Durante la registrazione Audiozone sarà affiancata dal professor Fabio Antonacci del Politecinco di Milano e dagli studenti del Musical Acoustics Lab di Cremona che metteranno a disposizione conoscenze e dati ottenuti dalle loro ricerche e studi effettuati sugli strumenti del Museo e sul acustica del Auditorium.

Tutto il materiale acquisito sarà in seguito inviato in Germania dove, dopo un fase di ricerca e sviluppo, i suoni saranno inseriti in un Software appositamente realizzato per riprodurre fedelmente i 4 strumenti storici.

Il progetto della Banca del suono è davvero importante, non solo per il Museo del Violino ma per la città. Registrare nel magnifico auditorium Arvedi il suono degli strumenti di Amati, Stradivari e Guarneri per creare una vera e propria enciclopedia sonora di questi strumenti unici al mondo è una straordinaria operazione di futuro. Vuol dire conservare “la voce” di questi strumenti, metterla a disposizione di liutai, musicisti, ricercatori nel mondo e consegnarla intatta alle generazioni future. Il ringraziamento va al Museo del Violino, ai partner privati che consentono la realizzazione di questa iniziativa e ai cittadini che subiranno qualche limitato ma inevitabile disagio. Anche questo progetto contribuisce al rafforzamento e alla crescita, anche internazionale, del nostro Distretto della liuteria.

“L’idea – ha spiegato Mattia Bersani, fondatore ed amministratore di Audiozone studios, durante la conferenza stampa – è nata grazie dal nostro lavoro, usiamo quotidianamente software che riproducono strumenti musicali, essendo appassionati e conoscendo l’eccellenza della tradizione liutaia di Cremona (Patrimonio UNESCO Immateriale dell’Umanità) abbiamo pensato di abbinare la storia ed il prestigio degli strumenti conservati dal Museo del Violino alla tecnologia innovativa e digitale del software oggi utilizzati. Un incontro tra passato e futuro per rendere immortale il suono unico ed inconfondibile degli strumenti realizzati da Stradivari, Guarneri ed Amati. I violini Stradivari attualmente impiegati in concerto sono pochi esemplari e solo un ristretto numero di persone ha l’onore di poterli utilizzare. Grazie al nostro software il suono di questi strumenti sarà accessibile a tutti! Un processo di digitalizzazione e di archiviazione che renderà eterno il suono degli strumenti conservati nel Museo del Violino di Cremona”.

In un progetto internazionale non poteva mancare la partecipazione di friends of Stradivari. “Spesso – ha osservato il presidente del network, Paolo Bodini – si parla di suono di Stradivari. Ora si crea un catalogo sonoro straordinariamente importante, realizzato nelle migliori condizioni possibili, con gli strumenti esposti Museo e proprietà della Collezione Civica del Comune di Cremona, della Fondazione Stauffer e dei friends, registrati in una sala dall’acustica perfetta quale l’Auditorium Giovanni Arvedi. È un progetto che guarda al futuro e al mondo. Tutti sappiamo quale sia oggi la potenza del web e la sua capacità di penetrazione al tempo stesso capillare e diffusa: l’auspicio è che molte migliaia di persone vengano in contatto con la nuova Banca del Suono, scoprendo così i meravigliosi tesori di Cremona e siano incuriositi ed incentivati a venirli ad ammirare ed ascoltare dal vivo”.

La realizzazione del progetto Banca del Suono richiederà per circa un mese la limitazione del passaggio dei veicoli in via Belcavezzo e piazza Sant’Angelo nei giorni e negli orari della registrazione, per evitare rumori e vibrazioni che interferiscono con gli strumenti utilizzati per registrare il suono. Dal 7 gennaio al 9 febbraio, dunque, il traffico in via Belcavezzo e piazza Sant’Angelo verrà chiuso ai non residenti lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 8 alle 18 e mercoledì e sabato dalle 13 alle 22. Con opportuna cartellonista verrà segnalata la presenza di stalli per la sosta alle medesime tariffe nel vicino parcheggio di piazza Marconi. I residenti, invece, potranno sempre accedere alla via e alla piazza tramite il personale di sorveglianza in servizio, procedendo però con i propri mezzi a passo d’uomo.

Gli alberi di Stradivari abbattuti dal maltempo in Val di Fiemme qui a Cremona diventano violini

Gli alberi di Stradivari, abbattuti dal maltempo di novembre in Val di Fiemme, a Cremona diventeranno violini costruiti dagli studenti e dai Maestri della Scuola di Liuteria. E’ questa una delle azioni frutto dell’importante protocollo, approvato in Giunta, tra Comune di Cremona e FederlegnoArredo (Federazione italiana delle industrie del legno, del sughero, del mobile, dell’arredamento e dell’illuminazione), nell’ambito del Distretto culturale della liuteria. Abbiamo firmato l’accordo nella Sala Giunta di Palazzo Comunale con il Direttore Generale di FederlegnoArredo Sebastiano Cerullo. Presenti alla sottoscrizione Daniele Pitturelli, Direttore della Scuola Internazionale di Liuteria, Angelo Sperzaga, Vice Direttore della Scuola, i referenti del Distretto culturale della liuteria, Davide Sora in rappresentanza dei liutai del Distretto.

Grazie a questo protocollo, FederlegnoArredo acquisterà dalla Magnifica Comunità della Val di Fiemme una parte del legname, abbattuto dagli eventi atmosferici dei primi giorni di novembre, legname di adeguata stagionatura, e lo donerà alla Scuola Internazionale di Liuteria. In parte la Scuola provvederà a conservarlo per utilizzi futuri, in parte lo adopererà per costruire due nuovi violini che andranno a costituire il primo nucleo di una vera e propria collezione, la “Collezione Tempesta”. Gli strumenti verranno realizzati dagli studenti della Scuola e dai loro Maestri. L’obiettivo comune è di organizzare, poi, un evento in collaborazione con il Museo del Violino in cui far esibire questi strumenti per raccogliere fondi a favore delle progettualità del Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia e di esporre questa simbolica e preziosa collezione in maniera permanente in città.

Non solo, il protocollo tra Comune e FederlegnoArredo consentirà la collaborazione tra Distretto della Liuteria e il Salone internazionale del Mobile a Milano e all’estero, vetrina straordinaria per la città e il sistema Cremona. Inoltre, il Comune di Cremona, in qualità di capofila del Distretto culturale della liuteria, sosterrà la co-partecipazione della Federazione e delle università in progetti di ricerca finanziati a livello nazionale e internazionale con tematiche legate a manufatti lignei (materiali innovativi, sistemi di misure acustiche, trattamenti e sviluppo di performance dei supporti). FederlegnoArredo, infine, promuoverà, svolgerà e coordinerà iniziative per la formazione professionale e l’istruzione tecnica, favorirà il contatto tra le realtà imprenditoriali della propria filiera e gli associati al Distretto culturale della liuteria al fine di creare sinergie produttive e commerciali, favorirà la promozione internazionale del Distretto, collaborerà con la propria struttura amministrativa e gestionale a progetti di ricerca finanziati, nazionali ed europei.

Il protocollo, in vigore fino al 31 dicembre 2019 e prorogabile, prevede la costituzione di un apposito Comitato di Coordinamento che darà gli indirizzi, individuerà e approfondirà specifiche attività e monitorerà i risultati della sinergia.

E’ un’altra collaborazione davvero strategica per la città e per il Distretto culturale della liuteria che, facendo rete tra istituzioni, università e circa 70 liutai aderenti, continua anche così ad estendere il progetto di laboratorio diffuso, a sviluppare la ricerca applicata e a generare ricadute sulla produzione artigianale liuteria, valorizzandone e accrescendone la qualità.

Stadio, proposta della Cremonese per il diritto di superficie per 99 anni in cambio di 8 milioni di interventi sulla struttura. In Giunta l’ok e a giorni prevista l’uscita del bando

In Giunta, dopo un approfondimento con i tecnici comunali e tenendo conto della perizia redatta da un tecnico esterno, abbiamo deciso di aderire alla proposta della società grigiorossa, sulla base della quale, secondo la normativa in vigore, nei prossimi giorni come Comune di Cremona avvieremo una procedura di evidenza pubblica per verificare eventuali altre offerte migliorative.

In base alla proposta, il Comune di Cremona manterrebbe la proprietà dello stadio Zini, affidando il diritto di superficie fino al 2118 (operazione prevista dal piano di alienazioni approvato ad ottobre dal Consiglio comunale).

L’offerta della US Cremonese e la valutazione fatta dai tecnici comunali e in Giunta, tiene conto di due elementi chiave: primo, in questi anni la Società grigiorossa ha realizzato con oneri interamente a proprio carico significativi interventi alla struttura per circa 4 milioni di euro; secondo, c’è la necessità di effettuare interventi straordinari (non derogabili né rinviabili) del valore di circa 8 milioni e 630 mila euro (che è superiore al valore stesso dello stadio), per consentire di adeguare l’impianto ai criteri previsti dalla più recente normativa nazionale, necessari per la disputa del campionato di serie B.

Considerando opere già realizzate sullo stadio e interventi da realizzare, la proposta della US Cremonese prevede di acquisire il diritto di superficie per 99 anni (quantificato in circa 2 milioni e 863mila euro) offrendo in cambio la realizzazione diretta delle opere straordinarie sullo stadio per adeguarlo alla normativa nazionale, per l’importo di circa 8 milioni e 630 mila euro, più del doppio della quantificazione del valore del diritto di superficie. Data questa proposta, ritenuta congrua sotto il profilo economico e funzionale, eventuali ulteriori soggetti interessati potranno, in fase di bando, incrementare l’offerta del diritto di superficie, monetizzando l’aumento rispetto alla base di gara, fermo restando l’obbligo di realizzare gli stessi interventi proposti dall’US Cremonese e rimborsando inoltre alla medesima le opere da questa realizzate (per circa 4 milioni di euro) ai sensi della concessione in essere.

Restare umani non è buonismo. Vuol dire governare il fenomeno e rendere possibile un futuro per tutti!

La paura è il vero e grande potere forte dell’oggi. La paura..
Se è così e se esisto solo basandomi sulla paura, cosa faccio? Da una parte la cavalco, la fomento, gridando, puntando il dito, dall’altra prometto che con me, solo con me, non ci sarà più. E come? Pensando al tema dell’immigrazione, chiudendo i migranti nei CAS, veri e propri hub, famosi per la loro problematicità, perché così nascondo il fenomeno e i cittadini non vedono e se non vedono stanno meglio e non si accorgono. E poi provando ad espellere o meglio dicendo di mandare via, altro che integrazione, ma sapendo che ciò non accadrà, perché occorre trovare accordi coi paesi d’origine. Però intanto l’ho detto, l’ho gridato e questo affascina. Ma, prima di tutto, la paura non si toglie solo se non si vede il problema e , secondo e soprattutto, in questo modo si generano fantasmi invisibili, in centri difficili da controllare, in cui monta la rabbia e la frustrazione, oppure per strada generando insicurezza o, ancora meglio, altra paura che legittima altro odio.
E poi, che altro faccio se devo rincorrere la paura? Tolgo i diritti a tutti gli stranieri, anche a chi rispetta le regole e paga i contributi, senza distinzione: nelle mense scolastiche, nella sanità, limitando la cittadinanza.. Ma dobbiamo essere molto chiari su questo. E se non ci crediamo, se la frase è “si ok i diritti ma non per tutti”, occhio, occhio: perché i confini sono sempre più sottili ed è un attimo che questa distinzione coinvolga alla fine anche noi, o un nostro parente, o un nostro amico. Che l’odio ci si ritorca contro! Pensarsi razza migliore genera consenso, ma abbiamo già visto questa storia e porta malissimo, porta alla catastrofe.
Voi che sostenete tutto ciò ascoltate questo: guardate che i diritti umani non sono mica “buonismo”! Basta con questa balla colossale. Se togli diritti togli anche doveri e giustizia, per tutti. Perché se crediamo che i diritti umani siano il punto di partenza, ci tiriamo su le maniche e facciamo. Non a prescindere da tutto, ma secondo le regole. Chi uccide, chi ruba, chi fa violenza non è un fenomeno, ma sono sempre persone e se sbagliano, commettendo crimini, vanno prese e punite indipendentemente dal colore della pelle, dalle loro origini, che siano italiane, europee o extraeuropee.
Non facendo assistenzialismo o nascondendo alla nostra vista i fenomeni (così se non li vediamo ci illudiamo che non ci sono e siamo legittimati a fare finta di niente…), ma chiedendo responsabilità e crescita. E questo non è facile, anzi. Non è buonista! Andatelo a dire a chi ogni giorno si occupa di reinserimento dei carcerati che è buonista. Andatelo a dire agli operatori che si occupano ogni giorno di migranti che è buonista. Andatelo a dire alle famiglie che accolgono minori fragili anche provenienti da altre parti del mondo che sono buoniste. Andate a dirlo a chi fa il volontario alle cucine benefiche che è buonista. Balle! Chi lo dice non conosce o fa finta di non conoscere. L’accoglienza degli altri non è buonista. È difficile, faticosa, ti mette in crisi a volte, ma è l’unico orizzonte di crescita e di efficienza. E di umanità! Restare umani non è uno scherzo, è una cosa serissima, è un impegno quotidiano difficilissimo. Altro che buonismo!
Non la paura, l’umanità è il vero potere forte, conquistata, riconosciuta. L’umanità rende tutto più efficiente, rende possibile governare i fenomeni, rende possibile un futuro per tutti!

Sottopassi ciclopedonali, pulizia e ritinteggiatura. Perché una città bella passa anche dall’attenzione alle piccole cose!

Lo scorso ottobre abbiamo rimosso le erbacce ed abbiamo fatto un intervento di pulizia ai sottopassi ciclopedonali di via Eridano, via Mocchino, via Castelleone (Cambonino), via Seminario (Itis), via Arata (Zaist), via Persico (Maristella), via Giuseppina (all’altezza della scuola primaria B. M. Visconti), via Ospedaletto. In questi giorni si sta procedendo con le ritinteggiature. Abbiamo già eseguito gli interventi ai sottopassi del Cambonino e e di via Seminario (di fronte all’Istituto di Istruzione Superiore “J. Torriani) e, compatibilmente con le condizioni meteorologiche, realizzeremo quanto prima i lavori di tinteggiatura ai sottopassi di via Arata, del Maristella, di via Cappuccini, di via Sesto e di via Bergamo-Filzi.

Per altri interventi più complessi e più ingenti su questi manufatti, come la pompa idraulica al sottopasso di via Seminario o il ripristino del sottopasso di via Giuseppina, chiuso in quanto inagibile, è in corso una valutazione insieme ai tecnici comunali sulla base delle risorse disponibili, delle priorità e dell’effettivo utilizzo.

Nel frattempo, stiamo lavorando anche per ritinteggiare alcuni muri di immobili appartenenti al patrimonio comunale: sono infatti in programma interventi in via Dante, via Palestro, piazza Giovanni XXIII e nell’area dell’impianto natatorio di piazzale Atleti Azzurri d’Italia.

Nasce presso il Porto Canale Milling Hub, Polo nazionale della macinazione

Con il via libera in Giunta al Piano di lottizzazione presso il Porto Canale, sta prendendo forma il progetto Milling Hub, la nuova società creata da Ocrim (51%) e da Bonifiche Ferraresi (49%) per realizzare un polo di eccellenza nella macinazione del grano. A breve partirà la costruzione dei primi due mulini con investimenti per circa 20 milioni di euro e l’assunzione di 15/20 addetti per la conduzione. Si tratta del primo lotto dei cinque previsti dal progetto industriale.

Milling Hub nasce con l’obiettivo di rafforzare la filiera agroalimentare italiana, consentendo anche alle industrie alimentari che non possiedono un impianto molitorio di poter tracciare e, quindi, certificare la farina con la quale realizzano i propri prodotti, con la possibilità di impianti dedicati alla macinazione di grani biologici e antichi. Ogni singolo impianto sarà dedicato in utilizzo esclusivo ad un singolo cliente (industria alimentare)  mettendo a disposizione tutte le  competenze tecniche e tecnologiche per ottenere prodotti certificati, tracciabili di alta qualità.

Milling Hub si basa su un’importante sinergia: Bonifiche Ferraresi fornirà il genoma e la materia prima (sono previsti accordi anche con i coltivatori cremonesi), Ocrim metterà a disposizione il proprio know-how, composto da competenze tecniche, tecnologiche e professionali, unito alla tradizione della scienza molitoria,  mentre al Consorzio Agrario il compito dello stoccaggio della materia prima. A ciò si aggiunge l’accordo tra Milling Hub e A2A/LGH sui temi dell’energia, dell’industry 4.0 e del risparmio energetico.

Soddisfatto l’Ad di Ocrim Alberto Antolini: ”Puntiamo a realizzare a Cremona un Hub nazionale nella produzione di farine certificate e di alta qualità e vogliamo contribuire a far diventare la filiera agroalimentare un volano di sviluppo per il made in Italy. La scelta di localizzare a Cremona questo progetto nasce dalla cooperazione che qui si è realizzata: la nostra storica presenza, la positiva collaborazione con il Comune, le Università, la nostra scuola molitoria, il Consorzio e il Gruppo A2A/LGH. Insieme si vince”.

Nei giorni scorsi con la Vicesindaco Maura Ruggeri e l’Assessore Andrea Virgilio ci siamo recati allo stabilimento di via Riglio per un sopralluogo. L’Ocrim è una realtà industriale importantissima per la nostra città, che ringraziamo per la sua grande capacità imprenditoriale, come protagonista di una filiera, quella dell’agroalimentare, che è in crescita e in evoluzione. Il progetto Milling Hub è strategico per la città perché significa lavoro, ricerca, qualità, formazione e perché rafforza il sistema, con la partecipazione preziosa anche di A2A/Lgh. Noi siamo la terra adatta allo sviluppo della filiera agroalimentare e questo progetto rende evidenti le nostre potenzialità. Come Amministrazione abbiamo lavorato e continueremo a lavorare perché crediamo che la sinergia tra pubblico e privato sia strategica e vincente, per l’efficienza e per lo sviluppo del nostro territorio, sempre più leader nazionale e internazionale nell’agroalimentare.